Planetario a Villa Torlonia

Il Planetario a Villa Torlonia a Roma.   Il Planetario capitolino, che ha dovuto chiudere i battenti il 27 gennaio 2014 insieme all’intero Museo della Civiltà Romana, dovrebbe rimanere chiuso per almeno due anni, perdendo la sua sofisticata tecnologia e lo staff di astronomi, oltre alle tantissime prenotazioni in agenda che avrebbero coperto i successivi 6 mesi di attività. Per ovviare a questa perdita nell’offerta culturale di Roma, la struttura comunale ha pensato ad una soluzione alternativa che è consistita nell’installare una sorta di teatro astronomico gonfiabile dotato di una sala all’avanguardia, con circa una cinquantina di posti, dove trasferire i sistemi di proiezioni tridimensionali. Il Planetario a Villa Torlonia ricostruisce in una cupola di 6 metri di diametro un sistema di proiezione simile a quello già disponibile nella grande Cupola dell’Eur (14 metri) del Planetario di Roma e si trova a Technotown, la ludoteca di Villa Torlonia, per l’appunto. Il Planetario a Villa Torlonia costituisce una specie di macchina dello spazio e del tempo dotata di un proiettore ottico Cosmodyssée IV in grado di riprodurre le 1500 stelle più luminose del cielo boreale e australe, il Sole, la Luna, i pianeti, la via Lattea e gli astri del cielo ed offre tanti sorprendenti viaggi “virtuali” alla scoperta della volta celeste: l’obiettivo è coinvolgere gli adulti ma soprattutto i ragazzi tra gli 8 e i 17 anni proponendo spettacoli riservati alle scuole e coinvolgendo gli studenti in una esperienza diretta dei fenomeni celesti. Piccoli astronomi e adulti esploratori, studenti e famiglie, potranno lanciarsi nelle profondità del cosmo per scoprire di più sui segreti di astri, comete e galassie. Il Planetario a Villa Torlonia è un centro unico e all’avanguardia nel panorama dei progetti di ‘edutainment’ italiani dedicati alle nuove tecnologie e con percorsi sperimentali tra natura e scienza. Per avere informazioni sulla programmazione del mese di agosto 2015 e sull’eventuale periodo di chiusura del Planetario potete cliccare...

Leggi

Tempio di Romolo – Foro Romano

Il tempio di Romolo al Foro Romano. Restaurato nel 2000 e riaperto al pubblico, il tempio di Romolo al Foro Romano si trova nell’area archeologica del Foro Romano, a Roma, tra il tempio di Antonino e Faustina e la basilica di Massenzio. In origine il tempio pare fosse il vestibolo di accesso al complesso imperiale del Tempio della Pace sulla via Sacra, tra l’Arco di Tito e il Foro Romano ma poi sembra che, dopo l’abbandono del complesso imperiale, Massenzio (306-312) lo riutilizzò come tempio dedicato al figlio Valerio Romolo, prematuramente scomparso nel 309 e, in seguito, divinizzato. Successivamente, quando un’aula del Tempio della Pace venne trasformata nella basilica dei Santi Cosma e Damiano, nel VI secolo, fu utilizzato come vestibolo della chiesa. Il tempio di Romolo al Foro Romano è circolare ed interamente costruito in mattoni, è formato da un corpo centrale a cupola e da una facciata a forma di emiciclo, fiancheggiato da due ambienti uguali e simmetrici terminanti ciascuno con un’abside, di pianta rettangolare allungata, preceduti da una coppia di colonne di marmo. E’ completamente scomparso il rivestimento marmoreo che doveva coprire i muri in laterizio, si è però conservata la porta in bronzo contornata da una cornice di marmo con ai fianchi due colonne di porfido che sorreggono un ricco architrave marmoreo con decorazione floreale. A sinistra e a destra del portale d’ingresso vi erano quattro nicchie, poi murate, destinate ad ospitare delle statue mentre il lanternino in cima è stato costruito in epoca moderna. Da notare che la porta bronzea, una delle poche romane sopravvissute, presenta un meccanismo di apertura e chiusura ancora funzionante. Il tempio di Romolo al Foro Romano sorgeva a un livello più alto della strada; attualmente è possibile vederne le fondazioni in seguito ad un errore durante gli scavi dell’800 che, scambiando il pavimento di epoca post-neroniana per un’aggiunta medievale, lo eliminarono, riportando alla luce il livello più antico, quello augusteo. Nel VI secolo, quando l’ambiente rettangolare che aderisce al lato posteriore fu trasformato nella chiesa dei Ss. Cosma e Damiano, fu aperto un passaggio tra i due edifici, originariamente indipendenti. Dall’interno della chiesa dei Santi Cosma e Damiano sono visibili alcune tracce di affreschi, risalenti alla trasformazione del tempio in vestibolo. L’attribuzione del tempio di Romolo al figlio di Massenzio, in realtà, è piuttosto controversa e non risulta tuttora del tutto chiara, infatti sono state formulate varie ipotesi a riguardo. Alcuni sostengono che il tempio di Romolo non sia mai esistito e che si tratterebbe di un tempio dedicato a Costantino, essendo stati rinvenuti dei resti di un’iscrizione a lui dedicata; secondo un’altra ipotesi si tratterebbe del tempio dei Penati...

Leggi

Campo de Fiori

    Campo de’ fiori a Roma Quella che oggi è la conosciutissima piazza di Campo de Fiori di Roma una volta non era una piazza vera e propria bensì un prato fiorito a cui la piazza, costruita nel corso del ‘400, deve il suo nome. Con la progressiva crescita di importanza del luogo sito nei pressi dell’area dei Banchi e lungo l’importante tragitto che conduceva al Vaticano, nel 1456 Papa Callisto III fece lastricare la zona in previsione di una più ampia risistemazione dell’intero rione Parione, che si protrasse anche per buona parte del secolo XVI. Questo rinnovamento portò alla costruzione di molti palazzi importanti tra cui quello della Cancelleria e il palazzo della famiglia Farnese. Piazza di Campo de Fiori divenne un luogo di passaggio obbligato per personalità di spicco quali ambasciatori e cardinali. Inoltre, ciò comportò un certo benessere economico alla zona e Campo de Fiori divenne sede di un fiorente mercato dei cavalli che si teneva due volte la settimana, il lunedì e il sabato; nelle immediate vicinanze sorsero molti alberghi, locande e negozi di artigiani e ancora oggi, le storiche vie con botteghe tradizionali portano il nome degli artigiani che un tempo vi lavoravano, come Via dei Baullari, Via dei Cappellari o via Via dei Giubbonari. Oltre ad essere sede di attività commerciali e culturali, per secoli Campo de Fiori fu il principale palcoscenico delle esecuzioni pubbliche. Tra queste la più famosa, avvenuta nel 1600, è quella di Giordano Bruno, filosofo e frate domenicano che fu arso vivo nella piazza perché accusato di eresia: la statua a lui intitolata venne posta nel centro della piazza, dove si trova ancora e prese il posto di una fontana detta “la terrina”, per la sua forma a zuppiera, spostata in piazza della Chiesa Nuova. L’attuale estensione di Campo de Fiori venne raggiunta dopo il 1858 mentre, nel 1869, il mercato di Piazza Navona venne spostato a Campo de Fiori, diventando quello che oggi è conosciuto come uno dei mercati più popolari e folkloristici della Capitale, molto vivace e frequentatissimo, tanto da ispirare perfino il film “Campo de fiori” del 1943, con Anna Magnani e Aldo Fabrizi. La sera, quando i banchi del mercato sono ormai chiusi, Campo de Fiori si trasforma completamente per diventare una delle mete più gettonate della movida notturna romana. Brulicante di giovani e piena di locali, pub, bar e ristoranti di vario genere, l’atmosfera della piazza spesso si surriscalda, tanto da far nascere anche alcuni momenti di tensione e risse tra chi ha alzato un po’ troppo il gomito, con conseguenti proteste delle persone residenti nella zona, sempre bella e storica ma forse, ormai, troppo chiassosa durante le ore...

Leggi

Villa Gregoriana a Tivoli

 Villa Gregoriana Situata nella cittadina di Tivoli, nei pressi di Roma, Villa Gregoriana, rappresenta una magnifica meta per chi ami, oltre l’architettura del palazzo, anche la magnificenza del parco naturalistico che la circonda. Nata ai piedi di un’acropoli eretta fra il III-II sec. a.C., Villa Gregoriana fu allestita nel 1834 sotto Papa Gregorio XVI, che ne diede il nome. Nel 1835, infatti, dopo l’ennesimo straripamento dell’Aniene, per volontà dello stesso Papa viene eseguito il traforo del Monte Catillo e la deviazione del corso del fiume per preservare il centro abitato. Da tale progetto nascono diversi cunicoli e la costruzione di uno straordinario giardino naturale dominato dai templi dell’antica Tibur: il tempio di Vesta ed il tempio della Sibilla. Entrambi dedicati presumibilmente a Tiburno, l’eroe che avrebbe dato il nome alla città o ad Ercole, il dio protettore dell’antica Tibur,vennero nel medioevo trasformati in chiese, rispettivamente , nella chiesa di S.Maria Rotonda con funzioni di diaconia e nella chiesa di San Giorgio. I templi furono poi riportati alla loro antica struttura, pur conservando ad oggi tracce della loro trasformazione in chiesa. Nel corso dell’ ottocento, tuttavia, Villa Gregoriana fu tappa di sovrani di ogni regno, viaggiatori, poeti e artisti,soprattutto per la Grande Cascata, di oltre 100 metri, che sovrasta il giardino tutto. Qualche decina di metri più in basso, percorrendo un difficile sentiero, si giunge al così detto “Ferro di cavallo”. Un terrazzino che sporge sulla grande cascata permettendovi di ammirare la turbinosa massa d’acqua che cade, dal suo principio sino alla nuvola di bianco vapore con cui termina. Limitrofe sono le grotte naturali di Nettuno e delle Sirene piene di voragini e cascatelle corrose nel tempo dalla forza dell’Aniene. Il nome, che sa evocare un luogo leggendario e fantastico, venne dato alle grotte dal pittore Ducros, un famoso paesaggista. Rinforzate nel tempo perché la corrosione dell’elemento predominante non le rendesse impraticabili, le grotte di Villa Gregoriana, possono essere visitate ed al loro interno si può ammirare un vero e proprio ponte naturale, detto il Ponte Lupo, che in epoche passate era utilizzato dai locali per eventuali spostamenti con il loro bestiame. Il tempo non risulta essere stato generoso con la costruzione, che nel 2002 vede la necessità di un intervento della FAI per ripristinarne l’antico splendore. Ad oggi i visitatori possono passeggiare lungo i viali superiori dove sono collocate una serie di lapidi antiche, colonne e porzioni di statue provenienti dalla necropoli e godere degli scenari suggestivi che Villa Gregoriana sa offrire...

Leggi

Chiesa di Sant’Andrea al Quirinale

  La chiesa di Sant’Andrea al Quirinale. Tra le numerose e bellissime chiese presenti a Roma, oggi vi segnaliamo la chiesa di Sant’Andrea al Quirinale, una “perla” barocca che vale la pena visitare se vi trovate nei pressi del Quirinale. Situata in via del Quirinale di fronte al lato lungo del Palazzo, la chiesa di Sant’Andrea al Quirinale fu costruita tra il 1658 e il 1670 e fu la prima ad essere progettata e realizzata interamente da Gian Lorenzo Bernini su commissione di Papa Alessandro VII e del cardinale Camillo Pamphilj. Non si trattò di una costruzione ex-novo ma della trasformazione di un antico edificio precedente, una chiesa cinquecentesca intitolata a S. Andrea a Montecavallo e già chiesa del noviziato dei Gesuiti.   L’esterno della chiesa di Sant’andrea al Quirinale   La chiesa di Sant’Andrea al Quirinale venne costruita con una pianta ovale piuttosto anomala, con l’asse orizzontale più lungo di quello verticale e l’alternarsi di un corpo convesso che racchiude la chiesa e di un avancorpo concavo con le ali laterali della facciata che, sporgendo all’esterno, ricordano concettualmente “l’abbraccio” del colonnato ideato dallo stesso Bernini per Piazza San Pietro. Il portale è formato da architrave e timpano e un’elegante scalinata semicircolare conduce al protiro, ornato dal grande stemma papale dei Pamphilj e sorretto da due colonne impostate su base triangolare e ornate di capitelli ionici con motivo a festoni.   L’interno della Chiesa Sant’andrea al Quirinale L’interno della chiesa di Sant’Andrea al Quirinale è formato da due cappelle per lato e, in perfetto stile barocco, è adorno di rari marmi policromi, stucchi e dorature e una splendida cappella maggiore, contenente un altare in bronzo dorato e lapislazzuli, che venne disegnata dallo stesso Bernini ed ornata da una bellissima raggiera dorata con angeli e cherubini di Antonio Raggi. Verso l’alta cupola si slancia un gruppo scultoreo con “S. Andrea Crocifisso” che sovrasta l’altare; gli altri stucchi presenti sono di Stefano Sassi, del Rimelli e del Castelli, tutti allievi del Bernini. Vi segnaliamo la presenza di alcune tele del Baciccio e la pala d’altare illuminata da una fonte di luce nascosta, secondo un espediente preso in prestito dalla scenografia teatrale che Gian Lorenzo Bernini aveva già utilizzato altre volte. La piccola cupola è a cassettoni dorati e riprende la forma ellittica, come anche la lanterna. Piccole curiosità: all’interno della chiesa è sepolto il Re di Sardegna Carlo Emanuele IV. Inoltre, sempre su via del Quirinale, è possibile ammirare la piccola chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane di Francesco Borromini, rivale del Bernini, avendo la possibilità di mettere così a confronto le diverse soluzioni di un analogo tema utilizzato dai...

Leggi

Piazza Barberini

Piazza Barberini e la Fontana del Tritone Piazza Barberini è una di quelle meraviglie che ti colpiscono quasi per caso, in mezzo al caos degli edifici, dei negozi alla moda, degli autobus e dei passanti che si affrettano lungo le strade del centro. Punto di snodo per diverse destinazioni, posta fra il colle Quirinale e gli Horti Sallustiani, questa piazza è una delle mete più visitate dai turisti, che vi si recano per ammirare la magnifica fontana, o vi si fermano per un momento di relax ai tavoli dei bar dopo aver passeggiato per le strade del centro.  Considerata particolarmente salubre, l’area in cui sorge fu particolarmente ambita dalle famiglie agiate di Roma, che qui fecero costruire le proprie dimore, influenzando nel corso dei secoli la denominazione della piazza stessa. Antecedentemente detta “Grimana”, dalla vigna e dall’abitazione del cardinal Grimani, patriarca di Aquileja, intorno al 1625 la piazza prese il nome di “Sforza a Capo le Case”, per le limitrofe proprietà appartenenti al cardinale Sforza, che vennero in seguito  acquistate dal cardinale  Francesco Barberini.  Fu quest’ultimo a far erigere il palazzo (da cui si accede oggi da Via delle Quattro Fontane) che dona l’attuale nome a Piazza Barberini. Ad eccezione di questa nobile dimora, l’area era all’epoca zona di campagna, puntinata di osterie, latterie, abitazioni modeste e attività prettamente popolari. La struttura stessa della piazza si mostrava molto diversa da quella odierna, con il lato in cui oggi sbocca via Barberini chiuso da uno degli ingressi del palazzo, un grande arco chiamato volgarmente “il Portonaccio”, dal quale si entrava nel famoso “Teatro Barberini”, eretto dal Bernini nel 1634 come teatro di corte, che restò in opera fino al 1873. Furono questi gli anni in cui il grande artista diede la sua impronta alla piazza, anzitutto ponendovi al centro, nel 1642, la celebre Fontana del Tritone. La fontana, voluta da papa Urbano VIII Barberini e alimentata dall’acquedotto dell’Acqua Felice, trasmette un esplicito messaggio di esaltazione dinastica della famiglia Barberini attraverso i richiami simbolici delle figure che la ornano. La raffinata composizione è sorretta da quattro delfini con la testa in basso, su cui si colloca una grande conchiglia aperta, da cui si erge il dio marino, Tritone, nell’atto di soffiare verso l’alto uno zampillo d’acqua che ricade nella sottostante vasca.. Intrecciati artisticamente alle code dei delfini vi sono la tiara papale, le chiavi di S.Pietro e lo stemma della Famiglia.    Allo stesso Bernini, si deve anche l’ideazione di un fontanile, chiamata Fontana delle Api, realizzata ad uso dei viandanti in un angolo su Piazza Barberini. Su via delle Quattro Fontane troviamo come detto il  Palazzo Barberini che dà il nome alla piazza e sede oggi...

Leggi

Il Quartiere Flaminio

Indicato con Q. I. il Quartiere Flaminio, zona urbanistica 2C del Municipio II di Roma , con i suoi musei, le facciate eleganti dei palazzi e le sue ville, è storicamente il primo quartiere della capitale. Ricco di luoghi da visitare, interessanti non solo a livello culturale, ma anche paesaggistico, la prima tappa che consigliamo è Villa Borghese. Con le molteplici attrazioni presenti al suo interno, questo parco riesce a soddisfare i desideri di quanti vi ricerchino uno spazio per rilassarsi, divertirsi, conoscere e scoprire. Il Tempietto di Esculapio, la Casina delle Rose con la Casa del Cinema, il Bioparco o il Globe Theater, realizzato in legno su modello dei teatri elisabettiani dove in estate vengono realizzati spettacoli shakespeariani, sono solo alcuni esempi della ricchezza che il luogo offre. Costituito da nove ingressi , il parco di Villa Borghese consente l’accesso ai quartieri limitrofi e centrali della città, Pinciano, Salario ed ovviamente al quartiere Flaminio. Luogo di congiunzione fra questi punti è anche Ponte Milvio, storicamente importante poiché consentì l’edificazione di importanti industrie in questo luogo un tempo piuttosto difficile da raggiungere a causa dello straripamento costante del Tevere. A tal motivo, il ponte, costruito lungo il percorso delle vie Flaminia e Cassia come passaggio obbligato per dirigersi a nord,viene definito da molti romani ponte mollo, perché risulta il primo ponte ad essere sommerso quando il fiume è in piena. Il ponte ha poi nel tempo rivestito notevole importanza come punto di ritrovo per le coppie e luogo romantico d’eccellenza grazie ai suoi “lucchetti” simbolo d’una coppia duratura e felice. Ma è soprattutto la fine della seconda guerra mondiale e l’assegnazione a Roma dei Giochi Olimpici del 1960 ad aprire una fase di profonda trasformazione urbana de il quartiere Flaminio. Vengono in questo periodo costruiti edifici come il villaggio olimpico, l’Auditorium ed il MAXXI. Quest’ultimi, tra i più importanti punti d’interesse di Roma, arricchiscono il Quartiere Flaminio grazie alle notevoli iniziative culturali che sono in grado di allestire. L’Auditorium, progettato da Renzo Piano , è un complesso multifunzionale caratterizzato da tre “casse armoniche” che sovrastano la vegetazione circostante che funge da legame tra l’anfiteatro de il quartiere Flaminio e l’adiacente Villa Glori. Destinato alle rappresentazioni e ai concerti, dove possono trovare posto circa 3000 spettatori, l’Auditorium riesce a gestire con facilità il grande flusso di persone che trovano ad attenderli attività musicali,commerciali, ricreative, di studio e di esposizione. Il MAXXI, galleria d’arte contemporanea progettata dall’architetto donna Zaha Hadid, è infine un altro esempio della ricchezza de il quartiere Flaminio. L’ambiente che al suo interno ospita collezioni permanenti, mostre e spazi dedicati alla caffetteria e al bookshop, è un classico...

Leggi

Passeggiate Centro Storico

Passeggiate al centro storico di Roma.   Roma è una città ricchissima di luoghi e monumenti storico-artistici di enorme bellezza ma si tratta pur sempre di una città piuttosto grande, il cui centro storico è molto ampio e non facilmente percorribile interamente a piedi. In questo articolo cercheremo di darvi qualche spunto e itinerario da seguire per visitare le zone più famose e popolari della città. Per compiere la prima delle passeggiate al centro storico, vi suggeriamo di prendere la linea A della metropolitana e di scendere alla fermata “Flaminio”. Uscendo dalla metro vi recherete a Piazza del Popolo, una delle più grandi e suggestive di Roma, dove vi consigliamo di entrare nella chiesa subito a sinistra, S. Maria del Popolo contenente dipinti del Caravaggio e del Pinturicchio o in una delle due chiese gemelle che troverete nella piazza, S. Maria in Montesanto e S. Maria dei Miracoli. Da queste due chiese si dipartono tre grandi strade che formano il cosiddetto “tridente”: prendete quella a sinistra, Via del Babuino, in modo da giungere in Piazza di Spagna. Da qui potrete scattare foto alla famosa scalinata e alla fontana della “Barcaccia” del Bernini e, poi, prendere Via dei Condotti e concedervi una passeggiata tra le vetrine dei negozi più lussuosi della città. Arrivati all’incrocio con Via del Corso girate a sinistra e proseguite dritto fino a Piazza del Parlamento dove vedrete, alla vostra destra, il palazzo in stile barocco di Montecitorio, sede del Parlamento Italiano. Tornando su Via del Corso girate a destra e arrivate alla Galleria Colonna, dove potete fermarvi per una sosta tra negozi, bar e ristoranti. L’itinerario prosegue su Via del Corso dove, dopo pochi metri svoltando a sinistra in Via delle Muratte, raggiungerete Fontana di Trevi. Inoltratevi poi in Via Minghetti e continuate l’itinerario per raggiungere Piazza Santi Apostoli. Proseguite dritto, attraversate Via 4 Novembre prendete Via dei Fornari. Una volta arrivati alla fine della strada girate a destra e arrivate a Piazza Venezia, la monumentale piazza romana dominata dal grande Altare della Patria, dove vi suggeriamo di visitare il Museo del Risorgimento. Uscendo vi ritroverete su Via dei Fori Imperiali dove potrete visitare le rovine e il Foro Romano ed, infine, il Colosseo che si staglia sullo sfondo del viale (info visite qui). Per altre passeggiate al centro storico si può partire dalla fermata metro A di “Ottaviano”, vicina sia alla Basilica di San Pietro che ai Musei Capitolini. Da Piazza S. Pietro imboccate Via della Conciliazione e, arrivati sul Lungotevere Castello, potrete visitare il maestoso Castel Sant’Angelo; da lì attraversate Ponte Sant’Angelo e imboccate Via Panico, poi a sinistra Via dei Coronari fino all’altezza...

Leggi

Musei Gratis il 5 Luglio | Proloco Roma |

I Musei gratis il 5 luglio a Roma Tornano le domeniche della cultura, a Roma. Saranno infatti tre i prossimi appuntamenti dedicati: 5 luglio, 2 agosto e 6 settembre. Il progetto è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma e si rivolgerà a tutti i cittadini romani, residenti a Roma Città Metropolitana, che avranno libero accesso al circuito dei “Musei in Comune” e che potranno approfittare di un ricco programma di visite didattiche dedicate. Il 5 luglio, come anche le due date successive, coincide con la prima domenica del mese che, come stabilito dal decreto del Ministro Franceschini in vigore dal 1 luglio 2014, consente a tutti i visitatori italiani di entrare gratis nei musei, monumenti, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali aderenti, di solito pubblici. I musei gratis il 5 luglio a Roma saranno soprattutto i musei civici come il Museo dell’Ara Pacis, con un appuntamento dedicato alla scoperta dell’imperatore Augusto, i Musei di Villa Torlonia e i Musei Capitolini per osservare i capolavori del Campidoglio e approfondire la storia di Marco Aurelio e poi i Mercati di Traiano e la loro storia millenaria, il Museo di Roma a Palazzo Braschi e la splendida Centrale Montemartini, primo impianto comunale di produzione di energia elettrica trasformato in museo che, con il suo allestimento particolare, risulta ancora più suggestivo per tutti i visitatori che vi si recano. Inoltre, una scelta obbligata per gli amanti dell’arte contemporanea, è l’apertura gratuita dello GNAM, la Galleria Nazionale di Arte Moderna a due passi dal verde di Villa Borghese, contenente una collezione permanente che racchiude i migliori esempi della pittura e della scultura moderna dal XIX al XXI secolo. Vi segnaliamo che le esposizioni e le mostre private di solito non rientrano nelle gratuità, come per esempio la mostra “Leonardo Da Vinci. L’Autoritratto”, la mostra “Nutrire l’Impero. Storie di alimentazione da Roma a Pompei” e la mostra “Sergio Staino. Satira e sogni”. Qui una lista completa dei musei gratis il 5 luglio a Roma e…buona arte a...

Leggi

La Chiesa di Sant’Omobono

La Chiesa di Sant’Omobono Nel Vico Jugario sorge la chiesa e l’area sacra di Sant’Omono Ai piedi del Campidoglio, a Roma, si trova la cosiddetta area sacra di Sant’Omobono, un’area archeologica a pianta rettangolare con aree sacrificali su cui sorsero i templi della Mater Matuta e della Fortuna (attribuiti al re Servio Tullio) in cui sono stati rinvenuti materiali databili tra il IX e VIII secolo a.C. che fanno supporre l’esistenza di un abitato di capanne arcaiche. Accanto, rimasta sopraelevata rispetto alla trasformazione urbanistica del 1933, sorge la chiesa di Sant’Omobono. Eretta sulla preesistente chiesa di San Salvatore in Portico del VI secolo, si hanno le prime notizie intorno al 1470, ma fu in seguito ricostruita nel 1482 per un lascito di Stefano Satri de Baronilis, il cui monumento sepolcrale è conservato al suo interno. Nel 1575 venne concessa all’Università dei Sarti che disposero immediati restauri intitolandola a Sant’Omobono, il loro patrono, arricchendola con decorazioni e altari. Verso il 1920 la nuova sistemazione della via del Mare (le attuali via del Teatro di Marcello e via L. Petroselli), destinava alla demolizione l’intero isolato comprendente la chiesa ma, in seguito agli importanti rinvenimenti archeologici dell’epoca, il progetto subì una modifica e la chiesa di Sant’Omobono venne consolidata e restaurata. La facciata tardo-cinquecentesca è rivestita in laterizi e si presenta divisa in lesene, con occhio centrale e timpano, sotto il quale l’iscrizione “IN HON B. MARIAE V. AC SS. HOMOBONI ET ANTONII PAD” consente di riconoscere la dedica alla Beata Vergine Maria, a Sant’Omobono ed a Sant’Antonio da Padova. Ai lati del portale si possono notare due nicchie vuote, in origine destinate ad accogliere le statue di Santo Stefano e Sant’Alessio. Sulla cupola absidale è collocata una banderuola ornata da un paio di forbici aperte, emblema dell’Università dei Sarti. La costruzione è ad unica navata irregolare con abside poligonale coperta a cupola, è presente un pavimento cosmatesco e, al centro del soffitto a cassettoni, vi è un dipinto a tempera di C. Mariani, che raffigura l’incoronazione della Vergine tra i Ss. Omobono e Antonio. Nell’abside compare un interessante affresco dei primi anni del XVI secolo dipinto da Pietro Turini, pittore della cerchia di Antoniazzo Romano, che rappresenta il Salvatore in gloria e la Madonna in trono col Bambino tra i Ss. Stefano e Alessio. Dopo le demolizioni del Novecento e la costruzione dei muraglioni del Tevere, l’area circostante alla chiesa di Sant’Omobono è oggi quasi disabitata mentre fino all’inizio del ‘900 era una zona popolata e uno dei punti d’accesso al mercato romano dei produttori provenienti dalla via Appia e dalla via Ostiense, quindi piuttosto rilevante dal punto di vista commerciale. La chiesa di Sant’Omobono è attualmente chiusa...

Leggi

Pin It on Pinterest