Museo Nazionale Etrusco – Villa Giulia

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: Si Costo: a partire da 8,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Museo Nazionale Etrusco – Villa Giulia Piazzale di Villa Giulia Roma (RM) Tel. 06 3226571 – Fax 06 3202010 sba-em@beniculturali.it http://www.villagiulia.beniculturali.it/     Il Museo Nazionale Etrusco ha sede nella splendida villa rinascimentale di Papa Giulio III, costruita tra 1550 e 1555, articolata su due cortili separati da un ninfeo. Si tratta di una classica villa suburbana alla cui realizzazione parteciparono architetti di fama come Giorgio Vasari, Jacopo Barozzi da Vignola e Bartolomeo Ammannati. Destinata a sede museale dal 1889, è oggi uno dei più rappresentativi musei dell’arte etrusca. Ospita reperti provenienti in particolare dall’Etruria meridionale, ossia dal territorio corrispondente all’Alto Lazio, tra il Tevere e il Mare Tirreno, luogo estremamente ricco di testimonianze di varie epoche e di varie civiltà (etrusca, greca, fenicia, falisca), essendo un punto di incontro naturale, crocevia di traffico lungo le principali rotte di comunicazione del Mediterraneo centrale. I reperti sono esposti secondo un criterio topografico a cominciare dai contesti di Vulci, Bisenzio, Veio, Cerveteri. Tra le opere più note si segnalano i bronzi da Vulci, la decorazione in terracotta dal Santuario di Portonaccio a Veio, tra cui il famoso Apollo (VI sec. a.C.), il Sarcofago degli Sposi da Cerveteri. Le collezioni private sono invece organizzate secondo un criterio tipologico. Di notevole rilevanza tra queste ultime si segnalano la collezione Barberini, la collezione Pesciotti e la collezione Castellani, che comprende alcuni gioielli estremamente significativi per lo studio dell’oreficeria etrusca, databili prevalentemente tra VII sec. a.C. e l’epoca medievale, oltre a riproduzione fatte eseguire dagli stessi Castellani su modelli antichi. Di grande interesse la sezione falisco-capenate, che ospita materiali provenienti dai centri della media valle del Tevere quali Corchiano, Vignanello, Nepi, Narce e in particolare Falerii Veteres (Civita Castellana) con le sculture in terracotta provenienti dalle decorazioni dei santuari della zona. Il Museo propone numerosi itinerari di visita che rendono possibile ammirare anche gli ambienti sotterranei della Villa come il ninfeo, i resti dell’acquedotto Vergine (età augustea) e la “neviera” di papa Giulio...

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Palazzo Altemps

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 7,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Palazzo Altemps  Museo Nazionale Romano Via di Sant’Apollinare, 46 Roma (RM) Telefono 06 39967700 http://archeoroma.beniculturali.it/musei/museo-nazionale-romano-palazzo-altemps Ospita nuclei di collezioni di reperti classici che sono state riunite in questa sede espositiva secondo un criterio che permette di cogliere sia gli aspetti formali sia il gusto dei collezionisti del tempo. Di particolare valore la nota collezione Boncompagni Ludovisi. Il cardinale Ludovico Ludovisi raccolse una notevole quantità di pregiati marmi antichi che conservava nella sua proprietà sul colle Quirinale. La raccolta comprendeva circa 450 sculture note in tutto il mondo che decoravano i viali e i giardini della Villa. Le sculture vennero poi restaurate e reintegrate nelle parti mancanti da alcuni tra i più importanti scultori dell’epoca come Gian Lorenzo Bernini, Alessandro Algardi, Ippolito Buzzi. Quando la villa venne distrutta alla fine dell’Ottocento per la creazione dell’attuale quartiere Ludovisi, parte della collezione venne dispersa. Tra le 104 sculture che lo Stato riuscì ad acquisire, ora esposte nelle sale del Palazzo, si possono ammirare il gruppo del Galata suicida con la moglie, Oreste ed Elettra, l’Ares e la testa di Giunone e il famoso originale greco del V sec. a.C. cosiddetto “Trono Ludovisi”, proveniente da scavi effettuati in quella zona. La collezione del cardinale Marco Sittico Altemps, esposta con criteri di arredamento prezioso del palazzo, constava in origine di 120 sculture di epoca greca e romana. Attualmente si conservano 15 sculture quattro delle quali sono visibili sotto le arcate del portico settentrionale. Nei portici del cortile e nelle sale del primo piano sono esposte le opere relative alla collezione Mattei, raccolte dalla famiglia per decorare Villa Celimontana, ospitate precedentemente al Museo delle Terme di Diocleziano. Altro nucleo significativo è quello della Collezione Del Drago risalente al XVII secolo, ospitata inizialmente nel palazzo di via Quattro Fontane. A palazzo Altemps si può ammirare anche un consistente nucleo della collezione egizia del Museo Nazionale Romano: in particolare i materiali provenienti dal santuario di Iside e Serapide del Campo Marzio e i reperti dello scavo del santuario siriaco del Gianicolo. Recentemente il museo ha aperto quattro nuove sale: Il percorso ha inizio da due sale già aperte ma che godono di un nuovo allestimento. Si comincia con la Sala dei culti pubblici e privati, dove si trova la statua in diorite del bue sacro Api proveniente dalla collezione Brancaccio, il rilievo isiaco da una tomba sulla via Appia ad Ariccia, e due statue, una acefala raffigurante Iside e l’altra una sacerdotessa. Segue la Sala del santuario delle...

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Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 7,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo Largo di Villa Peretti, 1 Roma (RM) Telefono 06 39967700 Palazzo Massimo, in stile neo-cinquecentesco, venne realizzato tra il 1883 e il 1887 su progetto di Camillo Pistrucci, in un’area che precedentemente era occupata dalla Villa Peretti, costruita da Sisto V e dimora della famiglia Massimo. L’area di pertinenza della Villa è stata gradualmente erosa per la realizzazione degli edifici e dell’assetto urbano circostante, in particolare per la costruzione della stazione Termini. Acquisito dallo stato nel 1981, subì un consistente intervento di restauro e consolidamento, finalizzato ad adeguare il palazzo a spazio espositivo. Al pian terreno e al primo piano sono ospitate opere di scultura-ritratti, rilevi, statue-ritratto, databili prevalentemente dalla tarda età repubblicana alla prima età imperiale, che testimoniano l’influenza dell’arte greco-ellenistica sugli artisti romani.Tra le più significative il cosiddetto Generale di Tivoli, Augusto come Pontefice Massimo da via Labicana, la Fanciulla di Anzio, l’Efebo da Subiaco, l’Afrodite da Villa Adriana. Al secondo piano sono esposti alcuni tra i più noti apparati decorativi rinvenuti in complessi di Roma, caratterizzati da particolare lusso ed eleganza. Pur essendo infatti notevolmente minori rispetto alla quantità di pitture parietali rinvenute in centri quali Pompei ed Ercolano, a Roma si conservano alcuni esempi di eccezionale livello artistico. Sono esposte, dopo un accurato restauro che ha rimesso in luce i dettagli e i colori originari, le pitture di alcuni ambienti della Villa di Livia a Prima Porta e le decorazioni della Villa della Farnesina, probabile possesso imperiale, della quale sono ricostruiti quattro ambienti dei nove conservati. Si tratta di esempi particolarmente raffinati, databili intorno al 20 a.C.; sono visibili anche alcuni esempi di mosaici pavimentali di epoca repubblicana, in bianco e nero con quadretti centrali policromi e pavimenti con raffigurazioni più articolate di epoca imperiale. Di particolare rilevo è la collezione numismatica del Museo, conservata al piano seminterrato in un caveau apposito realizzato in occasione dei più recenti interventi sul palazzo. Sono esposte monete che testimoniano dell’uso di questo elemento in epoca antica, medievale e moderna. Sono molti gli esemplari unici e le rarità. Tra le principali collezioni si ricordano la raccolta dell’ex Museo Kircheriano, la collezione Gnecchi e la collezione medievale e moderna di Vittorio Emanuele III di Savoia. Di straordinaria qualità è la collezione di gioielli che documentano l’arte dell’oreficeria e della glittica di età romana, tra cui la celeberrima gemma di Aspasios e altri materiali relativi a corredi funerari rinvenuti in necropoli del suburbio....

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Galleria Spada

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 5,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Galleria Spada Indirizzo e recapiti Piazza Capo di Ferro, 13 Roma (RM) Tel. 06 6874896 – Fax 06 6861158 info.polomuseale@libero.it http://galleriaspada.beniculturali.it Galleria Spada fu fondata nel 1927 dopo che lo stato nel novembre dell’anno precedente l’aveva acquistata ed ebbe insieme al Consiglio di Stato sede nel palazzo. Successivamente negli anni quaranta del XX secolo fu chiusa. Fu riaperta nel 1951 su interessamento dell’allora sovrintendende delle Gallerie di Roma Achille Bertini Calosso e all’impegno di Federico Zeri, che già era direttore del museo, inoltre egli si impegnò a ricercare la maggior parte delle opere disperse durante la guerra e curandone il riordino e cercando di ricreare nelle quattro sale del museo il primitivo aspetto sei-settecentesco perciò la galleria rimane un esempio superstite di pinacoteca antica. I quadri disposti sulle pareti sono in file successive si integrano con gli arredi, mobili e sculture del museo. La maggior parte delle opere esposte proviene dalla collezione di Bernardino Spada (1594-1661) successivamente accresciuta di nuove acquisizioni ad opera del suo pronipote il cardinale Fabrizio Spada (1643-1717). Un contributo minore ma di una certa rilevanza si deve alla passione collezionistica di Virginio Spada (1596-1662), mentre in seguito al matrimonio di Orazio Spada con l’ereditiera Maria Veralli nel 1636, entrarono a far parte della collezione numerose opere antiche e moderne di notevole importanza. Il Museo è sito al primo piano del palazzo nell’ ala appartenuta al cardinale Girolamo Capodiferro che lo aveva fatto edificare su edifici preesistenti di proprietà della famiglia dal 1548. Sala I: Viene chiamata stanza dei Papi per via delle cinquanta iscrizioni illustranti la vita di alcui pontefici voluti dal cardinale Bernardino. Viene chiamata anche Stanza del soffitto azzurro per via del soffitto ricoperto da una tela turchina suddivisa in tanti piccoli vani detti camerini da verno. Le decorazioni del soffitto a cassettoni sono del 1777. Sala II: Fu realizzata contemporaneamente alla III sala. Fu decorata nella zona alta delle pareti da dei fregi pitturati a tempera su tela da Perin del Vaga. Il resto delle pareti venne dipinto con delle boiseries oggi scomparse. Sala III: Viene chiamata anche “Galleria del Cardinale”. Fu progettata nel bienno 1636-37 insieme alla precedente da Paolo Maruscelli per porvi la collezione di Bernardino Spada. Il soffitto è a travicelli. Delle porte-finestre immettono in ballatoi di cui uno è munito di ringhiera in ferro che si affaccia sul giardino grande. Sala IV: Fu fatta edificare al posto di una terrazza in legno che prospettava sul giardino...

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Museo Storico della Liberazione

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa     Indirizzo e recapiti Via Tasso, 145 Roma (RM) Tel. 06 7003866 – Fax 06 77203514 info@viatasso.eu www.viatasso.eu   Il Museo Storico della Liberazione di Roma raccoglie documenti originali, cimeli, giornali e manifesti, volantini, scritti e materiali iconografici relativi all’occupazione nazifascista di Roma e alla lotta che valse alla città di Roma la Medaglia d’oro al Valor Militare per la guerra di Liberazione nell’ambito della Resistenza italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. Il Museo ha sede nei medesimi locali dell’edificio in Via Tasso che, durante l’occupazione nazifascista di Roma, divenne tristemente famoso come luogo di reclusione e tortura da parte delle SS per oltre 2000 antifascisti, molti dei quali caddero fucilati a Forte Bravetta e alle Fosse Ardeatine. Le celle restaurate come i tedeschi in fuga le lasciarono, popolate dalle memorie e persino dai graffiti originali tracciati da chi vi patì tortura e privazioni prima di vedersi strappata la vita, sono testimoni del dramma e della scelta civile di italiani di ogni ceto e di ogni famiglia politica che diedero vita alla Resistenza. Non si tratta quindi di un museo nel senso più comune del termine, ma piuttosto di un realistico e reale monumento, un documento storico che ne contiene altri e le cui stesse pareti sono testimoni capaci di suscitare emozione. Qui vennero imprigionati, interrogati e torturati molti civili e combattenti della Resistenza Romana. Da questa prigione furono tradotti anche alcune delle vittime delle Fosse Ardeatine. Un luogo della memoria dunque, testimoniato dai numerosi messaggi graffiati dai prigionieri stessi sulle pareti delle celle, conservate come allora. Una sala è poi dedicata alla persecuzione degli ebrei romani dal periodo fascista alla II guerra mondiale. A testimonianza di quella pagina di storia, sono esposti pannelli fotografici, documenti d’archivio, schede originali relative agli arresti. Al Museo è annessa una Biblioteca che raccoglie testi, collezioni di giornali, opuscoli e materiali relativi soprattutto alla guerra, alla Lotta di Liberazione e ai movimenti politici che l’animarono....

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Orto Botanico di Roma

Apertura stagionale: Tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: intero 8,00 €, ridotto 4€ Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Orto Botanico di Roma Nel pieno del centro storico di Roma, arrampicati tra il quartiere di Trastevere e il Gianicolo, si sviluppano i 12 ettari dell’Orto Botanico di Roma. Un polmone verde talvolta sconosciuto agli stessi cittadini romani e gestito dal dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università di Roma La Sapienza. Il complesso, in cui è possibile osservare varietà botaniche provenienti da tutto il mondo, si inserisce in una tradizione cittadina di giardini dall’importante valore scientifico-naturalistico. Già nel XIII secolo per volontà del pontefice Nicolò III venne creato un Pomerium, cioè un terreno agricolo destinato a coltivazioni per la corte papale. Nel corso dei secoli, nei Giardini Vaticani. nacque il primo esempio di orto botanico e nel 1514 venne istituita da Leone X, presso l’Università, la prima cattedra per l’insegnamento delle piante medicinali.  Successivamente la residenza abituale dei papi si spostò momentaneamente presso il Quirinale e l’orto botanico vaticano venne lasciato in stato di totale abbandono. Papa Alessandro VII decise pertanto di destinare un’area sul colle del Gianicolo alla creazione del nuovo orto botanico universitario. Dopo numerose dislocazioni, nel 1883 l’orto botanico venne definitivamente collocato presso Villa Corsini alla Lungara, che lo Stato Italiano acquistò da Tommaso Corsini per realizzarvi l’Accademia dei Lincei, nel palazzo, e l’orto botanico, nel giardino sottostante. La Villa al momento dell’acquisto possedeva già un importante valore artistico conferitogli dal restauro affidato, nel XVIII secolo, a Ferdinando Fuga. Risalenti al progetto del Fuga sono alcuni capolavori che è tuttora possibile ammirare all’interno del giardino, come la fontana degli undici zampilli e quella dei tritoni. Primo direttore dell’orto fu Pietro Romualdo Pirotta (1884-1928) a cui si deve la realizzazione da zero dell’intera area naturalistica, al tempo costituita solo dall’antico bosco a ridosso del Gianicolo e da due cedri del Libano. Oggi è possibile osservare le più svariate specie vegetali, tra cui il Cedrus deodara, il gruppo dei Dasylirion e millenari Liquidambar orientalis originari della Cina. All’interno dell’orto botanico sono presenti diverse collezioni: –        Le Palme; –        Il Giardino dei non vedenti; –        Il Roseto; –        La valletta delle felci; –        I Bambù; –        Il giardino giapponese; –        Il bosco mediteranno; –        Le gimnosperme; –        Il giardino dei semplici; –        La serra tropicale; –        Vegetazione palustre; –        La serra Corsini; –        La serra monuntale; –        Piante mediterranee. Informazioni  È possibile visitare l’orto botanico dal Lunedì al Sabato nei seguenti orari: –        4 Gennaio – 26 Marzo: dalle ore 9.00 alle ore 17.30 –        Periodo 29 Marzo – 29 Ottobre: dalle ore 9.00 alle ore 18.30 –       ...

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Museo di Storia della Medicina

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa     Indirizzo e recapiti Viale dell’Università, 34/a Roma (RM) Telefono 06 49914445 museo.stomed@uniroma1.it www.histmed.it/museo/museo.htm   La collezione, costituita sia da esemplari autentici che da riproduzioni, si è formata con lasciti privati e donazioni, come la Collezione Gorga e la Collezione Pazzini, e con oggettistica proveniente dal Museo Egizio di Torino e dall’Istituto Orientale di Napoli. Tra gli oggetti esposti troviamo una preziosa collezione di vasi medievali da farmacia, vasetti unguentari egizi per la mummificazione, diversi strumenti chirurgici, farmacie portabili, ex-voto e talismani. Ricostruiti anche alcuni ambienti come una farmacia del ‘600 e il laboratorio dell’alchimista. Alle storiche collezioni originarie sono stati aggiunti centinaia di reperti archeologici concessi dalla soprintendenza, come i reperti antropologici provenienti dalla Necropoli Collatina, tra le più vaste di Roma con 2300 tombe datate dal I al III secolo d. C., che ha restituito scheletri di donne col ginocchio fratturato e con protesi odontoiatriche. Si può ammirare l’incredibile varietà di ex voto imperiali di terracotta, tra I e II secolo d. C., a forma di piede, mano, utero e mammelle a simboleggiare la preghiera agli dei per la fecondità o per il risanamento di un arto dolorante. Fino ai pezzi più misteriosi, ancora al centro di studi e dibattiti scientifici, come gli ex voto a mezze teste femminili. Tra i reperti esposti anche il cranio del “Bambino di Fidene” che rappresenta la più antica testimonianza di intervento chirurgico di trapanazione del cranio, un unicum nella storia della civiltà romana d’età imperiale. Il reperto fu ritrovato insieme al resto dello scheletro nel 1995 in una tomba a fossa senza corredo funerario, all’interno di una necropoli di una trentina di sepolture, nella borgata romana di Fidene. Appartirene a un bambino di 5 anni del II secolo d.C. L’intero scheletro, ora ricomposto è adagiato su un letto di sabbia all’interno di una teca che ne stabilizza l’ambiente microclimatico.  ...

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Museo Nazionale degli Strumenti Musicali

Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Piazza di Santa Croce in Gerusalemme, 9/A Roma (RM) Tel. 06 7014796 – Fax 06 7029862 Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali fu inaugurato a Roma nel 1974, in quella che un tempo era la caserma “Principe di Piemonte”. Ci troviamo nei pressi della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme; il museo conserva al suo interno una quantità enorme, e forse unica al mondo, di strumenti musicali: circa 3000 pezzi, di cui, purtroppo, solo ottocento esposti. Gli strumenti conservati all’interno del museo appartenevano ad una collezione privata del tenore italiano Evan Gorga. Gorga fu il primo ad interpretare Rodolfo nell’ opera di Puccini “la Bohème”. Nella sua attività di collezionismo, Gorga riunì trenta collezioni di oggetti più disparati, ma certamente la collezione di strumenti musicali era quella che rivestiva la maggiore importanza. Evan Gorga è morto nel 1957 a 92 anni ed è a lui che la cultura italiana deve essere riconoscente per aver contribuito alla conservazione di un enorme patrimonio artistico e culturale che altrimenti sarebbe andato disperso. Vi si e’ aggiunta in seguito una incredibile serie di strumenti rari e preziosi, tanto che adesso vi sono più di 3000 pezzi che vanno dall’antichità alla fine del ‘700. Sezioni di strumenti popolari di tutto il mondo e di strumenti-giocattolo, provenienti dal Museo di Palazzo Venezia e dal Museo di Storia delle Tradizioni Popolari. Dei 3.000 pezzi della collezione sono esposti circa 840 strumenti. Attraverso 18 sale viene ricostruita la storia della musica, dai primi strumenti a fiato e percussione del mondo antico greco e romano sino a quelli del nostro secolo. Sono esposti strumenti di musica popolare e colta, religiosa e militare, strumenti della tradizione musicale extraeuropea provenienti dall’Africa, dall’Oceania, dall’America. Tra i pezzi particolari l’arpa Barberini del XVII secolo, il clavicembalo verticale italiano ed il pianoforte costruito nel 1722 da Bartolomeo Cristofori (1655-1732), universalmente riconosciuto come l’inventore di questa tipologia di strumento.    ...

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Fondazione Roma Museo – Museo del Corso

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 8,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Fondazione Roma Museo – Museo del Corso Via del Corso, 320 Roma (RM) Telefono 06 6786209   Nato nel 1999, per volontà e su impulso del Presidente della Fondazione Roma, il Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, il Museo Fondazione Roma ha realizzato ad oggi oltre 35 mostre temporanee, in collaborazione con i più prestigiosi poli museali internazionali, tra cui il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, il Museo di Stato di San Pietroburgo, il Museo Puškin ed il Museo del Cremlino di Mosca, il Museo del Louvre, il Palace Museum di Pechino, la Gemäldegalerie di Berlino, The Honolulu Academy of Arts, il Whitney Museum of American Art di New York. L’arte e cultura uniscono ciò che è diviso proprio perché sono in grado di creare un codice comune, in cui tutte le barriere vengono abbattute. Il Museo Fondazione Roma intende proporsi come strumento di promozione di questo linguaggio universale: non mero spazio fisico di fruizione dell’arte ma anche luogo di socializzazione, di esperienze condivise e partecipate dalla comunità. Una identità che il Museo ha costruito ed affermato nel tempo attraverso una serie di iniziative collaterali alle mostre, quali incontri tematici, concerti, spettacoli, reading di poesia, iniziative per i bambini ed altre, specifiche per le categorie sociale deboli. Un Museo che mira all’inclusione sociale e allo sviluppo integrale della comunità, attento a valorizzare il passato della città di Roma, il suo patrimonio unico al mondo e, allo stesso tempo, aperto alle correnti artistiche contemporanee, italiane e straniere, come testimoniano le numerose mostre realizzate fino ad oggi, che hanno consacrato il Museo come una delle realtà più autorevoli e dinamiche del panorama culturale nazionale e internazionale. Le esposizioni hanno percorso le epoche e gli stili dell’arte italiana, europea e internazionale, dai Macchiaioli agli Impressionisti, da Rodin a Hopper, da Piranesi al Futurismo. Particolare attenzione è stata rivolta alle culture lontane da quella occidentale, come la Cina della Città Proibita o il Giappone del Maestro Hiroshige. Il Museo si distingue per la peculiarità della sua offerta estetica e per gli originali percorsi di approfondimento culturale, come i seminari, le conferenze, gli spettacoli e gli eventi a tema con l’esposizione in corso. La mostra “Roma e l’Antico. Realtà e Visione nel ’700” ha inaugurato il nuovo spazio espositivo di Palazzo Sciarra. Con l’apertura di questa sede, all’interno dello storico edificio della Fondazione Roma, il Museo ha ampliato la propria programmazione artistica: tale spazio è andato infatti ad affiancare...

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Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Extraurbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa     Indirizzo e recapiti Piazza Del Risorgimento, 46 Roma (RM) Tel. 06 6896696 – Fax 06 6896696 cgmuseodir@carabinieri.it www.carabinieri.it   Fu istituito nel 1925, per volere del Generale di Corpo d’Armata Petitti di Roreto. L’edificio, già sede della Scuola Ufficiali dell’Arma, presenta sulle facciate, rivestite in pietra sperone, degli elementi decorativi in marmo e travertino, progettati dall’architetto Scipione Tadolini, e sulla facciata principale un rilievo a fascia dello scultore Enrico Tadolini. Il motto dell’Arma, “Nei secoli fedele”, corona il tutto. Il Museo raccoglie documenti, fotografie, quadri, armi, uniformi e cimeli dell’Arma dalla loro istituzione, 13 luglio 1814, fino ai nostri giorni passando per le guerre e campagne alle quali essa partecipò. Annesso al museo vi è il Salone d’Onore con sei tavole murali in gesso a grandezza naturale, raffiguranti i principali servizi che l’Arma svolge in tempo di pace o in guerra, ed il Sacrario dedicato ai propri caduti. Il salone d’onore ospita la prima bandiera dei carabinieri nonché quella del 1946. Il sacrario ospita dei medaglieri in cui vi sono le medaglie d’oro al valor militare e al valor civile. Inoltre vi sono dei cimeli ricordanti Salvo D’Acquisto, delle sculture, 160 tempere raffiguranti le divise dell’arma, 12 pergamene d’arte, dei quadri con tema le “Cave Ardeatine” e “Fiesole” ed altri 40 quadri di artisti dell’800 e del 900.    ...

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