Il Museo Ebraico di Roma

Il Museo Ebraico di Roma Il Museo Ebraico di Roma è situato all’interno della Sinagoga nel Ghetto ebraico. Fu inaugurato il 5 giugno del 1960. All’inizio era solo un piccolo ufficio allestito dietro all’arca santa della Sinagoga per accogliere i turisti che visitavano la sinagoga. Tra il 2000 e il 2001, grazie ai visitatori che negli anni si sono moltiplicati, la direzione del Museo Ebraico ha deciso di ingrandire l’ufficio e trasformarlo in un vero e proprio museo, rinominandolo Il Museo Ebraico di Roma, per sottolineare lo stretto legame che unisce gli ebrei italiani con Roma. I lavori di restauro sono durati cinque anni e l’inaugurazione è avvenuta il 22 novembre 2005. Le sale espositive sono sette e sono così suddivise: Sala 1 – La Guardaroba dei Tessuti; Sala 2 – Da Giudaei a Giudei: Roma e i suoi ebrei; Sala 3 – Feste dell’anno, Feste della vita; Sala 4 – I tesori delle Cinque Scole; Sala 5 – Vita e Sinagoghe nel ghetto; Sala 6 – Dall’emancipazione a oggi; Sala 7 – Sala dell’ebraismo libico. Come si intuisce già dai nomi delle sale espositive, durante la visita sarà possibile ammirare gli argenti del popolo ebraico del Seicento e del Settecento, i vestiti e i paramenti indossati per i rituali degli ebrei italiani, che si differenziano dagli altri riti ebraici poiché gli ebrei italiani non sono né sefarditi né ashkenaziti, i marmi delle Cinque Scole (cinque sinagoghe del ghetto), i monumenti della propaganda fascista contro gli ebrei e altri oggetti che segnarono gli anni della guerra durante i quali quasi due milioni di ebrei vennero deportati e uccisi. Proprio per le bellezze e la particolarità degli oggetti che espone al suo interno, il Museo Ebraico di Roma è considerato un punto di riferimento per conoscere la storia, la cultura e le feste tradizionali della storia bimillenaria degli ebrei romani. Il Museo Ebraico rispetta le seguenti aperture: dal 16 Settembre al 15 Giugno, dalla Domenica al Giovedì con orario 10.00 – 16.15 e il Venerdì dalle 9.00 alle 13.30. A partire dal 16 Giugno fino al 15 Settembre, dalla Domenica al Giovedì con orario 10.00 – 18.15 e il Venerdì dalle 10.00 alle 15.15. Rimane chiuso il Sabato, 1 Gennaio, 15 Agosto e durante le festività...

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Museo Criminologico di Roma

Museo Criminologico in Via Gonfalone Il Museo Criminologico di Roma apre il 1931 con il nome di Museo Criminologo. All’inizio ospitava solo la collezione dei reperti usati dalla scuola di Polizia scientifica e venne chiuso nel 1968. Nel 1975 venne riaperto all’interno delle carceri di palazzo Gonfalone con il nome di MUCRI-Museo Criminologico e restò aperto fino alla fine degli anni ’70 per essere richiuso e nuovamente riaperto nel 1994. Nonostante le disavventure che hanno portato spesso alla sua chiusura, il Museo Criminologico offre una piccola ma interessante panoramica sul crimine in genere e, in particolare, sul sottobosco criminale italiano. Il Museo Criminologico è diviso in tre sezioni: la Giustizia dal Medioevo al XIX secolo, L’Ottocento e l’evoluzione del sistema penitenziario, il Novecento e i protagonisti del crimine. Nella prima sezione si trovano tutti gli strumenti di tortura usati dall’Inquisizione, oltre alle asce, alle forche, ai mordacchi, a una collezione di ghigliottine e una mostra su Beatrice Cenci, una nobildonna romana condannata a morte e decapitata assieme alla matrigna sul Ponte Sant’Angelo nel 1599 con l’accusa di aver ucciso il padre incestuoso. Nella seconda sezione del museo dedicata all’Ottocento è possibile vedere gli strumenti usati dagli studiosi di antropologia criminale, le camicie di forza e il letto di contenzione a dimostrazione della nascita dei manicomi giudiziari, la pistola con cui Gaetano Bresci uccise Umberto I, i sotterfugi che i criminali usavano per tentare l’evasione dal carcere e gli strumenti con cui erano solito provocarsi delle ferite. Ma la sezione più interessante del museo è la terza e riguarda il mondo del crimine dagli anni ’30 agli anni ’90 del Novecento. In questa sezione si trovano alcune delle armi usate per compiere delitti passionali, gli strumenti usati dalla la mafia per ammazzare i nemici, una documentazione della vita nei penitenziari del Paese e, infine, un’area dedicata agli omicidi che destarono maggior scalpore come l’omicidio di Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse. Malgrado venga considerato un museo macabro e terrificante da qualcuno, altri pensano che questo museo sia un perfetto antidoto ai languidi splendori rinascimentali di Via Giulia e dintorni. Il Museo Criminologico è aperto dal Martedì al Sabato dalle 9.00 alle 13.00. L’apertura pomeridiana è prevista il Martedì e il Giovedì con orario 14.30 –...

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Spazio Tempo in Mostra al Venanzo Crocetti

“Spazio Tempo” in Mostra al Museo Venanzo Crocetti In mostra le opere di Vincenzo Vanin al museo Venanzo Crocetti in Via Cassia dal 5 al 28 Aprile. Vanin dice delle sue opere “Inesorabilmente mi affanno ad esprimere un mondo nuovo, un mondo che non conosco ma dentro di me fortissimamente sento”. E infatti, nelle sue opere emerge la sua percezione del mondo interiori. Il vorticare di colori accesi imprime un movimento tra spazio e tempo creando forze dominanti e corpose, dando vita a entità sconosciute che si proiettano verso l’infinito. Vincenzo Vanin è nato a Quinto di Treviso, ma già da adolescente si trasferisce a Venezia, dove si dedica alla pittura e al mosaico con il Prof. Georgini, suo insegnate all’Istituto  Statale d’Arte. Nei periodi estivi affianca il Prof. Gatto, durante questa amicizia e collaborazione Vanin approfondisce la sua immagine della realtà, la tecnica del mosaico e del restauro per ridelineare i termini di una nuova realtà. Finiti gli studi si reca in Canada, dove, grazie alla sua tenacia e alla sua forza di volontà, riesce a fondare lo studio Church Art Studio dando vita ad alcune delle sue opere religiose più famose. Si tratta soprattutto di mosaici da inserire nelle chiese e nelle scuole dell’Ontario. Tornato in Ialia nel 1973, frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Venezia al fianco del maestro Emilio Vedova. Anche questo periodo è contraddistinto da creazioni religiose, come le Pale d’Altare della chiesa di Fagarè della Battaglia a Treviso, il mosaico del Battistero e il lunotto della porta centrale di Roncadelle a Treviso. Ma la sua assidua frequentazione con Emilio Vedova lo porta a una nuova scoperta dell’arte. Non più l’arte per la religione, ma l’arte in quanto ricerca della spazialità dinamica e della gestualità. Con i dipinti e i mosaici di questo rinnovamento artistico, sono state organizzate mostre e d esposizioni in varie parti del mondo: New York, San Francisco, Tokyo, Shanghai, Austria, Germania, Lussemburgo, Museo Zilina (Slovacchia), Praga, Scuderie del Quirinale (Roma), Museo Canova (Treviso), Museo Ca’ da Noal (Treviso), Villa Nazionale Pisani (Venezia), per ritornare quest’anno a Roma. Attualmente ha un rapporto costruttivo con importanti artisti quali Alex Minarcic, Pierre Restany e Milan Mazur. La Mostra sarà inaugurata il 5 Aprile alle ore 18.00. Gli orari di apertura del Museo sono: Lunedì Giovedì e Venerdì 11.00-1300 e 15.00-19.00. Sabato e Domenica 11.00-18.00 (il Museo resterà chiuso i giorni 20, 21 e 25 aprile). La mostra si concluderà il 28 aprile. Ufficio Stampa: Serena Fergola 339.2612994 s.fergola@libero.it – immagini e info:...

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Big Bambù – Macro Testaccio

Big Bambù  Siamo arrivati un po’ in ritardo, lo sappiamo, ma c’è ancora tempo per visitare l’ istallazione dei gemelli Mike e Doug Starn al Macro di Testaccio : Big Bambù. Big Bambù è un opera costruita interamente con migliaia di aste di bambù, intrecciate tra di loro, in modo tale da formare una struttura alta circa 25 metri. Al Macro é stata istallata lo scorso 11 Dicembre 2012 per la sesta edizione di Enel Contemporanea e per celebrare i  50 anni dell’ azienda. Lo scopo specifico?  Riflettere sull’ energia data attraverso l’ Arte. “Percorribile “ dai visitatori, ma con un abbigliamento comodo ci sottolineano dl Macro, scarpe basse e suola di Gomma!! La prima istallazione dal nome “Big Bambú: You Can’t, You Don’t, and You Won’t Stop” è stata realizzata sempre a opera dei gemelli Starn,  a Beacon, New York nel 2010.  Ed esposta nello stesso anno al  Metropolitan Museum of Art Roof Garden esattamente sopra il tetto del Museo. Girovagando su Internet scopriamo che Big Bambù è costruito su diversi tipi di bambù, soprattutto un tipo giapponese chiamato madake, e anche sottile meyeri bambù e fitta di bambù Moso. Tutto il bambù è stato coltivato in Georgia e South Carolina. Se volete visitare l’ istallazione al Macro l’ Ingresso è gratuito e prevede il seguente orario : 16.00 / 21.30 tutti i giorni, escludo il Lunedì. Per maggiori info consultare il sito del Macro. Per usufruire di una riduzione sui biglietti d’ingresso, per ulteriori mostre potete utilizzare la nostra Card, scoprite come sul nostro sito alla pagina...

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Museo 3D Rewind Rome TM

Apertura stagionale: Chiuso tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 15,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa  ATTENZIONE!!! QUEST’ATTRAZIONE HA CHIUSO Museo 3D Rewind Rome TM  Indirizzo e recapiti Via Capo d’Africa 5 00184 Roma (RM) Tel. 06 77076627   Il Museo 3D Rewind Rome TM propone un viaggio emozionante nella storia della Roma imperiale in 3 Dimensioni, con tecnologie di punta, rigore scientifico ma anche intrattenimento e tanto divertimento. Il viaggio virtuale inizia con la storia della scoperta del sito archeologico di Rewind Rome. Grazie ad una mappa dettagliata che ritrae l’area archeologica dell’antica Roma, dal Colosseo fino al Campidoglio, uno staff vestito con abiti della Roma imperiale illustrerà quello che oggi rimane di quello che un tempo fu l’impero romano. Accanto ad ogni luogo, pittogrammi ispirati all’impero romano indicano i principali monumenti  ed il loro utilizzo: titoli in latino e traduzioni nelle 8 lingue facilitano la conoscenza di come si svolgeva la vita pubblica e privata degli antichi romani. Il viaggio prosegue in un tunnel con  fedeli ricostruzioni degli stupefacenti affreschi che decoravano il tunnel dell’imperatore Commodo e con meravigliosi stucchi raffiguranti le Menadi, le dee protettrici dei gladiatori. Una sala, che in un primo momento appare come l’epicentro di uno scavo archeologico, si trasforma, con l’aiuto di effetti speciali, in quello che erano i sotterranei del Colosseo, dove  i gladiatori trascorrevano gli ultimi attimi precedenti all’entrata nell’arena, il luogo dove consumavano l’ultimo pasto e quello dove riponevano le loro spade: al buio è possibile persino sentire le preghiere in latino che i gladiatori recitavano in preparazione di quello che per molti di loro sarebbe stato il momento fatale. La voce possente di Giove apre un passaggio segreto che conduce  all’interno del suo tempio: simbolo del potere e della ricchezza di Roma e una guida virtuale fa visitare la Roma del 310 d.C. Giochi, usanze, costumi, palazzi e templi fanno da cornice al viaggio in 3D che permetterà di conoscere da vicino,  la vita quotidiana della Roma...

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Explora – il Museo dei Bambini di Roma

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 7,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Explora – il Museo dei Bambini di Roma Via Flaminia, 82 Roma (RM) Tel. 06 3613776 – Fax 06 36086803 info@mdbr.it www.mdbr.it     Explora è il primo museo didattico dedicato ai bambini da 0 a 12 anni ed èsituato a poca distanza da Piazza del Popolo nel recuperato Spazio Flaminio, ex deposito ATAC risalente al 1877. Lo spazio espositivo è strutturato come una piccola città a misura di bambino con i suoi spazi, le sue funzioni e i suoi mestieri; una città che mette in contatto i bambini con fatti e realtà quotidiane, dove tutto può essere osservato, toccato, sperimentato. Il percorso è organizzato in quattro sezioni. La prima sezione “IO”, entrando nella pancia della mamma, nella bocca gigante, nello studio medico o dal dietologo è volta alla conoscenza del corpo umano. Nella seconda sezione”LA SOCIETA’”  e le attività quotidiane sono descritte attraverso l’allestimento di un supermercato, una pompa di benzina, una fontana e un camion dei pompieri. L terza sezione “L’AMBIENTE” è illustrata attraverso l’organizzazione della casa, la raccolta differenziata, l’impianto fotovoltaico che produce energia dal sole e l’ultima sezione “LA COMUNICAZIONE” è dedicato alla scoperta della tecnologia e dei mass...

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Museo delle Cere

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 8,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa Museo delle Cere  Indirizzo e recapiti Piazza dei Santi Apostoli, 67 Roma (RM) Tel. 06 6796482 – Fax 06 6796482 info@museodellecereroma.com http://www.museodellecere.com/   Il Museo delle Cere di Roma è il primo in Italia e il terzo in Europa per importanza e numero di personaggi. Fu ideato da Marcello Canini nel 1953, dopo aver visitato il Museo delle Cere di Madame Tussaud a Londra e quello di Grevin a Parigi. Il museo raccoglie statue in cera a grandezza naturale di personaggi e scene storiche. La mostra occupa dieci sale tematiche.  Tra le sue oltre 250 statue di personaggi famosi è possibile ammirare quelle di Machiavelli, Mazzini, Lenin, De Gasperi, Churchill, Stalin, Roosevelt, Mao Tse Tung, Byron, Wagner, Charles Chaplin. Ci sono anche personaggi sportivi e cantanti contemporanei (Totti, Nesta, i Pooh). Per i più piccoli sono esposti anche le ricostruzioni dei personaggi della favola come “Biancaneve” e la “La Bella addormentata” e di alcuni animali preistorici. Dall’ 8 dicembre 2008 il Museo si è inoltre arricchito della statue di San Padre Pio e del presidente degli U.S.A. Barack Obama. Da marzo 2009 si può inoltre ammirare la nuova statua di Alberto Sordi vestita con i costumi del Marchese del...

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Planetario e Museo Astronomico Roma

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 6,50 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa   Planetario e Museo Astronomico a Roma Indirizzo e recapiti Piazza Giovanni Agnelli, 10 Roma (RM) planetario@comune.roma.it www.planetarioroma.it     Toccare il cielo con un dito è ora possibile: con simulazioni e proiezioni all-sky, corpi celesti, nebulose e galassie sono davvero a portata di mano. Il nuovo Planetario di Roma, che occupa una sala di circa 300 mq, è stato inaugurato il 26 maggio 2004 presso il Museo della Civiltà Romana all’Eur, a oltre 20 anni dalla chiusura dello storico planetario ospitato nella Sala della Minerva. Questa grande “macchina dello spazio e del tempo” mette finalmente il cielo a disposizione del pubblico, condensando sopra la nostra testa secoli e anni luce. Sotto l’ampia cupola di 14 metri si accende una perfetta riproduzione del cielo stellato: i moti del Sole, della Luna e dei pianeti sullo sfondo dello Zodiaco, della Via Lattea e di 4500 stelle. Tre proiettori digitali consentono inoltre di compiere in tempo reale vere e proprie navigazioni tridimensionali nello spazio profondo. Il planetario di Roma offre una vasta programmazione di spettacoli astronomici dal vivo, conferenze, eventi e osservazioni astronomiche rivolti a ogni tipo di pubblico, per avvicinarsi alle meraviglie del cielo e approfondirne i segreti. Un mix affascinante di emozione, tecnologia e rigore scientifico. Il museo astronomico adiacente conduce il visitatore in un viaggio dalla Terra all’ universo attraverso i grandi temi dello spazio, del tempo, dell’origine degli elementi e propone una coinvolgente esperienza, tra grandi modelli dei pianeti, diorami e postazioni multimediali interattive con videogiochi...

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Musei Vaticani

Musei Vaticani I Musei Vaticani si trovano nella Città del Vaticano. E’ uno dei maggiori complessi museali al mondo che  racchiude al suo interno il Museo di Antichità Classiche, il Museo Pio Cristiano, la Pinacoteca Vaticana, il Museo Gregoriano Etrusco, il Museo Gregoriano Egizio,  il Museo Etnologico, il Palazzetto del Belvedere, le stanze di Raffaello, la Collezione d’Arte Contemporanea, il Museo Sacro, l’appartamento Borgia, la sala della nozze Aldobrandine, la cappella di Urbano VIII, la appella Nicolina, la sala dei Chiaroscuri e dell’Immacolata, la sala delle Dame, l’appartamento di San Pio V e la nota Cappella Sistina. L’origine di questo complesso museale, che racchiude opere dal valore inestimabile, si deve ai diversi Papi che decisero di mostrare le ricchezze contenute all’interno dei loro palazzi. In particolare, la fondazione del primo nucleo dei Musei Vaticani, va a Papa Giulio II (1503-1513) con la raccolta di sculture esposte nel “Cortile delle Statue”, oggi meglio conosciuto come “Cortile Ottagono”. Dopo di lui, ogni Papa ingrandì e allestì nuovi musei con nuove statue, affreschi, arazzi, monumenti e reperti storici provenienti dall’arte sacra internazionale. Grazie al carattere plurimo delle opere, di solito il pubblico, proveniente da tutto il mondo, abbraccia culture, lingue e religioni diverse. I Musei Vaticani, infatti, non sono ammirati solo per la loro sacralità, ma per la ricchezza e la diversità culturale che rappresentano. La Cappella Sistina è il settore più famoso dei Musei Vaticani. Il suo nome si deve a Papa Sisto IV della Rovere che ordinò la sua costruzione fra il 1475 e il 1481. Conosciuta al mondo perché è il luogo in cui si riunisce il conclave e in passato perché era il luogo in cui venivano incoronati i Papi, in realtà la sua fama a livello internazionale è dovuta anche agli affreschi del Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti, i quali ricoprono la volta e la parete di fondo. Michelangelo vi lavorò nella prima metà del ‘500, lasciando un segno indelebile nell’arte mondiale. Informazioni Museali: I Musei Vaticani  sono conosciuti per la loro grandezza e per visitarli accuratamente  servono dalle 3 alle 5 ore Per le regole del Vaticano è consigliabile un abbigliamento comodo e poco vistoso (non sono ammesse gonne, pantaloncini, canottiere, maglie troppo scollate). Al fine di evitare l’interminabile coda all’esterno è possibile prenotare il giro con una guida o prenotare online e passare nella corsia preferenziale. Ticket: Il prezzo interno per i Musei Vaticani è di 16,00 € (Ridotto 8,00 € – Speciale Scuole 4,00 €) Il biglietto d’ingresso ai Musei Vaticani permette di visitare: Musei Vaticani e Cappella Sistina I Tickets una volta emessi non sono rimborsabili. Se si vuole visitare i settori dei Musei Vaticani chiusi al pubblico è possibile tramite una...

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Cappella Sistina

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 8,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Cappella Sistina   La Cappella Sistina può essere considerata uno dei monumenti più famosi della città di Roma; situata all’interno dei Musei Vaticani, rappresenta una vera e propria pietra miliare per la città dal punto di vista artistico, suscitando l’ammirazione più viva da parte degli spettatori. La sua costruzione risale a papa Sisto IV della Rovere – da cui, tra l’altro, prende il nome – e precisamente al periodo cha va dal 1475 al 1481 e viene eseguita da Giovannino de’ Dolci, su commissione appunto del suddetto papa. A rendere prestigio a tale edificio, sicuramente i numerosi dipinti a sfondo religioso realizzati da importanti figure come Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Domenico Ghirlandaio, Luca Signorelli e Cosimo Rosselli. Nel 1508 arrivò Michelangelo Buonarroti, commissionato da papa Giulio II della Rovere, per una nuova pittura del soffitto, quella che ha dato origine ad un capolavoro senza remore: i nove episodi della Genesi suddivisi in tre gruppi tematici; ad esso si aggiunge un ulteriore dipinto spettacolare, che è quello raffigurante le sibille e i profeti nelle parti laterali della volta e gli episodi rappresentanti la salvazione della gente di Israele. A rafforzare – o meglio a coronare – la figura di un talento, quale il Buonarroti, arriva “Il Giudizio Universale”, dipinto sulla parete dell’altare, al posto di alcuni dipinti del Perugino, e commissionato, al brillante artista, da papa Clemente VII dei Medici intorno al 1533.Un’opera, quella del Giudizio Universale, che ha bisogno di essere ammirata con dovizia come fosse un oracolo, come del resto la medesima Cappella Sistina. “Se davanti al Giudizio Universale rimaniamo abbagliati dallo splendore e dallo spavento, ammirando da un lato i corpi glorificati e dall’altro quelli sottoposti a eterna condanna, comprendiamo anche che l’intera visione è profondamente pervasa da un’unica luce e da un’unica logica artistica: la luce e la logica della fede che la Chiesa proclama confessando: Credo in un solo Dio… creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili”.  (dall’Omelia pronunciata dal Santo Padre Giovanni Paolo II l’8 aprile del...

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