JACK SAVORETTI & THE DIRTY ROMANTICS – PARCO DELLA MUSICA

Jack Savoretti, cantautore italo-inglese, torna live nella Capitale con il suo  spettacolo “Written And Scars Summer Tour”.  Ad ospitarlo, lunedì 4  Luglio, ore 21, l’Auditorium  Parco della Musica manifestazione “Luglio suona  bene”. Sarà affiancato sul palco dalla sua storica band i Dirty Romantics (Pedro  Vito Vieira De Souza, alla chitarra elettrica, Jesper Lind Mortensen, alla  batteria e percussioni, Jean Berthon, al basso elettrico, e Henry William Bower-Broadbent, alle tastiere) Come non lasciarsi trasportare dalle melodie semplici ma accattivanti e dalla  voce ruvida di Savoretti! Uno show intimo che riflette il carattere personale delle canzoni, tutte scritte di getto e registrate il giorno stesso in cui sono nate. Biglietti: a partire da 29€ (escluso il diritto di prevendita) Acquistabili online: http://ow.ly/ptAx301huOa Per Info:  Biglietteria auditorium:...

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100 Presepi – 40° Edizione

100 Presepi – 40° Edizione a Roma La mostra dei 100 Presepi di Roma è giunta alla 40° edizione, l’esposizione avrà luogo all’interno delle sale del Bramante dal 26 Novembre alle ore 9:30 al 10 Gennaio alle ore 20:00, tutti i giorni comprese le domeniche, Natale, Capodanno ed Epifania. Lo scopo principale dell’esposizione sta nella volontà di riaffermare una tradizione tipicamente italiana che rischiava di scomparire e nel promuovere la conoscenza di questa tradizione anche all’estero. In occasione del Giubileo, all’evento è stato conferito il logo del Giubileo Straordinario della Misericordia divenendo evento ufficiale dell’Anno Santo. Come ogni anno la mostra si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio della Conferenza Episcopale Italiana e del Pontificium Consilium de Cultura e con i patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, della Regione Lazio, di Roma Capitale. 100 Presepi: la particolarità dell’esposizione Il materiale dei 100 presepi: I presepi che si potranno ammirare visitando la mostra, costituiscono una grande attrattiva poiché, venendo da vari paesi esteri e da varie regioni Italiane, sono costruiti con stili molto diversi fra loro e con materiali a volte anche inusuali. Ritroveremo presepi in: pasta alimentare, sughero, argilla, riso, conchiglie, pannolenci, terracotta invetriata, zucchero, parti metalliche di automobili, semi di zucca, palline da ping pong e molti altri. La mostra diventa un percorso nelle Regioni d’Italia e in 33 Paesi del Mondo: ogni artista così ci permette con la propria fantasia e grazie alla propria arte, di passeggiare  attraverso tradizioni e culture diverse. Le Regioni che partecipano, hanno una grande tradizione presepiale e sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli- Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Veneto. Per quanto riguarda le esposizioni internazionali, sono ospitati i presepi di Paesi come come Belgio, Croazia, El Salvador, Estonia, Germania, Polonia, Portogallo, Rep. Ceca, Romania, Russia, San Marino, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria; asiatici come Rep. Cina-Taiwan, Corea del Sud, Filippine, Giappone, Indonesia, Mongolia,Thailandia, Vietnam; dell’America Centrale come Guatemala, Panama; dell’America Meridionale come Cile, Colombia, Cuba, Ecuador, Guyana, Perù. Per i bambini dai 4 agli 11 anni vi è la possibilità di partecipare al Laboratorio “IL PRESEPE COME GIOCO” dove costruire un personaggio con la pasta alimentare sotto la guida di docenti e alunni dell’Accademia Belle Arti di Roma. Per poter partecipare al laboratorio basta solo il biglietto della mostra ma è necessaria la prenotazione (068542355). 100 Presepi: Info Per poter visitare la mostra, il biglietto ha un costo di 8,00 Euro. Sono previste delle riduzioni per gli over 65 a 6,50 Euro. Metrebus...

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Romics 2015 | Festival internazionale di Roma dedicato al fumetto

Dall’1 al 4 ottobre 2015 avrà luogo la diciottesima edizione del Romics, il Festival internazionale di Roma dedicato al fumetto, all’animazione, ai games e all’entertainment in generale. Questo secondo appuntamento annuale del Romics 2015, dopo quello che si è svolto lo scorso mese di aprile, si terrà come di consueto alla Fiera di Roma ed avrà in serbo, come sempre, molte novità per i visitatori appassionati di questo mondo, eventi, incontri, spettacoli, premiazioni ed altro ancora. La rassegna, organizzata dalla Fiera di Roma e da Isi.Urb, registra sempre un grande successo di pubblico, con l’ultima edizione che ha raggiunto quota 200 mila visitatori. Ma cos’è esattamente il Romics e quando nasce? Questo Festival inizia nel 2001, nella vecchia sede della Fiera di Roma dove rimane fino al 2006, quando approda al nuovo polo fieristico romano. Solo dal 2013, oltre alla classica edizione autunnale, la manifestazione ha aggiunto un’edizione primaverile, normalmente in aprile, anch’essa con un enorme successo di pubblico. Il fumetto è uno dei protagonisti del Romics 2015 insieme ai grandi successi del cinema e ai kolossal cinematografici ispirati a fumetti e romanzi, all’animazione e ai videogames; non mancheranno gare di cosplay con spazi dedicati ai bambini (Romics Kids&Junior), premiazioni dei disegnatori dei personaggi più amati del fumetto, omaggi a grandi saghe del cinema al Romics Movie Village e, ancora, lezioni di cinema, animazione, laboratori di fumetto tenute direttamente dagli artisti, mostre, workshop e tante altre iniziative ed eventi (per ulteriori info e dettagli cliccare qui) che riempiranno questi quattro giorni di kermesse. Nei numerosissimi stand all’interno dei padiglioni della Fiera si possono trovare tutte le novità del settore dell’editoria del fumetto infatti, ad ogni edizione di Romics, partecipano anche grandi case editrici, fumetterie, collezionisti ed in molti stand è possibile incontrare ogni giorno tantissimi autori ed editori. Non mancano anche stand commerciali di videogiochi e gadget e concorsi dedicati alla creatività nel fumetto e nella musica, ovvero il Romics Talent Contest e il Romics Song Contest. Romics 2015: alcune novità Nell’edizione in partenza il prossimo ottobre, in cui gli organizzatori hanno annunciato anche l’apertura di nuove aree per l’accoglienza di un pubblico ancora più ampio, avrà luogo una grande mostra, “Da Diabolik a DK”, che racconterà l’evoluzione del famoso personaggio; sabato 3 ottobre Mario Gomboli, soggettista storico della serie e uno dei Romics d’Oro di quest’anno, incontrerà il pubblico al Padiglione 8 e sempre lì, domenica 4 ottobre, avverrà la Premiazione dei Romics d’Oro. Per la prima volta la società giapponese Bandai sarà presente a Romics con uno stand ufficiale interamente dedicato al personaggio di Sailor Moon mentre, tra gli omaggi alle saghe cinematografiche quest’anno i protagonisti saranno...

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Auditorium Santa Cecilia

Città della Musica e molto altro ancora Posto sulle vie principali della capitale o sui cartelli stradali che ci indicano i punti nevralgici della città, spesso ci troviamo ad incrociare il cartello Auditorium Santa Cecilia, ma forse non tutti sanno cosa questa struttura rappresenti davvero poiché è quasi riduttivo parlare di un complesso multifunzionale dedicato alla musica. Posto nei pressi delle rive del Tevere, fra il quartiere dei Parioli, il Villaggio Olimpico e lo Stadio Flaminio, l’Auditorium Santa Cecilia, fu inaugurato il 21 aprile 2002 con l’apertura della Sala Sinopoli e successivamente, il 21 dicembre dello stesso anno, seguì il resto del complesso con l’inaugurazione della Sala Grande  intitolata a Santa Cecilia. Con la sua forma esterna che richiama un po’ quella di uno scarabeo, l’Auditorium Santa Cecilia, si presenta a chi ne varca la soglia per la prima volta, divisa in tre differenti spazi, dalle differenti misure, ognuno contenente una sala da concerto. Le tre sale sono disposte intorno a un anfiteatro all’aperto, chiamato cavea, che può accogliere circa 3.000 spettatori, formando una sorta di raggiera che delimita il fulcro esterno di questo luogo, dallo spazio circostante, dove sono stati posti ambienti di servizio, studi di registrazione, sale prove. Oltre alle tre sale da concerto infatti, la struttura comprende anche il Teatro Studio, tre diversi studi di registrazione e il foyer. Al servizio di quanti volessero visitare  l’Auditorium Santa Cecilia sono stati inoltre disposti bar, ristoranti e librerie, portandolo a divenire un punto di ritrovo anche negli orari di aperitivi o cene. L’Auditorium Santa Cecilia, proprio per la sua caratteristica multifunzionale ospita anche gli uffici della Fondazione Musica per Roma, che gestisce la struttura, e dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, della quale è sede principale. Ma ciò che caratterizza questa città della musica non è semplicemente la grandezza architettonica della struttura o l’attenzione rivolta a tutti gli autori, compositori, cantanti e musicisti che vengono invitati ad esibirsi all’interno di queste sale. Ciò che caratterizza l’Auditorium Santa Cecilia è la capacità di rendere i propri spazi multifunzionali e riuscire ad abbracciare nello stesso luogo molteplici generi fra loro ospitando autori sia italiani che stranieri. Jazz, musica da camera, pop, rock, lirica, sono solo alcune delle performance che è possibile ascoltare in questo contesto. Prime cinematografiche, mostre d’arte, rappresentazioni teatrali e performance letterarie completano il quadro di questa struttura dedicata alla cultura.  Sono molteplici gli appuntamenti, fra i quali festival e rassegne, che l’Auditorium Santa Cecilia ospita. Così come convegni e congressi, sfilate di moda o incontri istituzionali. L’Auditorium Santa Cecilia è quindi divenuto un cuore pulsante all’interno del quartiere Flaminio, sviluppandosi su un’area di 55.000 m², ed una consolidata...

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Ad Arte | Calcata Teatro Cine Festival

Ad Arte | Calcata 8/12 Luglio 2015 Dopo il caloroso coinvolgimento, nella prima edizione, dell’intero paese di Calcata e nonostante le difficoltà prevedibili all’interno di una edizione zero, prodotta con soli fondi privati, eccoci di nuovo qui, per rinnovare il nostro desiderio di proseguire in questa avventura, che andando ben oltre le avversità incontrate, ha ospitato lo scorso anno, tra teatro e cinema, in soli 4 giorni, dai 3 ai 6 eventi al giorno, godendo di un’ottima risonanza sul territorio ospite e su Roma. Il nostro desiderio per l’edizione 2015 è quello di riprendere il buono già fatto durante la prima edizione per migliorare e rafforzare tutti quegli aspetti, tecnici e organizzativi, che nella scorsa edizione, abbiamo dovuto, per forza di cose, necessariamente trascurare o quanto meno ridimensionare. Da un punto di vista artistico il nostro desiderio è quello di tenere fede ai propositi e agli obiettivi dello scorso luglio, tentando di consolidare questa nostra manifestazione come nuovo centro per la diffusione e il sostegno del teatro di regia e sperimentazione e il cinema d’autore, indipendenti; per aggiungere, insomma, qualche mattone in più nella costruzione di questo nuovo punto di forza e di incontro per tutti quegli artisti teatrali e cinematografici che non trovano il meritato spazio nel circuito ufficiale, per motivi che esulano completamente dal loro indubbio valore. Infine ma non da ultimo ci piacerebbe far sposare sempre meglio questo nostro evento con le caratteristiche particolarissime del paese che lo ospita, nel rispetto della sua specificità e delle qualità che lo rendono unico nel suo genere e conosciuto nel mondo. Nessuna location ci sembra, ancora una volta, infatti, più idonea di quella di Calcata, che per come noi la percepiamo è e deve restare l’idea stessa di una possibilità di (r)esistenza della diversità, che sia essa artistica, sociale o antropologica, tentativo permanente di ricerca di un “altrove” realizzabile nel qui ed ora. Calcata con la sua forza misteriosa e prorompente come la natura che la circonda; solitaria, fantasiosa, indomabile, eccentrica e anche malinconica, come certa giovinezza che continua a vivere in tutti noi, sempre, se solamente la si ascolta e la si lascia parlare; libera e insofferente alla norma come tutti gli spettacoli e i film che da qui in poi ci piacerebbe ospitare. Vogliamo ringraziare, in tal senso, tutti gli artisti e i professionisti “eternamente giovani” che con la loro passione, competenza e disponibilità hanno compreso profondamente il nostro progetto, lo hanno abbracciato e supportato lo scorso anno, rendendolo possibile. Vogliamo infine ringraziare tutti coloro che ancora una volta, con la stessa passione ci sono di nuovo al fianco per dare vita a questo nuovo viaggio. Scopri AdArte sul...

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Viaggio nel foro di Augusto 2000 anni dopo

Foro di Augusto 2000 anni dopo Un viaggio in 3D per rivivere l’epoca di Augusto  Nel silenzio del tempo che scorre, nella staticità di pietre e strade antiche. Nell’immobilità di storie narrate duemila anni fa, una nuova luce viene proiettata su un palcoscenico d’eccezione, pronta a raccontare ciò che accadde in quel tempo nella Capitale. E’ la storia di Augusto che scorre nuovamente dinanzi gli occhi degli spettatori ed attraverso la città di Roma. Inaugurato il 22 aprile 2014, il viaggio nel Foro di Augusto 2000 anni dopo, viene riproposto anche quest’anno dal 25 Aprile al 1 Novembre 2015. Il progetto, che rientra nelle celebrazioni per il Bimillenario della morte dell’Imperatore, ha come tema importante la figura di Augusto non solo in quanto conquistatore di nuovi regni, ma anche come apportatore di ricchezze culturali ed artistiche. Il viaggio nel Foro di Augusto 2000 anni dopo ci consente così di assistere ad uno spettacolo unico nel suo genere poiché in grado di illustrare in modo puntuale il sito archeologico situato lungo Via dei Fori Imperiali partendo da pietre, frammenti e colonne presenti. Gli spettatori, accompagnati dalla voce di Piero Angela, hanno la possibilità di vedere con i loro occhi una ricostruzione storica e scientifica di grande valore di quei luoghi così come si presentavano all’epoca di Augusto. Grazie ad appositi sistemi audio con cuffie gli spettatori possono ascoltare la musica, gli effetti speciali e il racconto in 6 lingue differenti. Il viaggio nel Foro di Augusto 2000 anni dopo, utilizzando in modo creativo i resti del Foro stesso, vuole quindi narrare e celebrare la figura di questo imperatore, la cui gigantesca statua dominava l’area accanto al tempio. Con Augusto nasce l’età imperiale, epoca di grande ascesa per Roma che, nel giro di un secolo, ha portato la capitale a regnare su un impero esteso dall’attuale Inghilterra sino ai confini con l’attuale Iraq. Il Foro di Augusto 2000 anni dopo è quindi un’occasione anche per raccontare la storia non solo relativa all’espansione territoriale dell’impero, ma anche riguardante la civiltà romana e la sua crescita culturale, tecnologica, giuridica ed ovviamente artistica grazie ai resti di anfiteatri, terme, biblioteche, templi, strade che sono giunti sino a noi. Capitale dell’economia, del diritto, del potere e del divertimento, Roma rappresentò la culla della civiltà in quel periodo e dopo di esso, e di Augusto, molti altri imperatori lasciarono la loro traccia nei Fori Imperiali. L’iniziativa Foro di Augusto 2000 anni dopo ci mostra così il segno della grandezza di questa metropoli in espansione, che ancora oggi ci stupisce con il suo fascino antico e sempre nuovo . Info & Ticket: Per maggiori informazioni su biglietti ed orari consulta il...

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Giorgio Morandi al Complesso del Vittoriano

Giorgio Morandi al Complesso del Vittoriano “Giorgio Morandi 1890-1964” al Complesso del Vittoriano dal 28 febbraio al 21 giugno 2015″ La mostra di Giorgio Morandi al Complesso del Vittoriano ci offre la possibilità di scoprire circa 150 opere del pittore ed incisore bolognese, la maggior parte di grande rilevanza, provenienti da importanti istituzioni pubbliche e da prestigiose collezioni private, inclusi alcuni capolavori meno noti al grande pubblico, tra cui alcuni disegni, acqueforti ed acquerelli. Nella prima parte della sua carriera Morandi, che risentì soprattutto dell’influenza dei suoi contemporanei come Cézanne e Picasso, espose le sue opere insieme ai futuristi, divenendo verso il 1918 uno dei maggiori esponenti della scuola metafisica insieme a Carrà e De Chirico. Pur tenendo in grande considerazione l’arte di Giotto, Caravaggio e del Quattrocento italiano, intorno al 1920, Morandi iniziò a sviluppare un suo linguaggio personale ed a seguire un percorso che diverrà via via più definito nel corso degli anni ’30 e che, nella mostra al Complesso del Vittoriano, viene illustrato in modo completo. Giorgio Morandi al Complesso del Vittoriano: tematiche e caratteristiche Ad eccezione di qualche autoritratto, la produzione artistica di Morandi è legata soprattutto alle numerose nature morte e agli oggetti di natura quotidiana, come i fiori di stagione, i paesaggi, le bottiglie, le ciotole o i vasi che vengono largamente raffigurati nelle sue opere al solo scopo di esprimere la sua visione della forma nella sua essenzialità e purezza. Una delle sue principali caratteristiche pittoriche è quella di dipingere con pochi colori e poco dettagliatamente gli oggetti, rendendoli un po’ più surreali ma comunque realistici. La mostra di Giorgio Morandi al Complesso del Vittoriano permette al visitatore di percepire che le tele, a prima vista statiche e ripetitive, subiscono innumerevoli variazioni nel tempo, con la tavolozza di colori che con gli anni si schiarisce, con colori che diventano sempre più rarefatti, dove tutto è reale e illuminato dalla luce. Per maggiori info su biglietti ed orari della mostra potete cliccare su questo link....

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Chagall al Chiostro del Bramante | Roma

Chagall al Chiostro del Bramante “Love and Life” La mostra di Chagall al Chiostro del Bramante di Roma è iniziata da circa due settimane ma, non temete, avete ancora parecchio tempo per poterla visitare, per l’esattezza fino al 26 Luglio 2015. L’esposizione di Chagall al Chiostro del Bramante raccoglie ben 140 opere di uno dei pittori più amati del Novecento, visibili per la prima volta in Italia, è curata da Ronit Sorek e prodotta da DART Chiostro del Bramante e Arthemisia Group, in collaborazione con l’Israel Museum che fu fondato nel 1965 e che ospita molte collezioni di artisti appartenenti alla tradizione ebraica. Marc Chagall nasce, infatti, in una famiglia di cultura e religione ebrea a Vitebsk, in Bielorussia, nel 1887 e si trasferisce a San Pietroburgo nel 1907. Qui frequenta l’Accademia Russa di Belle Arti e, dopo essere diventato un artista piuttosto noto, si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con le correnti artistiche più in voga in quell’epoca, come il fauvismo ed il cubismo frequentando, tra gli altri, Guillaume Apollinaire e Robert Delaunay. Uno degli incontri più importanti nella vita di Chagall è, però, quello con Bella Rosenfeld, sua futura moglie nonché grande ispiratrice di molte delle sue opere: non è un caso che la mostra di Chagall al Chiostro del Bramante si chiami proprio “Chagall. Love and life”. Le otto sezioni tematiche e l’approccio interattivo con cui è stata allestita tutta la collezione ripercorrono i temi fondamentali della produzione di Chagall: gli oggetti e i luoghi della sua infanzia in Bielorussia come le case di legno o la cupola verde del tempio ortodosso di Vitebsk, l’incontro con sua moglie Bella, la sua fede religiosa. Oltre alla varietà molto ampia di tematiche affrontate, quello che emerge dalla mostra di Chagall al Chiostro del Bramante è la pluralità di tecniche padroneggiate dall’artista che si esprime, oltre che attraverso i dipinti caratterizzati da linee ben decise, colori vivaci e tinte forti che evidenziano quanta influenza abbiano avuti artisti come Matisse e Picasso sulla sua produzione, anche attraverso mosaici, scrittura, sculture, scenografie ed incisioni, quest’ultime in particolare molto numerose. Tutto è permeato dall’assimilazione delle tre culture a cui appartiene, vale a dire quella ebraica, quella russa e quella occidentale, che fanno di Chagall uno dei più originali ed innovativi artisti del XX secolo, con la sua personalità poliedrica e la sua grande sensibilità nel raffigurare le scene di vita quotidiana, l’amore e la gioia di vivere che a differenza di molti suoi “colleghi” più tormentati non lo abbandonò mai. Maggiori Info & Tickets, clicca...

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L’età dell’Angoscia | Musei Capitolini

L’età dell’angoscia | Da Commodo a Diocleziano (28.1-4.10.15) Dal 28 Gennaio 2015 al 4 Ottobre 2015 L’Età dell’Angoscia è il quarto importante appuntamento appartenente al ciclo “I Giorni di Roma”, un progetto quinquennale di mostre che abbraccia dall’epoca repubblicana fino all’epoca tardo-antica la storia dell’impero romano nelle sue diverse sfumature. La mostra illustra i grandi cambiamenti che segnarono l’età compresa tra i regni di Commodo (180-192 d.C.) e quello di Diocleziano (284-305 d.C.). In quest’arco di tempo l’Impero giunse a mutare totalmente la propria fisionomia, fino ad arrivare all’instaurazione della Tetrarchia, alla perdita del ruolo di capitale di Roma, ed alla divisione del territorio italico in diocesi equiparate al resto dell’Impero. Nei passaggi temporali e negli eventi che lo segnarono, si evince quanto l’impero romano si sia mostrato a noi nei i suoi vari volti. Questo è uno di quelli. L’Età dell’Angoscia è la rappresentazione di un mondo che muta definitivamente la propria struttura sociale, con lo sfaldamento delle istituzioni e il parallelo emergere di nuove forze sociali. La mostra, inoltre, vuole narrare della diffusa crisi spirituale e religiosa che in un clima di ansia generalizzata portò a un abbandono delle religioni tradizionali e all’adesione sempre più massiccia al culto di divinità provenienti dall’Oriente. La crisi di questo periodo storico segna la caduta di quella che era stata sino a poco prima un “periodo d’oro”. L’Età dell’Angoscia, invece, vede il potere trasmesso non più su base esclusivamente dinastica ma manipolato dall’esercito, che imponeva ed eliminava a suo piacimento gli imperatori. Le istituzioni e i valori tradizionali, così come le certezze di un tempo, si sgretolano generando insicurezza, paura, ansia. I barbari fanno sentire una pressione sempre più forte lungo i confini, accrescendo i disordini interni, ed aumentando vertiginosamente le tasse e l’inflazione con la necessità di aggiornare continuamente la moneta. La mostra è aperta dal Martedì alla Domenica, dalle ore 9.00 alle ore 20.00. Il percorso è organizzato in diverse sezioni, ognuna focalizzata su di un tema specifico. La seconda sezione, denominata “ L’esercito” , si concentra sul ruolo da protagonista interpretato dall’esercito nella nuova epoca. La quarta sezione, “La religione” , indaga sull’arrivo e l’espansione in città di culti orientali. La quinta e la sesta sezione indagano sulle costruzioni e gli arredi, così come sullo stile di vita dei cittadini romani. La settima sezione de L’Età dell’Angoscia, “I costumi funerari” , si compone di sarcofagi, rilievi e pitture che trattano temi e soggetti tipici del repertorio dei miti tradizionali. Biglietti Intero € 15,00 Ridotto € 13,00 Ridottissimo € 2,00 Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): Intero € 13,00 Ridotto € 11,00...

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Matisse, Arabesque in mostra alle Scuderie del Quirinale

Matisse, Arabesque in mostra alle Scuderie del Quirinale Matisse: “Vedere è già di per sé un atto creativo”. E ci sarà atto creativo, e molto da vedere, alle Scuderie del Quirinale: in mostra “Matisse, Arabesque”, a cura di Ester Coen, dal 5 marzo al 21 giugno 2015. Più di 100 opere di Henri Matisse provenienti da tutto il mondo: dal Tate, MET, MoMa, Puškin, Ermitage, Pompidou, Orangerie, Philadelphia, Washington, con alcuni capolavori assoluti del pittore francese per la prima volta in Italia. Uno dei maggiori artisti del ventesimo secolo, Matisse esplora con viva ed attenta visione l’Oriente, e la mostra con lui, ascolta l’arte araba, bizantina: una folgorazione graduale, nutrimento che parte dalla collezione islamica al Louvre fino all’Esposizione Mondiale del 1900, con i padiglioni dedicati a Turchia, Marocco, Tunisia, Algeria. Vedere, e riscoprire nelle geometrie e nell’ordito un sapore d’altro che non sia occidente: Matisse ne interpreta armonia e luce, per arrivare più in alto, lontano, con un “grande amore”, base necessaria per ogni genesi, ed ogni genesi di opera d’arte. L’artista come viaggiatore (lo stesso Matisse riporterà ricordi e curiosità dal suo viaggio in Algeria nel 1906) introduce una nota di fascino misterioso all’interpretazione del mondo Orientale, poi ancora Russia, con un occhio all’Esposizione di Arte maomettana a Monaco di Baviera, e Marocco, nella bianca Tangeri, dove troverà intensa attività artistica, studiando i colori dell’Africa ed i rapporti cromatici, ondeggiando tra realtà e fantasia, freschezza e clima rovente. La bellezza fiabesca di capolavori assoluti come “Ragazza con copricapo persiano” (1915-16; Gerusalemme, Israel Museum); “Zorah sulla terrazza” (1912; Mosca, Museo Pushkin); “Marocchino in verde” (1912; San Pietroburgo, Ermitage); “Pervinche-Giardino marocchino” (1912; New York, MoMA); “Paravento moresco” (1917-1921; Philadelphia Museum of Art), sono fili annodati di un viaggio, di Matisse e di chi avrà la fortuna di accompagnarlo in “Matisse Arabesque”, alle Scuderie del Quirinale.  Per info&ticket si può visitare il sito delle Scuderie del Quirinale.        ...

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