Leggende: I Fantasmi infestano la città di Roma?

Alcune leggende narrano che Roma sia infestata da fantasmi… Sono in pochi a crederlo, è veramente così? Noi vogliamo raccontarvi ciò che ci è stato tramandato per tantissimo tempo dalle generazioni romane… Si racconta che fantasmi di personaggi illustri vaghino per le strade o si specchino nei vetri di antichi palazzi…. Il più illustre si aggirerebbe sulla Via Nomentana, ed è quello di Nerone; il quale si suicidò con l’aiuto del liberto Epafrodito. La storia narra che qualcuno l’avrebbe visto anche vicino a Porta del Popolo, dove venne sepolto. Il fantasma di Mastro Titta, il penultimo boia di Roma famoso per aver compiuto ben 516 esecuzioni, girerebbe invece per Castel Sant’Angelo. Il suo mantello e la sua tabacchiera (nella foto di copertina) si trovano al Museo Criminologico. Il fantasma di sangue reale, Umberto I apparve al Pantheon, dove è sepolto. I due carbonari, Angelo Targhini e Leonida Montanari, dovrebbero aggirarsi con le loro teste in mano, intorno a Muro Torto, dando i numeri del lotto a chi sostiene il loro sguardo. Berenice, sorella di Erode Agrippe e amante dell’imperatore Tito, si dice appaia al Portico di Ottavia, con la speranza di ritrovare il suo amato Tito. Quest’ultimo, infatti, benché l’amasse, la spedì in Oriente per accontentare il popolo. Sul Ponte Sisto, a bordo di una carrozza nera, dovrebbe passeggiare Donna Olimpia, detta Pimpaccia. Di umili origini, in seguito ad un matrimonio, divenne la consigliera e cognata del Papa Innocenzo X. Lorenza Feliciani, moglie di Cagliostro, se ne andrebbe camminando, nei pressi di Piazza di Spagna. Il fantasma di Lorenza è solita ripercorrere la strada che fece quando andò a denunciare il marito all’Inquisizione. Poco distante da Lorenza Feliciani, nel giardino di Villa dei Medici, si sente la presenza dell’imperatrice Messalina, uccisa dal tribuno Narciso, per ordine del marito che aveva scoperto di essere tradito. Si dice che Messalina appaia anche sul Colle Oppio, cercando ancora probabili amanti. Al palazzo di famiglia di Piazza Navona, nelle notti di luna piena, dovrebbe apparire l’ombra, della mano di Costanza de Cupis,  che le era stata amputata per un’infezione. Lasciamo l’ultimo racconto, ma non meno importante, per Beatrice Cenci, eletta dal popolo di Roma come simbolo della resistenza contro l’arroganza del clero e dell’aristocrazia. Si narra che ogni 11 settembre, anniversario della sua morte, si aggiri nei pressi di Ponte Sant’Angelo con la sua testa in...

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Il Priorato dei Cavalieri di Malta

Il Priorato dei Cavalieri di Malta Il Priorato dei Cavalieri di Malta è una villa di Roma che si affaccia sull’omonima piazza al colle Aventino. È sede dell’Ambasciata del Priorato dei Cavalieri di Malta, oggi noto più semplicemente con il nome di “Ordine di Malta”. La Villa nel X secolo ospitava un monastero benedettino fortificato. Nel Medioevo, grazie alla sua posizione strategica, a picco sull’ Emporio del Tevere e in alto rispetto all’Isola Tiberina, divenne sede dei templari e, con la loro sconfitta, passò ai cavalieri ospitalieri che ne fecero la loro sede. Divenne così sede del Priorato dei Cavalieri di Malta. Dal Buco della Serratura del portone d’ingresso potete ammirare la vista della cupola di San Pietro. La ricostruzione dell’ingresso fu affidata, nel 1765 a Giovanni Battista Piranesi dal cardinale Rezzonico. A lui si deve la costruzione della Piazzetta settecentesca antistante il Priorato, decorata in stile rococò. Nella piazzetta è possibile ammirare le insigne trionfali in marmo progettate e collocate in loco da Piranesi per celebrare l’antica storia dei cavalieri con i loro trofei di guerra e gli stemmi della famiglia Rezzonico. Piazzetta del Priorato dei Cavalieri di Malta La piazzetta del Priorato riprende i temi dell’Armilustrium, una festività romana celebrata in onore di Marte, il dio della Guerra, che, secondo l’Antica Roma, era il padre di Romolo e Remo. Il 19 ottobre, giorno dell’Armilustrium, le armi venivano lustrate e posate per l’inverno. Questa cerimonia si svolgeva all’Aventino, proprio dove ora sorge la Piazza del Priorato. Chiesa di Santa Maria del Priorato Anche la Chiesa di Santa Maria del Priorato fu progettata da Piranesi. Se si organizza la gita con un po di anticipo è possibile visitare, oltre alla Chiesa, l’incantevole giardino privato. In realtà, sono una serie di giardini classici, che vedono l’alternarsi di roseti e alberi potati in forme geometriche, con lussureggianti palme e piante subtropicali. Quando si è all’interno del giardino, si ha la sensazione di trovarsi in un luogo segreto. Esternamente alla destra della Chiesa è esposta la statua di Piranesi, colto in posa meditabonda. Visitabile con permesso dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. Inviare una mail di richiesta di prenotazione della visita alla “Villa Magistrale del Sovrano Ordine di Malta” visitorscentre@orderofmalta.int +39 06...

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Il Roseto Comunale al colle Aventino

Il Roseto Comunale al colle Aventino: Il giardino più romantico di Roma  Il Roseto Comunale all’Aventino è uno dei giardini più romantici di Roma, si trova vicino al famoso “Buco della Serratura” della Villa del Priorato di Malta. Due luoghi suggestivi che vi consigliamo di visitare se vi trovate a passeggiare sul colle Aventino. Il Roseto Comunale ospita 1.100 specie di rose provenienti da tutto il mondo, ed è possibile trovare anche rose provenienti dalla Cina e dalla Mongolia. Tra le più note e particolari varietà si elencano la Rosa Chinensis Virdiflora, che ha i petali di color verde, la Rosa Chinensis Mutabilis, che cambia colore con il passare dei giorni e la Rosa Foetida, una rosa maleodorante. Sarà possibile ammirarle nei mesi della fioritura delle rose dal 21 Aprile, giorno in cui inizia il Natale di Roma, al 16 Giugno. Il Roseto Comunale, con il suo sbocciare di rose e profumi, è considerato uno dei luoghi magici della città e si trova in una delle zone più belle della capitale: al colle Aventino. La veduta del giardino si affaccia sul Circo Massimo e il Palatino, due luoghi cari alla Roma Antica. Apertura e visite Dal 21 aprile al 16 giugno, il Roseto Comunale si può visitare tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30, compresi domeniche e festivi. Il giardino è accessibile anche a chi soffre di disabilità. Per altre informazioni contattare la mail rosetoromacapitale@comune.roma.it o chiamare il numero telefonico...

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Il Museo degli Scheletri

Il Museo degli Scheletri, gusto macabro del barocco a Roma Il Museo degli Scheletri si trova nei sotterranei di una chiesa barocca poco conosciuta in Via Veneto, tra un ristorante elegantissimo e un Hotel extra-lusso. La chiesa è Santa Maria della Concezione, nota anche come la Chiesa dei Cappuccini, poco distante dalla fontana di Gian Lorenzo Bernini. All’ingresso della Chiesa di Santa Maria della Concezione è possibile ammirare uno dei dipinti più famosi di Guido Reni, L’Arcangelo Michele che vince il demonio. Il quadro venne commissionato nella prima metà del 1600 dal Cardinale Antonio Barberini, il quale chiese a Guido Reni di raffigurare il viso del demonio di una bruttezza disarmante e il viso dell’angelo di una bellezza celestiale. Quando Reni terminò il quadro, i suoi contemporanei si stupirono della somiglianza che intercorreva tra il viso del diavolo e il viso del Cardinale Giovanni Battista Pamphilj, nominato Papa Innocenzo X nel 1644. Probabilmente fu un modo dell’artista per vendicarsi poiché il Cardinale Battista Pamphilj non apprezzava la sua arte. Il cimitero sotterraneo conosciuto come il Museo degli Scheletri è così chiamato poiché all’interno ospita le ossa dei cadaveri di 4000 frati che vi furono seppelliti dal 1627 al 1870. E’ diviso in quattro cappelle con le pareti e le volte decorate dalle tibie, dai femori e dalle altre ossa dei frati secondo il gusto tipicamente macabro dell’arte barocca. È possibile trovare anche alcuni corpi ancora integri di alcuni frati in posizione eretta e vestiti con il saio e il cappuccio. Il Museo degli Scheletri ospita anche opere e oggetti relativi alla morte, documenti antropologici sulla visione dell’uomo e sulla morte nel XVII secolo, il materiale appartenente alle confraternite che si occupavano dei trapassi, le immagini devozionali, i libri d’epoca e le maschere di cera. Il Museo degli Scheletri è poco pubblicizzato fra i vari itinerari turistici, malgrado ciò raggiunge sempre un elevato numero di visitatori ogni anno. L’ingresso è gratuito, ma bisogna conoscere gli orari di apertura e di chiusura della Chiesa perché non è sempre accessibile al...

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Sedia del Diavolo, la tomba di Elio Callistio

Sedia del Diavolo, la tomba di Elio Callistio La Sedia del Diavolo è un’architettura funebre della Roma Antica. In principio era collocata in cima ad una collinetta della lunga Via Nomentana, oggi il monumento si trova in una piazzetta al quartiere africano di Roma. La Piazza prende il nome di Elio Callistio, colui per il quale fu realizzato il sepolcro. La Sedia del Diavolo è infatti la tomba di Elio Callistio liberto di Adriano. La sua tomba è stata costruita a naiskos (cioè a tempietto) una costruzione greca tipica nella prima metà del II secolo d.C. E’ possibile trovare un’altra tomba simile alla Sedia del Diavolo sull’Appia Antica. Sedia del Diavolo, una leggenda tramandata nel presente: Per sapere perché la tomba di Elio Callistio prende il nome di Sedia del Diavolo, bisogna abbandonarsi all’immaginazione. Nella Roma Antica l’architettura funebre, sorgeva in un quartiere disabitato, in cima ad una piccola collina. Trasformata in rudere dal tempo, la tomba, era rifugio di pastori e vagabondi che vivevano nelle campagne. Il rudere, con i bagliori rossastri dei fuochi notturni che venivano accesi all’interno dai pastori, richiamavano da lontano la figura del diavolo. Da qui il nome Sedia del Diavolo. Il tipo di architettura con cui è costruita la Sedia del Diavolo è tipicamente greco. Questo tipo di costruzione, in greco naiskos (come già menzionato), nella Roma Antica era conosciuto con il nome di edicola ed all’inizio era un tempio in miniatura che ospitava la statua della divinità. Con l’influenza dell’architettura greca, invece, l’edicola si è sviluppata fino a diventare un tempietto vero e proprio alzato su due piani. Questo sepolcro è datato al II secolo d.C. Nella camera superiore si svolgevano i riti funebri, mentre nella parte sottostante, in un seminterrato accessibile da una scala, trovavano riparo le spoglie dei defunti. Il pavimento è interamente in mosaico bianco e sulle pareti è possibile notare opere di restauro non...

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Via del Babuino nel Rione Campo Marzio

Via del Babuino nel Rione Campo Marzio Via del Babuino si trova al centro di Roma nel rione Campo Marzio. È una delle tre vie che formano il complesso stradale del Tridente. Partendo da Piazza del Popolo ci porta fino a Piazza di Spagna, costeggiando Via Margutta. Esistente dal XIV, ha cambiato spesso nome, fino a quando nel 1571 fu denominata Via del Babuino, in seguito all’installazione della fontana con la statua del Sileno. La statua del Sileno, divinità classica legata alle sorgenti e alle fontane, fu considerata per molto tempo dagli abitanti del rione simile ad una scimmia, per questo veniva chiamata “er babuino”. Con il tempo, divenne il nome stesso della strada. Sia Via del Babuino che Via Margutta, oggi famosa per avere ospitato la residenza di Federico Fellini, negli anni Sessanta hanno rappresentato il cuore pulsante di una comunità di artisti ed oggi sono sedi di gallerie, studi d’arte, negozi e alberghi di lusso. Passeggiando qui troverete molteplici negozi di antiquariato e boutique di sarti famosi. In Via del Babuino è rinomato lo studio Tadolini, posto proprio di fronte alla fontana del Silone. Lo studio ospita il Museo-Atelier Canova-Tadolini. Anche se il nome fa pensare a uno studio privato, in realtà è un caffè ristornate del tutto originale, pieno di sculture realizzate dalle quattro generazioni della famiglia Tadolini. Adamo Tadolini era l’allievo più promettente dello scultore Canova ai primi dell’800. Quest’ultimo gliene fece dono nel 1818 e così lo studio fu occupato dalla famiglia per i successivi 150 anni. Proseguendo per Via del Babuino, sulla destra, c’è la Chiesa Anglicana di Ognissanti, un esempio di architettura neogotica soprattutto nella facciata, anche se le finestre a tutto sesto richiamano di più lo stile romanico. A dare un impatto molto forte sono la mole ottocentesca in mattoni e il campanile, adiacenti alla...

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Concerto del Primo Maggio a Roma

Concerto del Primo Maggio a Roma Il Concerto del Primo Maggio a Roma è uno degli eventi più attesi ogni anno da milioni di italiani. È considerata una maratona musicale organizzata da CGIL, CISL e UIL puntuale ogni anno a San Giovanni. Il tema del Concerto del Primo Maggio di quest’anno è “Le nostre storie. Accordi e disaccordi delle nostre radici, della nostra memoria e del nostro domani”. Quest’anno il Concerto vuole omaggiare la nostra storia con la musica di grandi artisti come Clementino, Bandabardò, Piero Pelu’, Tiromancino, Modena City Ramblers, Stefano Di Battista e 50 sax del Conservatorio Santa Cecilia, Francesco Di Bella, Taranproject con Daniele Ronda, Perturbazione, Brunori Sas, Enrico Capuano, P-Funking Band, Levante, Alberto Bertoli e sono solo alcuni dei nomi più famosi che si esibiranno quest’anno. Ci sono anche altri importanti ospiti tra cui Max Paiella, Carlo Petrini, Aldo Cazzullo, Federica Sciarelli e sarà possibile vedere Nino Frassica nei panni del protagonista di un set musicale. I presentatori di questo Concerto del Primo Maggio saranno Edoardo Leo, regista e attore, Francesca Barra, giornalista e scrittrice, e Dario Vergassola, comico e conduttore. Fra i realizzatori del concerto sono da ricordare Marco Giordano che ha progettato il tutto, Cristian Biondani il regista con la consulenza di Gino Castaldo, Giovanni Robertini e Alessandro Rossi. Il Concerto del Primo Maggio è anche famoso perché è un Concerto Contest, vale a dire che funge da trampolino di lancio per tutti quegli artisti emergenti che tramite la rete si sono fatti strade nel panorama musicale italiano. La scelta dei tre gruppi finalisti emergenti che si esibiranno al Concerto del Primo Maggio sarà al Contestaccio di Roma il 28 e il 29 aprile. Questo Contest, chiamato 1MFestival, è nato nel 2013, anno che ha visto protagonisti indiscussi i Crifiu che avranno il piacere di riesibirsi al Concerto del Primo Maggio anche quest’anno.    ...

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Festa del Cinema in tutta Italia

8 – 15 Maggio Festa del Cinema. Tutto il cinema che desideri a soli 3,00 € Festa del Cinema: dopo il successo dell’anno scorso ritorna in tutta Italia la “Festa del Cinema”. Il biglietto costerà solo 3,00 euro per i film in 2D e 5,00 euro per i film in 3D. La Festa del Cinema riguarda tutti gli spettacoli di tutti i cinema Italiani, quindi occorre solo controllare online la programmazione del film che si vuole vedere, presentarsi al botteghino un quarto d’ora in anticipo rispetto alla proiezione del film ed acquistare i biglietti. Perché organizzare la Festa del Cinema? Colpita dalla crisi anche l’industria cinematografica, le associazioni italiane come ANCE, ANEM, ANICA, ACEC e FICE hanno deciso di riscattare l’importanza culturale del cinema affidandosi a QMI.  Insieme alla prima società italiana di Entertainment Marketing e Communication, hanno deciso di incrementare, con una riduzione del biglietto, l’aumento del flusso del pubblico nelle sale cinematografiche. La Festa del Cinema ha, quindi, due obiettivi: il primo è quello di rilanciare l’importanza sociale e culturale del cinema italiano e non, ed il secondo è quello di fare apprezzare l’arte e la maestria di registri attraverso la proiezione di film. In occasione della Festa del Cinema, le sale cinematografiche di tutta Italia hanno deciso di organizzare iniziative diverse per coinvolgere il pubblico. Perciò, oltre alla riduzione del prezzo del biglietto, in tutte le sale cinematografiche sarà possibile conoscere il cast al completo o solo alcuni attori, sarà possibile partecipare a cicli di conferenze sul film appena visto o partecipare a un concorso a premi registrandosi sul sito ufficiale. L’iniziativa è sostenuta dall’industria cinematografica italiana. Bisogna assolutamente approfittarne! Il sito ufficiale dell’iniziativa dove trovare informazioni sul funzionamento della festa, i contenuti speciali, i film in programmazione in tutte le sale cinematografiche italiane, i concorsi per i cinofili e tanto altro ancora è...

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Piazza Trilussa

Piazza Trilussa in passato era nota come “Piazza Ponte Sisto”, dal nome del ponte che la collega dalla zona di Campo dei Fiori al Rione Trastevere. Al centro della Piazza è possibile ammirare la seconda fontana dell’Acqua Paola, fatta costruire da Traiano per prolungare la canalizzazione dell’acquedotto romano fino ai rioni di Trastevere e Borgo. Questa fontana, che anticamente si trovava a Via Giulia, è stata spostata al centro di Piazza Trilussa nel 1898 dopo la costruzione dei muraglioni di Trastevere. I basamenti delle due colonne che circondano la fontana sono decorati con draghi, il simbolo araldico della famiglia Borghese, una famiglia nobile originaria di Siena. Affianco alla fontana si trova la statua di bronzo del poeta Trilussa, da cui la piazza prende il nome odierno. Piazza Trilussa, la storia di un poeta: Trilussa è lo pseudonimo, nonché l’anagramma del cognome del poeta Carlo Alberto Salustri, poeta italiano che ha vissuto a cavallo fra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, famoso per le poesie in dialetto romanesco per creare un effetto comico. Nonostante scrivesse in dialetto, ad essere considerato “il poeta dei romani” è Giuseppe Gioacchino Belli che documentò la vita della capitale con sonetti in romanesco. La statua di Carlo Alberto Salustri, realizzata dallo scultore Lorenzo Ferri nel 1954, raffigura il poeta chino su un plinto di marmo come se stesse declamando le sue poesie, una delle quali è incisa sotto la scultura. La poesia si intitola “All’ombra” e recita così: “Mentre me leggo er solito giornale spaparacchiato all’ombra d’un pajaro, vedo un porco e je dico: – Addio, majale! vedo un ciuccio e je dico: – Addio, somaro! Forse ‘ste bestie nun me capiranno, ma provo armeno la soddisfazzione de poté dì le cose come stanno senza paura de finì in priggione”. Probabilmente è stata scelta perché è quella che rispecchia il moralismo, l’arguzia aperta e cordiale e un’ombra di disprezzo che il poeta nutriva nei confronti del popolo. Oggi Piazza Trilussa è luogo di incontro dei giovani che si riuniscono per la movida...

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Il Circo Massimo

Circo Massimo della Roma Repubblicana Il Circo Massimo era considerata l’arena più importante dell’antica Roma. All’interno venivano svolte le corse delle quadrighe, carri da corsa tirati da quattro cavalli, usati nella Roma Repubblicana anche per far sfilare i comandanti vittoriosi dalla Via Sacra al Campidoglio. Il Circo Massimo poteva ospitare fino a 300.000 spettatori, era una struttura molto più maestosa e grande del Colosseo. Anticamente, al centro del dell’arena vi era un enorme obelisco che oggi s’innalza di fronte alla Basilica di San Giovanni in Laterano. E’ considerato il più grande del mondo, pesa 385 tonnellate ed è alto 32,50 m. Al suo fianco si ergeva un altro obelisco che fu spostato e che oggi è possibile ammirare a Piazza del Popolo. L’ultima corsa al Circo Massimo si tenne nel 549 d.C.. L’ arena è famosa anche per essere stata il luogo in cui avvenne il Ratto delle Sabine. Si narra che l’imperatore Romolo, dopo aver fondato Roma chiese alle popolazioni vicine di stringere delle alleanze e di avere delle donne con cui poter procreare e popolare la nuova città, e, al loro rifiuto, Romolo, organizzò una trappola per vendicarsi. Invitò tutti gli abitanti per dei festeggiamenti al Circo Massimo e, approfittò della situazione, per rapire le donne. Circo Massimo, oggi Nella Roma attuale, del Circo Massimo è possibile vedere solo un mucchio di pietre su viale Aventino. All’estremità meridionale c’è una torretta medievale costruita dai Frangipane, una famiglia romana di nobili origini, e, alle spalle, è possibile ammirare, all’interno di un recinto, le rovine del Settizonio (in latino Septizodium), una facciata monumentale di un ninfeo, fatta innalzare dall’imperatore Settimio Severo nel 203 posto all’ingresso dell’Appia Antica a emblema della gloria di Roma e dell’impero. Purtroppo ai romani non rimane che il ricordo dell’antico splendore del Circo Massimo, infatti, oggi è solo una lunga spianata circondata da strada trafficate. Nonostante ciò, ospita ancora grande eventi come festival, concerti e appuntamenti di vario...

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Eataly: Enogastronomia italiana tutta da assaporare

Eataly: Enogastronomia italiana tutta da assaporare Eataly cos’è? Eataly nasce a Torino nel 2007. La filosofia su cui si basa è sostenibilità, responsabilità e condivisione. Il nome viene dalla fusione delle parole “eat”, che in inglese vuol dire “mangiare” e Italy. Ad oggi, Eataly si trova in pochissime città ed è un supermercato tutto italiano così particolare che è impossibile non andarlo a sperimentare. Eataly: cosa lo distingue dagli altri supermercati. Vi è mai capitato di fare la spesa e voler assaggiare subito quello che avete appena comprato? Be’, da Eataly si può! Sì, perché è possibile prendere un carrello, scegliere cosa assaggiare, pagare alla cassa e poi portare tutto al cuoco e farsi preparare un saporitissimo pranzo o una prelibata cena. Ma per chi non ha nessuna voglia di aggirarsi con i carrelli pieni di spesa in giro per il supermercato, è possibile semplicemente sedersi e ordinare qualcosa al menù. Eataly, cosa mangiare: a Roma si trova in Piazzale XII Ottobre, vicino alla stazione metropolitana di Piramide. All’ingresso c’è un parcheggio ed è possibile sostare quanto si vuole. Eataly è diviso su tre piani, in ognuno dei quali è possibile trovare dei ristorantini dove è possibile sedersi senza prenotare. Ognuno di questi ristorantini propone delle diverse specialità. In alcuni ristorantini di Eataly è possibile assaggiare una buona pizza napoletana, in altri un primo con un sugo di carne di cervo o daino provenienti dalle regioni a Nord dell’Italia o un secondo a base di pesce o carne sostenibile, con un contorno di verdure biologiche. Per chi vuole concedersi un vino decantato c’è l’angolo dei vini, e ancora l’angolo birra per chi vuole degustare una buona birra artigianale. Infine, il ristorantino/pasticceria con una varietà di dolci per grandi e piccini, ricette di ogni regione tutte da assaggiare. Tra gli scaffali e, è possibile trovare la pasta di grano duro di Gragnano; il vino siciliano, gli spumanti piemontesi, l’olio pugliese, i salumi del veneto e tanto altro ancora. Eataly, curiosità: Per gli amanti della cucina, è possibile anche partecipare ad alcuni corsi organizzati direttamente da Eataly. Tema: cucina tipicamente italiana, cucina greca o araba, corsi di pasticceria e molti altri....

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Sette Pezzi di Carne al Teatro dei Conciatori

Sette Pezzi di Carne in scena al Teatro Dei Conciatori di Roma Dal 22 Aprile al 4 Maggio, Sette Pezzi di Carne di Riccardo Reim. Con Valentina Ardinzone, Letizia Barone Ricciardelli, Emanuela Cacciaguerra, Danilo Celli, Chiara Di Pietro, Federica Lamedica e Maria Santirocco. Musiche originali di Raffaele Nicolì. In Sette pezzi di carne Riccardo Reim torna a scandagliare (quasi totalmente al femminile) il tema del volto segreto della notte metropolitana: sette personaggi “border line” che, raccontandosi, testimoniano in filigrana, un brutale, gratuito omicidio il cui autore resterà probabilmente impunito. In questo bizzarro mosaico la storia emerge a strappi, a brandelli, a lampi dai vari racconti, costituendone il sottile, misterioso “filo rosso”: un filo continuamente spezzato e ripreso, come le vite dei sette protagonisti. Voci e confessioni (vere? false? distorte?) dal sottosuolo, dunque: un bestiario umano segreto e inconfessabile al di fuori di ogni morale, osservato anche con salutare distacco ironico lontanissimo da ogni “cronaca”; incubi e deliri di un’umanità “saturnina” che si agita in un groviglio di fantasie, ossessioni, indecifrabili rituali, paradossi e sdoppiamenti. Spettacolo claustrofobico e segreto, violento e grottesco, dopo il successo ottenuto nel 2012, Sette pezzi di carne, viene ora riproposto in una nuova edizione al Teatro dei Conciatori, sempre mantenendo la particolare disposizione della platea che annulla il più possibile la tradizionale distanza tra spettatore e spettacolo, ponendo il pubblico nel medesimo spazio degli attori, in una sorta di imbarazzante coinvolgimento.         Ingresso: Intero 18,00 € ridotto 13,00 € convenzioni 10,00 €+ tessera 2,00 € Ore 21:00 (Giovedì e Domenica ore 18:00) Info-line 06 45448982  – 06 45470031 Ufficio Stampa Compagnia Guido Gaito guido@gaito.it 329 0704981 Ufficio Stampa Teatro Dei Conciatori Maya Amenduni ufficiostampa@teatrodeiconciatori.it...

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Keats-Shelley Memorial House in Piazza di Spagna

Keats-Shelley Memorial House in Piazza di Spagna Keats-Shelley Memorial House si trova in Piazza di Spagna al numero 26, esattamente di fronte alla fontana della Barcaccia. È la casa in cui visse e morì nel 1821 il poeta inglese John Keats. John Keats si trasferì a Roma sotto consiglio dei medici e degli amici perché ammalato di tubercolosi. Purtroppo però la mattia era già in stato avanzato, per cui, Keats morì dopo parecchi mesi di sofferenze all’età di venticinque anni, in sola compagnia dell’amico Joseph Severn, al quale confidò una volta che sentiva già “i fiori crescere sul suo corpo”. Entrambi sono sepolti uno accanto all’altro al cimitero protestante di Roma. La tomba di John Keats è la più visitata. Negli anni a Roma, John Keats visse un amore tormentato per Fanny Brawne. La sua abitazione, battezzata con il nome di Keats-Shelley Memorial House, oggi racchiude un archivio inglese storico e letterario e un museo nel quale sono custoditi dei cimeli dei primi dell’Ottocento appartenuti al poeta inglese John Keats e ai suoi amici Pearcy Bysshe Shelley, Mary Shelley e Lord Byron. Anche quest’ultimo, per alcuni anni, visse in un’altra casa di piazza di Spagna. Il Keats-Shelley Memorial House è suddiviso in quattro stanze nelle quali sono conservate lettere, manoscritti, effetti personali e documenti di Keats, Shelley, Byron e di altri artisti della cerchia. Tra i cimeli si trova un antico reliquiario d’argento a forma di conchiglia con capelli di Keats, Shelley, John Milton ed Elizabeth Barrett Browning e un’urna d’alabastro contenente la mascella di Shelley. Le stanze più importanti del Keats-Shelley Memorial House sono due, quella ad angolo nella quale è custodita la maschera mortuaria di Keats con un’espressione rassegnata, e la stanza che ospita la biblioteca. La biblioteca di Keats-Shelley Memorial House contiene circa ottomila volumi e il merito della sua creazione si deve al lavoro accurato e puntiglioso di selezione dei libri e delle riviste di Harry Nelson Gay. La biblioteca comprende molte delle prime edizioni dei romantici di seconda generazioni e parecchie traduzioni italiane o studi italiani sui poeti Keats e Severn. Oltre ai libri dei romantici, continene anche una piccola raccolta di libri e di storia. Il Keats-Shelley Memorial House è aperto al pubblico dal Lunedì al sSbato dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00. Rimane chiuso la...

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La Sinagoga: Il Tempio Maggiore di Roma

La Sinagoga: Il Tempio Maggiore di Roma La Sinagoga, conosciuta come il Tempio Maggiore di Roma è una delle più grandi d’Europa. Si erge su Piazza delle Cinque Scole e si affaccia sul fiume Tevere. La decisione della costruzione della Sinagoga fu presa da Vittorio Emanuele II dopo l’unità d’Italia nel 1870, quando lo stesso concesse la cittadinanza agli ebrei italiani e diede l’ordine di ricostruire il Ghetto di Roma. La Sinagoga venne effettivamente costruita fra il 1901 e il 1904 dopo che le due condizioni imposte dagli ebrei italiani vennero accettate: la prima che la Sinagoga doveva essere eretta fra i due simboli della ritrovata libertà romana, cioè fra il Campidoglio, con il suo monumento a Vittorio Emanuele II, e il Gianicolo, luogo di cruente battaglie risorgimentali con la statua di Garibaldi per commemorare quegli anni; la seconda era che dovesse essere visibili a tutti, per cui venne costruita una mole che domina tutta l’aria circostante. L’intero edificio è costruito secondo uno stile assiro-babilonesi e la cupola è decorata con motivi orientali. La Sinagoga è divisa su due piani, uno sottoterra e l’altro a livello del terreno. Sottoterra si trova il Museo ebraico e una Piccola Sinagoga, chiamata Tempio Spagnolo, arredata con parti provenienti dalle cinque scole (la Castigliana, la Catalana, la Siciliana, la Nova e l’Italiana), che anticamente si trovavano nel Ghetto. Al piano terra si trova la Sinagoga grande. La Sinagoga grande è divisa in un’ampia stanza centrale e due navate laterali. La Sinagoga, per gli ebrei italiani non è solo un luogo di preghiera, ma rappresenta anche un punto di riferimento culturale, a cui fanno capo sia gli organismi religiosi che amministrativi. Dopo l’attentato avvenuto il 9 ottobre 1982 di un commando palestinese la Sinagoga è sorvegliata 24 ore su 24 da una pattuglia di carabinieri. L’attentato causò la morte di Stefano Gaj Tachè, un bambino di soli due anni, e il ferimento di 37 persone. Una volta visitato l’edificio, vale sicuramente la pena fare una passeggiata nel Ghetto e assaggiare qualche delizioso piatto tipico in uno dei tanti ristoranti...

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Museo Criminologico di Roma

Museo Criminologico in Via Gonfalone Il Museo Criminologico di Roma apre il 1931 con il nome di Museo Criminologo. All’inizio ospitava solo la collezione dei reperti usati dalla scuola di Polizia scientifica e venne chiuso nel 1968. Nel 1975 venne riaperto all’interno delle carceri di palazzo Gonfalone con il nome di MUCRI-Museo Criminologico e restò aperto fino alla fine degli anni ’70 per essere richiuso e nuovamente riaperto nel 1994. Nonostante le disavventure che hanno portato spesso alla sua chiusura, il Museo Criminologico offre una piccola ma interessante panoramica sul crimine in genere e, in particolare, sul sottobosco criminale italiano. Il Museo Criminologico è diviso in tre sezioni: la Giustizia dal Medioevo al XIX secolo, L’Ottocento e l’evoluzione del sistema penitenziario, il Novecento e i protagonisti del crimine. Nella prima sezione si trovano tutti gli strumenti di tortura usati dall’Inquisizione, oltre alle asce, alle forche, ai mordacchi, a una collezione di ghigliottine e una mostra su Beatrice Cenci, una nobildonna romana condannata a morte e decapitata assieme alla matrigna sul Ponte Sant’Angelo nel 1599 con l’accusa di aver ucciso il padre incestuoso. Nella seconda sezione del museo dedicata all’Ottocento è possibile vedere gli strumenti usati dagli studiosi di antropologia criminale, le camicie di forza e il letto di contenzione a dimostrazione della nascita dei manicomi giudiziari, la pistola con cui Gaetano Bresci uccise Umberto I, i sotterfugi che i criminali usavano per tentare l’evasione dal carcere e gli strumenti con cui erano solito provocarsi delle ferite. Ma la sezione più interessante del museo è la terza e riguarda il mondo del crimine dagli anni ’30 agli anni ’90 del Novecento. In questa sezione si trovano alcune delle armi usate per compiere delitti passionali, gli strumenti usati dalla la mafia per ammazzare i nemici, una documentazione della vita nei penitenziari del Paese e, infine, un’area dedicata agli omicidi che destarono maggior scalpore come l’omicidio di Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse. Malgrado venga considerato un museo macabro e terrificante da qualcuno, altri pensano che questo museo sia un perfetto antidoto ai languidi splendori rinascimentali di Via Giulia e dintorni. Il Museo Criminologico è aperto dal Martedì al Sabato dalle 9.00 alle 13.00. L’apertura pomeridiana è prevista il Martedì e il Giovedì con orario 14.30 –...

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Luoghi Comuni

  La mostra presenta una selezione di ottanta esemplari realizzati, tra la metà del Settecento e la metà dell’Ottocento, da artisti tedeschi che hanno soggiornato e operato nel nostro paese e intende proseguire il percorso iniziato nel 2012 e nel 2013 con due esposizioni dedicate ai vedutisti francesi e inglesi attivi a Roma. Presentazione alla stampa 8 aprile 2014 Informazioni Luogo Museo di Roma, Sale espositive, piano terra Orario da Martedì a Domenica ore 10.00-20.00. La biglietteria chiude un’ora prima. Giorni di chiusura Lunedì, 1 maggio Biglietto d’ingresso Intero € 10,00 Ridotto € 8,00 Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) Intero € 9,00 Ridotto € 7,00 Biglietto cumulativo Braschi + Barracco + mostra  Intero € 12,50 Ridotto € 10,50 Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) Intero € 11,50 Ridotto € 9,50 Gratuità e riduzioni  Prenotazioni Convenzioni Acquisto on line:    http://ticket.museiincomuneroma.it Con la prenotazione è possibile evitare la fila presentandosi direttamente alla cassa. Informazioni 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle...

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Forma e vita di una città medievale. Leopoli-Cencelle.

I risultati emersi dagli scavi condotti da anni sulla città di Leopoli-Cencelle, interessante esempio di fondazione urbana di età carolingia, vengono presentati al grande pubblico, significativamente, nell’anno in cui si celebra il 1200° anniversario dalla morte di Carlo Magno. La mostra ricostruisce le diverse fasi storiche della città di Cencelle in uno dei luoghi che meglio rappresenta la città di Roma e il suo sviluppo urbanistico: i Mercati di Traiano, complesso romano che conserva importanti segni della sua occupazione e delle sue trasformazioni nel tempo, ivi inclusa l’età medievale, attestata in particolare dalla potente struttura di Torre delle Milizie. L’articolazione del progetto ben si adatta alla disposizione degli spazi dei Mercati di Traiano e allo spirito e alle modalità del suo sistema di comunicazione dei contenuti culturali, rivolti alla ricostruzione reale e virtuale dei manufatti e della storia degli uomini che li hanno prodotti e fruiti. In particolare, risulteranno di grande suggestione l’ambientazione della chiesa del IX secolo nella Grande Aula e la successione a schiera dei caseggiati lungo il percorso interno, ove la ricca messe di dati d’archivio e dei ritrovamenti archeologici permetterà di far rivivere botteghe e attività artigianali. In significativa corrispondenza all’esposizione di Cencelle verrà valorizzato il Medioevo dei Mercati di Traiano. In conclusione la mostra permetterà di mettere a fuoco un periodo storico meno conosciuto, ma di non minore importanza rispetto all’epoca romana Il percorso espositivo offre la possibilità di leggere archeologicamente la nascita e lo sviluppo di un sito urbano, attraversotre diverse fasi: da centro di tradizione classica – sede vescovile al momento del suo impianto – a realtà comunale stabile, fino alla riconversione in azienda agricola, legata all’economia di indotto della produzione di allume, alla metà del XV secolo. Lungo le tre sezioni, il visitatore sarà accompagnato da guide d’eccezione: tra mito e verità riprodotta, saranno illustri protagonisti e ‘ritrovati’ commercianti dell’antica Leopoli/Cencelle a far strada attraverso l’esposizione di materiali, la ricostruzione di ambienti di vita e di attività artigianali, come le officine dei fabbri e dei vasai, la produzione delle campane, la macinazione dei cereali, i manufatti legati al...

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Il Planetario

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Antica Birreria Peroni dal 1906

Antica Birreria Peroni dal 1906 L’Antica Birreria Peroni è una delle trattorie più rinomate di Roma. Frequentata sia da turisti che da cittadini romani, si trova in via San Marcello, una delle vie più centrali della capitale. San Marcello, interamente costituita da sampietrini, è una via storica. In passato, proprio dove ora si trova la birreria, vi era la stazione delle poste romane dove i corrieri si recavano per rifocillare i loro cavalli. Proprio lì il pontefice San Marcello venne costretto ai lavori più degradanti e, parecchi anni dopo la sua morte, sulle rovine della scuderia, venne costruita una chiesa in suo onore, la Chiesa di San Marcello al Corso. Nei primissimi anni del ‘500, la chiesa fu distrutta da un incendio. E’ agli inizi del ‘900 che divenne un deposito di birra e ghiaccio. All’ingresso vennero posti dei vasconi in cemento adatti a contenere le bottiglie di birra coperte dal ghiaccio tritato e da un telo per non far disperdere il freddo ed ai clienti era assegnato un boccale numerato per gustare la birra. Con il passare degli anni i proprietari dell’Antica Birreria Peroni hanno pensato di abbinare alla birra dei piatti tipici. È possibile trovare una vasta scelta di carne come le lombate di vitella, le bistecche di manzo, le fiorentine, le braciole di maiale. Per gli stranieri più restii ad abbandonare le loro abitudini, si possono gustare i wurstel tedeschi. Ma la specialità della casa, da sempre oggetto di battute e scherzi per la sua forma particolare, è il wurstel Kilometer. Il Kilometer, oltre ad essere un ottimo piatto da gustare, vuole essere anche un rito propiziatorio di benessere e felicità. Quando lo ordinerete scoprirete il perché…. Le birre sono quattro: la classica Peroni Nastro Azzurro, la Crystall Red, rossa decisa, la Fuller’s London Pride e la doppio malto. Per gli amanti del vino è possibile degustare un bianco dei Castelli Romani o un Montepulciano d’Abruzzo di prima scelta. L’antica Birreria Peroni si trova a Via S. Marcello 19 – 00187 Roma ed è aperta dal Lunedì al Sabato dalle ore 12.00 alle 24.00, con orario continuato. Giorno di chiusura:...

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Art-O-Bama in Mostra a Spazio 5

“Art-O-Bama” in Mostra a Spazio 5 Sessanta opere del maestro Carlo Riccardi in mostra per dare il benvenuto al presidente Barack Obama in visita a Roma il 26  il 27 Marzo 2014. Sarà possibile visitare la mostra dal 26 marzo al 23 aprile a Spazio 5, via Crescenzio 99/d. L’ingresso è gratuito. La mostra riprende alcune delle più famose testate giornalistiche nazionali e internazionali, come il Corriere della Sera, il The New York Times, la Repubblica, La Stampa, il Sole 24 Ore,  Le Figaro, e altri importanti giornali, che espongono in prima pagina le foto del presidente in occasione sia della prima che della seconda elezione. Carlo Riccardi, pittore e fotografo, nasce nel 1926 a Olevano Romano. Inizia la sua carriera come ritoccatore in uno studio di foto-pittura, fino al 1940, anno in cui inizia una nuova vita professionale che lo porta a diventare il paparazzo più famoso degli anni ’50 in Italia. E’ il periodo dei primi anni della Repubblica, del boom economico, del neorealismo, delle grandi produzioni hollywoodiane. Carlo Riccardi inizia così con i suoi primi scatti, a immortalare tutti i personaggi famosi che sono passati per la città eterna. Diventa il paparazzo della “Dolce Vita”. Carlo Riccardi è conosciuto anche come “‘l’uomo dei sei Papi”, grazie ad alcuni dei suoi scatti che hanno immortalato Pio XII, Paolo VI, Giovanni XXIII, per poi passare a Papa Luciani, Giovanni Paolo II e, infine, Benedetto XVI. Le sue foto sono esposte in biblioteche e mostre e fanno il giro del mondo. Con la stessa dedizione e passione che lo contraddistingue nella fotografia, Carlo Riccardi si adopera anche nella pittura. Come pittore è diventato famoso per le sue tele a metraggio. La più famosa è la maxi tela di 800 metri dipinta nel 1978, dopo l’elezione di Papa Wojtyla. E’ una mostra composta da 25 quadri dedicati alla Polonia, esposti nell’aula Nervi in Vaticano. Il nome della mostra fu “Cattedrali a Cracovia, omaggio al Papa”, la mostra fu inaugurata dallo stesso pontefice Giovanni Paolo...

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La Statua di Pasquino e le Pasquinate romane

La Statua di Pasquino, “voce anonima” dei Romani  La  satira moderna nasce a Roma agli inizi del cinquecento. In quello che è un ambiente colto e intellettuale, si sviluppano le cosiddette poesie satiriche che vengono popolarmente chiamate Pasquinate; il loro nome deriva dalla statua di Pasquino che si trova su un lato di Palazzo Braschi a Roma, vicino a Piazza Navona. Pasquino, tra le più celebri statue della città, rappresenta probabilmente un eroe dell’antica Grecia. Qualcuno suppone Menelao, Aiace o Ercole. Purtroppo non si può affermare con certezza, perché la statua risale al III secolo d.C. e ad oggi non ci sono né le braccia, né le gambe e in più il volto è danneggiato. Il busto si trova nella Piazza di Pasquino, adiacente a Piazza Navona. Fu ritrovata nel 1500 durante alcuni lavori di ristrutturazione, della pavimentazione stradale del Palazzo Orsini, (oggi Palazzo Braschi). Divenne celebre tra il XVI e il XIX secolo grazie alla sua storia di statua “parlante”. Benché si pensi che la statua rappresenti un eroe greco, si è deciso di chiamarla Pasquino dal nome di un maestro di una scuola, che sorgeva nelle vicinanze, per la sua somiglianza con la statua. Altri raccontano che Pasquino era il nome di un bravo compositore di versi satirici ed altri ancora, dicono che deriva dal nome di uno dei personaggi del Bocaccio. Nella Roma di un tempo il popolo esprimeva il suo malcontento affiggendo dei manifesti con versi satirici contro i politici dell’epoca sulle statue, in modo che al mattino tutti potessero leggerli, soprattutto i politici. Pasquino era la statua che per eccellenza mostrava il malcontento del popolo, così le insoddisfazioni popolane vennero chiamate Pasquinate. In seguito, Pasquino fu utilizzato dagli stessi politici per calunniare gli avversari e, durante le elezioni del Papa, si combatteva a Pasquinate per conquistare il favore del popolo di Roma. I Papi non erano contenti di tale presenza “scomoda” e cercarono di eliminare la statua senza mai riuscirci. Ci provò per primo Adriano VI, ma fu fermato dai suoi cardinali. A seguire,  Sisto V e Clemente VIII ed infine Benedetto XIII, ma anche lui non ottenne risultati. I versi satirici di Pasquino riguardavano soprattutto la “prostituzione di lusso” dei pontefici e le accuse diminuirono solo quando, con la breccia di Porta Pia, il potere temporale dei pontefici finì. Si disse così che Pasquino non parlò più, finché con l’arrivo di Hitler, dovette parlare per denunciare le spese dello sfarzo delle scenografie allestite per l’arrivo del dittatore tedesco. Nell’arco dei secoli, verso dopo verso, questa forma di esprimersi silenziosa, ha simboleggiato per i romani che punteggiavano con i loro commenti, gli eccessi di un sistema col quale si conviveva con sufficienza. Dopo il restauro della statua nel 2009, sebbene non sia...

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La Chiesa di Santa Maria dell’Anima

La Chiesa di Santa Maria dell’Anima Esiste uno scorcio a Roma, in cui vale la pena soffermarsi se si passa lungo Via dell’Arco della Pace. E’ la vista del campanile della chiesa di Santa Maria dell’Anima che “spunta” dietro la bellissima facciata di Santa Maria della Pace. Il campanile è ornato da ceramiche colorate tipiche dello stile germanico, unico nel suo genere a Roma. Santa Maria dell’Anima nasce, difatti, come oratorio dell’ospizio dei tedeschi. Il complesso, che comprendeva inizialmente solo l’ospizio, fu eretto nel 1378 ad uso dei pellegrini tedeschi ed olandesi. Solo nel 1510 venne costruita in seguito la chiesa di Santa Maria dell’Anima, grazie al contributo finanziario di Johannes Burchard, cerimoniere di Alessandro VI Borgia.  La chiesa prende il nome dal rilievo posto sulla porta d’ingresso ad opera di Andrea Sansovino: “La Vergine tra due anime in preghiera”. La porta è sempre chiusa, si può accedere alla chiesa attraversando l’antico cortile dello ospizio, ricco di atmosfera e di frammenti marmorei. Oggi l’ ospizio è un centro di studi, ed insieme alla chiesa, appartengono al clero tedesco. L’interno della chiesa è insolito, rispetto all’architettura delle chiese di Roma, perché il costruttore di origini tedesche, scelse di progettare la chiesa secondo quello della Hallenkirche. L’ Hallenkirche, “chiesa a sala”, è lo stile tipico delle chiese germaniche del tardogotico, in cui la navate centrale e quelle laterali hanno tutte la stessa altezza. Nella chiesa le maggiori statue e dipinti sono ad opera di artisti tedeschi e fiamminghi, ma l’impronta italiana è presente attraverso le realizzazioni di grandi artisti italiani. Una delle cappelle della chiesa contiene una reinterpretazione della Pietà di Michelangelo, ad opera dei contemporanei Lorenzetto e Nanni di Baccio Bigio. L’altare maggiore, nel presbiterio, è sormontato dall’opera di Giulio Romano “Sacra famiglia e committenti”. L’opera fu richiesta dai fratelli Fugger, Marco e Giacomo, conosciuti come i famosi banchieri che finanziarono l’imperatore Carlo V. Un’altra opera che desta attenzione nella chiesa è il monumento al papa fiammingo Adriano VI, disegnato da Baldassarre...

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Modigliani in Mostra al Museo Palazzo Cipolla

“Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La Collezione Netter.” In Mostra a Palazzo Cipolla aperta fino al 6 Aprile 2014 Modigliani, Soutine e gli altri artisti maledetti, come Utrillo, Suzanne Valadon, Kisling vissero e dipinsero a Montparnasse negli anni venti del XX secolo, durante i cosiddetti Anni Folli. Montparnasse all’epoca era un noto quartiere parigino, centro culturale di avanguardia e luogo di incontro di artisti e intellettuali: è proprio in questo quartiere che si è scritta la storia artistica della Francia e dell’occidente. Uno dei personaggi di spicco di questo periodo era Jonas Netter, un ebreo di origine alsaziana, estimatore di dipinti, che è riuscito ad acquistare moltissimi dei quadri dei cosiddetti “pittori maledetti” quando erano ancora sconosciuti, in modo da acquistarli a basso prezzo. Marc Restellini, il curatore della mostra, nonché fondatore (nel 2004) e presidente della Pinacothèque de Paris, voleva da tempo organizzare una mostra con la sua collezione d’arte, e c’è riuscito dopo moltissimi anni. Purtroppo, infatti, di Jonas Netter si hanno scarse notizie, poiché è stato il più riservato ed anonimo fra i grandi collezionisti europei d’inizio Novecento, così come il resto della sua famiglia, per cui Restellini non riusciva a rintracciare tutte le opere della collezione. Negli anni venti, la maggior parte degli artisti di Montparnasse viveva una vita dissoluta dedita all’alcool e alle droghe, per cui muoiono tutti in giovane età e, nell’ultimo periodo della loro breve vita, cambiano il loro modo di intendere la pittura. Anche Modigliani, così come i pittori a lui contemporanei, ha un “ultimo stile”, caratterizzato dalla pittura dei ragazzi, delle servette, dei bambini, delle teste appena reclinate, a cui appartiene il miracolo della Bambina in azzurro, datato 1918. Quest’opera, che è possibile ammirare alla mostra, racconta già la strada delle fine, la rarefazione, la solitudine, la semplicità assoluta, l’assenza. Oltre a questo dipinto, la mostra ne presenta altri che non si vedono da molti anni. Fra questi, emergono i due ritratti di Jeanne Hébuterne, sua compagna, e quello di Soutine. La mostra «Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter» ha trovato un primo riscontro alla Pinacothèque de Paris, subito dopo è stato possibile ammirarla a Milano al Palazzo Reale e adesso si trova a Roma, a Palazzo Cipolla, su Via del Corso. La mostra resterà aperta fino al 6 aprile 2014. Info&Prezzi   39 06 98373328   www.ticket.it/modigliani Intero € 13,00 (audio-guida inclusa) Ridotto € 11,00 (audio-guida inclusa) 65 anni compiuti (con documento); ragazzi da 11 a 18 anni non compiuti; studenti fino a 26 anni non compiuti (con documento); militari di leva e appartenenti alle forze dell’ordine; portatori di handicap. Ridotto Gruppi € 10,00 (prenotazione obbligatoria, min 15 max 25 pax, microfonaggio obbligatorio) Ridotto Scuole € 5,00 (prenotazione...

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La Casa dei Mostri – Palazzo Zuccari

La Casa dei Mostri – Palazzo Zuccari Il Palazzo che scende da Piazza Trinità dei Monti, lungo la via Sistina e Gregoriana è chiamato popolarmente la casa dei Mostri perché il portone sulla via Gregoriana si apre in una gigantesca bocca spalancata, con un naso a far da chiave di volta, le guance da cornice e gli occhi con le sopracciglia da timpano; una decorazione bizzarra che si accompagna ai due finestroni fiancheggianti l’apertura. Il tutto è l’unico elemento rimasto del muro, costruito da Federico Zuccari nel 1592 per questo suo palazzo. Un capriccio artistico tra l’orrido e lo stravagante. La costruzione allora non andava oltre un piano nobile, ma all’interno aveva già la splendida serie di sale, tutte decorate dagli Zuccari tra le quali ancora oggi è eccezionale quella detta “della gloria dell’artista”, con le effigi di Federico Zuccari e dei suoi familiari. Alla sua morte nel 1609 lo Zuccari avrebbe voluto che la casa diventasse una residenza per artisti, e invece i suoi eredi vendettero l’edificio ad un certo Toscanella, che lo fece ingrandire da Girolamo Rainaldi; la costruzione fu sopraelevata di due piani. Nel 1702 il palazzo venne affittato alla regina di Polonia, Maria Casimira, che proseguì il lavoro di trasformazione con l’unificazione dei due corpi di fabbrica ad opera di Filippo Juvara in un rinnovamento del prospetto d ‘angolo sulla Piazza Trinità dei Monti. Così nel 1711 arrivò il portichetto con le 6 colonne, grazie a Maria Casimira, il palazzo divenne anche un centro culturale nella Roma setttecentesca e , tra l’altro, vi furono allestite due opere di Alessandro Scarlatti, inneggianti le gesta contro i turchi del marito, Giovanni Sobieski, re di Polonia. Con il nuovo proprietario Alessandro Nazzari, l’impronta culturale non venne meno, dato che il palazzo, in parte, diventò una locanda per artisti, esaudendo in sostanza la volontà espressa dallo Zuccari. Vi abitarono tra gli altri il Winckelmann, Louis David, che qui dipinse il giuramento degli orazi, e il generale prussiano Salomon Bartholdy che sponsorizzò l’esecuzione della prima opera collettiva dei nazzareni a Roma. Questi pittori tedeschi affrescarono una sala con le storie di Giuseppe in Egitto, che furono poi staccati e trasportati, nel 1887, alla Galleria Nazionale di Berlino. Nel 1756 una parte del complesso fu ceduta dal nuovo proprietario, il Marchese Grifoni, ai fratelli delle scuole Cristiane, già insediati nella vicina “casa dei preti”; i quali misero su una scuola, rimanendo qui fino alla costruzione dell’istituto De Merode, alla salita di san Sebastiano, nel 1903. Il palazzo nel 1904 fu acquistato da Enrichetta Hertz che fece costruire sull’aria del giardino, un’edificio a tre piani, con l’ingresso tra le vie Sistina e...

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Piazza in Piscinula e la Chiesa di San Benedetto

Piazza in Piscinula e la Chiesa di San Benedetto Piazza in Piscinula si trova nel Rione Trastevere, nei pressi di Via della Lungaretta. Il nome deriva dall’antica presenza di terme o di un mercato del pesce.  Il lato sinistro della Piazza in Piscinula è dominato dal famoso Palazzo Mattei costruzione del 1400 – 1500, dove risiedeva il ramo Trasteverino della famiglia Mattei. Sul lato opposto della Piazza si trova l’antichissima chiesa di San Benedetto in Piscinula costruita, si dice, sul luogo dove un tempo vi era la casa degli Anicii, famiglia di San Benedetto. Tuttavia non vi è certezza della storia, dato che nessun resto sia mai stato ritrovato. Ricostruita nell’ 800, la chiesa di San Benedetto in Piscinula ha strutture ben più antiche, circa del XI secolo. Il campanile romanico fu costruito tra il 1100 – 1200 ed all’interno della torre vi sono due campane medievali. Quella di destra, probabilmente del XI, è considerata la più piccola di Roma. Potete visitare la chiesa suonando il Campanello al civico n. 40 ad aprirvi saranno le anziane suore della chiesa. Entrando sarete accolti da un’atmosfera intima e calda. La Chiesa è caratterizzata da affreschi del XIII-XIV secolo presenti nell’atrio e da un pavimento cosmatesco del 1200 circa. Le colonne provengono dai templi romani di varie epoche. L’affresco che vedete del 1400 è di Sant’Anna con la Madonna e il Bambino. Nella chiesa dedicata alla Madonna c’è anche una cappella chiamata della Madonna per via del suo dipinto presente all’interno, risalente al 1300 senza mai essere stato ritoccato. Un’altra storia riguardante San Benedetto, si riferisce all’ antico vano adiacente alla cappella. Si dice che l’angusto spazio era la stanza di preghiera del Santo. Anche questa leggenda non puà essere verificata, ma il vano ha comunque origini antecedenti alla...

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Basilica di San Clemente a Roma

Basilica di San Clemente: un concentrato di arte, storia e misticismo Ad un  passo dai fasti e dal clamore del Colosseo e dei Fori Imperiali, percorrete Via Labicana e preparatevi al miracolo che state per scoprire: la Basilica di San Clemente. Si accede alla chiesa da un magnifico quadriportico rinascimentale, attraversando il quale potrete rifugiarvi nel silenzio ed immergervi nell’arte della basilica superiore: da non perdere la schola cantorum del XII secolo ed il meraviglioso mosaico nell’abside centrale, Cristo crocifisso tra la Vergine e S. Giovanni Evangelista, i marmi ed i pavimenti cosmateschi. Bellissima anche la Cappella con la storia di S. Caterina, affrescata da Masolino da Panicale e Masaccio. Affascinante la storia di San Clemente, complessa e stratificata nei secoli: nel 1858 l’abate Mullooly diede il via agli scavi che portarono inizialmente alla luce la chiesa più antica, del IV secolo, posta sotto l’edificio attuale,  ed in seguito anche alla scoperta ad un livello ancora più basso di un ‘antichissima San Clemente, del I secolo, quando il livello del terreno era più basso di una ventina di metri rispetto all’attuale. Potrete dunque scendere nella Basilica inferiore ove visitare i magnifici affreschi primitivi, raffiguranti miracoli attribuiti a San Clemente: sotto gli affreschi potrete osservare un’iscrizione del XII sec., antiche frasi murali espresse in una lingua di passaggio tra il latino ed il volgare. Ancora più sotto il Mitreo, la chiesa degli albori ove l’acqua ancora scorre rumorosa. I dintorni di San Clemente Nel tornare alla rumorosa vita esteriore vi suggeriamo una passeggiata verso il Parco del Colle Oppio, con una magnifica vista sul Colosseo e la presenza della Domus Aurea neroniana, o verso il Parco del Celio e la Villa Celimontana. Se avete ancora energie artistiche ad un minuto di distanza da San Clemente non perdete il Monastero dei SS. Quattro Coronati, un’altra perla che ci regala questa magnifica città. Per visitare i sotterranei della Chiesa, clicca...

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Il Mercato di Porta Portese

Il Mercato di Porta Portese Porta Portese è il mercato di Roma per eccellenza, ricordato anche dall’intramontabile canzone di Baglioni. Questo luogo vivace, tipicamente romano, è stato fonte d’ispirazione per registri, scrittori e cantanti. Il mercato di Porta Portese è sorto intorno al 1945 come nuova sede della borsa nera che si teneva a Campo de’ Fiori. In questo luogo, nel dopoguerra, “i romani de Roma” potevano vendere, comprare e barattare gli oggetti più strani. Oggi, al susseguirsi delle generazioni di ambulanti, si sono uniti marocchini, indiani e cinesi, rendendo Porta Portese uno dei mercati più famosi  in Italia e in Europa per la sua multi-etnicità e per la possibilità di trovare gli oggetti più impensabili. Infatti, si dice che a Porta Portese  “puoi trovare di tutto dalla pillola al Jumbo Jet”. Questo perché, come tutti i mercatini delle pulci, anche questo mercato offre qualsiasi tipo di cianfrusaglia, libro, antiquariato, giocattolo, disco, mobile, cosmetico e cartoline d’epoca. E’ possibile trovare dall’argento indiano, al capo in pelle venduto dagli africani, alle scarpe e abbigliamento “taroccato”. Di sicuro non è un mercato alimentare, ma nonostante ciò ci sono anche delle bancarelle in cui è possibile comprare noccioline tostate, ciambelline fritte e taralli pugliesi. Insomma, l’elenco delle cose da trovare è così vasto che si potrebbe continuare all’infinito. Come ogni mercato che si rispetti, è possibile contrattare sul prezzo della merce, si possono chiedere sconti, si può toccare tutto senza poi comprare niente. Gli ambulanti tirano i passanti verso le loro bancarelle, cercano di attrarli con le chiacchiere e li conquistano con la simpatia, così, anche chi si reca a Porta Portese solo per curiosità, ritorna a casa con le mani pieni di buste. Il mercato apre i battenti tutte le domeniche alle 6:00 della mattina fino alle 14:00 e i migliori affari si fanno proprio all’orario di apertura o di chiusura del mercato. Nell’ora di punta ci sono tantissimi mendicanti e borseggiatori, per cui bisogna stare sempre in guardia. Nonostante ciò, è uno dei posti più colorati e caratteristici dove ancora oggi è possibile respirare l‘atmosfera tipica dell’antica...

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Spinario in mostra ai Musei Capitolini

Spinario “Storia e Fortuna” In Mostra ai Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori dal 5 Febbraio al 25 Maggio 2014 Si dice che questa statuetta in bronzo rappresenti Ascanio-Iulio, figlio di Enea, fondatore delle gens iulia, dinastia alla quale apparteneva Giulio Cesare. In realtà le congetture fatte su tale statuetta sono moltissime. C’è chi sostiene che sia Podaleiros, figlio di Asklepios, guaritore dei piedi, chi dice che sia un ex voto atletico, e chi, infine, afferma che sia una semplice scenetta di genere. La leggenda vuole che un pastorello romano, chiamato Gnaeus Martius, nel tragitto percorso per consegnare un messaggio al Senato, ignorò una spina che gli si era conficcata nel piede e che levò solo a compimento della missione. Di sicuro è risaputo che venne creata nel XII secolo e venne donata al Popolo Romano da parte di Papa Sisto IV assieme ad altri bronzi lateranensi nel 1941. Durante il rinascimento, lo Spinario venne ripetutamente copiato, tanto è vero che il Brunelleschi ne ha riproposto una copia per il portone del Battistero di Firenze. Nel 1798 Napoleone si impossessò della statua e la espose al Louvre dove restò fino al 1815. Oltre allo Spinario, saranno presentate 45 opere fra bronzetti, disegni e quadri ispirati a questo capolavoro a tracciare la linea del successo ottenuto nel tempo. Da uno studio più dettagliato sulla statuetta è emerso che lo Spinario è un assemblaggio di due parti, il corpo e il capo, ascrivibile a età diverse: il primo di epoca ellenistica (III-I a. C.), il secondo di stile severo (IV a. C.) All’origine, probabilmente, lo Spinario è stata creato per diventare una statua da esterni per abbellire un giardino di qualche dimora o proprietà ecclesiastica, per cui assunse subito un significato biblico. In quanto simbolo della morale religiosa, la spina del piede dello Spinario rappresenta il nemico nascosto sul cammino dell’anima inquieta e incauta. L’atto di estrarre la spina, invece, si è trasformato già in età antica in una metafora del dolore procurato dall’innamoramento, che ne ha decretato la grande...

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Faro del Gianicolo

Faro del Gianicolo Il Faro del Gianicolo fu costruito dall’architetto Manfredo Manfredi, autore del sepolcro al Pantheon per Vittorio Emanuele II  e collaboratore nella realizzazione dell’ Altare della Patria.  Inizialmente la lanterna del Faro del Gianicolo era in funzione tutte le notti illuminando col fascio tricolore i tetti della città, adesso viene accesa in alcune occasioni come ricorrenze nazionali. Il Faro del Gianicolo è posto lungo il primo tratto del viale chiamato la passeggiata del Gianicolo, risalendo dal lato del Vaticano.  Il luogo in cui è stato collocato, oltre a essere molto elevato, ha anche un significato simbolico per essere stato teatro degli scontri per la difesa della Repubblica romana del 1849. Realizzato in pietra bianca di Botticino, è alto 20 metri e si ispira alle forme dell’arte classica. Su una base circolare con diametro di dieci metri si innalza una colonna sovrastata da un capitello su cui corre la dedica: “A ROMA CAPITALE GLI ITALIANI D’ARGENTINA. MCMXI”. Sopra al capitello vi è un’ ara circolare ornata da quattro erme con protomi leonine, collegate da festoni. La lanterna è raggiungibile attraverso la scala a chiocciola che conduce al capitello e poi attraverso una scala a pioli di ferro. Nella base del Faro sono stati ricavati tre locali: l’atrio di ingresso alla scala e due ambienti di servizio e deposito, situati nello spazio circolare che corre intorno alla scala. Curiosità: La balconata del Faro, che guarda verso il carcere di Regina Coeli, a cui è molto vicina in linea d’aria, era utilizzata fino a qualche tempo fa dai familiari dei detenuti per comunicare con i loro parenti: una pratica in effetti vietata, ma tollerata dalle forze dell’ordine, purché i messaggi riguardassero esclusivamente notizie importanti e urgenti.    ...

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La Festa de Noantri a Trastevere

La Festa de Noantri a Trastevere  I Noantri sono i trasteverini, così qualificati per distinguersi dagli altri rioni di Roma, ovvero i Voantri. Come un etichetta, coniata, a quanto si tramanda, da un trasteverino che una volta si rivolse così ad un romano estraneo al Rione che, approfittando del giorno della festa, infastidiva una Trasteverina “Che ne diressivo voantri si noantri quando venissimo alle festa de voantri ce comportassimo come ve comportate voantri alla festa de noantri?! Uno scioglilingua che ha fatto epoca, qualificando l’antica festa legata alla Madonna del Carmine, che cade il 16 Luglio. Il culto della Vergine risale a metà del 1500 quando fu ritrovata alla foce del Tevere una statua di legno della Madonna. La statua fu consegnata dai marinai ai frati carmelitani della basilica di San Crisogono, che riconobbero in essa la vergine del loro ordine. La Madonna “fiumarola” divenne in questo modo protettrice dei trasteverini. Dopo vari spostamenti la Madonna fu collocata nella Chiesa di Sant’ Agata dove ancora si trova. Da qui la vergine esce soltanto una volta l’anno, il sabato successivo al 16 Luglio; rivestita di preziosi abiti e gioielli donati dai fedeli, la statua è portata in processione da San’Agata a San Crisogono, dove rimarrà otto giorni per adorazione, e l’intero Rione Trastevere è in Festa. Fin dall’inizio del secolo i trasteverini venivano avvisati dell’inizio della festa dai mandatari delle confraternite che percorrevano il quartiere accompagnati da tamburini dei granatieri, La statua portata in spalle da robusti “cicoriari” veniva accolta ovunque con rispetto e devozione. Passando in Via San Francesco a Ripa, riceveva gli onori militari dallo stato maggiore del reggimento di bersaglieri di stanza a Trastevere fin dal 1870. Il popolo che aveva seguito la processione si riversava nelle piazze e nei vicoli, dove venivano sistemati tavolini all’aperto per la mescita del vino, mentre i cocomerari, fusajari, grattacheccari e altri venditori esponevano la propria merce. Fonte:  “Alla Scoperta di Roma” Claudio Renina Sito Festa de...

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Santa Maria della Pace

Chiesa di Santa Maria della Pace La Chiesa di Santa Maria della Pace si trova in Via dell’Arco della Pace, a pochi passi da Piazza Navona. Si mescola inconfutabilmente con la vita notturna che si sviluppa a pochi metri. Se siete immersi nella schiera di ragazzi che affollano i bar ed i ristoranti, potete trovare un attimo di quiete girando nella via. In un primo momento potreste pensare che il nome gli sia stato dato per questo motivo. C’è silenzio intorno alla chiesa, anche se a pochi metri sentivate chiacchiere e risate, un senso di “pace” vi conquisterà. La Chiesa si innalza davanti a voi con fermezza e maestosità e guardando in alto sulla destra potrete ammirare il campanile di Santa Maria dell’Anima. Un quadro perfetto. La chiesa, in realtà, fu chiamata Santa Maria della Pace per commemorare la pace di Bagnolo nel 1484. Ma prima di chiamarsi Santa Maria della Pace,  la chiesa aveva ancora un’altro nome: “S.Maria della Virtù”. Papa Sisto IV lo scelse in onore di un’immagine della Vergine che, posta sotto il porticato, fu colpita da un sasso lanciato probabilmente da un soldato ubriaco, e iniziò a sanguinare. La Chiesa sorge nel luogo dove in primis (1400) vi era S.Andrea de Acquarenariis, per via dei numerosi venditori di acqua che erano presenti nella zona, e che attingendo direttamente dal Tevere, dovevano purgare l’acqua dalla “rena” che vi era mescolata. Il progetto della nuova chiesa fu affidato all’architetto Baccio Pontelli e agli inizi del 1500 Bramante si occupò di realizzare il chiostro ed il convento annessi. L’edificio fu restaurato nel 1600 da Alessandro VII per opera di Pietro da Cortona, e acquisì così una facciata originale, adornata da un delizioso portico semicircolare convesso in una sorta di piazzetta concava, tanto da sembrare un allestimento scenografico teatrale. All’interno la decorazione è molto ricca con opere di Baldassarre Peruzzi e Orazio Gentileschi; si ricorda la bellissima cappella Cesi, progettata da Michelangelo e le quattro Sibille, dipinte da Raffaello subito a destra all’interno, su commissione del magnifico Agostino Chigi. Un elemento imprescindibile legato alla chiesa è il Chiostro del Bramante, una delle opere più importanti del Rinascimento, oggi sede distaccata dalla Chiesa ed utilizzata come sede espositiva. Fonte: Sabrina Ramacci “1001 Cose da Vedere a...

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Universo Vegano: Il nuovo Fast-Food approda a Trastevere

Universo Vegano: il nuovo fast-food approda a Trastevere Che cos’è il Veganesimo:  Il Veganismo è una filosofia di vita che consiste nel rifiuto non categorico dell’uso e del consumo dei prodotti di derivazione animale. Questa parola fu coniata nel 1944 da due vegetariani puri prendendo le prime e ultime lettere del termine inglese Vegetarian, con l’indicazione che il Veganismo era “l’ inizio e la fine del vegetarianismo”. Chi abbraccia questa filosofia riconosce l’impossibilità dell’uomo di non sfruttare o uccidere gli animali. Nonostante ciò, si propone di evitare, per quanto possibile, di prendere parte alla loro uccisione o al loro sfruttamento per la sperimentazione. Questa filosofia ha sia un forte impatto sull’abbigliamento, per cui il Vegano non indossa capi né cuciti né rifiniti in pelle di animale, sia sui prodotti cosmetici, ma, in particolar modo, sull’alimentazione. Impatto del Veganesimo sull’alimentazione: il Vegano non consuma carne, pesci compresi, latte e derivati, uova e miele. Il consumo di cibi animali è un problema etico. Cibarsi di carne o di tutti i prodotti proveniente da un animale significa sostenere e appoggiare l’industria zootecnica e della pesca. Per il Vegano è inconcepibile poiché tali settori sfruttano e uccidono un numero di animali sempre più elevato. Il Fast-food Universo Vegano: nasce in seguito all’esigenza di un numero sempre crescente di persone che decidono di abbracciare il veganesimo come filosofia di vita. Universo Vegano si propone di creare un’alternativa a quei ristoranti o pizzerie che non danno nessuna possibilità di scelta a coloro che preferiscono una cucina vegetale. In realtà, Universo Vegano è anche un’ottima alternativa per chi soffre di intolleranze alimentari come quella al glutine o per chi segue un regime alimentare anti-allergico.  E’ possibile trovare hamburger vegetali, (come quelli al Tofu o alla soia), ma anche piadine, focacce, zuppe, tutti piatti preparati con prodotti biologici e di stagione, al 100% cruelty-free, che incontrano il gusto di vegani, vegetariani e anche “onnivori”, perché no....

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Eventi Roma in occasione della Festa della Donna

Gli eventi nella Capitale in occasione della Festa della Donna  Festa della Donna, ricorrenza festeggiata ogni 8 Marzo da tutte le donne, per ricordare sia le loro conquiste sociali, politiche ed economiche, sia le discriminazioni e le violenze che hanno subito in ogni parte del mondo. Per chi ama la cultura, gli eventi e gli spettacoli musicali d’elite, vi proponiamo la serata “Musica Donna” organizzata dalla Scuola Popolare della Musica di Testaccio. La serata intende creare uno spazio dedicato alle donne, con tre concerti di musiche scritte da compositrici dell’800 e del 900. Una scelta basata su un percorso storico-critico, curata da Orietta  Caianiello, Francesca Pellegrini, Paolo Montin e dagli insegnanti del settore classico della Scuola. L’evento inizierà alle ore 20:30 con l’aperitivo, l’ingresso costa € 10,00, per i soci è € 8,00. Per le appassionate di musica africana, dalle 18:00 alle 22:00, presso il negozio “Agadez”, in via San Giovanni Laterano n.52, sarà possibile ascoltare le grandi voci delle Regine della musica Afro e ballare con le scelte musicali di Sekou Diabatè. Per chi ama il teatro, invece, verrà riproposto lo spettacolo “Chants et rythmes d’Orient dell’Esamble de la Paix” alle 21:00 al Teatro Altrevie, in zona Garbatella precisamente in via Caffaro 10. Lo spettacolo si concentra in un mix di musiche popolari che ci faranno viaggiare con la mente verso territori a noi sconosciuti. Se siete stufe delle solite cose, allora, perché non sfruttare un evento organizzato solo per donne all’Osservatorio Astronomico di Monte Porzio Catone? Il nome dell’evento è “Le donne preferiscono le stelle” che si terrà dalle ore 20:00 in poi. Si parlerà di Ipazia, matematica, astronoma e filosofa del 350 d.C., di Raffaella, astrofisica e ricercatrice contemporanea, di Enrica, giornalista scientifica e di Licia Troisi, scrittrice fantasy e astronoma. Si parlerà di come le donne, oggi, siano riuscite a trovare il loro spazio, a seguire un obiettivo e a diventare delle vere e proprie stelle. Nel corso della serata non solo si discuterà, ma si potrà gustare un ottimo aperitivo e approfittare dell’occasione per osservare il firmamento notturno con i telescopi. La prenotazione è obbligatoria e il costo del biglietto di ingresso è di € 12,00. L’aperitivo si svolgerà tutto all’interno e in caso di maltempo le osservazioni astronomiche verranno sostituite con una visita all’Astrolab per...

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La Rai in Mostra al Vittoriano

La Rai in Mostra al Complesso del Vittoriano La Mostra ”1924-2014. La RAI racconta l’Italia” per celebrare il passato e per guardare al futuro. La Rai in Mostra al Complesso del Vittoriano per festeggiare 60 anni di Televisione e 90 anni di Radio. L’ esposizione dal 31 Gennaio al 30 Marzo 2014 è gratuita e aperta al pubblico. La Rai in Mostra apre con una ricca collezione di costumi di scena che offre una panoramica dell’evoluzione della moda italiana, dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri. Subito dopo segue una sezione, chiamata “RAI: Una bella impresa italiana”, in cui sarà possibile consultare il materiale d’archivio, verbali e ordini di servizio dalle origini dell’azienda. Unicità della mostra è la ricostruzione di un set originale degli anni Sessanta, che permette agli spettatori di calarsi nel “dietro le quinte” di un programma televisivo. E’ stata allestita anche una sezione riguardante la televisione pubblica e una sulla storia della radio. La prima è raccontata attraverso otto canali tematici, ciascuno dei quali affidato ad un testimonial d’eccezione: la Cultura ad Andrea Camilleri, la Scienza a Piero Angela, la Politica a Bruno Vespa, l’Economia ad Arnaldo Plateroti, la Storia dell’Informazione a Sergio Zavoli, la Società a Piero Badaloni, lo Spettacolo ad Emilio Ravel ed infine lo Sport a Bruno Pizzul. Mentre la parte dedicata alla storia della radio pubblica è raccontata dal giornalista Marcello Sorgi. All’ Inaugurazione della Mostra era presente il presidente Napolitano, accompagnato dal presidente RAI Anna Maria Tarantola e dal direttore generale Luigi Gubitosi. Erano presenti anche i Consiglieri di Amministrazione della RAI,  il Ministro per i Beni Culturali e il Turismo e il sindaco di Roma Ignazio Marino. La RAI ha portato il mondo in casa degli italiani, ha raccontato gli avvenimenti politici, storici, culturali e scientifici – ha fatto notare Tarantola – ha narrato la vita quotidiana e i mutamenti dei costumi, costituendo non solo un servizio pubblico, ma un patrimonio nazionale. Attraverso la televisione e la radio, ha veicolato informazione, cultura e svago nelle case, esprimendo anche i sentimenti unitari della nazione e identificandosi con la sua crescita culturale e civile». Orari: Dal Lunedì al Giovedì dalle ore 9.30 alle ore 18.30 Venerdì, Sabato e Domenica dalle ore 9.30 alle 19.30. Ingresso...

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Carnevale Roma – Martedì Grasso

Carnevale 2014 a Roma: eventi e manifestazioni Il 4 marzo a Roma ci sarà la consueta sfilata per le vie della Tiburtina delle maschere storiche della città , da Rugantino alla Bella Romanina. Ai Fori Imperiali, ci sarà invece, dalle 15 alle 19 animazione, circo, artisti di strada e parate musicale e mascherate sia per i i grandi che per i piccini. Il Carnevale di Centocelle ha come tema quest’anno la “Fantasia in maschera” e la sfilata delle maschere, scelte dalle scuole della zona, partirà alle 15 da Piazza dei Gerani, proseguirà per via dei Castani fino ad arrivare a Piazza San Felice da Cantalice dove sarà premiata la maschera più bella. Ostia invece comincerà a festeggiare il Carnevale 2014 alle 15 dove ci sarà la gara per il travestimento più originale dedicata al “Carrus Navalis” che era un’antica manifestazione romana nella quale un battello adagiato su di un carro allegorico veniva portato in parata a mare. A Porta di Roma il Carnevale comincerà alle 16 con il corteo di maschere che sfilerà per vie di Monte Mario mentre al quartiere Castelverde ci sarà musica, la banda, i giocolieri ed una lotteria finale. Fonte: Blasting...

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Baci Perugina in Mostra al Vittoriano

Baci Perugina in Mostra al Vittoriano Quest’anno San Valentino è stato ancora più dolce con la Mostra dei Baci Perugini al Vittoriano. L’esposizione chiamata “Baci Perugina. Un amore italiano“ è aperta a pubblico fino 23 Marzo 2014. Baci perugina in mostra per gli innamorati ed i single, passando per i bambini, forse i più appassionati di cioccolata se non altro perché non hanno ancora scoperto i suoi “postumi”. L’ingresso per nostra fortuna e’ del tutto gratuito, il che ci permette di poter godere maggiormente del “gusto” della Mostra, perché di questo si tratta. I Baci Perugina nascono nel 1922, in maniera del tutto casuale, da Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni. Si narra che la Spagnoli non volesse sprecare i rimasugli di noccioline che provenivano da altri prodotti dolciari di sua produzione, così quasi per caso mescolando le noccioline al cioccolato creò quelli che sarebbero stati i cioccolatini più famosi al mondo. All’inizio sembra fossero chiamati “cazzotti”, per poi essere rinominati in seguito con il nome che conosciamo noi oggi “Baci Perugina”. Sull’idea del nome ci sono un po’ di controversie, chi attribuisce il nome a Giovanni Buitoni e chi ad una cara amica della Spagnoli. Caratterizzati dal bigliettino d’amore all’interno del cioccolatino, il cosiddetto cartiglio, vengono scambiati in tutte le occasioni da San Valentino, per l’appunto, ai compleanni. I Baci Perugina in Mostra vogliono offrire al grande pubblico l’opportunità di poter conoscere le varie tappe della storia italiana tramite l’evoluzione, che ha investito il cioccolatino in quest’ultimo secolo. La Mostra è suddivisa in due sezioni: la prima racconta la storia dell’azienda tramite l’esposizione di oggetti, fotografie e confezioni; la seconda parte è incentrata sulla “comunicazione” che in questi ultimi 90 anni e’ stata realizzata per il marchio e i prospetti strategici per guardare al futuro e ai nuovi media. I Baci Perugina in Mostra presentano la campagna “Autografi d’Amore” che ha permesso ad alcuni personaggi famosi, tra cui Claudio Amendola e Francesca Neri, di cimentarsi nel ruolo di aspiranti poeti d’amore e di poter indossare almeno una volta nella vita ali con arco e freccia al seguito....

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Palazzo Massimo alle Colonne e S. Ivo alla Sapienza

Visita Guidata organizzata dall’ Associazione Amici del Tevere – Domenica 16 Marzo Palazzi e chiese “invisibili”: Palazzo Massimo alle Colonne e chiesa di S. Ivo alla Sapienza Una volta all’anno le porte del Palazzo Massimo alle Colonne si aprono al pubblico in ricordo del miracolo operato da S. Filippo Neri il 16 marzo del 1583, quando resuscitò per il tempo di una estrema unzione il giovane Paolo Massimo. La – ancora attuale – residenza dei principi Massimo è l’ultima realizzazione in architettura di Baldassarre Peruzzi e forse tra tutti i suoi progetti quello più singolare, con la facciata curva che una volta assecondava il tracciato stradale. I Massimo sono stati una delle famiglie più legate alla città di Roma sia per la loro vantata mitica discendenza da Quinto Fabio Massimo che per il ruolo non sempre accondiscendente verso il potere del pontefice. All’interno di questa residenza si viene proiettati indietro nel tempo, entrando nel salone decorato da Daniele da Volterra con il fregio che descrive le gesta leggendarie e l’esaltazione della gens Fabia e nella cappella di palazzo, ove è un tripudio di reliquie di santi. Non lontano dal complesso dei palazzi dei Massimo sorge la chiesa di S. Ivo alla Sapienza, visibile solo due ore a settimana. Quasi nascosta all’interno del cortile di quella che fu la prima università a Roma, sorge inaspettata S. Ivo, capolavoro di Francesco Borromini. La chiesa sembra essere un vero “organismo vivente”, con un “corpo” architettonico che sembra respirare, tanto partecipa con sporgenze e rientranze allo spazio che lo circonda. L’interno, poi, riserva la sorpresa di una pianta complessa, insieme al candore accecante che ricorda l’immagine di una colomba ad ali spiegate. Appuntamento: ore 09.45 a Piazza S.Pantaleo n.10 (davanti al Museo Barracco) Durata della visita: 2 ore circa Costo per la Guida: € 9,00 Soci di AMICI DEL TEVERE – € 12,00 non Soci Nella visita sono compresi i radio – auricolari. Il pagamento della visita si può effettuare sul luogo, salvo che per gli abbonati. Prenotazioni: amicideltevere@unpontesultevere.com oppure telefonicamente ai numeri: 063202087, 0632500420 – cell. 339585277 Prenotazioni da effettuare: entro il 7...

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Via Sistina. Una strada lunga 2787 metri

Via Sistina. Una strada lunga 2787 metri La breve via Sistina che scende elegante per i negozi e la più che centenaria tradizione culturale, dalla Piazza Trinità dei Monti fino a Piazza Barberini, un tempo era l’inizio di una strada lunga 2787 metri. Si chiamava Strada Felice dal nome di colui che l’aveva fortemente voluta, Felice Peretti, ovvero il Papa Sisto V, nell’ assetto di un rettifilo che arrivava fino a Santa Croce in Gerusalemme. E la si può raffigurare ancora oggi, sia pure suddivisa nei vari tratti da molteplici nomi assegnati dopo il 1870, fino a costruire un’arteria in gran parte continua. In pratica scende lungo l’attuale Via Sistina, s’inerpica per via delle Quattro Fontane, riscende e risale in Via d’Agostino Depretis, devia sulla via dell’ Esquilino, a fronte delle Piazze dell’ Esquilino e di Santa Maria Maggiore, riprende dritta lungo via Carlo Alberto, attraversa Piazza Vittorio Emanuele II e confluisce sulle vie Conte Verde e di S. Croce in Gerusalemme per terminare davanti alla basilica castrense. Ma è un fatto che quando l’arteria fu progettata nell’estate del 1585, e completata nell’autunno dell’ anno dopo, procedeva senza soluzione di continuità, considerando che Piazza Vittorio Emanuele II non esisteva e le piazze circostanti Santa Maria Maggiore costituivano una tappa d’obbligo nella concezione dell’arteria. La via era stata aperta per facilitare la circolazione dei pellegrini in visita alla basiliche, con precisi punti di orientamento monumentali. A cominciare dalle quattro fontane del quadrivio, che furono costruite nel 1587, come riferimento verso il Quirinale, da un lato, e verso porta Pia, lungo la strada Pia ma livellata verso il Quirinale da Gregorio XIII e quindi da Sisto V nel primo tratto per accedere alla Chiesa di Santa Susanna. Le fontane sono costruite dalle quattro statue giacenti raffiguranti il Tevere con la lupa, simbolo di Roma, l’Arno con un leone simbolo di Firenze, Diana e Giunone, simboleggianti Fedeltà e Fortezza: il disegno della fontana di Diana è di Pietro da Cortona ma quello delle altre è di Domenico Fontana. E il punto di orientamento proseguì con l’Obelisco Esquilino eretto nel 1587 nella Piazza antistante all’abside di Santa Maria Maggiore, dalla quale peraltro si svolgeva anche un’altra strada dritta, la via Gregoriana, oggi Merulana, aperta da Gregorio XIII nel 1575, fino a Piazza San Giovanni in Laterano. Sisto V volle che la strada simboleggiasse non solo finalità religiose, ma anche il centro di nuovi quartieri residenziali. Fu così che papa Peretti emanò una serie di benefici a chi volesse fabbricarsi la casa in Via Felice. Così ai lati della via sorsero le ville, e fu Sisto V stesso a dare il buon esempio con...

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Castel S. Angelo – Da Mausoleo a fortezza papale

Visita Guidata a Castel S. Angelo – Da Mausoleo a fortezza papale Castel S. Angelo, dedicato all’arcangelo Michele, accompagna da quasi duemila anni le sorti e la storia di Roma. Da tomba monumentale costruita per l’imperatore Adriano ad avamposto fortificato, da terribile carcere a splendida dimora rinascimentale, Castel S. Angelo rappresenta e incarna le vicende di Roma dove passato e presente si trovano indissolubilmente legati. La lunga e variegata storia dell’edificio, attraverso le tante trasformazioni, sembra emergere nel complicato intrico di sotterranei, logge, scale e cortili che costituiscono l’attuale assetto del castello. Il periodo del Rinascimento ha lasciato testimonianze indelebili nelle decorazioni fastose dipinte dagli allievi di Raffaello per l’appartamento di papa Paolo III Farnese, e il giovane Michelangelo è presente nella cappella progettata per il papa Medici Leone X. Nei secoli il castello ha ospitato forzosamente illustri personaggi come Benvenuto Cellini e il Conte Cagliostro, e tra tutti i monumenti romani è certamente quello che raccoglie al meglio le memorie di una città. L’associazione Culturale Amici del Tevere organizza una visita Guidata DOMENICA 2 MARZO 2014 Appuntamento: ore 10.00 all’ingresso di Castel S. Angelo Durata della visita: 2 ore circa Costo per la Guida: € 9,00 Soci di AMICI DEL TEVERE – € 12,00 non Soci Nella visita sono compresi i radioauricolari, ove necessari per ragioni di intelligibilità legati al numero di partecipanti. Da sommare il costo del biglietto: € 10,50 ordinario – € 7,00 cittadini U.E. fra 18 e 25 anni – gratuito cittadini U.E. under 18 e over 65 (altre riduzioni da http://www.castelsantangelo.com/info.asp) Modalità di pagamento: . presso la nostra sede in Roma a Via Marianna Dionigi n°17, contattandoci anticipatamente (normalmente siamo presenti LUN-MER-GIO in orario 9.00-12.00, ma è meglio telefonare prima), . via bonifico (per chi non le avesse già, forniremmo le coordinate bancarie). L’iscrizione all’Associazione non è obbligatoria, ma può essere effettuata col pagamento della visita, al costo di € 10,00 per l’anno solare 2014. Prenotazioni: . 063202087, 0632500420 cell. 3395852777,...

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Centri Commerciali Roma

Centri Commerciali Roma Che fine ha fatto la Roma dei Cesari? Che ne è stato del barocco Romano? Dopo l’abusivismo selvaggio del dopo boom e l’espansione continua verso il GRA , in attesa di inglobarlo all’interno della città come un’autostrada urbana, possiamo dire che Roma sia diventata il tempio dei centri commerciali. Centri Commerciali Roma : I nuovi monumenti A livello architettonico Roma non è cambiata molto negli ultimi 20 anni o almeno da quando me la ricordo io, i simboli sono sempre gli stessi: San Pietro, Colosseo, Piazza di Spagna …. Magari si è tentato di fare qualcosa con il MAXXI o con la Nuvola, ma l’impatto sicuramente non è stato forte come l’arrivo dei centri commerciali, veri nuovi monumenti della Roma di inizio millennio,da Porta di Roma al Centro Leonardo passando per Euroma 2 questi mega impianti hanno ridisegnato lo spazio urbano della città proponendosi per il ruolo di nuovi fori commerciali, punto d’incontro o d’arrivo per fare acquisti o solo per guardare, vista la crisi del paese che sembra non accennare a diminuire,esteticamente costruiti con un leggero influsso Kitsch di chiara scuola nord americana soprattutto negli interni. Centri Commerciali Roma : E la periferia I nuovi centri commerciali tendono a nascere in periferia se non addirittura in aree extra urbane, basti pensare al nuovo polo di Castel Romano, questa caratteristica rende le strutture delle vere e proprie cattedrali nel deserto, molto spesso mal collegate tramite trasporto pubblico con il resto della città, il risultato? L’aumento dei problemi di viabilità nei quartieri limitrofi al centro commerciale, avete notato l’incremento del traffico sulla pontina negli ultimi 12 mesi per esempio? Centri Commerciali Roma : Potenzialità inespresse I centri commerciali potevano essere una grande occasione per riqualificare molte zone periferiche di Roma, magari usando il centro come “scusa” per potenziare il trasporto pubblico ed i servizi ma naturalmente così non è stato, nessun vantaggio dell’indotto è stato scaricato sul territorio, nessun progetto di lungo periodo è in essere nelle nuove cattedrali dello shopping, l’ultima domanda che mi pongo è : ma almeno sono in attivo questi...

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La Piazza e la Basilica di Sant’Eustachio

La Piazza e la Basilica di Sant’ Eustachio  Piazza Sant’Eustachio e la sua omonima Basilica prendono il nome dalla figura di Eustachio, generale dell’ esercito di Adriano. La Piazza si trova nei pressi di Piazza Navona. La Basilica di Sant’Eustachio, a sinistra della Piazza, era originariamente una cappella, costruita da Costantino; la cappella prese il posto del luogo ritenuto la casa di Eustachio. Il martirologio afferma che egli venne ucciso, in questo luogo, insieme a sua moglie e ai suoi figli, e i corpi sarebbero ancora sepolti sotto l’altare maggiore della Cappella. Ricostruita più volte, la Chiesa di Sant’Eustachio si presenta attualmente nella sua versione tardo barocca. Ma basta notare il bel campanile per capire l’origine medievale. Al sommo della Chiesa, una testa di cervo con un crocifisso tra le corna, rappresenta l’immagine apparsa al generale Eustachio mentre era a caccia e che condusse alla sua conversione. La leggenda racconta infatti che il generale Eustachio, di origini pagane, in un giorno di caccia durante l’inseguimento di un cervo, vide questo fermarsi e illuminarsi di una luce accecante. Era Cristo che gli rivolse le seguenti parole “Placido perché mi perseguiti? Io sono Gesù che tu onori senza sapere”. Il generale, dopo la visione, decise di farsi battezzare prendendo il nome di Eustachio o Eustazio e con lui anche la moglie e i due figli con i nomi di Teopista, Teopisto e Agapio. Dalla leggenda Sant’Eustachio fu difatti denominato il patrono dei cacciatori; dal popolo è stato però considerato, per motivi riconducibili all’immagine del cervo, anche un protettore di mariti traditi che, in virtù sua, erano scherzosamente chiamati “Eustacchioni”. Tornando sulla Piazza, in un angolo opposto alla Chiesa, potete notare un grazioso palazzetto del tardo 500’, sull’esterno vedrete i resti danneggiati e ridipinti di affreschi, attribuiti ai fratelli Zuccari. Uno, sul lato destro, illustra la leggenda di Sant’Eustachio. Dalla Chiesa spostatevi a destra per pochi metri, la piazza è limitata, da questa parte, dal complesso del Palazzo della Sapienza, Chiesa di Sant’Ivo, con la sua bella cupola e l’originalissima lanterna a spirale progettata da Borromini. Sempre nella Piazza sorge Palazzo Stati, disegnato da Giulio Romani, in classico stile rinascimentale. Proseguendo, passate nell’ adiacente Piazza dei Caprettari, che prende il nome dai venditori ambulanti di capretti ed abbacchi. Qui c’è una pittoresca collezione di fabbricati che vanno dal rinascimento al Barocco, tra questi Palazzo Lante, elegante opera di Jacopo Sansovino. Curiosità: Piazza Sant’ Eustachio è oggi conosciuta per il famoso Caffè dalla ricetta pregiata e il suo aroma, simbolo di una tradizione. Leggi la storia. Fonte: Mauro Lucentini – La Grande Guida di...

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Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale

Frida Kahlo – Prima retrospettiva dell’ artista Messicana Le Scuderie del Quirinale ospitano dal 20 Marzo al 31 Agosto 2014 una mostra dedicata a Frida Kahlo. Si tratta della prima retrospettiva in Italia dell’artista messicana: in esposizione, circa 130 opere tra dipinti e disegni provenienti dalle principali collezioni pubbliche e private in Messico, Stati Uniti, Europa. L’iniziativa rientra in un progetto che coinvolge le Scuderie del Quirinale e Palazzo Ducale di Genova e presenta due grandi mostre: quella romana che racconta l’artista Frida Kahlo e il suo rapporto con i movimenti culturali e artistici dell’epoca; l’altra a Genova (20 settembre 2014 – 15 febbraio 2015) che proporrà l’arte della pittrice, influenzata dal suo universo privato di grande sofferenza, al centro del quale sarà sempre il marito Diego Rivera. Alle Scuderie del Quirinale, in esposizione oltre quaranta ritratti e autoritratti, tra cui il celeberrimo Autoritratto con collana di spine del ’40, mai esposto prima d’ora in Italia e immagine della mostra, e l’Autoritratto con vestito di velluto del ’26, dipinto a soli 19 anni, il suo primo autoritratto eseguito per l’amato Alejandro Gòmez Arias con l’intenzione di riconquistarlo. E poi, una selezione di disegni, tra cui lo schizzo a matita per il dipinto Ospedale Henry Ford (o Il letto volante) del ‘32, il famoso corsetto in gesso che teneva Frida prigioniera subito dopo l’incidente e che dipinse ancor prima di passare ai ritratti (un pezzo unico che si credeva perduto fino a poco tempo fa). Infine alcuni eccezionali ritratti fotografici dell’artista, in particolare quelli realizzati da Nickolas Muray, per dieci anni amante di Frida, e tra questi Frida sulla panchina Bianca, New York, 1939 diventato poi una famosa copertina della rivista Vogue. Info & Prezzi 20 marzo – 31 agosto 2014 Scuderie del Quirinale Tel. 06.39967500 Domenica – Giovedì dalle 10.00 alle 20.00 Venerdì e Sabato dalle 10.00 alle 22.30 Ingresso: Intero € 12,00 – Ridotto € 9, 50 (l a biglietteria chiude un’ora prima) Sito internet: www.scuderiequirinale.it     Fonte: sito web Roma Capitale...

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Dove gustare il miglior Caffè a Roma

Tutti, da tempi remoti, parlano del caffè in ogni campo artistico: nel teatro con Carlo Goldoni e la sua opera “La bottega del caffè, nel cinema dove con la stagione del western Americano il caffè veniva consumato al crepuscolo, davanti ad un fuoco acceso nella prateria quasi come fosse una liberazione dopo una giornata di scorribande contro gli indiani e in ambito musicale con Johann Sebastian Bach che compose la celeberrima opera come “La cantata del Caffè”. Per una pausa di gusto: dove gustare il miglior Caffè a Roma Meta storica per i buoni intenditori, il miglior caffè a Roma è il “Caffè Sant’ Eustachio”. In questo piccolo locale tra Piazza Navona e il Pantheon si potrà gustare un caffè davvero speciale, dove l’ uso dei migliori caffè arabica e l’ alta qualità lo rendono inconfondibile e famoso in tutto il mondo, tanto che il Washington Post ha voluto intervistare i nostri produttori. Così scrive Erin Mister a proposito del Caffè Sant’Eustachio: “Qui la tecnica e le miscele sono così riservate che anche i baristi si nascondono mentre preparano un caffè dopo l’altro. Da quando ha aperto nel 1938 si dice che siano stati preparati 4000 espressi al giorno. Qualunque sia il segreto, il risultato è delizioso”. Nelle vicinanze del Pantheon, in Via degli Orfani vi è anche “Tazza d’ oro” . Una torrefazione storica fondata nel 1946 da Mario Fiocchetto , qui materia prima e qualità sono ottime. Un altro buon caffè si può gustare presso il “Gran Caffè Illy” da poco giunto a Roma, situato all’interno di Eataly , dove si degustano i caffè classici ai mono-arabica.  Infine a Via Condotti presso “Caffè Greco”  si può gustare un ottimo caffè e godere di una location altrettanto sorprendente. Curiosità: Il Caffè più caro del mondo è un particolare Caffè Indonesiano. Ha un costo che varia da 500 Euro a 900 Euro al Kg. Stiamo parlando del Kopi Luwak, prodotto con le bacche, ingerite, parzialmente digerite e defecate dallo Zibetto delle...

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AlexanderPlatz: il Jazz nel cuore di Roma

AlexanderPlatz: il Jazz nel cuore di Roma AlexanderPlatz vanta il titolo di Jazz club più antico d’Italia: era il 1982 quando una fatiscente cantina a due passi dal Vaticano veniva rilevata dalla famiglia Rubei e trasformata in quello che presto sarebbe diventato punto di riferimento per gli amanti del jazz a Roma. Da oltre trent’anni, AlexanderPlatz propone musica di qualità e gastronomia, in una cavea che ha visto incrociarsi le storie di grandi interpreti e musicisti di tutto il mondo. Passaggi di cui si trova ancora testimonianza nelle pareti del locale, interamente ricoperte dalle firme di grandi jazzisti, e nell’aria che si respira, carica dell’energia e della creatività dei musicisti che sera dopo sera ne hanno fatto la storia. AlexanderPlatz è un locale intimo e colorato, con calde luci soffuse e soffitti a volta. Il palco è visibile dal bar attraverso un arco, e si può scegliere di godere lo spettacolo da diverse salette o dalla sala principale a un passo dagli artisti. Insieme ai concerti, AlexanderPlatz propone per la cena piatti che il locale definisce di “cucina internazionale con una forte impronta mediterranea”, oltre a un American bar per l’after dinner. I concerti hanno inizio tutte le sere alle 21.45, ad eccezione del venerdì e sabato in cui gli spettacoli hanno inizio alle 22.30. AlexanderPlatz offre uno sconto del 25% sul costo della tessera mensile per i possessori di tesserino di appartenenza a uno degli enti convenzionati (tra cui Atac, Upter, Interclub, Unicralbox, Cts, Carta per due). Per chi prenota la cena l’ingresso è gratuito. Inoltre, è possibile organizzare Business Dinner e feste private in serate concordate con l’organizzazione. Per informazioni e contatti visitare il sito...

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Lupanari Romani

La Storia dei Lupanari Romani Nell’ antica Roma la prostituzione, come lo sfruttamento, erano considerati atti legali. Chi si occupava delle ragazze era direttamente lo Stato, che regolarizzava il “lavoro” attraverso una tassazione, l’obbligo di iscrizione ad un registro (anche con nome fittizio o d’arte) ed il vincolo di praticare la professione nelle ore notturne e non di giorno. I luoghi operativi, i postriboli, erano chiamati “Lupanari”, dal nome “Lupa” famosa levatrice di Romolo e Remo chiamata così per le sue libere manifestazioni amorose. Diverse zone preposte alla prostituzione rappresentavano veri e propri quartieri a lui rosse, si dice che molti lupanari erano nella zona del Celio accanto alle caserme degli equites singulares, corpo militare dell’impero romano. L’alta frequentazione avveniva anche in seguito ai prezzi bassi che le prostitute chiedevano e nella cultura maschile degli antichi romani, il frequentare un lupanare era comunque una tappa obbligatoria a cui tutti i ragazzi dovevano sottostare attraverso un rito di iniziazione, segno di virilità. Dagli scavi di Pompei gli archeologi hanno trovato rappresentazioni pittoriche e vere stanze che rappresentavano i postriboli. I luoghi adibiti al sesso, stanze di pietra senza finestre, erano ambienti poco confortevoli con scarse condizioni igieniche. Le donne che svolgevano il lavoro nei lupanari, non sempre, erano provenienti da un basso ceto sociale. E’ risaputa la storia di Messalina, moglie dell’Imperatore Claudio. Conosciuta come una donna spavalda e senza scrupoli che a 12 anni era già una delle donne più desiderate di Roma per la sua bellezza. Si racconta tutt’ora che la moglie dell’imperatore fosse una delle ragazze più appetibili del bordello dove lavorava. In realtà il caso Messalina non era l’unico dato che, negli ambienti aristocratici della Roma imperiale, era molto diffusa la pratica di organizzare dei bordelli in ambienti raffinati gestiti dalle matrone. Qui era “legale” l’omosessualità e il trasgressivo, considerate come pratiche del tutto naturali. Inottemperanti erano gli imperatori stessi, come Caligola ed Eliogabalo, sorpresi ad andare in giro con occhi truccati e gioielli femminili. D’altronde se comportamenti del genere oggi fanno gridare allo scandalo per gli antichi romani l’ostentazione del sesso e la libertà di praticarlo era del tutto normale tanto che era posto sotto la protezione di due divinità: Venere e Priaopo. Fonte: Adriano Angelini “101 Cose da Fare a...

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San Cesareo de Appia

San Cesareo de Appia La Chiesa di San Cesareo de Appia, detta anche San Cesareo in Palatio  (come l’omonima Chiesa nel Rione Campitelli) si trova all’ inizio Porta San Sebastiano. Secondo fonti medievali era chiamata inizialmente “San Cesareo in Turrim” probabilmente per la presenza di qualche torre nelle vicinanze. E’ una piccola chiesetta dalla semplice facciata di inizio 600′. Sicuramente fu costruita molto prima. Intorno al VIII secolo circa, dati i numerosi elementi ritrovati nel sottosuolo che fanno pensare ad una chiesa del periodo alto medievale. L’ interno di San Cesareo, come la facciata, è di origine seicentesca; a partire dagli affreschi, che troviamo posizionati in tutta la chiesa. La maggior parte rappresentano la vita del santo titolare. I più notevoli sono quelli sono dell’abside dipinti dal Cavalier d’ Arpino, noto per la sua rivalità con Caravaggio. Gli arredi marmorei sono ricostruiti con elementi cosmateschi, probabilmente del XII secolo. Un rilievo del 400′ sotto l’ altare rappresenta due angeli, che insieme aprono una tenda, dando luce alla cripta sottostante. Una scala nell’ angolo sinistro dopo l’ingresso, permette di scendere in un edificio romano del II secolo. E’ conservato un bellissimo pavimento in mosaico bianco e nero, il quale rappresenta figurazioni marine. Tra il 1997 e il 1999 viene costruito all’interno della Chiesa un organo a canne da Francesco Saverio Colamarino.  ...

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Chiesa Ortodossa – Santa Caterina Martire

Chiesa Ortodossa – Santa Caterina Martire La storia della costruzione della Chiesa Ortodossa di Roma, inizia in tempi molto antichi. Parliamo infatti di un periodo che risale agli inizi del 1800, quando ad occuparsi del progetto di realizzazione della Chiesa era l’ Imperatore Alessandro I. In quasi due secoli di storia la comunità Ortodossa ha sempre partecipato attivamente alla realizzazione dei vari progetti per la Chiesa che si sono sviluppati nel tempo, attraverso la raccolta di fondi. Dalla fine del 1800, fino alla fine del XX secolo, la Chiesa Ortodossa ha avuto diverse sedi, tutte ad ogni modo legate con la Federazione Russa. L’ attuale Chiesa Ortodossa di Roma si trova nei all’interno del Parco Villa Abamelek, ai piedi del Gianicolo, vicino Porta di San Pancrazio. L’interno della villa è sede dell’ Ambasciata Russa. La Chiesa prende il nome di Santa Caterina Martire (o Santa Caterina d’Alessandria). Voluta fortemente dalla comunità ortodossa Russa, nell’ottobre del 1999 l’Ambasciata della Federazione Russa a Roma ha fatto formale richiesta al Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana ed al Comune di Roma per ottenere la possibilità di costruire l’edificio. Il progetto vero e proprio fu presentato al Comune di Roma un anno dopo. Il disegno prevedeva la costruzione della Chiesa Ortodossa nel comprensorio della Federazione Russa, dove è tutt’ora. La Chiesa è stata progettata di un altezza pari a 29 m con una superficie generale di 698,04 m², per un volume generale di 5056,28 m³. La realizzazione del progetto è stata approvata nel 2001, e nel 2002 la licenza edilizia. Qualche anno dopo viene  ufficialmente registrata l’Associazione per la costruzione della chiesa ortodossa di Santa Caterina d’Alessandria, con il fine di raccogliere i mezzi per la costruzione della Chiesa. Solamente nel 2009 ha avuto luogo l’inaugurazione della nuova Chiesa Ortodossa di...

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I Sampietrini di Roma

I Sampietrini di Roma I sampietrini (detti anche anche sanpietrini) sono i più piccoli testimoni della monumentalità di Roma. Detti alla romana i “serci” che tradotto all’italiana starebbe per selci. Quasi tutti sanno che i sampietrini sono blocchetti di pietra, tagliati a forma di piramide tronca (come un cubetto) usati per la pavimentazione delle strade di Roma dal XVI secolo. Noti con il nome  “sampietrini” perché divennero simboli emblematici di Piazza San Pietro, con una caratteristica pavimentazione decorativa, i cubetti sono stati ritagliati dall’ antico basolato che si può ancora vedere a lastre su alcune delle vie consolari. Squadrato di 12 cm con una base molto rastremata, non è più alto di 17 cm e pesa oltre 3 chili. I sampietrini furono messi in opera per ottenere un selciato uniforme e compatto, in grado di essere levigato dall’attrito soprattutto dei carri e venne usato in maniera radicale dal Papa Sisto V nella grande sistemazione da lui compiuta tra il 1585 e il 159, tanto che arrivò a selciare ben 120 strade. E ci fu anche chi scrisse un manuale su questa tecnica di pavimentazione “Il discorso sul mattonato e selciato di Roma”, autore Guido Blado Foglietta. Sulla sua scia nel Seicento i sampietrini vennero utilizzati in tutta la città; la diffusione delle carrozze, con l’attrito logorante delle ruote, ne determinò il trionfo con una messa in opera che generò un vero e proprio artigianato. Nacque così l’arte dei “serciaroli”, artigiani dal grosso fisico, armati di “un martellone di legno, mazzapicchio, detto pilone” e diventato in romanesco il “mazzabecco”. I serciaroli venivano perlopiù dalla provincia dell’ Aquila e lavoravano a Roma da giugno a ottobre. Tra loro si chiamavano con un soprannome romanesco, in riferimento al loro aspetto: Asso de coppe, Tripicchia, er Gallo, Mandrella, er Vaccaretto. Quest’ultimo, il più famoso, è rimasto nella storia per la sua capacità di allineare sul suolo di una strada anche 6000 selci in un giorno, così da coprire 60 metri quadri. I sampietrini sono arrivati ai giorni nostri resistendo per quanto possibile al banale asfalto, preferito oggi perché più velocemente lavorato e più facilmente riparabile. A testimonianza della bellezza artigianale della pavimentazione con il sampietrino resta straordinaria quella di Piazza del Campidoglio, realizzata nel 1940 dall’ ingegner Silvio Sensi. E così è stato anche per Piazza Navona e Piazza del Quirinale. Un artigianato che è un’immagine di Roma, tanto che il “sercio” ha finito per entrare nella tradizione di un modo di dire, offrendo un’immagine poetica della città “Allustra li serci” che vale per: camminare oziosamente, andare serenamente a zonzo. Fonte: “Alla scoperta di Roma” di Claudio...

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Piazza di San Pietro in Montorio

Piazza di San Pietro in Montorio  Sulle pendici del Colle Gianicolo, nei pressi del “Fontanone”, scendendo verso Via Garibaldi si arriva ad una tranquilla piazza, San Pietro in Montorio, dominata dalla omonima Chiesa. Da qui si può ammirare un’altra bella vista della città. Oggi questo luogo silenzioso circondato da alberi, nasconde in realtà la sua vera identità. In tempi antichi era considerato uno dei luoghi più macabri della città. Nella piazza, gli schiavi e i non romani, che avevano commesso un omicidio venivano crocifissi. La vera crudeltà era nelle leggi. Oltre a promuovere le barbarie, proibivano da parte dei familiari, di venire a recuperare le salme, lasciate sulle croci a marcire e ad essere divorate dalle cornacchie, considerate dai Romani come un animale divino. Questi atti feroci durarono fino a quando Augusto non decise di  introdurre leggi più clementi. Nella brutale San Pietro in Montorio, numerosi scrittori sostengono che sia avvenuta l’esecuzione di San Pietro. In effetti la tradizione secondo cui l’Apostolo sarebbe stato martirizzato qui è molto più plausibile, rispetto alla molto nota, secondo cui egli sarebbe stato crocifisso ai piedi dell’Obelisco Vaticano. La leggenda ha comunque un fine di verità, dato che San Pietro non era romano e che, secondo la tradizione, egli fu condannato non soltanto per la sua predicazione Cristiana ma anche per assassinio. A questa alternativa tradizione è dovuta al presenza di San Pietro in Montorio. Curiosità: Dopo aver fatto visita alla splendida Chiesa, se decidete di concedervi una passeggiata per Trastevere, sappiate che vi trovate a pochi passi. Il Gianicolo è infatti collegato con il Rione tramite numerosi scalini che vi conducono direttamente in Via Goffredo Mameli, a pochi passi da Piazza san Cosimato, o in Via Garibaldi nei pressi di Piazza Trilussa. Le scalette di Via Garibaldi sono quelle subito sotto la Chiesa, le altre al contrario, non si vedono molto bene. Sono nascoste tra gli alberi le noterete una volta che vi siete lasciati la Chiesa alle spalle, andando per la discesa, da cui siete arrivati. Fonte: Mauro Lucentini – La Grande Guida di...

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Moving Shop : Un’idea geniale anti crisi

Moving Shop : Un’idea geniale anti crisi!! In questo periodo di “crisi” riesce a fare successo chi, sfruttando il proprio ingegno, attua progetti innovativi: basta pensare al Moving Shop. E’ ciò che è riuscita a fare l’ imprenditrice  milanese Valeria Ferlini, artefice del Moving Shop. Non avendo la possibilità di comprare altri negozi e volendo ampliare il suo giro d’ affari, ha deciso di inventare un modo alternativo di commerciare. Il grande successo dell’ iniziativa sta proprio nell’ aver creato un negozio itinerante con “un ape 50 della Piaggio”, allestito come un punto vendita. L’idea  rappresenta un grande vantaggio per il venditore che si troverà a far fronte a minori spese per quello che sarebbe stato il mantenimento del negozio e in più si da la possibilità al compratore di non fare lunghe file per poter comprare ciò che desidera. Certo, non ci sarà il camerino ma possiamo affermare che ci ritroviamo proprio difronte ad una trovata geniale ed anti-crisi!! L’ Ape allestita a negozio, non ha un’ ubicazione fissa, spesso però si prediligono luoghi conosciuti e molto turistici, in modo da poter avere una clientela varia. In alcuni comuni Italiani dove sosta il Moving Shop si è stabilito un accordo che prevede la concessione del 5% degli introiti ai servizi sociali. Il successo dell’ iniziativa ha spinto l’ imprenditrice milanese a dare vita ad un sistema di affiliazione che oggi conta più di ventuno Ape 50 in giro per l’ italia , di cui 4 a roma . Molto presto il Moving shop arriverà anche a Barcellona. I prodotti trattati sono prevalentemente di abbigliamento e accessori. L’ idea di creare questo nuovo modo di fare commercio è stato così apprezzato che  l’ Ape è stata sfruttata anche  per altre iniziative commerciali, ed esistono vere e proprie realtà specializzate nell’ allestimento delle tre ruote come : Cool Carts o Street Food Mobile. Per scoprire la collezione di abbigliamento di Valeria Ferlini, visualizzare le riviste che hanno trattato della moda, ed avere la possibilità di creare il proprio Moving shop potete visitare il sito internet dell’imprenditrice...

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Via del Monte della Farina a Roma

Via del Monte della Farina Via del Monte della Farina è un strada molto antica, non molto conosciuta, ubicata nel pieno centro di Roma. Il nome della celeberrima via deriva dal fatto che anticamente vi si trovavano uffici frumentari. Gli uffici svolgevano un ruolo molto simile a quelli all’interno del monte di pietà, ovvero, invece di offrire prestiti in denaro facevano prestiti in grano e prodotti agricoli. Era posta, proprio in questa via, una targa sul degrado urbano che recitava le pene a cui il trasgressore avrebbe dovuto far fronte qualora avesse sporcato la via. Via del Monte della Farina: I Palazzi Un Palazzo importante in questa via è quello situato al civico 19 , il quale porta un’ epigrafe che recita le seguenti parole: “HEIC UBI IGNOBILES NUPER TABERNAE RUDERA PREMEBANT PORTICUS CN POMPEII CUI CONTINENS ERAT CURIA C IUL CAESARIS NECE INSIGNIS SODALITAS TEUTONUM DE ANIMA NOBILIORES HAS AEDES EXSTRUENDAS CURAVIT ANNO AB URBE CONDITA MMDCXLVI ANNO DOMINI MDCCCXCIII”. Facendo una traduzione ne ricaviamo che questo Palazzo fu eretto o nell’ anno 2646 dalla Fondazione di Roma  o nell’ anno del signore 1893 ,sopra la curia di Pompeo. Per far si che tutti potessero affermare la ricostruzione del palazzo sopra la curia si volle ricollocare qui all’interno di una nicchia la statua di Pompeo magno ai piedi della quale Giulio Cesare fu assassinato. Tra gli altri palazzi presenti nella via sono da ricordare una scuola di sarti germanici testimoniato da un iscrizione: “SCHOLA SUTORUM VERE GERMANICORUM AD TURRIM D H COSSEBADE DE COSSLIN RESTAURATA AUCTA A D MDCCCIIC” e il convento dei Teatini il quale palazzo riporta la seguente frase: “CONSTANTIAE PICCOLOMINEAE ARAG AMALPHIS DUCI OPTIME MERITAE CLER REGUL”, ovvero un ringraziamento a Costanza Piccolomini che nel 1582 lasciò in eredità ai Teatini l’intero palazzo. Via del Monte della farina: Oggi Nonostante questa via rappresenti un pezzo di cultura romana , recentemente è stato reclamato che non si ha un adeguato mantenimento dell’ antica bellezza. Questo per diversi piccoli motivi come la presenza di negozi che prima ovviamente non vi erano, ma comunque rimane pur sempre una via che ha molto da raccontare e trasmetterci. Fonte : Roma...

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Il Potere, il Collezionismo, lo Sfarzo: Palazzo Colonna

Il Potere, il Collezionismo, lo Sfarzo: Palazzo Colonna Visita Guidata Sabato 8 Febbraio Entrando a Palazzo Colonna si viene trasportati indietro nel tempo in una delle residenze meglio conservate di una delle famiglie aristocratiche più potenti della città di Roma. Il palazzo sorge sui resti di un antico tempio dedicato a Serapide, ed è stato per 23 generazioni la casa-fortezza dei Colonna.  La gloria della famiglia Colonna raggiunse il suo apice nel 1571, quando l’ammiraglio Marcantonio Colonna fermò l’avanzata dei Turchi nella battaglia di Lepanto. Sulla volta della magnifica Galleria si dispiegano gli affreschi che illustrano la battaglia navale e il trionfo del comandante della flotta cristiana. Tra i tanti capolavori conservati nella Galleria spiccano il dipinto del Bronzino “Venere, Amore e Satiro”, l’”Adamo ed Eva” di Francesco Salviati e il famoso “Mangiafagioli” di Annibale Carracci. Il Palazzo conserva, insieme alla quadreria, il mobilio e gli arredi originali del XVI e del XVII secolo. E’ come se i Colonna si fossero assentati da poco, lasciando le fotografie e gli oggetti privati sui tavoli e sulle poltrone. Info & Prezzi Appuntamento: Sabato 8 febbraio ore 10.00 all’ingresso della Galleria presso Via della Pilotta n°17 La visita ha una durata di circa due Ore Costo per la Guida: € 9,00 Soci di AMICI DEL TEVERE, € 12,00 non Soci Sono compresi i radio-auricolari, ove necessari per ragioni di intelligibilità legati al numero di partecipanti. Da sommare il costo del biglietto: € 10,00, già scontatoci per gruppi (vogliate eventualmente comunicarci l’esenzione totale, consultando le categorie sotto riportate) Modalità di pagamento (salvo le esenzioni, € 19,00 Soci di AMICI DEL TEVERE, € 22,00 non Soci): – alla visita dell’1-FEB, per i partecipanti alla stessa (preavvisandoci, in modo da compilare anticipatamente le ricevute) – presso la nostra sede in Roma a Via Marianna Dionigi n°17, contattandoci anticipatamente (normalmente siamo presenti LUN-MER-GIO in orario 9.00-12.00, ma è meglio telefonare prima) – via bonifico (per chi non le avesse già, forniremmo le coordinate bancarie). L’iscrizione all’Associazione non è obbligatoria, ma può essere effettuata col pagamento della visita, al costo di € 10,00 per l’anno solare 2014. BIGLIETTI DI INGRESSO GRATUITO: – bambini fino a 12 anni (accompagnati da adulto pagante) – Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza (con tesserino ufficiale) – ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane (con tesserino annuale) – guide turistiche (con patentino...

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Porta Latina: Chiese di San Giovanni

Porta Latina: Chiese di San Giovanni Via di Porta Latina, nella zona dell’ Appia Antica fa da sfondo a due splendidi luoghi della cristianità:  il minuscolo Oratorio di San Giovanni in Oleo e la Chiesa Medievale di San Giovanni a Porta Latina. L’oratorio, un tempietto ottagonale, viene costruito agli inizi del 500′ da un prelato francese, per prendere il posto di un’ antichissima cappella. Questa, sorgeva nel posto in cui, secondo la leggenda, Giovanni Evangelista sarebbe rimasto incolume al supplizio dell’ olio bollente. Da qui il nome dell’ Oratorio. Il prelato francese era Benedetto Adam, il quale fece incidere il suo motto sopra una porta che affaccia sul giardino pubblico: ” Au Plasir de Dieu”. L’ architetto della struttura è sconosciuto, si attribuisce a Borromini la parte dal Fregio in su, che venne aggiunta solamente un secolo e mezzo dopo. L’interno dell’oratorio, (aperto di rado), contiene affreschi secenteschi che illustrano il supplizio di San Giovanni. Non molto lontano dal luogo sacro troviamo l’altra struttura in onore di San Giovanni. Anche qui il nome prende origine, come per l’Oratorio, dal martirio del Santo. Nonostante sia stata fondata nel V secolo, l’ attuale chiesetta medievale risale al VIII secolo. La struttura della chiesa riporta elementi di epoca romana, come i frammenti nel portico e le colonne presenti anche nella chiesa. Gli affreschi sono considerati importanti perché rappresentano il passaggio tra l’ influenza Bizantina e quello di Cavallini, maturato a Roma. Rappresentano scene dei due Testamenti e degli Evangelisti. Sulla sinistra della chiesa c’è un pozzo antichissimo con un incisione latina “Chiunque abbia sete venga ad abbeverarsi. Io Stefano…” L’iscrizione potrebbe essere opera di chi durante il periodo medievale, si prese cura della chiesa con pochi mezzi, dato che i padri votati vivevano in assoluta povertà. La Chiesa di San Giovanni fu per molto tempo rifugio di eremiti, visto che l’intera zona era stata completamente...

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Sepolcro degli Scipioni

Sepolcro degli Scipioni Su Via di Porta San Sebastiano, accanto alla Chiesa di San Cesareo, troviamo il Sepolcro degli Scipioni. Viene considerato una rarità, in quanto risalente al IV e II secolo a.C., mentre la maggior parte dei cimiteri familiari romani risalgono ben a quattro o cinque secoli dopo. Il Cimitero appartiene a una delle più celebri famiglie romane, è quasi sempre chiuso al pubblico perché in rovina. L’esistenza del cimitero si è avuta solamente alla fine del Settecento, suscitando grande scalpore. Delle due figure più celebri della famiglia Scipioni, Scipione l’ Africano vincitore di Annibale, e Scipione l’Emiliano che distrusse Cartagine, non furono mai trovati i resti all’interno del Sepolcro. Furono identificate invece quelli di altri illustri membri della famiglia. Le iscrizioni sono di notevole interesse storico, ed alcune di queste, dedicate a membri giovanissimi, contengono commoventi versi: “Sotto questa Pietra riposano la grande sapienza e le grandi virtù di un uomo che ebbe vita breve. Non chiedete quali cariche rivestì: non ebbe (…) Ma per raggiungerle gli mancò solo il tempo”. Secondo alcune testimonianze all’ interno del Sepolcro sarebbe stato conservato anche il corpo del Grande poeta Ennio, a metà tra il III e II secolo. Non c’è la certezza dato che il suo corpo venne sepolto qui dato che non fu mai ritrovato. Ma fu rinvenuto qui un ritratto scultoreo appartenente a...

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Domine Quo Vadis

Chiesa del Domine Quo Vadis Via Appia Antica 51 06 512 0441 La Chiesa del Domine Quo Vadis è una della prime chiese che si incrociano su Via Appia Antica, circa 800 metri dopo Porta San Sebastiano. La Chiesa ha origini medievali ma fu ricostruita nel 1600. Prende il nome da una leggenda secondo cui l’ apostolo Pietro, fuggendo dalla città per evitare il martirio, ha una visione di Gesù al quale rivolge le seguenti parole “Signore, Dove vai?” e il Signore rispose “Eo Romam iterum crucifigi” , che tradotto vorrebbe dire: “Vengo a Roma a farmi crocifiggere di nuovo”. Come testimonianza dell’ accaduto all’interno della Chiesa vi è una pietra con con le impronte “dei suoi santi piedi”, lasciate proprio da Gesù davanti la Chiesa. La pietra sarebbe in realtà una copia, l’originale è difatti conservata nella Basilica di San Sebastiano. Da questo episodio deriva il secondo nome con cui è conosciuta la chiesa “Santa Maria in Palmis”. La Chiesa non è molto grande, ed è ad un’unica Navata. L’altare è contornato da due affreschi con la Crocifissione di Gesù e la Crocifissione di Pietro, e al centro l’immagine della Madonna del Transito. All’interno è collocato il busto di bronzo di uno scrittore polacco, Henryk Sienkiewicz, autore di un famoso romanzo storico che ha proprio il nome di “Quo...

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Clivus Scauri – Clivio di Scauro

Clivus Scauri – Clivio di Scauro Il Clivio di Scauro è l’antica strada romana che costeggia la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo sul lato est del Colle Celio. Viene considerata una delle strade più suggestive di Roma. Clivus Scauri risale al II secolo a.C. e ha mantenuto, nel primo tratto, il suo nome originale, probabilmente derivante da un membro della famiglia degli Aemilii Scauri, Marco Emilio Scauro, magistrato che la costruì. La prima parte della strada è scavalcata da contrafforti della Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, resi necessari a causa dei danni riportati durante le invasioni Barbariche nel V secolo. Soltanto un contrafforte  è da considerare di quel periodo, gli altri sono stati ricostruiti nel Medioevo. Scendendo, il lato sinistro è ciò che rimane della casa paterna di San Gregorio Magno, il principale edificio è scomparso, ma egli ci fece costruire nel VI secolo un Convento e un Centro di Assistenza. L’ultimo contrafforte è un portale barocco datato 1607, appena superato  vi sono le rovine di quella che poteva essere la Biblioteca, sita nel complesso monastico di San Gregorio. Venne costruita da Agapito, tra i primi predecessori di San Gregorio. Continuando fino in fondo, dove termina il Muro alla vostra destra, si può ammirare un affascinante...

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Giorno della Memoria

Giorno della Memoria In “ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti” Iniziative negli spazi culturali romani   In occasione del 27 Gennaio – Giorno della Memoria, istituito nel 2000 dal Parlamento italiano in “ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari, civili e politici italiani nei campi nazisti” – l’Assessorato capitolino alla Cultura ha organizzato fino all’11 febbraio un calendario di appuntamenti di cinema, teatro, arte visiva, musica, danza, convegni, incontri, testimonianze e presentazioni di libri. Le iniziative – rivolte ad un pubblico di tutte le età, ma con particolare attenzione ai giovani e agli studenti – si svolgono in varie sedi: Sala Santa Rita, Casa della Memoria e della Storia, Museo di Roma in Trastevere, Biblioteche di Roma, Teatro di Corte di Villa Torlonia, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Nuovo Cinema Aquila, l’Auditorium “Parco della Musica”, casa del Cinema, Casa delle Letterature e il Museo storico di Via Tasso. La Casa della Memoria e della Storia, organizza quest’anno appuntamenti per una settimana : consultate il programma. Tutte le iniziative in programma sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti...

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Le due anime delle Controriforma a Roma

Le due anime delle Controriforma a Roma: Il Casino dell’Aurora di Guido Reni e la “Madonna dei Pellegrini” di Caravaggio Visita Guidata Sabato 1 Febbraio All’ interno del complesso architettonico di Palazzo Pallavicini, sul colle del Quirinale, si trova il Casino dell’Aurora del primo decennio del 1600, che il Cardinale Scipione Borghese fece erigere dall’architetto fiammingo Vasanzio sulle rovine delle antiche terme di Costantino. Il padiglione a loggiato è formato da un ambiente centrale affrescato da Guido Reni con il carro dell’Aurora; il dipinto diventò ben presto il modello estetico di riferimento per tutti gli artisti classicisti. Nell’ Opera di Guido Reni rivive l’equilibrio formale e ideale della pittura di Raffaello, e questo costituisce una delle due anime  presenti nel movimento artistico del primo ‘600, mentre l’altra faccia è la rappresentazione del “vero secondo natura”, immagine della tragica realtà del Caravaggio. La visita intende focalizzare queste due attitudini da parte degli artisti di spicco di un’età di passaggio, caratterizzata dall’ austerità della Controriforma insieme al vagheggiamento di un “bello ideale”. La tappa successiva ci porta nella chiesa di S. Agostino dove il sacro, rappresentato da Caravaggio nella “Madonna dei Pellegrini”, si veste dei panni contemporanei di una Madonna plebea che accoglie i due stanchi e miseri pellegrini in preghiera. Qui la fede degli umili, cari al Signore, indica il percorso che il cristiano deve intraprendere, quello dell’imitazione di Cristo, vera essenza del messaggio della Controriforma. Info & Prezzi Appuntamento: ore 10.00 davanti all’ ingresso del Casino Pallavicini Costo per la Guida: € 9,00 Soci di AMICI DEL TEVERE, € 12,00 non Soci Sono compresi i radioauricolari, ove necessari per ragioni di intelligibilità legati al numero di partecipanti L’Iscrizione all’ Associazione non è obbligatoria, ma può essere effettuata al momento al costo di € 10,00 per l’anno solare 2014 Prenotazioni: 063202087 – cell. 3395852777  amicideltevere@unpontesultevere.com  Amici del Tevere: L’ Associazione Culturale ha previsto quest’ anno nuove “formule” per visite e passeggiate guidate, con il seguente programma per il 2014: A) Sabato 18 gennaio ore 14.30 – Il Rinascimento in Vaticano: Michelangelo e Raffaello a confronto (POSTI ESAURITI) B) Sabato 1 febbraio ore 10.00 – Le due anime delle Controriforma a Roma: il Casino dell’Aurora di Guido Reni e la “Madonna dei Pellegrini” di Caravaggio (scheda in calce) C) Sabato 8 febbraio ore 10.00 – Il potere, il collezionismo, lo sfarzo: Palazzo Colonna (scheda già disponibile – con biglietto) D) Domenica 2 marzo ore 10.00 – Castel S. Angelo (con biglietto) E) Domenica 16 marzo ore 10.00 – Palazzo Massimo e chiesa S. Ivo alla Sapienza F) Sabato 29 marzo ore 10.00 – Palazzo Rondinini (scheda già disponibile – con lieve sovrapprezzo) G) Domenica 13 aprile ore 10.00 – Il Ghetto (scheda già disponibile) H) Sabato...

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Un Evento per tutti i Gusti – Palazzo dei Congressi

“Un Evento per tutti i Gusti”  Al Palazzo dei Congressi il Primo Expo dei Sapori Mediterranei dal 24 al 26 Gennaio Con il Patrocinio della Presidenza dell’Assemblea capitolina è stato presentato, presso la Sala Pietro da Cortona, AMI Expo, il primo salone dedicato ai sapori mediterranei che si svolgerà al Palazzo dei Congressi il 24 – 25 – 26 gennaio. Il salone nasce con un duplice obiettivo: celebrare il piacere del cibo sano come patrimonio della nostra cultura e far conoscere i prodotti tipici dell’area mediterranea, con le loro filiere, ad un più vasto pubblico. Manipolando prodotti freschi di stagione si può produrre cibo di altissima qualità: per aziende, ristoratori e produttori esporre all’interno di AMI costituisce un’ottima occasione per presentarsi sia ad operatori selezionati del settore nazionale e internazionale sia a numerosi visitatori, potenziali acquirenti. Quattro saranno i percorsi tematici. Pane e olio (cuore della dieta mediterranea), pesce e pesca (risorsa economica e alimento fondamentale per una corretta alimentazione), sicurezza in tavola e amico cibo. In particolare, il tema della sicurezza in tavola affronterà il problema della contraffazione e fornirà informazione su tutti gli strumenti che il consumatore deve avere per acquistare tranquillamente il cibo, mentre il percorso “Amico cibo”, rivolto ai bambini dai 6 ai 14 anni, approfondirà il tema dell’educazione alimentare. Info: Orari: venerdì, sabato, domenica dalle 10:00 alle 22:30. Tariffe: Intero: € 12,00 – Ridotto: € 8,00 (ragazzi dai 7 ai 14 anni e over 65) Gratuito: bambini fino ai 6 anni, disabili con accompagnatore e militari in divisa. Per maggiori Informazioni potete visitare il sito dell’ AMI...

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Basilica di Sant’Agostino

Basilica di Sant’Agostino Piazza di Sant’Agostino, Roma 06 6880 1962 La Basilica di Sant’Agostino, si trova a Roma, poco distante da Piazza Navona. E’ una delle prime chiese romane costruite durante il Rinascimento. La Basilica e il monastero dei monaci Agostiniani furono, durante il Rinascimento, il cuore dell’ attività Intellettuale di quel periodo. Grandi artisti come Raffaello e Michelangelo si recavano qui per pregare. Chiesa favorita anche dalle Cortigiane, che venivano qui per pregare e confessarsi, e donavano somme di denaro in cambio di una sepoltura all’ interno della Basilica. Tra queste, si dice che anche Fiammetta Michaelis, amante di Cesare Borgia, avesse qui la sua tomba. Anche se i tumuli non vennero mai rinvenuti. L’Origine della chiesa si fa risalire nel tardo 400′. La facciata, che fu costruita utilizzando travertino proveniente dal Colosseo, ricorda anche se più ornata, genericamente quella della Chiesa di Santa Maria del Popolo. Entrambe le Basiliche sono considerate come i due migliori esempi di Chiese Rinascimentali a Roma. L’ interno della Chiesa, rimodellato da Luigi Vanvitelli alla metà del 1700, è composto da 3 Navate, 10 cappelle laterali, transetto e abside, affiancata da altre quattro cappelle. Sant’Agostino è famosa anche per essere casa di opere, di alcuni dei più importanti pittori Rinascimentali come Caravaggio e Raffaello. Sul lato sinistro della Chiesa nella prima cappella vi è la meravigliosa “Madonna dei Pellegrini” (1605) . Le figure circondate dall’oscurità risaltano nella loro pienezza e drammaticità: ai piedi di una giovane madre appoggiata allo stipite di una casa povera, sono umilmente in ginocchio due pellegrini vestiti di stracci a mani giunte in segno di adorazione e gioia nel vedere le due dolci figure. Il bambino investito di spalle dalla luce rivolge loro lo sguardo come la mamma e tende la mano in segno di benedizione. Tenendo le spalle all’ opera di Jacopo Sansovino, la statua della “Vergine col Bambino” meglio nota come “La Madonna del Parto”, guardando verso il lato sinistro della Chiesa vi è un affresco di Raffaello “Il profeta Isaia” (1512). Nonostante pesanti restauri l’intensità dell’ espressione e la forza del disegno indicano la personalità del grande Raffaello. L’altare maggiore di Sant’ Agostino fu disegnato da Bernini nel XVII secolo a cui dobbiamo anche la realizzazione dei due angeli in...

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Piazza Campo de’ Fiori

Campo de’ Fiori Oggi, ciò che resta di Campo de’ Fiori è il famoso mercato che si svolge tutte le mattine dal 1869, ma la storia della Piazza inizia nell’ antica Roma, quando la zona era considerata uno dei luoghi più grezzi della città. Veniva utilizzata come rimessa per le squadre di Aurighi, ovvero coloro che conducevano le bighe nelle gare del Circo Massimo. A confermarlo fu il fatto che, tempo dopo, i resti delle rimesse sono stati trovati nelle aree limitrofe. La Piazza di Campo de’ Fiori, che durante il Medioevo fu ridotta ad un prato abbandonato (è da qui che viene il nome), venne urbanizzata ufficialmente dai papi alla fine del 1400, in quanto unica Via per il Vaticano proveniente da Sud. La prima via di collegamento risanata, fu Via del Pellegrino, chiamata così perché principale tragitto dei pellegrinaggi in Vaticano. La Via esisteva già prima che Papa Alessandro IV Borgia si occupasse del rinnovamento. A testimoniarlo, sono le iscrizioni e lo stemma Papale sulla prima casa a sinistra. Il cambiamento di Campo de’ Fiori si ottenne agli inizi del 500’, con la bonifica dell’ area attraverso la costruzione delle fognature e di servizi essenziali. La Piazza assunse finalmente un aspetto degno di un luogo pubblico cittadino. Divenne un punto d’incontro per le discussioni e gli annunci pubblici, qui venivano affisse anche bolle e proclami papali contro gli eretici, veniva svolto il mercato ed era luogo di passaggi papali. Campo de’ Fiori divenne un luogo di Osterie, ogni fabbricato nella Piazza ne includeva qualcuna come nelle strade adiacenti, e luogo di commercio ed artigianato. Le stradine che confluivano nella piazza, inizialmente strette ed ampliate durante i processi di Bonifica nel 500’, adesso divennero simbolo di attività commerciali. Via dei Baullari, che raggruppava le botteghe dei fabbricanti di bauli e valigie, Via dei Giubbonari, fabbricanti di giubbotti, e così per Via degli Straderari, dei Cappellari, dei Giubbonari, dei Chiodaroli. L’aspetto splendente di Campo de’ Fiori, mostrava anche il suo lato buio, come luogo di pubbliche esecuzioni. Esempio è il rogo di Giordano Bruno nel 17 Febbraio del 1600, per la sua concezione filosofica considerata eretica. Oggi a testimonianza di una delle esecuzioni pubbliche più famose del Rinascimento, vi è nella Piazza la statua del filosofo, realizzata in bronzo dallo scultore Ettore Ferrari. Giordano Bruno è mostrato rivolgere il volto in direzione della Città del Vaticano, in segno di ammonimento alla Chiesa. Fino al 1798 la Piazza fu dominata da un alto patibolo, (vedi foto) che veniva utilizzato per i reati considerati “minori”. I colpevoli erano torturati attraverso una sospensione della braccia che procurava una dislocazione delle scapole. A testimonianza de...

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La Cina Arcaica – Palazzo Venezia

“La Cina Arcaica. Prima Mostra della Civiltà Cinese (3500A.C.—221A.C.)”  In Mostra fino al 20 marzo 2014 presso il Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma curata da Art Exhibitions China. La Mostra rientra nel quadro dell’accordo sul partenariato per la promozione del patrimonio culturale tra Italia e Cina, prevede lo scambio di spazi museali permanenti dedicati alle rispettive culture. Come per “Spazio Italia” che ha inaugurato a luglio 2013 presso il National Museum of China a Pechino con la mostra “Il Rinascimento a Firenze. Capolavori e Protagonisti”. “La Cina Arcaica” presenta per la prima volta 150 preziosi manufatti provenienti da collezioni della Provincia dello Shanxi, dello Shandong, dell’Hubei e del Sichuan. Sarà suddivisa in cinque parti: la nascita della civiltà, l’avvento del regno, i sacrifici per gli Dei e gli antenati, la musica legata alle cerimonie, e l’epoca degli Stati Guerrieri. I preziosi manufatti sono tesori di 2 mila ai 5 mila anni fa, come ad esempio, la testa di bronzo con maschera d’oro dallo Sanxingdui Museum e le campane di bronzo appartenute agli Sui nell’epoca degli Stati Guerrieri. Attraverso questi preziosi reperti si potrà conoscere il percorso storico della Civiltà cinese da 5 mila anni fa fino alla prima unificazione sotto l’Imperatore Qin nel 221 a.c. Osservando ogni singolo manufatto si potrà immaginare il lusso e la ricchezza, restando ammirati dal livello di tecnologia raggiunto e dall’alone di mistero che li circonda. Info & Prezzi: Il Museo Nazionale di Palazzo Venezia segue il seguente orario: Dal Martedì alla Domenica: 8.30 – 19.30 Chiusura settimanale: Lunedì La biglietteria chiude un ora prima: 18:30 tel. +39 06 6780131 Il prezzo intero del biglietto è € 5,00. Ridotto di € 2,50 per cittadini dell’Unione Europea tra i 18 e i 25 anni, insegnanti di ruolo nelle scuole...

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Il Giardino Giapponese a Roma: un’opera di Ken Nakajima

Il Giardino Giapponese Il Giardino Giapponese che per primo è stato creato in Italia da un architetto giapponese ovvero Ken Nakajima è il giardino dell’ istituto giapponese di cultura. A ridosso del centro storico, precisamente a via Antonio Gramsci n°74 , sorge un piccolo (poiché percorribile in pochi minuti) ma grazioso giardino giapponese. Questo piccolo tesoro è aperto solo in determinati momenti dell’ anno che comprendono : l’ autunno e ovviamente la primavera durante la quale si potrà assistere alla fioritura dei sakura (i ciliegi in fiore). E’ obbligatoria la prenotazione, che si può fare telefonicamente al numero 06-3224794. Le visite guidate sono solitamente di 30 minuti  dal venerdì al sabato e non sono previsti pagamenti per entrare. Il Giardino Giapponese: la sua struttura Il Giardino Giapponese è costituito da diverse piccoli elementi che lo hanno reso grande agli occhi della maggior parte dei visitatori, ma soprattutto assume significativa importanza  la palazzina  circondata dal giardino e edificata negli anni 60 seguendo il progetto dell’ architetto Yoshida Hisoya ispirato ad una dimora signorile del periodo Heian (IX-XII). Entrando all’ interno del giardino ci si ritrova immersi in un luogo tranquillo e suggestivo arricchito dal soave profumo delle diverse varietà di piante presenti che porta il visitatore stesso in uno stato di rilassamento . Qui vi ritroviamo il tipico laghetto (Sen’En )adornato da sassi e il ponticello di legno dal quale si può ammirare il rumoroso scorrere dell’ acqua sfociare nella quiete, ma i fantastici ambienti che ci offre il giardino giapponese non sono finiti. Passeggiando il visitatore si imbatte in piccole isole e nella veranda (tsuridono) che dà su uno specchio d’ acqua in cui nuotano lentamente le carpe( Koi) intorno a lanterne di pietra (toro). In questo luogo in cui il tempo sembra rallentare si mischiano le tradizioni giapponesi con quelle italiane basti pensare alle grandi varietà di alberi :Il glicine,il pino nano, gli iris , i ciliegi e gli ulivi simbolo del mediterraneo. Il Giardino dell’Istituto Giapponese di Roma resterà aperto al pubblico dal 12 Marzo al 30 Maggio 2015 con il seguente orario: Giovedì e Venerdì 15.00-15.30-16.00-16.30 Sabato 10.00-10.30-11.00-11.30-12.00 E’ consigliata la prenotazione al numero...

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Regalatevi un Corso per Sommelier

Al Via la seconda edizione del Corso per Sommelier! Il Corso per Sommelier si svolgerà Presso il “Motor Café” via Anastasio II, 404 Tel&Fax: 06.6374.334 Gli incontri (per un totale di 9) sono imperniati sulle Degustazioni e sono tenuti da Giancarlo Bertollini, conosciutissimo esperto del settore, con oltre 40 anni di esperienza Nazionale ed Internazionale nella Direzione Aziendale e nella Consulenza di Formazione. Il corso si svolgerà nelle nove giornate previste, con inizio alle ore 20:00 di ogni Martedì sera a partire da Martedì 22 Aprile 2014. Costo complessivo è di € 330,00 (IVA esclusa) Sono incluse la cena finale con la fornitura dei Vini e dei Materiali Per informazioni direttamente nel locale dal Sig. Aldo Grilli: motorcafe12@gmail.com Tel.: 06.6374.334 Tel&Fax: 06.3972.1551 Giancarlo Bertollini: info@studiobertollini.it...

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Cleopatra al Chiostro del Bramante

Cleopatra. Roma e l’incantesimo dell’Egitto In Mostra al Chiostro del Bramante fino al 2 Febbraio. Prodotta da Arthemisia Group insieme a DART Chiostro del Bramante è curata da Giovanni Gentili, che già abbiamo visto a capo della Mostra su Giulio Cesare. La Mostra conta 180 opere riguardanti la figura di una delle donne più celebri della storia. Queste rappresentano alcuni tra i più stimati pezzi della regina egiziana provenienti da Musei Internazionali come il British Museum di Londra, il Musée du Louvre di Parigi e il Kunsthistorisches Museum di Vienna e da Musei Italiani come i Musei Vaticani, Musei Capitolini, Museo Nazionale Romano a Roma, il Museo Egizio di Torino e di Firenze e infine il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. A 13 anni di distanza dall’ultima esposizione dedicata a Cleopatra con la Mostra della Fondazione Memmo,  torna questa volta un percorso diviso in nove sezioni: Cleopatra. L’ultima regina d’Egitto, La terra del Nilo, I sovrani ellenistici, Gli dei e il sacro nell’Egitto tolemaico, Le arti – I protagonisti – le vicende, Cleopatra e Roma. L’Egittomania, Nuovi culti a Roma, Roma conquistata: i nuovi faraoni. ) Percorsi che raccontano la sua vita, le sue origini, i principali personaggi di quel tempo, ma sopratutto che evidenziano il rapporto tra Cleopatra e Roma. Una Mostra che vi lascerà senza fiato per queste splendide opere lasciate a testimonianza della più famosa sovrana d’Egitto e forse anche della donna più temuta dalla Repubblica Romana. Info & Ticket: Chiostro del Bramante – Intero € 13,00 – Ridotto € 11,00: 65 anni compiuti (con documento); ragazzi da 11 a 18 anni non compiuti; studenti fino a 26 anni non compiuti (con documento); militari di leva e appartenenti alle forze dell’ordine; portatori di handicap; possessori CartaFreccia – Ridotto Gruppi € 10,00: prenotazione obbligatoria, min 15 max 25 pax, microfonaggio obbligatorio – Ridotto Scuole € 5,00 prenotazione obbligatoria min 15 max 25 pax, bambini da 4 a 11 anni non compiuti – Scuola dell’infanzia € 3,00 prenotazione obbligatoria min 15 max 25 pax – Ridotto Speciale € 9,00 – Guide con tesserino se non accompagnano un gruppo – Giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti) – Omaggio: Bambini fino a 4 anni non compiuti Gli studenti con tesserino universitario il lunedì ingresso €...

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Case Romane del Celio: un tesoro nascosto

Case Romane del Celio Nel rione Celio, nascosti al di sotto della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, troviamo i resti di un complesso residenziale romano. Si dice che qui, abbiano dimorato i due santi già citati. Il complesso fu scoperto nell’ 800 , portandoci così a conoscenza di una Roma inedita; durante gli scavi videro la luce  ben 20 ambienti di cui 13 affrescati. Attraverso una attenta analisi è stato possibile stabilire diverse epoche per gli ambienti e per gli affreschi presenti, eseguiti dal III secolo al basso medioevo. Nel II secolo l’ ambiente principale era costituito da un insula su due livelli, nel cui piano inferiore vi era un impianto termale ,un caseggiato popolare con un portico e taberne al piano stradale e in quello superiore vi erano le abitazioni. Successivamente nel III secolo l’ intero complesso abitativo fu trasformato in un unica domus pagana. Per adattare l’ edificio alla nuova funzione furono apportate ulteriori modifiche recentemente , ovvero : il taglio della facciata a metà dell’ altezza al secondo piano e la chiusura delle finestre e delle sei arcate a pian terreno. Nel II secolo l’ ambiente diviso in due grandi domus presentava un pian terreno affrescato da stucchi, pitture e mosaici parietali  policromi da qui si aprivano grandi ambienti. La casa meglio conservata è quella sulla quale si sono impiantate la navata centrale e quella sinistra della basilica . Questa casa era separata dall’altra attraverso uno stretto cortile che si trasformerà in un ricco ninfeo in un periodo successivo, il pavimento era costituito da un mosaico policromo a grandi tessere. Case Romane del Celio: Decorazione pittorica  Nella seconda delle due case romane del Celio ritroviamo una ricca decorazione parietale nella quale spicca la rappresentazione del ritorno dall’Ade di Proserpina 3 m x 5m. Fra le altre decorazioni presenti ricordiamo i putti vendemmianti fra girali di vite e molte creature fantastiche fra ghirlande di fiori. Nella stanza dei “geni” la decorazione parietale è articolata su due registri : nel fregio superiore ritroviamo eroti vendemmianti, mentre in quello inferiore troviamo 10 efebi nudi che sostengono una ghirlanda policroma tra piccoli uccelli in volo.Sulle pareti dell’ atrio cortile ritroviamo una megalografia ovvero un grande affresco a soggetto marino. Qui le vere protagoniste dell’ affresco sono due divinità femminili raffigurate sdraiate su uno scoglio , identificate come Cerere e Proserpina . Nell’ Aula dell’ orante viene privilegiata  la rappresentazione di candelabri,elementi vegetali, animali, fauni e figure umane.L’ oratorio medievale del santissimo salvatore è decorato da affreschi a soggetto cristologico, e di grande importanza è la scena di crocifissione di Cristo vestito da una tunica blu tra le figure di...

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Le Opere di Giacomo Della Porta

Le Opere Architettoniche di Giacomo Della Porta  Giacomo Della Porta è stato uno degli architetti e scultori a cui Roma deve gran parte delle sue Chiese, Palazzi e Fontane. Artista nel periodo del tardo Rinascimento insieme a Vignola, di cui fu allievo. La sua prima Opera a Roma fu l’ Oratorio del Santissimo Crocifisso (1562-1568). Attraverso questo paragrafo, vogliamo farvi rivivere una parte di storia che Della Porta ha lasciato nella nostra Città. Chiesa di Sant’Atanasio dei Greci: In Via del Babuino, all’altezza della famosa fontana che getta l’ Acqua Vergine, vi è la Chiesa di Sant’Atanasio dei Greci. Fu costruita alla fine del 500′ per opera di Giacomo della Porta, ad uso dei preti cattolici greci, non ortodossi, fuggiti a Roma dopo la caduta dell’impero Bizantino. Precisamente terminata dall’ architetto nel 1593, la Chiesa deve il nome ad Atanasio, vescovo di Alessandria. La facciata si deve a Martino Longhi il Vecchio che la completò insieme alla breve scalinata, i due campanili e le cupolette. Della Porta si occupò del portale e delle due nicchie, in quello superiore, del Longhi, vi sono il grande finestrone e due iscrizioni, una in lingua greca e l’altra in lingua latina in onore di Sant’Atanasio. L’orologio sopra il campanile fu donato da Papa Clemente XIV nel 1771  ed invece di essere rivolto verso via del Babuino fu posizionato in direzione del palazzo del Pontificio Collegio Greco. E’ interessante sapere che nella chiesa ancora oggi la messa è celebrata in lingua greca secondo un raro rito. L’uso di non adoperare strumenti, ma solo la voce umana , ha fatto sì che i canti del rituale abbiano un misticismo e una bellezza da restare incantati e commossi. Chiesa di Trinità dei Monti:  Trinità dei Monti con la sua facciata del tardo 500′ è tra le Chiese più ammirate di Roma. La Chiesa deve la sua realizzazione al disegno di Giacomo Della Porta, e non come molti pensano a Carlo Maderno. Potete notare, se pur vagamente, una piccola somiglianza con la chiesa di Sant’Atanasio, costruite entrambe da Della Porta a pochi anni di distanza una dall’altra. La Chiesa di Trinità dei Monti ha un aspetto vagamente gotico, uno stile che non si accomuna con le chiese di Roma. Questo si deve probabilmente alle autorità francesi di quel periodo che la commissionarono, basta prendere come esempio le cattedrali francesi in cui il doppio campanile ne è la caratteristica. Chiesa del Gesù: In Piazza del Gesù domina la omonima chiesa della Controriforma: la Chiesa del Gesù. Della seconda metà del 500’, rappresenta la “chiesa madre” dell’ordine dei Gesuiti e del fondatore Sant’ Ignazio. Similare a moltissime altre chiese gesuite costruite nello stesso periodo nel resto del mondo. La facciata si deve a due architetti del periodo: Vignola e il suo allievo Giacomo...

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La Fontana delle Naiadi Roma: Un’Opera molto discussa

La Fontana delle Naiadi Al centro di Piazza della Repubblica, si trova la fontana delle Naiadi, un’opera architettonica che fu molto discussa, soprattutto durante periodo della Roma Papalina del 1800 perché considerata troppo sexy. Il complesso di grandi dimensioni è composto da quattro figure femminili bronzee rappresentanti : la Ninfa dei Laghi, facilmente riconoscibile perché tiene con sé un cigno, la Ninfa dei Fiumi sdraiata su un mostro acquatico, la Ninfa delle acque sotterranee sdraiata sopra un drago e la Ninfa degli Oceani a cavallo di un cavallo, personificazione del mare. Un grande zampillo fuoriesce dalla prima vasca interna e va a ricadere sulle statue. Nel gruppo centrale ritroviamo Glauco, eseguito nel 1912 che stringe tra le mani un delfino per indicare la superiorità umana sulla natura. La Fontana delle Naiadi: Storia  Alla fine dei lavori dell’acquedotto chiamato “Acqua marcia” nel 1870, Papa Pio IX celebrò la fine dei lavori decidendo di affidare il progetto per rinnovare la fontana della Piazza ad Alessandro Guerrieri; il quale però non ebbe il successo sperato. Il suo progetto prevedeva tre tazze circolari concentriche a diversa altezza poste su una base ottagonale con i lati alternativamente retti e concavi, ad ornare il tutto in onore della venuta dell’Imperatore Guglielmo II di Germania, aveva pensato a quattro leoni accucciati. Si decise successivamente di affidare il progetto allo scultore palermitano Mario Rutelli che finì la fontana nel 1901, ed è quella che oggi possiamo vedere oggi, a eccezione del gruppo scultoreo centrale che inizialmente non prevedeva la statua di Glauco, ma una struttura composta da tre tritoni, un delfino e un grosso polipo intrecciati tra loro conosciuto anche come “il fritto misto di Termini”. La fontana però suscitò grande scalpore: la posizione particolarmente sensuale e lasciva delle statue, e la lucentezza dei corpi procaci bagnati dall’acqua, risultò essere uno spettacolo immorale e indecente per l’ala conservatrice di fede papalina. Le polemiche crebbero quando il continuo andirivieni di giovani, che sostavano davanti alla fontana protetta ancora da una cancellata, aumentò. La richiesta dell’ala conservatrice di rimuovere le Naiadi non fu approvata, ma venne addirittura rimosso il cancello che impediva la completa visione . Curiosità: Il Cantastorie Romano “Sor Capanna” dedicò alla fontana delle Naiadi una filastrocca ricca di doppi sensi: C’è a piazza delle Terme un funtanone, che uno scultore celebre ha guarnito co’ quattro donne ignude a pecorone e un omo in mezzo che fa da marito. Quant’è bello quer gigante, lì tra in mezzo a tutte quante: cor pesce in mano annaffia a tutt’e quattro er...

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Caffè Greco

Il Caffè Greco in Via Condotti Il Caffe’ Greco simbolo cosmopolita dell’elegante Via Condotti è il più antico caffè di Roma, aperto nel XVIII secolo, in Italia solo il Florian di Venezia è più antico. Il nome del locale potrebbe derivare  dal fatto che Nicola della Maddalena  il caffettiere che lo ha fondato nel 1760 era greco, ma anche al caffè decantato al modo greco o turco, che si serviva in origine diverso da quello filtrato all’italiana. Fin dall’inizio le sale del Caffè Greco servivano da punto d’incontro per gli intellettuali. Il locale conserva tuttora il suo aspetto ottocentesco e nella celebre sala Omnibus ospita ogni primo mercoledì del mese un gruppo di studiosi e accademici cultori della città di Roma. La caffetteria è famosa per le importanti personalità che lo hanno frequentato nel corso degli anni come Massimo D’Azeglio, Luigi di Baviera, Buffalo Bill, Ennio Flaiano, Aldo Palazzeschi, Cesare Pascarella, Richard Wagner, Orson Welles, Edvard Grieg, Johann Wolfgang von Goethe e molti altri ancora. Tra i noti personaggi che furono clienti del locale, ci fu Giacomo Casanova, un giovane abate al servizio del cardinale Acquaviva. Questo, trovandosi a passeggiare per la Strada Condotta (via dei Condotti), fu chiamato dal cardinale Gama che, seduto ad un tavolo del caffè con altri abati, lo invitò a fare loro compagnia. Sembra che si intrattennero scambiandosi storie e racconti lontani dall’austerità consona al loro abito. In questa occasione Casanova scambiò per una donna vestita da uomo Giuseppe Ricciarelli anche conosciuto come Beppino della Mammana. Lo disse al Gama il quale ridendo affermò che Beppino era un famoso castrato dopodiché glielo presentò raccontando, l’equivoco in cui Casanova era caduto. A questo punto pare che il nuovo arrivato abbia proposto a Casanova di passare una notte con lui promettendogli di ricoprire sia il ruolo di ragazza che quello di ragazzo. Numerosi sono gli aneddoti che circolano intorno al caffé greco. Si racconta, ad esempio, un aneddoto riguardante un famoso cliente occasionale della caffetteria : Henry Beyle più noto con lo pseudonimo di Stendhal che varcò la soglia dell’Antico Caffè Greco per cercarvi il suo sosia. Precedentemente lo scrittore francese a Terni era stato scambiato per il pittore Stefano Forby e per tale motivo era stato trattato con grandissima cortesia. Stendhal aveva cercato di chiarire l’equivoco ma non vi era riuscito tanto era somigliante al Forby. Giunto a Roma lo scrittore aveva saputo che il suo sosia era un frequentatore della famosa caffetteria e vi si era recato, curioso di incontrarlo. Il vederlo però gli aveva provocato una grande delusione in quanto il pittore era molto brutto. Tra i famosi clienti dell’Antico Caffè Greco vi fu anche Liszt che...

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La Torre della Scimmia a Roma

La Torre della Scimmia a Roma e la sua Antica Leggenda Nei pressi di Piazza Navona, precisamente in via dei Portoghesi, sorge la torre dei Frangipane, nota ai più come la Torre della Scimmia. La torre di origine medievale è inglobata all’interno del cinquecentesco palazzo Scapucci, è di forma quadrangolare e composta da quattro piani. La muratura della torre è in cortina di Laterizi a vista e agli angoli sono impiegati blocchetti di tufo. Ai fianchi della torre ritroviamo quattro finestre, sotto alle quali corre una cornice marcapiano di travertino e alla sommità è presente un coronamento di beccatelli. All’estremità della torre su di un rialzo è posta la madonnina e la luce perpetua.  La torre nei vari periodi appartenne a diversi proprietari: i Frangipane furono i primi ,  poi si susseguirono i Crescenzi, la confraternita del Gonfalone e la Congregazione di Carità ed infine dal XVI al XVII la proprietà passò agli Scapucci. La terrazza presenta i simboli araldici di quest’ ultima famiglia,un alternarsi della stella ad otto raggi e della mezzaluna con le punte in su. La Torre della Scimmia, la leggenda Il singolare nome “la torre della scimmia” deriva da una leggenda, descritta da il romanziere americano Nathaniel Hawthorne nei suoi appunti di viaggio in Italia, e conosciuta soprattutto per il romanzo “Il Fauno di marmo”. La leggenda narra che i proprietari della torre vivessero con una piccola scimmia, un giorno questa scimmietta prese la loro figlia ancora in fasce e la portò all’estremità della torre. Il fatto suscitò una sensazione di terrore in tutti coloro che videro la scena , ma soprattutto nei genitori della  bambina che disperati non sapevano cosa fare. All’improvviso al padre della bambina venne un’idea: richiamare la scimmietta con il solito fischio. Nell’udir questo suono la scimmietta rientrò in casa e posò la bambina nella sua culla. Da quel giorno il padre della bambina come ringraziamento alla madonna volle che in cima alla torre fosse posizionata una lampada perpetuamente...

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Artisti di Strada: Spettacolo d’ Intrattenimento in Città

Artisti di Strada Camminando per il centro di Roma non è difficile imbattersi in numerosi artisti di strada. In cambio di pochi spiccioli o gratuitamente rappresentano dei veri e propri intrattenitori, tanto che spesso attorno a loro si va a creare un vero e proprio pubblico. Ogni artista di strada ha una sua specialità: chi tenta di rappresentare statue di personaggi illustri della storia, i clown, i giocolieri, ballerini di break dance, ragazzi che praticano calcio freestyle e moltissimi pittori. Ultimamente molto in voga nella capitale era la rappresentazione artistica di due indiani vestiti da lunghe tuniche arancioni, la quale prevedeva che un indiano seduto in terra con le gambe incrociate sostenesse un bastone di circa un metro dove all’estremità nella stessa posizione si trova l’ altro indiano. Il risultato è che l’ uomo sopra al bastone sembra seduto nell’aria. Dall’antichità ad oggi: Grazie ad alcune fonti sappiamo che la prima legge di regolamentazione degli artisti di strada risale all’antica Roma, specificatamente al 462 a.C. In questo periodo gli artisti non erano ben visti, ed eseguire pubblicamente parodie o canti diffamatori nei confronti di qualcuno era punibile con la morte. Oggi nel Regno Unito alcune città regolano attraverso una specifica normativa, l’ attività degli artisti.Vi è il divieto di esibirsi dopo una certa ora ed è severamente vietato mettere in scena spettacoli che possano offendere la morale pubblica. In Italia si prevede l’ iscrizione degli artisti presso gli albi pubblici, l’ esposizione di un tesserino da esporre durante la performance , l’ obbligo di rispettare le zone inaccessibili e possedere un registro dove si stabiliscano i turni per esibirsi. Artisti di Strada: Curiosità A Ferrara si svolge ogni anno negli ultimi giorni di Agosto il “Ferrara Buskers Festival” dove artisti provenienti da tutto il mondo si esibiscono con i loro strumenti musicali. Altre rappresentazioni di artisti di strada avvengono a : Tolfa (RM)dove si svolge TolfArte  il 2-3-4 Agosto, Mercantia di Certaldo(FI)dal 16 al 20 Luglio,Artisti in Piazza di Pennabilli (RN) il 7...

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Colosseo

Apertura stagionale: Aperto dal 2 Gennaio al 31 Dicembre Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: A partire da 12,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Colosseo, il più grande anfiteatro romano   Il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio è il più grande e importante anfiteatro romano, nonché il più imponente monumento della Roma antica che sia giunto fino a noi. Costruito per volere di Vespasiano nel 72 d.C nell’area occupata dal lago artificiale annesso all’’enorme palazzo di Nerone, la Domus Aurea, venne inaugurato nell’80 da Tito, con giochi che pare siano durati 100 giorni. Nelle vicinanze era presente una statua colossale di Nerone, dal quale la leggenda vuole che derivi il nome Colosseo. Dopo l’uccisione di questo imperatore la statua venne rimodellata per raffigurare Sol il dio del Sole, aggiungendo l’appropriata corona solare. Era usato per gli spettacoli gladiatorii e altre manifestazioni pubbliche (spettacoli di caccia, rievocazioni di battaglie famose, e drammi basati sulla mitologia classica). Spesso, gli spettacoli cominciavano con animali che esguivano numeri da circo. Venivano poi i combattimenti mortali dei gladiatori (solitamente shiavi, prigionieridi guerra o criminali, erano quasi tutti uomini, ma non mancava qualche donna); i cadaveri venivano portati via su barelle da inservienti vestiti da Caronte, il mitico traghettatore di anime. Se un gladiatore veniva ferito, affidava la sua sorte alla folla e all’imperatore: “pollice alto” significava salvezza, “pollice verso” voleva dire morte, mentre il vincitore diventava l’eroe del momento. Il Colosseo esprime con chiarezza le concezioni architettoniche e costruttive romane della prima Età imperiale, basate rispettivamente sulla linea curva e avvolgente offerta dalla pianta ellittica e sulla complessità dei sistemi costruttivi. Archi e volte sono concatenati tra loro in un serrato rapporto strutturale. L’edificio forma un’ellisse di 527 m di circonferenza, con assi che misurano 187,5 m per 156,5 m. L’arena all’interno misura 86 m per 54 m, con una superficie di 3.357 m². L’altezza attuale raggiunge i 48,5 m, ma originariamente arrivava ai 52 m. Il Colosseo, come tutto il centro storico di Roma, è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO nel 1980. Nel 2007 il complesso è stato anche inserito fra le Sette meraviglie del mondo moderno nell’ambito di un controverso concorso. Per Info & Acquisto biglietti, clicca...

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Orti Farnesiani

Orti Farnesiani   Il Giardino Botanico degli Orti Farnesiani, prende il nome dalla famiglia Farnese, che alla fine del 500′ acquistò  quasi tutta la superficie del Palatino trasformandola in uno splendido giardino. La costruzione degli Orti Farnesiani avvenne per opera dell’ architetto Girolamo Rainaldi, commissionata specificatamente da Alessandro Farnese, nipote di Paolo III, con lo scopo di dare lustro al casato e rimarcarne la potenza. L’ orto fu considerato come il più antico nel mondo occidentale. La villa era circondata da lussureggianti giardini, utili allo svago della famiglia e a ospitare magnifici ricevimenti.  Lo stile dell’ architetto lo si ritrova nell’imponente portale collocato un tempo all’ entrata degli orti, e ora rimontato come monumentale entrata dell’ area archeologica di San Gregorio. Il complesso del giardino è organizzato su una serie di Terrazze, unite da rampe, le quali passando per il Ninfeo della Pioggia arrivavano fino al teatro delle Fontanone. Quest’ ultimo aveva il centro nella Casina affrescata, sormontata da voliere piene di uccelli esotici. Davanti all’ uccelliera troviamo le reliquie dei palazzi imperiali. Avanzate fino ad un parapetto di mattoni, che si affaccia su una fontana barocca. Dal parapetto guardando sotto potete vedere dove si camminava per le passeggiate al fresco.  Un sistema di criptoportici collocava i due palazzi principali. A destra del parapetto potete vedere la zona in cui un tempo sorgeva uno dei più antichi palazzi imperiali, la Domus Tiberiana costruita da...

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Via dell’Orso e la sua omonima Locanda

Via dell’Orso e la sua omonima Locanda Via dell’Orso è la via parallela a Lungotevere Marzio, ed è possibile accedervi scendendo la scala alla sinistra del Museo Napoleonico. Vi renderete subito conto che la via, come altre nella zona, è in dislivello rispetto al fiume. Qui un tempo, prima della costruzione dei muraglioni, era molto facile che le inondazioni colpissero le case, dato che già normalmente l’acqua del fiume rasentava il livello delle abitazioni. La costruzione dei muraglioni  trasformò completamente l’area, permise una maggior sicurezza, ma limitò la splendida vista offerta dalla riva del fiume. All’ inizio della via, all’ angolo con via di Monte Brianzo vi è la Locanda dell’ Orso.  Oggi è un ristorante e anche discoteca ma, costruita con colonne, capitelli, il laterizio finemente lavorato, la decorazione in cotto degli archi  ed i cornicioni, rappresenta uno degli esempi meglio conservati di una casa romana del primo 400’.  Il nome deriva probabilmente dall’ insegna di due orsi, o da uno dei due proprietari della locanda, Baccio dell’Orso. Agli inizi del 500’ la struttura venne trasformata in un Albergo di buona categoria, anzi uno dei migliori di quel periodo. Tra molti dei suoi ospiti illustri soggiornarono qui Rebelais, Montaigne, e due secoli dopo Goethe. Il periodo di splendore dell’ albergo finì verso la fine dell’ Ottocento, tanto che vi andarono ad alloggiare solamente cocchieri e stallieri. Il dislivello della strada non riguarda solamente via dell’Orso. Parallelamente a questo lato del Tevere le stradine interne, come Via Tor di Nona, ( a 5 minuti a piedi in direzione di Ponte Sant’Angelo) hanno subito per anni gli stessi problemi legati alle piene del fiume. C’è un punto di Via Tor di Nona, che diventa Vicolo dei Marchegiani, dove i muraglioni sono stati costruiti a pochissimi metri dalle case. Alla fine del vicolo, potete vedere come la pochissima distanza dal palazzo al muro, non permette neanche il passaggio di una...

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Piazza di Spagna

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Piazza di Spagna    Piazza di Spagna è tra i luoghi più conosciuti e suggestivi di Roma. Con la grande scalinata di Trinità dei Monti, se potessimo descriverla con un termine specifico, non potremmo che usare la parola eleganza. Il carattere raffinato di Piazza di Spagna sopravvive dal momento della sua creazione, quando il Papa aveva deciso di farne il suo nuovo quartiere, fino ad oggi. A farne l’eleganza è  anche la presenza di boutique e i negozi di alta moda che si disperdono fino a Via Condotti. La grande scalinata di Trinità dei Monti è l’elemento dominante della piazza fu costruita in travertino nel 1726 su progetto di F. De Sanctis. L’intenzione del De Santis era quella di realizzare sia una scalinata che prendeva il posto  degli scoscesi sentieri lungo il pendio erboso del Pincio sia che potesse diventare un luogo di ritrovo per tutti i cittadini. Infatti, ancora oggi, la scalinata è un luogo di incontro e di ritrovo, tanto da essere definita il “salotto di Roma”. In primavera la scalinata di Piazza di Spagna, costituita dal marmo travertino romani color avorio, viene completamente ricoperta da azalee, come vedete nella foto, dando un effetto ancora più spettacolare. Al centro della piazza in fondo alla scalinata si trova l’elegante Fontana della Barcaccia opera di Pietro Bernini. Il motivo ispiratore della fontana deriva dal fatto che in questo luogo, in epoca antica, si tenevano giochi di battaglie navali. In cima alla scalinata è visibile dietro un obelisco egizio la chiesa di Santa Trinità dei Monti del 1495 con facciata del Maderno. Da Piazza di Spagna è possibile raggiungere, salendo la scalinata, la terrazza del Pincio, da dove è possibile godere di uno dei più splendidi panorami sulla città. Da piazza di Spagna si snodano le strade più conosciute e più eleganti di Roma. Via Condotti famosa in tutto il mondo per la presenza di numerose boutique di moda italiana come ad esempio Armani, Versace e Valentino. Via Frattina elegante e frequentatissima. Via del Babuino ricca di palazzi del XVII e XVIII secolo e centro di antiquariato romano. Via Margutta parallela a via del Babuino è la strada dei...

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Ponte Sant’Angelo

Ponte Sant’Angelo Ponte Sant’Angelo, è il ponte che collega Piazza Sant’Angelo con il lungotevere Vaticano. Venne fatto costruire nel 134 a.C.da Adriano come via d’accesso al suo Mausoleo, l’attuale Castel Sant’Angelo Prendeva nome originariamente dalla famiglia dell’ Imperatore: Ponte Aelius (Elio). Ponte Sant’Angelo fu per molto tempo, il ponte che i pellegrini dovevano attraversare per raggiungere il centro della Cristianità: San Pietro. Considerato a quei tempi uno dei ponti più belli di Roma, con lo sfondo del Castello, rappresentava una sorta d’introduzione ad un esperienza mistica che i pellegrini, dopo un lungo viaggio, erano pronti a realizzare. La folla a volte era così tanta che occorreva istituire dei sensi di marcia. Nel 1300, primo Giubileo proclamato da Papa Bonifacio VIII, si impose per l’accesso al ponte una regolamentazione del traffico per la gran folla dei pellegrini. Dante Alighieri testimonia che sul ponte, che rappresentava la via più breve per arrivare a San Pietro dalla città, vennero creati due percorsi opposti delineati da una fila di botteghini. Nonostante questi accorgimenti un secolo e mezzo dopo, una mula di un Cardinale cominciò a scalciare colpendo numerose persone, che per allontanarsi rimasero schiacciate contro il parapetto che, non supportando la pressione, cedette provocando 176 morti. Dal 1488 al 1534, la piazza antistante ed il ponte vennero adibiti ad “esposizione patibolare”: luogo dove ostentare alla pubblica visione, i cadaveri delle persone giustiziate. L’origine romana del Ponte è inconfondibile nella parte delle arcate inferiori, le uniche che lasciano in rappresentanza lo stile di quel periodo. E’, invece, nella parte superiore che possiamo notare un magnifico esempio di Barocco romano. I parapetti ricostruiti nel 1668, sono la testimonianza di Bernini.  Così come i dieci angeli che adornano il Ponte, i quali rappresentano ognuno i segni della passione di Cristo (la colonna a cui fu legato, il flagello, i chiodi…). Due di questi furono scolpiti personalmente da Bernini, “l’ Angelo con la Corona di Spine e l’Angelo col cartiglio”. Ma, all’epoca le due opere furono considerate troppo preziose per essere sottoposte alle intemperie; così, vennero sostituite con due copie prodotte dai suoi allievi ( sono la seconda e quarta sulla destra). Le statue originali sono oggi conservate nella Chiesa di Sant’ Andrea delle Fratte, proprio davanti la zona absidale.“   I dieci Angeli della passione di Cristo:  Angelo con la colonna: scultore Antonio Raggi, iscrizione “Tronus meus in columna”. Angelo con i flagelli: scultore Lazzaro Morelli, iscrizione “In flagella paratus sum”. Angelo con la corona di spine:  è dello scultore Paolo Naldini iscrizione “In aerumna mea dum configitur spina”. Angelo con il sudario o Angelo con il Volto Santo: scultore Cosimo Fancelli, iscrizione “Respice faciem Christi tui”. Angelo con la veste...

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Street Food: Una risposta alternativa al Ristorante

Street Food: Una risposta alternativa al Ristorante Cos’è lo Street food: Partiamo dalle basi per chi fosse rimasto un po indietro in ambito di ultime tendenze gastronomiche. Cos’è esattamente lo street food? Nulla di più che mangiare per strada, molto spesso in piedi, un cibo veloce e facile da preparare. Panini, kebab, piadine e così via. I prodotti sono spesso preparati al momento ed in pochi minuti; caratteristiche che hanno fatto sì che lo street food prendesse subito “un’ottima piega”. Non solo sandwich: Si è vero lo sappiamo, a noi come a voi la prima immagine che viene in mente pensando allo street food è quella di un panino. Oggi invece scordatevi il classico panino prosciutto e mozzarella, sarà solamente un vago ricordo. I locali street food offrono una vasta scelta di ingredienti per creare il vostro sandwich preferito e una vasta scelta di alternative al panino. Mood Street Food: Farsi trascinare dallo street food è stato facile. In molti casi l’ ottimo rapporto qualità prezzo e la vita frenetica della città con orari ristretti hanno garantito il successo del cibo fast e low cost. L’ affermazione dello Street Food a Roma: Il cibo da strada ha trovato a Roma terreno fertile. Vogliamo quindi segnalarvi quelli che secondo noi possono essere considerati i migliori venditori di Street Food nella capitale. Trapizzino: Ha aperto da circa un anno, precisamente il 13 Dicembre 2013 a Piazzale Ponte Milvio il locale street food di Stefano Callegari “Trapizzino”. Dalle ore 13:00 fino a sera sarà possibile gustare i vari tipi di trapizzino. Qui si cerca di far tornare in voga gli antichi sapori della cucina italiana e soprattutto romana. Ma che cosa è un trapizzino? Consiste nell’inserire all’ interno di una pizza bianca di forma triangolare (preparata secondo degli specifici passi per far si che il contenuto non fuoriesca) secondi e contorni deliziosi, creando all’interno del palato del cliente un esplosione di sapori unici e inimitabili. L’Ape-rnacchia: Strepitoso e originale successo di alcuni ragazzi romani che hanno deciso di creare un “Pub Itinerante” con la loro Ape della Piaggio. Non c’è un posto fisso dove incontrare l’ Ape-rnacchia ma consultando la loro pagina Facebook, potete scovare dove si trovano! Imperiale: Quando prima raccontavamo, che lo Street Food ha avuto un evoluzione, Imperiale ne è l’ esempio. In Via dei Coronari 160, il cibo di strada è: la pasta!!! Chi l’ avrebbe mai immaginato. Un po’ scomodo penserete, ma per un piatto di pasta a poco prezzo ne vale la pena! Ottimo rapporto qualità-prezzo, e primo su tripadvisor. Pasta fatta a mano. Se siete nei paragi e avete fame, tappa obbligatoria. Manolo: Il nome rimane un’ incognita, ovvero è una vita che...

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Pattinaggio sul Ghiaccio: Divertimento che non ha Età

Pattinaggio sul Ghiaccio: Divertimento che non ha Età Il pattinaggio è uno sport molto affascinante che diverte grandi e piccini. Cosa c’è di meglio per riscaldarsi in questo periodo di freddo di una bella pattinata sul ghiaccio? La capitale è ben attrezzata e possiamo trovare diverse piste di pattinaggio, da quelle al chiuso a quelle all’aperto. Axel. La Pista del Ghiaccio di Roma: La pista di pattinaggio Axel si trova in Piazza Mancini, di fronte lo Stadio Olimpico. E’ riservata a tutti coloro che amano pattinare senza l’ aiuto di un istruttore, purché non siano alle prime armi poiché la pista ha dimensioni olimpioniche 3.000 mq. Niente paura , per i principianti vi è la possibilità di seguire corsi dove insegnati qualificati  faranno apprendere questo sport. Axel inoltre  si presta anche come location ideale per qualsiasi evento: feste di compleanno, convention aziendali etc.  L’ ingresso alla pista ha un costo pari a 10 Euro e ci si può rimanere quanto lo si desidera , i pattini vanno noleggiati apparte ad un costo pari a 5,00 Euro. La pista è aperta dalle 10:00 a 00:00. Per info: si può contattare il numero 06.3216542 visitare il sito internet AxelRoma. Pattinaggio all’ Auditorium: Presso l’ Auditorium Parco della Musica sorge una splendida pista di pattinaggio di 600 mq. Aperta dal 1 Dicembre al 17 Febbraio. L’ ingresso alla pista di ha un costo pari di 8,00 Euro intero e 6,00 il ridotto. Prevede il noleggio dei pattini e un ora in pista. Per maggiori Info: Auditorium.com Ice Park : Ice Park ha una superficie di 5000 mq e rappresenta un vero e proprio villaggio oltre alla pista di pattinaggio vi sono molte altre attività. Ice Park possiede diverse sedi a Tor di Quinto e da quest’ anno è stata inserita una pista anche all’ interno del centro commerciale  Euroma 2 . La pista è aperta dalle 9.30 a 00.00. Per quanto riguarda il costo vi sono diverse offerte , l’ entrata libera  con il noleggio dei pattini dal Lunedì al Venerdì ha un costo di 8,00 Euro e Sabato e Domenica di 10,00 euro. Per qualsiasi informazione si può contattare il numero 06.33225155 o consultare il sito Web. Pattinare al Centro Commerciale Porta di Roma: Dal 22 Novembre al 12 Gennaio è aperta la Pista di Pattinaggio nel Centro Commerciale Porta di Roma. Dal Lunedì al Venerdì dalle 15:00 alle 22:00 e Sabato e Domenica dalle 14:00 alle 22:00. L’ingresso di 1 ora più il noleggio dei pattini ha un costo di 6,00 Euro. Per maggiori info: 06....

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Augusto in mostra alle Scuderie del Quirinale

Augusto In Mostra dal 18 ottobre al 9 febbraio Augusto in mostra alle Scuderie del Quirinale: in occasione del bimillenario della  morte del primo imperatore di Roma, le Scuderie del Quirinale ospitano la mostra “Augusto”, un’esposizione che ripercorre la sua storia personale e politica con una selezione di circa duecento opere di grande pregio artistico. La mostra “Augusto” alle Scuderie del Quirinale offre al visitatore un percorso espositivo che intreccia la vita e la carriera di Augusto con il formarsi di una nuova cultura e di nuove espressioni artistiche, le stesse che hanno gettato le basi della civiltà occidentale. L’epoca di Augusto fu caratterizzata dallo sviluppo di concetti come pax, pietas e concordia cantati da poeti del calibro di Virgilio e Orazio, mentre i confini del suo impero si estendevano dalla Germania al Maghreb per divenire non solo il primo ma anche il più grande della storia romana. Personaggio carismatico e dallo straordinario intuito politico, Augusto inaugurò infatti una nuova epoca storica riuscendo a trasformare in impero la Repubblica ormai consumata dalle lotte interne. Per quanto riguarda le opere in esposizione, elementi centrali della mostra sono le celeberrime statue di Augusto riunite insieme per la prima volta, mentre a rappresentazione dell’età dell’oro si possono ammirare rilievi e preziosi cammei. Conclude la mostra un’inedita ricostruzione di 11 rilievi che narrano uno scontro navale della battaglia di Azio nel 31 a.C. Oltre alla mostra “Augusto”, le Scuderie del Quirinale hanno dedicato al primo imperatore di Roma anche una serie di incontri con i maggiori esperti dell’età augustea, per approfondire le tematiche inerenti all’esposizione. Il prossimo appuntamento è per giovedì 19 dicembre alle 18.30 con Claudio Parisi Presicce dedicato al linguaggio artistico e ai nuovi valori che permeano l’età dell’oro. Le Scuderie del Quirinale hanno pensato anche a uno spazio per i ragazzi delle scuole primarie e dell’infanzia con il laboratorio “Tutte le strade portano a Roma”. Mentre la mostra offre una passeggiata indietro nel tempo tra sculture e preziosi manufatti, in laboratorio i ragazzi scoprono i legami tra antico e moderno con una grande mappa di Roma in cui rileggere le antiche vestigia della città attraverso elementi contemporanei. Sono disponibili inoltre tariffe speciali per le famiglie. Maggiori informazioni sulla mostra, le opere, gli orari, le offerte e i biglietti sono disponibili sul sito delle Scuderie del Quirinale...

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Shopping di Natale per le vie del Centro

Shopping di Natale per le vie del Centro Entrati nel periodo in cui emerge il vero spirito natalizio, se siete alla ricerca di qualche esclusivo regalo di Natale e non solo.. siamo qui per orientarvi tra i negozi di Roma, che possono fare al caso vostro! Per gli amanti dell’oggettistica, dei gadget tecnologici, ma anche di arredo moderno, il vostro negozio ideale è “Tech It Easy”. Noi conosciamo il punto vendita in Via del Gambero, vicino Via Frattina. Il negozio è un esplosione di novità ed oggetti che nessuno pensava fossero ancora stati inventati. Si vende di tutto, dal tavolo da biliardo, ad articoli per la cucina, allo zerbino scherzoso, al portacenere decorato, e mille altre cose. Non pensate sia però una bottega di cianfrusaglie. Il negozio è moderno e curato nei minimi dettagli. Per i prezzi…vi avvisiamo che non sono bassissimi, ma almeno avrete regalato qualcosa di originale! Il negozio accanto a Tech It Easy è “Zuccastregata” chi abita a Roma, probabilmente lo conosce. Vende articoli realizzati con  disegni differenti molto colorati e popolati da animaletti, zucche, fantasmini e streghette. Se pensate sia un negozio per bambini, vi sbagliate! Inizialmente l’idea era stata pensata per un pubblico adulto “…con la sindrome da Peter Pan” dicono li proprietari sul sito. Solo successivamente sono stati realizzati articoli per bambini. Vi consigliamo di visitare il sito perché l’idea è originale. Sempre su Via del Gambero, (sembra che improvvisamente tutti negozi siano concentrati su questa strada) c’è il paradiso della Cioccolata: “Chocolate Collefiorito”. L’ attività a conduzione familiare è gestita dal 1945, dalla famiglia Cacciotti. Cultori della cioccolata, sono riusciti a fare della loro passione un lavoro e un soprattutto un’arte. Lavorare la cioccolata e creare mille tipi di dolci differenti è un lavoro realizzabile. Una vera delizia per i nostri occhi e più che altro per le nostre papille gustative! Ci spostiamo da Via del Gambero, e camminiamo verso Via di Campo Marzio. Precisamente al civico 37 c’è “Just Design”  che ci propone oggetti di tendenza ad altri di culto, senza tralasciare collezioni di design. Il negozio è molto carino e a Roma ne troviamo diversi, dislocati anche dentro gli Aeroporti della città. Intramontabili durante il periodo Natalizio sono gli store come “La Coin”. In Via Cola di Rienzo è il paridiso dei regali di Natale, perché se non si sa cosa regalare, una volta entrati alla Coin avrete la risposta. Un “Grande Magazzino” dove potete trovare: abbigliamento, intimo, articoli per la casa, reparto gioielleri, borse e molto altro. I suoi punti forti sono la profumeria, all’entrata del negozio, molto fornita con beauty esperti pronti a consigliarvi sui vostri acquisti e anche a truccarvi per provare sulla vostra pelle nuovi prodotti, secondo punto forte,...

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Basilica Santa Maria del Popolo

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: Si Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Basilica Santa Maria del Popolo A Piazza del Popolo, accanto alla omonima porta  è sita una delle basiliche più celebri di Roma: Santa Maria del Popolo.  Sorta sull’ antico luogo del mausoleo dei Domizi Enobarbi , in cui era sepolto l’ imperatore Nerone, nasce nel 1099 inizialmente come piccola cappella, successivamente subì una serie di modifiche fino a quando venne ricostruita sotto Sisto IV, da Andrea Bregno tra il 1472 e il 1477. Attualmente la struttura architettonica della basilica presenta una pianta a tre navate con quattro cappelle per lato; termina con un ampio transetto, sul quale affacciano quattro cappelle, una cupola ed un profondo presbiterio. Nella navata di destra ritroviamo quattro cappelle : Del presepio, Cappella Cybo, Basso della Rovere e Costa . La cappella del presepio presenta una pianta esagonale con una copertura a volta costolonata di sei spicchi nei quali sono rappresentate le fasi salienti della vita di San Girolamo innestate su uno sfondo blu impreziosito da stelle dorate. Sulla parete dell’ altare si trova l’ affresco della Madonna con bambino , racchiuso  da  grottesche policrome su sfondo giallo oro. La cappella Cybo dedicata a San Lorenzo presenta una pianta a croce greca ed è interamente rivestita da marmi verdi e neri . La cappella basso della Rovere è dedicata a sant’ Agostino , la decorazione pittorica si deve al Pinturicchio , agli assistenti di bottega ed altri , ciò si evince dal crogiolo di stili presenti. La cappella costa presenta sull’ altare scolpiti i santi Vincenzo, Caterina d’ Alessandria e Antonio da Padova. Nella navata di sinistra ritroviamo: la cappella Cybo Soderini, la cappella Mellini , la cappella Chigi e la cappella del battistero.  Il transetto presenta due altari principali disegnati dal Bernini, sul quale si affacciano quattro cappelle. Nel presbiterio ritroviamo l’ altare maggiore fatto costruire nel 1627 per volontà del cardinale Antonio Maria Sauli , che si occupò anche della decorazione dell’ arco trionfale, dove venne rappresentata la leggenda sulla nascita della basilica. La leggenda narra che nel punto esatto in cui sorge la basilica si uccise Nerone  a sua memoria  fu piantato un albero di noce. La zona agli occhi del popolo era dannata e mossi da una preoccupazione comune chiesero aiuto a papa Pasquale II , che prescrisse 3 giorni di digiuno, durante uno dei quali  gli apparve  la madonna che gli diede una soluzione per arginare il problema ovvero:  tagliare l’ albero di noce, disseppellire le ceneri di Nerone e poi bruciarli entrambi gettando...

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Arti e Mestieri Expo 2013 – Fiera di Roma

Arti e Mestieri Expo Fiera di Roma 12/15 Dicembre 2013 La Fiera Arti e mestieri Expo per la valorizzazione dell’artigianato e delle attività manuali anche questo anno conferma il suo tradizionale appuntamento con i visitatori. La fiera punta ad ottenere la presenza sempre più vasta di visitatori grazie ad una vasta e attrezzata superficie espositiva dove saranno posti diversi stand. La fiera è finalizzata alla valorizzazione della tradizione dei migliori lavori di tanti maestri artigiani. Qui potremmo trovare : abbigliamento,accessori , arredamento, oggettistica, oreficeria, servizi per la persona , prodotti eno-gastronomici, biologici ,articoli per la cucina tutto di origine artigianale. Tra i vari settori merceologici ricordiamo inoltre la fotografia, stampa di settore, falegnameria e carpenteria , riparazioni elettriche e cure estetiche. La fiera Arti e mestieri Expo rappresenta anche un occasione per trovare idee regalo da mettere sotto l’ albero, proprio perché l’ evento si svolge in un periodo vicino alle festività natalizie. Arti e Mestieri Expo: Contatti e Info Tel. +39 06 65074523/521 Fax +39 06 65074474 info@artiemestieriexpo.it www.artiemestieriexpo.it L’ ingresso alla Fiera è gratuito. L’ orario di apertura parte dal giovedì ore 14.00 / 22.00 , il venerdì , sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 22.00. Per gli espositori interessati a partecipare il prossimo anno dovranno ricordarsi che il bando di partecipazione va consegnato entro e non oltre l’11 Novembre. Arti e Mestieri Expo: Come arrivare Dal Grande Raccordo Anulare uscita 30 in direzione Fiumicino e poi seguire le indicazioni segnaletiche per Fiera Roma. I parcheggi hanno una disponibilità di 5000 posti auto. Dalle Stazioni Tuscolana,Tiburtina, Ostiense collegate alle linee A e B della Metropolitana prendere il Treno FR 1 direzione Fiumicino e scendere alla Fermata Fiera Roma. Tariffa 1 euro. Dall’ Aeroporto di Roma Fiumicino i collegamenti sono garantiti con la Fiera Roma dal treno FR 1 fermata Fiera di Roma, dal taxi e dagli autobus...

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Santa Lucia : la Svezia arriva nella capitale

Santa Lucia : la Svezia arriva nella Capitale In occasione della festa di Santa Lucia l’ambasciata Svedese organizza concerti a Roma con il coro di Nordiska Musikgymnasiet di Stoccolma.  L’ evento ha inizio l’ 11 Dicembre alle ore 17:00, presso il cortile dell’ Assessorato alla Cultura Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale a Piazza Campitelli 7. Con sfondo il Teatro Marcello dopo l’esibizione del coro avverrà la degustazione di prodotti tipici Svedesi come: il  glögg = una bibita calda speziata, pepparkakor = biscotti speziati con zenzero e cardamomo e  lussekatter= brioche allo zafferano. Alle 19.30  il corteo si sposterà da piazza di Pietra sino al Tempio di Adriano dove si intoneranno le canzoni natalizie Svedesi con il coro. Successivamente  l’ ambasciatore di Svezia in Italia Ruth Jacoby  riproporrà una degustazione di glögg e pepparkakor, servito al pubblico dallo staff. Questo evento ormai conosciuto dai romani in quanto siamo giunti al quarto anno consecutivo, è molto apprezzato da questi poiché rappresenta una delle tradizioni di un paese molto lontano  ma molto caratteristica. Il corteo di santa Lucia intona una decina di canti Svedesi( tra i quali ricordiamo Sankta Lucia ) in vesti bianche e a lume di candela. Santa Lucia: La celebrazione e le sue Origini La celebrazione di Santa Lucia in Svezia ha origini medievali. Era credenza popolare che nella notte dell’ 11 Dicembre si aggirassero tra il popolo spiriti maligni e streghe. Questi spaventati erano costretti a riunirsi per sentire maggiore protezione e a  fare la veglia al buio. Santa Lucia: Contatti Contatti: Ann-Louice Dahlgren, Addetto Culturale all’Ambasciata di Svezia,  potete visitare il sito dell’ Ambasciata Svedese www.swedenabroad.com/roma L’ evento è offerto dalla collaborazione tra Roma Capitale e...

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Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria

Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria Dal 5 all’ 8 Dicembre si terrà al Palazzo delle Esposizioni dell’ Eur Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria; si giunge così alla decima edizione. La fiera è organizzata da Ediser s.r.l. in collaborazione con i migliori professionisti italiani  del settore editoriale. Per tutti coloro che non hanno potuto partecipare alle edizioni precedenti questa è un ottima occasione :la fiera è finalizzata a far emergere la piccola e media editoria che spesso rimane sconosciuta ai più perché surclassata dalla grande editoria. La fiera rappresenta  un luogo di incontro per gli operatori professionali, dove poter discutere delle problematiche del settore e per individuare le strategie da sviluppare. Anche altri visitatori si troveranno benissimo e potranno conoscere e apprezzare la piccola editoria attraverso conferenze, presentazione di libri e molto altro.Le giornate sono ricche di eventi e il programma è molto corposo colmo di fantastiche iniziative che faranno sognare grandi e piccini , non resta che andarci! , sperando che questa iniziativa abbia un successo grande come quello dell’ anno 2012. Facendo una stima nella nona edizione hanno partecipato circa 51 mila visitatori tra i quali vi erano numerosi ragazzi under 18. Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria: Info La Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria seguirà il seguente orario: il 5 Dicembre dalle ore 10 alle ore 20 , il 6 e il 7 Dicembre dalle ore 10 alle 21 e l’ 8 dicembre dalle ore 10 alle 20. Per quanto riguarda il prezzo del biglietto : il biglietto intero ha un costo di 8 Euro, il biglietto ridotto ( valido per i possessori di biglietto obliterato in giornata o carta metrobus, possessori di carta giovani o bibliocard) 4 Euro, gratuito per ragazzi fino a 14 anni , studenti universitari giovedì 5 e venerdì 6 ,visitatori professionali e classi accompagnate da insegnanti. E’ inoltre possibile acquistare il biglietto online. Per tutti coloro che volessero partecipare con un proprio stand devono compilare il modulo di partecipazione scaricabile dal sito ufficiale della fiera, per info tel 06.976.05.628, Fiera nazionale della piccola e media editoria: Come Arrivare In auto : uscita n°26 Roma Eur del G.R.A.in direzione centro città, proseguire fino a Piazza G.Marconi (obelisco), al primo semaforo a destra (Viale della Civiltà del Lavoro) proseguire per 200 mt. Dalla stazione Termini: Metro B, direzione Laurentina, fermata EUR Fermi. Dalla fermata , 5 minuti a piedi seguendo viale  Shakespeare. Per ulteriori spiegazioni visitate il...

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Bike Sharing a Roma

Bike Sharing a Roma. La “Condivisione” non riuscita. Si scrive Bike Sharing e ovunque si traduce con “Condivisione di Biciclette”, tranne a Roma dove possiamo definirlo “Sogno irrealizzabile”. Si perché mentre in Europa il servizio delle Bike Sharing sembra riuscito alla grande ormai da anni, qui a Roma è stato al contrario un “Flop” totale. Non volendo lamentarci con la solita frase “In Italia va tutto male” facciamo prima un giro su internet, tra siti di giornali e siti di mobilità sostenibile, e capiamo innanzitutto cos’è il Bike Sharing e il perché dell’ insuccesso che ha avuto nella capitale italiana rispetto all’ Europa e rispetto proprio, ad altre città Italiane. Cos’è il Bike-Sharing: Mettere a disposizione del cittadino un mezzo che sia l’alternativa all’autoveicolo privato e che promuova la Mobilità Sostenibile. Quale veicolo migliore della bicicletta? Una Bici non solo vostra, ma da condividere con tutte le altre persone delle vostra città. Gli obiettivi sono favorire gli spostamenti all’interno della città, contribuendo anche alla diminuzione del traffico cittadino ( che a Roma si sa, non farebbe male) e soprattutto  diminuire l’impatto ambientale generato da inquinamento acustico e atmosferico. Nel pratico il tutto funziona in maniera molto semplice. Chi vuole aderire al Bike Sharing sarà proprietario di una tessera personale magnetica, come quella dell’ abbonamento per la metro . Le bici da utilizzare si trovano posteggiate in delle piccole “stazioni”, dislocate per tutta la città. (di solito molto vicine alle stazioni delle metro, proprio per favorire gli spostamenti). Con il vostro abbonamento una volta davanti la “stazione” basta passarlo sulla colonnina che leggerà l’ abilitazione ad usare la bici. In quel momento sarete liberi di utilizzarla per quanto volete ( ogni città ha tempi/prezzi differenti) e poi restituirla alla prossima “stazione” che avrete vicino al vostro punto di arrivo. Très Facile! Roma “il Caso disperato”: Era il lontano 2008. La Capitale seguendo le orme di città come Parigi, Lione e Barcellona (alcune delle prime città che hanno attuato il servizio) decide anche lei di entrare a far parte della cerchia di capitali in cui si promuove la mobilità sostenibile. Ora…bisogna un attimo vedere se, rispetto alle caratteristiche e gli obietti che abbiamo appena descritto, Roma riesce ad attenersi. Il servizio parte con la gestione del progetto Bici-in-città affidata alla società Spagnola Cemusa. Numerosi abbonamenti iniziali. 3000 in sei mesi e con gli abbonati arrivano anche le lamentele. Poche bici rispetto agli abbonati. Difatti vennero stanziate solo 200 biciclette, da collocare in 19 stazioni, dislocate in un unico Municipio. Considerando che Roma di Municipi ne ha 20, possiamo dedurre che l’ obiettivo di “facilitare gli spostamenti” : è fallito! Per di più rispetto al resto del Pianeta, noi...

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Natale a Roma

Natale a Roma – Vivere la città nel momento più bello dell’ anno! Piccole tips per vivere il periodo natalizio a Roma nel migliore dei modi! Se un tempo aspettavamo l’8 Dicembre per entrare nel vivo dell’atmosfera natalizia, oggi l’aria del natale si respira già da prima. Negozi addobbati, corsa ai regali migliori, e preparazione dell’ albero, sono già previsti per il prossimo week-end. Noi, ovviamente, ci lasciamo trasportare ben volentieri dall’anticipata atmosfera natalizia di Roma. Il primo dei nostri tip è la storica “Mostra dei 100 Presepi”, presso le sale del Bramante a Piazza del Popolo. Ormai alla sua 39esima edizione, è un appuntamento fisso nella capitale. Se non volete rischiare di trovare troppa gente potete anticiparvi andando in un periodo più tranquillo, la mostra infatti sarà in esposizione già dal 27 Novembre. Se passeggiate nei dintorni di Piazza Navona, all’estremità della piazza, in Via Agonale, fermatevi a fotografare le vetrine del negozio “Al Sogno”. Chiunque da bambino ha sperato, guardando le vetrine, di ricevere un regalo proveniente da questo negozio…e fortunato chi l’ha ottenuto! Vale veramente la pena entrare e dare un’ occhiata anche se si è adulti, il posto è degno del nome che porta! Per gli appassionati dei regali una passeggiata per le vie dello shopping è d’obbligo. Questo perché le vie del centro sotto il periodo di Natale sono ancora più suggestive . Via del Corso e Via Condotti saranno allestite con degli addobbi luminosi. Così, come tra l’ incrocio delle due vie, sulla destra potrete ammirare le decorazioni di Palazzo Fendi, ogni anno sempre più belle. Potrete notare che gli addobbi per le vie del centro, non sono tutti uguali. A Roma infatti ogni quartiere si “autogestisce” e si “autodecora”. Sono i commercianti ad accordarsi uni con gli altri, su come decorare la zona. Rimanendo in tema di addobbi, occhio e macchinetta fotografica pronti, a Piazza San Pietro per il Mega Albero e il Mega Presepe al centro della piazza. Tutti gli anni viene lasciato anche oltre il 6 di Gennaio, forse perché è talmente bello che nessuno vuole disfarsene. Tip culturale: Una visita al Teatro dell’Opera per vedere lo “Schiaccianoci” con le musiche di Cajkovskij. La notte della vigilia ormai da anni, presso la chiesa di Santa Maria in Trastevere, si svolge la cena di natale con i senza-tetto organizzata dalla comunità di Sant’ Egidio. Se siete in centro e volete partecipare alla messa di 00.00, questa viene svolta in quasi tutte le chiese di Roma. Queste sono solamente alcune delle tante cose che abbiamo voluto consigliarvi di fare a Roma durante il Natale, accettiamo qualsiasi consiglio per tutto ciò che conoscete e che...

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Vincenzo De Moro – Opere Recenti

Vincenzo De Moro – Opere Recenti Si terrà oggi Sabato 30 Novembre presso lo spazio “Open Area” l’ inaugurazione della Mostra “Opere Recenti” di Vincezo De Moro. Ingresso Libero dalle 17:00 alle...

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Notte al Museo: Appuntamento con la Cultura

Notte al Museo L’ appuntamento Culturale del 30 Novembre con l’ apertura straordinaria dei Musei dalle ore 20:00 a 00.00. Una notte al museo, è il progetto ideato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che prevede l’ apertura serale di alcuni tra i principali musei di Roma. L’ Idea rappresenta un nuovo modo per valorizzare maggiormente il nostro territorio e per ampliare le conoscenze sia da parte dei cittadini, sia da parte dei turisti. Una notte al museo ci dà l’ appuntamento il 30 Novembre 2013 dalle 20:00 alle 24:00 con l’ apertura dei seguenti musei: Il Museo Nazionale Etrusco di villa Giulia, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Galleria Borghese, Museo nazionale Romano in palazzo Altemps, Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo, Museo Nazionale Romano Terme di Diocleziano, Museo Nazionale Romano Crypta Balbi, Galleria d’Arte Antica di Palazzo Barberini. L’ ingresso ai musei è a pagamento secondo la consueta tariffa. Notte al Museo: Iniziative In occasione dell’ apertura serale, alcuni musei propongono diversi eventi collaterali: Il museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ci offre un viaggio tra gli aromi e le fragranze dell’ antico Egitto con la presentazione alle ore 20:00 del libro “Aromi sacri, fragranze profane. Simboli, mitologie e passioni profumatorie nel mondo antico” di Erika Maderna, con la distribuzione (fino ad esaurimento scorte) di un profumo di origini antichissime, basato su una particolare formula del faraone Ramesse III. La Galleria Nazionale d’Arte Moderna ospiterà invece il concerto d’ archi come omaggio a Giuseppe Verdi. La visione del concerto sarà compresa nel biglietto d’ entrata (8,00 euro a persona e 4,00 euro il ridotto). Alle ore 21:00 presso il Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps avverrà la lettura scenica dei testi di Kafka anche qui l’ ingresso sarà compreso nel biglietto d’entrata. Infine al Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo un gruppo di giovani allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, Silvio d’Amico, ne “abiterà” le sale e le gallerie, convivendo con le antiche presenze di dei, eroi, imperatori. L’ ingresso al museo è di 10 Euro a persona . Il biglietto sarà valido tre giorni anche per le altre sedi : Terme di Diocleziano, Crypta Balbi e palazzo Altemps. Notte al museo: Info & Contatti Per informazioni tecniche e acquisto biglietti, riguardo le mostre vi alleghiamo i siti dei Musei Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Galleria Borghese Galleria d’Arte Antica di Palazzo Barberini Museo Nazionale Romano    ...

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Era Notte ad Holliwood: I Classici del Cinema Noir

Al Palazzo delle Esposizioni dal 20 Novembre al 14 Dicembre Cinema Noir Il cinema Noir è un genere che ha sempre affascinato il pubblico per la sua particolare struttura, per gli interessati  è da non perdere la  rassegna cinematografica che si sta svolgendo a Roma proprio su questo enigmatico genere. “Era notte ad Holliwod” è questo il titolo della rassegna cinematografica, che si svolgerà a Palazzo delle Esposizioni dal 20 Novembre al 14 dicembre. Roma si tingerà di nero e tornerà a vivere quei paesaggi cupi in cui si avvicendavano storie tormentate e intricate, grazie a quello stile che ha poi contaminato campi estetici e narrativi. Cinema Noir: Caratteristiche Il film Noir è un sottogenere del cinema giallo, ebbe un grande successo negli Stati Uniti negli anni quaranta e cinquanta. L’ espressione Noir fu coniata da una critica cinematografica francese ,alla fine della seconda guerra mondiale quando furono distribuiti i film statunitensi degli anni quaranta. L’ aggettivo Noir stava ad indicare sia la cupezza delle pellicole sia una caratteristica della struttura:  l’ uso del bianco e nero, che richiamava il cinema espressionista tedesco. I personaggi tipici del cinema Noir sono: donne di malaffare, killer, poliziotti corrotti, mariti brutali e coppie diaboliche. Tutti personaggi in cui il male sovrasta e cerca di uscirne vincitore. A questi personaggi si oppongono altre figure che personificano il bene come: il detective privato, i giornalisti e gli scrittori che cercano di debellare queste perversioni.  Su questa incessante lotta tra gli opposti :da una parte il bene e dall’altra il male, si fonda il cinema Noir. Cinema Noir: Info & Programmazione  Le proiezioni dei film avverranno alle ore 21:00 , ma i posti saranno distribuiti alle 20:00. L’ ingresso è gratuito fino ad esaurimento dei posti. Il programma delle proiezioni è il seguente: 20/11/2013 La fiamma del peccato 21/11/2013  L’ ultima minaccia 22/11/2013 Vertigin 23/11/2013 L’ infernale Quinlan 24/11/2013 La gang 27/11/2013 Gardenia blu 28/11/2013 Assassinio premeditato 29/11/2013  Il segreto di una donna 30/11/2013  La donna del ritratto 1/12/2013 Odio implacabile 3/12/2013  La fuga 4/12/2013  Il grande caldo 5/12/2013 Notte di perdizione 6/12/2013 L’avventuriero di macao 8/12/2013  La fiera delle illusioni 11/12/2013 Doppio gioco 12/12/2013 Il grattacielo tragico 13/12/2013 Le catene della colpa 14/12/2013 La morte corre sul...

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Lezioni di Storia – Auditorium Parco della Musica

“Lezioni di Storia” Auditorium Parco della Musica “Un’ Europa senza storia sarebbe orfana e miserabile. Perché l’oggi discende dallo ieri e il domani è frutto del passato. Un passato che non deve paralizzare il presente, ma aiutarlo a essere diverso nella fedeltà e nuovo nel progresso». Sono parole di Jacques Le Goff, il più grande storico europeo. Sono state scelte in rappresentanza della rassegna “Lezioni di Storia”, per il tema di quest’ anno “L’invenzione dell’ Europa”. La rassegna a cura di Fondazione Musica per Roma ed Editori Laterza, prevede l’ appuntamento di domenica per lezioni che si terranno fino all’ 11 Maggio 2014. Il tutto si svolgerà nella splendida cornice dell’ Auditorium Parco della Musica, presso la Sala Sinopoli . Ad introdurre ogni lezione sarà Paolo Di Paolo, noto scrittore italiano. Lezioni di Storia : Info Il biglietto singolo per una lezione è pari al costo di 9.00 euro. L’ Auditorium permette anche la possibilità di un abbonamento per l’ intera Rassegna per un costo di 65.00 euro Tutte le lezioni avranno inizio alle 11:00 della mattina. Per maggiori info consultare il sito dell’...

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Festa d’Autunno sulle rive del laghetto dell’ Eur

Festa d’ Autunno La Festa d’ autunno è un evento a cui nessuno può mancare , si svolge presso le rive del laghetto dell’ Eur dal 23 Novembre al 24 Novembre, in questa occasione si potranno visitare gli stand di antiquariato, di enogastronomia, di oggettistica e vi saranno tante attività extra come animazione per bambini e musica dal vivo. Per quanto riguarda l’ enogastronomia  vi sarà uno spazio dedicato alle birre artigianali, sia nazionali che estere, uno spazio dedicato al liquore e al vino novello, molti stand con prodotti dolciari , ma soprattutto vi sarà un angolo dedicato interamente al cioccolato dove si potranno ammirare , ma soprattutto gustare vere e proprie costruzioni di cioccolato. Non finisce qui , in questa festa vi sono aree workshop in cui adulti e bambini potranno dilettarsi nel preparare confetture o oggetti artigianali. Per poter fare ciò basta seguire un corso delle durata di 1 ora direttamente in loco e completamente gratuito.  Le aree workshop ospitano diversi corsi tra i quali ricordiamo:         I regali del bosco, dove si da la possibilità di imparare a identificare i funghi velenosi, cucinarli e conservarli. La conserva perfetta, dove si può carpire come preparare una conserva e i prodotti sotto olio. Divino, in cui ci si può improvvisare sommelier, perciò si impara a scegliere un buon vino da abbinare ad un piatto, ma soprattutto si può degustare. Alla  festa è inoltre possibile per i bambini seguire un corso dove potranno apprendere le principali tecniche di addestramento dei rapaci diurni . In programma  vi sono poi altre divertenti attività : vi è uno spettacolo dei writers, un laboratorio sulla pittura e il disegno, una piccola area in cui i più piccoli potranno preparare e personalizzare i propri dolci ed infine è prevista un area in cui esperti e animatori intratterranno i più piccoli dipingendo sui loro volti maschere coloratissime. Festa d’ Autunno: Programma Sabato 23 Novembre 2013 Ore 10:00 Apertura degli stand Ore 10:30 Apertura area kids Ore 11:00 Spettacolo writers Ore 11:30 Spettacolo “Rapaci diurni” Ore 12: 00 Apertura stand di prodotti enogastronomici Ore 15:30/ 18:30 Truccabimbi e laboratorio disegno e pittura Ore 16:00 Workshop adulti “I regali del bosco” Ore 16:00/17:00 Spettacolo Mago con PABLO! Ore 17:00/ 21:00 Dammer 5 / Motivi Vari in concerto Ore 18:00 Workshop “Divino” e distribuzione di prodotti enogastronomici Ore 21:00 Chiusura stand. Domenica 24 Novembre 2013 Ore 10:00 Apertura degli stand Ore 10:30 Apertura area kids Ore 11:00 Spettacolo writers Ore 11:30 Workshop adulti “la conserva perfetta” (1 ciclo) Ore 12: 00 Apertura stand di prodotti enogastronomici Ore 15:30/ 18:30 Truccabimbi e “La casetta di pan di...

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100 Montaditos – La Spagna nella Capitale

100 Montaditos Chi è stato in Spagna sicuramente conoscerà i famosi 100 montaditos, piccoli panini  gourment con diversi succulenti ripieni ad un prezzo minimo, che oscilla tra 1 Euro e 2 Euro a seconda del giorno della settimana, accompagnato da patatine , insalata e birra. Per tutti coloro che non hanno avuto l’ occasione di recarsi in questo paradiso del gusto, oggi è possibile a Roma,  in una  delle location più belle : Ponte Milvio n°9/10 avrete la possibilità di godervi queste prelibatezze. 100 Montaditos: l’ Origine Spagnola Il primo ristorante dei 100 montaditos nasce a Siviglia nel 2009 a Islantilla per mano del sivigliano Josè Maria Fernàndez Capitàn, questo ritenne che in quel periodo di crisi per avere successo bisognava inventare qualcosa di rivoluzionario ma dal prezzo contenuto.Da qui l’ idea di proporre un grande numero di varietà di panini a scelta del consumatore ( il nome del locale deriva da ciò), ad un prezzo alla portata di tutti . Queste piccole Tapas farcite con specialità  spagnole come Jamon, tortilla e pesce erano destinate a diventare un simbolo. Da subito i 100 montaditos guadagnarono grande fama tanto che i due anni successivi si aprirono una media di 20 locali all’anno. In tutta la spagna si contano attualmente tantissime sedi,  soprattutto situate all’ interno della comunità di Madrid .Nel 2010 si innagura il primo ristorante fuori dalla Spagna negli Stati uniti, in Francia e in Portogallo. Nel 2013 la fama internazionale della catena 100 montaditos è aumentata anche grazie ad una canzone scritta da Lory money dedicata alla catena 100 montaditos e postata su youtube . 100 Montaditos: i 3 Principi fondamentali La catena dei 100 montaditos da sempre si fonda su tre principi fondamentali: l’ uso di prodotti di qualità, un prezzo contenuto e un ambiente accogliente. I prodotti usati sono freschissimi e i panini vengono cucinati sul momento,  accompagnati da insalata e patatine fritte e una cerveza. dopo aver fatto l’ ordine per il grande numero di persone presenti nel locale si prende nome e cognome del cliente così che quando il piatto sarà pronto lo si potrà ritirare immediatamente senza dover aspettare al bancone. Il Locale agli occhi del cliente si presenta molto accogliente non particolarmente grande, ma comunque vi è tutto il necessario per poter gustare i panini: vi sono tavoli sedie e un lungo bancone . L’ unica nota negativa è il grande afflusso di persone, tanto che non di rado è possibile  notare clienti che mangiano in piedi, ma infondo un piccolo sacrificio lo si può fare. Per maggior sicurezza  in Spagna al di fuori del locale  è uso tenere un buttafuori. Il...

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Primi piatti romani

Primi piatti romani: tradizioni culinarie romane Per conoscere la vera essenza di una popolazione bisogna conoscere le sue tradizioni culinarie, e da sempre cucinare e consumare è visto come un momento di piacere, come disse Enrico IV : “Buona cucina e buon vino, è il paradiso sulla terra”. A Roma tra i molti piatti tipici che hanno segnato la tradizione culinaria ritroviamo : la amatriciana, cacio e pepe , la gricia e la carbonara . Primi piatti romani: la tradizione che viene da Amatrice. Quella che noi tutti conosciamo come amatriciana (o matriciana nome datogli a causa dell’ aferesi tipica del dialetto romanesco) ha origine in un paesino del Lazio, Amatrice. Secondo alcuni è una versione più moderna della gricia conosciuta come l’amatriciana priva di pomodoro. Il pomodoro sarebbe stato inserito solo successivamente alla fine del diciottesimo secolo. La preparazione del sugo originale prevede che il guanciale, tagliato in listelli dello spessore di circa 1 cm, sia fatto soffriggere in olio di oliva in una padella di ferro, con aggiunga del peperoncino. Una volta rosolato e stemperato con del vino bianco, evaporato quest’ultimo si aggiunga il sugo portandolo lentamente alla cottura. Si aggiunga quindi sale e pepe macinato. Ogni piatto preparato con procedure differenti da questa è da ritenersi un piatto differente, come gusto e sapore. Gli ingredienti principali della ricetta prevedono: il guanciale, pecorino e formaggio. Solitamente la pasta utilizzata con questo condimento può variare da  spaghetti, bucatini e rigatoni. Primi piatti romani:  il piatto dei pastori. La gricia ha la stessa provenienza della amatriciana. Nasce come un piatto ideato dai pastori matriciani che la consumavano abitualmente per i suoi ingredienti facilmente reperibili. La ricetta prevedeva pochi ingredienti: gli spaghetti,guanciale, pecorino di Amatrice, strutto, pepe nero e sale. Per 4 persone: si taglia a striscioline il guanciale 250 g, si gratta il pecorino 150 g , si versa 1 cucchiaio di strutto su una  padella e quando lo strutto si sarà sciolto si unisce il guanciale e il pepe. Si mescola fino a quando il guanciale assume un colorito dorato, poi si prende la pasta già cotta e si unisce al condimento. Solo successivamente poco a poco si unisce il pecorino. Primi piatti romani: la cucina contadina. Cacio e pepe è una delle ricette più conosciute e orgoglio delle cucine testaccine DOC. Di origine contadina riduce i suoi ingredienti a 3: pasta , cacio e pepe. Solitamente questo condimento è accompagnato dai tonnarelli. L’ importante, per la buona riuscita del piatto sta tutto nella quantità giusta degli ingredienti e nella loro mantecatura. Primi piatti romani: La pasta dei carbonai. Sebbene vi siano diverse ipotesi sulla derivazione di questo...

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Gemme dell’Impressionismo

Gemme dell’Impressionismo Dipinti della National Gallery of Art di Washington Roma Museo dell’ Ara Pacis 23 Ottobre 2013 / 23 Febbraio 2014. I capolavori dei più grandi rappresentanti del Movimento dell‘Impressionismo per l’ unica tappa europea. La mostra, promossa da Roma Capitale – Assessorato Cultura, Creatività e Promozione Artistica, e la National Gallery of Art di Washington, raccoglie ben 68 opere,suddivise tematicamente. Le opere che vantano Paul ed Ailsa Mellon, figli  dell’mpreditore statunitense Andrew W. Mellon che avviò la galleria nel anni ’20, rappresentano una della collezioni d’arte più importanti del mondo. Nella cornice dell’ Ara Pacis questa bellissima mostra di arte moderna, ci offre le opere dei più grandi pittori di sempre dal caposcuola dell’impressionismo Boudin a  Manet, Monet, Renoir, per passare a Van Gogh, fino a Gauguin. Tutti esponenti del movimento artistico sviluppatosi in Francia nella seconda metà del XIX secolo, che ha rivalutato la sensibilità dei pittori liberandoli da schemi accademici troppo rigidi.  Dipingendo all’aperto, fondendo tra loro oggetto, spazio e atmosfera, e dando particolare importanza ai cambiamenti della luce. La mostra è suddivisa in sezioni tematiche: il paesaggio, il ritratto, la figura femminile, la natura morta, la vita moderna. Alcune delle opere più conosciute saranno in esposizione : Gauguin “Autoritratto dedicato a Carrìere” 1888-1889, Van Gogh “Campi di fiori in Olanda” 1883, Cezanne “Natura Morta con brocca e frutta” 1900, Manet “Alle Corse” 1875, Renoir “Giovane donna che tesse i suoi capelli” 1876, e moltissimi altri. Per info e Tickets potete consultare il sito dell’ Ara Pacis o Musei in Comune Roma. Vi ricordiamo che con la Tessera della Pro Loco potete usufruire di riduzioni per tutte le Mostre all’ Interno dei Musei in Comune di Roma. Scoprite come nella sezione dedicata alla Nostra Nuova...

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Cupola di San Pietro e Via Piccolomini

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 3,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Cupola di San Pietro e Via Piccolomini La Cupola della Basilica di San Pietro progettata da Michelangelo è alta 136 mt. ed offre una splendida veduta della Piazza San Pietro, del colonnato del Bernini e una visione a 360 gradi della città e dei territori circostanti, fino ai Castelli Romani e al mare. Da qui Roma si scopre in tutta la sua bellezza, la città eterna è ai nostri piedi, nell’ ampiezza dei suoi quartieri alternati dal verde dei giardini, solcata in mezzo dal Tevere e cinta, attorno, dai Colli Albani azzurri in lontananza. L’accesso alla cupola si ha attraverso la lunga salita a spirale, denominata “lumaca di Sant’Andrea” e 537 scalini che portano fino alla panoramica galleria esterna. La Salita a piedi totale è di 551 gradini. E’ possibile salire in ascensore fino al livello terrazzo e poi proseguire a piedi (320 scalini). Curiosità : Effetto Ottico Via Piccolomini Per avere un ottima visione del “Cuppolone” potete recarvi in Via di Piccolomini, nella zona dell’ Aurelia antica. Zona tranquilla e residenziale, ma che offre una splendida vista della Cupola di San Pietro. Via Piccolomini è famosa a Roma, perché secondo uno strano effetto ottico percorrendo la via in direzione della Cupola, vi accorgerete che andandole incontro le dimensioni della Cupola diminuiscono notevolmente. Al contrario, percorrendo la via per tornare indietro, vedrete la Cupola ingrandirsi sempre di più. Curioso, non trovate?    ...

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Big Bambù – Macro Testaccio

Big Bambù  Siamo arrivati un po’ in ritardo, lo sappiamo, ma c’è ancora tempo per visitare l’ istallazione dei gemelli Mike e Doug Starn al Macro di Testaccio : Big Bambù. Big Bambù è un opera costruita interamente con migliaia di aste di bambù, intrecciate tra di loro, in modo tale da formare una struttura alta circa 25 metri. Al Macro é stata istallata lo scorso 11 Dicembre 2012 per la sesta edizione di Enel Contemporanea e per celebrare i  50 anni dell’ azienda. Lo scopo specifico?  Riflettere sull’ energia data attraverso l’ Arte. “Percorribile “ dai visitatori, ma con un abbigliamento comodo ci sottolineano dl Macro, scarpe basse e suola di Gomma!! La prima istallazione dal nome “Big Bambú: You Can’t, You Don’t, and You Won’t Stop” è stata realizzata sempre a opera dei gemelli Starn,  a Beacon, New York nel 2010.  Ed esposta nello stesso anno al  Metropolitan Museum of Art Roof Garden esattamente sopra il tetto del Museo. Girovagando su Internet scopriamo che Big Bambù è costruito su diversi tipi di bambù, soprattutto un tipo giapponese chiamato madake, e anche sottile meyeri bambù e fitta di bambù Moso. Tutto il bambù è stato coltivato in Georgia e South Carolina. Se volete visitare l’ istallazione al Macro l’ Ingresso è gratuito e prevede il seguente orario : 16.00 / 21.30 tutti i giorni, escludo il Lunedì. Per maggiori info consultare il sito del Macro. Per usufruire di una riduzione sui biglietti d’ingresso, per ulteriori mostre potete utilizzare la nostra Card, scoprite come sul nostro sito alla pagina...

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Castel Sant’Angelo e il Passetto di Borgo

Castel Sant’Angelo Castel Sant’Angelo, la Storia di un Monumento cardine della città di Roma: Principale caposaldo delle difese papali, Castel Sant’Angelo ha avuto una funzione militare per una quindicina di secoli, fino a metà del 1800. Originariamente però, il mausoleo era una tomba, fatta costruire dall’imperatore Adriano per sé e per i suoi discendenti. Nel II secolo d.C. il Mausoleo di Augusto (sito nell’attuale Piazza Augusto Imperatore) non aveva più spazio per le sepolture imperiali; fu così che Adriano decise di realizzare una struttura adatta per la sua sepoltura. Si dice, inoltre, che il progetto della struttura venne disegnato dall’imperatore in persona. Oggi Castel Sant’Angelo ha una struttura completamente differente, a seguito dei cambiamenti apportati negli anni, ma l’imperatore Adriano realizzò la tomba sul modello tradizionale etrusco: un tozzo cilindrico con base rettangolare. Date le dimensioni immense, possiamo rapportare il mausoleo più che a una tomba egizia ad una una piramide d’Egitto. Come queste, la struttura contiene una camera sepolcrale proprio al centro dove le ceneri della famiglia imperiale, e di alcuni successori, erano conservate in urne d’oro; eccetto quelle di Adriano stesso, che si narra siano state custodite presso la sommità. Il Mausoleo iniziò a svolgere da struttura difensiva durante il periodo della Roma Imperiale. La sua vicinanza al fiume ne faceva una fortezza naturale. Nel III secolo l’imperatore Aureliano decise di incorporarla nel suo progetto del sistema difensivo, il quale comprendeva la realizzazione di mura a difesa della città di Roma. Castel Sant’Angelo parte integrante del progetto acquistò la sua prima merlatura, il primo cambiamento nell’aspetto esterno. Diventato ormai roccaforte della città, acquisì un ruolo fondamentale nella battaglia contro i Goti nel IV secolo. Da qui i difensori scagliarono contro gli invasori lastre di marmo e statue interne del castello (accelerando il cambiamento esteriore). Il tentativo di difesa fu comunque inutile e i Goti si impossessarono sia del Castello, sia della zona parallela, quella che è oggi Borgo Pio. Il nome deriva proprio dal nome gotico che gli diedero: Burg. Quando nel Medioevo i Papi iniziarono ad usare il castello per la propria difesa, il mausoleo acquistò l’attuale nome dedicato all’arcangelo Michele, condottiero delle schiere celesti.  Era il tardo IV secolo e Roma era “invasa” da un’ epidemia di peste che stava devastando tutta la città. Papa Gregorio Magno stava dirigendo una processione di cittadini verso San Pietro, per implorare misericordia. In quel periodo la zona di Castel Sant’Angelo era il luogo che i pellegrini dovevano attraversare per raggiungere il centro della Cristianità. Il papa avvicinandosi nei pressi del mausoleo ebbe una visione: sulla cima del castello apparve l’arcangelo che rinfoderava la spada nella sua guaina, simbolo del...

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Cézanne e gli Artisti del XX secolo

Cézanne in Mostra Al Vittoriano La mostra Inaugurata il 4 Ottobre durerà fino al 2 Febbraio 2014. Il Vittoriano mette il Mostra il pittore francese padre del Cubismo : Paul Cézanne nasce in Aix-en-provence nel sud della Francia a pochi chilometri da Marsiglia nel 1839. Amico fraterno dello scrittore Émile Zola, conosciuto durante gli studi Umanistici nel Collège Bourbon, si dedica all’arte contro il volere paterno. La sua provenienza da una famiglia agiata, faceva sì che il padre lo vedesse adatto per una perfetta carriera legale. Si trasferisce a Parigi poco più che ventenne per seguire i corsi dell’Académie Suisse. Nella capitale francese conosce i pittori Camille Pissarro, Frédéric Bazille, Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet ma inizialmente non mostra interesse per l’ Impressionismo e fin0 al 1873 dipinge opere legate alla tradizione del romanticismo con colori cupi e contrastanti. L’amicizia con Pissarro, tra i maggior esponenti dell’impressionismo modifica il suo atteggiamento e nel 1873 dipinge la  “La casa dell’impiccato a Auvers”. Questa  fu la sua prima opera impressionista. Basta opere informi e spente, qui troviamo luminosità e spazio anche se il quadro risulta compatto a prima vista. I suoi dipinti però non ottengono molti  consensi né da parte del pubblico né da parte della critica e in seguito a questi insuccessi Cézanne decide di allontanarsi e inizia a viaggiare attraverso la Francia. Comincia a dedicarsi alla pittura di paesaggi e nature morte (diverse opera di Cézanne si baseranno su questo tema). Dimostra un interesse sempre maggiore per il colore, la geometria e lo studio degli effetti della luce. Tra le sue opere dell’ inizio dell XX secolo ricordiamo “La montagna Sainte-Victorie” e “Les grandes baigneuses”. Secondo Cézanne tutta la realtà doveva essere ricondotta a tre solidi geometrici : il cono, la sfera e il cilindro. La sua pittura influenzò Paul Gaugin e Vincent Van Gogh e attraverso il cubismo tutta la pittura moderna. Nei quadri di Cézanne non c’è un solo punto di vista ma gli oggetti sono rappresentati da angoli visivi diversi : un cambiamento nell’ uso della prospettiva che sarà portato all’ estremo da Pablo Picasso. Per info e Ticket...

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Weekend Halloween Roma

Ai fedeli appassionati della festa dell “Horror” proponiamo tre eventi divertenti per un weekend da Brivido! Halloween party alla Fiera di Roma. 31 Ottobre / 2 Novembre. Dai set cinematografici a La notte delle streghe. La Nuova Fiera di Roma dedica per questo weekend tre emozionanti giornate all’insegna del “brivido” in occasione della festa di Halloween. Tre serate artistiche a tema dove l’allestimento, curato nei minimi dettagli nel classico stile Halloween Party, sarà caratterizzato dalle scenografie provenienti direttamente dal cinema Horror: Mummie, Vampiri, Casa degli Spiriti, Cimitero, Zombiees che proietteranno i visitatori in un’atmosfera tra emozione, thriller e divertimento. Per info e Biglietti consultare il sito della Fiera di Roma www.fieraroma.it Halloween Dracula Party. 31 Ottobre 2013. Cena a tema Horror allo Sporting Club Parco de Medici. Terza edizione dell’ Evento. Come ogni anno il divertimento unito all’ottima cucina non mancherà per allietare al meglio gli ospiti che ci verranno a trovare. Lo Sporting Club Parco De Medici si trova nel comprensorio Parco de’ Medici, tra via della Magliana e l’autostrada Roma-Fiumicino a soli 4 km dall’Eur, molto vicino al famoso cinema The Space. La struttura si presenta molto elegante con 2 grandi sale ed un ampia area esterna dove possiamo trovare la bellissima piscina centrale dalla forma asimmetrica contornata da prato all’inglese e valorizzata da giochi di luce interni. Se volete partecipare siete ancora in Tempo! Consultate il Sito www.halloweenroma.net De’…Rocky Horror Picture Show. 31 ottobre 2013 al Teatro Brancaccio. Per la serata di Halloween il Teatro Brancaccio ci regala il concerto con le musiche del Rocky Horror Pictures Show. Organizzato dall’ Associazione “Nido del Cucolo” con Paolo Ruffini e un cast di 5 musicisti e 9 cantanti/attori. Un’esplosione di energia e trasgressione capace di sconvolgere e trascinare chi lo ascolta, con le musiche eseguite interamente dal vivo. Lo svolgimento della trama è affidato ad un “particolare” narratore, un emblematico personaggio che mostra agli spettatori il susseguirsi della storia, rimanendo sempre sul palco a metà tra spiegazione ed interazione con gli altri personaggi: Paolo Ruffini. Sarà lui infatti a interpretare questo ruolo sui generis, recitando anche divertentissimi monologhi e siamo sicuri che da buon livornesaccio si lascerà scappare qualche “Dè”… Dè Rocky Horror Show nasce come tributo al celebre musical per poi diventare un qualcosa di indescrivibile. Biglietti e...

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Festival Internazionale del Film di Roma

Festival Internazionale del Film di Roma Auditorium Parco della Musica 8/17 Novembre 2013 “Un progetto unico e irripetibile, ma soprattutto innovatore e potenziale, che costituisce un vantaggio per il territorio, producendone diversi effetti, come la valorizzazione economica, riconoscibilità e visibilità sui media, la rivalutazione e la trasformazione territoriale, il confronto tra culture e la promozione e il rilancio turistico.” Festival Internazionale del Film di Roma. Per gli appassionati di Cinema e non solo,  si svolgerà anche quest’ anno, fedelissimo all’Auditorium Parco della Musica, il Festival Internazionale del Film di Roma. Alla sua ottava edizione il Festival è diventato ormai un appuntamento importante per la capitale. Un evento ricco, con un ampia offerta di contenuti non solo cinematografici, una festa generosa di film e di ospiti. Un concorso competitivo che viene affiancato da una serie di eventi artistici, di partecipazione di intrattenimenti aperti a tutto il pubblico. Il programma artistico di questa ottava edizione del Festival si articola con la selezione di opere in “Concorso“, proiezioni inedite firmate da autori provenienti da tutto il mondo, un “Fuori Concorso” che ospiterà le proiezioni di gala del 2013, la sezione “CinamaXXI“, dedicata alle nuove correnti del cinema mondiale, e il concorso “Prospettive Doc Italia” che fa il punto sulle nuove linee di tendenza del cinema documentario italiano. Ci sarà quest’ anno come gli anni passati la sezione “Alice nella città“, una sezione a parte del festival dedicata al cinema per ragazzi. Per consultare il programma, acquistare biglietti e altre informazioni consultate il sito del Festival. Festival Internazionale del Film di Roma. Un punto fermo nel territorio Locale e Internazionale : le origini. La Cultura gioca, oggi,  un ruolo importante attraverso processi di intersettorialità, che combinano diverse risorse, come tradizioni locali, patrimonio artistico e architettonico, culture giovanili, minoranze etniche, le quali permettono di formulare strategie politiche per lo sviluppo e la creazione artistica di un territorio. Nel caso della città di Roma , possiamo affermare che negli ultimi vent’anni, politiche di sviluppo territoriale, hanno puntato a strategie che assegnano un ruolo importante all’ investimento Culturale, da parte degli Enti territoriali. E’ sulla base di queste scelte politiche , riguardanti l’investimento Culturale, che nasce a Roma nel 2006, un progetto ideato dal sindaco Walter Veltroni, con la finalità di dare alla capitale un’ esperienza di cultura: “Cinema. Festa Internazionale del Film di Roma.”  L’idea viene sviluppata direttamente dalle istituzioni con l’ intento di restituire alla capitale la centralità di Città del cinema, sia per tutte le volte in cui Roma è stata luogo di set più celebrati e riconosciuti al mondo sia perché è sede di quasi tutta la filiera produttiva e distributiva nazionale.11 Il progetto è in perfetto allineamento con le iniziative strategiche di un territorio, di puntare, come abbiamo detto, sulla cultura, sull’...

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