Fontana del Tritone

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Fontana del Tritone   La Fontana del Tritone opera Berniniana si trova in Piazza Barberini. La realizzazione, nel 1610, del nuovo acquedotto dell’”Acqua Paola” non aveva fatto passare in secondo piano i due costruiti qualche anno prima (l’”Acqua Vergine” nel 1570 e l’“Acqua Felice” nel 1587), e la possibilità di erigere altre fontane sulle loro diramazioni che intanto venivano costruite per una distribuzione idrica più capillare sull’ intera città. Approfittando del fatto che un ramo secondario dell’“Acqua Felice” era stato fatto passare nelle immediate vicinanze, nel 1642 il pontefice pensò di sfruttarlo per una fontana che, oltre al decoro della piazza antistante il suo palazzo, servisse anche di pubblica utilità. La fontana fu realizzata tra il 1642 e il 1643, in contemporanea con la conclusione dei lavori di edificazione del palazzo. Costruita interamente in travertino, rappresenta un Tritone – figura mitologica legata all’acqua -, dal tronco possente e le gambe coperte di squame, inginocchiato su una grande conchiglia bivalve aperta, sorretta da quattro delfini, nell’atto di soffiare in una conchiglia, da cui zampilla l’acqua che, sgocciolando dalle scanalature della conchiglia, si raccoglie in un ampio cerchio (soggetto alle mutazioni del vento) in una vasca bassa (che consente dunque un’ampia visione dell’acqua e dell’insieme) dai contorni marcatamente mistilinei. I delfini hanno le bocche aperte a pelo d’acqua ed i corpi sollevati, con le code che si incrociano a formare una sorta di piedistallo su cui poggia la conchiglia. Tra le code sono sistemate le chiavi e lo stemma pontificio, con le api araldiche dei Barberini.   Secondo la mitologia, il Tritone soffia in una conchiglia per agitare le onde e provocare una tempesta, oppure per ottenere un suono dolce in grado di calmare il mare. Al di là della perfezione tecnica, dell’armonia compositiva e del gusto artistico, che fanno della fontana del Tritone una delle più belle e più visitate di Roma, e pur riconoscendo che l’autore si è certamente ispirato a lavori anche di altri noti “fontanieri”, una caratteristica innovativa dell’opera, che il Bernini utilizzò per la prima volta, e poi sfruttò di nuovo in seguito con successo nonostante le molte critiche, fu la base cava del gruppo scultoreo principale. Contrariamente a quanto sempre realizzato fino ad allora, il gruppo centrale non poggiava infatti su un balaustro o un pilastro centrale, ma su una struttura (nello specifico, le code dei delfini) che lasciava un vuoto al centro. Le colonnine e le inferriate che circondano la fontana, creando una stretta zona di rispetto, risalgono...

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Fontana delle Tartarughe

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Fontana delle Tartarughe Piazza Mattei Roma (RM)   Subito dopo il restauro dell’acquedotto dell’Aqua Virgo, terminato nel 1570, furono iniziati i lavori per una ramificazione sotterranea secondaria del condotto, in modo da raggiungere l’area dell’antico Campo Marzio, tra le zone più popolose di Roma. Venne di conseguenza progettata anche l’edificazione di un certo numero di fontane, una delle quali era stata prevista nella piazza Giudia (ora scomparsa), sede di mercato. Ma per le pressioni di Muzio Mattei venne invece costruita nella vicina piazza davanti al suo palazzo: in cambio la famiglia si impegnava a pavimentare la piazza e a tener pulita la fontana. Quella che è oggi Fontana delle Tartarughe fu costruita, su probabile progetto di Giacomo della Porta, nel 1581, e i lavori furono condotti dallo scultore Taddeo Landini, che avrebbe dovuto realizzare quattro efebi e otto delfini, previsti prima in marmo e poi in bronzo. I lavori si conclusero nel 1588, ma quattro degli otto delfini previsti non furono messi in opera perché la pressione dell’acqua non consentiva l’elevazione prevista. Questi delfini furono poi utilizzati per la Fontana della Terrina, allora posta in Campo de’ Fiori e ora spostata in piazza della Chiesa Nuova. La leggenda popolare narra che il duca Mattei, il cui palazzo si affaccia sulla piazza cha alloggia la fontana delle tartarughe, per stupire il futuro suocero (che non voleva concedergli la figlia in moglie), facesse realizzare in una sola notte la fontana. Il giorno successivo fece affacciare la promessa sposa con il padre alla finestra per ammirare l’opera. Quindi, perché nessun altro potesse più godere dello stesso spettacolo il giovane duca fece murare la finestra che così è arrivata a noi. Il punto debole della leggenda (oltre all’improbabile celerità della realizzazione) è che mentre la fontana è del 1581-88, il palazzo fu costruito più tardi, solo nel 1616. La Fontana delle tartarughe è costituita da una vasca quadrata con spigoli arrotondati, che ospita al centro un basamento con quattro conchiglie in marmo portasanta, che sorregge una specie di anfora la quale, a sua volta, sorregge un bacino rotondo in marmo africano bigio, con testine di putti sotto l’orlo, dalle cui bocche aperte deborda nella vasca l’acqua in eccesso. L’intera struttura poggiava su una base a gradini. Alla struttura architettonica si aggiungono le sculture: i quattro efebi in bronzo disposti in pose uguali e simmetriche, poggiano il piede su dei delfini, di cui tengono in mano la coda e dalla cui bocca sgorga l’acqua che...

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