Case Romane del Celio: un tesoro nascosto

Case Romane del Celio Nel rione Celio, nascosti al di sotto della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, troviamo i resti di un complesso residenziale romano. Si dice che qui, abbiano dimorato i due santi già citati. Il complesso fu scoperto nell’ 800 , portandoci così a conoscenza di una Roma inedita; durante gli scavi videro la luce  ben 20 ambienti di cui 13 affrescati. Attraverso una attenta analisi è stato possibile stabilire diverse epoche per gli ambienti e per gli affreschi presenti, eseguiti dal III secolo al basso medioevo. Nel II secolo l’ ambiente principale era costituito da un insula su due livelli, nel cui piano inferiore vi era un impianto termale ,un caseggiato popolare con un portico e taberne al piano stradale e in quello superiore vi erano le abitazioni. Successivamente nel III secolo l’ intero complesso abitativo fu trasformato in un unica domus pagana. Per adattare l’ edificio alla nuova funzione furono apportate ulteriori modifiche recentemente , ovvero : il taglio della facciata a metà dell’ altezza al secondo piano e la chiusura delle finestre e delle sei arcate a pian terreno. Nel II secolo l’ ambiente diviso in due grandi domus presentava un pian terreno affrescato da stucchi, pitture e mosaici parietali  policromi da qui si aprivano grandi ambienti. La casa meglio conservata è quella sulla quale si sono impiantate la navata centrale e quella sinistra della basilica . Questa casa era separata dall’altra attraverso uno stretto cortile che si trasformerà in un ricco ninfeo in un periodo successivo, il pavimento era costituito da un mosaico policromo a grandi tessere. Case Romane del Celio: Decorazione pittorica  Nella seconda delle due case romane del Celio ritroviamo una ricca decorazione parietale nella quale spicca la rappresentazione del ritorno dall’Ade di Proserpina 3 m x 5m. Fra le altre decorazioni presenti ricordiamo i putti vendemmianti fra girali di vite e molte creature fantastiche fra ghirlande di fiori. Nella stanza dei “geni” la decorazione parietale è articolata su due registri : nel fregio superiore ritroviamo eroti vendemmianti, mentre in quello inferiore troviamo 10 efebi nudi che sostengono una ghirlanda policroma tra piccoli uccelli in volo.Sulle pareti dell’ atrio cortile ritroviamo una megalografia ovvero un grande affresco a soggetto marino. Qui le vere protagoniste dell’ affresco sono due divinità femminili raffigurate sdraiate su uno scoglio , identificate come Cerere e Proserpina . Nell’ Aula dell’ orante viene privilegiata  la rappresentazione di candelabri,elementi vegetali, animali, fauni e figure umane.L’ oratorio medievale del santissimo salvatore è decorato da affreschi a soggetto cristologico, e di grande importanza è la scena di crocifissione di Cristo vestito da una tunica blu tra le figure di...

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Colosseo

Apertura stagionale: Aperto dal 2 Gennaio al 31 Dicembre Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: A partire da 12,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Colosseo, il più grande anfiteatro romano   Il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio è il più grande e importante anfiteatro romano, nonché il più imponente monumento della Roma antica che sia giunto fino a noi. Costruito per volere di Vespasiano nel 72 d.C nell’area occupata dal lago artificiale annesso all’’enorme palazzo di Nerone, la Domus Aurea, venne inaugurato nell’80 da Tito, con giochi che pare siano durati 100 giorni. Nelle vicinanze era presente una statua colossale di Nerone, dal quale la leggenda vuole che derivi il nome Colosseo. Dopo l’uccisione di questo imperatore la statua venne rimodellata per raffigurare Sol il dio del Sole, aggiungendo l’appropriata corona solare. Era usato per gli spettacoli gladiatorii e altre manifestazioni pubbliche (spettacoli di caccia, rievocazioni di battaglie famose, e drammi basati sulla mitologia classica). Spesso, gli spettacoli cominciavano con animali che esguivano numeri da circo. Venivano poi i combattimenti mortali dei gladiatori (solitamente shiavi, prigionieridi guerra o criminali, erano quasi tutti uomini, ma non mancava qualche donna); i cadaveri venivano portati via su barelle da inservienti vestiti da Caronte, il mitico traghettatore di anime. Se un gladiatore veniva ferito, affidava la sua sorte alla folla e all’imperatore: “pollice alto” significava salvezza, “pollice verso” voleva dire morte, mentre il vincitore diventava l’eroe del momento. Il Colosseo esprime con chiarezza le concezioni architettoniche e costruttive romane della prima Età imperiale, basate rispettivamente sulla linea curva e avvolgente offerta dalla pianta ellittica e sulla complessità dei sistemi costruttivi. Archi e volte sono concatenati tra loro in un serrato rapporto strutturale. L’edificio forma un’ellisse di 527 m di circonferenza, con assi che misurano 187,5 m per 156,5 m. L’arena all’interno misura 86 m per 54 m, con una superficie di 3.357 m². L’altezza attuale raggiunge i 48,5 m, ma originariamente arrivava ai 52 m. Il Colosseo, come tutto il centro storico di Roma, è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO nel 1980. Nel 2007 il complesso è stato anche inserito fra le Sette meraviglie del mondo moderno nell’ambito di un controverso concorso. Per Info & Acquisto biglietti, clicca...

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Castel Sant’Angelo e il Passetto di Borgo

Castel Sant’Angelo Castel Sant’Angelo, la Storia di un Monumento cardine della città di Roma: Principale caposaldo delle difese papali, Castel Sant’Angelo ha avuto una funzione militare per una quindicina di secoli, fino a metà del 1800. Originariamente però, il mausoleo era una tomba, fatta costruire dall’imperatore Adriano per sé e per i suoi discendenti. Nel II secolo d.C. il Mausoleo di Augusto (sito nell’attuale Piazza Augusto Imperatore) non aveva più spazio per le sepolture imperiali; fu così che Adriano decise di realizzare una struttura adatta per la sua sepoltura. Si dice, inoltre, che il progetto della struttura venne disegnato dall’imperatore in persona. Oggi Castel Sant’Angelo ha una struttura completamente differente, a seguito dei cambiamenti apportati negli anni, ma l’imperatore Adriano realizzò la tomba sul modello tradizionale etrusco: un tozzo cilindrico con base rettangolare. Date le dimensioni immense, possiamo rapportare il mausoleo più che a una tomba egizia ad una una piramide d’Egitto. Come queste, la struttura contiene una camera sepolcrale proprio al centro dove le ceneri della famiglia imperiale, e di alcuni successori, erano conservate in urne d’oro; eccetto quelle di Adriano stesso, che si narra siano state custodite presso la sommità. Il Mausoleo iniziò a svolgere da struttura difensiva durante il periodo della Roma Imperiale. La sua vicinanza al fiume ne faceva una fortezza naturale. Nel III secolo l’imperatore Aureliano decise di incorporarla nel suo progetto del sistema difensivo, il quale comprendeva la realizzazione di mura a difesa della città di Roma. Castel Sant’Angelo parte integrante del progetto acquistò la sua prima merlatura, il primo cambiamento nell’aspetto esterno. Diventato ormai roccaforte della città, acquisì un ruolo fondamentale nella battaglia contro i Goti nel IV secolo. Da qui i difensori scagliarono contro gli invasori lastre di marmo e statue interne del castello (accelerando il cambiamento esteriore). Il tentativo di difesa fu comunque inutile e i Goti si impossessarono sia del Castello, sia della zona parallela, quella che è oggi Borgo Pio. Il nome deriva proprio dal nome gotico che gli diedero: Burg. Quando nel Medioevo i Papi iniziarono ad usare il castello per la propria difesa, il mausoleo acquistò l’attuale nome dedicato all’arcangelo Michele, condottiero delle schiere celesti.  Era il tardo IV secolo e Roma era “invasa” da un’ epidemia di peste che stava devastando tutta la città. Papa Gregorio Magno stava dirigendo una processione di cittadini verso San Pietro, per implorare misericordia. In quel periodo la zona di Castel Sant’Angelo era il luogo che i pellegrini dovevano attraversare per raggiungere il centro della Cristianità. Il papa avvicinandosi nei pressi del mausoleo ebbe una visione: sulla cima del castello apparve l’arcangelo che rinfoderava la spada nella sua guaina, simbolo del...

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Fontana dei Quattro Fiumi

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Fontana dei Quattro Fiumi Piazza Navona Roma (RM) Piazza Navona, ai tempi dell’antica Roma, era lo stadio di Domiziano che fu costruito dall’imperatore Domiziano nell’85 e nel III secolo fu restaurato da Alessandro Severo. Era lungo 276 metri, largo 54 e poteva ospitare 30.000 spettatori. Al centro della Piazza si trova la fontana principale: Fontana dei Quattro Fiumi. Quasi sospeso sulla sottostante cavità, si innalza l’obelisco proveniente dal circo di Massenzio sull’Appia. Ai suoi piedi un alto basamento roccioso ospita quattro gigantesche statue, eseguite dai collaboratori del Bernini, che raffigurano i fiumi dei quattro continenti allora noti: il Nilo, simbolo dell’Africa, opera di Giacomo Antonio Fancelli; il Gange, simbolo dell’Asia, opera di Claudio Poussin; il Danubio, raffigurante l’Europa, di Antonio Raggi e il Rio della Plata, rappresentante l’America, di Antonio Francesco Baratta. Il Nilo ha la particolarità del capo velato, allusivo alle sorgenti ancora sconosciute nel XVII secolo mentre il Rio della Plata presenta, sparse sul suo fianco, delle monete, simbolo delle ricchezze dei territori americani. La scogliera è arricchita da fiori, frutti, animali: un serpente si trova sulla sommità del basamento, la chioma di una stupenda palma sembra battuta dal vento, un leone e un cavallo fuoriescono dalla cavità rocciosa mentre due delfini sono immersi nel bacino circolare. Lo stemma della famiglia Pamphilj, una colomba con il ramoscello di olivo nel becco, decora i lati del basamento e la sommità dell’obelisco. Alcuni atteggiamenti delle raffigurazioni, in particolare del Rio della Plata, con il volto spaventato e la mano sinistra levata come a difendersi dal crollo della vicina chiesa di S. Agnese in Agone, hanno acceso l’immaginazione popolare generando aneddoti sulla rivalità tra il Bernini e il Borromini. Aneddoti di pura fantasia perché quando la Fontana dei Fiumi era già stata ultimata, i lavori di costruzione della chiesa non erano ancora iniziati. Le ingenti spese per la costruzione del monumento provocarono un acuto malcontento contro Innocenzo X e sua cognata, l’ambiziosa Olimpia Maidalchini, da parte del popolo gravato, per l’occasione, da una nuova tassa sul pane. Inoltre il mercato, che fin dal 1477 si teneva in questa piazza, fu costretto a cambiare sede lasciando il posto a passeggiate e meditazioni, come riportato su un lato del basamento dell’obelisco. Piccole attività commerciali tuttavia avrebbero, nel tempo, ripreso a vivere, in questo straordinario scenario destinato dalla famiglia Pamphilj a divenire un capolavoro assoluto dell’arte barocca. Alla metà del Seicento risale anche l’usanza, durata fino al 1867, di allagare la piazza, nelle afose giornate d’agosto,...

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Fontana dell’Acqua Paola – Il Fontanone

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Fontana dell’Acqua Paola – Il Fontanone  Via Garibaldi 30 Roma (RM)   Sul colle Gianicolo, più nota a tutti come il Fontanone,  la  fontana  dell’acqua Paola si trova al termine dell’acquedotto attivato da Paolo V Borghese (da cui prende il nome) per fornire approvvigionamento idrico al rione Trastevere che fino ad allora aveva dovuto accontentarsi quasi soltanto dei pozzi e dell’acqua del fiume. In effetti l’acquedotto Paolo era l’originario acquedotto di Traiano ripristinato nel Rinascimento. L’acqua veniva portata dal Lago di Bracciano e nell’antichità era servita a mettere in movimento i mulini di Roma. Un braccio dell’acquedotto venne distaccato per portare acqua al Vaticano e alle fontane dei giardini e a quelle di Piazza San Pietro. La bella fontana fu costruita da Flaminio Ponzio in collaborazione con Giovanni Fontana tra il 1610 e il 1612. La facciata monumentale del Fontanone, animata da angeli, mostri e draghi, è costituita da cinque archi e sei colonne in granito, delle quali quattro provengono dalla facciata dell’antica basilica di San Pietro. Altri marmi furono presi dal tempio di Minerva nel foro di Nerva. Il suo vastissimo bacino è opera di Carlo Fontana. Il piazzale che offre una visuale meravigliosa della fontana e uno splendido scorcio su Roma non esisteva ai tempi di Paolo V, quando la fontana era sull’orlo scosceso del Gianicolo. Fu Alessandro VIII Ottoboni ad aumentare la portata dell’acquedotto creando il piazzale mediante lavori di terrazzamento. Nell’orto retrostante ebbe sede dall’epoca di Alessandro VII il “Giardino dei Semplici” o Orto Botanico che nel 1820 venne trasferito nel giardino di Palazzo Salviati ai piedi del Gianicolo per ordine di Pio...

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Pantheon

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Pantheon In Piazza della Rotonda si erge il grandioso monumento considerato un capolavoro dell’architettura romana. Il Pantheon è uno dei monumenti antichi meglio conservati del mondo. Questo è dovuto in parte alle perfette tecniche architettoniche utilizzate ed in parte al fatto che nel 608 d.c. venne donato dall’ imperatore Foca al Papa. Il primo costruttore di un edificio così grandioso e solenne fu Marco Agrippa (27-25 d.c), genero di Augusto. Il suo scopo era quello di innalzare un tempio in onore di tutte le divinità, infatti, come si deduce dall’ etimologia stessa del termine (pan = tutto teon = divinità), il Pantheon è un tempio dedicato a tutti gli dei. L’ edificio attuale non è quello originario di Agrippa ma un rifacimento dell’ imperatore Adriano (117-139 d.c.) dopo che il tempio subì gravi danni in seguito a diversi incendi che a Roma si sviluppavano con impressionante frequenza. Il Pantheon è formato essenzialmente da due nuclei principali, un’ enorme sala rotonda coperta a cupola ed un atrio rettangolare in facciata che funge da ingresso provvisto di portico colonnato. E’ una soluzione molto originale che testimonia la preferenza dei romani per architetture curvilinee ed il distacco dalla canonica pianta rettangolare dei templi greci di cui si mantiene però la facciata con colonne. La cupola è la più larga mai adottata in muratura e raggiunge i 43.30 metri di diametro. Testimonia con la sua mole il grado di perfezione cui erano giunte le tecniche costruttive nel II secolo d.c., grazie soprattutto all’ uso del calcestruzzo e a complicati sistemi di archi di scarico che indirizzano il peso maggiore sulle parti più resistenti della struttura. Inoltre man mano che si sale verso l’alto la cupola è formata da materiali sempre più leggeri, uniti al calcestruzzo, per diminuire la pressione sul tamburo sottostante. All’ interno della sala lo spazio si presenta come una sfera perfetta, in quanto l’ altezza della cupola è identica al diametro e l’ insieme crea un perfetto equilibrio ed un’ armonia particolare tra tutte le parti della struttura. Il rivestimento interno della cupola era probabilmente costituito da bronzi dorati che splendevano quando vi batteva il sole. La parte più alta della cupola presenta infatti un’ apertura circolare larga quasi 9 metri, una particolarità che di solito si trova nelle terme, ed applicata eccezionalmente anche in questo edificio. Il pavimento, in marmi policromi, è leggermente convesso per permettere di convogliare le acque (in caso di pioggia) in appositi fori che fanno parte di un complicato sistema di...

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Obelisco Macuteo

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Obelisco Macuteo Piazza della Rotonda Roma (RM)   L’ Obelisco Macuteo in Piazza della Rotonda, insieme con quello oggi visibile nella Villa Celimontana, fu originariamente eretto ad Eliopoli da Ramses II. Entrambe furono portati a Roma per ornare il tempio di Iside (Iseum). L’ Obelisco è di granito rosso ed alto circa 6 metri e mezzo. La sua altezza originale era forse maggiore di circa 1 metro. Le iscrizioni riportano frasi che indicano la relazione di parentela del faraone con il dio Sole (“Eccellente figlio del dio Sole”) e ricordano le opere compiute in onore del dio. Non si conoscono i particolari sul trasporto a Roma dei due obelischi gemelli. Questo, ora in fronte al Pantheon, fu scoperto giacente presso la chiesa di S. Maria sopra Minerva, che era stata eretta sulle rovine del tempio di Iside. In seguito al rinvenimento, verso la fine del ‘300, fu spostato di fronte alla piccola chiesa di S. Macuto. Vi era sistemato in maniera assai rudimentale, su quattro dadi che lo sostenevano e senza alcuna decorazione. Roma in quegli anni, a seguito dell’abbandono dei papi che si erano trasferiti ad Avignone, versava in grande miseria e la sua popolazione era scesa a circa 25.000 abitanti. Per dare più degna sistemazione al piccolo obelisco, al tempo di papa Clemente XI (1700-1721), vennero formulate varie ipotesi: nel porto di Ripetta, in Campo de’ Fiori, in piazza SS. Apostoli, in fronte al Palazzo di S. Marco o nei pressi dell’Arco di Costantino. Finalmente nel 1711 esso fu eretto nell’attuale collocazione su un piedistallo decorato da una fontana con delfini, adattandolo sulla cinquecentesca fontana con le maschere di Giacomo della Porta, forse una delle più belle fontane di Roma. Leggi anche:...

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Obelisco in Piazza Minerva

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Obelisco in Piazza Minerva Piazza della Minerva Roma (RM)   L’ Obelisco di Piazza Minerva è di granito rosso ed è alto circa 5 metri e mezzo. I suoi lati sono decorati con una singola colonna di iscrizioni. Non si sa come e quando fu trasportato dall’Egitto, ma è certo che a Roma fu collocato nei pressi del tempio di Iside. Cadde e rimase sepolto fino al 1665, quando venne accidentalmente rinvenuto da alcuni frati Domenicani che stavano gettando le fondamenta di un muro di recinzione del giardino della loro chiesa. Papa Alessandro VII diede incarico all’antiquario Athanasius Kircker di studiarlo e di curarne le rierezione nel luogo designato, di fronte alla chiesa di S. Maria sopra Minerva, dunque praticamente nel luogo della sua originaria collocazione e rinvenimento. Dopo molti progetti formulati, fu deciso di erigerlo su un basamento in foggia di elefante. Il progetto fu forse ispirato al Bernini da uno dei monumenti della Villa dei mostri di Bomarzo. Un altro suo progetto, molto ardito, prevedeva una statua di Ercole, su piedistallo, che sosteneva in uno sforzo disperato l’obelisco il bilico. Una iscrizione ingiunge al popolo di ammirare l’obelisco sostenuto dall’animale fra tutti ritenuto il più forte e il più intelligente a significare che occorre una mente robusta, una grande intelligenza per sostenere una solida sapienza. In origine, come altri obelischi, anche questo aveva un gemello, che finì forse ridotto in frammenti, alcuni dei quali sono conservati ad...

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Obelisco Agonale

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Obelisco Agonale Piazza Navona Roma (RM)   L’ Obelisco Agonale è collocato oggi al centro della Fontana dei Quattro Fiumi in Piazza Navona. Portato dai luoghi di scavo di Assuan senza iscrizioni per ordine di Domiziano, questo obelisco fu decorato a Roma con iscrizioni originali scritte in geroglifici e con una rappresentazione dell’imperatore tra due divinità. E’ di granito ed è alto quasi 17 metri. Venne collocato tra il tempio di Serapide e quello di Iside, dove rimase per oltre due secoli, fino a quando Massenzio non lo fece collocare nel Circo, lungo la via Appia, costruito in memoria del figlio Romolo morto nel 310. Non si sa quando cadde. E’ certo però che la sua rierezione si deve a papa Innocenzo X Pamphilj nella metà del ‘600, che scelse piazza Navona per segnalare in qualche modo la sua casa natale. Oltre all’obelisco, comunque, la piazza avrebbe dovuto accogliere una grandiosa fontana che doveva costituire la vera e propria “mostra”, ossia il prospetto finale dell’acquedotto dell’Acqua Vergine. Non era stata ancora costruita, infatti, la fontana di Trevi, per mancanza di fondi. Il papa aveva dato incarico dei lavori ad altri, ma il Bernini riuscì per mezzo di uno stratagemma, donando un modello in argento a Donna Olimpia Maidalchini, cognata del papa, a far conoscere il suo splendido progetto di sistemazione dell’obelisco al centro della Fontana dei quattro fiumi. Il papa, entusiasta del progetto, affidò immediatamente al Bernini l’incarico per la realizzazione del progetto. Cosa che avvenne tra il 1647 ed il 1651. L’iscrizione sul piedistallo ricorda i particolari dell’impresa oltre al significato della fontana sulla quale l’obelisco poggia. La colomba sul culmine è il simbolo della famiglia Pamphilj. Questo grande monumento composito non fu accolto sul momento dai romani con grande favore dato che per l’alto costo della sua realizzazione furono addirittura aumentate le tasse. Oggi è uno dei più ammirati ed amati monumenti della...

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Obelisco Lateranense

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Obelisco Lateranense Piazza di San Giovanni in Laterano Roma (RM)   L’ Obelisco Lateranense è oggi il più alto obelisco eretto di origine egiziana. E’ di granito rosso e proviene sicuramente dalla zona di Assuan. La sua altezza attuale è di oltre 45 metri, compresa la croce, e pesa 455 tonnellate. I lati sono decorati: tra varie iscrizioni, nella parte superiore, all’interno di un riquadro, è incisa un’immagine del faraone nell’atto di fare offerte alla divinità. L’obelisco fu fatto costruire da Tutmosis III in onore del padre ed era situato dinanzi al tempio del dio Amon a Tebe. Altre iscrizioni su di esso ricordano che per la sua decorazione occorsero ben 35 anni di lavoro di esperti artigiani. Il grandioso obelisco fu trasportato, per ordine dell’imperatore Costantino (274-337 d.C.), lungo il Nilo fino ad Alessandria. La sopraggiunta morte dell’imperatore interruppe il proseguimento del trasporto a Roma. L’impresa fu condotta a termine, dopo varie vicissitudini, dal figlio di Costantino, Costanzo II, utilizzando una grandiosa nave fatta costruire per l’occasione, mossa da 300 rematori. La sua prima collocazione fu nella Villa di Severo, poi fu spostato nel Circo Massimo dove faceva da gemello dell’obelisco ora in Piazza del Popolo. L’ Obelisco Lateranense essendo il primo grande monumento eretto in Roma dopo l’affermazione del cristianesimo, divenne il simbolo per la popolazione romana della vittoria e supremazia della nuova religione sul paganesimo. Circa un secolo dopo cadde, forse a seguito di un attentato, e solo nel XVI secolo, per ordine di papa Sisto V che offrì anche un premio a chi lo avesse ritrovato, fu ricercato ed alla fine rinvenuto sotto 7 metri di terra. Fu inaugurato nel sito attuale il 3 agosto...

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