Santi Giovanni e Paolo al Celio

La Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio La Basilica dei Santi Giovanni e Paolo situata sul colle Celio, sorge su un gruppo di vecchie case appartenenti al II secolo d.C. La costruzione avviene nel 398, per opera del senatore Bizante e di suo figlio Pammachio. Una leggenda narra che i Santi Giovanni e Paolo, omonimi degli apostoli, sarebbero stati due ufficiali dell’impero, convertitisi al cristianesimo e decapitati nel 361 d.C. per merito dell’Imperatore Giuliano l’Apostata. Le prime notizie catastali della chiesa risalgono al 440, sotto il pontificato di Leone I, in cui la chiesa era menzionata come “Titulus Pammachii”. E’ dal 500 d.C. che appare la dicitura odierna. Nel 1084 la Basilica viene saccheggiata dai Normanni, subendo da qui in poi svariate trasformazioni interne ed esterne fino al Novecento, data in cui il cardinale Spellman, arcivescovo di New York, finanzia i lavori per  restaurare l’antica facciata, il portico e il campanile paleocristiano. Il portico ionico, costruito con otto colonne antiche, regge un architrave sul quale vi è un’iscrizione dedicatoria. Il portale cosmatesco è affiancato da due leoni del XII secolo ed esistono tracce di affresco dello stesso periodo. L’interno della chiesa è costruito a tre navate, ed è stato restaurato durante il 1700 dagli architetti Canevari e Garagni, riutilizzando sedici colonne originarie del IV secolo. Il soffitto oggi rimane intatto, è infatti possibile ammirare l’originale cinquecentesco. All’interno della Chiesa è presente la cappella di S. Paolo della Croce, fondatore dei passionisti, officiatori della Basilica. I resti dei Santi Giovanni e Paolo sono custoditi all’interno della Basilica in un’antica vasca in porfido, il luogo della sepoltura è indicato da una lastra tombale a metà della navata maggiore. Fonte: Itinerari Romani – Comune di Roma –...

Leggi

Giovanni Paolo Pannini e Roma

Giovanni Paolo Pannini e Roma Giovanni Paolo Pannini [ detto anche Panini ] è nato a Piacenza nel 1691, arrivato a Roma a 20 anni, nel 1711, inizia gli studi di disegno presso Benedetto Luti, si crea una discreta fama come decoratore ma sono i suoi paesaggi che l’hanno consegnato alla storia, Roma rimarrà la sua città fino alla morte sopraggiunta nel 1765, sue opere più famose sono conservate al Metropolitan Museum of Art di New York. vista-di-roma-modernavista-di-roma-antica Giovanni Paolo Pannini non è romano ma è uno dei pittori che meglio a capito Roma, i suoi due capolavori : Galleria di Quadri con viste dell’Antica Roma e  Galleria di Quadri con viste della Roma Moderna continuano a raccontare una Roma che ancora esiste, anzi da allora non è poi cambiata molto, Roma è solo Impero o Barocco, sembra quasi che tra i due periodi non sia successo niente, tutto immobile sotto questo cielo insomma. Giovanni Paolo Pannini ed il futuro di Roma Personalmente ho sempre amato questi que dipinti del Pannini ma c’è un altra domanda che mi sono sempre fatto, quali sarebbero le viste della Roma contemporanea? Pannini cosa avrebbe scelto per simboleggiare la contemporaneità? Escluso il Palazzo della Civiltà e forse il Palaeur non mi viene in mente niente al di fuori dei centri commerciali, voi cosa ne pensate? Quali sono sono i simboli della Roma...

Leggi

EUR l’ultima ambizione di modernità

EUR l’ultima ambizione di modernità EUR [ Esposizione Universale Roma ] è probabilmente l’ultimo progetto architettonico davvero ambizioso che sia stato concepito a Roma negli ultimi 70 anni, progettato a scopi espositivi, col tempo è diventato una specie di down town romano [ a Roma niente è veramente quello che dovrebbe essere ]. Roma viene descritta nei luoghi comuni come la città utopica con tendenze monumentali, di certo è innegabile che i primi edifici, più che al razionalismo italiano, guardavano alla pittura metafisica, l’esempio lampante è il Palazzo della Civiltà o meglio noto come Colosseo Quadrato che sembra appena uscito da un quadro di De Chirico, basta osservarlo per 5 minuti per capire che il suo aspetto ha qualcosa che penetra la realtà. EUR alcuni paradassi del presente Palalottomatica [ ex Palaeur ] : Gioiello architettonico degli anni sessanta non ha più finalità solo sportive, anzi ormai non ci si gioca più a Basket e viene usato principalmente per i concerti ed i grandi eventi sportivi al coperto. L’Acquario : Uno dei progetti più interessanti è il Mediterraneum nuovo acquarium Romano che sta nascendo sotto il laghetto, uno dei luoghi più caratteristici del quartiere, certo era prevista l’apertura nel 2013, poi slittata al 2014 ma ancora non avvenuta. La Nuvola : Altro progetto molto interessante che non riesce ad essere concluso, dovrebbe diventare uno dei centri congressuali più importanti della città ma soprattutto abbagliare con le sue linee futuristiche. In conclusione l’EUR è un quartiere moderno che ospita molti gioielli architettonici, zone residenziali ed uffici, certo rimane quella sensazione d’incompiuto, nel senso che l’EUR potrebbe essere molto di più soprattutto per il business ma c’è qualcosa che in un certo senso ne blocca le potenzialità.  ...

Leggi

Cinecittà world

Cinecittà world Sembra che Roma si sia votata al divertimento, dopo Magicland apre il secondo grande parco dei divertimenti della città : Cinecittà World, un nuovo sogno ispirato ai fasti del passato, quando a Cinecittà venivano creati i sogni ed i modelli che avrebbero influenzato più di una generazione di spettatori sia in Italia che nel Mondo, oggi i film non si producono più ma la magia del glorioso passato non vuole essere dimenticata e questo parco ne è la dimostrazione più evidente, personalmente penso che sia stata una grande idea e che possa diventare un punto fermo della Roma dei prossimi 20/30 anni se amplierà la sua offerta con qualità e costanza. Cinecittà World vs Magicland I due parchi hanno sicuramente una differenza di target evidente, Cinecittà World si rivolge agli adulti, Magicland alle famiglie, anche nel design questa differenza è evidente, personalmente penso che Magicland abbia puntato tutto sull’eterno bambino che c’è in noi, anche le ambientazioni sono chiaramente fiabesche, strizzando l’occhio ai cartoni animati mentre Cinecittà World è molto più glamour, più che sul sogno punta sul fascino ed il mistero delle ambientazioni, che naturalmente strizzano l’occhio alla macchina da presa, naturalmente non è che le famiglie sianio state dimenticate, anzi la maggior parte delle attrazioni sono per tutta la famiglia e la scelta ci sembra ovvia poiché l’80 % circa dei visitatori di parchi giochi è composto da famiglie. Cinecittà World le attrazioni Naturalmente essendo un parco appena nato non può contare su moltissime attrazioni, ma quelle che già presenti sono molto accattivanti, per gli amanti del brivido sicuramente Altair -roller coaster e Erawan – Drop Tower sono le scelte più indicate, io amo molto Erawan per l’elefante alla base della torre che trovo molto, molto glamour. Immancabile la visita a Ciak si gira, dove potrete gustarvi un bella mezzora di edutainment, cioè un misto tra intrattenimento e formazione, idea molto originale ed interessante. Naturalmente ci sono molte altre attrazioni da visitare ma non voglio fare troppo spoiler. Cinecittà World informazioni utili sito web : http://www.cinecittaworld.it/ per contatti...

Leggi

Bosco Parrasio

Bosco Parrasio Roma nasconde moltissimi luoghi magici, il Bosco Parrasio è uno di questi, nascosto tra il verde della collina del Gianicolo, l’accademia dell’arcadia di cui fa parte è stata fondata nel 1690 ma solo nel 1726 si trasferirà nella sede del gianicolo grazie agli aiuti ricevuti dal re del Portogallo, la Villa si sviluppa all’interno del complesso dell’Accademia dell’Arcadia che contiene anche un piccolo anfiteatro e la sua storia è un classico esempio della convivenza tra sacro e profano nella città santa, questo è il manifesto letterario dell’accademia : I fondatori, grandi uomini, della benemerita e celebre Accademia d’Arcadia ebbero per principal scopo nel prendere i nomi egli usi de’ greci pastori e persino il loro calendario, di romper guerra alle gonfiezze del secolo, e ritornare la poesia italiana per mezzo della pastorale alle pure e belle sue forme. Fingendosi pastori, immaginandosi di vivere nelle campagne, bandito ogni fasto, tolto fra loro ogni titolo di preminenza, studiando ne’ classici greci, latini, e italiani, vennero naturalmente da sé stesse a cadere quelle ampollose metafore, que’ stravolti concetti, e quello smodato lusso di erudizione, che formava la delizia non de’ poeti soltanto, ma eziandio de’ più applauditi oratori sagri, e su cui stoltamente si riponeva la sede del sublime e del bello.” Bosco Parrasio storia L’Arcadia aveva bisogno di una sede, l’accademia infatti aveva avuto solo delle sedi provvisorie,  34 anni dopo la fondazione, nel 1724 finalmente arrivò un’importante donazione dal Re del Portogallo Giovanni V, che permise la costruzione del Bosco Parrasio, l’obiettivo dell’Accademia era l’eliminazione della corruzione della poesia barocca attraverso il ritorno alla semplicità bucolica e pastorale. La struttura che oggi possiamo ammirare è frutto di un importante restauro del 1839 da parte dell’architetto Azzurri, ma lo splendore durò ben poco visto che il Gianicolo fu uno dei punti principale in cui infuriò la battaglia con i Francesi, il Bosco Parrasio divenne un campo di battaglia e fu abbandonato definitivamente nel 1891 per lo stato fatiscente degli edifici, dopo il restauro la villa è stata affittata a privati, tra cui spicca Susanna Agnelli, oggi la villa è della famiglia Carraro ed è visitabile su appuntamento. Per prenotare : Inviare una motivata richiesta al Custode generale dell’Arcadia, per il tramite della segreteria dell’istituzione (dott.ssa Giovanna Rak, info@accademiadellarcadia.it), è possibile ottenere l’autorizzazione per visitare singolarmente o in gruppo il Bosco...

Leggi

Dorothy Circus Gallery

Dorothy Circus Gallery Roma è una città piena d’arte, questo è indubbio, però la città soffre di uno strano complesso narcisistico che non le permette di vedere il futuro, la città eterna è ancora troppo innamorata del suo glorioso passato e quindi tutto sembra essersi fermato al periodo barocco con qualche accenno Sabaudo e del ventennio ma niente di più, fortunatamente ci sono alcuni coraggiosi che vorrebbero trasformare Roma in senso POP per avvicinarla a città come Londra, New York, Parigi, Tokyo … Sicuramente questa strada è molto insidiosa ma del resto senza rischio non c’è possibilità di successo, Alexandra Mazzanti è una delle sognatrice che pensa che sia possibile fondere la bellezza del passato con il gusto contemporaneo, il suo capolavoro è Dorothy Circus Gallery, galleria d’arte contemporanea vicino Campo dei Fiori, che anno dopo anno è diventato un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti del Pop Surrealism. A giugno Alexandra ha rilasciato un’intervista molto interessante, ve ne proponiamo alcuni estratti : Quando hai aperto la galleria e in quel momento che stava succedendo nel mondo dell’arte a Roma? Ho aperto Dorothy Circus Gallery nel 2007, A quei tempi a Roma, ma anche in Italia, c’erano molte gallerie focalizzate sull’arte concettuale ed astratta e ogni esposizione era caratterizzata da un’atmosfera fredda ed impersonale. Secondo me le gallerie d’arte erano estranee alle rivoluzioni artiche e poetiche che stavano avvenendo nel nuovo millennio e molte di queste gallerie ignoravano la trasformazione dei gusti del pubblico a livello globale. I giovani artisti venivano semplicemente ignorati dalla cultura ufficiale mentre venivano favoriti artisti e movimenti esplosi ed accettati già da 20 o 30 anni, questi movimenti potevano quindi contare sul supporto dei soliti nomi noti della critica italiana. Collezionare arte era appannaggio solo di pochi richi e fortunati personaggi mentre nessuno pensava ai giovani collezionisti. Come si sono trasformati i tuoi gusti in fatto d’arte da quando hai aperto la galleria? I miei gusti sono solidi e stabili, ma sono comunque sempre alla ricerca di nuove proposte. Provo ad offrire al mio vasto pubblico esperienze artistiche nuove e mai viste prima, mi impegno molto ogni volta che devo scegliere un tema di ogni sigola esposizione. Amo esplorare le possibilità offerte dalla fusione tra pop art e problemi sociali, promuovere e stimolare la coscienza sociale attraverso la bellezza e la magia dei capolavori del Surrealismo Pop e della Street Art Per leggere la versione originale in inglese dell’intervista visita questa pagina Visita il sito ufficiale di Dorothy Circus...

Leggi

Le domus romane di Palazzo Valentini

Le Domus Romane di Palazzo Valentini o Palazzo Imperiali Uno dei paradossi romani più incredibili è l’eccesso d’arte e storia, a Roma: ce n’è talmente tanta che alle volte dei capolavori assoluti vengono assolutamente dimenticati. Uno degli esempi più eclatanti è Palazzo Valentini, sede della provincia di Roma, che nasconde al suo interno un vero e proprio tesoro d’epoca romana, frequentato però per lo più da stranieri, se provate a chiedere ai romani informazioni su Palazzo Valentini pochissimi vi sapranno rispondere, ma qual’è il tesoro che nasconde la sede della provincia? Le domus romane di Palazzo Valentini : il tesoro Nel sottosuolo di questo palazzo del XVI secolo si nascondono delle Domus Romane conservate benissimo che comprendono al loro interno anche un impianto termale, per poter visitare le domus è necessario prenotare con largo anticipo, non tanto per la sua fama ma per l’esiguo numero di visitatori che possono accedere giornalmente alla struttura, e vi assicuriamo che sarà un’esperienza indimenticabile, appena scese le scale che portano al livello degli scavi inizierete a percepire il fascino del luogo, mano a mano che si avanza nel percorso scoprirete che il vostro Virgilio è niente di meno che Piero Angela che vi accompagnerà con il supporto di ricostruzioni al laser attraverso il percorso monumentale. Le domus romane di Palazzo Valentini : Sorprese Durante il percorso non mancheranno piccole curiosità legate anche al Palazzo stesso, una delle cose più interessanti sono sicuramente le fosse usate per smaltire i rifiuti prodotti all’interno del complesso ed infine assisterete ad un documentario che racconta la conquista della Tracia da parte di Traiano attraverso i bassorilievi della colonna Traiana che potrete osservare da un’angolazione molto speciale, infatti c’è una grata all’altezza degli scavi che permette di osservare il monumento da un’angolazione piuttosto insolita. Per maggiori informazioni o per prenotare una visita vai al sito ufficiale...

Leggi

Le Torri Romane

Le Torri Romane Da qualche anno a Roma si sente il bisogno di costruire delle torri, dei grattacieli, le polemiche sull’argomento sono sempre piuttosto accese come nel caso del nuovo grattacielo della Provincia ed in parte anche per la sua “gemella” Eurosky, ma già nel medioevo la città eterna aveva sentito il bisogno di costruire le sue torri, molte sono scomparse ma dopo tanti secoli ne rimangono ancora una cinquantina a testimonianza di un’antica corsa verso il cielo che aveva coinvolto anche l’Urbe, la zona di Roma con più torri è sicuramente Ponte Garibaldi che in un raggio di 150 m comprende 3 delle torri più famose della città. Le Torri Romane : Torre degli Anguillara La maggior parte delle torri medievali sopravvissute non si trovano nella parte centrale di Roma però nel centro della città, in un’area relativamente piccola, ci sono le più famose tra cui appunto la Torre degli Anguillara che si trova su viale Trastevere di fronte a ponte Garibaldi, è conosciuta soprattutto come “La casa di Dante“, la torre è l’unica ancora in piedi nel rione di Trastevere ed è uno dei pochi edifici rimasti in piedi del complesso della fortezza degli Anguillara originaria abbattuta alla fine dell’800 nel quadro di riqualificazione urbana della città. Le Torri Romane : Torre dei Caetani o Torre della Punzella L’Isola Tiberina, nel XI e XII secolo era una piazzaforte importantissima a Roma, la roccaforte è stata costruita dalla famiglia dei Pieleoni, la Torre ancora ben conservata, testimonia il passato militare di questa minuscola isola circondata dal Tevere, almeno due Papi trovarono rifugio nella fortezza : Vittore III nel 1078 e Urbano II nel 1088, la Torre è attualmente gestita dall’Università Israelitica e viene anche chiama Torre della Punzella per via di un basso rilievo che rappresenta il volto di una giovane donna. Le Torri Romane : Torre Argentina o Torre del Papito all’Argentina La torre fù costruita nel XV secolo per volere di Johannes Burckardt, alto prelato originario di Strasburgo che in latino era chiamata Argentoratum per questo Johannes amava firmarsi Argentinus di qui il nome della struttura che si trova in Largo di Torre Argentina, zona centralissima della città famosa per i gatti che vivono all’interno dei resti archeologici visibili nel centro della...

Leggi

La Casilina

La Casilina Roma è una città famosa sin dall’antichità per le sue strade consolari, quella che ha conservato il maggior fascino è sicuramente l’Appia Antica, meta sia turistica sia per il relax cittadino dei residenti, naturalmente i tempi dell’Impero sono lontani ma anche oggi alcune strade sono una parte importante della città, la Casilina per esempio ha un fascino ed un degrado che la caratterizzano in maniera unica, nessuno potrebbe confondere la Casilina con la Tuscolana per esempio, questo è un dato di fatto. La Casilina : breve storia Via Casilina nasce da Porta Maggiore ed al tempo dei Romani era chiamata Via Labicana poiché terminava a Labicum [oggi chiamato Monte Compatri] da qui si univa alla via Latina che conduceva sino a Casilinum [la moderna Santa Maria Capua Vetere], quindi il nome le deve essere stato attribuito in tarda epoca imperiale o molto più probabilmente nel medioevo. La Casilina del dopo guerra era piena periferia se non addirittura campagna, quello che avremmo visto sarebbero stato un panorama caratterizzato da delle strutture/ruderi immerse negli orti, così descrive Tor Pignattara Pier Paolo Pasolini : « Quando ch’ebbero lasciato alle spalle, passa passo, Porta Furba e si furono bene internati in mezzo a una Shangai di orticelli, strade, reti metalliche, villaggetti di tuguri, spiazzi, cantieri, gruppi di palazzoni, marane, e quasi erano arrivati alla Borgata degli Angeli, che si trova tra Tor Pignattara e il Quadraro (…) » Con il boom economico l’area urbana di Roma ha iniziato ad allargarsi e così i confini est della città hanno iniziato a seguire la strada, decine di palazzoni e palazzine abusive hanno iniziato a comparire numerose fino a creare quartieri come il Pigneto, Torpignattara e più passava il tempo più le case avanzavano fino a creare altri nuovi quartieri come la  Borghesiana e Vermicino che attualmente sono il confino tra Roma e l’agro romano. La Casilina : Oggi Naturalmente quando si parla di Casilina non si può fare a meno di non pensare al traffico, infatti questa direttrice è uno dei punti deboli della mobilità romana sia in entrata che in uscita, non a caso la più grande opera pubblica in costruzione a Roma è la Metro C che percorrerà la Casilina da Monte Compatri al Pigneto, proprio dal Pigneto è iniziata in un certo senso la trasformazione della zona, infatti il quartiere è diventato in breve tempo una delle zone più influenti della movida Romana, trasformando i propri punti deboli in elementi di originalità in grado di attirare un pubblico trasversale da ogni quartiere di Roma. Raccontaci la tua Casilina : lascia un...

Leggi

Immagine Acheropita del Redentore a San Giovanni in Laterano

Immagine Acheropita del Redentore a San Giovanni in Laterano Roma è una città con una storia a dir poco straordinaria e piena di sovrapposizioni, questo mix di eventi ha creato talmente tanta arte e curiosità che è umanamente impossibile conoscerle tutte, uno degli scopi della Pro Loco di Roma è proprio quello di proteggere, conservare la storia della città, per esempio quanti di voi conoscono la storia della reliquia dell’Immagine Acheropita del Redentore che si può ammirare nel Sancta Sanctorum del santuario della Scala Santa? Acheropita? Già il nome tradisce il fascino ed il mistero di questa reliquia, la parola deriva dal greco, anche se le fonti sono contrastanti e significa letteralmente non fatto da mano umana, la storia/leggenda ci racconta che Maria e i discepoli chiesero a Luca un ritratto di Cristo, il loro maestro, naturalmente Luca era molto lusingato dalla richiesta e non vedeva l’ora di iniziare il suo lavoro, visto anche l’affetto sincero che provava per il suo maestro ma la storia continua raccontandoci che il futuro santo non fece in tempo ad iniziare il dipinto poiché lo trovò già finito per mano degli angeli. Questi elementi sarebbero già sufficienti per far nascere una leggenda ma la storia non finisce qui, infatti anche l’arrivo a Roma della reliquia è prodigioso secondo la tradizione, infatti l’Immagine Acheropita del Redentore era conservata a Gerusalemme almeno fino al 700, poi con l’inizio della persecuzione degli Iconoclasti costringe il patriarca della città Germano a fuggire con l’icona ma i persecutori non mollano ed inseguono senza sosta Germano e l’icona, il patriarca sentendosi ormai perso decide che è meglio gettare in mare il dipinto piuttosto che farlo cadere nelle mani dei suoi inseguitori ma una volta in acqua il quadro invece di farsi trasportare dalle correnti marine si dirige verso Roma, riuscendo persino a risalire il Tevere per poter letteralmente volare nelle mani di S. Gregorio II che aveva fatto un sogno premonitore sull’arrivo della reliquia a Roma nel 726 ca. Nei secoli l’icona è stata usata dai pontefici come strumento di persuasione facendo credere ai fedeli che il suo potere poteva essere usato per prevenire o far finire catastrofi e carestie, questo potere poteva essere sprigionato attraverso una processione solenne, oggi invece l’icona viene ammirata “solo” per il suo valore storico/artistico da migliaia di turisti ogni anno. La reliquia può essere ammirata nei sotterranei di San Giovanni in Laterano, l’aspetto attuale dell’icona è la conseguenza di un restauro del XII secolo , la versione originale invece viene datata V-VI secolo dopo Cristo, tra l’altro data non compatibile con la prima parte della...

Leggi

Pin It on Pinterest