Villa Adriana

Villa Adriana L’Impero è al suo apice, Traiano è il nuovo Alessandro, anche i Parti sono caduti sotto i suoi colpi, in precedenza la Germania, la Tracia ed altre nazioni avevano conosciuto la sua spada, chi sarà il successore di questo grande condottiero? Con un po di sorpresa si scoprirà che il suo successore è Adriano, iberico come lui ma molto diverso nei modi e nelle ambizioni, non alzerà mai la spada contro il nemico ma guiderà l’Impero attraverso una rivoluzione economico/culturale che cambierà Roma per sempre, la sua visione del mondo è ancora visibile è si chiama : Villa Adriana. Villa Adriana come sintesi Villa Adriana nelle intenzioni del suo ideatore doveva essere la sintesi di tutto ciò che di più bello vi era nell’impero, questo lo deduciamo da Historia Augusta, Vita Hadriani, XXVI, 5 : « Fece costruire con eccezionale sfarzo una villa a Tivoli ove erano riprodotti con i loro nomi i luoghi più celebri delle province dell’impero, come il Liceo, l’Accademia, il Pritaneo, la città di Canopo, il Pecile e la valle di Tempe; e per non tralasciare proprio nulla, vi aveva fatto raffigurare anche gli inferi. » La struttura venne costruita vicino Roma, a Tibur [l’attuale Tivoli] ed aveva un’estensione di 120 ettari [ altre fonti dicono 300 ettari ] che la rendono una delle ville più grandi dell’epoca, la difficoltà della progettazione/realizzazione è dovuta all’aspetto polivalente della villa che svolgeva compiti residenziali, di rappresentanza, di servizio ed al suolo piuttosto irregolare dell’area, di seguito una ricostruzione della Villa in tutto il suo splendore. Villa Adriana gli scavi Gli scavi nella zona sono iniziati nel 1450 ad opera di Flavio Biondo , di li a poco l’interesse per la Villa si trasformò da storico in predatorio, infatti la struttura fu soggetta a razzie, soprattutto da parte dei Papi, o nel migliore dei casi usata come cava a cielo aperto, solo nel 1870 lo stato acquistò la maggior parte dei terreni, c’è da dire che comunque una parte di Villa Adriana rimane nelle mani dei privati, e inizio i lavori di scavo sistematici per riportare alla luce i segreti di questo enorme complesso che tuttavia non sono affatto conclusi. Villa Adriana oggi Oggi visitando Villa Adriana in primo luogo si viene colpiti dall’uso dell’acqua, come negli edifici del Cànopo e del Teatro Marittimo, del resto l’acqua corrente era uno dei simboli del potere di Roma e della sua evoluzione rispetto ai barbari che circondavano l’Impero di Adriano, naturalmente anche le statue, su tutte quella di Marte, ricordano al visitatore lo splendore passato, comunque tra gli edifici che compongono il complesso non vanno dimenticati il Complesso di Pecile, la Piazza d’Oro e la sala dei Filosofi. Villa...

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Anfiteatro Castrense, secondo anfiteatro di Roma

Anfiteatro Castrense, secondo anfiteatro di Roma La parola Anfiteatro Castrense deriva dal latino amphitheatrum castrense, dove con “castrum” ci si riferiva, molto probabilmente, alle residenze imperiali, come citato nei cataloghi regionari del V Regio. L’Anfiteatro che si trova tra la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme e le Mura Aureliane, faceva parte del Palazzo Sessoriano, antica villa imperiale di età severiana, che include la Basilica, l’Anfiteatro, le Terme Eleniane e il Circo Variano. L’Anfiteatro Castrense è il secondo anfiteatro romano; appartenente agli inizi del III secolo d.c. fu costruito, insieme al resto del complesso residenziale imperiale, dall’imperatore Eliogabalo. Venne utilizzato per spettacoli e manovre militari in onore della corte imperiale e rimase in uso fino alla costruzione delle Mura Aureliane. L’ Anfiteatro Castrense aveva una forma ellittica (metri 88 x 75,80), costruito in opera laterizia con pochi elementi in travertino, fu composto in origine da due ordini di arcate con pilastri e un terzo in muro pieno. Il primo ordine è costituito da arcate con semi-colonne corinzie con il capitello in mattoni, il secondo, invece, aveva accanto le arcate delle paraste e in fine nel terzo ordine, di cui si hanno solo dei disegni rinascimentali, vi erano delle finestre e delle mensole in cui venivano appoggiate le travi a sostegno del velario. Dall’Anfiteatro partiva un corridoio coperto che rasentava la grande sala, quella che oggi è la Chiesa di Santa Croce, e arrivava fino al Circo Variano. Del corridoio, che era più lungo di 300 metri e largo 14,50, se ne vedono i resti, insieme a quelli del circo, nel retro della chiesa visibili in vari punti. All’interno, ora occupati dagli orti del convento di Santa Croce, vi erano i gradini della cavea, sorretti da ambulacri con volte a botte e sovrapposti come i piani esterni. Ambienti sotterranei erano presenti sotto l’arena, rivelati da scavi in epoche passate. Nel costruire le Mura Aureliane, l’Anfiteatro, fu incluso nel percorso della cinta muraria per favorirne la rapida costruzione. Mentre la parte interna venne inclusa nelle mura, in quella esterna furono murate le arcate inferiori. Venne fortificato il piano superiore con delle merlature e per far si che la struttura diventasse più alta, furono scoperte parte delle fondamenta, realizzate in cementizio con cementa in selce. Rimase ben conservato con i tre piani fino alla metà del XVI secolo, in cui per esigenze difensive si dovette mantenere solo il primo piano e una sola arcata del secondo piano, visibile in via Nola.  Della cavea non è rimasto quasi niente. Nel Settecento i suoi resti furono usati per costruire nuove strutture. Su viale Castrense si possono vedere tre quarti dei resti del muro...

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Estate romana: ritorna il Lungo il Tevere…Roma!

Estate romana: ritorna il Lungo il Tevere…Roma! L’ Estate romana si riempie di colori e di profumi tutti nuovi, all’insegna del divertimento, della cultura, della musica e della letteratura. Visto il grande successo ottenuto nelle edizioni precedenti, l’ Estate romana ripropone ancora una volta la manifestazione Lungo il Tevere… Roma che si terrà dal 12 Giugno al 31 Agosto. L’Evento coinvolge non solo il popolo romano, ma anche i milioni di turisti che ogni anno si spingono fino a Roma, attirati dalle bellezze della città capitolina. Da Ponte Sublicio a Ponte Sisto, uno sfavillare di bancarelle con in mostra pezzi di artigianato italiano, abbigliamento made in Italy o tavolini dove sedersi per degustare l’enogastronomia tipica romana, vi attireranno sulle banchine del Tevere. Il tutto farà da sfondo a iniziative importanti come il Cantagiro, esibizioni di musica Pop e Jazz ed esibizioni organizzate dalle Scuole di Musica romane ogni domenica. Rimanendo in ambito culturale, anche quest’anno l’ Estate romana ripropone il concorso letterario “Poeta Saltimbanco” che si terrà per la seconda edizione in onore di Franco Califano. Possono partecipare al concorso gli autori di monologhi e poesie in romano che si ispirano al cantautore. Un altra proposta è il “Tevere Teatro Festival” con spettacoli organizzati da giovani esordienti che trovano una maggiore visibilità durante questa rassegna. Elenchiamo ancora , “Maniphesta RomaBruciAncora”, una mostra per ricordare l’incendio provocato da Nerone nel 64 d.C. e “Cinebox”, una serie di filmati che narrano la storia della canzone italiana risalente agli anni ’60. L’Estate romana offre anche molti laboratori organizzati da Officina d’Arte, un’associazione culturale che cerca di sviluppare le attività creative e artistica sia di adulti che dei bambini. Lungo il Tevere… Roma colorerà le vostre giornate tutte le sere dalle ore 19.00 con ingresso gratuito....

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Il Chiostro del Bramante

Chiostro del Bramante Il Chiostro del Bramante, esempio di architettura rinascimentale ad opera di Donato Bramante (1444-1515), è parte integrante del complesso della Chiesa di Santa Maria della Pace. A commissionare l’opera a Bramante, fu il cardinale Oliviero Carafa intorno al 1500, come da iscrizione perimetrale presente all’interno del Chiostro e dai decori di emblemi gentilizi con su il cappello cardinalizio, sui pilastri al piano superiore. Il Chiostro è realizzato a pianta quadrata, e la sua architettura, che prende spunto dalla classicità come era tipico nel Rinascimento, si presenta grazie al Bramante, assente di decori aggiuntivi e rafforzata dagli elementi strutturali. E’ composto da un ampio portico, dove su ogni lato sono presenti quattro archi, realizzati con pilastri ionici e con l’interno a volta. Le pareti del pianterreno sono ornate di affreschi, nella maggior parte delle lunette, sulla vita di Maria e da monumenti sepolcrali del ‘400. La loggia superiore è costituita da pilastri e colonne in stile corinzio che si alternano a sostegno dell’architrave a copertura piana; qui i sedili che si trovano ancora oggi alla base di ogni pilastro, venivano utilizzati dai monaci, durante i loro momenti di riflessione. Gli ambienti al pianterreno erano i luoghi per la vita collettiva, mentre quelli abitativi si trovavano al primo piano. Oggi le sale del primo piano vengono utilizzate per attività culturali, ed i sedili alla base dei pilastri, sono a disposizione del pubblico che viene per leggere, conversare o ristorarsi. Nel Loggiato Superiore è presente la Sala delle Sibille da cui si ha la possibilità di ammirare l’affresco “Le Sibille” di Raffaello. L’affresco, simbolo del passaggio dall’era pagana a quella cristiana, rappresenta degli angeli portatori di un messaggio divino alle Sibille, che a loro volta lo trasmetteranno agli uomini. Il Chiostro, dopo il suo restauro nel 1997, ospita numerose esposizioni internazionali d’arte, conferenze e seminari.  Il Chiostro del Bramante è aperto tutti i giorni con il seguente orario: Lun – Ven 10.00 – 20.00 Sab – Dom 10.00 – 21.00 La biglietteria chiude una ora prima Mostre in Corso La Caffetteria Bistrot, il Bookshop e lo Store del Chiostro hanno ingresso libero indipendentemente dalle mostre Orario Aperture Festività: 1 novembre 10.00 – 21.00 8 dicembre 10.00 – 21.00 24 dicembre 10.00 – 17.00 25 dicembre 16.00 – 21.00 26 dicembre 10.00 – 21.00 31 dicembre 10.00 – 18.00 1 gennaio 12.00 – 21.00 6 gennaio 10.00 –...

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Cloaca Massima

Cloaca Massima: Storia La Cloaca Massima, definita così dal suo nome latino Cloaca Maxima il cui significato è “la fogna più grande”, fu costruita alla fine del VI secolo a.C. al tempo degli ultimi re di Roma anche se ufficialmente fu   Tarquinio Prisco a iniziarne la costruzione. La Cloaca Massima fu realizzata con le tecniche ingegneristiche apprese dagli etruschi degli archi a volta che rendevano le strutture più solide e in grado di durare nel tempo. Fu costruita soprattutto per risanare dalle acque dei fiumiciattoli e dalle paludi che si venivano a formare con le inondazioni del Tevere le aree del Foro Romano, della Subura e del Circo Massimo alla quale si aggiunsero poi i canali che venivano dal Velabro: divenne così il più grande canale di acque bianche e nere della città. Nell’Ottocento fu collegata alla rete fognaria urbana integrandosi nel sistema fognario contemporaneo. Tito Livio scrisse tempo dopo la sua costruzione che era scavata nel sottosuolo della città, da altre notizie invece e dal percorso seguito si ritiene che in origine si trattasse per lo più di un canale a cielo aperto di  raccolta delle acque dei corsi d’acqua naturali che le riversava nel fiume Tevere. Il canale, comunque già situato nel sottosuolo, in seguito venne ricoperto per far ampliare il centro cittadino. Cloaca Massima: i Resti La parte che si può percorrere ancora oggi inizia appena fuori il Foro di Nerva (Via Cavour), con un’altezza di circa 3 metri e con il pavimento a circa 12 metri al di sotto della strada moderna. Un primo tratto in tufo rosso dell’Aniene è forse  di età augustea, mentre la sezione al di sotto del Foro di Nerva ha pareti in cementizio e volta in blocchi di peperino, il cui estradosso è in parte ancora visibile nell’area archeologica. La parte successiva che traversa diagonalmente il Foro di Nerva, non più accessibile, in travertino e tufo dell’Aniene, di cui resta visibile solo il tratto sotto la Basilica Emilia. Sotto il Foro Romano, il condotto si divide in due gallerie parallele, è costruito in opera incerta e in opera reticolata ed è databile alla tarda età repubblicana. Il settore sotto la Basilica Giulia, contemporaneo alla costruzione di questo edificio, ha una volta in tufo dell’Aniene. Il percorso continua lungo il Vicus Tuscus passando attraverso il Velabro: in questo punto un condotto in cementizio del I secolo d.C. sostituisce con il percorso più antico sbarrato, coperto con lastre di cappellaccio disposte a cappuccina, risalente al IV secolo a.C. Un altro punto in cui si può accedere si trova nell’antico Foro Boario, in corrispondenza del cosiddetto Arco di Giano quadrifronte. È tuttora visibile, presso...

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Valle della Caffarella: visita guidata e aperitivo

Valle della Caffarella: Visita Guidata  e Aperitivo Valle della Caffarella è un luogo in cui storia e natura diventano un tutt’uno. Il fiume Almone costeggia l’area archeologica, nota anche con il nome di “Valle-Marmorea”, che comprende il Casale della Vaccareccia, famoso perché i turisti si fermano per acquistare dell’ ottima ricotta, la Tomba di Annie Regilla risalente al II secolo d.C., il Casale dell’ex Mulino,  la Chiesa di Sant’Urbano, tempio di Faustina e Cerere, vecchie cisterne d’acqua e torri di vedetta, e infine il Ninfeo di Egeria del II secolo d.C. Secondo la leggenda si dice che sia stato il luogo d’incontro del Re Numa Pompilio e della Ninfa Egeria. L’area archeologica della Valle della Caffarella è immersa nel verde lussureggiante della natura che al tramonto la rende un luogo incantevole. La visita guidata alla Valle della Caffarella sarà il 22 Giugno 2014 e durerà un paio di ore, al termine del quale si ritornerà al punto di partenza, dove sarà possibile degustare un ottimo aperitivo con la luce del tramonto. La partenza è prevista alle ore 17.00 da Via Appia Antica, proprio di fronte alla Chiesa Domine Quo Vadis. Il costo del biglietto è così suddiviso: € 10.00 (adulti), € 5.00 bambini (fino a 13 anni) per la visita guidata alla Valle della Caffarella, mentre per l’aperitivo al tramonto, che si terrà presso gli Spazi esterni dell’Ex-Cartiera Latina in Via Appia Antica, il prezzo è di  € 7.00 sia per adulti che per bambini. Per eventuali chiarimenti contattate la Dottoressa Marta De Tommaso, Archeologa e Guida Turistica di Roma e Provincia, 333-4854287 o tramite mail: cleonefer82@hotmail.it L’aperitivo consiste in un primo di penne al salmone, rucola e pachino, dei ricchi secondi tra cui è possibile scegliere fra involtini di guanciale e prugne, spiedini vegetariani, polpettine di tonno e olive nere, mini crocchette di patate e scamorza e, infine, degli appetitosi piedini di frutta. Da bere è possibile scegliere un cocktail analcolico o un drink alcolico tra vino, birra o...

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Piazza Navona

Piazza Navona Definita la Piazza Barocca di Roma, Piazza Navona ha, al contrario, origini più antiche. All’interno del Rione Parione, Piazza Navona prende nome dal termine “Agone”, che in greco significa gara, battaglia, e veniva utilizzato per indicare manifestazioni pubbliche di giochi. Ai tempi dell’antica Roma, all’incirca nel 86 d.C, la Piazza era lo Stadio di Domiziano, utilizzato come arena principale per i giochi di atletica e per le corse dei carri, che fino ad allora avevano avuto luogo nel Campo Marzio, luogo più adatto ai giochi perché fuori dalla città. Fino alla metà del XV secolo era possibile vedere i resti dell’antico Stadio ricoperti di erbacce, ma già alla metà del XVII secolo, con i lavori di ristrutturazione ordinati da Papa Innocenzo X, la Piazza mantenne solo il suo vecchio perimetro e cambiò completamente aspetto. Oggi tra i palazzi edificati per mano di Papa Innocenzo X, sono compresi Palazzo Pamphilj, sede dell’Ambasciata del Brasile, e la Chiesa di Sant’Agnese in Agone, la cui costruzione si deve a Borromini. Sant’Agnese in Agone sorge nel luogo dove avvenne il miracolo di Santa Agnese. Agnese, ancora tredicenne, che aveva rifiutato di sposarsi, venne denudata davanti alla folla dello Stadio, ma miracolosamente le crebbe una folta chioma di capelli grazie alla quale poté coprire il suo corpo nudo. In seguito, Agnese venne sgozzata con una spada e oggi è diventata la patrona di tutte le giovani donne. Ai lati e al centro della Piazza è possibile ammirare le tre fontane che caratterizzano Piazza Navona. La più importante è posta di fronte alla facciata di Santa Agnese in Agone. E’ la Fontana dei Quattro Fiumi, in cui sono scolpite quattro statue in rappresentanza dei quattro fiumi considerati all’epoca i più importanti: il Nilo, il Danubio, il Gange e il Rio de la Plata. I lavori della Fontana furono eseguiti dal Bernini, acerrimo rivale del Borromini. Infatti, una delle statue, quella del Danubio, scolpita proprio di fronte alla Chiesa, con la mano alzata per proteggersi dal pericolo del “crollo” della chiesa dedicata a Sant’Agnese, opera del Borromini. Non si sa se sia leggenda o se sia realtà, ma sicuramente descrive bene l’ostilità che vi era fra i due artisti. Al centro della fontana dei Quattro Fiumi vi è l’obelisco egiziano precedentemente ubicato nel Circo di Massenzio. La seconda fontana è la Fontana del Moro, scolpita con delfini e animali marini, anche questa realizzata dal Bernini. All’estremità opposta è possibile ammirare la Fontana del Nettuno, raffigurante Nettuno che combatte un mostro marino circondati da altre creature marine. La pittoresca Piazza Navona è circondata da Caffè e ristoranti e spesso gremita di turisti e artisti di strada che la popolano ormai da tantissimi anni....

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Via Appia Antica

Via Appia Antica Via Appia Antica è la strada romana che collegava un tempo la città di Roma alla città di Brindisi, considerata durante l’antichità una città strategica poiché il suo porto collegava l’antica Roma all’Oriente. Veniva chiamata dai romani Regina Viarium, per la precisione con cui gli antichi ingegneri romani l’avevano costruita. Le grandi pietre levigate che formano la pavimentazione della strada, l’hanno resa percorribile anche in caso di pioggia o di condizioni climatiche avverse, assicurando la stabilità dei mezzi di trasporto a ruota dell’epoca. Via Appia Antica è l’unico luogo dove è ancora possibile ammirare i resti del lontano impero. Inizialmente collegava Roma alle colline di Albano. I lavori di ristrutturazione iniziarono nel 312 a.C, per volere del censore Appio Claudio Cieco e furono ultimati nel 190 a.C., quando la strada raggiunse Brindisi. Via Appia Antica era nota nel passato anche perché nel 71 a.C., in seguito alla ribellione dei 6000 schiavi guidati da Spartaco, quando questi vennero catturati, furono crocifissi lungo questa strada fino a Pompei. Sotto gli ordini degli imperatori Augusto, Vespasiano, Traiano e Adriano la strada fu nuovamente ampliata e ristrutturata, per poi essere abbandonata dopo la caduta dell’Impero romano. A questo momento di oblio della Via Appia Antica si alternano momenti di rinascita durante il periodo delle Crociate in Terra Santa, per non essere poi più considerata fino al Rinascimento. La strada è percorribile ancora oggi; per il primo tratto è costituita dai normali sampietrini, fino ad arrivare all’altezza della tomba di Cecilia Metella dove la strada è composta dai basoli che da qui in poi costituiscono il manto stradale di via Appia Antica. I massi di origine vulcanica derivano dalla storica “colata di Capo di Bove”, che dai Colli Albani arrivò fino a questo punto della Via Appia. Da Porta San Sebastiano in poi, Via Appia è una scoperta continua per rivivere la storia dell’ antica Roma: il Sepolcro degli Scipioni, le Chiese di San Giovanni, la piccola chiesa del Domine Quo Vadis. Sulla Via Appia Antica apparvero, per la prima volta, le pietre miliari, delle pietre piantate sul ciglio della strada che segnavano le distanze percorse delle vie...

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Via Gregoriana, una via silenziosa nel trambusto della città

Via Gregoriana, una via silenziosa nel trambusto della città Via Gregoriana si trova nel rione di Campo Marzio, uno dei quartieri più centrali della città delimitato dal fiume Tevere, dal Campidoglio e dal Quirinale ed unisce via Capo le Case alla famosa piazza della Trinità dei Monti. Via Gregoriana prende il nome da Papa Gregorio XIII Boncompagni che ne ordinò la sua costruzione nel 1575 per il Giubileo. Lo scopo era quello di creare una via che collegasse la chiesa di Trinità dei Monti, che era sorta già da qualche decennio, e la sottostante città rinascimentale, come alternativa alla scalinata costruita da Domenico Fontana, architetto papale svizzero che operava a Roma, per migliorare l’accesso al Pincio. In realtà Papa Gregorio XIII Boncompagni non riuscì benissimo nel suo intento. L’idea fu ripresa e migliorata da Felice Peretti che creò un vero percorso “commerciale” tra la Roma rinascimentale e il Pincio, inaugurando la strada Felice, chiamata così in suo nome. Nel 1585 Felice Peretti divenne Papa Sisto V e la strada Felice, in suo onore, prese il nome di Via Sistina, una delle vie principali che unisce Trinità dei Monti, San Giovanni in Laterano e Santa Croce in Gerusalemme e dove è possibile ammirare passeggiando dei grandissimi obelischi egiziani, l’Esquilino e il Sallustiano. Con la creazione di Via Sistina, Via Gregoriana diventò una strada riservata e tranquilla nonostante conservasse la sua centralità. In realtà, la cosa che stupisce è che ancora oggi, nonostante il traffico, i turisti e il movimento che c’è nelle vicinanze, Via Gregoriana continua a mantenere la sua tranquillità. Grazie alla sua posizione centrale divenne sede di artisti e intellettuali sia italiani che stranieri. Fra gli artisti ricordiamo Federico Zuccari, grande esponente del manierismo italiano, che vi costruì il Palazzo Zuccari, conosciuto anche come la Casa dei Mostri. Vi abitarono artisti dalla risonanza internazionale come Pietro Bracci, progettista del monumento funebre della regina Maria Casimira di Polonia, Angelica Kauffman, pittrice e ritrattista svizzera, J.J. Winckelmann, bibliotecario e storico dell’arte tedesco,  Friedrich Overbeck, pittore tedesco. Dal 2000, dopo la ristrutturazione, ospita la Biblioteca Hertziana dedicata alla storia...

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Casa del Cinema – Villa Borghese

La Casa del Cinema a Villa Borghese. Teatro e Cinema in una delle cornici più belle di Roma. La Csa del Cinema nasce da un’idea del giornalista e manager culturale Felice Laudadio e dal 2001 ha la sua sede nella storica Casina delle Rose, integralmente restaurata dopo più di 25 anni di degrado e abbandono. La Casina, dalla sua costruzione all’inizio dell’Ottocento, ebbe diversi usi, che la videro trasformarsi in ristorante, latteria, stalla, un ristoro di lusso e negli anni della Dolce Vita una dancing dal nome “La Lucciola”, sede di eventi mondani. Oggi invece come Casa del Cinema dispone di sale di proiezione ed espositive, di un bar ristorante, di una libreria specializzata e da maggio/giugno a settembre/ottobre è anche attivo il Teatro all’aperto circondato da una vasta area verde. Le sale presenti all’interno sono le seguenti: Sala Deluxe, dotata dei più moderni sistemi di proiezione e del suono, è il fiore all’occhiello della CdC (124 posti) Sala Kodak, sala convegni con videoproiettori (64 posti) Sala Gian Maria Volontè, sala convegni con videoproiettori, pensata per presentazioni di libri, dibattiti, seminari (35 posti) Teatro all’aperto Ettore Scola, inaugurato nel 2007, ospita grandi rassegne cinematografiche ma anche eventi legati alla musica e al teatro (200 posti) Sala Sergio Amidei e Cesare Zavattini, intitolate a due grandi sceneggiatori della storia del cinema italiano: Sergio Amidei e Cesare Zavattini, che rappresentano “tutto il cinema italiano dalla A alla Z”, ospitano mostre fotografiche e pittoriche dedicate al cinema e ai suoi protagonisti.   Info utili: Indirizzo Largo Marcello Mastroianni, 1 Telefono: 0039 06 423601 / 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00 Fax: 0039 06 42016191 Sito web: www.casadelcinema.it Facebook: http://www.facebook.com/pages/Casa-del-Cinema/167889168045 Twitter: http://twitter.com/CasadelCinema L’orario di apertura della Casa del Cinema segue la programmazione degli eventi. Generalmente l’ingresso in sala è consentito 15 minuti prima dell’inizio della proiezione. La portineria risponde telefonicamente tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00. La programmazione e l’orario di ingresso in sala possono subire...

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