Musei Capitolini

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 10,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Musei Capitolini Indirizzo e recapiti Piazza del Campidoglio 1 00186 Roma (RM) Telefono 060608 info.museicapitolini@comune.roma.it     La nascita dei Musei Capitolini risale al 1471, quando il papa Sisto IV donò al popolo romano un gruppo di statue bronzee conservate fino ad allora al Laterano, che costituirono il nucleo iniziale della raccolta. Le collezioni furono successivamente incrementate dai pontefici con opere provenienti dagli scavi di Roma, dal Vaticano o acquistate appositamente per il museo, come la collezione Albani. Intorno alla metà del XVIII secolo Benedetto XIV fondò la Pinacoteca. Le raccolte archeologiche si arricchirono notevolmente alla fine dell’Ottocento con i rinvenimenti degli scavi per la costruzione di interi quartieri della città, divenuta capitale d’Italia. Le raccolte dei Musei Capitolini sono esposte nei due edifici che insieme al Palazzo Senatorio delimitano la piazza del Campidoglio, il Palazzo dei Conservatori e il Palazzo Nuovo, collegati tra loro da una galleria sotterranea che ospita la Galleria Lapidaria e conduce all’antico Tabularium, le cui arcate monumentali si affacciano sul Foro Romano. Nel Palazzo Nuovo, in un ordinamento museale di grande fascino rimasto sostanzialmente invariato dal Settecento, sono conservate le raccolte di sculture antiche frutto del collezionismo delle grandi famiglie nobiliari dei secoli passati: famosissime le raccolte dei busti di filosofi e di imperatori romani, la statua del Galata morente, la Venere Capitolina e l’imponente statua di Marforio che domina il cortile. Il Palazzo dei Conservatori mostra nelle sale dell’Appartamento l’originale nucleo architettonico dell’edificio, decorato da splendidi affreschi con le storie di Roma e nobilitato dalla presenza degli antichi bronzi capitolini: la Lupa, lo Spinario, il Bruto Capitolino. La grande aula vetrata recentemente realizzata al primo piano del palazzo custodisce la statua equestre in bronzo di Marco Aurelio, già sulla piazza capitolina, e gli imponenti resti del tempio di Giove Capitolino, affiancati da una sezione dedicata alla più antica storia del Campidoglio, dalle prime frequentazioni alla costruzione dell’edificio sacro, con i risultati dei recenti scavi. Le sale che si affacciano sull’aula ospitano le opere provenienti dagli Horti dell’Esquilino, quelle di raccordo con l’Appartamento dei Conservatori la Collezione Castellani, testimonianza del collezionismo ottocentesco. Al secondo piano la Pinacoteca Capitolina presenta, in un percorso ordinato cronologicamente dal tardo Medioevo al Settecento, opere di grande rilevanza, come i quadri del Caravaggio (la Buona Ventura e il San Giovanni Battista), la grande tela del Guercino (il seppellimento di Santa Petronilla) e un consistente nucleo di dipinti di Guido Reni e Pietro da Cortona. Nel Palazzo Caffarelli-Clementino sono...

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Centrale Montemartini

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 3,50 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Centrale Montemartini Via Ostiense, 106 00100 Roma (RM) Telefono 060608 www.centralemontemartini.org       La storia del nuovo polo espositivo dei Musei Capitolini nella ex Centrale Termoelettrica Giovanni Montemartini, straordinario esempio di archeologia industriale riconvertito in sede museale, ha avuto inizio nel 1997 con il trasferimento di centinaia di sculture in occasione della ristrutturazione di ampi settori del complesso capitolino. Per liberare gli spazi del Museo del Palazzo dei Conservatori, Museo Nuovo e Braccio Nuovo mantenendo accessibili al pubblico le opere, è stata infatti allestita nel 1997 negli ambienti ristrutturati della prima centrale elettrica pubblica romana una mostra dal titolo “Le macchine e gli dei”, accostando due mondi diametralmente opposti come l’archeologia classica e l’archeologia industriale. In un suggestivo gioco di contrasti accanto ai vecchi macchinari produttivi della centrale sono stati esposti capolavori della scultura antica e preziosi manufatti rinvenuti negli scavi della fine dell’Ottocento e degli anni Trenta del 1900, con la ricostruzione di grandi complessi monumentali e l’illustrazione dello sviluppo della città antica dall’età repubblicana fino alla tarda età imperiale. L’adeguamento della sede a museo, il restauro delle macchine e la sezione didattica del settore archeo industriale sono stati realizzati dall’Acea. Lo splendido spazio museale, inizialmente concepito come temporaneo, in occasione del rientro di una parte delle sculture in Campidoglio nel 2005, alla conclusione dei lavori di ristrutturazione, è stato confermato come sede permanente delle collezioni di più recente acquisizione dei Musei Capitolini. Nei suoi spazi continua il lavoro di sperimentazione di nuove soluzioni espositive collegato alla ricerca scientifica sui reperti; l’accostamento di opere provenienti da uno stesso contesto consente anche di ripristinare il vincolo tra il museo e il tessuto urbano antico. Il museo stesso è inserito all’interno di un più ampio progetto di riqualificazione della zona Ostiense Marconi, che prevede la riconversione in polo culturale dell’area di più antica industrializzazione della città di Roma (comprendente, oltre alla centrale elettrica Montemartini, il Mattatoio, il Gazometro, strutture portuali, l’ex Mira Lanza e gli ex Mercati Generali) con il definitivo assetto delle sedi universitarie di Roma Tre e la realizzazione della Città della...

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Museo dell’Ara Pacis

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 9,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Museo dell’Ara Pacis Lungotevere in Augusta 00100 Roma (RM) Telefono 060608 info.arapacis@comune.roma.it www.arapacis.it       Il Museo dell’Ara Pacis rappresenta la prima opera di architettura realizzata nel centro storico di Roma dalla caduta del fascismo ai nostri giorni. Il progetto è stato redatto da Richard Meier & Partners Architects, autore di alcuni dei più notevoli musei della seconda metà del Novecento. L’ Ara Pacis rappresenta uno degli esempi più alti dell’arte classica. La sua costruzione fu votata dal Senato romano nel 13 a.C. per onorare il ritorno di Augusto dalle province di Gallia e di Spagna, dove nel corso di tre anni l’imperatore aveva consolidato il potere di Roma e suo personale, aperto nuove strade, fondato colonie. L’altare venne edificato lungo la via Flaminia, al confine del Campo Marzio settentrionale, ma la natura alluvionale dell’area e le inondazioni del Tevere, depositando strati di limo sull’area, determinarono ben presto l’interramento dell’Ara, di cui si perse completamente memoria. La ricostruzione del monumento fu decisa in vista della ricorrenza, nel 1937/8, del bimillenario della nascita di Augusto. Affidata all’archeologo Giuseppe Moretti, essa era materialmente realizzata nell’estate del 1938 all’interno del padiglione di via di Ripetta, edificato in tutta fretta a partire da un progetto dell’architetto Ballio Morpurgo. Sistemata sul Lungotevere, l’Ara Pacis ha rischiato di essere compromessa dall’inadeguatezza del suo contenitore, che non poteva isolarla dal traffico, dai gas di scarico, dal surriscaldamento, dall’umidità in risalita e infine dalle polveri grasse e acide che si depositavano sui suoi marmi e sugli intonaci. Il nuovo complesso museale è stato pertanto progettato in vista della conservazione del monumento, sia dal punto di vista ambientale sia nel sistema antisismico....

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Galleria Borghese

Galleria Borghese. Le opere più belle La Galleria Borghese, in origine Casino Nobile, nasce a inizio Seicento per volontà del Cardinale Scipione Borghese, un grande collezionista di arte classica e rinascimentale, con un occhio volto anche agli artisti a lui contemporanei. La galleria propone una ricchissima collezione, che comprende opere di Gian Lorenzo Bernini, Agnolo Bronzino, Antonio Canova, Caravaggio, Raffaello, Lorenzo Lotto, Antonello da Messina, Annibale Carracci, Pieter Paul Rubens, Tiziano. Il museo fu ufficialmente costituito nel 1902, quando lo Stato italiano acquistò le raccolte facenti parte del Fidecommisso Borghese. Nel dettaglio i capolavori che è possibile ammirare al suo interno sono: –          Amor Sacro e Amor Profano, di Tiziano –          Apollo e Dafne, di Gian Lorenzo Bernini –          Danae, di Correggio –          David con la testa di Golia, di Caravaggio –          Deposizione Baglioni, di Raffaello Sanzio –          Fanciullo con canestro di frutta, di Caravaggio –          Madonna dei Palafrenieri, di Caravaggio –          Paolina Borghese come Venere vincitrice, di Antonio Canova –          Ratto di Proserpina, di Gian Lorenzo Bernini –          Ritratto di dama con liocorno, di Raffaello Sanzio –          Susanna e i vecchioni, Pieter Paul Rubens L’attenzione del cardinale Scipione era rivolta a tutte le espressioni di arte antica, rinascimentale e contemporanea, atte a rievocare una nuova età dell’oro. Non particolarmente interessato all’arte medioevale, ricercò invece, con passione, la scultura antica. Ma l’ambizione del cardinale favorì la creazione di nuove sculture e soprattutto di gruppi marmorei che fossero messi a confronto con le opere antiche. CURISOSITÀ:  Il ritratto di Paolina Bonaparte Borghese, eseguito dal Canova tra il 1805 e il 1808, è presente nella Villa dal 1838. Nel 1807 Camillo Borghese vende a Napoleone 154 statue, 160 busti, 170 bassorilievi, 30 colonne e vari vasi che costituiscono il fondo Borghese del Louvre.  La collezione dei dipinti del cardinal nepote era notevole, e già nel 1613 poeticamente descritta da Scipione Francucci. Nel 1607 il Papa aveva fatto assegnare a Scipione 107 dipinti confiscati al pittore Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino. Dell’anno successivo fu l’asportazione clandestina dalla cappella Baglioni nella chiesa di S.Francesco a Perugia e il trasporto a Roma della Deposizione di Raffaello, assegnata al cardinale Scipione con motu proprio papale. Nel 1682 confluisce parte dell’eredità di Olimpia Aldobrandini, che includeva opere della collezione del cardinale Salviati e di Lucrezia d’Este, nella collezione Borghese. Nel 1827 Camillo Borghese acquistò a Parigi l’importante Danae del Correggio.   Info utili: Piazzale del Museo Borghese, 5 Da Martedì a Domenica, dalle 8.30 alle 19.30 Per prenotare: 06 32810 E-mail: info@tosc.it Prenotazione del biglietto obbligatoria Il museo aderisce all’iniziativa del MIBACT “Domenica al museo”: ogni prima domenica del mese l’ingresso è gratuito, previa prenotazione...

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Galleria Doria Pamphilj

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 7,50 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Galleria Doria Pamphilj Via del Corso, 305 00100 Roma (RM) Telefono 06 6797323 arti.rm@doriapamphilj.it www.doriapamphilj.it     Galleria Doria Pamphilj ha sede nell’omonimo Palazzo, costruito tra la metà del ‘400 e gli inizi del‘700, appartenuto prima ai Della Rovere, divenuto dal 1601 di proprietà degli Aldobrandinie dal 1647 dei Pamphilj, per il matrimonio di Olimpia Aldobrandini con CamilloPamphilj. Nel 1651 Giambattista Pamphilj, salito al soglio pontificio col nomedi Innocenzo X (1644-1655), vi istituì la Galleria. Alla diretta discendenzadei Pamphilj subentrò nel 1760 il ramo dei Doria Pamphilj. Nella Galleria la disposizione dei dipinti, distribuiti su quattro bracci, segue le indicazioni contenute in un documento del ‘700, dove di ciascuna opera è riportata la precisa collocazione secondo un criterio di simmetria e, avolte, di affinità tipologiche e stilistiche. Vi sono esposti dipinti di Raffaello (Ritratto di Andrea Navagero), Tiziano (Salomè con la testa di S. Giovanni Battista), Domenichino (Susanna e i vecchi), Parmigianino (Madonna col Bambino, Natività), Caravaggio (Riposo durante la fuga in Egitto, S. Giovanni Battista, Maddalena), Annibale e Ludovico Carracci (Satiro e pastore, Madonna con Bambino, S. Sebastiano), Mattia Preti (Maddalena penitente, S. Giovanni Battista, Cristo condotto sulla Scala Santa), Guercino (Erminia ritrova Tancredi ferito, Allegoria della primavera, Ritorno del figliuol prodigo, S. Giuseppe), Guido Reni (Madonna che adora il Bambino, S. Pietro penitente, Amor sacro e profano), Velazquez (ritratto di Innocenzo X), Brueghel il Vecchio (Paesaggi), Gaspard Dughet (Paesaggi). Sono esposte inoltre sculture antiche e del XVII secolo, fra le quali alcuni sarcofagi e busti, come i due di Innocenzo X realizzati da Gian Lorenzo Bernini e Alessandro Algardi. Notevoli i quattroarazzi della manifattura di Bruxelles del XVI secolo raffiguranti le fasi precedenti e conclusive della Battaglia di Lepanto.  ...

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Fondazione Agnesi – Museo delle Paste Alimentari

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 7,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Fondazione Agnesi – Museo delle Paste Alimentari Piazza Scanderbeg, 117 00100 Roma (RM) Telefono 06.6991119 pastainmuseum@pastainmuseum.it www.museodellapasta.it     Il museo della Pasta gestito dalla Fondazione Agnesi ha sede nel cinquecentesco Palazzo Scanderbeg, nei pressi della Fontana di Trevi.La raccolta iniziata da Vincenzo Agnesi ebbe come prima sede, nel 1958, l’antica casa di famiglia di Pontedassio, presso Imperia. Attraverso 15 sale è possibile ripercorrere la storia della pasta, dalle prime misture etrusche di grano e acqua alla creazione della pasta secca, dall’utilizzo delle prime macine di pietra alle moderne impastatrici.La raccolta comprende anche macchine, pezzi e documenti. Tra le curiosità spiccano le accattivanti foto di personaggi famosi come Totò, Sofia Loren e Alberto Sordi alle prese coltradizionale piatto di...

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Museo della Civiltà Romana

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 5,50 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa Museo della Civiltà Romana  Indirizzo e recapiti Piazza Giovanni Agnelli, 10 00100 Roma (RM) Tel. 060608 – Fax 06 5926135 www.museociviltaromana.it   Il Museo della Civiltà Romana ha una fisionomia peculiare nel vasto e articolato panorama dei Musei di Roma. Infatti, il materiale in esso conservato – la cui attuale consistenza è il risultato della combinazione di quanto raccolto in occasione della Mostra Archeologica del 1911, del Museo dell’Impero Romano e della Mostra Augustea della Romanità – si compone in massima parte di riproduzioni: calchi di statue, di busti, di iscrizioni, di rilievi e di parti di edifici a grandezza naturale; plastici che ricostruiscono monumenti e complessi architettonici di Roma e delle provincie dell’impero romano; testimonianze della cosiddetta “cultura materiale” (suppellettili, oggetti di uso domestico, strumenti di lavoro e così via). Il Museo della Civiltà Romana venne aperto al pubblico, nella sede attuale, il 21 aprile 1955. Le collezioni del museo sono suddivise in 59 sezioni, disposte su una superficie di 12.000 metri quadri. Le sale hanno un’altezza media di 10 metri e uno sviluppo parietale complessivo di oltre 3 chilometri. Le prime 14 sale offrono una sintesi storica di Roma dalle origini al VI secolo d.C.; ad esse fa seguito una sezione dedicata al Cristianesimo. Le rimanenti documentano la civiltà romana nei suoi vari aspetti, da quelli inerenti alla vita pubblica a quelli riguardanti più specificamente la vita quotidiana. Le opere contenute nelle sale sono costituite da riproduzioni: calchi di opere scultoree, di iscrizioni, di parti di edifici a grandezza naturale, di oggetti di uso quotidiano; plastici ricostruttivi di monumenti e complessi architettonici di Roma e delle province dell’impero romano; ricostruzioni di situazioni e strumenti di ogni genere in base ai ritrovamenti archeologici, alle rappresentazioni figurate e alle descrizioni degli autori antichi. Il materiale esposto ha un grande valore documentario e didattico, particolarmente evidente nel caso delle copie di originali ormai persi o distrutti e della ricomposizione di opere antiche attualmente smembrate tra diversi musei. Il Museo della Civiltà Romana è stato interessato da un esteso intervento di risanamento strutturale, cui ha fatto seguito l’esecuzione di opere, in parte tuttora in corso, per il riallestimento delle sale. Per tale ragione è attualmente visitabile solo una parte delle sezioni.  ...

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Museo delle Anime del Purgatorio

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: Si Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Museo delle Anime del Purgatorio Lungotevere Prati 12 Roma (RM) Telefono 06 68806517   Allestito in un locale adiacente alla sacrestia della piccola chiesa neogotica del Sacro Cuore Del Suffragio, il singolare museo ebbe origine alla fine dell’800 per volontà del missionario francese Victor Jouet che, a seguito di un misterioso incendio sviluppatosi all’ interno della chiesa appena ultimata nella cappella del Rosario, decise di girare l’Europa alla ricerca di testimonianze dell’esistenza ultraterrena dei defunti e dei loro contatti con i congiunti viventi: tra le fiamme della cappella il sacerdote e molti fedeli credettero infatti di scorgere le sembianze di un volto sofferente rimasto poi enigmaticamente impresso sulla parete dell’altare ed ora visibile in riproduzione fotografica all’interno del museo. La raccolta di misteriose tracce dell’aldilà messa insieme dal religioso annovera in realtà solo una decina circa di reperti in quanto per molto altro materiale reperito le autorità ecclesiastiche ritennero insufficienti le prove d’autenticità raccolte. Panni, stoffe, tonache, papaline, breviari, camicie da notte e tavolette di legno gelosamente custodite entro bacheche narrano dunque le apparizioni dei defunti al cospetto di congiunti scettici, testimoniate dalle impronte delle loro mani “marchiate a fuoco” a futuro ricordo e memento: tali apparizioni, circostanziate e ciascuna con una storia particolare, risalgono prevalentemente al XVIII e XIX secolo e in almeno un caso (siamo nel 1879) furono motivate dalla preoccupazione di una donna belga per la vita dissoluta condotta dal proprio figlio, riconvertito alla fede proprio dalle continue attestazioni materne di una vita ultraterrena, al punto da fondare un nuovo ordine religioso.  ...

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Biblioteca e Museo Teatrale del Burcardo

Biblioteca e Museo Teatrale del Burcardo Indirizzo e recapiti Viale della Letteratura 24 Roma (RM) Telefono 06 59903814/3816/3819 biblioteca.burcardo@siae.it www.burcardo.org   Il Museo Teatrale del Burcardo costituito da diversi cimeli teatrali, testimonia la storia del Teatro dal’500 ai nostri giorni. Comprende 40 costumi, una raccolta di statuine in terracotta raffiguranti maschere della commedia dell’arte e del teatro popolare, burattini e marionette (fra queste ultime alcune cinesi del XVIII°secolo). Numerosi i disegni e le stampe (oltre tre mila pezzi), i bozzetti scenografici, i ritratti (circa 120) a olio o tempera di attori e autori teatrali dell’Ottocento e del Novecento. La Raccolta, acquisita per vendita e donazione dalla S.I.A.E. (Società Italiana degli Autori ed Editori), dal 1926 ha sede in Viale della Letteratura 24, nel quartiere dell’Eur. Il museo prende il nome dal cerimoniere pontificio Johannes Burckhardt. Il prelato era noto con l’appellativo di “episcopus argentinus” dal nome latino della sua città natale, Argentoratum (l’attuale Strasburgo).   Biblioteca e Museo Teatrale del Burcardo (SIAE) Viale della Letteratura, 24 – – Roma Biblioteca Museo Teatrale del Burcardo Viale della Letteratura, 24 – 00144 Roma Informazioni: tel. 06 59903814/59903802 – fax 06 59903813 biblioteca.burcardo@siae.it www.burcardo.org  ...

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Museo delle Auto della Polizia di Stato

Apertura stagionale: aperto dal 1 Settembre al 31 Luglio Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 1,50 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa     Museo delle Auto della Polizia di Stato Via dell’Arcadia 20 Roma (RM) Telefono 06 5141861 museoautopolizia@interno.it Museo Auto Polizia di Stato   Lungo un percorso scenografico sono esposti più di 60 esemplari di autoveicoli e motocicli in uso alla Polizia di Stato negli ultimi 60 anni. Dalle prime “volanti”, la cui istituzione risale al 1° settembre 1945. Dalla fuoristrada Fiat HTL “Campagnola” alla famosa Alfa Romeo 1900 “Pantera”. E poi ancora la Giulia, la moto Guzzi della Stradale e la leggendaria “Ferrari 250 GTE” nera in dotazione alla Questura di Roma dal 1963 al 1973, guidata dal maresciallo Armando Spatafora.  ...

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