Parco di Tor Fiscale

Il territorio di Tor Fiscale, inserito all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica di Roma, testimonia la presenza dell’antica Via Latina, il cui tracciato è ancora visibile in alcuni tratti ed è ricco dei resti storici di sei acquedotti, di Sepolcri e di Ville Romane di epoca imperiale. Il parco di Tor Fiscale prende il nome da un’ antica torre medievale ancora ben conservata, la Tor Fiscale, alta circa 30 metri e risalente al XII-XIII sec. d.C. ma il territorio del Parco è ricco di monumenti di ogni epoca come il Tempio del dio Redicolo, il Ninfeo di Egeria, la chiesa di Sant’Urbano, le torri medievali, il complesso delle Tombe Latine e il Parco degli Acquedotti, con gli imponenti ruderi delle condotte che rifornivano d’acqua Roma. La superficie del territorio compreso nel Parco di Tor Fiscale è di circa 3.400 ettari e comprende la via Appia Antica, la valle della Caffarella, l’area archeologica della via Latina, l’area archeologica degli Acquedotti (240 ettari), la Tenuta di Tormarancia e quella della Farnesiana. La proprietà del parco è per almeno il 95% privata, con una forte prevalenza delle famiglie della vecchia aristocrazia, circa il 25% appartiene a società pubbliche e private e la restante parte è suddivisa tra piccole proprietà private, enti religiosi e un 5% costituisce il patrimonio demaniale. Parco di Tor Fiscale: storia e paesaggio Gli aspetti originari del paesaggio della zona sono stati modificati dall’attività del Vulcano Laziale, cominciata circa 600 mila anni fa che ha modellato il territorio rendendolo in alcuni punti pianeggiante ed in altri più ondulato. In epoca repubblicana e durante i grandi insediamenti dell‘età imperiale la presenza dell’uomo ha modificato notevolmente il paesaggio di questa parte dell‘Ager Romanus. La creazione della via Appia creò nuovi elementi paesaggistici tra cui il sistema delle tombe, dei templi e degli impianti funerari, poi quello delle locande, dei punti di sosta e di ristoro per i viaggiatori. In seguito alla feudalizzazione dell’area, in epoca medievale, sorsero possenti castelli e il territorio, sempre più spopolato, fu caratterizzato dalle torri baronali fino a quando, nel XVII secolo il territorio della via Appia fu segnato dal quasi totale abbandono delle attività produttive e dallo spopolamento degli insediamenti. Tra il ‘600 e l’800, il paesaggio viene visto in modo più suggestivo e romantico, soprattutto da letterati e artisti mentre, nel ‘900, lo sviluppo e il progresso provocano un’urbanizzazione selvaggia e molto abusivismo che ha comportato una distruzione della continuità storica e ambientale del territorio. Il parco oggi Il Parco di Tor Fiscale a Roma costituisce uno dei “polmoni verdi” dell’Urbe e mantiene una ricchezza faunistica e floristica piuttosto importante. Si trova in via dell’Acquedotto...

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Villa Adriana

Villa Adriana L’Impero è al suo apice, Traiano è il nuovo Alessandro, anche i Parti sono caduti sotto i suoi colpi, in precedenza la Germania, la Tracia ed altre nazioni avevano conosciuto la sua spada, chi sarà il successore di questo grande condottiero? Con un po di sorpresa si scoprirà che il suo successore è Adriano, iberico come lui ma molto diverso nei modi e nelle ambizioni, non alzerà mai la spada contro il nemico ma guiderà l’Impero attraverso una rivoluzione economico/culturale che cambierà Roma per sempre, la sua visione del mondo è ancora visibile è si chiama : Villa Adriana. Villa Adriana come sintesi Villa Adriana nelle intenzioni del suo ideatore doveva essere la sintesi di tutto ciò che di più bello vi era nell’impero, questo lo deduciamo da Historia Augusta, Vita Hadriani, XXVI, 5 : « Fece costruire con eccezionale sfarzo una villa a Tivoli ove erano riprodotti con i loro nomi i luoghi più celebri delle province dell’impero, come il Liceo, l’Accademia, il Pritaneo, la città di Canopo, il Pecile e la valle di Tempe; e per non tralasciare proprio nulla, vi aveva fatto raffigurare anche gli inferi. » La struttura venne costruita vicino Roma, a Tibur [l’attuale Tivoli] ed aveva un’estensione di 120 ettari [ altre fonti dicono 300 ettari ] che la rendono una delle ville più grandi dell’epoca, la difficoltà della progettazione/realizzazione è dovuta all’aspetto polivalente della villa che svolgeva compiti residenziali, di rappresentanza, di servizio ed al suolo piuttosto irregolare dell’area, di seguito una ricostruzione della Villa in tutto il suo splendore. Villa Adriana gli scavi Gli scavi nella zona sono iniziati nel 1450 ad opera di Flavio Biondo , di li a poco l’interesse per la Villa si trasformò da storico in predatorio, infatti la struttura fu soggetta a razzie, soprattutto da parte dei Papi, o nel migliore dei casi usata come cava a cielo aperto, solo nel 1870 lo stato acquistò la maggior parte dei terreni, c’è da dire che comunque una parte di Villa Adriana rimane nelle mani dei privati, e inizio i lavori di scavo sistematici per riportare alla luce i segreti di questo enorme complesso che tuttavia non sono affatto conclusi. Villa Adriana oggi Oggi visitando Villa Adriana in primo luogo si viene colpiti dall’uso dell’acqua, come negli edifici del Cànopo e del Teatro Marittimo, del resto l’acqua corrente era uno dei simboli del potere di Roma e della sua evoluzione rispetto ai barbari che circondavano l’Impero di Adriano, naturalmente anche le statue, su tutte quella di Marte, ricordano al visitatore lo splendore passato, comunque tra gli edifici che compongono il complesso non vanno dimenticati il Complesso di Pecile, la Piazza d’Oro e la sala dei Filosofi. Villa...

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Villa Sciarra

Villa Sciarra Il parco di Villa Sciarra, nella zona tra Monteverde ed il Gianicolo, occupa un’estensione di circa 7.500 m².  Villa Sciarra, ecletticamente organizzata nei primi anni del secolo, presenta una ricchissima e particolarissima decorazione scultorea. Si tratta di una serie di statue e fontane provenienti dalla villa Visconti di Brignano d’Adda in Lombardia (il biscione dei Visconti si può ancora riconoscere nella Fontana dei Satiri e in quella dei Putti). Il tema che ricorre nelle statue e fontane è il tema boschereccio legato alle raffigurazioni del dio Pan, e le siepi vengono ancora potate secondo l’arte topiaria, cioè in forma di oggetti e animali. Punti di particolare interesse, all’interno di Villa Sciarra sono la grande Uccelliera in ferro, dove un tempo dimoravano i pavoni; la Fontana dei Satiri, in cui troviamo il biscione (stemma araldico della famiglia Visconti); la Fontana di Diana ed Endimione, fontana e laghetto decorata con un gruppo scultoreo; la Fontana Belvedere, realizzata nel 1912 su progetto dell’ingegnere Enrico Gennari; il Casino Barberini, edificio principale della villa, ora sede dell’istituto Italiano di Studi Germanici; l’Esedra Arborea, un angolo molto scenografico dove in una siepe di piante sono state ricavate nicchie verdi nelle quali sono collocate statue raffiguranti i dodici mesi dell’anno; la Fontana della Tartaruga e la Fontana della Lumaca; la Fontana delle Sfingi, raffigurante i quattro vizi capitali, e la più giocosa e allegra Fontana dei Putti. Alle spalle del Casino Barberini sorge la Montagnola; entro un recinto di allori è situata una fontana di piccole dimensioni completata da un sedile marmoreo semicircolare. Infine a ridosso delle mura di Urbano VIII, vi è un tempietto in stucco e ferro battuto. La vegetazione che ricopre Villa Sciarra, unisce essenze proprie della flora italiana e mediterranea ad una vasta scelta di essenze esotiche: si contano 122 specie arboree rare di cui 58 provenienti dall’America e dall’Asia, fra cui almeno una decina di specie diverse di palme. Villa Sciarra, un pò di storia: In epoca romana questo piccolo parco era un santuario dedicato alle ninfe. La zona in cui sorge la Villa Sciarra era fin dal tempo dei romani tenuta a orti e giardini; le prime testimonianze del terreno risalgono al 1549, quando questo venne acquistato da un tal Massaruzi. Fin dalle sue origini, la villa ha avuto una storia particolrmente travagliata e non è rimasta mai per molto tempo allo stesso proprietario. Nel 1575 venne acquistata da Mons. Innocenzo Malvasia. Nel 1653 venne acquistata dal cardinale Antonio Barberini; suo nipote, il cardinale Carlo, l’ampliò, l’affittò, la vendette e dopo pochi mesi la ricomprò. Nel 1710 la villa venne venduta al cardinale Pietro Ottoboni che la trasformò in...

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