Museo Nazionale degli Strumenti Musicali

Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Piazza di Santa Croce in Gerusalemme, 9/A Roma (RM) Tel. 06 7014796 – Fax 06 7029862 Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali fu inaugurato a Roma nel 1974, in quella che un tempo era la caserma “Principe di Piemonte”. Ci troviamo nei pressi della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme; il museo conserva al suo interno una quantità enorme, e forse unica al mondo, di strumenti musicali: circa 3000 pezzi, di cui, purtroppo, solo ottocento esposti. Gli strumenti conservati all’interno del museo appartenevano ad una collezione privata del tenore italiano Evan Gorga. Gorga fu il primo ad interpretare Rodolfo nell’ opera di Puccini “la Bohème”. Nella sua attività di collezionismo, Gorga riunì trenta collezioni di oggetti più disparati, ma certamente la collezione di strumenti musicali era quella che rivestiva la maggiore importanza. Evan Gorga è morto nel 1957 a 92 anni ed è a lui che la cultura italiana deve essere riconoscente per aver contribuito alla conservazione di un enorme patrimonio artistico e culturale che altrimenti sarebbe andato disperso. Vi si e’ aggiunta in seguito una incredibile serie di strumenti rari e preziosi, tanto che adesso vi sono più di 3000 pezzi che vanno dall’antichità alla fine del ‘700. Sezioni di strumenti popolari di tutto il mondo e di strumenti-giocattolo, provenienti dal Museo di Palazzo Venezia e dal Museo di Storia delle Tradizioni Popolari. Dei 3.000 pezzi della collezione sono esposti circa 840 strumenti. Attraverso 18 sale viene ricostruita la storia della musica, dai primi strumenti a fiato e percussione del mondo antico greco e romano sino a quelli del nostro secolo. Sono esposti strumenti di musica popolare e colta, religiosa e militare, strumenti della tradizione musicale extraeuropea provenienti dall’Africa, dall’Oceania, dall’America. Tra i pezzi particolari l’arpa Barberini del XVII secolo, il clavicembalo verticale italiano ed il pianoforte costruito nel 1722 da Bartolomeo Cristofori (1655-1732), universalmente riconosciuto come l’inventore di questa tipologia di strumento.    ...

Leggi

Santa Prassede

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Santa Prassede  Via di Santa Prassede, 9/a Roma (RM) Tel. 06 4882456 – Fax 06 4819059   La chiesa di Santa Prassede si trova nei presi di Via Merulana all’ altezza di Piazza Vittorio Emanuele. La chiesa ha origini molto antiche. Attorno alla basilica di Santa Maria Maggiore sorsero molte chiese, tra cui, come attesta una lapide del 491, un titulus Praxedis. Papa Adriano I verso l’anno 780 rinnovò completamente ciò che restava del titulus Praxedis, la chiesa attuale invece si deve al rifacimento operato da papa Pasquale I nell’817, che costruì un nuovo edificio sacro al posto del precedente, ormai fatiscente. La nuova chiesa era destinata ad accogliere le ossa dei martiri sepolti nel cimitero di Priscilla. Fin dal IX secolo la chiesa era inserita nel tessuto edilizio a tal punto che la facciata non era visibile dalla strada, come lo è tuttora; essa si trova all’interno di un cortile quadrangolare delimitato da edifici abitativi, ancora oggi sono visibili le colonne dell’antico nartece e tre finestre centinate in alto. L’interno, a pianta basilicale, era originariamente diviso in tre navate da sedici colonne di granito reggenti direttamente la trabeazione. Quattro di queste furono successivamente incorporate in pilastri di rinforzo, su cui sono impostate tre grandi arcate trasversali. Il catino absidale, l’arco absidale e l’arco trionfale sono intermante decorati a mosaico, con raffigurazioni tratte dall’apocalisse e una rappresentazione del cristo attorniato dai Santi e dal committente, papa Pasquale I. Splendidi gli affreschi alle pareti con “Storie della Passione”, figure di “Apostoli” sui pilastri, puttini e festoni, opere di vari autori dei primi del XVII secolo. Al centro del pavimento un disco di porfido copre un pozzo, ove, secondo la leggenda, Santa Prassede raccoglieva i resti ed il sangue dei martiri. La cappella di San Zeno è il più importante monumento bizantino in Roma e racchiude alcuni dei più importanti mosaici bizantini. Nella chiesa si trova il busto del vescovo Santoni, prima opera scultorea di...

Leggi

Santa Pudenziana

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Santa Pudenziana Via Urbana, 160 Roma (RM) Tel. 06 4814622 – Fax 06 4463478     Per secoli si è ritenuto che Santa Pudenziana fosse la più antica chiesa cristiana di Roma: la chiesa sarebbe stata costruita sulla domus del senatore Pudente, che si trova nove metri sotto la basilica. Pudente, con le sue due figlie Pudenziana e Prassede, sarebbe stato convertito dall’apostolo Pietro che avrebbe dimorato sette anni nell’abitazione dell’amico. Origine e datazione della chiesa, pur antichissima, sono ancora in discussione.le strutture della chiesa farebbero parte delle Terme di Novato del II secolo, un secolo dopo l’arrivo di Pietro, e la trasformazione delle terme in una chiesa sarebbe avvenuta alla fine del IV secolo, sotto il pontificato di papa Siricio. Studi recenti, al contrario, sostengono che l’ubicazione in un edificio termale è da ritenersi infondata poiché non sono stati trovati bacini, condotti acquiferi e soprattutto vasche, manufatti tipici di un edificio di quel genere. Il mosaico dell’abside risale a circa il 390, vi è rappresentato Cristo in trono circondato dagli apostoli (ne sono rimasti dieci, gli altri probabilmente sono scomparsi con le ristrutturazioni cinquecentesche) e da due donne che gli porgono una corona ciascuna, la cui identità è oggetto di discussione: secondo alcuni sarebbero le sante Pudenziana e Prassede, figlie di Pudente, secondo altri rappresenterebbero la “Chiesa” e la “Sinagoga”, cioè i templi dei cristiani e degli ebrei. Solo la figura del Cristo ha l’aureola, e tiene in mano un libro aperto sul quale campeggia l’iscrizione DOMINUS CONSERVATOR ECCLESIAE PUDENTIANAE. Le figure si stagliano davanti a un’esedra porticata, dietro la quale si intravede il profilo di una città, che potrebbe essere identificata con Gerusalemme.  Questa interpretazione è resa plausibile dalla presenza, al centro del mosaico, di una croce gemmata che, secondo la tradizione, sarebbe stata fatta erigere dall’Imperatore Costantino sul Calvario,  poco al di fuori della città santa. Accanto alla Croce svettano in un cielo animato da nuvolette rosacee e azzurre i quattro Viventi dell’Apocalisse (l’angelo, il bue, il leone e l’aquila), una delle più antiche rappresentazioni del Tetramorfo giunte sino a noi in sede monumentale. Durante il pontificato di Adriano I la chiesa fu riedificata, quindi restaurata da papa Gregorio VII e da papa Innocenzo III, al quale si deve il magnifico campanile. Nel 1589 fu ampiamente modificata per opera di Francesco da Volterra. La facciata ricostruita per cura del cardinale Luciano Bonaparte committente di Antonio Manno (1870), presenta un bellissimo fregio del secolo XI, adattamento dell’originaria cornice marmorea della porta,...

Leggi

San Saba

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: Si Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Basilica di San Saba Piazza Gian Lorenzo Bernini, 20 Roma (RM) Tel. 06 64580140 – Fax 06 64580133 parrocchia@sansaba.it www.sansaba.it     La Basilica di San Saba prende nome dal monastero e relativa chiesa che furono per secoli, dopo la caduta dell’impero romano, l’unica presenza abitata della zona. La tradizione li collega a san Gregorio Magno e a sua madre santa Silvia , che vi avrebbero dimorato nel VI secolo. Accertata è invece la presenza di alcuni eremiti che, nel VII secolo, si sarebbero insediati sulle rovine di quella che probabilmente era stata la caserma (statio) della IV coorte dei vigili, opportunamente collocata in un luogo da cui si poteva dominare con lo sguardo gran parte del territorio a sudest della città, fra l’attuale Porta San Paolo e Porta San Sebastiano. Si trattava di monaci orientali, provenienti dalla comunità fondata a Gerusalemme da san Saba e in fuga dalla Palestina travagliata da guerre, stragi e dall’espansione islamica: preso possesso del sito, vi istituirono un monastero che acquisì rapidamente fama e prestigio. Fra l’VIII e il IX secolo San Saba era considerato il monastero più importante di Roma, soprattutto perché in quei secoli i pontefici ne fecero il centro di irradiazione di una vivace attività diplomatica verso Costantinopoli e il mondo barbarico affidando ai suoi egumeni e abati importanti incarichi di ambasceria e negoziazione. Chiesa e monastero ricevettero così una ricca dotazione di suppellettili, una vasta decorazione di preziosi affreschi (molti oggi staccati a scopo conservativo) e, successivamente, veri e propri possedimenti come, fra gli altri, il castello di Marino (1253) e il castello di Palo (1330). Intorno al X secolo la comunità sabaitica, sempre più ridotta, venne sostituita dai benedettini di Montecassino e, nel 1144, dai cluniacensi che vi introdussero la riforma dei monasteri. Al XII-XIII secolo risale la ricostruzione della chiesa nelle forme odierne, soprelevata rispetto alla precedente (oggi nei sotterranei, chiusi al pubblico) e molto più ampia. Nuovi interventi architettonici si succedettero nel XV, XVI e XVIII secolo, mentre il governo del complesso religioso fu affidato prima ai cistercensi (1503) e, dal 1573, al Collegio Germanico Ungarico retto dai gesuiti, che ne hanno ancor oggi la direzione. Le architetture medievali della chiesa sono state almeno in parte ripristinate durante i restauri del 1900-1901 e del 1943, anche se la facciata originale è tuttora coperta da una disarmonica costruzione con portico settecentesco (i cui sgraziati pilastri hanno sostituito le colonne originarie), piano superiore con finestre rettangolari (al posto delle antiche...

Leggi

San Lorenzo in Lucina

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Chiesa di San Lorenzo in Lucina Via In Lucina, 16/A Roma (RM) Tel. 06 6871494 – Fax 06 68199122 slorenzoinlucina@tin.it www.sanlorenzoinlucina.it     La Chiesa di San Lorenzo in Lucina é una delle più antiche chiese cristiane di Roma. Fu eretta durante il IV ed il V secolo sul luogo della casa della matrona Lucina, e riedificata da papa Pasquale II intorno al 1100. A lui si devono il portico con colonne di granito con capitelli ionici ed il campanile con gli ultimi tre piani a doppie bifore. Nel 1650 fu ristrutturata dal Fanzago. Sotto il portico si trovano lapidi, frammenti marmorei medioevali ed un bassorilievo di Tenerari (1825) in memoria di Cecilia Severini. L’interno è seicentesco, ad una sola navata con soffitto a cassettoni dorati. In una delle cappelle, sotto la mensa dell’altare, vi è un’urna con la graticola sulla quale San Lorenzo subì il martirio. Un’altra cappella da non perdere è quella “Fonseca”, opera del Bernini, conosciuta anche come “Cupoletta con Angeli suonatori”.  All’interno della cappella è il busto del medico portoghese Gabriele Fonseca, realizzato dal Bernini, mentre gli altri ritratti presenti sono opera dei suoi allievi. Sull’altare maggiore, di Carlo Rainaldi (1675), è posta la “Crocifissione” di Guido Reni. I sotterranei: La chiesa sorge nell’ antica area del Campo Marzio, VII regione augustea dedicata all’ addestramento dei militari in età romana, il suo asse di sviluppo principale è parallelo a quello dell’attuale Via del Corso, antica Via Lata. Nell’area intorno alla Chiesa vennero ritrovati i resti dell’Ara Pacis, sotto palazzo Peretti, e anche dell’Horologium Augusti, la grande meridiana orizzontale di Augusto, che sfruttava come gnomone un grande obelisco fatto arrivare dall’Egitto.La stratigrafia sotto la Chiesa è assai complessa ed evidenzia la forte continuità di vita nella zona attraverso i secoli. Sotto l’attuale Basilica ci sono edifici di età romana: il più antico è una domus di II sec d.c. di cui sono stati ritrovati un muro affrescato posto sotto l’abside e un pavimento musivo bianco e nero sotto la navata centrale. Questo piano pavimentale con mosaico è stato parzialmente coperto dalle fondamenta di un’insula di III sec. d.c. che si insedia nell’area della...

Leggi

Fondazione Roma Museo – Museo del Corso

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 8,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Fondazione Roma Museo – Museo del Corso Via del Corso, 320 Roma (RM) Telefono 06 6786209   Nato nel 1999, per volontà e su impulso del Presidente della Fondazione Roma, il Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, il Museo Fondazione Roma ha realizzato ad oggi oltre 35 mostre temporanee, in collaborazione con i più prestigiosi poli museali internazionali, tra cui il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, il Museo di Stato di San Pietroburgo, il Museo Puškin ed il Museo del Cremlino di Mosca, il Museo del Louvre, il Palace Museum di Pechino, la Gemäldegalerie di Berlino, The Honolulu Academy of Arts, il Whitney Museum of American Art di New York. L’arte e cultura uniscono ciò che è diviso proprio perché sono in grado di creare un codice comune, in cui tutte le barriere vengono abbattute. Il Museo Fondazione Roma intende proporsi come strumento di promozione di questo linguaggio universale: non mero spazio fisico di fruizione dell’arte ma anche luogo di socializzazione, di esperienze condivise e partecipate dalla comunità. Una identità che il Museo ha costruito ed affermato nel tempo attraverso una serie di iniziative collaterali alle mostre, quali incontri tematici, concerti, spettacoli, reading di poesia, iniziative per i bambini ed altre, specifiche per le categorie sociale deboli. Un Museo che mira all’inclusione sociale e allo sviluppo integrale della comunità, attento a valorizzare il passato della città di Roma, il suo patrimonio unico al mondo e, allo stesso tempo, aperto alle correnti artistiche contemporanee, italiane e straniere, come testimoniano le numerose mostre realizzate fino ad oggi, che hanno consacrato il Museo come una delle realtà più autorevoli e dinamiche del panorama culturale nazionale e internazionale. Le esposizioni hanno percorso le epoche e gli stili dell’arte italiana, europea e internazionale, dai Macchiaioli agli Impressionisti, da Rodin a Hopper, da Piranesi al Futurismo. Particolare attenzione è stata rivolta alle culture lontane da quella occidentale, come la Cina della Città Proibita o il Giappone del Maestro Hiroshige. Il Museo si distingue per la peculiarità della sua offerta estetica e per gli originali percorsi di approfondimento culturale, come i seminari, le conferenze, gli spettacoli e gli eventi a tema con l’esposizione in corso. La mostra “Roma e l’Antico. Realtà e Visione nel ’700” ha inaugurato il nuovo spazio espositivo di Palazzo Sciarra. Con l’apertura di questa sede, all’interno dello storico edificio della Fondazione Roma, il Museo ha ampliato la propria programmazione artistica: tale spazio è andato infatti ad affiancare...

Leggi

Santa Maria in Aracoeli

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Santa Maria in Aracoeli Scala dell’Arce Capitolina, 14 Roma (RM) Telefono 06 69763839   La Basilica di Maria in Aracoeli fu costruita sulle rovine del Tempio di Giunone Moneta, che sorgeva su una delle due alture del Colle Capitolino. L’identificazione del sito non è però certa; secondo altri studi la chiesa sorgerebbe infatti dove si trovava l’antichissimo Auguraculum, luogo dal quale gli Auguri prendevano gli auspici osservando il volo degli uccelli. La prima costruzione risale al VI secolo, poi divenne intorno all’anno mille abbazia benedettina per passare successivamente ai frati minori, che tuttora la officiano. Questi ne iniziarono la ricostruzione secondo gli stili romanico e gotico. Nel medioevo assunse un ruolo assai rilevante poiché vi si radunavano i consiglieri per discutere della “Res Publica”. Vi era conservato il bambino di legno di olivo di Getsemani. La scalinata di 124 gradini di marmo venne costruita nel XIII secolo secondo la leggenda come ringraziamento per la fine della peste. La sua realizzazione si deve alla volontà del tribuno Cola di Rienzo che, trasformatosi in tiranno, da qui parlava alla folla. Nel XVII secolo i forestieri solevano dormire sulla scalinata, fin quando il principe Caffarelli non li scacciò facendo rotolare sulle scale delle botti piene di pietre. Dalla cima si gode un bel panorama di Roma con le cupole di Sant’Andrea della Valle e di San Pietro. L’interno, costruito su tre navate a tutto sesto, è ricco di tesori d’arte; tra gli altri, oltre al soffitto ligneo a cassettoni e al bel pavimento cosmatesco conservato in gran parte (salvo gli inserti di lastre tombali) e molto ben tenuto, sono presenti nella Cappella Bufalini affreschi del Pinturicchio che illustrano Storie di san Bernardino, affreschi tardomanieristi absidali del Cinquecento, una tavola con una Trasfigurazione di Girolamo Siciolante da Sermoneta, la pietra tombale di Giovanni Crivelli opera del Donatello, due pergami attribuiti a Lorenzo di Cosma e al figlio...

Leggi

Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Extraurbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa     Indirizzo e recapiti Piazza Del Risorgimento, 46 Roma (RM) Tel. 06 6896696 – Fax 06 6896696 cgmuseodir@carabinieri.it www.carabinieri.it   Fu istituito nel 1925, per volere del Generale di Corpo d’Armata Petitti di Roreto. L’edificio, già sede della Scuola Ufficiali dell’Arma, presenta sulle facciate, rivestite in pietra sperone, degli elementi decorativi in marmo e travertino, progettati dall’architetto Scipione Tadolini, e sulla facciata principale un rilievo a fascia dello scultore Enrico Tadolini. Il motto dell’Arma, “Nei secoli fedele”, corona il tutto. Il Museo raccoglie documenti, fotografie, quadri, armi, uniformi e cimeli dell’Arma dalla loro istituzione, 13 luglio 1814, fino ai nostri giorni passando per le guerre e campagne alle quali essa partecipò. Annesso al museo vi è il Salone d’Onore con sei tavole murali in gesso a grandezza naturale, raffiguranti i principali servizi che l’Arma svolge in tempo di pace o in guerra, ed il Sacrario dedicato ai propri caduti. Il salone d’onore ospita la prima bandiera dei carabinieri nonché quella del 1946. Il sacrario ospita dei medaglieri in cui vi sono le medaglie d’oro al valor militare e al valor civile. Inoltre vi sono dei cimeli ricordanti Salvo D’Acquisto, delle sculture, 160 tempere raffiguranti le divise dell’arma, 12 pergamene d’arte, dei quadri con tema le “Cave Ardeatine” e “Fiesole” ed altri 40 quadri di artisti dell’800 e del 900.    ...

Leggi

Santa Maria sopra Minerva

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Chiesa di Santa Maria sopra Minerva Piazza della Minerva, 42 Roma (RM) Telefono 06 6793926     La Chiesa fondata nel secolo VII sopra i resti di un tempio dedicato a Minerva Calcidica, fu riedificata in forme gotiche nel XII secolo. Nel Rinascimento fu risistemata la facciata e furono effettuati sostanziali lavori interni. Sulla facciata rimangono di quell’epoca solo i tre portali. Particolare attenzione va prestata all’obelisco egizio, sostenuto da un elefantino, che si trova accanto alla chiesa. Concepito in origine per decorare Palazzo Barberini, è un esempio della grande forza del Bernini. L’antico obelisco venne trovato nel giardino del Monastero di Santa Maria sopra Minerva e i frati vollero che venisse eretto nella loro piazza. La bella facciata della chiesa che la guarda di fianco è singolare per contrasto: è talmente semplice da non lasciare alcuno spazio alla fantasia. L’interno rappresenta l’unico esempio di complesso architettonico gotico in Roma. E’ a tre navate con volte a crociera poggiate su pilastri, il cui rivestimento marmoreo e l’ornamentazione pittorica si devono al restauro effettuato nel 1850, che ha privato il monumento del suo aspetto originario. All’interno della chiesa si trova il Monumento funerario di Suor Maria Raggi, illustre suora morta nel 1600. Il monumento è opera di Bernini: la religiosa è ritratta in un clipeo di bronzo sorretto da due cherubini, sullo sfondo di un drappeggio in marmo, che elabora un motivo barocco già adottato precedentemente dall’artista. Il monumento fu posto nella chiesa dopo il 1647, quando Lorenzo Raggi fu creato cardinale. Nella chiesa sono sepolti Santa Caterina da Siena e il grande pittore domenicano Beato...

Leggi

San Vitale

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Basilica di San Vitale Via Nazionale, 194 Roma (RM) Telefono 06 482 3338     La Basilica di San Vitale trae la sua origine da un oratorio risalente al IV secolo e dedicato ai santi Gervasio e Protasio, martiri di origini Milanesi, figli di San Vitale. Verso la fine del secolo la pia matrona Vestina lascia tutti i suoi averi all’oratorio, che viene ristrutturato in basilica a tre navate e consacrato da papa Innocenzo I nel 402. Preti del titulus Vestinae sottoscrivono gli atti del sinodo romano del 499, mentre nella sottoscrizione del sinodo del 595 compare l’appellativo titulus Sancti Vitalis. Fu restaurata e dotata di ricchi doni da papa Leone III (795 816), nuovamente restaurata in epoca medievale, e completamente rifatta dai papi Sisto IV (1475) e Clemente VIII (1595): questi ultimi interventi ridussero la chiesa ad una sola navata, al posto delle tre originarie, e portarono alla scomparsa del portico, chiuso e ridotto a vestibolo della chiesa. Nel 1859 Pio IX fece costruire la caratteristica scalinata d’accesso che è in discesa a causa dell’innalzamento del piano stradale in seguito alla costruzione di via Nazionale. Lavori di restauro effettuati nel 1937-38 hanno ripristinato il portico originario. Il titolo cardinalizio, soppresso nel 1595, viene restaurato da Leone XIII nel 1880, e lo stesso pontefice erige la basilica in parrocchia nel 1884.La facciata presenta un portico, d’epoca paleocristiana, a cinque arcate su colonne con capitelli del V secolo, a cui in passato ne corrispondevano altre cinque nella facciata, oggi murate. Il portale d’ingresso presenta una iscrizione e lo stemma di Sisto IV, e preziosi battenti lignei scolpiti agli inizi del XVII secolo. L’interno è ad una sola navata con abside è stato restaurato nel 1859, mentre sono di epoca recente (1934) il pavimento ed il soffitto ligneo. Ai lati vi sono quattro altari, due per lato, provenienti dalla chiesa del V secolo. Nel transetto vi sono affreschi di Agostino Ciampelli raffiguranti la lapidazione ed il martirio di san Vitale. Altri affreschi, raffiguranti storie di martiri e profeti sono di Tarquinio Ligustri ed Andrea Comodo. Sopra l’ingresso vi è una cantoria sorretta da due colonne corinzie che accoglie un organo a canne costruito nel 1931 dai Fratelli...

Leggi

Pin It on Pinterest