Parco degli Acquedotti

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: Si Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Parco degli Acquedotti  Via Lemonia, 256 Roma (RM) Il Parco degli acquedotti, e l’intera zona, sono caratterizzati dalla presenza di ben sette acquedotti, e di altri edifici antichi, tra cui la villa delle Vignacce e il casale di Roma Vecchia. Gli acquedotti sono quelli dell’AnioVetus e dell’AnioNovus, dell’AquaMarcia, della Tepula, Iulia, dell’Aqua Claudia e dell’Acquedotto Felice, quest’ultimo di epoca rinascimentale. Fu infatti costruito da Sisto V nel 1585 utilizzando le arcate dell’Acquedotto Marcio, ed è tuttora funzionante. In via del Quadraro, dove si possono ammirare le arcate dell’acquedotto Claudio che qui raggiungono la massima altezza (27-28 metri), recenti scavi hanno portato alla luce una serie di strutture comprendenti alcuni monumenti sepolcrali, un edificio identificato come un tempio o mausoleo, un piccolo colombario, resti del basolato della via Latina  ed un albergo con impianto termale (mansio). La villa detta le Vignacce è una delle più grandi ville suburbane di questa zona; databile tra il II e il IV secolo d.C., fu probabilmente costruita da Q. Servilio Pudente, ricco produttore di laterizi del tempo di Adriano (117-138 d.C.), come sembrano dimostrare alcuni bolli di mattoni e tubi di piombo (fistulae) recanti il suo nome, rinvenuti negli scavi. I resti conservati della villa si riferiscono ad un grande complesso termale e a una cisterna a due piani, alimentata dal vicino Acquedotto Marcio. Il Casale di Roma Vecchia, e la località in cui si trova, prendono nome dalla vicina villa dei Sette Bassi in quanto, data la grande estensione delle sue rovine, nel Settecento si riteneva che queste appartenessero ad un’altra città antica simile a Roma. Si tratta di un casale-torre, situato lungo la via Latina, probabilmente  sul luogo di una antica stazione di posta, risalente al XIII secolo. Il casale si trova in posizione strategica, tra gli acquedotti dell’Aqua Claudia e Marcia. Accanto al Casale di Roma Vecchia corre il fosso dell’Acqua Mariana, detto marrana già nel medioevo. Si tratta di un fosso per gran parte a cielo aperto, realizzato  da Callisto II nel 1120 per riportare l’acqua a Roma degli acquedotti dell’Aqua Tepula e Iulia. Da allora il termine “marrana” indica a Roma tutti i fossi presenti nel suburbio. All’interno del Parco degli Acquedotti, accanto al fosso, vi sono i resti di una torre medioevale del XIII secolo, costruita su una cisterna romana. Più avanti, tra l’acquedotto Claudio e la ferrovia Roma-Cassino, si trova la cosiddetta “tomba dei cento scalini”, così chiamata dal numero dei gradini che conducono alla camera sepolcrale; qui, entro...

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Villa Farnesina nel Rione Trastevere

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: 5,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Villa Farnesina nel Rione Trastevere Via della Lungara, 230 Roma (RM) Tel. 06 68027268 – Fax 06 68027616 farnesina@lincei.it   La Villa Farnesina (o Villa della Farnesina o semplicemente la Farnesina) è un edificio di Roma. Si trova su via della Lungara, nel Rione Trastevere, nel Municipio I ed è uno degli edifici rappresentativi dell’architettura rinascimentale del primo Cinquecento. Progettata da Baldassarre Peruzzi fu il prototipo della villa suburbana romana e la sua realizzazione ebbe notevole risonanza, anche perché a partire dal 1511, completate la murature, la residenza fu affrescata secondo un programma iconografico di straordinaria ampiezza affidato ai più grandi artisti del periodo: lo stesso Peruzzi, Sebastiano del Piombo, Raffaello Sanzio e la sua scuola (compreso Giulio Romano) e Il Sodoma. La Villa fu commissionata al celebre architetto Baldassarre Peruzzi dal ricco banchiere senese Agostino Chigi nel periodo più splendido della sua vita, lontano dagli affanni e dalla cupa dimora cittadina in via dei Banchi. La costruzione fu decorata, oltre che dal Peruzzi stesso, da Raffaello, da Sebastiano del Piombo e dal Sodoma con affreschi ispirati ai miti classici. Nel 1511 la villa il cui “viridario” era bagnato del Tevere era già edificata e in parte decorata e Agostino Chigi chiamato “il magnifico” viveva qui la sua splendida vita di mecenate del Rinascimento tra ricchezze e onori, protettore di artisti e amico di principi e cardinali che amava ricevere nella sua dimora. Memorabili alcuni banchetti imbanditi nella villa, quello allestito nelle scuderie splendidamente addobbate, quasi a dimostrare che le stalle del Chigi erano più fastose dei saloni del Palazzo Riario che stavano costruendo di fronte, o un altro in cui le vivande erano servite in piatti d’oro e d’argento che alla fine del pranzo venivano gettati nel Tevere; ma reti accuratamente nascoste nell’acqua restituivano i preziosi piatti all’accorto proprietario. Dopo tanto splendore durante la vita di Agostino, la villa, in cui avevano fatto bivacco i Lanzichenecchi durante il sacco di Roma, alla fine del ‘500 fu acquistata dal Cardinale Alessandro Farnese, da cui viene il nome di Farnesina, per distinguerla dal Palazzo Farnese, al di là del fiume; secondo un progetto di Michelangelo un ponte sul Tevere doveva collegare le due proprietà dei Farnese. La villa passò poi ai Borbone, poi in enfiteusi al Duca di Ripalta e infine fu acquistata dallo Stato italiano come sede dell’Accademia d’Italia. Ora è proprietà dell’Accademia Nazionale dei Lincei. L’ingresso è oggi dalla facciata posteriore (la facciata principale è quella con due avancorpi...

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Villa Carpegna

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: Si Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Villa Carpegna  Piazza di Villa Carpegna Roma (RM) Le origini di Villa Carpegna risalgono alla fine del seicento, quando il Cardinale Gaspare Carpegna ne divenne proprietario; agli inizi del settecento vi fece edificare il palazzetto di rappresentanza e il Ninfeo. La villa, sede di un’importante collezione di sculture antiche, un tempo custodiva anche una collezione numismatica. Alla morte del cardinale le raccolte passarono ai Musei Vaticani, mentre l’importantissima biblioteca venne alienata. Fu rinnovata alla metà dell’Ottocento, ma ha conservato una porzione dell’impianto del giardino all’italiana e l’originario Ninfeo. Rimase di proprietà della famiglia Carpegna fino alla fine dell’Ottocento; dopo numerosi passaggi di proprietà, ormai privata di gran parte dell’area agricola, lottizzata per ospitare le costruzioni che incombono sull’area verde, nel 1981 è divenuta parco pubblico. Alla villa si accede attraverso il portale in travertino che si trova su Piazza di Villa Carpegna; da qui un sentiero delimitato da siepi di bosso e di alloro conduce all’edificio principale e all’adiacente casale. Ai lati del viale si stende una pineta. Di fronte al palazzetto si apre un’esedra (piazzale semicircolare) delimitata da allori e da basi per sarcofagi e statue, ora sguarnite. Il Palazzetto di rappresentanza, edificato agli inizi del settecento, fu affrescato da Pier Francesco Garolli e probabilmente ampliato e ricostruito su un edificio precedente, del XVI secolo. Un vasto giardino si estende dietro l’edificio, con un parco ricco di querce e pini, benchè deturpato dai grandi fabbricati moderni sullo sfondo. Il Palazzetto è costituito da un corpo principale caratterizzato da un grande ingresso ad arco e da due ali laterali simmetriche, sovrastate da due torrette. Alla sua sinistra si apre un vasto prato, mentre sul retro, disposto sui fianchi di due collinette poste una dinanzi all’altra, si stende il giardino, dove un viale, pavimentato con mattoni a spina di pesce e fiancheggiato da magnolie e siepi d’alloro, conduce a uno spiazzo circolare, in mezzo al quale si trova una fontana circondata da palme. Qui un belvedere che sovrasta il Ninfeo con fontana semicircolare affaccia su una prospettiva di siepi d’alloro e pini marittimi, che scendono verso un’altra fontana, per poi risalire verso la Grotta dell’Asino, costruzione con loggetta ai lati della quale salgono due scalinate di forma barocca. La costruzione ha un ingresso ad arco decorato con piccoli ciottoli piatti e con roccette di tufo; da questo si accede in una camera con volta a croce, anch’essa decorata con ciottoli piatti e con nicchie per statue. Sulla parete in fondo alla...

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Palazzo Lateranense

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: 5,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Palazzo Lateranense Piazza di San Giovanni in Laterano, 6 Roma (RM) Tel. 06 69886386 – Fax 06 69886394   Il palazzo Lateranense sorge sul luogo dell’antico “Patriarchio”, residenza dei pontefici dell’età di Costantino, distrutto da un incendio nel 1308. Dopo secoli di degrado, fu ricostruito ad opera di Domenico Fontana tra il 1586 e il 1589 per volere di papa Sisto V, per essere adibito a residenza estiva della corte papale. Al nuovo edificio però i pontefici preferirono la sede vaticana e quella del Quirinale, ed il palazzo Lateranense ebbe nei secoli successivi usi diversi. Fu infatti adibito ad ospedale, a ospizio, ad archivio dello Stato Pontificio e nel 1838 a sede del Museo Gregoriano, istituito da Gregorio XVI. Nel 1960 papa Giovanni XXIII fece trasferire il museo in Vaticano, destinando il palazzo a sede del Vicariato, dopo importanti lavori di restauro e riadattamento terminati nel 1967. Dal 1987 il piano nobile è sede del Museo Storico Vaticano. Il palazzo, ispirato a palazzo Farnese, sebbene realizzato in forme più severe tipiche del periodo della Controriforma, è a pianta rettangolare e presenta tre facciate (la quarta è addossata al fianco destro della basilica di S. Giovanni in Laterano). Su ognuna di queste è un grande portale con colonne lisce obugnate, con balcone sovrastante. Due di questi balconi hanno lo stemma di papa Sisto V Peretti (1585-1590), mentre il terzo quello di Clemente XII Corsini(1730-1740). Al piano terreno, su tutti i lati sono grandi finestre architravate con inferriate e finestrelle sottostanti; al primo e secondo piano finestre con timpani curvi e triangolari alternati. Alla sommità è una loggia belvedere con colonne. All’interno è un cortile circondato da un portico a tre ordini sovrapposti. Da uno scalone monumentale si accede all’appartamento papale, costituito da dieci sale e una cappella; quest’ultima conserva affreschi con la rappresentazione delle imprese del pontificato di Sisto V, mentre nelle sale sono episodi della storia di Roma imperiale e cristiana ed episodi del Vecchio e Nuovo Testamento. Nella Sala della Conciliazione furono firmati l’11 febbraio del 1929 i Patti Lateranensi tra la Santa Sede e lo Stato Italiano. Da allora il palazzo è parte integrante dello Stato della Città del Vaticano e gode di privilegi di...

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Parco dell’Appia Antica

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: Si Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa   Parco dell’Appia Antica Via Appia Antica, 42 Roma (RM) Tel. 06 5130682 – Fax 06 51883879 info@parcoappiaantica.it www.parcoappiaantica.it   Il Parco dell’Appia Antica è stato istituito  per salvaguardare e valorizzare questo immenso patrimonio storico-naturalistico, che ha come punto di riferimento principale proprio la Via Appia, la strada più importante e famosa dell’antica Roma, definita già dagli antichi come la Regina delle strade. L’area del parco copre una superficie di circa 3.500 ettari, comprendente la via Appia e le sue adiacenze per un tratto di 16 chilometri, la valle della Caffarella, l’area archeologica della via Latina e il Parco degli Acquedotti. Tre sono i comuni interessati dal Parco dell’Appia Antica: Roma, Ciampino e Marino. Il primo tratto del Parco comincia dalle mura Aureliane, dove la via Appia esce da porta S. Sebastiano. Da qui fino al Belvedere di Cecilia Metella  la strada è chiusa da entrambi i lati dai muri di cinta delle grandi tenute aristocratiche di epoca post-rinascimentale; è questa la strada tra le vigne descritta nella pianta del Nolli del 1748. Qui si trovano inoltre alcune dellepiù importanti catacombe cristiane, tra cui quelle di San Callisto e di San Sebastiano. Il tratto compreso tra il Circo di Massenzio, il mausoleo di Cecilia Metella ed il Grande Raccordo Anulare è ricco di testimonianze archeologiche costituite principalmente dalle tombe monumentali poste lungo la strada;  di quest’ultima si conserva per lunghi tratti il basolato originale. Tra la via Appia Antica e la via Appia Nuova si trova inoltre l’imponente complesso della Villa dei Quintili.   Dopo il Raccordo Anulare, il paesaggio si apre sulle grandi tenute dell’Agro Romano fino ai Castelli Romani. Superato il confine del territorio di Roma Capitale, il territorio del Parco entra nei comuni di Ciampino e di Marino fino al bivio di Frattocchie, dove l’Appia Antica si unisce alla via Appia Nuova; in quest’area si trovano i resti dell’antica città latina di Boville. Un altro aspetto del paesaggio dell’Agro Romano è offerto dalla cosiddetta area degli acquedotti,  compresa tra la via Appia Nuova e la via Tuscolana e caratterizzata dalla presenza delle grandi arcate superstiti degli acquedotti che portavano l’acqua a Roma dai vicini colli, mirabili opere d’ingegneria degli antichi Romani. Qui, come secoli fa, si possono ancora vedere greggi di pecore pascolare attorno agli imponenti archi, in un paesaggio agreste che non trova confronti. Altro importante elemento è il parco archeologico della via Latina, caratterizzato dalla presenza di numerose tombe monumentali, conservate lungo il tratto dell’antica via Latina. La sede del Parco dell’Appia Antica,...

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Il Bioparco – Giardino Zoologico

Il Bioparco Il Bioparco è il Giardino Zoologico di Roma, si trova all’interno di Villa Borghese, nella parte Nord della villa, precisamente in Piazzale del Giardino Zoologico n. 1 ed è facilmente raggiungibile dal centro con il tram, l’autobus o la metropolitana. Attualmente ospita 1144 animali di 222 specie diverse. Info&Orari   Il Bioparco è aperto tutto l’anno 7 giorni su 7 (tranne il 25 dicembre) 30 Marzo al 29 Settembre 30 Settembre al 27 Ottobre 28 Ottobre al 31 Dicembre lunedì al venerdì 09.30-18.00; sabato, domenica e festivi: 09.30-19.00 lunedì alla domenica: 09.30-18.00 lunedì alla domenica: 09.30-17.00  Ingresso consentito fino a 1 ora prima della chiusura del parco (Rettilario incluso)  Apertura notturna solo in caso di manifestazioni o eventi speciali  Non è consentito introdurre cani o altri animali ad esclusione dei cani che accompagnano i non vedenti  Gli animali delle aree seguenti sono visibili fino a: FELINI (leoni, linci, leopardi, tigri) 60 minuti prima dell’orario di chiusura del parco SCIMPANZÉ 45 minuti prima dell’orario di chiusura del parco GIRAFFE, ORSI 30 minuti prima dell’orario di chiusura del parco RETTILARIO 60 minuti prima dell’orario di chiusura del parco Orario prolungato: sabato, domenica e festivi dal 3 aprile al 26 settembre ore 9:30 – 19:00 (ultimo ingresso alle ore 18:00)   Info & Tariffe Nel costo del biglietto sono incluse tutte le iniziative per il pubblico che si svolgono il sabato e la domenica. Il costo del biglietto è: • € 12.50 per gli adulti • € 10.50 per: -bambini di altezza superiore ad 1 metro e fino a 12 anni -accompagnatori di scuole e genitori al seguito delle stesse -militari, forze dell’ordine e addetti al servizio civile (a presentazione tesserino) -accompagnatori di invalidi e portatori di handicap -over 60 tutti i giorni (escluso il mercoledì, per i quali il biglietto costa € 4.00*) -gruppi turistici per un minimo di 15 adulti • Gratuito: -bambini al di sotto di un metro -invalidi e portatori di handicap* -accompagnatori di disabili non deambulanti  ...

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