San Lorenzo in Lucina

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Chiesa di San Lorenzo in Lucina Via In Lucina, 16/A Roma (RM) Tel. 06 6871494 – Fax 06 68199122 slorenzoinlucina@tin.it www.sanlorenzoinlucina.it     La Chiesa di San Lorenzo in Lucina é una delle più antiche chiese cristiane di Roma. Fu eretta durante il IV ed il V secolo sul luogo della casa della matrona Lucina, e riedificata da papa Pasquale II intorno al 1100. A lui si devono il portico con colonne di granito con capitelli ionici ed il campanile con gli ultimi tre piani a doppie bifore. Nel 1650 fu ristrutturata dal Fanzago. Sotto il portico si trovano lapidi, frammenti marmorei medioevali ed un bassorilievo di Tenerari (1825) in memoria di Cecilia Severini. L’interno è seicentesco, ad una sola navata con soffitto a cassettoni dorati. In una delle cappelle, sotto la mensa dell’altare, vi è un’urna con la graticola sulla quale San Lorenzo subì il martirio. Un’altra cappella da non perdere è quella “Fonseca”, opera del Bernini, conosciuta anche come “Cupoletta con Angeli suonatori”.  All’interno della cappella è il busto del medico portoghese Gabriele Fonseca, realizzato dal Bernini, mentre gli altri ritratti presenti sono opera dei suoi allievi. Sull’altare maggiore, di Carlo Rainaldi (1675), è posta la “Crocifissione” di Guido Reni. I sotterranei: La chiesa sorge nell’ antica area del Campo Marzio, VII regione augustea dedicata all’ addestramento dei militari in età romana, il suo asse di sviluppo principale è parallelo a quello dell’attuale Via del Corso, antica Via Lata. Nell’area intorno alla Chiesa vennero ritrovati i resti dell’Ara Pacis, sotto palazzo Peretti, e anche dell’Horologium Augusti, la grande meridiana orizzontale di Augusto, che sfruttava come gnomone un grande obelisco fatto arrivare dall’Egitto.La stratigrafia sotto la Chiesa è assai complessa ed evidenzia la forte continuità di vita nella zona attraverso i secoli. Sotto l’attuale Basilica ci sono edifici di età romana: il più antico è una domus di II sec d.c. di cui sono stati ritrovati un muro affrescato posto sotto l’abside e un pavimento musivo bianco e nero sotto la navata centrale. Questo piano pavimentale con mosaico è stato parzialmente coperto dalle fondamenta di un’insula di III sec. d.c. che si insedia nell’area della...

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Santa Maria in Aracoeli

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Santa Maria in Aracoeli Scala dell’Arce Capitolina, 14 Roma (RM) Telefono 06 69763839   La Basilica di Maria in Aracoeli fu costruita sulle rovine del Tempio di Giunone Moneta, che sorgeva su una delle due alture del Colle Capitolino. L’identificazione del sito non è però certa; secondo altri studi la chiesa sorgerebbe infatti dove si trovava l’antichissimo Auguraculum, luogo dal quale gli Auguri prendevano gli auspici osservando il volo degli uccelli. La prima costruzione risale al VI secolo, poi divenne intorno all’anno mille abbazia benedettina per passare successivamente ai frati minori, che tuttora la officiano. Questi ne iniziarono la ricostruzione secondo gli stili romanico e gotico. Nel medioevo assunse un ruolo assai rilevante poiché vi si radunavano i consiglieri per discutere della “Res Publica”. Vi era conservato il bambino di legno di olivo di Getsemani. La scalinata di 124 gradini di marmo venne costruita nel XIII secolo secondo la leggenda come ringraziamento per la fine della peste. La sua realizzazione si deve alla volontà del tribuno Cola di Rienzo che, trasformatosi in tiranno, da qui parlava alla folla. Nel XVII secolo i forestieri solevano dormire sulla scalinata, fin quando il principe Caffarelli non li scacciò facendo rotolare sulle scale delle botti piene di pietre. Dalla cima si gode un bel panorama di Roma con le cupole di Sant’Andrea della Valle e di San Pietro. L’interno, costruito su tre navate a tutto sesto, è ricco di tesori d’arte; tra gli altri, oltre al soffitto ligneo a cassettoni e al bel pavimento cosmatesco conservato in gran parte (salvo gli inserti di lastre tombali) e molto ben tenuto, sono presenti nella Cappella Bufalini affreschi del Pinturicchio che illustrano Storie di san Bernardino, affreschi tardomanieristi absidali del Cinquecento, una tavola con una Trasfigurazione di Girolamo Siciolante da Sermoneta, la pietra tombale di Giovanni Crivelli opera del Donatello, due pergami attribuiti a Lorenzo di Cosma e al figlio...

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Santa Maria sopra Minerva

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Chiesa di Santa Maria sopra Minerva Piazza della Minerva, 42 Roma (RM) Telefono 06 6793926     La Chiesa fondata nel secolo VII sopra i resti di un tempio dedicato a Minerva Calcidica, fu riedificata in forme gotiche nel XII secolo. Nel Rinascimento fu risistemata la facciata e furono effettuati sostanziali lavori interni. Sulla facciata rimangono di quell’epoca solo i tre portali. Particolare attenzione va prestata all’obelisco egizio, sostenuto da un elefantino, che si trova accanto alla chiesa. Concepito in origine per decorare Palazzo Barberini, è un esempio della grande forza del Bernini. L’antico obelisco venne trovato nel giardino del Monastero di Santa Maria sopra Minerva e i frati vollero che venisse eretto nella loro piazza. La bella facciata della chiesa che la guarda di fianco è singolare per contrasto: è talmente semplice da non lasciare alcuno spazio alla fantasia. L’interno rappresenta l’unico esempio di complesso architettonico gotico in Roma. E’ a tre navate con volte a crociera poggiate su pilastri, il cui rivestimento marmoreo e l’ornamentazione pittorica si devono al restauro effettuato nel 1850, che ha privato il monumento del suo aspetto originario. All’interno della chiesa si trova il Monumento funerario di Suor Maria Raggi, illustre suora morta nel 1600. Il monumento è opera di Bernini: la religiosa è ritratta in un clipeo di bronzo sorretto da due cherubini, sullo sfondo di un drappeggio in marmo, che elabora un motivo barocco già adottato precedentemente dall’artista. Il monumento fu posto nella chiesa dopo il 1647, quando Lorenzo Raggi fu creato cardinale. Nella chiesa sono sepolti Santa Caterina da Siena e il grande pittore domenicano Beato...

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San Vitale

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Basilica di San Vitale Via Nazionale, 194 Roma (RM) Telefono 06 482 3338     La Basilica di San Vitale trae la sua origine da un oratorio risalente al IV secolo e dedicato ai santi Gervasio e Protasio, martiri di origini Milanesi, figli di San Vitale. Verso la fine del secolo la pia matrona Vestina lascia tutti i suoi averi all’oratorio, che viene ristrutturato in basilica a tre navate e consacrato da papa Innocenzo I nel 402. Preti del titulus Vestinae sottoscrivono gli atti del sinodo romano del 499, mentre nella sottoscrizione del sinodo del 595 compare l’appellativo titulus Sancti Vitalis. Fu restaurata e dotata di ricchi doni da papa Leone III (795 816), nuovamente restaurata in epoca medievale, e completamente rifatta dai papi Sisto IV (1475) e Clemente VIII (1595): questi ultimi interventi ridussero la chiesa ad una sola navata, al posto delle tre originarie, e portarono alla scomparsa del portico, chiuso e ridotto a vestibolo della chiesa. Nel 1859 Pio IX fece costruire la caratteristica scalinata d’accesso che è in discesa a causa dell’innalzamento del piano stradale in seguito alla costruzione di via Nazionale. Lavori di restauro effettuati nel 1937-38 hanno ripristinato il portico originario. Il titolo cardinalizio, soppresso nel 1595, viene restaurato da Leone XIII nel 1880, e lo stesso pontefice erige la basilica in parrocchia nel 1884.La facciata presenta un portico, d’epoca paleocristiana, a cinque arcate su colonne con capitelli del V secolo, a cui in passato ne corrispondevano altre cinque nella facciata, oggi murate. Il portale d’ingresso presenta una iscrizione e lo stemma di Sisto IV, e preziosi battenti lignei scolpiti agli inizi del XVII secolo. L’interno è ad una sola navata con abside è stato restaurato nel 1859, mentre sono di epoca recente (1934) il pavimento ed il soffitto ligneo. Ai lati vi sono quattro altari, due per lato, provenienti dalla chiesa del V secolo. Nel transetto vi sono affreschi di Agostino Ciampelli raffiguranti la lapidazione ed il martirio di san Vitale. Altri affreschi, raffiguranti storie di martiri e profeti sono di Tarquinio Ligustri ed Andrea Comodo. Sopra l’ingresso vi è una cantoria sorretta da due colonne corinzie che accoglie un organo a canne costruito nel 1931 dai Fratelli...

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San Lorenzo in Damaso

San Lorenzo in Damaso La Chiesa di San Lorenzo in Damaso, in Piazza della Cancelleria, è nota sin dall’antichità, dal sinodo di papa Simmaco, come Titulus Damasi. Secondo la tradizione San Lorenzo in Damaso fu costruita per la prima volta da papa Damaso I nella sua casa verso il 380. Esiste un distico attribuito a papa Damaso che celebra la costruzione della chiesa: “HAEC DAMASVS TIBI CHRISTE DEVS NOVA TECTA DICAVI LAVRENTII SAEPTVS MARTYRIS AVXILIO” Donato Bramante la modificò sostanzialmente alla fine del XV secolo su ordine del cardinale Raffaele Riario, durante i lavori di restauro del contiguo Palazzo della Cancelleria, dandole una nuova forma interna. Nei primi anni del XIX secolo, sotto la dominazione francese, fu sconsacrata. Nel 1820, dietro indicazione di papa Pio VII, fu restaurata da Giuseppe Valadier, ricevendo l’assetto attuale. Un ulteriore restauro fu reso necessario dopo un incendio che danneggiò la basilica nel 1944. La Chiesa è costruita su un mitreo romano; scavi sotto il cortile del Palazzo della Cancelleria nel 1988 – 1991 hanno rivelato fondazioni (IV e V secolo) della grande basilica fondata da Papa Damaso I, una delle più importanti chiese paleocristiane di Roma. Inoltre è stato identificato un cimitero in uso dal VIII secolo fino a poco prima della costruzione dei palazzo. La chiesa paleocristiana aveva come particolarità una navata trasversale posta dietro l’abside, sicché la basilica appariva circondata da portici. All’estremità della navata sinistra della chiesa si trova la Cappella della Concezione dove sull’altare è situata l’icona della S. Vergine, ritenuta opera romana dell’ultimo quarto del XII-XIII...

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Sant’Andrea della Valle

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Sant’Andrea della Valle Piazza Vidoni, 6 Roma (RM) Telefono 06 6861339   La grande Chiesa di Sant’Andrea della Valle fu iniziata nel 1591 su disegno di Gian Francesco Grimaldi e di Giacomo della Porta; fu ripresa da Carlo Maderno nel 1608, cui si deve anche la bellissima cupola, inferiore per ampiezza ed altezza solo a quella di San Pietro. Dal 1655 al 1665 Carlo Rainaldi, modificando in parte il disegno del Maderno, innalzò l’altissima e sontuosa facciata di travertino, su due ordini di colonne appaiate e lesene corinzie, con portale e finestrone nel mezzo e nicchie con statue e finestre ai lati, che creano nell’insieme forti effetti chiaroscurali per il vigoroso plasticismo. L’interno è a croce latina con vastissima navata ad un ordine di alte lesene a fascio, e fiancheggiata da grandi cappelle laterali. La volta a botte, la cupola luminosa, l’abside larga e splendente per ori ed affreschi, le danno un aspetto fastoso. La cupola, realizzata da Carlo Maderno, è la terza in altezza della città di Roma, è molto luminosa grazie ad un ordine di finestre intervallate da semi-colonne, in numero di otto. La presenza delle finestre, se da un lato permette l’illuminazione sontuosa che caratterizza la chiesa, dall’altro rende difficilmente distinguibile il meraviglioso affresco della cupola, realizzato da Giovanni Lanfranco tra il 1621 ed il 1625. Il lavoro venne condotto in concomitanza, e probabilmente in competizione, con l’affresco dei pennacchi (o peducci) e del transetto absidale, con storie di Sant’Andrea, eseguiti dal Domenichino tra il 1621 ed il 1628. La cupola ritrae la Gloria del Paradiso, mentre i pennacchi rappresentano i Quattro evangelisti. Tra i due artisti, entrambi appartenenti alla Scuola Carracci, c’era forte competizione, tanto che lo Zampieri accusò Lanfranco di averlo spinto da un’impalcatura, dopodiché fuggì a Napoli. Alle estremità della navata, sopra gli ultimi archi, si trovano le due tombe dei papi Piccolomini, trasportate nel 1614 da San Pietro in Vaticano. Da non perdere la serie assai pregevole degli affreschi del...

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Santa Francesca Romana – Santa Maria Nova

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Santa Francesca Romana – Santa Maria Nova Piazza di Santa Francesca Romana, 4 Roma (RM) Tel. 06 6795528 – Fax 06 69940205     La Chiesa di Santa Francesca Romana fu costruita nel IX secolo per volere di papa Paolo I, su di un preesistente oratorio. Il luogo dove si trova la chiesa era, secondo la tradizione, quello della morte di Simon Mago. Secondo la leggenda, Simon Mago avrebbe voluto dimostrare di possedere poteri superiori a quelli di Pietro apostolo e di Paolo di Tarso, avrebbe levitato davanti ai due santi, i quali sarebbero caduti in ginocchio a pregare, causando la caduta e morte di Simone. La lastra di marmo recante le impronte delle ginocchia dei due apostoli è murata nella parete sud della chiesa. A seguito del restauro del X secolo, ricevette la dedica alla Madonna e il nome di Santa Maria Nova per distinguerla dall’altra chiesa del Foro Romano avente la stessa dedica, Santa Maria Antiqua. Nel XII secolo l’edificio fu sottoposto ad un’importante ristrutturazione, che vide l’erezione del campanile e la decorazione dell’abside. Con la traslazione delle reliquie di Francesca Romana nella cripta, nel XV secolo, la chiesa cambiò dedica per assumere quella attuale. La facciata, di Carlo Lombardi (1615), è tutta di bianco travertino e si alza nella parte mediana, a timpano coronato da statue, con un ordine di due coppie di lesene. Comprende in alto un balcone ed è raccordata al portico che si estende in basso. L’alto campanile romanico è ornato da finestre a doppie bifore. L’interno è ad una sola navata con cappelle laterali ed un ricco soffitto a cassettoni. La chiesa è officiata, dal 1352, dai Benedettini di Monteoliveto. Santa Francesca Romana ospita l’icona della Madonna Glycophilousa (“Madonna della dolcezza”): risalente al V secolo, l’opera è stata qui traslata da Santa Maria Antiqua a causa del decadimento di quella chiesa. Tra le altre opere, si segnala, invece, il Miracolo di san Benedetto, dipinto settecentesco di Pierre Subleyras e nella volta della prima cappella a destra, l’affresco Dottori della Chiesa della scuola del celebre Melozzo da Forlì, pictor...

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San Giovanni dei Fiorentini

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   San Giovanni dei Fiorentini Via Acciaioli, 2 Roma (RM) Tel. 06 68892059 – Fax 06 68892059 s.giovdeifiorentini@libero.it     La Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini fu edificata per volontà del primo Papa Medici, Leone X, che indisse un concorso per la costruzione dell’edificio. Nonostante tra i concorrenti ci fosse anche Raffaello, fu prescelto il progetto del Sansovino. La realizzazione pratica della chiesa, rivelatasi molto difficile, risale alla fine del 1500. Il completamento dell’interno avvenne solo nel 1620 e fu Carlo Maderno a portarlo a termine erigendo la cupola e dando al Tempio dei Fiorentini un carattere sobrio e al tempo stesso austero. Il nome della chiesa trae origine dal fatto che, anticamente, sorgeva accanto ad essa il grande palazzo cinquecentesco che ospitava il Consolato Fiorentino. Dal 1564 al 1575 S.Filippo Neri fu rettore della Chiesa. Tra le opere d’arte che si possono ammirare nelle dieci cappelle laterali, spiccano alcuni monumenti funebri realizzati dai maggiori scultori dell’età barocca: Bernini, Algardi e Borromini, sepolto lui stesso in questa chiesa insieme al nipote Carlo Maderno. Del Bernini sono conservati i due busti di Antonio Coppola ed Antonio Cepparelli, patrizi fiorentini benefattori dell’Arciconfraternita e dell’Ospedale dei Fiorentini. La facciata in travertino, restaurata nel1992, fu realizzata solo nel 1734 da Alessandro Galilei. L’abside della basilica rappresenta un vero e proprio museo della scultura barocca: l’altare maggiore si apre sull’imponente gruppo scultoreo raffigurante il Battesimo di Cristo, opera di Antonio Raggi con ai due lati i sepolcri della famiglia Falconieri con le statue de La Fede di Ercole Ferrata e de La Carità di Domenico Guidi, arricchite da geni in stucco sempre di mano di questi, mentre settecenteschi sono i ritratti marmorei di membri della famiglia Falconieri in medaglioni policromi, retti da putti. Di Paolo Benaglia è la memoria di Alessandro Falconieri e Marianna Lante di gusto neoclassico. Il colossale altar maggiore, tutto in marmo rosso di Francia e cottanello (proveniente dall’omonimo paese in provincia di Rieti) è sormontato da La Giustizia di Michel Anguier e da La Fortezza di Leonardo Reti. Il transetto è poi arricchito dai busti commemorativi di Antonio Barberini, del Bernini, di Pietro Francesco De Rossi, di Domenico Guidi, di Ottaviano Acciaioli, di Ercole Ferrata, e di Ottavio Corsini...

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San Pietro in Vincoli

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   San Pietro in Vincoli Piazza di San Pietro in Vincoli, 4/A Roma (RM) Telefono 06 97844950 La Basilica di San Pietro in Vincoli fu fatta costruire nel 442, presso le Terme di Tito all’Esquilino, da Licinia Eudossia, figlia di Teodosio II e moglie di Valentiniano III sul luogo di un precedente luogo di culto cristiano indicato come titulus apostolorum. L’imperatrice fece costruire la chiesa per custodire le catene (in lingua latina vincula) di san Pietro che la madre, l’imperatrice Elia Eudocia, aveva avuto in dono da Giovenale, patriarca di Gerusalemme durante il suo viaggio in Terra Santa insieme alle catene che avevano legato il santo nel carcere Mamertino. Secondo la leggenda il papa Leone I le aveva avvicinate per confrontarle e le catene si erano congiunte tra loro in maniera inseparabile. L’edificio fu restaurato da papa Adriano I nel 780, nel 1471 da papa Sisto IV e nel 1503 da Giulio II, come Sisto IV appartenente alla famiglia dei della Rovere. Al restauro di Giulio II risale l’architettura attuale della chiesa, con il portico d’ingresso, e la ristrutturazione del convento annesso. Il disegno originario del chiostro, che è stato recentemente restaurato, è attribuito dal Vasari a Giuliano da Sangallo. L’edificio del convento fu adibito, dopo l’unità d’Italia, a sede della Facoltà di Ingegneria della Sapienza. L’interno è a pianta basilicale ed è diviso in tre navate, separate da 20 colonne antiche di marmo greco, doriche, provenienti forse dal vicino complesso del portico di Livia e facenti parte della costruzione originaria paleocristiana del V secolo. La volta a botte ribassata della navata centrale mostra un grande affresco di Giovanni Battista Parodi. Il Mosè di Michelangelo Buonarroti per la tomba di Giulio II si trova nel transetto destro, tuttavia le spoglie del papa, morto il 21 febbraio 1513, vennero sepolte in San Pietro in Vincoli più di un secolo dopo. Al momento della morte di Giulio II infatti il mausoleo non era terminato. Nel mausoleo vi sono anche altre opere di Michelangelo, sebbene di minore intensità espressiva, come anche la Rachele e Lia. Subito a sinistra dell’ingresso c’è la tomba di Antonio e Piero del Pollaiolo, con i busti raffiguranti i due artisti fiorentini, sovrastata da un loro affresco, mentre nel secondo altare della navata destra vediamo un Sant’Agostino del Guercino e il Ritratto del cardinale Margotti del Domenichino, che ne ha disegnato anche il sepolcro. Nell’altare della sacrestia sono conservate le catene di san Pietro che danno il nome alla chiesa. Le...

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Santa Maria degli Angeli e dei Martiri

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri Piazza della Repubblica Roma (RM) Tel. 06 4880812 – Fax 06 4870749 www.santamariadegliangeliroma.it     Santa Maria degli Angeli e dei Martiri viene costruita nel 1563 da Michelangelo nell’ aula del “Tepidarium” delle Terme di Diocleziano, l’artista intervenne nel complesso termale restaurando l’aula del tepidarium e dimostrando un atteggiamento moderno e non distruttivo nei confronti dei resti archeologici. Si limitò a delimitare, con pochi setti murari, tre campate contigue, coperte a crociera, a cui furono aggiunte due cappelle laterali quadrate, creando così un edificio ecclesiastico singolare per la sua epoca, con una spazialità dilatata lateralmente anziché longitudinalmente, nonostante il parere dei committenti. L’asse principale partiva dal vestibolo, ricavato da un piccolo vano adibito a ninfeo di passaggio verso il calidarium e si concludeva nel coro ricavato nella zona della natatio. Al tempo michelangiolesco esistevano altri due ingressi ai lati del transetto. L’edificio fu alterato nel suo aspetto originale da Luigi Vanvitelli nel XVII secolo, il quale decorò nello stile dell’epoca il sobrio interno voluto da Michelangelo, di cui non rimane alcuna documentazione e intervenne anche per ricreare un’uniformità architettonica che si era persa con vari interventi successivi a Michelangelo. Tramite le otto colonne in muratura si creò una composizione nel passaggio tra il vestibolo e la crociera e tra la crociera stessa e il presbiterio. Sulla piazza dell’esedra creò una facciata con portale a timpano, architettura tipica della struttura romana termale che Vanvitelli raccordò alla chiesa tramite lesene e fasce orizzontali. Inoltre, Vanvitelli sistemò tutti i quadri provenienti dalla Basilica Vaticana, curò anche il trasporto a Santa Maria degli Angeli delle grandi pale d’altare, sostituite da copie a mosaico per ragioni conservative (erano minacciate dall’umidità). Santa Maria degli Angeli risultò così una ricchissima pinacoteca con opere dal XVI al XVIII secolo, dal Martirio di San Sebastiano del Domenichino, alla Caduta di Simon Mago di Pompeo Batoni, al Battesimo di Gesù di Carlo Maratta, alla Messa di San Basilio di Pierre Subleyrais, al “Martirio di San Sebastiano”del Domenichino. Il complesso architettonico si presenta singolarmente suggestivo per l’armonia delle grandiose strutture, rispettate dall’ornamentazione, piuttosto minuta, aggiunta nel Settecento. In sagrestia è esposto il progetto originale di Michelangelo. Santa Maria degli Angeli è la chiesa preferita per le funzioni religiose di carattere...

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