Il Vittoriano nascosto

Scritte risalenti alla Seconda Guerra Mondiale Punti di sosta per i rifugiati Materiale del cantiere Percorso Mostra Strutture di rinforzo Targa commemorativa Umberto I Dal mese di maggio il Polo Museale del Lazio promuove l’iniziativa Il Vittoriano nascosto aprendo al pubblico gli ambienti presenti sotto al celebre Monumento a Vittorio Emanuele II in Piazza Venezia. Il personale specializzato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo condurrà i visitatori alla scoperta dei segreti del Monumento Vittoriano. Sarà possibile esplorare parte della fitta rete di cunicoli presente nel sottosuolo e conoscerne l’affascinante storia. Gli ambienti, risalenti all’ epoca traianea, vennero alla luce nel corso dei lavori di costruzione del Vittoriano nel 1888. Un’inaspettata scoperta che rese necessaria un’opera di consolidamento per permettere che il grandioso monumento potesse avere solide fondamenta. Gli spazi vennero poi trasformati in rifugio antiaereo durante l’ultimo conflitto mondiale. Le aree dedicate alla sosta dei rifugiati, il punto di soccorso, l’impianto elettrico e le numerose epigrafi datate al 1943 e 1944 testimoniano dei giorni difficili che la città visse.  Il percorso di visita si apre con una panoramica sulla storia del monumento e sulla sua progettazione e costruzione. Bozzetti in gesso delle quadrighe della terrazza e tele preparatorie realizzate dall’artista Antonio Rizzi offrono l’occasione per parlare dell’apparato decorativo del monumento. Una porta consente l’accesso all’area dei sotterranei: con l’aiuto di torce, fornite dal personale stesso, si è guidati tra i cunicoli alla scoperta dei luoghi che hanno offerto riparo a tante persone durante i bombardamenti che colpirono Roma nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Gli ambienti, allo scopo di garantire la sopravvivenza dei rifugiati, furono muniti di zone di primo soccorso, servizi igienici, acqua potabile e luoghi di preghiera per cercare sollievo nei momenti di paura e di sconforto. Tra i particolari che più colpiscono il visitatore ci sono le scritte sulle pareti: alcune riportano le date dei bombardamenti, altre inneggiano o denigrano Mussolini. Sono presenti esercizi di aritmetica ma anche diciture che recitano “ho fame” e lodi ai Gatti Neri, la squadra dei vigili del fuoco che si era resa protagonista di azioni di salvataggio e supporto ai rifugiati. Grazie all’iniziativa Il Vittoriano nascosto è possibile quindi conoscere e apprezzare un aspetto inedito del Monumento e una pagina della storia della Città Eterna.   Informazioni utili Visita guidata Il Vittoriano nascosto: tutti i sabati e le domeniche dal 7 maggio al 31 dicembre 2016; 2 visite al giorno (ore 11:00 e 12:00); gruppi di massimo 10 persone a visita. Prenotazione presso l’atrio di ingresso su Piazza Venezia –  collocato al termine della scalinata monumentale – mezz’ora prima dell’inizio delle visite. Rivolgersi al personale in postazione...

Leggi

Il Castello Segreto: eccezionale apertura di Castel Sant’Angelo

Continua il grande successo dell’iniziativa Il Castello Segreto, l’eccezionale apertura degli ambienti di Castel Sant’Angelo, normalmente chiusi al pubblico. Il progetto, promosso dal Polo Museale della Regione Lazio, permette ai visitatori di ammirare aree dall’alto valore artistico, le cui anguste dimensione non sono adatte al grande flusso di visitatori che quotidianamente anima il museo. Il Castello Segreto prevede visite guidate curate dal personale specializzato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. La tappa iniziale di questo percorso è rappresentata dal celebre Passetto di Borgo, il camminamento di 800 metri che collega Castel Sant’Angelo ai Palazzi Vaticani. Il cosiddetto Corridore fu fatto costruire nel XIII secolo da Nicolò III, per permettere ai pontefici di rifugiarsi all’interno del Castello. Lo strategico corridoio favorì il rifugio di molti pontefici  fino al XVII secolo. Tra gli episodi più noti, si ricordano la “fuga” di Alessandro VI Borgia durante l’invasione delle milizie di Carlo VIII di Francia (1494) e quella di Clemente VII de’ Medici, durante il Sacco di Roma da parte dei lanzichenecchi di Carlo V d’Asburgo (1527). L’itinerario guidato prosegue con la visita alle Prigioni storiche, le buie celle in cui tra Rinascimento e Ottocento vennero rinchiusi tra gli altri Papa Paolo III Farnese, Benvenuto Cellini e Il Cagliostro. Seguono le Oliare, gli antichi depositi alimentari; il Cortile di Leone X; il locale detto “del Forno” e in ultimo la magnifica Stufetta di Clemente VII, sala da bagno del pontefice, dalle raffinate decorazioni di scuola raffaellesca. Informazioni utili Visita guidata Il Castello Segreto: tutti i giorni; 4 visite al giorno, 2 in lingua italiana (11:00; 15:00) e 2 in lingua inglese (12:00; 16:00); gruppi di massimo di 15 persone Il costo è di 5 €, in aggiunta al biglietto del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo. Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo: tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:30 (chiusura biglietteria alle 18:30). Biglietto d’ingresso intero 10 €; ridotto 5 €; Informazioni su agevolazioni e riduzioni: http://castelsantangelo.beniculturali.it// Lungotevere Castello, 50 – 00186 Roma Prenotazioni e biglietti:...

Leggi

Natale di Roma

Si celebra il 21 Aprile, come ogni anno, la festività che ricorda il Natale di Roma. La leggenda tramandata da Varrone narra che Romolo avrebbe fondato la città  il 21 aprile del 753 a.C., e siamo quest’anno alla 2769° anno di celebrazione. L’evento, che riscuote da sempre grande successo è pieno di iniziative che garantiranno divertimento per tutti. IL PROGRAMMA DEL NATALE DI ROMA 2016 Giovedì 21 Aprile  h. 9-16 Circo Massimo: Inaugurazione del Castrum e apertura dei banchi didattici – incontri con le scuole di Roma; h. 11-14 Campidoglio: convegno culturale presso la sala del Carroccio:  “Roma oltre l’Oceano: Claudio, la conquista della Britannia e la Fondazione di Londra.” h. 14 -15 Circo Massimo: history talk presso lo spazio-cultura INCONTRO CON EMMA POMILIO, scrittrice (Il Ribelle, la Notte di Roma, Dominus, Il Sangue dei Fratelli, la Vespa nell’Ambra). Introduce Dr. Michele Forgione  (Gazebi Convegni);   h.15 Circo Massimo: rappresentazione del Tracciato del solco, ricostruzione storica della fondazione della città di Roma  2769 anni or sono; h.16 Circo Massimo: rappresentazione della Festa della Palilia, ricostruzione storica della cerimonia religiosa atta a purificare le greggi e i pastori che si teneva nelle ricorrenze del natale di Roma; h. 17 Circo Massimo: racconto con cavalli che mette in luce il significativo rapporto tra la città e i cavalli sin dalla Roma antica attraverso la rappresentazione spettacolare di alcune tappe significative (a cura dell’Associazione culturale Carnevale Romano – Accademia del Teatro equestre  con il contributo del “Museo delle carrozze d’epoca”); per tutta la giornata sarà realizzata presso il punto cultura del Circo Massimo una mostra fotografica di tutte le edizioni del Natale di Roma a cura dell’associazione “Fotografiamo”   Venerdi 22 aprile h. 9-16 Circo Massimo: banchi didattici e incontri con le scuole di Roma presso il Castrum; h. 12 -14 Circo Massimo: history talk presso lo spazio-cultura; INCONTRO CON ANDREA MONTESANTI E CLAUDIO VALENTE autori del romanzo “Quelle Capanne Chiamate Roma” INTERVISTA DI MARIANO MALAVOLTA Introduce Andrea Buccolini (Gazebi Convegni) h.14-16 Circo Massimo: Ludi gladiatori con i bambini di Roma, presso il castrum; per tutta la giornata sarà realizzata presso il punto cultura del Circo Massimo una mostra fotografica di tutte le edizioni del Natale di Roma a cura dell’associazione “Fotografiamo”   Sabato 23 aprile h. 9-16 Circo Massimo: banchi didattici e incontri con le scuole di Roma presso il Castrum; h. 12 -14 Circo Massimo: history talk presso lo spazio-cultura; h.14-16 Circo Massimo: Ludi gladiatori con i bambini di Roma, presso il castrum; per tutta la giornata sarà realizzata presso il punto cultura del Circo Massimo una mostra fotografica di tutte le edizioni del Natale di Roma a cura dell’associazione “Fotografiamo”   Domenica 24 aprile h. 10-11 Circo Massimo: rappresentazione spettacolare del Commissio feriarum, suggestiva ricostruzione storica della cerimonia rituale di accensione del fuoco; h. 11-13 Circo Massimo-Via dei Cerchi-Via Luigi Petroselli-Via del Teatro di Marcello-Piazza Venezia-Via dei Fori Imperiali- Piazza del Colosseo-Via San Gregorio: il...

Leggi

Quartiere Testaccio

Testaccio, il quartiere “popolare” per eccellenza. Un quadrilatero di cultura e romanità Fonte Romeing.it Posizionato a sud dell‘Aventino tra sampietrini, magnifiche piazze e il Fontanone di Pio X, il Quartiere Testaccio si distingue rispetto a molti quartieri di Roma per essere riuscito a mantenere, nel corso del tempo il suo originario spirito popolare, “testaccino”. Inquadrato tra via Marmorata, le Mura Aureliane ed il Tevere, il quartiere Testaccio ha assunto la forma di un quadrilatero regolare grazie alla sua superficie quasi totalmente pianeggiante, se si esclude la collinetta artificiale di monte Monte Testaccio. Peculiare è l’origine di questo Monte, conosciuto anche Monte dei Cocci. Esso infatti prende vita da un’ antica discarica composta da anfore provenienti dalla Spagna, contenenti nell’antichità l’olio destinato alle distribuzioni annonarie. Il progressivo abbandono di questi contenitori, ha alterato con il tempo l’originario aspetto della collina, sino a trasformarla nel Monte dalle caratteristiche che oggigiorno possiamo notare. Il porto di Roma Qui si ergevano un tempo il porto fluviale della Capitale, l’Emporium, e le sue infrastrutture, sorte in seguito alla vittoria della seconda guerra punica. Attorno a questo antico luogo si andò a sviluppare uno stile di vita semplice, in contrasto con la non distante nobiltà, e gli abitanti del quartiere ben presto andarono a contraddistinguersi per il proprio carattere fiero e schietto. Ancora oggi Testaccio è un quartiere ostinatamente “popolare” nella sua genuinità, “un paese all’interno di una città”, da vivere a misura d’uomo. Testaccio oggi: cultura, eventi e buona cucina romana Oggi, il quartiere Testaccio è tra i più belli, vivaci e caratteristici della Capitale. Grazie al progetto di riqualificazione dell’area dell‘ex Mattatoio, nel cuore del quartiere,  la zona è divenuta uno dei fulcri più importanti della vita notturna e culturale di Roma. Qui sono sorti spazi che ospitano eventi di musica, prosa e poesia.  L’ex Mattattatoio è oggi sede del museo Macro e della Città dell’Altra Economia, tra i principali poli artistici e culturali di Roma.  Malgrado nel periodo medievale questo luogo fosse considerato campagna, vi si possono poi incrociare importanti monumenti, come la Piramide Cestia, maestoso e di certo inusuale monumento funerario dedicato a Caio Cestio Epulone. Alta 37 metri e su una base quadrata pari a 30 metri; sembra che la piramide sia stata realizzata in meno di 330 giorni .  Il complesso sorge in prossimità della Porta di San Paolo lungo il percorso delle mura aureliane nelle quali fu inglobato fra il 274 ed il 277 d.C. Qui ha sede anche il Cimitero Acattolico, vicino a Porta san Paolo, al lato della Piramide Cestia. Testaccio è anche il quartiere ideale per chi è in cerca della vera cucina tradizionale romana e i suoi capisaldi, dalla “coratella”,...

Leggi

Opere del Borromini

Opere del Borromini: da scalpellino a San Pietro ad assistente del Bernini Francesco Borromini, nato Francesco Castelli Brumino, fu uno degli architetti più importanti e conosciuti del Barocco italiano. Nato nel 1599 sul lago di Lugano, probabilmente era figlio di un capomastro da cui imparò le principali tecniche di intaglio; in seguito passò alcuni anni a Milano per poi trasferirsi a Roma, nel 1619, dove rimase per tutto il resto della sua vita. Grazie ad una lontana parentela con Carlo Maderno, trovò impiego come scalpellino in San Pietro in Vaticano, operando principalmente sui cherubini decorativi, sui festoni e sui cancelli. Quando il Maderno morì, nel 1629, le speranze di Borromini di essere nominato architetto della “fabbrica” di S. Pietro vennero deluse con la nomina al ruolo di Gian Lorenzo Bernini il quale, però, lo confermò suo primo assistente. Borromini proseguì quindi agli ordini di Bernini contribuendo, talvolta, alla progettazione di alcune opere importanti sia di San Pietro sia di Palazzo Barberini come, ad esempio, la bellissima scala ellittica interna. Il rapporto tra i due fu tutt’altro che facile e, nel 1634, i due architetti si separarono definitivamente anche perché, in quel periodo, a Borromini si presentò la grande occasione di progettare la chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane. La Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane Tra le opere del Borromini a Roma, S. Carlo alle Quattro Fontane (S. Carlino) è senza dubbio una delle più note, grazie al fatto che, malgrado le sue ridottissime dimensioni, la chiesa è una delle più geniali composizioni spaziali che siano state mai immaginate, con la sua pianta ovale, accentuata dalla cupola a nido d’ape, l’effetto flessibile delle pareti ondulate e la facciata concavo-convessa molto particolare. Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza Un’altra delle opere del Borromini a Roma è la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, del 1642 e recentemente restaurata; la chiesa ha la pianta stellare formata dall’unione di due triangoli equilateri con la cupola che, all’esterno, è coperta da un tamburo convesso e si conclude su un’alta lanterna a spirale che suggerisce un ideale percorso ascensionale; tutti elementi ripresi anche nella costruzione del tiburio e del campanile della Basilica di Sant’Andrea delle Fratte. La Chiesa di Sant’Agnese in Agone a Piazza Navona Un’altra delle famose opere del Borromini a Roma è la Chiesa di Santa Agnese in Agone, a piazza Navona, del 1653, in cui Borromini riprese il primo progetto dell’architetto Rainaldi apportando piccole modifiche all’interno e ridisegnando la facciata, rendendola concava. La cupola, incorniciata da eleganti torrette, costituisce una delle sue composizioni migliori anche se, prima di essere completata, l’incarico gli venne tolto e riaffidato a Rainaldi e Bernini. Secondo la tradizione, il suo...

Leggi

Vaticano

Visita il luogo dove arte e fede si fondono A pochi passi dalla stazione della METRO A- Ottaviano, facilmente raggiungibile dalla stazione Termini, risiede un luogo pieno di spiritualità e bellezza. Sulle vie calpestate da folle di turisti, dove il principio del cattolicesimo prende vita dinanzi ai nostri occhi, qui, nel cuore di Roma, si trova il Vaticano, pieno delle sue meraviglie tutte da scoprire. Le sue ricchezze, non risiedono semplicemente nelle architetture classiche, negli splendidi affreschi presenti nella sontuosità delle grandi stanze, ma nelle atmosfere che ognuno di questi luoghi sa evocare. Poiché legato a quel confine sottile fra ciò che è terreno e ciò che è immortale, che da sempre affascina e coinvolge. Questo stato, nello stato, si schiude a noi a poco a poco, invitandoci, con la sua forma ellittica ad accostarci al simbolo della chiesa cattolica ed una delle icone della capitale Italiana più conosciute: La Basilica di San Pietro. Come due braccia che si schiudono ad accogliere i fedeli, Piazza San Pietro, infatti, si apre al visitatore. In grado di accogliere ogni giorno migliaia di pellegrini e non, il colonnato regolare, realizzato dal Bernini, sormontato da statue perfettamente rifinite, è un chiaro esempio di architettura classica nella sua massima espressione. Le linee bianche accompagnano il visitatore armonizzandosi con la facciata della basilica su cui svetta la cupola. Summa del lavoro di svariati architetti e scultori e pittori che vi operarono dal 1506 e nel tempo a seguire, la Basilica è, nel contesto del Vaticano, un punto di riunione prezioso per i credenti, tanto quanto per coloro che sono affascinati dalle arti nella sua eccezione più grande. All’interno di questo luogo sacro non si può non visitare la Pietà di Michelangelo, o la cupola maggiore, un’opera imponente progetta dal Michelangelo stesso e conclusa in soli due anni, da cui è possibile osservare la capitale ed abbracciarne la meraviglia con lo sguardo. Nascoste alla vista, ma visitabili, sono poi le Grotte del Vaticano, che custodiscono la Tomba di Pietro e le sepolture di altri Pontefici tra cui quella di Giovanni Paolo II. Ma i tesori del Vaticano, la sua bellezza, si mostra agli occhi dei visitatori anche all’interno dei Musei Vaticani. Qui, dall’atrio dei quattro cancelli, avrete la possibilità di visitare il museo egizio, la pinacoteca che ospita opere di Giotto, Caravaggio, Beato Angelico, Perugino, Leonardo, Tiziano e Raffaello. E di quest’ultimo sono visibili le meravigliose stanze, decorate da affreschi realizzati tra il 1508 e il 1524. Il cuore dei musei resta, però, la Cappella Sistina. Una delle opere che più ha reso famoso lo stile e la pittura del Michelangelo in tutto il mondo, la...

Leggi

Passeggiata ai fori Imperiali

 Una passeggiata ai Fori Imperiali a Roma. Meno di un secolo fa, quella che oggi appare come una delle mete turistiche più importanti di Roma, l’insieme dei Fori Imperiali a Via dei Fori Imperiali, era pressoché inesistente. All’inizio dell’800 era stata messa in luce solo una parte di ciò che si trovava al di sotto del livello stradale dell’epoca e, tra una casa e l’altra, si riuscivano a vedere alcune porzioni delle antiche rovine romane. Solo in epoca fascista, dal 1924 in poi, Mussolini fece attuare grandi demolizioni che portarono alla luce la maggior parte di quanto oggi è visibile, con l’intento di creare “via dell’Impero”, successivamente denominata via dei Fori Imperiali, per collegare il Colosseo con Piazza Venezia. Se vi trovate in visita nella Capitale vi suggeriamo vivamente di fare una passeggiata ai Fori Imperiali per scoprire quel che resta delle “piazze” fatte costruire da alcuni tra i maggiori Imperatori romani in omaggio alla grandiosità dei loro imperi. La classica passeggiata ai Fori Imperiali può partire dal Foro di Cesare, il primo, dove il grande condottiero fece costruire una grande piazza a suo nome che fu inaugurata nel 46 a.C. e terminata poi da Augusto. Si costeggia il Foro camminando lungo Via dei Fori Imperiali fino alla Basilica di Massenzio per passare poi al Foro Imperiale di Augusto, seconda piazza monumentale, in cui Ottaviano aveva promesso di costruire un tempio a Marte Ultore in occasione della battaglia di Filippi nel 42 a.C., nella quale egli stesso e Marco Antonio avevano sconfitto gli uccisori di Cesare e dunque vendicato la sua morte. La passeggiata ai Fori Imperiali continuerà verso il Teatro della Pace, costruito sotto l’imperatore Vespasiano e separata dal Foro di Augusto e da quello di Cesare da via dell’Argileto, che metteva in comunicazione il Foro Romano con la Suburra. Questo complesso, conosciuto in origine come Tempio della Pace, non fu considerato uno dei Fori Imperiali se non in epoca tarda, quando venne citato come Foro della Pace. La vostra passeggiata ai Fori Imperiali continuerà verso il Foro di Nerva, detto anche Foro Transitorio, situato tra il Foro di Augusto ed il Foro della Pace. Ultimo e più grande dei fori di Roma, il Foro di Traiano fu costruito tra il 107 ed il 113 d.C. ed è un ampio complesso in cui potrete vedere i cosiddetti mercati traianei e la celebre Colonna Traiana, monumento funerario dell’imperatore ed unico monumento di Roma perfettamente conservato sul cui fusto sono narrate in un bassorilievo continuo ed elicoidale della lunghezza di 200 metri, le due campagne condotte da Traiano contro i Daci. Alla fine della passeggiata ai Fori Imperiali giungerete all’Anfiteatro Flavio, meglio...

Leggi

MAXXI Museo D’arte Contemporanea

Esplora il museo dove l’arte è sempre in movimento Nel cuore del quartiere Flaminio esiste un luogo di cultura, un campus in cui convegni, spettacoli, laboratori, uniscono persone, dove la sperimentazione e l’innovazione sono ricercate e raggiunte. Dove lo studio e la ricerca di sempre nuovi contenuti estetici per la nostra realtà sono un obiettivo quotidiano. Tutto questo è il MAXXI. Museo nazionale delle arti del XXI secolo , il MAXXI è da considerarsi la prima istituzione nazionale dedicata all’arte contemporanea nella sua forma più estrosa e creativa. Costruito nel luglio 2009 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e progettato da Zaha Hadid nel quartiere Flaminio di Roma, il MAXXI si impone di supera l’idea dell’edificio-museo strettamente legata alla nostra cultura, per essere qualcosa di più. All’interno delle sue forme curve e lineari che s’alternano, li dove spazio e funzione si intersecano, i visitatori si trovano ad esplorare questo contesto, non semplicemente ad attraversarlo, riuscendo così a rendere partecipe chi visita il museo, dell’atto della creazione nel momento stesso in cui l’arte viene ammirata. Sequenze di gallerie illuminate dalla luce naturale filtrata da un particolare sistema di copertura, la possibilità di usufruire di spazi dedicati alla caffetteria e al bookshop accessibili dalla hall oppure di partecipare agli eventi in programma all’auditorium limitrofo, sono solo alcuni dei servizi che questo grande campus culturale ha modo di offrire. Il Maxxi, al proprio interno, ospita infine mostre permanenti di vario genere, che sono state suddivise in quattro Dipartimenti per poterne meglio ammirare e comprendere i contenuti. MAXXI Architettura. In questo primo spazio sono presenti tutti quei documenti che testimoniano le fasi evolutive di un processo di creazione architettonico. Dall’idea iniziale, alla sua realizzazione, sino al contesto fisico e culturale in cui la struttura va inserita. E non è un caso che anche per il MAXXI, lo spazio circostante questo museo si sia armonizzato tutt’intorno ad esso. Gli alberi del quartiere Flaminio abbracciano il metallo e sembrano quasi proteggerlo e distaccarlo, pur armonizzandolo, con la parte più “classica” del quartiere. In egual modo ogni progetto presente in questo Dipartimento mostra ciò che viene realizzato mai decontestualizzato da ciò che già è. Pronto ad accogliere quel che verrà. MAXXI Arte: Il dipartimento di MAXXI Arte è un vero e proprio museo del contemporaneo. Al suo interno sono presenti oltre 400 opere che testimoniano la produzione artistica internazionale. Solitamente aperto dal martedì alla domenica, l’orario continuato ne permette la vista sino alle ore 19. MAXXI Ricerca, Educazione, Formazione. Questo Dipartimento è un vero e proprio “laboratorio”. Qui vengono offerti gli strumenti per la comprensione più profonda dei fenomeni artistici, dei temi e...

Leggi

Parco di Tor Fiscale

Il territorio di Tor Fiscale, inserito all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica di Roma, testimonia la presenza dell’antica Via Latina, il cui tracciato è ancora visibile in alcuni tratti ed è ricco dei resti storici di sei acquedotti, di Sepolcri e di Ville Romane di epoca imperiale. Il parco di Tor Fiscale prende il nome da un’ antica torre medievale ancora ben conservata, la Tor Fiscale, alta circa 30 metri e risalente al XII-XIII sec. d.C. ma il territorio del Parco è ricco di monumenti di ogni epoca come il Tempio del dio Redicolo, il Ninfeo di Egeria, la chiesa di Sant’Urbano, le torri medievali, il complesso delle Tombe Latine e il Parco degli Acquedotti, con gli imponenti ruderi delle condotte che rifornivano d’acqua Roma. La superficie del territorio compreso nel Parco di Tor Fiscale è di circa 3.400 ettari e comprende la via Appia Antica, la valle della Caffarella, l’area archeologica della via Latina, l’area archeologica degli Acquedotti (240 ettari), la Tenuta di Tormarancia e quella della Farnesiana. La proprietà del parco è per almeno il 95% privata, con una forte prevalenza delle famiglie della vecchia aristocrazia, circa il 25% appartiene a società pubbliche e private e la restante parte è suddivisa tra piccole proprietà private, enti religiosi e un 5% costituisce il patrimonio demaniale. Parco di Tor Fiscale: storia e paesaggio Gli aspetti originari del paesaggio della zona sono stati modificati dall’attività del Vulcano Laziale, cominciata circa 600 mila anni fa che ha modellato il territorio rendendolo in alcuni punti pianeggiante ed in altri più ondulato. In epoca repubblicana e durante i grandi insediamenti dell‘età imperiale la presenza dell’uomo ha modificato notevolmente il paesaggio di questa parte dell‘Ager Romanus. La creazione della via Appia creò nuovi elementi paesaggistici tra cui il sistema delle tombe, dei templi e degli impianti funerari, poi quello delle locande, dei punti di sosta e di ristoro per i viaggiatori. In seguito alla feudalizzazione dell’area, in epoca medievale, sorsero possenti castelli e il territorio, sempre più spopolato, fu caratterizzato dalle torri baronali fino a quando, nel XVII secolo il territorio della via Appia fu segnato dal quasi totale abbandono delle attività produttive e dallo spopolamento degli insediamenti. Tra il ‘600 e l’800, il paesaggio viene visto in modo più suggestivo e romantico, soprattutto da letterati e artisti mentre, nel ‘900, lo sviluppo e il progresso provocano un’urbanizzazione selvaggia e molto abusivismo che ha comportato una distruzione della continuità storica e ambientale del territorio. Il parco oggi Il Parco di Tor Fiscale a Roma costituisce uno dei “polmoni verdi” dell’Urbe e mantiene una ricchezza faunistica e floristica piuttosto importante. Si trova in via dell’Acquedotto...

Leggi

Pin It on Pinterest