Ad Arte | Calcata Teatro Cine Festival

Ad Arte | Calcata 8/12 Luglio 2015 Dopo il caloroso coinvolgimento, nella prima edizione, dell’intero paese di Calcata e nonostante le difficoltà prevedibili all’interno di una edizione zero, prodotta con soli fondi privati, eccoci di nuovo qui, per rinnovare il nostro desiderio di proseguire in questa avventura, che andando ben oltre le avversità incontrate, ha ospitato lo scorso anno, tra teatro e cinema, in soli 4 giorni, dai 3 ai 6 eventi al giorno, godendo di un’ottima risonanza sul territorio ospite e su Roma. Il nostro desiderio per l’edizione 2015 è quello di riprendere il buono già fatto durante la prima edizione per migliorare e rafforzare tutti quegli aspetti, tecnici e organizzativi, che nella scorsa edizione, abbiamo dovuto, per forza di cose, necessariamente trascurare o quanto meno ridimensionare. Da un punto di vista artistico il nostro desiderio è quello di tenere fede ai propositi e agli obiettivi dello scorso luglio, tentando di consolidare questa nostra manifestazione come nuovo centro per la diffusione e il sostegno del teatro di regia e sperimentazione e il cinema d’autore, indipendenti; per aggiungere, insomma, qualche mattone in più nella costruzione di questo nuovo punto di forza e di incontro per tutti quegli artisti teatrali e cinematografici che non trovano il meritato spazio nel circuito ufficiale, per motivi che esulano completamente dal loro indubbio valore. Infine ma non da ultimo ci piacerebbe far sposare sempre meglio questo nostro evento con le caratteristiche particolarissime del paese che lo ospita, nel rispetto della sua specificità e delle qualità che lo rendono unico nel suo genere e conosciuto nel mondo. Nessuna location ci sembra, ancora una volta, infatti, più idonea di quella di Calcata, che per come noi la percepiamo è e deve restare l’idea stessa di una possibilità di (r)esistenza della diversità, che sia essa artistica, sociale o antropologica, tentativo permanente di ricerca di un “altrove” realizzabile nel qui ed ora. Calcata con la sua forza misteriosa e prorompente come la natura che la circonda; solitaria, fantasiosa, indomabile, eccentrica e anche malinconica, come certa giovinezza che continua a vivere in tutti noi, sempre, se solamente la si ascolta e la si lascia parlare; libera e insofferente alla norma come tutti gli spettacoli e i film che da qui in poi ci piacerebbe ospitare. Vogliamo ringraziare, in tal senso, tutti gli artisti e i professionisti “eternamente giovani” che con la loro passione, competenza e disponibilità hanno compreso profondamente il nostro progetto, lo hanno abbracciato e supportato lo scorso anno, rendendolo possibile. Vogliamo infine ringraziare tutti coloro che ancora una volta, con la stessa passione ci sono di nuovo al fianco per dare vita a questo nuovo viaggio. Scopri AdArte sul...

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Viaggio nel foro di Augusto 2000 anni dopo

Foro di Augusto 2000 anni dopo Un viaggio in 3D per rivivere l’epoca di Augusto  Nel silenzio del tempo che scorre, nella staticità di pietre e strade antiche. Nell’immobilità di storie narrate duemila anni fa, una nuova luce viene proiettata su un palcoscenico d’eccezione, pronta a raccontare ciò che accadde in quel tempo nella Capitale. E’ la storia di Augusto che scorre nuovamente dinanzi gli occhi degli spettatori ed attraverso la città di Roma. Inaugurato il 22 aprile 2014, il viaggio nel Foro di Augusto 2000 anni dopo, viene riproposto anche quest’anno dal 25 Aprile al 1 Novembre 2015. Il progetto, che rientra nelle celebrazioni per il Bimillenario della morte dell’Imperatore, ha come tema importante la figura di Augusto non solo in quanto conquistatore di nuovi regni, ma anche come apportatore di ricchezze culturali ed artistiche. Il viaggio nel Foro di Augusto 2000 anni dopo ci consente così di assistere ad uno spettacolo unico nel suo genere poiché in grado di illustrare in modo puntuale il sito archeologico situato lungo Via dei Fori Imperiali partendo da pietre, frammenti e colonne presenti. Gli spettatori, accompagnati dalla voce di Piero Angela, hanno la possibilità di vedere con i loro occhi una ricostruzione storica e scientifica di grande valore di quei luoghi così come si presentavano all’epoca di Augusto. Grazie ad appositi sistemi audio con cuffie gli spettatori possono ascoltare la musica, gli effetti speciali e il racconto in 6 lingue differenti. Il viaggio nel Foro di Augusto 2000 anni dopo, utilizzando in modo creativo i resti del Foro stesso, vuole quindi narrare e celebrare la figura di questo imperatore, la cui gigantesca statua dominava l’area accanto al tempio. Con Augusto nasce l’età imperiale, epoca di grande ascesa per Roma che, nel giro di un secolo, ha portato la capitale a regnare su un impero esteso dall’attuale Inghilterra sino ai confini con l’attuale Iraq. Il Foro di Augusto 2000 anni dopo è quindi un’occasione anche per raccontare la storia non solo relativa all’espansione territoriale dell’impero, ma anche riguardante la civiltà romana e la sua crescita culturale, tecnologica, giuridica ed ovviamente artistica grazie ai resti di anfiteatri, terme, biblioteche, templi, strade che sono giunti sino a noi. Capitale dell’economia, del diritto, del potere e del divertimento, Roma rappresentò la culla della civiltà in quel periodo e dopo di esso, e di Augusto, molti altri imperatori lasciarono la loro traccia nei Fori Imperiali. L’iniziativa Foro di Augusto 2000 anni dopo ci mostra così il segno della grandezza di questa metropoli in espansione, che ancora oggi ci stupisce con il suo fascino antico e sempre nuovo . Info & Ticket: Per maggiori informazioni su biglietti ed orari consulta il...

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Giorgio Morandi al Complesso del Vittoriano

Giorgio Morandi al Complesso del Vittoriano “Giorgio Morandi 1890-1964” al Complesso del Vittoriano dal 28 febbraio al 21 giugno 2015″ La mostra di Giorgio Morandi al Complesso del Vittoriano ci offre la possibilità di scoprire circa 150 opere del pittore ed incisore bolognese, la maggior parte di grande rilevanza, provenienti da importanti istituzioni pubbliche e da prestigiose collezioni private, inclusi alcuni capolavori meno noti al grande pubblico, tra cui alcuni disegni, acqueforti ed acquerelli. Nella prima parte della sua carriera Morandi, che risentì soprattutto dell’influenza dei suoi contemporanei come Cézanne e Picasso, espose le sue opere insieme ai futuristi, divenendo verso il 1918 uno dei maggiori esponenti della scuola metafisica insieme a Carrà e De Chirico. Pur tenendo in grande considerazione l’arte di Giotto, Caravaggio e del Quattrocento italiano, intorno al 1920, Morandi iniziò a sviluppare un suo linguaggio personale ed a seguire un percorso che diverrà via via più definito nel corso degli anni ’30 e che, nella mostra al Complesso del Vittoriano, viene illustrato in modo completo. Giorgio Morandi al Complesso del Vittoriano: tematiche e caratteristiche Ad eccezione di qualche autoritratto, la produzione artistica di Morandi è legata soprattutto alle numerose nature morte e agli oggetti di natura quotidiana, come i fiori di stagione, i paesaggi, le bottiglie, le ciotole o i vasi che vengono largamente raffigurati nelle sue opere al solo scopo di esprimere la sua visione della forma nella sua essenzialità e purezza. Una delle sue principali caratteristiche pittoriche è quella di dipingere con pochi colori e poco dettagliatamente gli oggetti, rendendoli un po’ più surreali ma comunque realistici. La mostra di Giorgio Morandi al Complesso del Vittoriano permette al visitatore di percepire che le tele, a prima vista statiche e ripetitive, subiscono innumerevoli variazioni nel tempo, con la tavolozza di colori che con gli anni si schiarisce, con colori che diventano sempre più rarefatti, dove tutto è reale e illuminato dalla luce. Per maggiori info su biglietti ed orari della mostra potete cliccare su questo link....

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Chagall al Chiostro del Bramante | Roma

Chagall al Chiostro del Bramante “Love and Life” La mostra di Chagall al Chiostro del Bramante di Roma è iniziata da circa due settimane ma, non temete, avete ancora parecchio tempo per poterla visitare, per l’esattezza fino al 26 Luglio 2015. L’esposizione di Chagall al Chiostro del Bramante raccoglie ben 140 opere di uno dei pittori più amati del Novecento, visibili per la prima volta in Italia, è curata da Ronit Sorek e prodotta da DART Chiostro del Bramante e Arthemisia Group, in collaborazione con l’Israel Museum che fu fondato nel 1965 e che ospita molte collezioni di artisti appartenenti alla tradizione ebraica. Marc Chagall nasce, infatti, in una famiglia di cultura e religione ebrea a Vitebsk, in Bielorussia, nel 1887 e si trasferisce a San Pietroburgo nel 1907. Qui frequenta l’Accademia Russa di Belle Arti e, dopo essere diventato un artista piuttosto noto, si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con le correnti artistiche più in voga in quell’epoca, come il fauvismo ed il cubismo frequentando, tra gli altri, Guillaume Apollinaire e Robert Delaunay. Uno degli incontri più importanti nella vita di Chagall è, però, quello con Bella Rosenfeld, sua futura moglie nonché grande ispiratrice di molte delle sue opere: non è un caso che la mostra di Chagall al Chiostro del Bramante si chiami proprio “Chagall. Love and life”. Le otto sezioni tematiche e l’approccio interattivo con cui è stata allestita tutta la collezione ripercorrono i temi fondamentali della produzione di Chagall: gli oggetti e i luoghi della sua infanzia in Bielorussia come le case di legno o la cupola verde del tempio ortodosso di Vitebsk, l’incontro con sua moglie Bella, la sua fede religiosa. Oltre alla varietà molto ampia di tematiche affrontate, quello che emerge dalla mostra di Chagall al Chiostro del Bramante è la pluralità di tecniche padroneggiate dall’artista che si esprime, oltre che attraverso i dipinti caratterizzati da linee ben decise, colori vivaci e tinte forti che evidenziano quanta influenza abbiano avuti artisti come Matisse e Picasso sulla sua produzione, anche attraverso mosaici, scrittura, sculture, scenografie ed incisioni, quest’ultime in particolare molto numerose. Tutto è permeato dall’assimilazione delle tre culture a cui appartiene, vale a dire quella ebraica, quella russa e quella occidentale, che fanno di Chagall uno dei più originali ed innovativi artisti del XX secolo, con la sua personalità poliedrica e la sua grande sensibilità nel raffigurare le scene di vita quotidiana, l’amore e la gioia di vivere che a differenza di molti suoi “colleghi” più tormentati non lo abbandonò mai. Maggiori Info & Tickets, clicca...

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L’età dell’Angoscia | Musei Capitolini

L’età dell’angoscia | Da Commodo a Diocleziano (28.1-4.10.15) Dal 28 Gennaio 2015 al 4 Ottobre 2015 L’Età dell’Angoscia è il quarto importante appuntamento appartenente al ciclo “I Giorni di Roma”, un progetto quinquennale di mostre che abbraccia dall’epoca repubblicana fino all’epoca tardo-antica la storia dell’impero romano nelle sue diverse sfumature. La mostra illustra i grandi cambiamenti che segnarono l’età compresa tra i regni di Commodo (180-192 d.C.) e quello di Diocleziano (284-305 d.C.). In quest’arco di tempo l’Impero giunse a mutare totalmente la propria fisionomia, fino ad arrivare all’instaurazione della Tetrarchia, alla perdita del ruolo di capitale di Roma, ed alla divisione del territorio italico in diocesi equiparate al resto dell’Impero. Nei passaggi temporali e negli eventi che lo segnarono, si evince quanto l’impero romano si sia mostrato a noi nei i suoi vari volti. Questo è uno di quelli. L’Età dell’Angoscia è la rappresentazione di un mondo che muta definitivamente la propria struttura sociale, con lo sfaldamento delle istituzioni e il parallelo emergere di nuove forze sociali. La mostra, inoltre, vuole narrare della diffusa crisi spirituale e religiosa che in un clima di ansia generalizzata portò a un abbandono delle religioni tradizionali e all’adesione sempre più massiccia al culto di divinità provenienti dall’Oriente. La crisi di questo periodo storico segna la caduta di quella che era stata sino a poco prima un “periodo d’oro”. L’Età dell’Angoscia, invece, vede il potere trasmesso non più su base esclusivamente dinastica ma manipolato dall’esercito, che imponeva ed eliminava a suo piacimento gli imperatori. Le istituzioni e i valori tradizionali, così come le certezze di un tempo, si sgretolano generando insicurezza, paura, ansia. I barbari fanno sentire una pressione sempre più forte lungo i confini, accrescendo i disordini interni, ed aumentando vertiginosamente le tasse e l’inflazione con la necessità di aggiornare continuamente la moneta. La mostra è aperta dal Martedì alla Domenica, dalle ore 9.00 alle ore 20.00. Il percorso è organizzato in diverse sezioni, ognuna focalizzata su di un tema specifico. La seconda sezione, denominata “ L’esercito” , si concentra sul ruolo da protagonista interpretato dall’esercito nella nuova epoca. La quarta sezione, “La religione” , indaga sull’arrivo e l’espansione in città di culti orientali. La quinta e la sesta sezione indagano sulle costruzioni e gli arredi, così come sullo stile di vita dei cittadini romani. La settima sezione de L’Età dell’Angoscia, “I costumi funerari” , si compone di sarcofagi, rilievi e pitture che trattano temi e soggetti tipici del repertorio dei miti tradizionali. Biglietti Intero € 15,00 Ridotto € 13,00 Ridottissimo € 2,00 Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): Intero € 13,00 Ridotto € 11,00...

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Technotown Roma | Villa Torlonia

Technotown a Roma: Passato e futuro Technotown: dove scienza e tecnologia si incontrano, qui nasce un’esperienza unica per bambini, teenager ed adulti. Nel bellissimo sfondo di Villa Torlonia, all’interno di un villino medioevale restaurato negli anni ’90 troviamo lo scenario di questo incontro, dove le operazioni di restauro hanno seguito due obiettivi precisi: la conservazione e la integrazione dell’esistente. Gli interventi di risanamento della Technotown, infatti, sono stati rivolti al miglioramento della distribuzione degli ambienti e dei percorsi. E’ stata privilegiata l’eliminazione delle barriere architettoniche con la costruzione di rampe di accesso ai locali e di un ascensore che garantisce l’accessibilità a tutti i piani del complesso. Al contempo gli apparati decorativi interni e gli elementi di arredo architettonico d’epoca sono stati restaurati, affinchè fosse presente sempre il concetto di coesistenza fra “ ciò che era e ci che è”. All’interno della Technotown, a metà fra il passato ed il futuro, i visitatori possono provare molteplici esperienze diverse, dal 3D, al gioco con la musica o ai viaggi nel tempo attraverso la realtà virtuale e molto altro, grazie agli eventi speciali e laboratori nei quali la didattica si mescola al gioco. Nove sale quindi, con nove esperienze diverse, all’interno delle quali i giovani ospiti impareranno ad interagire con tecnologie sofisticate e ad utilizzare i “media” in modo divertente e creativo a seconda della propria età. Technotown infatti possiede in se tre percorsi: Junior, per bambini dai 4 anni ai 6, Basic rivolto ai bambini dai 6 agli 8 anni, Educational dagli 8 anni in su e infine il percorso Adult dedicato ai grandi over 18. Technotown: Il Planetario Gonfiabile Fra le esperienze più importanti che la Technotown fornisce c’è il Planetario Gonfiabile Si tratta di una cupola di 6 metri di diametro con un sistema di proiezione simile a quello già disponibile nella grande cupola (14 metri) del Planetario di Roma. Una sorta di finestra sul cielo della capitale. In questa stanza della Technotown opera una vera e propria macchina dello spazio e del tempo dotata di un proiettore ottico in grado di riprodurre le 1500 stelle più luminose del cielo boreale e australe, il Sole, la Luna, i pianeti, la Via Lattea e gli astri del cielo profondo. Il pubblico viene condotto in questo viaggio astronomico non solo a livello visivo, ma inglobando anche altri sensi grazie alla riproduzione di suggestioni audio e video. La capienza del planetario è di circa 30 persone e dal 2010 è disponibile un piccolo “parco telescopi”, a disposizione per eventi e osservazioni straordinarie, composto da sei strumenti che vengono utilizzati per svolgere attività di osservazioni guidate del cielo stellato con il pubblico...

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Matisse, Arabesque in mostra alle Scuderie del Quirinale

Matisse, Arabesque in mostra alle Scuderie del Quirinale Matisse: “Vedere è già di per sé un atto creativo”. E ci sarà atto creativo, e molto da vedere, alle Scuderie del Quirinale: in mostra “Matisse, Arabesque”, a cura di Ester Coen, dal 5 marzo al 21 giugno 2015. Più di 100 opere di Henri Matisse provenienti da tutto il mondo: dal Tate, MET, MoMa, Puškin, Ermitage, Pompidou, Orangerie, Philadelphia, Washington, con alcuni capolavori assoluti del pittore francese per la prima volta in Italia. Uno dei maggiori artisti del ventesimo secolo, Matisse esplora con viva ed attenta visione l’Oriente, e la mostra con lui, ascolta l’arte araba, bizantina: una folgorazione graduale, nutrimento che parte dalla collezione islamica al Louvre fino all’Esposizione Mondiale del 1900, con i padiglioni dedicati a Turchia, Marocco, Tunisia, Algeria. Vedere, e riscoprire nelle geometrie e nell’ordito un sapore d’altro che non sia occidente: Matisse ne interpreta armonia e luce, per arrivare più in alto, lontano, con un “grande amore”, base necessaria per ogni genesi, ed ogni genesi di opera d’arte. L’artista come viaggiatore (lo stesso Matisse riporterà ricordi e curiosità dal suo viaggio in Algeria nel 1906) introduce una nota di fascino misterioso all’interpretazione del mondo Orientale, poi ancora Russia, con un occhio all’Esposizione di Arte maomettana a Monaco di Baviera, e Marocco, nella bianca Tangeri, dove troverà intensa attività artistica, studiando i colori dell’Africa ed i rapporti cromatici, ondeggiando tra realtà e fantasia, freschezza e clima rovente. La bellezza fiabesca di capolavori assoluti come “Ragazza con copricapo persiano” (1915-16; Gerusalemme, Israel Museum); “Zorah sulla terrazza” (1912; Mosca, Museo Pushkin); “Marocchino in verde” (1912; San Pietroburgo, Ermitage); “Pervinche-Giardino marocchino” (1912; New York, MoMA); “Paravento moresco” (1917-1921; Philadelphia Museum of Art), sono fili annodati di un viaggio, di Matisse e di chi avrà la fortuna di accompagnarlo in “Matisse Arabesque”, alle Scuderie del Quirinale.  Per info&ticket si può visitare il sito delle Scuderie del Quirinale.        ...

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Frankie & Johnny Paura d’amare

Frankie & Johnny Paura d’amare al Teatro Ghione Dal 24 Febbraio al 1 Marzo, Pino Insegno e Alessia Navarro in scena al Teatro Ghione di Roma con Frankie & Johnny Paura d’amare. Lo spettacolo, diretto da Alessandro Prete e interpretato da Pino Insegno e Alessia Navarro, prende spunto dal testo di Terence McNally. Johnny, appena uscito di prigione, prova a ricostruirsi una vita riciclandosi come cuoco nella tavola calda in cui Frankie, disillusa e solitaria, lavora come cameriera. Tra i due nasce una tenera simpatia che scivola rapidamente verso un sentimento più profondo. L’uomo, sincero, le manifesta la volontà di costruire una famiglia e di crescere insieme molti figli. Ma il desiderio d’amore di lui si scontrerà con la ritrosia di Frankie, spaventata dalle sue stesse emozioni. Frankie è intimorita dall’idea di lasciarsi trasportare da un amore così grande, forse per paura di ricevere delusioni, e pone tra loro un muro quasi invalicabile. Johnny tenterà in ogni modo possibile di convincerla a farsi trasportare liberamente dalle emozioni. La storia dei due protagonisti non è solo un profondo atto d’amore ma anche il riflesso di due esistenze sperdute nella solitudine alienante della metropoli, dove gli spazi dell’anima si sbriciolano. Frankie e Johnny cercano un compendio emotivo alla propria identità spaesata , frammentaria e decentrata. In una città che illude, tradisce e poi mette ai margini, l’unica via di salvezza, per non perdersi definitivamente, è una scintilla di passione. Biglietti per i soci convenzionati Pro Loco di Roma: 18 € (anziché 28 €) in...

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I Vestiti dei Sogni a Palazzo Braschi

I Vestiti dei Sogni a Palazzo Braschi La scuola italiana dei costumisti per il cinema I Vestiti dei Sogni a Palazzo Braschi fino al 22 Marzo 2015, una mostra che traccia la storia del costume italiano per il cinema, attraverso l’esposizione di abiti di scena ideati dai più grandi professionisti del settore, tutto rigorosamente made in Italy. Tosi, Pescucci, Canonero, Donati sono solo alcuni dei nomi, quelli dei più premiati, degli artisti e artigiani del costume simbolo della Scuola in cui da sempre siamo maestri: dalle dive del cinema muto alla complicata rappresentazione di un’atmosfera, oltre che di un’epoca, in film come La Grande Bellezza. La cornice di Palazzo Braschi, selezionata come location proprio per le sue caratteristiche scenografiche, con la grande scalinata a fare da ideale piedistallo ai vestiti in mostra, una passerella dove a sfilare è la fine maestria e il ricordo. Numeri da capogiro per I Vestiti dei Sogni: 100 abiti originali e decine di bozzetti, il tutto affiancato da oggetti difficilmente messi in mostra per il pubblico che testimoniano i processi di lavorazione di questi grandi artisti e artigiani. La mostra è divisa in due parti: il percorso principale e la collezione permanente. In quest’ultima sono collocati tutti quei vestiti in grado di  dialogare con i dipinti esposti nella collezione di Palazzo Braschi, tra di essi spiccano quelli realizzati da Massimo Cantini Parrini dell’ultimo film di Matteo Garrone – di cui sono terminate da poco le riprese – Il racconto dei racconti. Nel percorso principale viene raccontato un secolo di scuola italiana. Un tuffo della storia del cinema lungo dieci sale, che raggiunge il suo apice nel salone dedicato alla Sartoria Tirelli, chiudendosi infine nella stanza con gli abiti realizzati da Milena Canonero per Marie Antoinette.  Il Direttore della Cineteca di Bologna e curatore della mostra, Gian Luca Farinelli, dice “Nel racconto della mostra abbiamo dato particolare accento alle filiazioni, perché la denominazione di scuola che si è voluta attribuire alla tradizione italiana non è affatto arbitraria, ma affonda in un’autentica trasmissione del sapere. Novarese è allievo di Caramba; De Matteis e Gherardi di Sensani; Tosi della De Matteis, e indirettamente, attraverso Visconti, di Sensani, così Donati; Pescucci è allieva di Tosi, e Millenotti di Pescucci in quella fucina creativa che è stata ed è la Sartoria Tirelli; Canonero, infine, seppur più libera e sganciata dal contesto italiano, proprio quest’anno esordisce alla regia con un documentario su Piero Tosi: e la cosa ci pare piena di significati.” Della mostra I Vestiti dei Sogni va sottolineata la particolare cura avuta per l’illuminazione, realizzata da un altro maestro italiano del cinema, Luca Bigazzi, la cui sfida era quella di riempire il vuoto lasciato da coloro per...

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Grande sfilata equestre e fuochi barocchi

Grande sfilata equestre e fuochi barocchi Martedì 17 febbraio – Piazza del Popolo e Via del Corso Si concluderà martedì 17 febbraio con la Gran sfilata rinascimentale coordinata da Alessandro Salari per l’Accademia del Teatro Equestre, la VII edizione del Carnevale Romano. Il corteo partirà alle 16,00 da piazza del Popolo per svilupparsinegli stessi luoghi dei grandi eventi carnascialeschi della Roma papalina rinascimentale, il cui evento principale era la corsa dei cavalli berberi su via del Corso, che ispirò per secoli le arti di grandi scrittori, pittori e artisti oltre ad attrarre a Roma la nobiltà di tutta Europa. Alla sfilata, dedicata al passaggio romano di Cristina di Svezia che dal 1655 si protrasse per oltre trentanni, prenderanno parte 150 cavalli di razza maremmana, tolfetana e romana, carrozze, 160 figuranti in costume, artisti equestri, gruppi storici, le rappresentanze buttere della regione (con delegazioni provenienti da Ponzano, Cottanello, Riano, Fiano, Marta, Tuscania e Viterbo), simbolo culturale e storico dell’equitazione da lavorodel nostro Paese, e i corpi militari che hanno dato lustro alla storia della cavalleria italiana, come la fanfara a cavallo del Reggimento Lancieri di Montebello (8°), il 4° Reggimento Carabinieri a cavallo, la Polizia di Stato a cavallo e il Corpo Forestale dello Stato. Parteciperanno, inoltre, 100 attori in costume del Palio del Velluto di Leonessa, gli Sbandieratori e musici di Velletri, il Gruppo Musici di Torre Orsina, oltre alla tradizionale presenza del Gruppo Storico Romano. Ritornano gli artisti equestri che, con i loro spettacoli, sono stati i grandi protagonisti per cinque anni all’arena di piazza del Popolo: Andrea Giovannini, volteggiatore e dressagista di fama internazionale, Roberto Concezzi, noto negli ambienti dell’equitazione per lavorare con animali sottratti alla macellazione. Sfileranno, inoltre, i cavalieri e le amazzoni dell’Accademia del Teatro Equestre, della Compagnia dell’Aquila bianca in armatura quattrocentesca, dell’Associazione italiana Muli montati, i cui membririprodurranno la “cavalcata papale” sulla mula bianca, e i Cavalieri del Passato della Protezione civile a cavallo a significare l’origine medioevale del Carnevale romano. In corteo, a rappresentare la Regina del Carnevale, l’attrice Maria Rosaria Omaggio,che farà il suo ingresso su una delle carrozze di Franco Ariano, antico mezzo di trasporto che restituirà l’atmosfera dell’epoca e gli sfarzi della nobiltà romana, insieme ad Alessandro Benvenuti, già protagonista nelle passate edizioni, e il popolare comico Roberto Ciufoli che si presenterà a cavallo e in vesti barocche. L’appuntamento è alle 15,00 in piazza del Popolo dove sbandieratori, tamburini e gruppi storici intratterranno il pubblico in attesa della sfilata. Presentano Daniele Coscarella e Maria Baleri. Al termine, verranno distribuite gratuitamente le fontane falistranti, a rievocare la Festa dei moccoletti, che tradizionalmente celebrava la chiusura del Carnevale la sera del martedì grasso. Infine, grande...

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