Porta San Sebastiano

Porta San Sebastiano  Porta San Sebastiano, chiamata in origine Porta Appia perché attraversata dalla via omonima, è la più grande delle Mura Aureliane e tutt’ora in ottimo stato di conservazione. In origine presentava due ingressi  gemelli ad arco, ai lati dei quali vi erano due torri semicircolari. Successivamente le torri furono ampliate e rialzate di un piano, mentre all’interno venne creato un cortile fortificato. Il nome originario che conservò a lungo, era Porta Appia perché da lì passava la regina viarum che cominciava poco più indietro, dalla Porta Capena delle mura serviane. Nel medioevo sembra fosse chiamata anche “Accia” (o “Dazza” o “Datia”), la cui etimologia, alquanto incerta, sembra però legata al fatto che lì vicino scorresse il fiumicello Almone, chiamato “acqua Accia”. Un documento del 1434 la menziona come “Porta Domine quo vadis”. Solo dopo la metà del XV secolo è finalmente attestato il nome che conserva ancora oggi, dovuto alla vicinanza alla basilica e alle catacombe di San Sebastiano. La struttura originaria d’epoca aureliana, edificata quindi verso il 275, prevedeva un’apertura con due fornici sormontati da finestre ad arco, compreso tra due torri semicilindriche. La copertura della facciata era in travertino. In seguito ad un successivo restauro le due torri furono ampliate, rialzate e collegate, con due muri paralleli, al preesistente arco di Druso, distante pochi metri verso l’interno, in modo da formare un cortile interno in cui l’arco aveva la funzione di controporta. Probabilmente sotto Onorio (395-423 d.C.)  i due ingressi furono ridotti ad uno solo, che costituisce l’attuale apertura, e le torri inserite in due grandi basamenti quadrati rivestiti di marmo. Nello stipite destro della porta – rispetto a chi esce – sono ancora visibili, incise nel marmo, la figura dell’arcangelo Gabriele e un’iscrizione medievale. Quest’ultima ricorda la battaglia vittoriosa del popolo romano contro Roberto d’Angiò, avvenuta nei pressi della porta nel 1327. Gli ambienti interni subirono numerose trasformazioni soprattutto negli anni 1942-43, quando l’edificio divenne residenza di Ettore Muti, segretario del partito fascista. Oggi all’interno di Porta San Sebastiano vi ha sede il Museo delle...

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Porta Santo Spirito

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Porta Santo Spirito Via di Porta Santo Spirito Roma (RM)     Porta Santo Spirito è una delle porte che si aprono nelle Mura leonine di Roma. Si trova alle spalle dell’omonimo ospedale, sull’attuale via dei Penitenzieri, quasi all’incrocio con piazza della Rovere. È tra le più antiche porte del muro che circonda il Vaticano, essendo infatti contemporanea all’edificazione della cerchia muraria di papa Leone IV, intorno all’850. Benché fosse l’unico collegamento diretto tra la Basilica di San Pietro e la zona di Trastevere (attraverso la porta Settimiana), e benché fosse l’accesso alla via Aurelia ‘’nova’’, fu aperta inizialmente come passaggio secondario. Il suo nome originario era “posterula Saxonum” (posterula dei Sassoni). Già nel 727, infatti, il re Ine (o Ina) del Wessex, dopo aver abdicato si trasferì a Roma, dove fondò una “schola Saxonum” (il cui scopo era di fornire una preparazione e un’istruzione cattolica al clero e ai nobili inglesi), con annessa chiesa e cimitero. La presenza sassone in quella zona è attestata fino alla fine del XII secolo, quando il re Giovanni Senzaterra donò il complesso della schola per l’edificazione della chiesa di Santa Maria in Saxia (divenuta poi Santo Spirito in Sassia) e dell’ospedale tuttora esistente, di cui già nel 794 era stata iniziata la fondazione. Con l’occasione papa Innocenzo III volle aggiornare anche il nome della porta, che da allora divenne di Santo Spirito. La struttura subì ovviamente vari restauri e ampliamenti. Fu probabilmente notevole quello operato all’inizio del XV secolo forse da papa Gregorio XII, visto che in una testimonianza del 1409 viene chiamata “Porta Nuova”. All’inizio del secolo successivo papa Alessandro VI ritoccò sensibilmente, tra le altre, anche questa porta e la muraglia circostante, e infine, una quarantina d’anni dopo, anche papa Paolo III operò i suoi interventi servendosi della consulenza e dell’opera di ingegneri come Michelangelo e Antonio da Sangallo il Giovane. La rinnovata paura di incursioni da parte di pirati saraceni, nonché le nuove tecniche poliorcetiche che prevedevano ormai l’uso massiccio di artiglierie, indussero infatti Paolo III ad interventi di ammodernamento delle mura che avessero anche serie caratteristiche difensive. Il disaccordo tra i due artisti è ben noto; in proposito sembra che i lavori sulla porta furono eseguiti su un bellissimo progetto del Sangallo[1], ed il Buonarroti (che li completò dopo la morte del collega, ma in modo frettoloso e approssimativo) pare abbia fatto qualche intervento di tipo disfattista (non potendola demolire) sia per rovinare l’opera dell’antagonista, sia per rifarsi delle feroci critiche che...

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Catacombe di Domitilla

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: A partire da 5,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa   Catacombe di Domitilla Via delle Sette Chiese, 283 Roma (RM) Telefono 065110342 www.domitilla.info     Dette anche Catacombe dei Santi Nereo e Achilleo, le Catacombe di Domitilla, in via delle Sette Chiese, si sviluppano, da un sepolcro domestico appartenuto a Domitilla (nipote o moglie del console Flavio Clemente, fatto uccidere da Domiziano nel 95). I primi nuclei di queste catacombe, risalenti al III secolo, furono ampliati nel IV e V secolo. Appena scesa la scala si trova la basilica dei Santi Nereo e Achilleo eretta nel 390 sulla tomba dei Santi Nereo e Achilleo. Dopo il crollo dovuto al terremoto del 897 fu restaurata ed ora sono visibili le 3 navate divise da 4 colonne per lato. In fondo alla basilica si accede alle catacombe che si sviluppavano per chilometri attraverso una rete di gallerie sotterranee e in cui erano scavate numerose tombe. Per i primi due secoli, almeno sino al IV, esse servirono unicamente come luoghi di sepoltura, in cui veniva celebrato il culto dei morti con commemorazioni liturgiche. A partire dal VI secolo e sino a tutto il VII, le catacombe passarono invece al ruolo di santuari dedicati al culto dei martiri e alla loro...

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Porta Pia

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Porta Pia  La Porta Pia è una delle porte che si aprono nelle Mura Aureliane di Roma. È stata costruita per ordine di papa Pio IV (da cui il nome) su disegno di Michelangelo tra il 1561 e il 1565 in sostituzione della Porta Nomentana, che si trovava a qualche centinaio di metri, verso il Castro Pretorio. I lavori furono eseguiti da Giacomo Del Duca. La facciata verso l’esterno della città fu terminata nel 1869 su progetto in stile neoclassico di Virginio Vespignani. La Porta conduce alla via Nomentana, e deve la sua fama a quanto accadde il 20 settembre 1870. Quella mattina il fuoco dell’artiglieria riuscì ad aprire una breccia nelle mura consentendo ai bersaglieri italiani di entrare in città segnando la fine dello Stato Pontificio. Gli effetti della Breccia di Porta Pia furono: Il ricongiungimento di Roma al Regno d’Italia e il compimento delle aspirazioni di generazioni di patrioti che avevano alimentato il Risorgimento. I caduti della liberazione di Roma del 1870, assieme a quelli della difesa della Repubblica Romana del 1849 e quelli dell’insurrezione del 1867, sono stati tumulati nel mausoleo ossario Gianicolense, costruito in epoca fascista su progetto dell’architetto Giovanni Jacobucci. A Porta Pia fu posto un monumento in marmo e bronzo ornato da quattro lesene che fiancheggiano riquadri celebrativi del ritorno all’Italia di Roma e dei caduti durante il combattimento. A destra della Porta (dall’esterno delle mura), a qualche decina di metri sul Corso d’Italia, si trova un monumento nel punto esatto in cui fu aperta la breccia; di fronte alla Porta, invece, al centro del piazzale di Porta Pia, si trova il Monumento al Bersagliere (eretto durante il fascismo). All’interno dei fabbricati che uniscono i due fornici della porta e che un tempo erano utilizzati per l’ufficio doganale si trova il Museo Storico dei Bersaglieri con la tomba monumentale di Enrico Toti. Il proseguimento della via Nomentana, all’interno della porta, prende il nome di via XX Settembre, un rettilineo che termina sul piazzale antistante il palazzo del Quirinale. La decorazione del lato della porta all’interno della città, realizzata da Michelangelo, ricorda una bacinella con un asciugamano intorno e un sapone al centro. La leggenda vuole che si tratti di uno scherzo dell’artista, che in tal modo voleva ricordare l’origine di papa Pio IV, un Medici che non apparteneva alla nota famiglia fiorentina, ma che pare discendesse da una famiglia di barbieri. Divenuta particolarmente nota il 20 settembre 1870, quando il tratto di mura adiacente la porta fu...

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Arco di Costantino

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Arco di Costantino  Via di S. Gregorio Roma (RM)   L’ Arco di Costantino è il più importante degli archi trionfali romani. Si tratta di un arco a tre fornici con attico, di 21 x 26 metri. L’ Arco si eleva poco distante dal Colosseo ove terminava la via Sacra. Segna il limite fra il Foro Romano e la zona del Colosseo. L’ Arco di Costantino è il più grande dei tre archi trionfali di Roma è alto ben 25 metri: gli altri due sono l’arco di Tito (81-90 circa) e l’arco di Settimio Severo (202-203). L’ Arco di Costantino fu costruito in un momento in cui Roma iniziava la sua decadenza a favore di Costantinopoli, per questo motivo la ricchezza della città si era molto ridimensionata e l’arco fu realizzato con marmi sottratti da antichi edifici e monumenti preesistenti. Nella sua composizione furono utilizzate anche statue e decorazioni originariamente poste altrove. I materiali furono adoperati in modo da creare effetti policromi. L’insieme di elementi diversi sia artisticamente che storicamente lo rendono altamente rappresentativo della architettura romana. Da notare infatti sulla parete che guarda al Colosseo, in alto, è rappresentato Marco Aurelio nelle sue lotte contro i Daci; sul lato opposto, episodi delle battaglie sostenute da Marco Aurelio e altre da Costantino. Curiosità: Nel Medioevo l’ Arco di Costantino veniva chiamato in modo familiare “Arco de Trasi” (dalla parola latina transeo, che voleva dire passo attraverso) perché si trovava sulla via che conduceva alla chiesa di San...

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Foro Romano

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: A partire da 12,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Foro Romano Il Foro Romano, situato nella valle compresa tra il Palatino e il Campidoglio, era in origine paludoso ed inospitale. La valle venne utilizzata tra X e VII secolo a.C. come necropoli dei primi villaggi stanziati sulle colline circostanti. La piana del Foro Romano, solo verso il 600 a.C., ad opera del re etrusco Tarquinio Prisco, venne drenata con la costruzione della Cloaca Massima e ricevette una pavimentazione in tufo; la piazza di forma rettangolare nacque  come luogo destinato agli scambi commerciali e alle attività politiche e giudiziarie, nel punto in cui convergevano importanti strade (la Via Sacra, il Vicus Tuscus, il Vicus Iugarius, il Clivus Capitolinus, l’Argiletum). I più antichi monumenti di carattere sacro, attribuiti dalla tradizione ai primi re di Roma, risalgono alla seconda metà del VI secolo a.C. All’inizio della Repubblica (509 a.C.) vennero edificati il tempio di Saturno ed il tempio dei Dioscuri. Al V secolo a.C. risale probabilmente la prima tribuna degli oratori, posta tra il Foro Romano e il Comizio. Nel II a.C. vengono costruite quattro basiliche, destinate all’amministrazione della giustizia e allo svolgimento degli affari. Sotto Cesare e poi Augusto il Foro Romano subisce ulteriori cambiamenti. All’età augustea risale la pavimentazione in travertino ancora oggi visibile. In epoca imperiale sorgono nell’area del Foro numerosi monumenti onorari; l’ultimo di questi è la colonna dedicata, nel 608 d.C., all’imperatore Foca. Il foro si andò lentamente interrando e durante il Medioevo, utilizzato come pascolo per gli animali domestici e come terreno seminativo, prese il nome di “Campo Vaccino”. Durante il Rinascimento l’area del Foro Romano viene utilizzata come cava di marmi e pietre. Il Foro fu riscoperto a partire dal XVI secolo nell’area, ancora conosciuta a quel tempo come Campo Vaccino. Nei secoli successivi furono intraprese varie campagne di scavo, ma l’area fu completamente scavata agli inizi del XX secolo. Arco di Tito – Fu fatto innalzare, nell’81 d.C., dall’imperatore Domiziano in memoria del fratello Tito per celebrarne le vittorie contro i Giudei. Rivestito in marmo greco, il monumento è ad una sola apertura fiancheggiata da quattro semicolonne con capitelli. Basilica di Massenzio – Costruita tra il 306 e 312 d.C. dall’imperatore Massenzio, fu completata dall’imperatore Costantino. Originariamente cinque grandi passaggi conducevano in un’enorme aula divisa in tre navate da colonne in marmo. Nell’abside della navata centrale Costantino fece alzare una sua gigantesca statua con le braccia, le gambe e la testa in marmo bianco ed il resto in bronzo dorato. La testa una mano ed un piede sono esposti...

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Domus Aurea

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito/tab] Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Domus Aurea  Via della Domus Aurea, 1 Roma (RM) La Domus Aurea era un imponente edificio fatto costruire dall’ imperatore Nerone dopo il grande incendio di Roma del 64 d.C.. Nerone non era stato il primo a porsi il problema di creare una residenza ufficiale per l’imperatore. Si trattava di una necessità politica, prima ancora che di vanità o di passione per il lusso: a Roma giungevano infatti monarchi stranieri, alleati o vassalli, molti dei quali abituati allo stile di vita dei monarchi Orientali ed Ellenistici. A questi modelli principeschi si ispirava ideologicamente il progetto che comprendeva padiglioni immersi nel verde popolati da delizie rurali, per promuovere quella comunione tra uomo e natura. Si diceva,infatti, che Nerone era riuscito a portare la campagna in piena città e che le sue belve, evocavano i paradisi dei Re Persiani. Predecessori e successori avevano, tuttavia, evitato esagerazioni megalomani, finendo per occupare solamente il Palatino, tanto che il termine Palatium andò,poi, ad indicare una residenza di rango: un palazzo. Il primo vero palazzo fu la Domus Tiberiana, sede dei Giulio-Claudi. Il progetto di Nerone della Domus Area prevedeva di trasformare il precedente disegno, con soluzioni maestose, sfruttando il largo spazio al centro di Roma dai quartieri distrutti dal fuoco. L’imponenza e l’ estensione della Domus Aurea è ormai entrata nella leggenda, infatti l’immensa residenza fu realizzata in soli 4 anni senza badare a spese perché, per volere dell’imperatore, doveva essere la più grande e preziosa reggia del mondo. Il progetto fu affidato agli architetti Severo e Celere e la dimora si estendeva dal Palatino fino al Colle Oppio e parte del Celio coprendo circa un miglio quadrato. Comprendeva un lago artificiale, dei giardini ed un bosco. Costruita in mattoni, venne arricchita con affreschi, stucchi che incorporavano pietre preziose ed avorio, e con ampi rivestimenti in oro da cui deriva il suo nome di “Casa Dorata”. Gli ambienti finemente decorati erano arricchiti da numerose statue provenienti dalla Grecia e dall’ Asia Minore. Nerone poté godere dello sfarzo della sua casa per poco tempo perché morì suicida nel 68 d.C.. La casa continuò ad essere abitata fino al 104 d.C. quando un violento incendio ne provocò la fine. Successivamente sulla Domus Aurea vennero costruite le Terme di Traiano mediante l’interramento dei suoi ambienti e la chiusura degli accessi. Si persero così le tracce della sfarzosa dimora che venne riscoperta per caso solo verso la fine del quattrocento. Gli splendidi motivi decorativi delle volte vennero copiati da famosi artisti dell’epoca come Raffaello, Pinturicchio...

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Arco di Tito

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito/tab] Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Arco di Tito  Via Sacra, Zona Colosseo Roma (RM) L’ Arco di Tito fa parte della lunga serie di archi trionfali – insieme all’ Arco di Settimio Severo e all’ Arco di Costantino – edificati a Roma per celebrare i suoi Imperatori: nella vostra passeggiata archeologica lungo i Fori Imperiali, non può mancare una visita a questo arco. L’ Arco di Tito fu costruito fra l’anno 81 e l’anno 100 d.C. per volontà del Senato romano (come riporta la dicitura sull’arco “S.P.Q.R.”, Senatus Populus Que Romanus), in onore dell’imperatore Tito che aveva conquistato, nel 70 d.C., la città di Gerusalemme. L’ Arco di Tito è passato nei secoli attraverso varie modifiche: nel Medioevo fu inglobato nella costruzione del convento di S. Francesca Romana, poi nella fortezza dei Frangipane, fino al 1822, anno in cui, su commissione di Pio VII, l’architetto Giuseppe Valadier lo restaurò e lo integrò con del travertino. L’Arco è ad un solo fornice, su base quadrata: l’esterno è costruito in marmo, il nucleo interno in cementizio e lo zoccolo in travertino. L’Arco è finemente decorato, con incisioni che fanno riferimento alla religione, all’imperatore Tito ed alla sua impresa: sopra le colonne che sorreggono l’Arco poggia un architrave con un’incisione che rappresenta un sacrificio, mentre nella volta con decorazione a cassettoni è riportata un’aquila che innalza al cielo Tito. Sulle pareti delle colonne, a sud è rappresentato il corteo mentre attraversa la porta trionfale con gli oggetti sacri del rituale ebraico predati dal Tempio di Gerusalemme (le trombe d’argento che chiamano i fedeli alla preghiera, il candelabro d’oro a sette bracci), a nord l’imperatore trionfante su una quadriga. In epoca moderna sono stati fatti alcuni scavi attorno alle fondazioni dell’arco di Tito, volti a riportare alla luce la pavimentazione di età augustea, eliminando quella contemporanea...

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Il Campidoglio

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito/tab] Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Il Campidoglio  Piazza del Campidoglio Roma (RM) www.comune.roma.it   Il Campidoglio è il più piccolo fra i famosi sette colli di Roma, ma anche il più importante, perché il primo nucleo della città nacque in questo punto, racchiuso da un primitivo sistema di mura difensive a protezione degli abitanti dalle tribù ostili che abitavano i colli circostanti. In effetti il Campidoglio ha una doppia sommità: una è situata appena a destra dell’attuale piazza, mentre l’altra, quasi adiacente al suo lato sinistro, corrisponde a Santa Maria d’Aracoeli. E’ uno degli spazi architettonici più interessanti di Roma. Tutto il complesso della piazza e degli edifici che la circondano fu realizzato su progetto di Michelangelo nel cinquecento. E’ situato sul colle Capitolino e subì nel corso dei secoli vari rifacimenti fino ad assumere l’aspetto attuale. Oggi è sede del Comune di Roma. Si accede dalla scalinata, in cima ad essa si trova la balaustra con le statue dei Dioscuri che ritraggono Castore e Polluce a fianco dei loro cavalli di epoca imperiale. Al centro della piazza di forma trapezoidale si trova la famosa statua di Marco Aurelio, sulla sinistra si trova il palazzo Nuovo sede del museo Capitolino sulla destra il palazzo dei Conservatori e di fronte dietro la statua il palazzo Senatorio. La scala di accesso a quest’ultimo, realizzata dallo stesso Michelangelo, è di particolare bellezza, così come la fontana con l’antica statua di Minerva seduta. In alto svetta la Torre del campidoglio del XVI secolo. La piazza è circondata da tre palazzi: il Palazzo Nuovo, il Palazzo Senatorio e il Palazzo dei Conservatori. I tre palazzi ospitano i Musei Capitolini, ricchissima collezione di reperti della Roma antica. Vi si trovano: la statua equestre di Marco Aurelio; i resti del Colosso di Costantino; mosaici provenienti dalla Villa Adriana di Tivoli; la statua della Venere Capitolina; la Sala degli Imperatori, con più di settanta busti in marmo; le statue dei Centauri; la statua del Fauno Ebbro; la statua del Galata Morente, la celebre statua dello Spinario del I sec. a.C.; la famosa statua bronzea della Lupa Capitolina, simbolo della Roma repubblicana; la statua della Venere Esquilina. All’interno dei Musei Capitolini si trova anche una pinacoteca con opere di Tiziano, Caravaggio, Guido Reni, Pietro da Cortona. Antica sede del più importante tempio del culto di Stato e simbolo di Roma “caput mundi”, il Campidoglio ha sempre mantenuto la sua rilevanza nella vita della città come centro dell’istituzione comunale dal XII secolo e con gli annessi Musei...

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Fori Imperiali

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Fori Imperiali, rivivere l’antica Roma I Fori imperiali rappresentano l’antica bellezza della città di Roma, regalando ai numerosi turisti della capitale uno scenario da favola. I Fori Imperiali, situati sull’omonima via in una suggestiva posizione tra l’Anfiteatro Flavio (conosciuto come il Colosseo) e Piazza Venezia, rappresentano uno dei luoghi turistici più importanti della capitale e del mondo intero. Essi rappresentavano, nell’Antica Roma Imperiale, il luogo principale della vita pubblica e privata e grazie alla loro visita è possibile tornare indietro all’epoca più gloriosa della Caput Mundi. Dall’ingresso, posto proprio su Via dei Fori Imperiali, si accede all’area e subito ci si imbatte nei resti del Tempio di Cesare, da cui si raggiunge facilmente la Piazza del Foro, antico fulcro della vita cittadina, al cui centro si trova la Colonna di Foca. Poco distanti si trovano i resti dell’Arco di Settimio Severo, del Tempio della Concordia, di quello di Vespasiano e di quello di Saturno. La visita prosegue ancora verso il Tempio di Augusto, la Basilica di Massenzio (detta anche di Costantino), i resti della Chiesa di Santa Maria Antiqua, la Casa delle Vestali, la Chiesa di Santa Francesca Romana, l’Arco di Tito, gli Orti Farnesiani, la Casa di Augusto, la Casa Augustana, la Domus Flavia, in cui anticamente risiedevano gli Imperatori, e lo Stadio Palatino. Isola pedonale, la strada che parte da Piazza Venezia e conduce al Colosseo è costeggiata dai Fori e dall’imponente Mercato Traiano, progettato dal grande architetto Apollodoro di Damasco e costituita da più di 150 botteghe disposte su diversi piani addossati al Quirinale. Fungevano anche da magazzini di stoccaggio e approvvigionamento delle merci, diretti da funzionari imperiali. Oggi ospitano i Musei dei Fori imperiali, che conservano i reperti recuperati durante gli scavi. Subito dopo l’Altare della Patria s’incontrano le rovine del Foro di Cesare e del Tempio di Venere Genitrice voluto da Cesare prima della battaglia di Farsalo. Oggi restano poche testimonianze della originaria ricchezza e sfarzo dei Fori Imperiali. Nel Foro Traiano, la Colonna Traiana, che rappresenta il monumento della guerra di Dacia vinta dai Romani nel 105 d. C. Dopo diciannove secoli è stata portata all’antico splendore attraverso impegnativi ed accurati restauri. La colonna è formata da 19 blocchi di marmo ed una scala a chiocciola porta alla cima. La parte più importante di questo storico monumento è l’insieme di figure che la contornano documentando le arti e i costumi dei romani e dei daci, e la storia delle battaglie fra i due popoli. Alta circa...

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