SETTIMANA DELLA CULTURA FRANCESE

Inizia la X Edizione della “Settimana della Cultura francese a Roma”, frutto del gemellaggio tra il Municipio Roma I Centro e il XIII Arrondissement di Parigi. Dall’ 8 al 20 marzo Roma accoglie questo festival ricco di appuntamenti culturali di ogni tipo. L’inaugurazione sarà il venerdì 8 marzo alle ore 19 presso lo Stadio di Domiziano, ovvero, nei sotterranei di Piazza Navona, tra i suggestivi reperti archeologici di epoca romana. In occasione della giornata mondiale delle Donne, il tema della conferenza inaugurale sarà l’impresa al femminile, con la presenza di Sabrina Alfonsi, presidente del Municipio Roma I Centro, Cinzia Guido, Assessora alla Cultura e alle Pari Opportunità del Municipio I, e Jaqueline Zana Victor, incaricata della direzione artistica dell’evento. Il giornalista e scrittore Patrick De Carolis è l’Ospite d’Onore della edizione 2019. Presenterà venerdì 15 marzo alla Fondazione Primoli il suo libro dedicato a Letizia Ramolino Bonaparte. Tra gli appuntamenti diverse mostre: la personale di Marc Vuillermoz al centro culturale Polmone Pulsante, o la mostra fotografica 3×15 del fotografo Antonino Clemenza sulla Street Art nel XIII Arrondissment in collaborazione con il Mese della Fotografia. Paysage industriel di Marc Vuillermoz Anche la musica sarà presente con il concerto a cura della classe di musica da Camera del Maestro Monica De Matteis, presso il Conservatorio di Santa Cecilia. Inoltre sarà possibile fare delle visite guidate al Museo Napoleonico e al Museo della Repubblica Romana, tutto gratuito con prenotazione previa! Tra i tanti eventi anche incontri a Palazzo Merulana e all’ Hotel La Griffe, durante questa manifestazione all’insegna della cultura e per la promozione dello scambio culturale italo-francese. Tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito. Scopri le date e tutti i dettagli del programma...

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Befana a Roma, tutti gli eventi

La Befana a Roma: l’atmosfera magica dell’Epifania negli eventi in programma nella Capitale e in provincia. Scoprili tutti!   Arriva la festa che “tutte le feste porta via”, con le sue sfilate, i suoi dolciumi e le sue bancarelle che andranno a colorare la città. Abbiamo preparato per voi una rassegna di eventi e luoghi in cui trascorrere questo Sabato di festa. In via della Conciliazione, a partire dalle 10.00, si terrà la tradizionale sfilata di Viva la Befana, un corteo unico nel suo genere che ogni anno suscita grande curiosità e interesse nelle migliaia di spettatori presenti, grazie alla sua sapiente armonizzazione di simbologie e contenuti culturali e sociali. Una tradizione che si tramanda attraverso scenografie e costumi ideati dai Comuni sempre diversi che ogni anno sono protagonisti della sfilata, a rappresentare l’universalità dell’Epifania, una festa celebrata secondo la tradizione cristiana che non trascura gli aspetti folcloristici legati alla “vecchia Befana”. Accompagnati ufficialmente dai loro Sindaci, i Re Magi offriranno a tutte le famiglie di Roma e del mondo frammenti di storia, cultura, tradizioni, prodotti e risorse dei Monti Prenestini: un modo nuovo per riempire di contenuti l’antica tradizione del dono che sarà rinnovata anche attraverso quelli simbolici appositamente realizzati per Papa Francesco. Prima del corteo, nella stessa mattinata avrà luogo la tradizionale passeggiata in bicicletta  al seguito delle Befane, che per l’occasione viaggeranno su tre lussuose auto storiche Excalibur. Programma e info: Viva La Befana, tel. 3398604491 ; vivalabefana.com. Assicurazione e ristoro verranno offerti dagli organizzatori; percorsi adatti anche a nonni e bambini. Befana golosa con Viva la Befana al Mercato Centrale, lo spazio dedicato alla gastronomia della Stazione Termini: Venerdì 5 e Sabato 6 Gennaio un temporary store dedicato all’Epifania proporrà a grandi e bambini calze e dolciumi di ogni genere, sfusi e confezionati. Per i bambini caramelle in regalo! In via Giovanni Giolitti 36, dalle 10.00. Maggiori info. Mercato Centrale  Nel segno della tradizione è una passeggiata tra le bancarelle di Piazza Navona. Calze, palloncini e zucchero filato, la Befana che intrattiene i bambini e la storica giostra dei cavalli: sapori e colori della festa dell’Epifania impreziosiscono ulteriormente una visita ad una delle più belle piazze di Roma e del Mondo.   E nei sotterranei di Piazza Navona, Venerdì 5 e Sabato 6 Gennaio, ad attendere i bambini c’è la Leggenda della Befana, raccontata in una visita guidata presso lo Stadio di Domiziano. La visita guidata, pensata per i più piccoli e organizzata dall’Associazione Rome4U , durerà circa un’ora e mezza. Info, prezzi e prenotazioni: Rome4U A Testaccio, un mercatino particolare col Gazometro Market Bio e Vintage, con stand di produttori biologici di frutta e verdura, miele, biscotti, prodotti da forno e molto altro, anche per...

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MERCATINI DI NATALE A ROMA: ECCO DOVE TROVARLI

Con l’avvicinarsi delle feste natalizie la città di Roma si prepara ad accogliere migliaia di turisti nei caratteristici mercatini ricchi di dolciumi, sapori e colori del Natale. L’Amministrazione capitolina ha messo a disposizione anche quest’anno diverse aree per ospitare i caratteristici mercatini natalizi, anche fuori dal centro storico. Tante iniziative coinvolgeranno i romani in piacevoli passeggiate di shopping tra le bancarelle. Andiamo allora a scoprire quali saranno le principali iniziative natalizie. Torna il Natale in Piazza Navona e già dal 2 di dicembre la piazza sarà addobbata per ospitare l’iniziativa natalizia per eccellenza che durerà fino al giorno dell’Epifania. Raggiungibile con la metro b1 in zona Jonio è prevista la manifestazione “Spazio al Natale” in via Scarpanto (Parco Jonio) dall’8 dicembre al 6 gennaio tra prodotti tipici, artigianato e caldarroste. Il ‘Regno del Natale al Luneur’ è invece l’iniziativa che si terrà in via delle 3 fontane 100 dal 18 novembre al 7 gennaio. Dal 17 dicembre prenderà il via la mostra mercato Artigiani Torresina in Viale Indro Montanelli All’interno della bellissima Villa Pamphili ci sarà dal 17 dicembre ‘Christmas Rus’. Il Comune ha destinato moltissime aree per la realizzazione dei mercatini nei diversi municipi e mano mano che verranno comunicati gli orari di apertura ve lo comunicheremo in questo spazio. Intanto segnalateci le iniziative natalizie del vostro quartiere alla mail: ufficiostampa@prolocoroma.it    ...

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Natale 2016. Come festeggiarlo in giro per la Città Eterna!

NATALE 2016. Come festeggiarlo curiosando per la città! Il Natale 2016 si inaugura Giovedì 8 Dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione, quando Roma apre le porte alle feste Natalizie. Il Papa ha dato il via alle festività portando, come tradizione vuole, una corona di fiori alla statua della Madonnina sita in Piazza di Spagna. Il 9 Dicembre, alle ore 16,30 verranno inaugurati in Piazza S. Pietro, alla presenza del Santo Padre, il grandioso albero natalizio donato dal Trentino Alto Adige e il presepe, con personaggi a grandezza naturale, realizzati dall’artista maltese Manwel Grech. È la prima volta dal 1982, anno in cui Papa Giovanni Paolo II decise di allestire il Presepio in Piazza S. Pietro, che il creatore del presepe non è un italiano ed ha dichiarato in un’intervista di aver voluto ricordare, nella rappresentazione del presepio, il suo paese e i tantissimi migranti che ogni giorno giungono sulle coste maltesi come su quelle italiane. Tra i presepi realizzati a Roma, per questo Natale 2016,  consigliamo una visita a quello tanto amato da papa Giovanni Paolo II e da Madre Teresa di Calcutta, il Presepe dei Netturbini con il quale si è voluta ricostruire la Palestina di 2000 anni fa nei minimi dettagli. Il tutto è abbellito da oltre 2234 pietre provenienti da tutto il mondo e da qualche anno è possibile ammirare anche un frammento di Pietra Lunare. Inoltre non potete perdere la bellissima mostra in Piazza del Popolo intitolata 100 Presepi e le piccole opere realizzate nelle maggiori chiese di Roma. Ma il Natale non è solo presepi ed alberi. Bellissimi sono anche i diversi mercati e le splendenti luminarie apposte lungo le principali vie della città. Tra i mercati più importanti indichiamo quello in Piazza Re di Roma e in Piazzale Ankara, una passeggiata è poi d’obbligo a Piazza Navona, dove troverete lo storico carosello. Via Veneto come ogni anno si veste a festa e diviene forse la via più illuminata di Roma, così come via Condotti, via del Corso e via Ugo Ojetti. Non è Natale senza un po’ di musica e anche per quest’anno l’Auditorium Parco della Musica ospiterà la XXI edizione del Roma Gospel Festival (22 Dicembre – 1 Gennaio 2017). Infine ricordiamo ai veri innamorati del Natale il Villaggio di Natale organizzato da Eataly. Con questi consigli la Pro Loco di Roma augura Buone Feste a tutti i Romani e a coloro che ci verranno a trovare durare le festività....

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CARNEVALE ROMANO

Scarica il programma Mostre, convegni, lectio magistralis, concerti e soprattutto il grande corteo rinascimentale che quest’anno troverà una nuova sede in piazza Navona. Dal 30 gennaio al 9 febbraio torna nella Capitale l’VIII edizione del Carnevale Romano – Il futuro di una festa antica, promossa dal Comitato Carnevale romano – di cui fanno parte l’Associazione Culturale Carnevale Romano, D.d’Arte e Federalberghi Roma – e il coordinamento organizzativo di Marco Lepre. La direzione artistica della manifestazione, realizzata in collaborazione con Municipio Roma I, con l’adesione del Comune di Leonessa e della Pro Loco Roma, è affidata a Leonardo Petrillo e l’organizzazione generale è a cura di Francesca Barbi Marinetti. “L’attuale stato di commissariamento della città, la mancanza di un bando, quanto di finanziamenti – spiegano gli organizzatori – non ci ha fermato e abbiamo voluto realizzare questa edizione come puro atto d’amore e di volontariato culturale in omaggio alla storia, alle tradizioni e ai bimbi di Roma e al fine di non interrompere questa ritrovata tradizione comunitaria della Città”. La giornata di apertura si terrà sabato 30 gennaio alle 11 nella meravigliosa cornice della Biblioteca Angelica. L’incontro dal titolo “Carnevale romano: il futuro di una festa antica”, presentato da Daniele Coscarella, prevede suggestioni, musiche, immagini, parole legate alla straordinaria storia del grande evento che sin dal Medio Evo caratterizzò la vita e la cultura della città di Roma con la partecipazione di accademici e intellettuali della cultura nazionale, oltre agli immancabili protagonisti delle edizioni passate, tra cui la celebre attrice Maria Rosaria Omaggio, mirabile interprete di Cristina di Svezia. Durante l’incontro, sarà visibile la mostra multimediale a cura di Robbi Huner e Barbara Roppo con le immagini più significative delle passate edizioni della kermesse capitolina, allora considerata il maggior evento equestre d’Europa per numero di spettatori. Nel pomeriggio di sabato 6 febbraio a partire dalle 14,00 piazza Navona sarà animata dagli Sbandieratori e Musici di Velletri, dai Tamburini del Palio del Velluto di Leonessa e dal Gruppo Musici di Torre Orsina, in attesa che alle 15,00, prenda avvio l’evento più atteso dell’antico e del rinato Carnevale romano: la Sfilata equestre, coordinata da Alessandro Salari, che quest’anno tornerà ad animare Piazza Navona, luogo storico dei grandi eventi carnascialeschi sin dal medioevo. Come da tradizione, alla sfilata prenderanno parte cavalieri e dame in costume, artisti equestri e le rappresentanze buttere della regione, simbolo culturale e storico dell’equitazione da lavoro del nostro Paese, insieme ai corpi militari che hanno dato lustro alla storia della cavalleria italiana, come la fanfara a cavallo del Reggimento Lancieri di Montebello (8°) e la Polizia di Stato a cavallo. Al termine della sfilata seguirà l’animazione in piazza con...

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OPERE DEL BORROMINI

Opere del Borromini: da scalpellino a San Pietro ad assistente del Bernini Francesco Borromini, nato Francesco Castelli Brumino, fu uno degli architetti più importanti e conosciuti del Barocco italiano. Nato nel 1599 sul lago di Lugano, probabilmente era figlio di un capomastro da cui imparò le principali tecniche di intaglio; in seguito passò alcuni anni a Milano per poi trasferirsi a Roma, nel 1619, dove rimase per tutto il resto della sua vita. Grazie ad una lontana parentela con Carlo Maderno, trovò impiego come scalpellino in San Pietro in Vaticano, operando principalmente sui cherubini decorativi, sui festoni e sui cancelli. Quando il Maderno morì, nel 1629, le speranze di Borromini di essere nominato architetto della “fabbrica” di S. Pietro vennero deluse con la nomina al ruolo di Gian Lorenzo Bernini il quale, però, lo confermò suo primo assistente. Borromini proseguì quindi agli ordini di Bernini contribuendo, talvolta, alla progettazione di alcune opere importanti sia di San Pietro sia di Palazzo Barberini come, ad esempio, la bellissima scala ellittica interna. Il rapporto tra i due fu tutt’altro che facile e, nel 1634, i due architetti si separarono definitivamente anche perché, in quel periodo, a Borromini si presentò la grande occasione di progettare la chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane. La Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane Tra le opere del Borromini a Roma, S. Carlo alle Quattro Fontane (S. Carlino) è senza dubbio una delle più note, grazie al fatto che, malgrado le sue ridottissime dimensioni, la chiesa è una delle più geniali composizioni spaziali che siano state mai immaginate, con la sua pianta ovale, accentuata dalla cupola a nido d’ape, l’effetto flessibile delle pareti ondulate e la facciata concavo-convessa molto particolare. Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza Un’altra delle opere del Borromini a Roma è la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, del 1642 e recentemente restaurata; la chiesa ha la pianta stellare formata dall’unione di due triangoli equilateri con la cupola che, all’esterno, è coperta da un tamburo convesso e si conclude su un’alta lanterna a spirale che suggerisce un ideale percorso ascensionale; tutti elementi ripresi anche nella costruzione del tiburio e del campanile della Basilica di Sant’Andrea delle Fratte. La Chiesa di Sant’Agnese in Agone a Piazza Navona Un’altra delle famose opere del Borromini a Roma è la Chiesa di Santa Agnese in Agone, a piazza Navona, del 1653, in cui Borromini riprese il primo progetto dell’architetto Rainaldi apportando piccole modifiche all’interno e ridisegnando la facciata, rendendola concava. La cupola, incorniciata da eleganti torrette, costituisce una delle sue composizioni migliori anche se, prima di essere completata, l’incarico gli venne tolto e riaffidato a Rainaldi e Bernini. Secondo la tradizione, il suo...

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Le opere del Bernini: dalla Barcaccia a Palazzo Barberini

Le opere del Bernini: un nuovo modo di esprimere il barocco Nato a Napoli nel 1598, il Bernini dedicò la sua vita e la sua arte alla città di Roma dove iniziò a lavorare intorno ai sedici anni e dove morì nel 1680. Ad oggi, la Città Eterna, ospita pertanto molte delle opere del Bernini più famose. Palazzi, piazze e giardini hanno mantenuto nel tempo vivida la perfezione delle geometrie e delle forme da lui scolpite, donando a noi un tesoro unico che val la pena di esplorare, consapevoli tuttavia che quello offerto è solo uni dei tanti percorsi volti a scoprire le opere del Bernini a Roma, poiché innumerevoli e suggestive. Fu il cardinale Scipione Borghese a commissionare allo scultore la sua prima opera: la decorazione della villa del Pincio, Villa Borghese, cui seguì il David nel 1619. Grazie a queste opere del Bernini nacque un nuovo modo di esprimere la tecnica barocca sino ad allora utilizzata. La ricerca maggiore del movimento perpetuata dal Bernini, si accentua e perfeziona nell’opera di Apollo e Dafne che ad oggi è possibile ammirare all’interno di Galleria Borghese dove è possibile trovare anche: Il busto del Cardinale Scipione Borghese, il  Ritratto di fanciullo, il dipinto chiamato La Verità ed anche un Autoritratto dell’autore stesso. Bellissime sono anche le fontane che l’artista ha scolpito e che possiamo riconoscere passeggiando fra le strade della capitale. Importante è la Barcaccia, scenografica scultura posta al centro di Piazza di Spagna, oppure  la Fontana dei Quattro Fiumi o quella del Moro presenti in Piazza Navona. Considerato da Urbano VIII l’artista ufficiale della corte papale ed in particolare della famiglia Barberini, le opere del Bernini presenti in Vaticano e nel palazzo appartenente alla famiglia Barberini sono innumerevoli. Ancora una volta possiamo ammirare la maestria dell’artista nello scolpire fontane come  la Fontana delle Api e la Fontana del Tritone, presenti in Piazza Barberini. Esse ci accompagnano, quasi preannunciandoci, la bellezza di Palazzo Barberini poco distante. Il palazzo, nella sua struttura con la scala a pozzo quadrato, il suo salone centrale, la loggia ed il portico sottostante costituiscono, fra le opere del Bernini,uno dei più alti esempi di architettura. Le mura di questo palazzo sono inoltre custodi di altre opere del Bernini come: Il Busto di Antonio Barberini, di Clemente X e di Urbano VIII. Così come il dipinto del David con la Testa di Golia o ancora il Ritratto di Urbano VIII. Fra le opere di Bernini spicca inoltre la Chiesa di Santa Maria del Popolo, presso piazza del Popolo, e la facciata dell’arcata stessa che divide la via Flaminia dalla Piazza. Famoso artista anche presso la corte papale,...

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Campo de Fiori

    Campo de’ fiori a Roma Quella che oggi è la conosciutissima piazza di Campo de Fiori di Roma una volta non era una piazza vera e propria bensì un prato fiorito a cui la piazza, costruita nel corso del ‘400, deve il suo nome. Con la progressiva crescita di importanza del luogo sito nei pressi dell’area dei Banchi e lungo l’importante tragitto che conduceva al Vaticano, nel 1456 Papa Callisto III fece lastricare la zona in previsione di una più ampia risistemazione dell’intero rione Parione, che si protrasse anche per buona parte del secolo XVI. Questo rinnovamento portò alla costruzione di molti palazzi importanti tra cui quello della Cancelleria e il palazzo della famiglia Farnese. Piazza di Campo de Fiori divenne un luogo di passaggio obbligato per personalità di spicco quali ambasciatori e cardinali. Inoltre, ciò comportò un certo benessere economico alla zona e Campo de Fiori divenne sede di un fiorente mercato dei cavalli che si teneva due volte la settimana, il lunedì e il sabato; nelle immediate vicinanze sorsero molti alberghi, locande e negozi di artigiani e ancora oggi, le storiche vie con botteghe tradizionali portano il nome degli artigiani che un tempo vi lavoravano, come Via dei Baullari, Via dei Cappellari o via Via dei Giubbonari. Oltre ad essere sede di attività commerciali e culturali, per secoli Campo de Fiori fu il principale palcoscenico delle esecuzioni pubbliche. Tra queste la più famosa, avvenuta nel 1600, è quella di Giordano Bruno, filosofo e frate domenicano che fu arso vivo nella piazza perché accusato di eresia: la statua a lui intitolata venne posta nel centro della piazza, dove si trova ancora e prese il posto di una fontana detta “la terrina”, per la sua forma a zuppiera, spostata in piazza della Chiesa Nuova. L’attuale estensione di Campo de Fiori venne raggiunta dopo il 1858 mentre, nel 1869, il mercato di Piazza Navona venne spostato a Campo de Fiori, diventando quello che oggi è conosciuto come uno dei mercati più popolari e folkloristici della Capitale, molto vivace e frequentatissimo, tanto da ispirare perfino il film “Campo de fiori” del 1943, con Anna Magnani e Aldo Fabrizi. La sera, quando i banchi del mercato sono ormai chiusi, Campo de Fiori si trasforma completamente per diventare una delle mete più gettonate della movida notturna romana. Brulicante di giovani e piena di locali, pub, bar e ristoranti di vario genere, l’atmosfera della piazza spesso si surriscalda, tanto da far nascere anche alcuni momenti di tensione e risse tra chi ha alzato un po’ troppo il gomito, con conseguenti proteste delle persone residenti nella zona. Sempre bella e storica ma forse, ormai, troppo chiassosa durante le...

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Passeggiate Centro Storico

Passeggiate al centro storico di Roma. Roma è una città ricchissima di luoghi e monumenti storico-artistici di enorme bellezza ma si tratta pur sempre di una città piuttosto grande, il cui centro storico è molto ampio e non facilmente percorribile interamente a piedi. In questo articolo cercheremo di darvi qualche spunto e itinerario da seguire per visitare le zone più famose e popolari della città. Per compiere la prima delle passeggiate al centro storico, vi suggeriamo di prendere la linea A della metropolitana e di scendere alla fermata “Flaminio”. Uscendo dalla metro vi recherete a Piazza del Popolo, una delle più grandi e suggestive di Roma, dove vi consigliamo di entrare nella chiesa subito a sinistra, S. Maria del Popolo contenente dipinti del Caravaggio e del Pinturicchio o in una delle due chiese gemelle che troverete nella piazza, S. Maria in Montesanto e S. Maria dei Miracoli. Da queste due chiese si dipartono tre grandi strade che formano il cosiddetto “tridente”: prendete quella a sinistra, Via del Babuino, in modo da giungere in Piazza di Spagna. Da qui potrete scattare foto alla famosa scalinata e alla fontana della “Barcaccia” del Bernini e, poi, prendere Via dei Condotti e concedervi una passeggiata tra le vetrine dei negozi più lussuosi della città. Arrivati all’incrocio con Via del Corso girate a sinistra e proseguite dritto fino a Piazza del Parlamento dove vedrete, alla vostra destra, il palazzo in stile barocco di Montecitorio, sede del Parlamento Italiano. Tornando su Via del Corso girate a destra e arrivate alla Galleria Colonna, dove potete fermarvi per una sosta tra negozi, bar e ristoranti. L’itinerario prosegue su Via del Corso dove, dopo pochi metri svoltando a sinistra in Via delle Muratte, raggiungerete Fontana di Trevi. Inoltratevi poi in Via Minghetti e continuate l’itinerario per raggiungere Piazza Santi Apostoli. Proseguite dritto, attraversate Via 4 Novembre prendete Via dei Fornari. Una volta arrivati alla fine della strada girate a destra e arrivate a Piazza Venezia, la monumentale piazza romana dominata dal grande Altare della Patria, dove vi suggeriamo di visitare il Museo del Risorgimento. Uscendo vi ritroverete su Via dei Fori Imperiali dove potrete visitare le rovine e il Foro Romano ed, infine, il Colosseo che si staglia sullo sfondo del viale (info visite qui). Per altre passeggiate al centro storico si può partire dalla fermata metro A di “Ottaviano”, vicina sia alla Basilica di San Pietro che ai Musei Capitolini. Da Piazza S. Pietro imboccate Via della Conciliazione e, arrivati sul Lungotevere Castello, potrete visitare il maestoso Castel Sant’Angelo; da lì attraversate Ponte Sant’Angelo e imboccate Via Panico, poi a sinistra Via dei Coronari fino all’altezza di...

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Tour di Roma in 3 giorni

Scopri Roma in 3 giorni Se avete a disposizione solo un week-end per visitare la città eterna, noi vi segnaliamo quali sono gli itinerari che assolutamente non potete perdere! Per una delle città più belle d’Italia sono molteplici gli itinerari turistici che vengono consigliati al fine di scoprire le meraviglie che vie, piazze e palazzi, hanno da offrire. Ogni giardino, fontana, museo, ha da raccontare secoli di tradizioni, innovazione, desolazione o trionfo. Ed è prezioso questo retaggio storico che portiamo con noi nel tempo, così tanto, che se anche non potete permettervi troppi giorni lontani dalla vita lavorativa, di certo non potete mancare di visitare Roma! Così eccovi pronto un tour di Roma in 3 giorni! Forse troppo pochi per conoscere la città eterna in modo approfondito, ma abbastanza per scoprirne ed assaporarne la magia. Primo giorno Il nostro tour di Roma in 3 giorni prevede, come prima tappa, i luoghi più suggestivi dell’antico impero. Iniziamo dal simbolo di Roma per eccellenza: il Colosseo. Collocato sulla Linea B della metropolitana della capitale, l’Anfiteatro Flavio è l’inizio della più illustre via dei Fori Imperiali. Qui svettano l’Arco di Costantino sulla sinistra e l’area dei Fori Imperiali sulla destra, le bianche pietre dei musei capitolini in piazza Venezia e le strade che condurranno all’indirizzo di Piazza Navona e Piazza di Spagna. Via del Corso funge così da spartiacque dove da un lato è possibile raggiungere la “perfetta sfera” del Pantheon, antico tempio romano dedicato a tutti gli dei. Ed a poca distanza, in direzione del Tevere, incontrare la barocca Piazza Navona. Qui svettano la Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini, la Chiesa di Sant’Agnese in Agone e Palazzo Pamphilj. Ed a pochi passi da queste opere è possibile mangiare in uno dei luoghi più caratteristici di Roma: Lo Zozzone. Assaggerete pizza farcita in mille modi diversi, per uno street food davvero originale! E non perdete la possibilità di prendere il caffè in una delle torrefazioni e caffetterie più antiche della capitale: Sant’Eustacchio. Riprendiamo quindi la nostra visita dalla parte opposta di via del Corso, dove sarà invece possibile accedere alla Fontana di Trevi ed a Piazza di Spagna. Ed a questo punto, perché non godere dei piatti tipici della cucina romana presso una delle migliori trattorie della capitale? Trattoria Al Moro, proprio dietro la Fontana di Trevi, vi permetterà di chiudere in bellezza questa prima parte del nostro tour di Roma in 3 giorni. Secondo giorno La seconda tappa del nostro tour di Roma in 3 giorni ci vede spostarci sulla Linea A della metropolitana, fermata Ottaviano, per la visita della Città del Vaticano, dove in piazza San Pietro svetta la...

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Acquedotto dell’Acqua Vergine

Acquedotto dell’Acqua Vergine A Roma lungo un percorso sotterraneo, di quasi 14.105 passi, si estende l’acquedotto dell’Acqua Vergine. Voluto da Agrippa, genero dell’imperatore Augusto, che lo inaugurò il 9 giugno del 19 a.C. per alimentare la nuova zona di Campo Marzio, esso ancora oggi alimenta quasi tutte le più imponenti fontane del centro di Roma: Piazza Navona, Barcaccia, Terrina e, ovviamente , la Fontana di Trevi. Per tale motivo l’acquedotto dell’Acqua Vergine è conosciuto oggigiorno come l’unico acquedotto romano ad essere funzionante, ancora dopo venti secoli. Secondo Frontino il nome sarebbe stato dato dallo stesso Agrippa in ricordo di una fanciulla (virgo) che avrebbe indicato ai suoi soldati assetati le sorgenti. Largo circa 1,50 metri e supportato da opere in cemento e reticolato di sostegno nei punti ritenuti più critici, il tracciato d’acqua dell’Acquedotto Acqua Vergine è percorribile in barca, soprattutto per le ispezioni ed i controlli relativi al suo funzionamento. Composto da una serie di cunicoli scavati trasversalmente su di un terreno calcareo che ne permetteva una maggior purezza e freschezza senza troppi interventi di manutenzione, i rivoli di acque sorgive, attraverso il terreno poroso ed impermeabile, venivano convogliati verso un canale principale. Confluite in un bacino artificiale in calcestruzzo, oggi interrato, l’ acquedotto dell’Acqua Vergine possiede una portata pari a 1.202 litri al secondo. Tale quantità consentiva per la maggior parte, nell’epoca in cui fu costruito, l’erogazione e l’approvvigionamento idrico della parte settentrionale della città e dei punti più distanti dal centro. Una restante parte veniva riversata per alimentare le opere pubbliche ed un’ultima veniva convogliata all’indirizzo della casa imperiale e di altri utenti privati. Vicino al Pantheon, infatti, l’ acquedotto dell’Acqua Vergine terminava il proprio corso, distribuendo l’acqua ai numerosi monumenti creati da Agrippa, non ultime le Terme che portavano il suo nome. Gli interventi nel tempo Nel corso del tempo l’ acquedotto dell’Acqua Vergine ha subito numerosi interventi di manutenzione, di restauro e di parziale rifacimento. I primi lavori furono svolti fra il 37 ed il 46 d.C. da parte di Tiberio prima e Claudio poi, andando a ripristinare i mattoni componenti gli archi di travertino nell’area urbana, e di Costantino. Malgrado la distruzione subita da parte dei Goti di alcune delle sue parti acquedotto dell’Acqua Vergine non perse mai la sua importanza e venne spesso fatto ripristinare proprio per il valore che possedeva per l’alimentazione idrica della città. Lavori di consolidamento importanti furono infine portati avanti da Papa Adriano I, che intorno al 700, lo restaurò nuovamente e ne arricchì lo splendore, andando ad aggiungere, nell’attuale via del Corso, un’ulteriore...

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Migliori Ristoranti Bio a Roma

Migliori Ristoranti Bio a Roma Cosa si intende quando si parla di Bio? Strano a dirsi ma quelli che dovrebbero essere i prodotti provenienti dalla terra, naturali e genuini, che un tempo trovavamo “normalmente” in qualsiasi mercato o supermercato, oggi costituiscono una categoria a parte, quella dei prodotti Bio. Frutta, verdura, carne, pesce o qualunque altro prodotto non OGM (Organismo Geneticamente Modificato) che sia stato coltivato o allevato senza l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi, come fertilizzanti ed insetticidi, oggi, oltre ad essere diventato di difficile reperibilità, costa anche leggermente di più. Per accontentare quindi la sempre più frequente domanda dei prodotti biologici o Kilometro 0, tantissimi locali hanno ampliato l’offerta di loro menù; noi abbiamo scelto per voi alcuni dei migliori Ristoranti Bio a Roma! Tra i migliori ristoranti bio a Roma potete provare Arancia Blu, che offre cibi stagionali vegetariani e vegani di produzione propria, incluse le birre artigianali, oppure Il Geco Biondo, locale bio-vegetariano che presenta un menù composto da piatti semplici con prodotti di provenienza italiana acquistati da aziende agricole locali di fiducia. Fa parte dei migliori ristoranti bio a Roma anche Zenzero, che predilige prodotti locali, soprattutto di mare, con particolare attenzione agli alimenti senza glutine per celiaci, incluse le creative ed originali pizze-bio, oppure Hostaria Luce dove il menù promette piatti mediterranei e regionali basati su materia prima attentamente selezionata. Potete provare il ristorante Gaia Bio che offre una cucina fatta esclusivamente di prodotti naturali e biologici, con piatti vegetariani, vegani, etnici e crudisti ma anche pizza preparata con farina di kamut e di farro. Da Biogusto potete assaggiare piatti a base di pesce fresco a prezzi concorrenziali e menù dedicati anche ai più piccoli, se invece cercate tra i ristoranti bio a Roma un posto che prepari i piatti tipici della tradizione culinaria romana, potete recarvi da Biosteria Saltatempo. Al contrario, per i più raffinati, a pochi passi da Piazza Navona, si trova La Baguetterie de les Affiches, bistrot ispirato alla Parigi degli anni ’30 che propone pane fatto in casa, dolci ed una vasta scelta di bevande biologiche. Ora non vi resta che scegliere dove andare a mangiare...

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Gelaterie di Roma

Gelaterie di Roma Un tour delle migliori gelaterie di Roma dal centro città fino alle periferie Roma da vivere …e perché no, anche da mordere! Con l’estate che si avvicina, le domeniche soleggiate, le visite ai musei, i luoghi di arte e di cultura che la capitale italiana sa fornire, e che di certo sono meravigliosi e molteplici, non sarebbe bello se si potesse rendere il tutto più dolce? Allora perché non abbinare il gusto antico dei colonnati romani o delle facciate delle chiese classiche, a quello di alcune delle più buone gelaterie della capitale. Iniziamo il nostro tour delle gelaterie di Roma partendo dal centro città. Nel vertice che congiunge una delle strade più calpestate da i turisti e non, quella che porta da Piazza Navona al Phanteon, troviamo immancabilmente: il gelato de l’Antica gelateria Giolitti, dove il gusto è una questione “di famiglia”, le “novità del mese ” di Grom, la crema fiorentina e il mascarpone alle pere del Frigidarium ed infine il gelato più “tradizionale” della Gelateria della Palma. Le statue della fontana di Trevi, con le sue volte ed i suoi spruzzi ci invitano a gustare il gelato di S. Crispino. Un nome che di diritto si trova nella top ten delle classifiche sulle migliori gelaterie di Roma con i suoi sorbetti alla pesca e all’arancia selvatica. Se siete amanti dei gusti “particolari” , vi invitiamo ad assaggiare sedano e lime, ananas e zenzero, finocchietto selvatico e rum Saint James, di Fata Morgana e gustarlo comodamente seduti sulla scalinata di Piazza di Spagna. Nella costa opposta del fiume Tevere, vicino alla bellissima Piazza del Popolo, troviamo la Gelateria dei Gracchi, famosa per il suo pistacchio ed il gelato al gusto mandorla. Alle spalle del Colosseo invece, dove un tempo uomini e fiere s’affrontavano in duelli e giochi pericolosi, troviamo le gelaterie di Don Pepe , anche yogurteria, e De Matteis. Indimenticabili sono anche le gelaterie , forse meno centrali rispetto a quelle nominate sino ad ora, ma che addolciscono ugualmente le passeggiate romane. Parliamo di Neve di Latte, posto vicino al Museo Maxxi e piazza Mancini, dove assaggiare il gusto sorbetto di pesca o vinaigrette di lamponi, more e mirtilli biodinamici. Oppure da Mela e Cannella dove la crema al porto è deliziosa quasi quanto l’amisticanza (gusto composto di miele e frutta secca). Infine va segnalato il gelato di Conforti, a pochi passi della bellissima chiesa di S Giovanni in Laterano, dove i gusti cambiano a seconda del giorno della settimana. Non vi resta quindi che scegliere il punto da cui far partire questo itinerario della Dolce...

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Il Carnevale Romano 2015

Il Carnevale Romano – Il Carnevale della Regina In un conferenza stampa tenutasi il 3 Febbraio alla Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini, il Comitato del Carnevale Romano ha presentato alla stampa e alle autorità i progetti per questa edizione 2015. Segno dei tempi che necessitano un certo rigore da parte delle istituzioni, ma con l’intenzione di mantenere vive le tradizioni della capitale, questa edizione del Carnevale Romano, dopo un anno di fermo, abbandona le imponenti strutture che lo avevano caratterizzato, puntando più ai contenuti artistici e storici, che alla spettacolarizzazione. Il tema scelto per quest’anno, è la celebrazione del 360° anniversario dell’ingresso della regina Cristina di Svezia a Roma da Porta Flaminia, alla quale furono dedicati, già in passato, molti carnevali e feste barocche. Dal 7 al 17 Febbraio saranno numerose le attività e gli eventi che animeranno il carnevale romano  e che vi proponiamo. Presso la Biblioteca Angelica la mostra: “Carnevale Romano: Rinascita di una Tradizione” vi aspetta con una selezione dei migliori scatti delle ultime edizioni del Carnevale Romano mettendo in primo piano il parallelismo tra i luoghi, gli eventi e i protagonisti del passato, con quelli che sono stati gli allestimenti contemporanei, restituendo l’autenticità del rapporto tra uomo e cavallo. Lo scopo dell’iniziativa è di favorire una maggiore conoscenza di questa antica manifestazione, testimoniando la crescita culturale avvenuta negli anni nella convinzione che la tradizione rimanga viva solo se capace di evolversi e adattarsi ai tempi. Ci teniamo in particolare a segnalare per Giovedì 12 Febbraio, nel Cortile Museo di Palazzo Braschi, la messa in scena dell’opera “Il Generale Mannaggia La Rocca – Borbone m’hai provocato e io te distruggo” scritto e diretto da Leonardo Petrillo e interpretato da Manuel Fiorentini. Quella del Generale Mannaggia è una figura realmente esistita, una maschera creata da uno stracciarolo romano, Luigi Guidi, vissuto a fine ‘800 auto-nominatosi in questa maniera. Per almeno un ventennio a Roma si sentì dire: “pure se piove o se fiocca, a carnevale arriva il generale Mannaggia la Rocca”. Il “generale” infatti sfilava sul via del Corso seguito da un esercito di stracciaroli e, in perfetto stile carnevalesco, permettevano al popolo di lanciargli contro verdure e coriandoli. La maschera fu anche protagonista di un aneddoto storico che ha dell’incredibile. In un momento di forte tensione diplomatica tra Italia e Francia, grazie ad un’espediente messo in atto dal giornalista Eugenio Rubichi, chiamato anche Richel, la maschera del Generale ebbe per un momento fama mondiale, mentre la Francia si vedeva presa in giro. Da segnare assolutamente sul calendario, la sfilata finale in Piazza del Popolo, che dalle ore 15:00 del 17 Febbraio, verrà animata da cortei, sbandieratori, gruppi storici e dalla riproposizione dell’ingresso della regina Cristina di Svezia....

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Stadio di Domiziano

Lo Stadio di Domiziano Un vero museo per visitare i grandiosi resti localizzati sotto Piazza Navona Dopo anni di semi-abbandono e visite occasionali solo su prenotazione, il sito archeologico dello Stadio di Domiziano cambia volto e si presenta ai turisti in veste ufficiale, completamente rinnovata. Il nuovo ingresso museale riporta alla luce il passato dell’area sottostante a Piazza Navona, dove sorgeva un raro esempio di stadio in muratura. Localizzato in un’area compresa tra Piazza Navona, piazza di Tor Sanguigna e via di Tor Sanguigna, a circa 4,50 metri dal piano stradale, è ora accessibile tutti i giorni e vanta, oltre alla rinnovata e riabilitata area archeologica, anche un centro congressi per mostre temporanee e eventi culturali. Lo Stadio di Domiziano, storia:  Lo stadio venne eretto nell’86 d.C. accanto alle terme Neroniane, sopra le rovine di un precedente stadio edificato da Nerone, per celebrare l’Agone Capitolino, gara quinquennale dedicata a Giove Ottimo Massimo ed istituita a imitazione dei giochi olimpici. Lo stadio di Domiziano rappresenta  l’unico esempio di stadio in muratura eretto su sostruzioni murarie, sinora conosciuto al di fuori della Grecia e del mondo orientale; prima della sua costruzione le gare di atletica si svolgevano solitamente nel Circo Massimo o nel Circo Flaminio, o in strutture in legno appositamente costruite per l’occasione, le quali venivano poi smontate al termine dei giochi. La struttura stessa di Piazza Navona, e la disposizione dei palazzi attorno ad essa, ricalcano la pianta dello stadio. I resti di questa opera unica sono presenti infatti non solo nell’area visitabile, ma riscontrabili anche nelle cantine private dei molti palazzi che circondano la piazza. Per maggiori approfondimenti e cenni storici sullo Stadio di Domiziano e gli eventi ad esso collegati vi rimandiamo al sito ufficiale dove è anche possibile acquistare i biglietti online e reperire le informazioni necessarie su orari, prezzi e sconti speciali.    ...

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Roma: Eventi 8 Dicembre 2014

Roma: Eventi 8 Dicembre Siete a Roma nel giorno dell’ Immacolata? Vi consigliamo cosa fare nella giornata che dà il via alle feste natalizie! Piazza di Spagna: Come di consuetudine la festa dell’ Immacolata prevede festeggiamenti in Piazza Mignanelli alle ore 7.30 della mattina con l’omaggio ai Vigili del Fuoco, il concerto della Banda Musicale della Polizia in Piazza di Spagna ore 10.30. La festa durerà fino alle ore 16:00. Musei e Mostre: Alcuni Musei di Roma seguiranno orari di apertura differenti, per tenervi aggiornati sui cambiamenti, potete consultare il sito del comune di Roma. Passeggiata a Piazza Navona: Per gli amanti del Natale, degli addobbi e dello zucchero filato, Piazza Navona vi aspetta come ogni anno per farvi vivere a pieno la magia del Natale della nostra città. Henri Cartier Bresson al Museo dell’Ara Pacis: Chi non vuole farsi sfuggire l’ occasione di andare a vedere una Mostra durante un giorno di vacanza, può fermarsi all’ Ara Pacis, per la retrospettiva dedicata al precursore del foto-giornalismo: Henri Cartier Bresson. Mostra dei 100 Presepi: Classico Appuntamento Natalizio, ormai alla 39°edizione. Per Info e Orari visita la pagina dedicata: 100 Presepi Natale all’ Auditorium: In occasione del Natale all’Auditorium il Parco della Musica apre le porte a ogni tipo di pubblico. Dal villaggio natalizio, allo chapiteau del teatro-circo, alla pista di pattinaggio, fuori dalle sale è possibile incontrarsi in un clima di festa. . All’interno dell’Auditorium, invece, attrazioni di ogni tipo: concerti, spettacoli, mostre. Per maggiori info visita il sito. Musei in Comune: I Musei in Comune di Roma promuovono l’iniziativa Vivi i Musei. 3 giorni di eventi, aperture straordinarie ed ingressi gratuiti. Scopri come sul sito del comune di Roma. Mercato contadino a Capannelle: Il Mercato Contadino Capannelle raddoppia a dicembre e vi aspetta non soltanto tutte le domeniche – come al solito – ma anche l’8, 13, 14, 20, 21 dicembre,  e presenta un calendario natalizio con un programma fitto fitto di eventi, laboratori, degustazioni e artigianato di qualità, artistico e del riuso a km O dentro l’Ippodromo. Per maggiori info potete consultare il programma. Auditorium Conciliazione: Dal 2 all’8 dicembre 2014 l’Auditorium Conciliazione in Roma presenta una settimana di eventi in occasione dei 40 anni dal debutto della commedia musicale “Aggiungi un posto a tavola” di Garinei e Giovannini, scritta con Iaia Fiastri, con le musiche di Armando Trovaioli. Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria: Ritorna anche quest’anno l’iniziativa “Più libri, più liberi” dal 4 all’ 8 Dicembre presso il  il Palazzo dei Congressi all’ Eur. 13ª edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria.  400 editori, oltre 300 eventi e 5 giorni di esposizione ti aspettano al Palazzo dei Congressi dell’Eur. È tempo di leggere. È  di nuovo tempo di...

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Piazza Navona

Piazza Navona Definita la Piazza Barocca di Roma, Piazza Navona ha, al contrario, origini più antiche. All’interno del Rione Parione, essa prende il nome dal termine “Agone”, che in greco significa gara, battaglia, e veniva utilizzato per indicare manifestazioni pubbliche di giochi. Ai tempi dell’antica Roma, all’incirca nel 86 d.C, la Piazza fu lo Stadio di Domiziano, utilizzato come arena per i giochi di atletica e per le corse dei carri. Fino ad allora avevano avuto luogo nel Campo Marzio, luogo più adatto ai giochi perché fuori dalla città. Fino alla metà del XV secolo era possibile vedere i resti dell’antico Stadio ricoperti di erbacce, ma già alla metà del XVII secolo, con i lavori di ristrutturazione ordinati da Papa Innocenzo X, la Piazza mantenne solo il suo vecchio perimetro e cambiò completamente aspetto. Oggi tra i palazzi edificati per mano del Papa, sono compresi Palazzo Pamphilj, sede dell’Ambasciata del Brasile, e la Chiesa di Sant’Agnese in Agone, la cui costruzione si deve a Borromini. La Chiesa sorge nel luogo dove avvenne il miracolo di Santa Agnese. Agnese, ancora tredicenne, rifiutò di sposarsi e così venne denudata davanti alla folla dello Stadio, ma miracolosamente le crebbe una folta chioma di capelli grazie alla quale poté coprire il suo corpo nudo. In seguito, Agnese venne sgozzata con una spada e oggi è diventata la patrona di tutte le giovani donne. Ai lati e al centro della Piazza è possibile ammirare le tre fontane che caratterizzano Piazza Navona. La più importante è posta di fronte alla facciata di Santa Agnese in Agone. E’ la Fontana dei Quattro Fiumi, in cui sono scolpite quattro statue in rappresentanza dei quattro fiumi più importanti per l’epoca: il Nilo, il Danubio, il Gange e il Rio de la Plata. I lavori della Fontana furono eseguiti dal Bernini, acerrimo rivale del Borromini. Infatti, una delle statue, quella del Danubio, scolpita proprio di fronte alla Chiesa, ha la mano alzata per proteggersi dal pericolo del “crollo” della chiesa opera del Borromini. Non si sa se sia leggenda o se sia realtà, ma sicuramente descrive bene l’ostilità che vi era fra i due artisti. Al centro della fontana dei Quattro Fiumi vi è l’obelisco egiziano precedentemente ubicato nel Circo di Massenzio. La seconda fontana è la Fontana del Moro, scolpita con delfini e animali marini, anche questa realizzata dal Bernini. All’estremità opposta è possibile ammirare la Fontana del Nettuno, raffigurante il dio che combatte un mostro marino circondati da altre creature marine. La pittoresca Piazza Navona è circondata da Caffè e ristoranti e spesso gremita di turisti e artisti di strada che la popolano ormai da tantissimi anni. Con i...

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Leggende: I Fantasmi infestano la città di Roma?

Alcune leggende narrano che Roma sia infestata da fantasmi… Sono in pochi a crederlo, è veramente così? Noi vogliamo raccontarvi ciò che ci è stato tramandato per tantissimo tempo dalle generazioni romane… Si racconta che fantasmi di personaggi illustri vaghino per le strade o si specchino nei vetri di antichi palazzi…. Il più illustre si aggirerebbe sulla Via Nomentana, ed è quello di Nerone; il quale si suicidò con l’aiuto del liberto Epafrodito. La storia narra che qualcuno l’avrebbe visto anche vicino a Porta del Popolo, dove venne sepolto. Il fantasma di Mastro Titta, il penultimo boia di Roma famoso per aver compiuto ben 516 esecuzioni, girerebbe invece per Castel Sant’Angelo. Il suo mantello e la sua tabacchiera (nella foto di copertina) si trovano al Museo Criminologico. Il fantasma di sangue reale, Umberto I apparve al Pantheon, dove è sepolto. I due carbonari, Angelo Targhini e Leonida Montanari, dovrebbero aggirarsi con le loro teste in mano, intorno a Muro Torto, dando i numeri del lotto a chi sostiene il loro sguardo. Berenice, sorella di Erode Agrippe e amante dell’imperatore Tito, si dice appaia al Portico di Ottavia, con la speranza di ritrovare il suo amato Tito. Quest’ultimo, infatti, benché l’amasse, la spedì in Oriente per accontentare il popolo. Sul Ponte Sisto, a bordo di una carrozza nera, dovrebbe passeggiare Donna Olimpia, detta Pimpaccia. Di umili origini, in seguito ad un matrimonio, divenne la consigliera e cognata del Papa Innocenzo X. Lorenza Feliciani, moglie di Cagliostro, se ne andrebbe camminando, nei pressi di Piazza di Spagna. Il fantasma di Lorenza è solita ripercorrere la strada che fece quando andò a denunciare il marito all’Inquisizione. Poco distante da Lorenza Feliciani, nel giardino di Villa dei Medici, si sente la presenza dell’imperatrice Messalina, uccisa dal tribuno Narciso, per ordine del marito che aveva scoperto di essere tradito. Si dice che Messalina appaia anche sul Colle Oppio, cercando ancora probabili amanti. Al palazzo di famiglia di Piazza Navona, nelle notti di luna piena, dovrebbe apparire l’ombra, della mano di Costanza de Cupis,  che le era stata amputata per un’infezione. Lasciamo l’ultimo racconto, ma non meno importante, per Beatrice Cenci, eletta dal popolo di Roma come simbolo della resistenza contro l’arroganza del clero e dell’aristocrazia. Si narra che ogni 11 settembre, anniversario della sua morte, si aggiri nei pressi di Ponte Sant’Angelo con la sua testa in...

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La Statua di Pasquino e le Pasquinate romane

La Statua di Pasquino, “voce anonima” dei Romani  La  satira moderna nasce a Roma agli inizi del cinquecento. In quello che è un ambiente colto e intellettuale, si sviluppano le cosiddette poesie satiriche che vengono popolarmente chiamate Pasquinate; il loro nome deriva dalla statua di Pasquino che si trova su un lato di Palazzo Braschi a Roma, vicino a Piazza Navona. Pasquino, tra le più celebri statue della città, rappresenta probabilmente un eroe dell’antica Grecia. Qualcuno suppone Menelao, Aiace o Ercole. Purtroppo non si può affermare con certezza, perché la statua risale al III secolo d.C. e ad oggi non ci sono né le braccia, né le gambe e in più il volto è danneggiato. Il busto si trova nella Piazza di Pasquino, adiacente a Piazza Navona. Fu ritrovata nel 1500 durante alcuni lavori di ristrutturazione, della pavimentazione stradale del Palazzo Orsini, (oggi Palazzo Braschi). Divenne celebre tra il XVI e il XIX secolo grazie alla sua storia di statua “parlante”. Benché si pensi che la statua rappresenti un eroe greco, si è deciso di chiamarla Pasquino dal nome di un maestro di una scuola, che sorgeva nelle vicinanze, per la sua somiglianza con la statua. Altri raccontano che Pasquino era il nome di un bravo compositore di versi satirici ed altri ancora, dicono che deriva dal nome di uno dei personaggi del Bocaccio. Nella Roma di un tempo il popolo esprimeva il suo malcontento affiggendo dei manifesti con versi satirici contro i politici dell’epoca sulle statue, in modo che al mattino tutti potessero leggerli, soprattutto i politici. Pasquino era la statua che per eccellenza mostrava il malcontento del popolo, così le insoddisfazioni popolane vennero chiamate Pasquinate. In seguito, Pasquino fu utilizzato dagli stessi politici per calunniare gli avversari e, durante le elezioni del Papa, si combatteva a Pasquinate per conquistare il favore del popolo di Roma. I Papi non erano contenti di tale presenza “scomoda” e cercarono di eliminare la statua senza mai riuscirci. Ci provò per primo Adriano VI, ma fu fermato dai suoi cardinali. A seguire,  Sisto V e Clemente VIII ed infine Benedetto XIII, ma anche lui non ottenne risultati. I versi satirici di Pasquino riguardavano soprattutto la “prostituzione di lusso” dei pontefici e le accuse diminuirono solo quando, con la breccia di Porta Pia, il potere temporale dei pontefici finì. Si disse così che Pasquino non parlò più, finché con l’arrivo di Hitler, dovette parlare per denunciare le spese dello sfarzo delle scenografie allestite per l’arrivo del dittatore tedesco. Nell’arco dei secoli, verso dopo verso, questa forma di esprimersi silenziosa, ha simboleggiato per i romani che punteggiavano con i loro commenti, gli eccessi di un sistema col quale si conviveva con sufficienza. Dopo il restauro della statua nel 2009, sebbene non sia...

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Santa Maria della Pace

Chiesa di Santa Maria della Pace La Chiesa di Santa Maria della Pace si trova in Via dell’Arco della Pace, a pochi passi da Piazza Navona. Si mescola inconfutabilmente con la vita notturna che si sviluppa a pochi metri. Se siete immersi nella schiera di ragazzi che affollano i bar ed i ristoranti, potete trovare un attimo di quiete girando nella via. In un primo momento potreste pensare che il nome gli sia stato dato per questo motivo. C’è silenzio intorno alla chiesa, anche se a pochi metri sentivate chiacchiere e risate, un senso di “pace” vi conquisterà. La Chiesa si innalza davanti a voi con fermezza e maestosità e guardando in alto sulla destra potrete ammirare il campanile di Santa Maria dell’Anima. Un quadro perfetto. La chiesa, in realtà, fu chiamata Santa Maria della Pace per commemorare la pace di Bagnolo nel 1484. Ma prima di chiamarsi Santa Maria della Pace,  la chiesa aveva ancora un’altro nome: “S.Maria della Virtù”. Papa Sisto IV lo scelse in onore di un’immagine della Vergine che, posta sotto il porticato, fu colpita da un sasso lanciato probabilmente da un soldato ubriaco, e iniziò a sanguinare. La Chiesa sorge nel luogo dove in primis (1400) vi era S.Andrea de Acquarenariis, per via dei numerosi venditori di acqua che erano presenti nella zona, e che attingendo direttamente dal Tevere, dovevano purgare l’acqua dalla “rena” che vi era mescolata. Il progetto della nuova chiesa fu affidato all’architetto Baccio Pontelli e agli inizi del 1500 Bramante si occupò di realizzare il chiostro ed il convento annessi. L’edificio fu restaurato nel 1600 da Alessandro VII per opera di Pietro da Cortona, e acquisì così una facciata originale, adornata da un delizioso portico semicircolare convesso in una sorta di piazzetta concava, tanto da sembrare un allestimento scenografico teatrale. All’interno la decorazione è molto ricca con opere di Baldassarre Peruzzi e Orazio Gentileschi; si ricorda la bellissima cappella Cesi, progettata da Michelangelo e le quattro Sibille, dipinte da Raffaello subito a destra all’interno, su commissione del magnifico Agostino Chigi. Un elemento imprescindibile legato alla chiesa è il Chiostro del Bramante, una delle opere più importanti del Rinascimento, oggi sede distaccata dalla Chiesa ed utilizzata come sede espositiva. Fonte: Sabrina Ramacci “1001 Cose da Vedere a...

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La Piazza e la Basilica di Sant’Eustachio

La Piazza e la Basilica di Sant’ Eustachio  Piazza Sant’Eustachio e la sua omonima Basilica prendono il nome dalla figura di Eustachio, generale dell’ esercito di Adriano. La Piazza si trova nei pressi di Piazza Navona. La Basilica di Sant’Eustachio, a sinistra della Piazza, era originariamente una cappella, costruita da Costantino; la cappella prese il posto del luogo ritenuto la casa di Eustachio. Il martirologio afferma che egli venne ucciso, in questo luogo, insieme a sua moglie e ai suoi figli, e i corpi sarebbero ancora sepolti sotto l’altare maggiore della Cappella. Ricostruita più volte, la Chiesa di Sant’Eustachio si presenta attualmente nella sua versione tardo barocca. Ma basta notare il bel campanile per capire l’origine medievale. Al sommo della Chiesa, una testa di cervo con un crocifisso tra le corna, rappresenta l’immagine apparsa al generale Eustachio mentre era a caccia e che condusse alla sua conversione. La leggenda racconta infatti che il generale Eustachio, di origini pagane, in un giorno di caccia durante l’inseguimento di un cervo, vide questo fermarsi e illuminarsi di una luce accecante. Era Cristo che gli rivolse le seguenti parole “Placido perché mi perseguiti? Io sono Gesù che tu onori senza sapere”. Il generale, dopo la visione, decise di farsi battezzare prendendo il nome di Eustachio o Eustazio e con lui anche la moglie e i due figli con i nomi di Teopista, Teopisto e Agapio. Dalla leggenda Sant’Eustachio fu difatti denominato il patrono dei cacciatori; dal popolo è stato però considerato, per motivi riconducibili all’immagine del cervo, anche un protettore di mariti traditi che, in virtù sua, erano scherzosamente chiamati “Eustacchioni”. Tornando sulla Piazza, in un angolo opposto alla Chiesa, potete notare un grazioso palazzetto del tardo 500’, sull’esterno vedrete i resti danneggiati e ridipinti di affreschi, attribuiti ai fratelli Zuccari. Uno, sul lato destro, illustra la leggenda di Sant’Eustachio. Dalla Chiesa spostatevi a destra per pochi metri, la piazza è limitata, da questa parte, dal complesso del Palazzo della Sapienza, Chiesa di Sant’Ivo, con la sua bella cupola e l’originalissima lanterna a spirale progettata da Borromini. Sempre nella Piazza sorge Palazzo Stati, disegnato da Giulio Romani, in classico stile rinascimentale. Proseguendo, passate nell’ adiacente Piazza dei Caprettari, che prende il nome dai venditori ambulanti di capretti ed abbacchi. Qui c’è una pittoresca collezione di fabbricati che vanno dal rinascimento al Barocco, tra questi Palazzo Lante, elegante opera di Jacopo Sansovino. Curiosità: Piazza Sant’ Eustachio è oggi conosciuta per il famoso Caffè dalla ricetta pregiata e il suo aroma, simbolo di una tradizione. Leggi la storia. Fonte: Mauro Lucentini – La Grande Guida di...

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Dove gustare il miglior Caffè a Roma

Tutti, da tempi remoti, parlano del caffè in ogni campo artistico: nel teatro con Carlo Goldoni e la sua opera “La bottega del caffè, nel cinema dove con la stagione del western Americano il caffè veniva consumato al crepuscolo, davanti ad un fuoco acceso nella prateria quasi come fosse una liberazione dopo una giornata di scorribande contro gli indiani e in ambito musicale con Johann Sebastian Bach che compose la celeberrima opera come “La cantata del Caffè”. Per una pausa di gusto: dove gustare il miglior Caffè a Roma Meta storica per i buoni intenditori, il miglior caffè a Roma è il “Caffè Sant’ Eustachio”. In questo piccolo locale tra Piazza Navona e il Pantheon si potrà gustare un caffè davvero speciale, dove l’ uso dei migliori caffè arabica e l’ alta qualità lo rendono inconfondibile e famoso in tutto il mondo, tanto che il Washington Post ha voluto intervistare i nostri produttori. Così scrive Erin Mister a proposito del Caffè Sant’Eustachio: “Qui la tecnica e le miscele sono così riservate che anche i baristi si nascondono mentre preparano un caffè dopo l’altro. Da quando ha aperto nel 1938 si dice che siano stati preparati 4000 espressi al giorno. Qualunque sia il segreto, il risultato è delizioso”. Nelle vicinanze del Pantheon, in Via degli Orfani vi è anche “Tazza d’ oro” . Una torrefazione storica fondata nel 1946 da Mario Fiocchetto , qui materia prima e qualità sono ottime. Un altro buon caffè si può gustare presso il “Gran Caffè Illy” da poco giunto a Roma, situato all’interno di Eataly , dove si degustano i caffè classici ai mono-arabica.  Infine a Via Condotti presso “Caffè Greco”  si può gustare un ottimo caffè e godere di una location altrettanto sorprendente. Curiosità: Il Caffè più caro del mondo è un particolare Caffè Indonesiano. Ha un costo che varia da 500 Euro a 900 Euro al Kg. Stiamo parlando del Kopi Luwak, prodotto con le bacche, ingerite, parzialmente digerite e defecate dallo Zibetto delle...

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I Sampietrini di Roma

I Sampietrini di Roma I sampietrini (detti anche anche sanpietrini) sono i più piccoli testimoni della monumentalità di Roma. Detti alla romana i “serci” che tradotto all’italiana starebbe per selci. Quasi tutti sanno che i sampietrini sono blocchetti di pietra, tagliati a forma di piramide tronca (come un cubetto) usati per la pavimentazione delle strade di Roma dal XVI secolo. Noti con il nome  “sampietrini” perché divennero simboli emblematici di Piazza San Pietro, con una caratteristica pavimentazione decorativa, i cubetti sono stati ritagliati dall’ antico basolato che si può ancora vedere a lastre su alcune delle vie consolari. Squadrato di 12 cm con una base molto rastremata, non è più alto di 17 cm e pesa oltre 3 chili. I sampietrini furono messi in opera per ottenere un selciato uniforme e compatto, in grado di essere levigato dall’attrito soprattutto dei carri e venne usato in maniera radicale dal Papa Sisto V nella grande sistemazione da lui compiuta tra il 1585 e il 159, tanto che arrivò a selciare ben 120 strade. E ci fu anche chi scrisse un manuale su questa tecnica di pavimentazione “Il discorso sul mattonato e selciato di Roma”, autore Guido Blado Foglietta. Sulla sua scia nel Seicento i sampietrini vennero utilizzati in tutta la città; la diffusione delle carrozze, con l’attrito logorante delle ruote, ne determinò il trionfo con una messa in opera che generò un vero e proprio artigianato. Nacque così l’arte dei “serciaroli”, artigiani dal grosso fisico, armati di “un martellone di legno, mazzapicchio, detto pilone” e diventato in romanesco il “mazzabecco”. I serciaroli venivano perlopiù dalla provincia dell’ Aquila e lavoravano a Roma da giugno a ottobre. Tra loro si chiamavano con un soprannome romanesco, in riferimento al loro aspetto: Asso de coppe, Tripicchia, er Gallo, Mandrella, er Vaccaretto. Quest’ultimo, il più famoso, è rimasto nella storia per la sua capacità di allineare sul suolo di una strada anche 6000 selci in un giorno, così da coprire 60 metri quadri. I sampietrini sono arrivati ai giorni nostri resistendo per quanto possibile al banale asfalto, preferito oggi perché più velocemente lavorato e più facilmente riparabile. A testimonianza della bellezza artigianale della pavimentazione con il sampietrino resta straordinaria quella di Piazza del Campidoglio, realizzata nel 1940 dall’ ingegner Silvio Sensi. E così è stato anche per Piazza Navona e Piazza del Quirinale. Un artigianato che è un’immagine di Roma, tanto che il “sercio” ha finito per entrare nella tradizione di un modo di dire, offrendo un’immagine poetica della città “Allustra li serci” che vale per: camminare oziosamente, andare serenamente a zonzo. Fonte: “Alla scoperta di Roma” di Claudio...

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Basilica di Sant’Agostino

Basilica di Sant’Agostino Piazza di Sant’Agostino, Roma 06 6880 1962 La Basilica di Sant’Agostino, si trova a Roma, poco distante da Piazza Navona. E’ una delle prime chiese romane costruite durante il Rinascimento. La Basilica e il monastero dei monaci Agostiniani furono, durante il Rinascimento, il cuore dell’ attività Intellettuale di quel periodo. Grandi artisti come Raffaello e Michelangelo si recavano qui per pregare. Chiesa favorita anche dalle Cortigiane, che venivano qui per pregare e confessarsi, e donavano somme di denaro in cambio di una sepoltura all’ interno della Basilica. Tra queste, si dice che anche Fiammetta Michaelis, amante di Cesare Borgia, avesse qui la sua tomba. Anche se i tumuli non vennero mai rinvenuti. L’Origine della chiesa si fa risalire nel tardo 400′. La facciata, che fu costruita utilizzando travertino proveniente dal Colosseo, ricorda anche se più ornata, genericamente quella della Chiesa di Santa Maria del Popolo. Entrambe le Basiliche sono considerate come i due migliori esempi di Chiese Rinascimentali a Roma. L’ interno della Chiesa, rimodellato da Luigi Vanvitelli alla metà del 1700, è composto da 3 Navate, 10 cappelle laterali, transetto e abside, affiancata da altre quattro cappelle. Sant’Agostino è famosa anche per essere casa di opere, di alcuni dei più importanti pittori Rinascimentali come Caravaggio e Raffaello. Sul lato sinistro della Chiesa nella prima cappella vi è la meravigliosa “Madonna dei Pellegrini” (1605) . Le figure circondate dall’oscurità risaltano nella loro pienezza e drammaticità: ai piedi di una giovane madre appoggiata allo stipite di una casa povera, sono umilmente in ginocchio due pellegrini vestiti di stracci a mani giunte in segno di adorazione e gioia nel vedere le due dolci figure. Il bambino investito di spalle dalla luce rivolge loro lo sguardo come la mamma e tende la mano in segno di benedizione. Tenendo le spalle all’ opera di Jacopo Sansovino, la statua della “Vergine col Bambino” meglio nota come “La Madonna del Parto”, guardando verso il lato sinistro della Chiesa vi è un affresco di Raffaello “Il profeta Isaia” (1512). Nonostante pesanti restauri l’intensità dell’ espressione e la forza del disegno indicano la personalità del grande Raffaello. L’altare maggiore di Sant’ Agostino fu disegnato da Bernini nel XVII secolo a cui dobbiamo anche la realizzazione dei due angeli in...

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La Torre della Scimmia a Roma

La Torre della Scimmia a Roma e la sua Antica Leggenda Nei pressi di Piazza Navona, precisamente in via dei Portoghesi, sorge la torre dei Frangipane, nota ai più come la Torre della Scimmia. La torre di origine medievale è inglobata all’interno del cinquecentesco palazzo Scapucci, è di forma quadrangolare e composta da quattro piani. La muratura della torre è in cortina di Laterizi a vista e agli angoli sono impiegati blocchetti di tufo. Ai fianchi della torre ritroviamo quattro finestre, sotto alle quali corre una cornice marcapiano di travertino e alla sommità è presente un coronamento di beccatelli. All’estremità della torre su di un rialzo è posta la madonnina e la luce perpetua.  La torre nei vari periodi appartenne a diversi proprietari: i Frangipane furono i primi ,  poi si susseguirono i Crescenzi, la confraternita del Gonfalone e la Congregazione di Carità ed infine dal XVI al XVII la proprietà passò agli Scapucci. La terrazza presenta i simboli araldici di quest’ ultima famiglia,un alternarsi della stella ad otto raggi e della mezzaluna con le punte in su. La Torre della Scimmia, la leggenda Il singolare nome “la torre della scimmia” deriva da una leggenda, descritta da il romanziere americano Nathaniel Hawthorne nei suoi appunti di viaggio in Italia, e conosciuta soprattutto per il romanzo “Il Fauno di marmo”. La leggenda narra che i proprietari della torre vivessero con una piccola scimmia, un giorno questa scimmietta prese la loro figlia ancora in fasce e la portò all’estremità della torre. Il fatto suscitò una sensazione di terrore in tutti coloro che videro la scena , ma soprattutto nei genitori della  bambina che disperati non sapevano cosa fare. All’improvviso al padre della bambina venne un’idea: richiamare la scimmietta con il solito fischio. Nell’udir questo suono la scimmietta rientrò in casa e posò la bambina nella sua culla. Da quel giorno il padre della bambina come ringraziamento alla madonna volle che in cima alla torre fosse posizionata una lampada perpetuamente...

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Natale a Roma

Natale a Roma – Vivere la città nel momento più bello dell’ anno! Piccole tips per vivere il periodo natalizio a Roma nel migliore dei modi! Se un tempo aspettavamo l’8 Dicembre per entrare nel vivo dell’atmosfera natalizia, oggi l’aria del natale si respira già da prima. Negozi addobbati, corsa ai regali migliori, e preparazione dell’ albero, sono già previsti per il prossimo week-end. Noi, ovviamente, ci lasciamo trasportare ben volentieri dall’anticipata atmosfera natalizia di Roma. Il primo dei nostri tip è la storica “Mostra dei 100 Presepi”, presso le sale del Bramante a Piazza del Popolo. Ormai alla sua 39esima edizione, è un appuntamento fisso nella capitale. Se non volete rischiare di trovare troppa gente potete anticiparvi andando in un periodo più tranquillo, la mostra infatti sarà in esposizione già dal 27 Novembre. Se passeggiate nei dintorni di Piazza Navona, all’estremità della piazza, in Via Agonale, fermatevi a fotografare le vetrine del negozio “Al Sogno”. Chiunque da bambino ha sperato, guardando le vetrine, di ricevere un regalo proveniente da questo negozio…e fortunato chi l’ha ottenuto! Vale veramente la pena entrare e dare un’ occhiata anche se si è adulti, il posto è degno del nome che porta! Per gli appassionati dei regali una passeggiata per le vie dello shopping è d’obbligo. Questo perché le vie del centro sotto il periodo di Natale sono ancora più suggestive . Via del Corso e Via Condotti saranno allestite con degli addobbi luminosi. Così, come tra l’ incrocio delle due vie, sulla destra potrete ammirare le decorazioni di Palazzo Fendi, ogni anno sempre più belle. Potrete notare che gli addobbi per le vie del centro, non sono tutti uguali. A Roma infatti ogni quartiere si “autogestisce” e si “autodecora”. Sono i commercianti ad accordarsi uni con gli altri, su come decorare la zona. Rimanendo in tema di addobbi, occhio e macchinetta fotografica pronti, a Piazza San Pietro per il Mega Albero e il Mega Presepe al centro della piazza. Tutti gli anni viene lasciato anche oltre il 6 di Gennaio, forse perché è talmente bello che nessuno vuole disfarsene. Tip culturale: Una visita al Teatro dell’Opera per vedere lo “Schiaccianoci” con le musiche di Cajkovskij. La notte della vigilia ormai da anni, presso la chiesa di Santa Maria in Trastevere, si svolge la cena di natale con i senza-tetto organizzata dalla comunità di Sant’ Egidio. Se siete in centro e volete partecipare alla messa di 00.00, questa viene svolta in quasi tutte le chiese di Roma. Queste sono solamente alcune delle tante cose che abbiamo voluto consigliarvi di fare a Roma durante il Natale, accettiamo qualsiasi consiglio per tutto ciò che conoscete e che...

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Roma, parola d’ordine: Mercatini

Mercatini: Campo de’ Fiori  Campo de’ fiori, che fino al ‘400 aveva prati e margherite al posto dei sampietrini è una delle piazze più famose di Roma, specialmente per la movida notturna rinomatamente mondana. Durante il giorno però in questa piazza si anima uno storico degli storici mercatini rionali a pochi minuti da Piazza Navona, con banchi di frutta e verdura, casalinghe con le sporte della spesa cariche di acquisti, signore borghesi alla ricerca di frutta per i propri centrotavola e personaggi romani che urlano di zucchine, pomodori e melanzane, facendo rivivere l’omonimo film con Aldo Fabrizi e Anna Magnani. Campo de’ fiori non è un mercatino particolarmente grande, ma è uno dei più antichi della capitale. In vendita potete trovare frutta e verdura fresche, pesce, carne e fiori. Sembrerebbe un mercato come molti altri, ma il fatto che non lo sia si comprende da tanti piccoli dettagli: la statua di Giordano Bruno che sovrasta la folla chiassosa del sabato mattina, i numerosi bar dove leggere un giornale facendo colazione e osservando il brusio del mercato e i turisti che si aggirano incantati tra le urla dei fruttivendoli da banco. I prezzi sono piuttosto cari per un mercato, ma la qualità e la varietà dei prodotti è sopra la media. Unici i banchi di spezie con i gustosi mix per le tipiche ricette romane: da quelli per pasta e pizza, fino a quelli per l’arrabbiata o per la frittata di zucchine. Ricette e mescolanze segrete per queste magiche polverine difficilmente reperibili altrove. E poi banchi con pomodori, mele e castagne, ma anche zucche, radici di zenzero e frutta esotica. Le principali attrazioni sono le enormi ceste di broccoli e spinaci o riempite con verdure fresche di stagione già tagliate e pulite pronte per il minestrone. Vicino alla fontana della piazza ci sono le bancarelle con i fiori. E’ aperto tutti i giorni tranne la domenica, dalle 6 del mattino alle 13. Mercatini: Porta Portese E’ il 1945 e nel tratto iniziale di Via Portuense, quello che nasce da Porta Portuensis, accesso fortificato alla città di Roma, voluto da Urbano VIII, nel XVII secolo, trova collocazione il mercato domenicale delle pulci oggi meglio conosciuto semplicemente con il nome di “Porta Portese”. Questo storico mercato, dall’aria pratica e popolare, tipicamente romana, che si sveglia di domenica mattina intorno alle 6:00 e ripiomba nel suo settimanale sonno intorno alle 14:00, conta quasi un migliaio di espositori e si estende, partendo dalla Porta omonima, in un’area compresa tra piazza Ippolito Nievo, via Ettore Rolli e Viale Trastevere. Oggi, al mercato di Porta Portese, si respira ancora la vivida aria di aggregazione sociale quale divertente e piacevole...

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Fontana dei Quattro Fiumi

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Fontana dei Quattro Fiumi Piazza Navona Roma (RM) Piazza Navona, ai tempi dell’antica Roma, era lo stadio di Domiziano che fu costruito dall’imperatore Domiziano nell’85 e nel III secolo fu restaurato da Alessandro Severo. Era lungo 276 metri, largo 54 e poteva ospitare 30.000 spettatori. Al centro della Piazza si trova la fontana principale: Fontana dei Quattro Fiumi. Quasi sospeso sulla sottostante cavità, si innalza l’obelisco proveniente dal circo di Massenzio sull’Appia. Ai suoi piedi un alto basamento roccioso ospita quattro gigantesche statue, eseguite dai collaboratori del Bernini, che raffigurano i fiumi dei quattro continenti allora noti: il Nilo, simbolo dell’Africa, opera di Giacomo Antonio Fancelli; il Gange, simbolo dell’Asia, opera di Claudio Poussin; il Danubio, raffigurante l’Europa, di Antonio Raggi e il Rio della Plata, rappresentante l’America, di Antonio Francesco Baratta. Il Nilo ha la particolarità del capo velato, allusivo alle sorgenti ancora sconosciute nel XVII secolo mentre il Rio della Plata presenta, sparse sul suo fianco, delle monete, simbolo delle ricchezze dei territori americani. La scogliera è arricchita da fiori, frutti, animali: un serpente si trova sulla sommità del basamento, la chioma di una stupenda palma sembra battuta dal vento, un leone e un cavallo fuoriescono dalla cavità rocciosa mentre due delfini sono immersi nel bacino circolare. Lo stemma della famiglia Pamphilj, una colomba con il ramoscello di olivo nel becco, decora i lati del basamento e la sommità dell’obelisco. Alcuni atteggiamenti delle raffigurazioni, in particolare del Rio della Plata, con il volto spaventato e la mano sinistra levata come a difendersi dal crollo della vicina chiesa di S. Agnese in Agone, hanno acceso l’immaginazione popolare generando aneddoti sulla rivalità tra il Bernini e il Borromini. Aneddoti di pura fantasia perché quando la Fontana dei Fiumi era già stata ultimata, i lavori di costruzione della chiesa non erano ancora iniziati. Le ingenti spese per la costruzione del monumento provocarono un acuto malcontento contro Innocenzo X e sua cognata, l’ambiziosa Olimpia Maidalchini, da parte del popolo gravato, per l’occasione, da una nuova tassa sul pane. Inoltre il mercato, che fin dal 1477 si teneva in questa piazza, fu costretto a cambiare sede lasciando il posto a passeggiate e meditazioni, come riportato su un lato del basamento dell’obelisco. Piccole attività commerciali tuttavia avrebbero, nel tempo, ripreso a vivere, in questo straordinario scenario destinato dalla famiglia Pamphilj a divenire un capolavoro assoluto dell’arte barocca. Alla metà del Seicento risale anche l’usanza, durata fino al 1867, di allagare la piazza, nelle afose giornate d’agosto,...

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Obelisco Agonale

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Obelisco Agonale Piazza Navona Roma (RM)   L’ Obelisco Agonale è collocato oggi al centro della Fontana dei Quattro Fiumi in Piazza Navona. Portato dai luoghi di scavo di Assuan senza iscrizioni per ordine di Domiziano, questo obelisco fu decorato a Roma con iscrizioni originali scritte in geroglifici e con una rappresentazione dell’imperatore tra due divinità. E’ di granito ed è alto quasi 17 metri. Venne collocato tra il tempio di Serapide e quello di Iside, dove rimase per oltre due secoli, fino a quando Massenzio non lo fece collocare nel Circo, lungo la via Appia, costruito in memoria del figlio Romolo morto nel 310. Non si sa quando cadde. E’ certo però che la sua rierezione si deve a papa Innocenzo X Pamphilj nella metà del ‘600, che scelse piazza Navona per segnalare in qualche modo la sua casa natale. Oltre all’obelisco, comunque, la piazza avrebbe dovuto accogliere una grandiosa fontana che doveva costituire la vera e propria “mostra”, ossia il prospetto finale dell’acquedotto dell’Acqua Vergine. Non era stata ancora costruita, infatti, la fontana di Trevi, per mancanza di fondi. Il papa aveva dato incarico dei lavori ad altri, ma il Bernini riuscì per mezzo di uno stratagemma, donando un modello in argento a Donna Olimpia Maidalchini, cognata del papa, a far conoscere il suo splendido progetto di sistemazione dell’obelisco al centro della Fontana dei quattro fiumi. Il papa, entusiasta del progetto, affidò immediatamente al Bernini l’incarico per la realizzazione del progetto. Cosa che avvenne tra il 1647 ed il 1651. L’iscrizione sul piedistallo ricorda i particolari dell’impresa oltre al significato della fontana sulla quale l’obelisco poggia. La colomba sul culmine è il simbolo della famiglia Pamphilj. Questo grande monumento composito non fu accolto sul momento dai romani con grande favore dato che per l’alto costo della sua realizzazione furono addirittura aumentate le tasse. Oggi è uno dei più ammirati ed amati monumenti della...

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Obelisco Sallustiano

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Obelisco Sallustiano  Piazza della Trinità dei Monti Roma (RM)   Al contrario di altri obelischi portati a Roma senza iscrizioni e rimasti tali, l’ Obelisco Sallustiano, insieme con quello di piazza Navona e del Pincio, fu decorato con geroglifici dopo il trasporto. L’ Obelisco Sallustiano, ovvero quello di Trinità dei Monti è alto quasi 14 metri, è di granito rosso e fu decorato con una copia di una antica iscrizione presente sull’ obelisco di piazza del Popolo. Ma l’esecuzione fu abbastanza imprecisa tanto che alcuni segni risulterebbero scolpiti a rovescio. Questa pratica della copia non deve stupire perché anche in Egitto essa era abbastanza nota e diffusa. Non è nota la data del trasporto a Roma, ma è certo che esso fu eretto all’inizio negli Horti Sallustiani, tra il Quirinale ed il Pincio, e che, alla morte dei proprietari, la proprietà di esso e degli Horti passò all’imperatore Tiberio. Rimase fortunosamente indenne ed in piedi nel corso delle devastazioni del 410 per mano di Alarico e dei Goti. Ma infine cadde anche se non fu mai del tutto perso e dimenticato. Sisto V avrebbe voluto erigerlo davanti alla chiesa di S. Maria degli Angeli. Circa un secolo dopo Athanasius Kircker, che aveva scoperto il segreto della sua iscrizione, ne propose le rierezione a papa Alessandro VII, ma fu solo nel 1734 che papa Clemente XII riuscì a farlo trasportare a Piazza S. Giovanni, presso la Scala Santa, dove peraltro non venne eretto. Anzi, in questo periodo ci furono trattative per un suo trasporto a Parigi. Alla fine papa Pio VI ne decise, anche se in un coro di pareri negativi e in una certa preoccupazione da parte dei padri Minimi della Trinità che temevano per la facciata della loro chiesa, l’erezione in cima alla scalinata di Trinità dei Monti, che fu affidata all’architetto Antinori. I lavori furono ultimati nel...

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Fontana del Moro

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Fontana del Moro Piazza Navona Roma (RM)     La “Fontana del Moro”, tra le più antiche fontane rinascimentali di Roma, è una delle tre fontane monumentali di piazza Navona. Subito dopo il restauro dell’acquedotto dell’”Aqua Virgo”, terminato nel 1570, furono iniziati i lavori per una ramificazione sotterranea secondaria del condotto, in modo da raggiungere l’area dell’antico Campo Marzio, tra le zone più popolose di Roma, e venne di conseguenza progettata anche l’edificazione di un certo numero di fontane. Tra le prime furono commissionate da papa Gregorio XIII, nel 1574, a Giacomo Della Porta, le due poste alle estremità di Piazza Navona (all’epoca “piazza in Agone”), di cui la Fontana del Moro è quella che si trova sul lato meridionale (quello rettilineo) della piazza. Il progetto del Della Porta prevedeva una vasca marmorea a pianta mistilinea poggiata su due gradini, che poco dopo venne circoscritta da una cancellata[1]. Stesso progetto e stessi interventi anche per l’altra fontana della piazza, quella poi chiamata “del Nettuno”, all’estremità settentrionale. Per la decorazione vennero usati i quattro tritoni che due anni prima erano stati realizzati (e non utilizzati) per la fontana di piazza del Popolo, insieme a gruppi rappresentanti un mascherone tra due delfini. In occasione della realizzazione, al centro della piazza, della “Fontana dei Quattro Fiumi”, nel 1651 papa Innocenzo X affidò a Bernini anche l’ampliamento della fontana meridionale[2], con la rimozione dei gradini e della cancellata e la costruzione di una vasca esterna più ampia, della stessa forma di quella interna. La grossa conchiglia (la “lumaca”) con tre delfini, con cui Bernini ornò la fontana, non piacque al papa, che l’anno successivo trasferì l’intero gruppo in una villa sul Gianicolo. Un successivo tentativo incontrò finalmente il favore di Innocenzo X: una figura maschile che trattiene per la coda un delfino (un po’ troppo piccolo, in proporzione), che getta acqua dalla bocca, scolpito da Giovanni Antonio Mari. I tratti somatici della figura richiamano vagamente le caratteristiche di un uomo di colore, particolare che bastò per dare alla fontana il nome che conserva tuttora. Secondo una versione tradizionale, per il volto del “Moro” Bernini si sarebbe ispirato alla statua di Pasquino (i cui tratti erano però anche allora alquanto rovinati), e questa circostanza potrebbe giustificare una sorta di “dispetto” fatto al papa, dato che le “statue parlanti”, e Pasquino in particolare, al cui collo mani ignote appendevano versetti satirici e feroci critiche alla classe dirigente, erano all’epoca una grossa preoccupazione per i nobili e il...

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Sant’Agnese in Agone

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Sant’Agnese in Agone  Piazza Navona Roma (RM) Telefono 06 68192134     La chiesa di Sant’Agnese in Agone a Roma viene costruita a Piazza Navona nel XVII secolo su progetto iniziale di Carlo Rainaldi, ma con il decisivo intervento, fra il 1653 ed il 1657 d.C, di Francesco Borromini. Papa Innocenzo X Pamphili, che ha il suo monumento funebre all’interno di questa stessa basilica, decide di procedere ad un riassetto urbanistico dell’area e far costruire la chiesa di Sant’Agnese in Agone quasi come una cappella privata annessa alla residenza di famiglia che le sorge a lato. Lo stretto rapporto che intercorre fra la chiesa e il palazzo Pamphili è ancora testimoniato da un’apertura nel tamburo della cupola che permetteva al pontefice di assistere alle celebrazioni direttamente dal suo appartamento. L’impianto a croce greca, nato sul luogo del martirio dell’omonima santa, che l’agiografia vuole miracolosamente ricoperta dai propri capelli dopo essere stata esposta nuda alla gogna, nasconde negli attuali sotterranei un oratorio medioevale ed alcune rovine dell’antico Stadio di Domiziano. Nel breve periodo in cui fu chiamato a sostituire Carlo Rainaldi alla direzione dei lavori, Francesco Borromini modifica il prospetto della facciata utilizzando dei volumi concavi per esaltare lo slancio della cupola incorniciata fra due campanili gemelli. La basilica, decorata da marmi pregiati e da un uso esteso di stucchi dorati, annovera anche l’uso di materiali sottratti ad altri edifici religiosi come nel caso delle colonne nelle cappelle della crociera provenienti da San Giovanni in Laterano o le campane sottratte alla Cattedrale di Castro nel Viterbese. Curiosità: Si  dice che la Statua di Sant’Agnese, collocata sulla facciata, voglia rassicurare la Fontana dei Quattro Fiumi circa la stabilità della chiesa....

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San Luigi dei Francesi

La Chiesa di San Luigi dei Francesi  La Chiesa San Luigi dei Francesi, sita in pieno centro storico tra Piazza Navona e Piazza di Sant’ Eustachio è una meta imperdibile per gli amanti della pittura. All’interno di una delle sue cappelle sono ospitati tre capolavori, opere del Caravaggio: Martirio di San Matteo, San Matteo e l’Angelo, Vocazione di San Matteo. Nella cappella, precisamente nella navata di destra, si possono invece ammirare alcuni meravigliosi affreschi opera del Domenichino. La Chiesa di San Luigi dei Francesi fu fondata dal cardinale Giulio dei Medici (poi Clemente VII) nel 1518, e completata nel 1589 da Giacomo della Porta e Domenico Fontana. La vasta facciata tardo-rinascimentale attribuita a Giacomo della Porta, è ripartita da lesene in cinque campate, con tre portali e due nicchie con statue del Lestache (1758). L’interno è a tre navate con cinque cappelle per lato ed un ricco coro centrale decorato da marmi; lo stile di tutta la chiesa è indiscutibilmente barocco. San Luigi dei Francesi ospita inoltre diverse tombe, tra cui la tomba di Pauline de Beaumont, fatta costruire dal suo amante, il Chateaubriand; e la tomba del cardinale François Joachin de Bernis, ambasciatore dei re Luigi XV e Luigi XVI. Per maggiori informazioni sull’orario di apertura della Chiesa, potete telefonare allo 06...

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Sant’ Apollinare

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Sant’ Apollinare Piazza di Sant’ Apollinare, 49 Roma (RM) Tel. 06 6875211 – Fax 06 68164400 La chiesa di Sant’ Apollinare fu fondata da papa Adriano I intorno al 780, su resti di preesistenze di epoca romana, il quale fece costruire accanto alla chiesa anche un monastero per monaci basiliani in fuga da Costantinopoli. La chiesa fu dotata anche di un collegio di canonici, testimoniato per la prima volta nel 1284, e che durò fino al 1576. Nel 1517 papa Leone X la elevò a titolo cardinalizio. L’edificio originario era preceduto da un piccolo portico e, al suo interno, era suddiviso in tre navate con abside. Esso fu poi ricostruito nelle forme attuali da Ferdinando Fuga per volontà di Benedetto XIV tra il 1742 e il 1748: lo stesso pontefice consacrò la nuova chiesa il 21 aprile di quell’anno. Con la riedificazione, Sant’ Apollinare divenne parte di un vasto complesso edilizio che fu sede del Collegio Germanico-Ungarico dei Gesuiti dal 1574 al 1773; esso fu poi sede del Pontificio istituto di Sant’ Apollinare; nel 1992 l’intera struttura, compresa la chiesa – che sono di proprietà dell’APSA – è stata data in affitto alla Prelatura dell’Opus Dei, che vi ha installato la sua Pontificia Università della Santa Croce. Nel 2008 è stato completato il lungo restauro dell’intero immobile e della piazza antistante. Dal portale si accede all’atrio, anticamente un portico, trasformato in cappella. Qui è conservata un’immagine del XV secolo raffigurante una Madonna tra gli apostoli Pietro e Paolo. A questa immagine è legato un particolare episodio della storia di Roma: durante il passaggio dei soldati di Carlo VIII di Francia nel 1494, la venerata immagine fu ricoperta da uno strato d’intonaco per nasconderla e proteggerla dai soldati che avevano posto il loro accampamento davanti alla chiesa. L’immagine fu così dimenticata e riapparve grazie ad un terremoto che ne staccò l’intonaco il 13 febbraio 1647. La chiesa è costituita da una navata unica con cappelle laterali. La volta della navata, a botte, è decorata con un affresco di Stefano Pozzi che raffigura la Gloria di Sant’ Apollinare. Sono sei le cappelle laterali, tre per lato: su quello destro vi sono le cappelle dedicate ai santi Luigi Gonzaga, Giuseppe e Francesco Saverio; sul lato sinistro le cappelle dedicate ai santi Giovanni Nepomuceno, Josemaría Escrivá de Balaguer ed Ignazio di Loyola. L’altare maggiore, nell’abside rettangolare, è opera di Bernardino Ludovisi del 1746; la tela raffigurante il santo titolare è di Ercole Graziani. Tra i molti...

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Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù  Corso del Rinascimento, 27 Roma (RM) Tel. 06 6875214 – Fax 06 68804138 mscroma@tiscalinet.it     La Chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù, il cui interno è visibilmente recente, ha invece una storia antica. Il primo edificio fu eretto nel XIII secolo nell’area dello Stadio di Domiziano, sacro alla tradizione cristiana per la memoria dei martiri che vi avevano trovato la morte, per volontà dell’infante Enrico, figlio del re di Castiglia Ferdinando III, e intitolato al protettore della Reconquista, Santiago, prendendo il nome di San Giacomo degli Spagnuoli. Nel 1440 il canonico della cattedrale di Siviglia don Alfonso de Paradinas fece interamente ricostruire l’edificio a proprie spese affidando i lavori a Bernardo Rossellino – con una bella facciata – e, morendo, legò il proprio patrimonio alla chiesa. Erano quelli, a Roma, i decenni della potenza dei papi spagnoli. Alessandro VI Borgia ordinò nuovi lavori di ampliamento, fece allargare una piazza di fronte all’ingresso su via della Sapienza (sul lato dell’abside) e trasferì negli edifici annessi gli ospizi per i pellegrini spagnoli che l’infante Enrico aveva fondato, uno presso il Campidoglio e l’altro lì vicino, in via di Santa Chiara. La chiesa di San Giacomo divenne così, nel 1506, la chiesa nazionale del regno di Castiglia a Roma, e nel 1518 fu di nuovo rimaneggiata da quell’Antonio da Sangallo il Giovane, che sarebbe poi divenuto l’”architetto di tutte le fabbriche pontificie”. La chiesa e i suoi annessi furono per molto tempo riccamente mantenuti dai lasciti degli spagnoli di Roma, e le loro finestre su piazza Navona costituivano una sorta di palco di proscenio per gli spettacoli “acquatici” che si tenevano nella piazza. Non provvedendosi tuttavia a nessun mantenimento, nel 1818 la chiesa fu abbandonata dagli spagnoli in favore di Santa Maria di Monserrato, dove vennero anche trasferiti gli arredi e le tombe prima in San Giacomo, e fu poi sconsacrata e venduta, nel 1878, ai missionari francesi del Sacro Cuore. Alla fine dell’’800 papa Leone XIII fece una ristrutturazione radicale de la chiesa, dopoché fu abbandonata dalle spagnuoli perché “dicevasi” minacciasse ruina [2], dall’architetto Luca Carimini, che fra l’altro ne modificò la facciata principale della piazza Navona, conservando “tutto” l’edificio originale con l’abside e il transetto, sul lato opposto di piazza Navona. La chiesa fu riconsacrata, affidata alla Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù e intitolata a Nostra Signora del Sacro Cuore. Nel 1931 l’apertura di Corso del...

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Miti & Leggende

Miti & Leggende I Miti e le leggende dell’antica Roma sono racconti antichi tramandati da padre in figlio, un vero e proprio patrimonio culturale che è parte integrante di un popolo. Colosseo La Pietra del Diavolo La Bocca della Verità La Porta Magica di Piazza Vittorio La leggenda della Fornarina La gravidanza di Nerone L’Obelisco di Piazza San Pietro Il Museo degli Scheletri Le Oche del Campidoglio Il Ratto delle Sabine e il tradimento di Tarpea La Papessa I Versi di Pasquino Il Colosseo Il termine “Colosseo” non è da attribuire alla maestosità colossale della struttura, il cui nome originale era “Anfiteatro Flavio”, bensì alla maestosità di una statua che Nerone aveva fatto erigere, in sui onore, vicino all’anfiteatro stesso. Nel Medioevo, il Colosseo era ritenuto una porta per gli inferi dove gli spiriti degli schiavi e dei gladiatori morti sacrificati per il piacere degli imperatori vagavano (e tuttora vagherebbero) al giungere della notte incapaci di trovare il riposo eterno. Gli imperatori, tramite un gesto, decidevano le sorti dei combattenti: pollice in giù la morte, pollice in su la salvezza. La curiosità è che il pollice, in realtà, non veniva rivolto “verso il basso” ma verso la gola: questo gesto imitava il rituale con il quale veniva ucciso il perdente, ovvero trafiggendo il cuore con la spada dalla base della gola. All’interno del Colosseo, oltre ai tradizionali scontri con gladiatori ed animali feroci, venivano organizzate anche le “naumachie”: tutta l’arena veniva riempita d’acqua e vi si svolgevano delle vere e proprie battaglie navali simulate! La Pietra del Diavolo Entrando nella basilica di Santa Sabina a piazza Pietro d’Illiria, al centro del colle Aventino, subito dietro l’osservatore, nell’angolo sinistro della basilica c’è una piccola colonnina tortile. Sopra di essa, di vede una pietra nera tondeggiante, con grosse incisioni, dei buchi, come di un enorme artiglio… ecco a voi la “lapis diaboli”. Si narra che il diavolo, a San Sabina, tentò più volte San Domenico che, in estasi, pregava all’ingresso della chiesa ma, incapace di indurlo al peccato, seccato, gli scagliò contro un pesante blocco di basalto nero senza, peraltro, ferirlo. Sulla pietra sono ancora visibili i segni delle dita incandescenti del demonio. La Bocca della Verità Il celebre mascherone di marmo è conosciuto in tutto il mondo per la leggenda, secondo cui, se si giura il falso tenendo la mano nella bocca del mascherone, questa verrebbe tranciata in un solo colpo. E’ una leggenda che, ormai, tutti conoscono… ma forse non sapete che, nel Medioevo, la mano di chi raccontava troppe bugie, veniva realmente tagliata da un boia strategicamente posizionato dietro il mascherone! In particolare, si racconta, che al giudizio...

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Roma

Roma È capoluogo della regione Lazio, nonché capitale della Repubblica Italiana ma soprattutto è il centro da cui si è irradiata la cultura occidentale quasi 500 anni ma la città è anche un centro spirituale che ha influenzato ed influenza tutto il pianeta, la Chiesa Cattolica Romana è la religione più diffusa al mondo. È la città con la più alta concentrazione di beni storici e architettonici al mondo e il suo centro storico delimitato dal perimetro delle mura aureliane è espressione del patrimonio storico, artistico e culturale del mondo occidentale europeo e, nel 1980, insieme alle proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e la basilica di San Paolo fuori le mura, è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Roma non fu costruita in un giorno La città ha avuto uno sviluppo urbanistico millenario, questa sua caratteristica la rende unica al mondo e preziosissima per gli studiosi di storia antica ma anche barocca, grazie alla stratificazione intensa che ha subito nei secoli. Possiede diversi appellativi: L’Urbe, Caput Mundi (capitale del mondo), Città Eterna, e Limen Apostolorum (soglio apostolico).  I colori della città sono giallo ocra e rosso porpora. Ha due festività proprie, 21 aprile (il Natale della città), e il 29 giugno (i santi patroni, Pietro e Paolo). Vanta il primato di omonimie: altre 44 città in tutto il mondo si fregiano di questo nome. Esistono anche dei proverbi che la riguardano: Tutte le strade portano a Roma. Chi va a Roma un po’ romano ci diventa. A Roma, comportati come i Romani. Non importa andare a Roma per la penitenza. Quando a Roma vai, fai come vedrai. Stato: Italia Regione: Lazio Provincia: Roma Coordinate: 41° 54′ 0′′ N – 12° 30′ 0′′ E Altitudine: 37 m s.l.m. Superficie: 1.285 km² Abitanti: 2.550.000 (ISTAT) o 2.817.000 (Anagrafe) 2005 Densità: 1.985 (ISTAT) o 2.197 (Anagrafe) ab./km² Santo patrono: Pietro e Paolo Giorno festivo: 29 giugno Monumenti dell’antica Roma Ara Pacis Arcate dell’Acquedotto Alessandrino Arco di Costantino Arco di Tito Auditorium di Mecenate Circo Massimo Colonna Traiana Colosseo o Anfiteatro Flavio Crypta Balbi Domus Aurea Domus Flavia Domus Tiberiana Foro Romano Horti Sallustiani Insula Romana al Campidoglio Ipogeo degli Aureli Ipogeo degli Ottavi Pantheon Piramide di Caio Cestia Mausoleo di Santa Costanza Mercati Traianei Mura Serviane Ninfeo di Alessandro Severo Ninfeo di Egeria Niger Lapis (fori) Ponte Lupo dell’Acquedotto Marcio ed Anio Vetus Teatro Di Marcello Templi di Largo Argentina Terme di Caracalla Terme Di Diocleziano Tomba di Cecilia Metella Villa dei Gordiani Villa di Livia Villa di Massenzio Villa dei Quintili Basiliche  Principali San Giovanni in Laterano San Paolo fuori le mura San Pietro in Vaticano Santa Maria Maggiore Chiese Paleocristiane...

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Ambasciate

Numeri di Telefono ed Indirizzi di Ambasciate o Consolati Esteri a Roma, in Italia: 1. Ambasciata Afghanistan a Roma: Via Nomentana, 120. Tel. 06. 8611009 2. Ambasciata Albania a Roma: Via Asmara, 3. Tel. 06 86214475 3. Ambasciata Algeria a Roma: Via B. Oriani, 26. Tel. 06 8084141 4. Ambasciata Angola a Roma: Via F. Bernardini, 21. Tel. 06 39366570 5. Ambasciata Arabia Saudita a Roma: Via G.B. Pergolesi, 9. Tel. 06 844851 6. Ambasciata Argentina a Roma: Piazza Esquilino, 2. Tel. 06 4742551 7. Ambasciata Armenia a Roma: Via dei Colli della Farnesina, 174 Tel. 063296638 8. Ambasciata Australia a Roma: Via Alessandria, 215. Tel. 06852721 9. Ambasciata Austria a Roma: Via Pergolesi, 3. Tel. 068440141 10. Ambasciata Bangladesh a Roma: Via Bertoloni, 14. Tel. 068078541 11. Ambasciata Belgio a Roma: Largo Monti Parioli, 49. Tel. 063609511 12. Ambasciata Belize a Roma: Via Cavalieri, 12. Tel. 068417907 13. Ambasciata Bielorussia a Roma: Via della Giuliana, 113. Tel. 063724634 14. Ambasciata Bolivia a Roma: Via Brenta, 2. Tel. 068841001 15. Ambasciata Brasile a Roma: Piazza Navona, 14. Tel. 066833470 16. Ambasciata Bulgaria a Roma: Via Rubens, 21. Tel. 063213791 17. Ambasciata Burkina Faso a Roma: Via Alessandria, 26. Tel. 0644249725 18. Ambasciata Burundi a Roma: Via Cassia, 976. Tel. 0630311010 19. Ambasciata Camerun a Roma: Via Siracusa, 4. Tel. 0644291285 20. Ambasciata Canada a Roma: Via G.B. De Rossi, 27. Tel. 06445981 21. Ambasciata Capo Verde a Roma: Via G. Carducci, 4. Tel. 064745461 22. Ambasciata Ceca Repubblica a Roma: Via dei Gracchi, 322 Tel. 063244459 23. Ambasciata Ciad a Roma: Via Usodimare, 46. Tel. 065780717 24. Ambasciata Cile a Roma: Via Po, 23. Tel. 068841433 25. Ambasciata Cina a Roma: Via Bruxelles, 56. Tel. 068848186 26. Ambasciata Cipro a Roma: Via Bruxelles, 56. Tel. 068848186 27. Ambasciata Colombia a Roma: Via Pisanelli, 4. Tel. 063612131 28. Ambasciata Corea a Roma: Via B. Oriani, 30. Tel. 068088769 29. Ambasciata Costa D’Avorio a Roma: Via Guglielmo Salicetto, 10 Tel. 0644231129 30. Ambasciata Costa Rica a Roma: Via B. Eustachio, 22. Tel. 0644251046 31. Ambasciata Croazia a Roma: Via Cassia, 132. Tel. 0636307650 32. Ambasciata Cuba a Roma:Via Licinia, 7. Tel. 065717241 33.Ambasciata Danimarca a Roma: Via Monti Parioli, 50. Tel. 063200441 34. Ambasciata Dominicana Repubblica a Roma: Via Chelini, 10. Tel. 068074665 35. Ambasciata Ecuador a Roma: Via G. D’Arezzo, 14. Tel. 068541784 36. Ambasciata Egitto a Roma: Via Salaria, 267. Tel. 068440191 37. Ambasciata El Salvador a Roma: Via Castellini, 13. Tel. 068079726 38. Ambasciata Emirati Arabi Uniti a Roma: Via Camilluccia, 551 Tel. 0636306100 39. Ambasciata Eritrea a Roma: Via Boncompagni, 16. Tel. 0642741293 40. Ambasciata Etiopia a Roma: Via Vedalio, 16. Tel. 064403635 41. Ambasciata Federazione Russa a Roma: Via Gaeta, 5. Tel. 064941680 42. Ambasciata Filippine a Roma: Viale Medaglie d’Oro, 112-114 Tel. 0639746621 43. Ambasciata Finlandia a Roma: Via Lisbona, 3. Tel. 06852231 44. Ambasciata Francia a Roma: Piazza Farnese, 67. Tel. 06686011 45. Ambasciata Gabon a Roma: Via di San Marino , 36 – tel. 06.85.35.89.70 46. Ambasciata Georgia a Roma: Piazza di Spagna, 20. Tel. 0669941982 47. Ambasciata Germania a Roma: Via San Martino della Battaglia, 4 Tel. 06492131 48. Ambasciata Ghana a Roma: Via Ostriana, 4. Tel. 0686215691 49. Ambasciata Giamaica a...

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Servizi Igienici

Servizi Igienici-Bagni Pubblici  AGGIORNAMENTO 5/12/2017: Pro Loco Roma non è responsabile per eventuali variazioni di posizionamento e orari di utilizzo dei servizi igienici. Per le ultime informazioni relative ai bagni pubblici si consiglia di consultare il link: http://www.060608.it/it/accoglienza/utilita/bagni-pubblici   BAGNI PUBBLICI FISSI IN MURATURA (Servizio gratuito gestito da AMA) 1° Municipio Piazza del Colosseo 10.00 – 19.40 Via Valle delle Camene (Pass.ta Archeologica) 10.00 – 16.40 Villa Celimontana 10.00 – 16.40 Piazza S. M. Liberatrice (Testaccio) 10.00 – 16.40 Piazzale Garibaldi (Gianicolo) 10.00 – 16.40 Piazza di Spagna 10.00 -19.40 Piazza di San Silvestro 10.00 – 19.40 Piazza dell’Esquilino 10.00 – 16.40 Via Zanardelli (Piazza Navona) 10.00 – 19.40 Salita del Pincio 10.00 – 16.40 Piazza di Porta San Giovanni 10.00 – 16.40 Piazza Sidney Sonnino 10.00 – 16.40 2° Municipio Villa Ada (Via di Ponte Salario) 10.00 – 16.40 Villa Borghese (Giardino del Lago) 10.00 – 16.40 Villa Paganini 11.40 – 17.40 5° Municipio Piazza Balsamo Crivelli 10.00 – 16.40 9° Municipio Villa Lazzaroni 10.00 – 16.40 11° Municipio Via Ardeatina (ex Dazio) a richiesta Basilica di San Paolo 10.00 – 16.40 13° Municipio Parco di Castelfusano 10.00 – 16.40 16° Municipio Villa Pamphili (Via Aurelia Antica) 10.00 – 16.40 Villa Pamphili (adiacente Via di San Pancrazio) 10.00 – 16.40 17° Municipio Piazza della Città Leonina (San Pietro) 10.00 – 19.40 Parco Adriano (Castel S. Angelo) 10.00 – 16.40 Piazza Risorgimento 10.00 – 19,40 18° Municipio Largo Porta Cavalleggeri 10.00 – 16.40 BAGNI PUBBLICI PREFABBRICATI (servizio igienico automatizzato a pagamento-1,00€) 1° Municipio Via Manlio Gelsomini (area verde) 2° Municipio Piazza Mancini ang. Via Longhi (Capolinea Atac) Piazza Mancini ang. Via F. Brunelleschi (parcheggio) Viale De Coubertin (area verde) 3° Municipio Piazzale Stazione Tiburtina (Capolinea Atac) Via Pietro l’Eremita (parcheggio) 4° Municipio P.zza G. Primoli – Largo Pugliese – (Capolinea Atac) Largo Fausto Labia (Capolinea Atac) 8° Municipio Grotte Celoni (Parcheggio Atac) 9° Municipio Piazza Re di Roma – (area verde – metropolitana) Via dei Rogazionisti (officine Atac) Piazza Zama (Capolinea Atac) 10° Municipio Piazza di Cinecittà (Capolinea Atac – Municipio) 11° Municipio Piazza Rufino (parcheggio di scambio) 12° Municipio Piazza dell’Agricoltura (Capolinea Atac) Piazzale Pier Luigi Nervi (Capolinea Atac) Via F. T. Marinetti (area verde) 15° Municipio Via Damiano Macaluso (mercato) 16° Municipio Via Portuense (Porta Portese – fronte canile) Via Portuense (Porta Portese – fronte canile) 17° Municipio Piazzale CIodio Viale Mazzini Viale Giulio Cesare (capolinea Cotral) 18° Municipio Via Sergio I ang. via Gregorio VII 19° Municipio Via Mattia Battistini 20° Municipio Ponte Milvio – via Riano...

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Le Fontane di Roma

Apertura stagionale: Aperto dal 13 Luglio al 13 Luglio Lunghezza e Tempo di Percorrenza:  2 Km – 2 H Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: Si Costo: a partire da 10,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Metropolitana – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa Servizi: Guida Turistica     Piazza Navona Roma     Molto amate dai romani e spesso punto di riferimento delle piazze della Città  Eterna, le fontane di Roma, sorte grazie alla generosità dei Papi e delle Grandi Famiglie Nobiliari romane, delle quali portano ancor’oggi gli emblemi, sono spesso i monumenti meno conosciuti della nostra meravigliosa capitale. Questo tour serale ci porterà in un rinfrescante viaggio alla scoperta dei giochi d’acqua più o meno conosciuti della città: partendo dalle famosissime fontane di Piazza Navona, realizzate da Gian Lorenzo Bernini e daGiacomo Della Porta, ci dirigeremo poi verso il Pantheon per ammirare la Fontana della Rotonda, progettata anch’essa dal Della Porta ma realizzata da Leonardo Sormani. La tappa successiva sarà costituita dalla Barcaccia di Piazza di Spagna, opera sempre del Bernini, per proseguire poi con la grandiosa Fontana di Trevi, una delle fontane più famose del mondo, la cui realizzazione ha coinvolto grandissimi nomi, da Leon Battista Alberti, a Bernini, a Nicola Salvi, attraversando ilRinascimento e il Barocco Romano fino al Neoclassicismo. Il tour si concluderà infine con la bellissima e poco conosciutaFontana del Babuino, situata nell’omonima via, una delle sei statue parlanti di Roma. APPUNTAMENTO: h 18.00 in Piazza Navona (presso la Chiesa di Sant’Agnese in Agone). DURATA: 2 ore circa. CONTRIBUTO PER LA VISITA GUIDATA: 7 euro (Soci Pro Loco e Over 65). 10 euro (non Soci). bambini fino a 12 anni: gratis Vi ricordiamo che per prendere parte alla visita è NECESSARIA LA PRENOTAZIONE , che potrete effettuare presso la nostra sede ufficiale in Via Giorgio Scalia 10/b (fermata Metro A Cipro)telefonando allo 0689928530 dal Lunedì al Venerdì dalle 10.00 alle 14.00, oppure scrivendo a info@prolocoroma.it Affinché la visita guidata abbia luogo è necessario raggiungere un quantitativo minimo di 10 persone. Per qualsiasi informazione o chiarimento non esitate a contattarci all’indirizzo sopra...

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Carnevale Romano 2013

2/2/2013 – 12/2/ 2013 Per la sua quinta edizione il Carnevale Romano è tornato ad allietare le piazze di Roma, ed anche quest’anno la Pro Loco di Roma ha partecipato alla manifestazione in qualità di partner ufficiale e responsabile dei gruppi storici. Per 11 giorni Piazza del Popolo e Piazza Navonahanno ospitato i meravigliosi spettacoli dell’Arte Equestre e della Commedia dell’Arte, con la collaborazione dell’Associazione Córdoba Ecuestre e delle fantastiche Proiezioni Architetturali sulla Porta del Popolo. Nella grande sfilata di apertura,  gli Sbandierarotri di Castel Madama, il Gruppo del Palio del Velluto di Leonessa, gli Sbandieratori e Musici di Velletri, il Gruppo Storico Romano, il Gruppo Storico di Sant’Oreste, gli Sbandieratori di Viterbo, l’Associazione Nava Aetas e la Pro Loco di Montiano  invitati dalla Pro Loco di Roma, hanno riportato in via del Corso, assieme a dame in carrozza e cavalieri, i fasti del grande Carnevale Barocco. Anche quest’anno molte attività sono state dedicate ai più piccoli: teatri di burattini, spettacoli di giocoleria ed infine la sfilata dei pony in maschera. Da non dimenticare la presenza, ormai consueta, dei grandi corpi militari e di polizia a cavallo e delle maggiori rappresentanze buttere. A concludere la manifestazione sono stati, anche quest’anno gli spettacolari Fuochi d’Artificio Barocchi sulla terrazza del Pincio.  ...

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Carnevale Romano 2011

26/02/2011 – 08/03/2011 Il Carnevale Romano, quest’anno giunto alla sua terza edizione,  è gemellato con il Carnevale  Cultura di Viareggio e di San Pietroburgo. Le due precedenti edizioni del Carnevale Romano hanno riscosso un grande successo di pubblico. Dalle 200mila presenze della prima edizione si è passati alle 450mila della seconda, in un crescendo continuo di idee, manifestazioni e riscoperte. Per 11 giorni Via del Corso, Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, e Piazza Navona si trasformeranno in un meraviglioso teatro a cielo aperto animato dalla magia dell’arte equestre, dalla tradizione della commedia dell’arte, dal caleidoscopio delle maschere e dei gruppi storici del territorio...

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