Festival Internazionale del Film di Roma

Festival Internazionale del Film di Roma Auditorium Parco della Musica 8/17 Novembre 2013 “Un progetto unico e irripetibile, ma soprattutto innovatore e potenziale, che costituisce un vantaggio per il territorio, producendone diversi effetti, come la valorizzazione economica, riconoscibilità e visibilità sui media, la rivalutazione e la trasformazione territoriale, il confronto tra culture e la promozione e il rilancio turistico.” Festival Internazionale del Film di Roma. Per gli appassionati di Cinema e non solo,  si svolgerà anche quest’ anno, fedelissimo all’Auditorium Parco della Musica, il Festival Internazionale del Film di Roma. Alla sua ottava edizione il Festival è diventato ormai un appuntamento importante per la capitale. Un evento ricco, con un ampia offerta di contenuti non solo cinematografici, una festa generosa di film e di ospiti. Un concorso competitivo che viene affiancato da una serie di eventi artistici, di partecipazione di intrattenimenti aperti a tutto il pubblico. Il programma artistico di questa ottava edizione del Festival si articola con la selezione di opere in “Concorso“, proiezioni inedite firmate da autori provenienti da tutto il mondo, un “Fuori Concorso” che ospiterà le proiezioni di gala del 2013, la sezione “CinamaXXI“, dedicata alle nuove correnti del cinema mondiale, e il concorso “Prospettive Doc Italia” che fa il punto sulle nuove linee di tendenza del cinema documentario italiano. Ci sarà quest’ anno come gli anni passati la sezione “Alice nella città“, una sezione a parte del festival dedicata al cinema per ragazzi. Per consultare il programma, acquistare biglietti e altre informazioni consultate il sito del Festival. Festival Internazionale del Film di Roma. Un punto fermo nel territorio Locale e Internazionale : le origini. La Cultura gioca, oggi,  un ruolo importante attraverso processi di intersettorialità, che combinano diverse risorse, come tradizioni locali, patrimonio artistico e architettonico, culture giovanili, minoranze etniche, le quali permettono di formulare strategie politiche per lo sviluppo e la creazione artistica di un territorio. Nel caso della città di Roma , possiamo affermare che negli ultimi vent’anni, politiche di sviluppo territoriale, hanno puntato a strategie che assegnano un ruolo importante all’ investimento Culturale, da parte degli Enti territoriali. E’ sulla base di queste scelte politiche , riguardanti l’investimento Culturale, che nasce a Roma nel 2006, un progetto ideato dal sindaco Walter Veltroni, con la finalità di dare alla capitale un’ esperienza di cultura: “Cinema. Festa Internazionale del Film di Roma.”  L’idea viene sviluppata direttamente dalle istituzioni con l’ intento di restituire alla capitale la centralità di Città del cinema, sia per tutte le volte in cui Roma è stata luogo di set più celebrati e riconosciuti al mondo sia perché è sede di quasi tutta la filiera produttiva e distributiva nazionale.11 Il progetto è in perfetto allineamento con le iniziative strategiche di un territorio, di puntare, come abbiamo detto, sulla cultura, sull’...

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Portico di Ottavia – Quartiere Ebraico

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Portico di Ottavia – Quartiere Ebraico Via Portico d’ Ottavia 29 Roma (RM)   Sito nell’attuale quartiere ebraico il Portico di Ottavia è l’unico rimasto di quelli che circondavano la piazza del Circo Flaminio. Editficato probabilmente tra il 33 e il 23 a.C. dall’imperatore Augusto in memoria della sorella Ottavia al posto di un edificio preesistente, il Portico di Metello. Il Portico di Ottavia, a pianta rettangolare, era costituito da un doppio colonnato che circondava l’area, al centro della quale vi erano due templi: uno più antico dedicato a Giunone Regina ed uno più recente dedicato a Giove Statore. Quest’ultimo, di cui non rimane più traccia, fu il primo tempio di Roma costruito interamente in marmo ad opera del greco Hermodoros di Salamina. Alle spalle dei templi si trovava un edificio absidato, la Curia Octaviae, riportata anche dalla pianta marmorea Severiana Forma Urbis, che comprendeva anche una biblioteca. Al centro dei lati settentrionale e meridionale si trovavano due ingressi monumentali o propilei con facciate costituite da quattro colonne corinzie. Nei muri laterali, in mattoni rivestiti di marmo, si aprivano due archi che davano accesso al portico. Del complesso rimangono alcune colonne dell’ingresso meridionale (altre colonne furono sostituite nel Medioevo con un arcone, da cui si accede alla chiesa di S. Angelo in Pescheria), l’architrave, il timpano e i due archi delle pareti laterali. Sull’architrave del propileo si può ancora leggere l’iscrizione che ricorda il restauro del monumento ad opera dell’imperatore Settimio Severo, databile al 203 d.C. Sul moderno marciapiede si trovano alcune colonne del portico. Numerose opere d’arte ornavano il Portico d’Ottavia. Tra queste, la statua in bronzo di Cornelia madre dei Gracchi, la prima di una donna ad essere esposta in pubblico a Roma, la cui base si trova ora nei Musei Capitolini. Nel Medioevo la zona fu utilizzata come mercato del pesce: da qui prende nome la piccola chiesa edificata nelle strutture del propileo del Portico, dedicata a S.Angelo in Pescheria. Note: Il monumento è ora reso accessibile tramite una piccola cordonata in prosecuzione di via del Portico di Ottavia, ad una rampa di fronte alle colonne d’entrata, percorribile anche dalle persone disabili e ad una scala, che collega l’area del propileo all’entrata della chiesa di Sant’Angelo in Pescheria, e ad un passetto che permette il collegamento con gli edifici di via di Foro...

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VITA Un viaggio in Musica

VITA Un viaggio in Musica In Collaborazione con Roma Capitale Scritto e diretto da Giuseppe Talarico Al Teatro Agorá dal 22 Ottobre al 10 Novembre Uno spettacolo fatto di momenti comici e drammatici, dolci e amari,cantati e ballati, gridati e sospirati..momenti di...

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National Geographic – La Grande Avventura

National Geographic 125 anni nel Mondo e 15 in Italia Un Ponte sul Mondo – La Mostra Fotografica a Cura di Guglielmo Pepe Al Palazzo delle Esposizioni dal 28 Settembre 2013 al 2 Marzo 2014 In Occasione dei 125 anni dalla Nascita della National Geographic Society e dei 15 anni di National Geographic Italia, il Palazzo delle Esposizioni celebra la ricorrenza con una mostra Storico – Fotografica. 125 Scatti, un catalogo di 162 pagine, immagini di copertine, pannelli espositivi e presentazioni multimediali per lodare la rivista “da esploratori” che ad oggi viene tradotta in 31 lingue differenti e conta circa cinquanta milioni di lettori al mese. Ma evidentemente questo non potevano aspettarselo i 33 rappresentanti della categoria scientifica ed esplorativa, quando nel Gennaio del 1988 al Cosmon Club di Washington, decisero di fondare la National Geographic Society e la successiva rivista mensile  “The National Geographic Magazine”. L’intento era chiaro fin da subito : “far crescere ed espandere la conoscenza geograficha e promuovere la protezione della cultura dell’ umanità, della storia e delle risorse naturali.” Un viaggio iniziato a Washington 125 anni fa, arrivato in Italia nel 1998 con National Geographic Italia,  e continuato fino ad oggi. Una spedizione in tanti paesi del mondo, esplorando continenti, luoghi diversi e inimmaginabili, che ha trascinato con sè storie, culture, persone, costumi, modi di vivere, che hanno sempre meravigliato e incuriosito il lettore. E’ la storia di un rivista, di tantissimi reportage, di scoperte scientifiche, di fotografie, che hanno reso grande ed unico nel suo genere un giornale che da sempre ci ha raccontato il nostro Pianeta Terra. E’ la storia di una società che ha coinvolto nel suo “viaggio“, perché viaggio in questo caso è la parola più adatta, numerosi ricercatori, studiosi, giornalisti e soprattutto fotografi. E’ la rivista a cui noi tutti abbiamo fatto riferimento se volevamo sentirci “esploratori” o se volevamo aggiornarci sull’ ultima ricerca scientifica. E’ il canale Tv che abbiamo guardato quando cercavamo un documentario. E quella del Palazzo delle Esposizioni è la Mostra che andremo a vedere per identificarci con il nostro Pianeta...

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Roma, parola d’ ordine : Mercatini

Mercatini: Campo de’ Fiori  Campo de’ fiori, che fino al ‘400 aveva prati e margherite al posto dei sampietrini è una delle piazze più famose di Roma, specialmente per la movida notturna rinomatamente mondana. Durante il giorno però in questa piazza si anima uno storico degli storici mercatini rionali a pochi minuti da Piazza Navona, con banchi di frutta e verdura, casalinghe con le sporte della spesa cariche di acquisti, signore borghesi alla ricerca di frutta per i propri centrotavola e personaggi romani che urlano di zucchine, pomodori e melanzane, facendo rivivere l’omonimo film con Aldo Fabrizi e Anna Magnani. Campo de’ fiori non è un mercatino particolarmente grande, ma è uno dei più antichi della capitale. In vendita potete trovare frutta e verdura fresche, pesce, carne e fiori. Sembrerebbe un mercato come molti altri, ma il fatto che non lo sia si comprende da tanti piccoli dettagli: la statua di Giordano Bruno che sovrasta la folla chiassosa del sabato mattina, i numerosi bar dove leggere un giornale facendo colazione e osservando il brusio del mercato e i turisti che si aggirano incantati tra le urla dei fruttivendoli da banco. I prezzi sono piuttosto cari per un mercato, ma la qualità e la varietà dei prodotti è sopra la media. Unici i banchi di spezie con i gustosi mix per le tipiche ricette romane: da quelli per pasta e pizza, fino a quelli per l’arrabbiata o per la frittata di zucchine. Ricette e mescolanze segrete per queste magiche polverine difficilmente reperibili altrove. E poi banchi con pomodori, mele e castagne, ma anche zucche, radici di zenzero e frutta esotica. Le principali attrazioni sono le enormi ceste di broccoli e spinaci o riempite con verdure fresche di stagione già tagliate e pulite pronte per il minestrone. Vicino alla fontana della piazza ci sono le bancarelle con i fiori. E’ aperto tutti i giorni tranne la domenica, dalle 6 del mattino alle 13. Mercatini: Porta Portese E’ il 1945 e nel tratto iniziale di Via Portuense, quello che nasce da Porta Portuensis, accesso fortificato alla città di Roma, voluto da Urbano VIII, nel XVII secolo, trova collocazione il mercato domenicale delle pulci oggi meglio conosciuto semplicemente con il nome di “Porta Portese”. Questo storico mercato, dall’aria pratica e popolare, tipicamente romana, che si sveglia di domenica mattina intorno alle 6:00 e ripiomba nel suo settimanale sonno intorno alle 14:00, conta quasi un migliaio di espositori e si estende, partendo dalla Porta omonima, in un’area compresa tra piazza Ippolito Nievo, via Ettore Rolli e Viale Trastevere. Oggi, al mercato di Porta Portese, si respira ancora la vivida aria di aggregazione sociale quale divertente e piacevole...

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Robert Capa in Italia 1943 – 1944

Robert Capa in Mostra a Palazzo Braschi Dal 3 Ottobre al 6 Gennaio 2014, in Occasione del settantesimo anniversario dello sbarco degli Alleati in Italia,  Palazzo Braschi celebra con un’ importante esposizione delle sue foto di guerra : Robert Capa uno dei maestri della fotografia. Pseudonimo di Endre Friedmann, Robert Capa è un fotografo ungherese nato a Budapest da famiglia ebraica. Appassionato di fotografia già da bambino, emigra in Germania quando era ancora un ragazzo, e inizia la sua carriera di fotografo con un il suo primo servizio scattato a Lev Trotzkij, politico e rivoluzionario russo. Immigrato, ebreo e uomo di sinistra, Capa deve lasciare la Germania nel 1933 con l’avvento di Hitler. Viaggia inizialmente tra Vienna e Parigi, qui conosce David “Chim” Szymin, ebreo polacco, e Henry Cartier Bresson. E’ IL 1936 e Capa decide di attribuirsi un nome d’ Arte insieme alla sua donna, la fotografa e giornalista Gerda Pohorylle, in arte Gerda Taro. Nello stesso anno la rivista “Vu”  spedisce entrambi in spagna. E’ qui, con lo scoppio della guerra civile spagnola che Capa diventa famoso per i suoi reportage scattati durante conflitti Bellici. La fotografia “Miliziano che cade”, del 5 settembre del 1936 diventa la tragica icona della guerra e attribuisce a Capa fama Internazionale. Un miliziano repubblicano è ripreso nello stesso istante in cui proiettile entra nel cranio. La foto è tutt’ora discussa, in seguito ad un secondo scatto che rappresenterebbe un altro miliziano caduto nello stesso punto, ma che non si vede nella celebre foto. Lo scatto rappresenta il primo grande scontro tra il fascismo e l’antifascismo europeo, comparì, come molte altre sue foto, sulle più importanti riviste internazionali come Life e Pictures Post. Capa, fotografo indipendente, così fuori dalle righe, ribelle, nemico della guerra fu in realtà tra i primi a capire l’importanza della macchina fotografica come mezzo di denuncia e testimonianza. I suoi reportage furono la testimonianza di altre quattro guerre dopo la Spagna. La Seconda Guerra Mondiale in italia, la Guerra Sino-Giapponese, la Guerra Arabo-Israeliana e la Guerra d’...

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X Edizione “Giochi di Strada”

Domenica 20 ottobre 2013 la Pro Loco di Roma partecipa alla X edizione della Manifestazione “Giochi di Strada”. La manifestazione si terrà in Via dei Fori Imperiali dalle ore 9:00 della mattina. Organizza l’ Evento l’ Associazione “Giochi di Strada” con il sostegno di Roma Capitale, Regione Lazio Coni e Lazio F.I.G.e S.T.  Per informazioni ed iscrizioni potete consultare il sito dell’ Associazione  www.giochidistrada.it    ...

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Il Mitreo ospita “Nel Nome della Madre”

Il Mitreo – Mostra d’ Arte Contemporanea “Nel nome della Madre” InAsherah Art presenta dal 2 al 10 novembre 2013 presso il Mitreo – Arte Contemporanea, la mostra collettiva “Nel Nome della Madre”. Curata ed organizzata da Lucia Lo Cascio, con la partecipazione del Prof. Claudio Strinati, critico e storico dell’ arte. Il Progetto che vede coinvolti 12 artisti, è un’occasione per riflettere sulla questione femminile e sulla valorizzazione della donna, alla informazione di quanto storicamente non detto o mal riportato, alla accettazione della propria femminilità senza filtri o influenze esterne.  Ad introdurre la mostra sarà il  prof. Claudio Strinati che si soffermerà anche sulle donne che la storia dell’arte l’hanno fatta. A presentare gli artisti in mostra, invece, ci sarà la critica d’arte prof.ssa Laura Turco Liveri. “Troppo spesso oggi una rovina ha le fattezze di una donna ma quello che c’era prima di lei era solo l’immagine riflessa di una società cancellata dall’uso utile dell’inutilità, dalle parole che qualcuno pronunciò seduto sul trono dell’effimero. Della sua potenza si parlò per secoli e le sempre più deboli foglie della vita divennero verde polvere che fece tossire il sole. Una donna ora è solo un ricordo amaro di qualcuno ancora aggrappato a quel trono scricchiolante che ride e sbadiglia, sogna l’immagine della libertà che ha il volto santo dell’esistenza, la stessa esistenza che una donna non dovrà mai più rivendicare”. (Emiliano Yuri Paolini ) Il Mitreo, nasce dall’ idea di ISIDE, Impresa al Servizio dell’Individuo e Della sua Evoluzione, che attraverso questo progetto vuole realizzare un Tempio di inizi-azione alla comprensione dei linguaggi dell’Arte Contemporanea e delle sue molteplici applicazioni nel quotidiano. Lo spazio del Mitreo è stato progettato come un luogo dove i confini non sono predefiniti, se non dal punto di vista puramente strutturale, un luogo che, sulla base dei progetti proposti dai singoli artisti, sia soggetto ad una continua trasformazione, uno “spazio aperto”, un...

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Rione Monti, un angolo vintage della capitale

Rione Monti, un angolo vintage della capitale Rione Monti è oggi, ma forse anche da sempre, uno dei quartieri più caratteristici della Capitale. A pochi passi dal Colosseo e da via dei Fori Imperiali venne chiamato così perché alle sue origini comprendeva il colle Esquilino, il Viminale, e parte dei colli Celio e Quirinale. Il Rione è caratteristico per i suoi laboratori artigianali, gallerie e locali, dove potrete fermarvi per un aperitivo o una degustazione di vino, ed anche per i suoi ristoranti in cui troverete sicuramente piatti tipici romani. Una delle cose che ad oggi lo rende così particolare come quartiere, è la presenza di numerosi negozi e mercatini Vintage. Piccole Botteghe in cui troverete pezzi unici ed originali che hanno fatto la storia della moda, ad un prezzo moderato! Borse, scarpe, occhiali e musica anni 80! Nel momento in cui entrate, sarà un salto nel passato. Rione Monti – Ottobrata Monticiana L’ Ottobrata Monticiana è una storica ricorrenza popolare romana all’ insegna della musica, dell’ arte, della letteratura e di degustazioni enogastronomiche. 3 Giorni di spettacoli teatrali, live music, sia nei locali che in piazza, letture di poesie, visite guidate, sfilate di moda in qualche negozietto Vintage caratteristico del quartiere, mercatini e chi più ne ha più ne metta! Quest’ anno alla sua XXVII° edizione l’ Ottobrata Monticiana si svolgerà da Venerdì 11 Ottobre a Domenica 13 con gli Autorevoli Patrocini del Comune di Roma e della Regione Lazio. La festa inizierà nel pomeriggio di Venerdi 11, circa alle 18 :00 per tenervi aggiornati sui singoli eventi potete consultare la pagina Facebook dell’ Evento: https://www.facebook.com/events/314989708643822/      ...

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Marcel Duchamp – Gnam Roma

Marcel Duchamp – Gnam Roma 8 Ottobre | 9 Febbraio In occasione del centenario del primo ready-made di Marcel Duchamp, la Galleria d’ Arte Moderna di Roma dedica all’ artista una Mostra dal 8 Ottobre al 9 Febbraio, in cui ripercorriamo  l’esperienza italiana dell’ artista nei primi anni Sessanta, attraverso le opere donate al museo dal gallerista Arturo Schwarz. Di origini francesi, Marcel Duchamp,  è uno dei più grandi artisti del ‘900. Definito come un esponente del Dadaismo, Duchamp in realtà ha attraversato con le sue opere diverse correnti per tutto il suo periodo artistico. Dall’ influenza impressionista dei suoi primi quadri, ad elementi tipici dell’avanguardia cubista e futurista come nell’ opera del 1911 “Jeune Homme Triste dans un Train”. Anche se considerate correnti antagoniste una con l’altra, risultano entrambi presenti  e sembrano convivere pacificamente. A Duchamp non interessava né il dinamismo esaltato dai futuristi, né la staticità teorizzata dai cubisti, ma il rapporto tra essi;  ovvero tra mezzo statico e mezzo dinamico. Lo scopo principale che voleva raggiungere era una rappresentazione statica del movimento, una composizione capace di indicare le varie posizioni che assume una forma in movimento durante diversi momenti. L’ invenzione del Ready – made nel 1913, con l’ opera Roue de Bicyclette,  rivoluzionò completamente il concetto di opera d’ arte, collocando Duchamp come esponente dell’ Arte Concettuale. Ciò che determina il valore estetico non è più un procedimento tecnico, un lavoro, ma la scelta dell’artista. Un atto mentale, una diversa attitudine nei confronti della realtà. Il Ready – made, che tradotto letteralmente vuol dire Già Pronto,  è il termine che viene scelto per descrivere un opera d’arte rappresentata da oggetti che appartengo o che sono utilizzati nella vita quotidiana. Tolti dal loro contesto abituale e accoppiati in modo tale da contribuire a trasportare l’oggetto in un altro mondo. Secondo Duchamp hanno quasi sempre un riferimento autobiografico ma è l’elemento umoristico il pezzo forte. Il risultato di un ready made è qualcosa che colpisce gli occhi, afferra la mente crea curiosità, trasmette il mistero. Roue de Bicyclette era infatti, una ruota di bicicletta montata su uno sgabello semplice da cucina. Duchamp la sistemò nel suo studio, facendola girare di tanto in tanto, semplicemente per osservarla. Lui stesso sosteneva “Mi piace guardala, come mi piace come mi piace guardare le fiamme che danzano in un focolare”. La ruota che girava intorno trasmetteva una sensazione tranquillizzante, confortante, una possibilità di procedere oltre la materialità. E’ un opera nata prima dell’idea, prima dell’intenzione di fare un’opera d’arte. Un’ altro  ready-made che ha reso famoso l’ artista è  Fountain 1917. Esposto nello stesso anno alla “Society of Indipendent Artists” di New York, dove chiunque pagava poteva esporre le sue opere. Per una specie di provocazione nei...

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