Piazza San Pietro

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Piazza San Pietro Inserita a margine del centro storico di Roma, Piazza San Pietro è compresa nella Città del Vaticano, e delimitata dal confine con lo Stato italiano; attraverso il rione Borgo che giace a est, i principali accessi sono da via di Porta Angelica o da via della Conciliazione. La celeberrima piazza, notevole esempio di architettura ed urbanistica barocca, è dedicata all’ omonimo santo ed è quotidiano punto d’incontro per migliaia di fedeli cattolici provenienti da tutto il mondo. Lo spazio della piazza è formata da due parti: la prima a forma di trapezio rovescio il cui lato maggiore corrisponde alla facciata con specifiche motivazioni prospettiche; la seconda, più grande, di forma ovale con l’obelisco Vaticano al centro. I due grandi spazi sono unificati da un imponente colonnato architravato. Nella situazione attuale, davanti alla piazza vera e propria troviamo un altro spazio che funge da vestibolo (Piazza Rusticucci, oggi piazza Pio XII) e su cui sbocca in asse, la novecentesca Via della Conciliazione. Essa è la piazza più vicina, in un certo senso, al cuore del cattolicesimo; il grande colonnato ovale è sempre stato considerato la figura di due grandi braccia che avvolgono maternamente i fedeli. I visitatori della basilica di San Pietro, siano pellegrini con devozione o siano turisti con interesse culturale, da tutto il mondo e di tutte le razze e le lingue, qui cominciano sempre dall’ ammirare e godere l’ampiezza e l’armonia dello spazio e delle forme, lo slancio dell’obelisco fiorito di mille leggende, lo scroscio delle due copiose fontane, avvolti dal cielo di Roma che è bello sempre, e non solo quando è bello come quello di Lombardia (diceva Manzoni). Data la sempre maggiore affluenza, la piazza è diventata (almeno nella bella stagione) la sede abituale di grandi cerimonie liturgiche presiedute dal papa, come le canonizzazioni, il corteo di insediamento dei pontefici neo-eletti, ma anche le esequie del papa, come avvenne nel 2005 per Giovanni Paolo II, di fronte ad una numerosa folla. È diventato abituale l’appuntamento dell’Angelus Domini, la domenica alle 12.00, quando il papa si affaccia dalla finestra del suo studio, saluta la folla radunata, fa un breve discorso, recita la preghiera dell’Angelus ed impartisce la benedizione. Il colonnato a quattro file di colonne, realizzato per Alessandro VII nel 1656-67, è concepito in modo che, visto dai fuochi dell’ellisse – indicati, sul selciato, da una pietra circolare circondata da un anello di marmo, appare composto da una sola fila di...

Leggi

Piazza di Pietra

Piazza di Pietra Piazza di Pietra, nei pressi del Pantheon, viene chiamata così a seguito di una caratteristica origine popolare. Il nome faceva riferimento all’aspetto cupo, pietroso, che l’ambiente aveva assunto nel medioevo con il tempio di Adriano ridotto a fortezza, probabilmente dalla nobile famiglia romana dei Colonna. In ogni caso la tradizione popolare, che aveva assegnato alla Piazza quel toponimo, fu testimoniata dal contemporaneo trasferimento del mercato dalla Rotonda a Piazza di Pietra. Nove casini realizzati proprio in pietra e baracche per la vendita del pesce e del pane che per un secolo tennero banco a fronte del tempio. Certo, quello che l’ha fatta sempre da padrone nella piazza, al di là del toponimo, è proprio il tempio che l’imperatore Antonino Pio costruì nel 145 d. c. a memoria del padre Adriano, esaltato come un dio, caratterizzato da 13 colonne scanalate in marmo bianco, undici delle quali sono ancora in piedi. Nel 1695 l’architetto Carlo Fontana e suo figlio Francesco iniziarono la trasformazione del tempo per farlo diventare la sede della Dogana delle Merci di Terra; dopo un’ulteriore trasformazione ad opera di Virginio Vespignani, datata 1879, il tempio divenne la sede della Camera di Commercio e della Borsa Valori. Altra “perla” della piazza è lo splendido Palazzo Ferrini, progettato da Onorio Longhi all’inizio del XVII secolo. Il nome dei suoi primi proprietari, ovverosia la famiglia Ferrini, è scritto sull’elegante loggia, mentre l’iscrizione IOSEPH CINI sul portale si riferisce al conte Giuseppe Cini che possedette il palazzo nel XIX secolo. Oggi Piazza di Pietra è tutt’altro che cupa. I piccoli locali di fronte al Tempio, la numerosa folla di persone sia di giorno che di notte e l’illuminazione della piazza ci danno sicuramente una sensazione di calore e...

Leggi

Fontana dell’Acqua Paola

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Fontana dell’Acqua Paola  Via Garibaldi 30 Roma (RM) Forse in pochi la conoscono con il nome di Acqua Paola, dato che sul colle Gianicolo, la fontana è nota a tutti come il “Fontanone”. La Fontana  dell’Acqua Paola fu collocata al termine dell’acquedotto attivato da Paolo V Borghese (da cui prende il nome) per fornire approvvigionamento idrico al rione Trastevere che fino ad allora aveva dovuto accontentarsi quasi soltanto dei pozzi e dell’acqua del fiume. In effetti l’acquedotto Paolo era l’originario acquedotto di Traiano ripristinato nel Rinascimento. L’acqua veniva portata dal Lago di Bracciano e nell’antichità era servita a mettere in movimento i mulini di Roma. Un braccio dell’acquedotto venne distaccato per portare acqua al Vaticano e alle fontane dei giardini e a quelle di Piazza San Pietro. La bella fontana fu costruita da Flaminio Ponzio in collaborazione con Giovanni Fontana tra il 1610 e il 1612. La facciata monumentale, animata da angeli, mostri e draghi, è costituita da cinque archi e sei colonne in granito, delle quali quattro provengono dalla facciata dell’antica basilica di San Pietro. Altri marmi furono presi dal tempio di Minerva nel foro di Nerva. Il suo vastissimo bacino è opera di Carlo Fontana. Il piazzale che offre una visuale meravigliosa della fontana e uno splendido scorcio su Roma non esisteva ai tempi di Paolo V, quando la fontana era sull’orlo scosceso del Gianicolo. Fu Alessandro VIII Ottoboni ad aumentare la portata dell’acquedotto creando il piazzale mediante lavori di terrazzamento. Nell’orto retrostante ebbe sede dall’epoca di Alessandro VII il “Giardino dei Semplici” o Orto Botanico che nel 1820 venne trasferito nel giardino di Palazzo Salviati ai piedi del Gianicolo per ordine di Pio...

Leggi

Fontana di Trevi

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Fontana di Trevi Piazza di Trevi Roma (RM)   La storia di Fontana di Trevi inizia, in un certo senso, ai tempi dell’imperatore Augusto, quando il genero Agrippa fece arrivare l’acqua corrente fino al Pantheon ed alle sue terme grazie alla costruzione dell’acquedotto Vergine (che si può ammirare anche a Piazza del Popolo). Leggendaria è l’origine del nome Vergine che, secondo Frontino, sarebbe stato dato dallo stesso Agrippa in ricordo di una fanciulla (in latino virgo) che indicò il luogo delle sorgenti ai soldati che ne andavano in cerca. In quella che sarà poi l’odierna piazza di Trevi, Agrippa alzò una mostra consistente in un alto muraglione, cui erano addossate tre vasche di raccolta. La fontana restò così fino al 1453, quando Niccolò V diede incarico a Leon Battista Alberti di restaurare la fonte: in questa occasione furono tolte le tre vasche e sostituite con un unico vascone. Ma la fontana iniziò a prender corpo con Urbano VIII, il quale, volendone fare una grandiosa, incaricò del progetto il Bernini. Urbano VIII e Bernini morirono senza che la fontana fosse stata ultimata: in quel periodo era soltanto un grosso lavatore con un vascone dinanzi. Tocca a Papa Clemente XII Corsini (1730 – 1740), nel 1731, il compito di riprendere in mano le sorti della piazza e della fontana: bandisce un importante concorso per la costruzione di una grande mostra d’acqua che occupi l’intera facciata del palazzo Poli. Il bando viene vinto da Nicolò Salvi, che inizia la costruzione della fontana nel 1732, impostando l’opera secondo un progetto che raccorda influenze barocche e ancor più berniniane al nuovo monumentalismo classicista che caratterizzerà tutto il pontificato di Clemente XII. Egli riprende l’idea di fondo di Urbano VIII e di Bernini, ovvero l’idea di narrare, tramite architettura e scultura insieme, la storia dell’Acqua Vergine. Il prospetto di Fontana di Trevi ha nel mezzo un arco trionfale formato da un ordine di quattro colonne corinzie sormontate da un grandioso attico, a sua volta sovrastato dallo stemma di Clemente XII. Lo stemma, scolpito in marmo, è coronato da una balaustra con quattro statue che simboleggiano le quattro stagioni. Nel fronte dell’architrave è l’iscrizione: “CLEMENS XII PONT. MAX. / AQUAM VIRGINEM / COPIA ET SALUBRITATE COMMENDATAM / CULTU MAGNIFICO ORNAVIT / ANNO DOMINI MDCCXXXV PONT. VI”. Al centro di una base rocciosa ricca di scogli e di figure dello scultore Maini, si erge imponente la statua di “Oceano” sopra un carro a conchiglione trainato da due cavalli marini,...

Leggi

Sant’Agnese in Agone

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Sant’Agnese in Agone  Piazza Navona Roma (RM) Telefono 06 68192134     La chiesa di Sant’Agnese in Agone a Roma viene costruita a Piazza Navona nel XVII secolo su progetto iniziale di Carlo Rainaldi, ma con il decisivo intervento, fra il 1653 ed il 1657 d.C, di Francesco Borromini. Papa Innocenzo X Pamphili, che ha il suo monumento funebre all’interno di questa stessa basilica, decide di procedere ad un riassetto urbanistico dell’area e far costruire la chiesa di Sant’Agnese in Agone quasi come una cappella privata annessa alla residenza di famiglia che le sorge a lato. Lo stretto rapporto che intercorre fra la chiesa e il palazzo Pamphili è ancora testimoniato da un’apertura nel tamburo della cupola che permetteva al pontefice di assistere alle celebrazioni direttamente dal suo appartamento. L’impianto a croce greca, nato sul luogo del martirio dell’omonima santa, che l’agiografia vuole miracolosamente ricoperta dai propri capelli dopo essere stata esposta nuda alla gogna, nasconde negli attuali sotterranei un oratorio medioevale ed alcune rovine dell’antico Stadio di Domiziano. Nel breve periodo in cui fu chiamato a sostituire Carlo Rainaldi alla direzione dei lavori, Francesco Borromini modifica il prospetto della facciata utilizzando dei volumi concavi per esaltare lo slancio della cupola incorniciata fra due campanili gemelli. La basilica, decorata da marmi pregiati e da un uso esteso di stucchi dorati, annovera anche l’uso di materiali sottratti ad altri edifici religiosi come nel caso delle colonne nelle cappelle della crociera provenienti da San Giovanni in Laterano o le campane sottratte alla Cattedrale di Castro nel Viterbese. Curiosità: Si  dice che la Statua di Sant’Agnese, collocata sulla facciata, voglia rassicurare la Fontana dei Quattro Fiumi circa la stabilità della chiesa....

Leggi

Basilica di San Paolo fuori le Mura

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Basilica di San Paolo fuori le Mura  Via Ostiense, 190 00100 Roma (RM) Telefono 06 69880800 info@annopaolino.org www.annopaolino.org Lungo la Via Ostiense, sul luogo dove secondo la tradizione era stato sepolto l’Apostolo delle genti, i primi cristiani eressero una cappella sepolcrale (cellamemoriae) successivamente trasformata in basilica da Costantino; questa venne consacrata, sempre secondo la tradizione, nel 324 da papa Silvestro I. San Paolo fuori le Mura è un vasto complesso extra territoriale (Motu Proprio di Papa Benedetto XVI, 30 maggio 2005), amministrato da un Arciprete, il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo. E’ la seconda basilica per dimensioni dopo San Pietro, quindi con i suoi 132 metri di lunghezza, 65 di larghezza e 30 di altezza è una delle più grandi chiese del mondo Già nel 385 si dette inizio alla ricostruzione in forme più ampie del tempio, terminata nel 395 al tempo dell’imperatore Onorio. Divenuta una delle tappe più importanti del pellegrinaggio a Roma, la grande basilica – a tre navate, con colonne antiche e quarantadue finestre per dar luce all’interno – vide svilupparsi attorno ad essa un borgo che nel IX secolo, in conseguenza d’incursioni saracene, venne fortificato da papa Giovanni VIII e da questi prese il nome di Giovannopoli. Nel corso dei secoli la basilica si arricchì di magnifiche opere d’arte. Nel 1070 vennero donate le splendide porte di bronzo, tuttora in situ ma rivolte verso l’interno, fuse a Costantinopoli da maestranze bizantine; nel XIII secolo furono attivi nella chiesa i Vassalletto, una famiglia di marmorari romani, Arnolfo di Cambio, autore del ciborio, e Pietro Cavallini, le cui decorazioni a fresco, nella navata, e a mosaico, in facciata, sono andate purtroppo irrimediabilmente perdute. Ulteriori interventi vennero eseguiti nei secoli XV (Benozzo Gozzoli e Antoniazzo Romano) e XVII (Onorio Longhi e Carlo Maderno). Tra il 15 e il 16 agosto del 1823 la basilica venne pressoché distrutta da un incendio che risparmiò solo il transetto e parte della facciata. La commissione appositamente istituita da papa Leone XII, vagliate diverse soluzioni, decise per la completa riedificazione del tempio. Fu incaricato dei lavori Pasquale Belli, che in collaborazione con altri architetti demolì le parti superstiti e ricostruì la chiesa nelle forme attuali (1825-1854) seguendo le dimensioni e la pianta dell’antica basilica. La facciata, decorata nella fascia superiore da mosaici ottocenteschi, è opera di Luigi Poletti – autore anche del campanile e del pronao sul lato settentrionale, quest’ultimo realizzato reimpiegando dodici colonne già nella navata della chiesa precedente – ed è preceduta da...

Leggi

Palazzo Braschi – Museo di Roma

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: Si Costo: a partire da 9,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Palazzo Braschi – Museo di Roma Piazza di San Pantaleo, 10 Roma (RM) Telefono 060608 museodiroma@comune.roma.it www.museodiroma.it Palazzo Braschi, progettato dall’architetto Cosimo Morelli (1732-1812), è stato recentemente sottoposto a complessi lavori di ristrutturazione e restauro che hanno restituito l’originale splendore alla maestosa architettura, allo scenografico cortile, ai raffinati stucchi e alle pitture delle sale. Elemento architettonico caratteristico di Palazzo Braschi è lo scalone monumentale, cui pose mano anche l’architetto Giuseppe Valadier (1762-1839). Molte sale conservano decorazioni a tempera realizzate tra la fine del settecento e l’inizio dell’ottocento. Il Museo di Roma, all’interno di Palazzo Braschi, per la ricchezza e la vastità delle sue collezioni, è l’istituzione più significativa per la conoscenza della storia sociale e delle attività artistiche a Roma dal medioevo agli inizi del novecento. Vi si conservano più di centomila opere – tra dipinti, disegni, sculture, incisioni, fotografie, mobili, abiti, ceramiche, carrozze e portantine, elementi architettonici e affreschi salvati dalle demolizioni – molte delle quali esposte a rotazione. Nel centro di documentazione multimediale del museo è consultabile la banca dati dell’intera collezione. Rilevante è la serie di dipinti realizzati tra il Cinquecento e l’Ottocento per celebrare cerimonie e feste religiose. Un notevole nucleo di sculture illustra l’attività di alcuni tra i principali artisti romani. La raccolta di disegni, acquerelli, incisioni, libri antichi e fotografie storiche testimonia la storia dell’arte grafica a Roma e descrive la topografia e la vita sociale della città. Fanno parte della collezione del Museo anche il Gabinetto Comunale delle Stampe e l’Archivio Fotografico, in gran parte trasferiti su supporto informatico e consultabili attraverso postazioni multimediali. Il nuovo allestimento della sala fotografica del museo prevede l’esposizione di Fotografie romane di veduta ottocentesche selezionate dalle collezioni dell’Archivio Fotografico Comunale di Roma. Grazie al periodico riallestimento di questa sala, necessario per evitare una lunga esposizione, dannosa per le opere, i visitatori possono effettuare un viaggio nell’archeologia e nelle vedute più rappresentative di Roma, attraverso le opere dei più noti fotografi del XIX secolo e del primo Novecento. La visita del Museo di Roma offre un nuovo approccio alla storia secolare della città, permette di scoprire aspetti inediti della Capitale, i personaggi delle grandi famiglie nobiliari, i luoghi ormai scomparsi. La splendido Palazzo Braschi inoltre, costituisce uno scenario di particolare bellezza per manifestazioni culturali ed eventi...

Leggi

MACRO – Museo d’Arte Contemporanea

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: Si Costo: a partire da 12,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   MACRO – Museo d’Arte Contemporanea  Via Nizza, 138 Roma (RM) Tel. 060608 – Fax 06 855 4090 macro@comune.roma.it www.museomacro.org     Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma – nasce dal riassetto delle strutture capitoline deputate alla promozione dell’arte contemporanea. E’ dotato di due sedi: l’ex stabilimento industriale Peroni, progettato all’inizio del Novecento da Gustavo Giovannoni, una delle poche testimonianze di archeologia industriale nella capitale, che fino al 1971 ha ospitato le attività produttive della Società Birra Peroni. Nel 1999 è terminata la prima fase dei lavori di ristrutturazione e conversione del sito, che ha visto il recupero all’edificio principale composto da due corpi di fabbrica paralleli collegati da una costruzione che corrisponde al prospetto di ingresso. Il completamento dei lavori è stato assegnato al progetto Territori Sensuali di Odile Decq, a seguito del concorso internazionale indetto dal Comune di Roma nel 2000. L’altra sede è dislocata in due padiglioni del complesso edilizio dell’ex Mattatoio di Testaccio realizzato tra il 1888 e il 1891 su progetto dell’architetto Gioacchino Ersoch. Il 3 dicembre 2010 ha aperto alla città la nuova architettura di Odile Decq, vincitrice nel 2001 del concorso internazionale bandito dal Comune di Roma per l’ “Ampliamento del Macro, Museo d’Arte Contemporanea Roma”. Frutto di un progetto che trasgredisce l’approccio tradizionale di integrazione tra vecchio e nuovo in un contesto di carattere storico, la nuova ala si inserisce naturalmente nella struttura preesistente e, al contempo, ridefinisce l’intera morfologia e percezione del Museo. Per la realizzazione dell’opera architettonica, il coordinamento tecnico e procedimentale è stato gestito dall’Ufficio Città Storica dell’Assessorato all’Urbanistica, mentre quello amministrativo è stato curato dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale. La Direzione dei lavori è stata seguita da Zètema Progetto Cultura, società che gestisce anche i servizi museali. Grazie all’inaugurazione dei nuovi spazi, MACRO ridisegna la propria geografia e si conferma come luogo diffuso delle immagini e mappa ideale di una costellazione del contemporaneo. La nuova e unica entrata del Museo, collocata all’angolo tra via Nizza e via Cagliari, segna l’ingresso di un’architettura dell’arte, un intero isolato caratterizzato da una superficie espositiva oggi triplicata (4350 mq), cui si aggiungono le nuove aree dedicate ai servizi e al pubblico: la grande terrazza, la sala conferenze, la libreria, il ristorante, la caffetteria, il parcheggio e l’area didattica, per raggiungere una superficie complessiva di 19.590 mq, incluso il parcheggio multipiano interrato di 161 posti auto, che sarà utilizzabile anche dai residenti del quartiere. Le forme dinamiche e sinuose della...

Leggi

Basilica di San Lorenzo fuori le Mura

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Basilica di San Lorenzo fuori le Mura  Piazzale del Verano, 3 00100 Roma (RM) Telefono 06 491511 sanLorenzofuorileMura@VicariatusUrbi     La Basilica di San Lorenzo: è un’importante chiesa di Roma, una delle Sette Chiese e una delle cinque Basiliche patriarcali, situata a ridosso del cimitero del Cimitero del Verano.La basilica ospita la tomba di san Lorenzo, arcidiacono della Chiesa di Roma, martirizzato nel 258. Fra gli altri, nella basilica sono sepolti i papi Ilario e Pio IX e Alcide De Gasperi. In origine la Basilica venne costruita nel IV secolo dall’ Imperatore Costantino vicino alla tomba del martire Lorenzo e sopra di questa fu costruito un oratorio dalle piccole dimensioni. Quest’ultimo, in seguito, venne sostituito, sotto papa Pelagio II, da una nuova chiesa, e quindi per un certo periodo di tempo vi erano sia la chiesa di Costantino maggiore, che quella minore di Pelagio. La Basilica Minore subì una serie di modifiche ad opera di papa Onorio III e in occasione forse dell’incoronazione di Pietro di Courtenay nel 1217 come imperatore latino di Costantinopoli. La chiesa, dunque, venne ampliata e la vecchia basilica divenne il presbiterio rialzato di quella nuova; essa inoltre venne decorata da molti affreschi che rappresentavano la vita di San Lorenzo e di Santo Stefano. Ulteriori trasformazioni della basilica si ebbero nel seicento, ma queste modifiche furono eliminate con il restauro di Virginio Vespignani nella seconda metà dell’ottocento. Dopo la seconda Guerra Mondiale, a causa dei danni subiti dalla chiesa per via di un bombardamento, essa venne restaurata ulteriormente, perdendo però gli affreschi della parte superiore della facciata. I restauri infine terminarono nel 1948 e videro l’eliminazione degli elementi aggiunti...

Leggi

Museo Carlo Bilotti – Aranciera

Museo Carlo Bilotti – Un tesoro nascosto  Il museo Carlo Bilotti ha sede nell’Aranciera di Villa Borghese, una sede con una storia secolare, preesistente ai lavori seicenteschi ad opera del Cardinale Scipione Borghese. La collezione presente all’interno del museo è formata da una serie di opere di arte contemporanea che l’imprenditore italoamericano Carlo Bilotti ha donato alla città di Roma.   Bilotti fu amico e committente di diversi artisti tra cui Giorgio de Chirico, Gino Severini, Andy Warhol, Larry Rivers, Giacomo Manzù. Nel museo è possibile ammirare alcune delle loro opere e ben 18 solo di de Chirico, rappresentative dei soggetti più famosi prodotti dall’artista dalla seconda metà degli anni Venti agli anni Settanta:  il tema degli Archeologi, dei Cavalli in Riva al Mare, dei Mobili nella Valle o nella Stanza, dei Cavalieri o Guerrieri Antichi. CURIOSITÀ : L’Aranciera era nota, nel Settecento, come Casino dei Giuochi d’Acqua per la presenza di fontane e ninfei, circondata dal Giardino del Lago con le sue spettacolari sistemazioni. Nelle sale riccamente decorate e arredate i principi Borghese organizzavano feste ed eventi mondani. A seguito dei gravissimi danni causati dai cannoneggiamenti del 1849, durante la difesa francese del papato contro la Repubblica Romana, l’edificio fu ricostruito liberamente ed adattato a ricovero invernale degli agrumi, perdendo così tutte le sue preziose decorazioni. La donazione fu di  ventidue opere. Sono presenti il ritratto di Carlo Bilotti eseguito dall’americano Larry Rivers, il ritratto di Tina e Lisa Bilotti realizzato nel 1981 dal maestro della Pop Art Andy Warhol, L’estate di Gino Severini ed infine il grande Cardinale in bronzo di Giacomo Manzù. Per rendere il museo aperto a sempre nuove tematiche nel campo dell’arte contemporanea, accanto alle sala destinate all’esposizione permanente della donazione sono previsti spazi per eventi temporanei. Viale Fiorello La Guardia Roma (RM) Telefono: 060608 info@museocarlobilotti.it...

Leggi

Pin It on Pinterest