Santa Barbara dei Librai

La Chiesa di Santa Barbara dei Librai La piccola chiesa di Santa Barbara dei Librai, si trova nella traversa di Via dei Giubbonari, largo dei Librai. Cattura l’attenzione di molti passanti, perché anche se di piccole dimensioni, le sue linee si inseriscono perfettamente all’interno dei due antichi palazzi, come potete vedere dalla foto. Secondo la testimonianza dell’architetto Giuseppe Vasi “Fin dall’anno 1306 si trova essere stata consacrata questa piccola chiesa…”. Anche se le origini risalirebbero probabilmente al X o al XI secolo, come attesta un’ epigrafe all’interno, in cui è scritto che la chiesa apparteneva a Giovanni di Crescenzio de Roizo e sua moglie Rogata, senatrice dei Romani. La chiesa è dedicata alla figura epica di Santa Barbara, considerata la protettrice delle morti improvvise e violente. Il nome originale era Santa Barbara alla Regola, per via della vecchia conformazione dei rioni di Roma che la includeva nel Rione Regola. Oggi è conosciuta come Santa Barbara dei Librai, nome della famosa Confraternita. Era il 1601, quando la chiesa fu ceduta alla Confraternita dei Librai, che vi ha svolto la propria attività devozionale fino al 1878, anno dello scioglimento della confraternita. Architettura e decorazioni Santa Barbara dei Librai, ricca di stucchi bianchi, internamente presenta una pianta a croce greca, con la navata ed il transetto della stessa lunghezza. La chiesa nel tempo ha subito numerose ristrutturazioni, ma l’attuale conformazione è del restauro avvenuto nel 1860, per mano dell’architetto Giuseppe Passeri. Santa Barbara è ricordata in un quadro sopra l’altare, opera di Luigi Garzi, che la raffigura in adorazione del Cristo Risorto e in una statua presente nella nicchia esterna, incavata nella facciata, opera di Ambrogio Parisj.  All’interno della Chiesa sono raffigurate diverse opere come la “Madonna con San Giovanni e l’arcangelo Michele” del XIV secolo, presente nella prima cappella e la “Madonna e San Giovanni ai piedi della Croce”, dipinta da Luigi Garzi.  Presepe storico  Dal 2005 ad oggi, ogni anno il 4 dicembre, in occasione della festa di Santa Barbara, viene aperto al pubblico lo storico presepe conservato all’interno di Santa Barbara dei Librai : “Arti e mestieri nella Roma del...

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Il Giardino di Ninfa, gioiello dei Caetani

Gita fuori Porta al Giardino di Ninfa Il Giardino di Ninfa è un vero e proprio monumento naturale, situato a Cisterna di Latina, è una tappa ideale per la nostra gita fuori porta nei dintorni di Roma. Il Giardino di Ninfa, il Castello di Sermoneta, ed il Parco Naturale Pantanello appartengono oggi alla Fondazione Caetani Onlus. Sono aperti al pubblico, con la possibilità di prenotare delle visite guidate; sul sito potete scoprire orari e aperture durante l’anno. La Storia del giardino e l’influenza dalla famiglia Caetani: Il Giardino di Ninfa sorge sui ruderi dell’antica città medievale di Ninfa, circondato dal fiume Ninfa e dal Parco Naturale Pantanello, ricostruito solamente nel 2009. Il nome deriva da un tempio di origine romana dedicato alle Ninfe Naiadi, costruito dove oggi si trova l’attuale giardino. La storia del Giardino di Ninfa e del territorio pontino limitrofo, è legata principalmente al dominio della famiglia Caetani. Prima che Benedetto Caetani, Papa Bonifacio VIII, salì al trono verso la fine del 1200, Ninfa, ai piedi dei monti Lepini, aveva un ruolo strategico come unico collegamento a Roma se le paludi avessero coperto l’Appia Antica. La zona non fu densamente abitata fino all’arrivo dei Conti Tuscolo e della famiglia Frangipani, durante il XI secolo. Ma il dominio dei Caetani segnò radicalmente il cambiamento del territorio, da lì a sette secoli. Benedetto Caetani acquistò la città di Ninfa e le zone limitrofe del territorio pontino; ampliò il castello e costruì il palazzo baronale. Il periodo di splendore terminò presto, a causa del saccheggio avvenuto nel 1382. Ninfa diventò una città fantasma, oltre alle perdite subite a seguito dell’incursione, un’epidemia di malaria colpì la zona. Si decise, quindi, che non era il caso di ricostruire la città su un territorio danneggiato. Rimasero frequentate solamente le chiese della zona, come San Giovanni, San Biagio, San Pietro fuori le mura, dagli abitanti delle colline. Questo almeno fin quando nel XVI secolo, Nicolò III Caetani, decise di trasformare Ninfa in un meraviglioso giardino, spinto dal suo amore per la botanica. I lavori furono affidati a Francesco Capriani, detto anche Francesco da Volterra, un grandissimo architetto italiano a cui dobbiamo la realizzazione di molte chiese romane. L’architetto realizzò un hortus conclusus, in cui per molto tempo vennero coltivati anche alcuni agrumi, tra cui il Citrus Cajetani, una varietà di limone. Dopo la morte del cardinale i possedimenti passarano a vari membri della famiglia, che non diedero valore alcuno al Giardino di Ninfa, fino a quando alla fine del 1800 Onoraro Caetani, con la sua famiglia e sua moglie  Ada Bootle Wilbraham, tornarono ad abitare i possedimenti di famiglia. Un tocco di eleganza, il Giardino di Ninfa lo ricevette dalla signora Wilbraham, che trasformò il giardino in perfetto stile anglosassone, regalandogli...

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BiciRoma ROAR

BiciRoma ROAR Roma – Ostia Andata e Ritorno 26 Ottobre 2014 La scorsa settimana ci siamo interessati del progetto GiroinGiro, che organizza per i cittadini romani e per tutti i turisti, tour in bicicletta nel centro di Roma e non solo. Anche questa settimana, ci occupiamo di mobilità sostenibile e vi segnaliamo la prima edizione della BiciRoma ROAR, che si terrà Domenica 26 Ottobre, con partenza da Piazzale Nervi all’Eur. L’ evento è organizzato da BiciRoma, un movimento autonomo che ad oggi conta 7000 ciclisti aderenti a questo progetto, con lo scopo di realizzare, tramite l’amministrazione comunale, le infrastrutture ed i servizi per i ciclisti. In cosa consiste la BiciRoma ROAR? La BiciRoma ROAR è una gara ed una ciclo-passeggiata organizzata per combattere la lotta all’inquinamento e sensibilizzare i cittadini a metodi di trasporto alternativi ed eco-sostenibili, come la bicicletta. Circa 800 persone, percorreranno la tratta Roma – Ostia, andata e ritorno. La manifestazione è organizzata sia per ciclisti agonisti che per appassionati amatoriali. I primi gareggeranno in una gara di 60 Km (Roma-Ostia, Ostia-Roma) mentre i partecipanti amatoriali seguiranno il percorso della ciclo-passeggiata di soli 30 Km (Roma-Ostia) e una volta raggiunto il Porto Turistico di Ostia, potranno prendere il treno della ferrovia Roma-Lido. Info Orari & Partenze BiciRoma ROAR: Alle ore 8.15 è previsto l’ appuntamento a Piazzale Nervi. Partenza stabilita per le ore 8.50, arrivo ad Ostia in mattinata con ristoro per le ore 12.00 e rientro a Roma con la ferrovia Roma-Lido. La partecipazione alla ciclo-passeggiata è totalmente libera, si chiede solo di  indossare un capo arancione. Pagando 10,00 euro è possibile ricevere uno zainetto, uno scalda-collo ed il ticket per il ristoro. Per iscriversi all’evento BiciRoma ROAR compilare il...

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Il Casino dell’Aurora – Villa Ludovisi

Il Casino dell’Aurora Il Casino dell’Aurora è oggi l’unico edificio superstite della Villa appartenente al Cardinale Ludovico Ludovisi. Fu costruita nel 1621 sul terreno in cui un tempo erano stati realizzati gli Horti Sallustiani, famosi giardini del senatore Sallustio. Storia La prima parte della villa che venne acquistata dal Cardinale Ludovisi fu la vigna del Nero, che comprendeva il Casino dell’Aurora e il Casino del Monte. Ma i progetti erano molto più ambiziosi; tant’è che il Cardinale riuscì ad ottenere anche la proprietà Orsini e le vigne adiacenti, che appartenevano ai Cavalcanti, ai Capponi e agli Altieri. L’enorme proprietà terriera di circa 35 ettari, contava la dimensione dell’attuale rione Ludovisi. I confini erano definite a est con l’ingresso principale di Porta Salaria, ad ovest con Porta Pinciana, a nord con le Mura Aureliane e a sud con Piazza Barberini. Il giardino della villa, opera del Domenichino, era costituito da grandi viali che percorrevano la proprietà, proprio come le vie attraversano un quartiere. Ogni viale era ornato dalla collezione di antiche statue del Cardinale, di cui la maggior parte oggi sono conservate all’interno del Museo Nazionale Romano. Opere come il Galata Suicida, l’Area Ludovisi, il gruppo di Oreste ed Elettra e il grande Sarcofago Ludovisi, hanno attratto qui innumerevoli visitatori tra i quali anche artisti internazionali, come Goethe. L’abbandono della villa cominciò nel XIX secolo quando statue, alberi ed edifici vennero distrutti; rimase intatto solamente il Casino dell’Aurora. Casino dell’Aurora Di origini cinquecentesche il Casino dell’Aurora, si presenta come una palazzina a due piani con attico e torretta belvedere. In origine doveva essere la casina di Cecchino del Nero, tesoriere di Clemente VII; il nome compare infatti più volte nella affrescata sala d’ingresso. La facciata è costituita da semplici finestre rettangolari, probabilmente opera di Carlo Maderno. Nella volta del salone è raffigurato il Carro dell’Aurora, da cui prende nome il Casino. L’affresco fu realizzato da Guercino nel 1621. Nel dipinto è rappresentato il volo del calesse dell’Aurora, trainato da due cavalli pezzati nell’immensità della volta celeste, tra le figure allegoriche del giorno e della notte. Ambiente importante del Casino è la Sala del Camino, dove troviamo pareti interamente affrescate da Guercino, con rappresentazioni di paesaggi che simulano spazi aperti. Al primo piano il dipinto a olio ” Gli Elementi e l’Universo con segni zodiacali” del 1597 è riferito al Caravaggio. L’ultima sala visitabile è detta della Fama, per via dell’allegoria affrescata sul soffitto, sempre opera del...

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Civita di Bagnoregio

Il borgo di Civita di Bagnoregio La cittadina di Civita di Bagnoregio si trova in provincia di Viterbo a 100 km da Roma. Di 3860 abitanti, solo pochissimi vivono all’interno del borgo. Il suo nome ha origini goto-lombarde, Balneum regis, “bagno del re”, comparso per la prima volta in una lettera di Papa Gregorio Magno al Vescovo di Chiusi Ecclesio. Legata alla cittadina, vi è una leggenda secondo la quale, un complesso di terme esistente nella zona, avrebbe guarito le ferite del re longobardo Desiderio. Di origini etrusche, Civita di Bagnoregio, fu fondata circa 2500 anni fa. Oltre ai meravigliosi panorami e alla bellezza del paesaggio, il luogo è oggi così frequentato perché avvolto nel mistero, di vestigia non ancora interpretate, di una vasta rete di cunicoli sotterranei…le quali domani non saranno che un miraggio. Civita sorge infatti su un colle tufaceo minato dall’erosione di due torrenti che, scorrendo nella valle sottostante, lentamente ed inesorabilmente, porteranno il borgo a sgretolarsi. Bonaventura Tecchi la definì “la città che muore”, forse per via del destino che da sempre ha segnato il luogo, per il paesaggio irreale dei calanchi argillosi che assediano il borgo e per i colori tetri che contrastano con quelli dorati del tufo. Civita di Bagnoregio rimane comunque un luogo unico, solare e crepuscolare, vivo o spettrale, a seconda dell’umore di chi la guarda dal precipizio del Belvedere. Il Borgo: Civita si visita rigorosamente a piedi, passando lungo il ponte di 300 metri, da dove si gode un bellissimo panorama, che vi condurrà direttamente davanti l’ingresso del borgo, a Porta Santa Maria, sormontata da due leoni simbolo dei tiranni sconfitti dai bagnoresi. Una passeggiata per le vie interne, con le tipiche case basse e piccoli balconcini, vi riporterà indietro al tempo del medioevo. Il primo monumento che si incontra è la Chiesa di San Donato, in cui è conservato un crocifisso della scuola di Donatello. Luogo da visitare è il Tempietto di San Bonaventura, dove è conservata una teca a forma di braccio benedicente contiene le reliquie del Santo. Sul bordo del Belvedere, dove un tempo vi era un convento Francescano, oggi è scavata la Grotta di San Bonaventura, tra i luoghi più venerati di Bagnoregio. Nel medioevo veniva utilizzata dagli eremiti come romitorio. Si chiama così a seguito della leggenda che lega Giovanni di Fidanza al miracolo avvenuto qui a Bagnoregio. Durante il soggiorno bagnorese San Bonaventura fu salvato da una malattia mortale per mano di San Francesco. La madre commossa dal miracolo, promise a san Francesco d’Assisi che avrebbe consacrato la vita del proprio figlio al servizio di Dio. E così fu, tant’è che San Bonaventura (nome datogli dallo stesso...

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Ristorante La Parolaccia – Roma

Il Ristorante La Parolaccia a Roma Il ristorante “La Parolaccia” si trova a Roma, al Vicolo del Cinque, zona Trastevere. E’ dal 1941 che “Cencio la Parolaccia”, nel cuore di Trastevere, si differenzia da tutte le altre osterie romane, per il suo particolare intrattenimento folkloristico. 73 anni fa, i coniugi Vincenzo Cencio e Renata de Santis, decido di accompagnare ai tavoli, servire ed intrattenere i clienti, con un sottofondo di canzoni romane “mixate” a termini non proprio adeguati alla situazione. L’intrattenimento “volgare” della Parolaccia è diventato in realtà il loro punto di forza; infatti dieci anni dopo l’apertura il ristorante viene chiamato ” La Parolaccia”. La tradizione di famiglia continua, oggi sono i figli di Cencio e Renata a gestire il ristorante e nulla di ciò che l’ha reso così singolare, è stato modificato. Insulti e parolacce non sono risparmiati a nessuno, neanche alle signore. Anzi, proprio loro, sono le prime a ricevere apprezzamenti non proprio sottili, anche a sfondo sessuale. Tutto può sembrare inconciliabile con l’idea di una tranquilla cena fuori, eppure la nota distintiva de la Parolaccia, lo ha reso uno dei ristoranti più conosciuti di Roma, e forse anche d’Italia. Ha ispirato anche film italiani come Simpatici e antipatici e Fracchia la belva umana dove veniva chiamato “Da Sergio e Bruno gli incivili”. Il menù fisso si basa sulla cucina tipica romana, ma leggendo un po’ di commenti su portali di recensioni, interpretiamo un malcontento generale da parte di molti turisti italiani rimasti delusi rispetto alle aspettative. Prezzi alti, cucina nella media, sono le lamentele più frequenti, ma la nota a favore per l’intrattenimento rimane sempre. Commenti anche positivi però, di persone che si sono divertite tantissimo e sperano di tornarci. Ad ogni modo, ricordatevi che non bisogna essere permalosi se volete cenare alla...

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Scopri Roma in bicicletta

Scopri Roma in bicicletta con Giro in Giro Dal 9 Settembre fino al 23 Dicembre, Giro in Giro organizza percorsi giornalieri in bicicletta nel centro di Roma. Un’idea carina per trascorrere qualche ora a contatto con la natura e per un tour di Roma in bicicletta! Come funziona: Per partecipare ad un mini tour di 3 ore, basta cliccare sul calendario del sito per l’itinerario preferito e prenotare subito a seconda della vostra scelta. I tour base partono secondo il calendario, quindi non per forza tutti i giorni! Una volta scelto l’itinerario basta farsi trovare nel luogo e nell’orario stabiliti nella scheda dettaglio. Per poter partecipare bisogna aver compiuto 14 anni d’età. Giro in Giro offre anche la possibilità di scegliere tour personalizzati, di uno o più giorni, sia alla scoperta di Roma in bicicletta che del resto d’Italia. Sul sito www.giroingiroinbicicletta.com puoi prendere spunto da alcuni esempi di tour già realizzati! Prezzo: Per partecipare ad un mini tour di 3 ore all’interno della città il prezzo è di 15,00 euro a persona, bicicletta e casco compresi! Le biciclette sono tutte prodotte da Lombardo Bikes, che realizza bici all’avanguardia e adatte per ogni esigenza: pieghevole, mtb o da strada. Itinerari: Gli itinerari organizzati da Giro in Giro, sono percorsi che ti permetteranno di immergerti nel verde di alcuni dei meravigliosi giardini di Roma, o tra i vicoli del centro storico. Potrete scegliere voi la data e l’ora di partenza. Appia Antica e Parco degli Acquedotti Quartiere Coppedé e Villa Torlonia Pedalata Concentrata Reliquie e Melting pot Villa Celimontana Ville e Giardini Giro in Giro offre naturalmente sconti fino al 25%, per i tour base, se si effettua una prenotazione per più persone o per un gruppo! Per i tuor di roma in bicicletta non è richiesta una preparazione atletica agonistica, ma la difficoltà e la lunghezza del percorso sono indicate nella scheda dettaglio dell’itinerario. Nel caso in cui la guida ciclo-turistica ritenga che la persona non abbia capacità motorie sufficiente, questa sarà invitata a non...

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Camminitaliani – Una staffetta da Assisi a Roma

Camminitaliani – Una staffetta da Assisi a Roma Cari Amici, Vi piace camminare e nello stesso tempo partecipare a un evento molto affascinante che valorizza l’Italia e Roma? Allora unitevi domattina alla Pro Loco Roma Capitale per fare l’ultimo tratto di “camminitaliani” organizzato con l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, una staffetta di persone partite da Assisi per il percorso “da Francesco a Francesco”! Arriveremo a Piazza San Pietro e consegneremo simbolicamente una lettera a Papa Francesco. Entreremo a far parte come testimonial attivi di questa bella sfida e potremo dire un giorno “c’ero anch’io!” . L’evento è NATURALMENTE GRATUITO, ogni partecipante riceverà un sopra giacca personalizzato per l’occasione. Ci incamminiamo dalle 7 e 30 partendo da Piazza Sempione, per info sull’evento e su come affiancarci anche durante il percorso se vi perdete la partenza (in tutto sarà poco più di un oretta e mezza) potete telefonare alla Pro Loco di Roma tel 06 899 285 33. UNA STAFFETTA DA ASSISI A ROMA 4/15 OTTOBRE 2014 Nell’ambito del progetto “Camminitaliani.it” e delle “Settimane dei Cammini”, l’UNPLI sta organizzando una staffetta a piedi ed in bicicletta lungo il Cammino di San Francesco, da Assisi a Roma. La staffetta è volta all’inaugurazione e promozione del progetto, e si concluderà a Roma, con la consegna di un messaggio in favore della cultura e del turismo al Santo Padre. I circa 300 km del cammino saranno percorsi nei giorni dal 4 al 15 Ottobre 2014. L’arrivo a Roma è previsto per Mercoledì 15 Ottobre, giorno dell’Udienza...

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Il Colle Celio

Il Colle Celio Mons querquetulanus era l’antico nome del Celio, per via delle numerose querce che ricoprivano il colle. Il nome attuale deriva da Caile Vipinnas, Celio Vibena, antico condottiero etrusco, che conquistò il colle prima di essere fatto prigioniero da Cneo Tarquinio, ed in seguito liberato dal servo Mastarna. La vicenda del condottiero fu riportata nel 48 d. C. dall’imperatore Claudio, in un discorso che lui stesso tenne al senato; appassionato di etruscologia si narra che aggiunse qualche piccolo particolare alla storia. Oggi la leggenda è rappresentata negli affreschi conservati a Villa Albani. Il terreno del Celio in origine doveva avere un gran numero di forre che con il tempo, riempitesi di detriti hanno dato luogo ad una piccola zona pianeggiante con le due cime di villa Celimontana e del Laterano. Il terreno del colle è in gran parte costituito da tufi, ma anche da sabbie e argille, dalle quali scaturiscono ancora oggi piccole sorgenti. Tra queste, la celebre fonte delle Camene, citata da Giovenale, si trovava in una valle del Celio detta Egeria, mentre un altra sorgente, quella di Mercurio, sgorgava dai fianchi del colle. Il colle fu l’ultimo tra i sette ad essere inserito nella cerchia muraria di epoca repubblicana e tuttavia era attraversato da una fitta rete viaria, che ancora oggi conserva in parte le denominazioni antiche. Nel 312 a.C. la zona venne attraversata dall’acquedotto dell’Acqua Appia e un secolo dopo dal condotto sotterraneo dell’Acqua Marcia, il cosiddetto rivus herculaneus. Al tempo di Augusto il colle divenne la seconda regio della città, ma l’incendio del 64 d.C. distrusse la parte urbana della zona, che venne privatizzata da Nerone. Il Colosseo ed altri luoghi dedicati agli spettacoli, sorsero ai piedi del Colle durante il periodo dei Flavi. L’intera area si infittì di sfarzose costruzioni signorili e Settimio Severo restaurò l’acquedotto neroniano, le cui arcate presenti ancora oggi caratterizzano la zona. Ma le ricche dimore del Celio, subirono ben presto ingenti danni a seguito del saccheggio dei Goti di Alarico, nell’anno 410. I terreni devastati furono in seguito acquisiti dalla chiesa per edificare templi, conventi e ospizi, sfruttando come basamenti le vestigia pagane. Sul Celio sorsero nel VI secolo il grande convento di San Gregorio, e nel IX secolo la diaconia di Santa Maria in Domnica e la chiesa dei Quattro SS. Coronati. Nel 1084 un altro incendio devastò la zona. Con l’incursione di Roberto il Guiscardo, i luoghi di culto e di devozione subirono un colpo gravissimo. Solo a partire dal XVI secolo, la zona conobbe una ripresa edilizia fatta di ville nobiliari e numerose vigne, tra le quali è da ricordare quella della famiglia Mattei, oggi Villa Celimontana. E’...

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Parco di Tor Fiscale

Il territorio di Tor Fiscale, inserito all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica di Roma, testimonia la presenza dell’antica Via Latina, il cui tracciato è ancora visibile in alcuni tratti ed è ricco dei resti storici di sei acquedotti, di Sepolcri e di Ville Romane di epoca imperiale. Il parco di Tor Fiscale prende il nome da un’ antica torre medievale ancora ben conservata, la Tor Fiscale, alta circa 30 metri e risalente al XII-XIII sec. d.C. ma il territorio del Parco è ricco di monumenti di ogni epoca come il Tempio del dio Redicolo, il Ninfeo di Egeria, la chiesa di Sant’Urbano, le torri medievali, il complesso delle Tombe Latine e il Parco degli Acquedotti, con gli imponenti ruderi delle condotte che rifornivano d’acqua Roma. La superficie del territorio compreso nel Parco di Tor Fiscale è di circa 3.400 ettari e comprende la via Appia Antica, la valle della Caffarella, l’area archeologica della via Latina, l’area archeologica degli Acquedotti (240 ettari), la Tenuta di Tormarancia e quella della Farnesiana. La proprietà del parco è per almeno il 95% privata, con una forte prevalenza delle famiglie della vecchia aristocrazia, circa il 25% appartiene a società pubbliche e private e la restante parte è suddivisa tra piccole proprietà private, enti religiosi e un 5% costituisce il patrimonio demaniale. Parco di Tor Fiscale: storia e paesaggio Gli aspetti originari del paesaggio della zona sono stati modificati dall’attività del Vulcano Laziale, cominciata circa 600 mila anni fa che ha modellato il territorio rendendolo in alcuni punti pianeggiante ed in altri più ondulato. In epoca repubblicana e durante i grandi insediamenti dell‘età imperiale la presenza dell’uomo ha modificato notevolmente il paesaggio di questa parte dell‘Ager Romanus. La creazione della via Appia creò nuovi elementi paesaggistici tra cui il sistema delle tombe, dei templi e degli impianti funerari, poi quello delle locande, dei punti di sosta e di ristoro per i viaggiatori. In seguito alla feudalizzazione dell’area, in epoca medievale, sorsero possenti castelli e il territorio, sempre più spopolato, fu caratterizzato dalle torri baronali fino a quando, nel XVII secolo il territorio della via Appia fu segnato dal quasi totale abbandono delle attività produttive e dallo spopolamento degli insediamenti. Tra il ‘600 e l’800, il paesaggio viene visto in modo più suggestivo e romantico, soprattutto da letterati e artisti mentre, nel ‘900, lo sviluppo e il progresso provocano un’urbanizzazione selvaggia e molto abusivismo che ha comportato una distruzione della continuità storica e ambientale del territorio. Il parco oggi Il Parco di Tor Fiscale a Roma costituisce uno dei “polmoni verdi” dell’Urbe e mantiene una ricchezza faunistica e floristica piuttosto importante. Si trova in via dell’Acquedotto...

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Festival Internazionale del Film di Roma – Ottobre 2014

Festival Internazionale del Film di Roma Auditorium Parco della Musica 16/25 Ottobre 2014 Date anticipate rispetto all’anno precedente, per la nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, che si terrà come di consueto all’Auditorium Parco della Musica, sotto la direzione artistica di Marco Müller. La selezione ufficiale della nona edizione è suddivisa in quattro linee di programma: Cinema d’Oggi, che racchiude una serie di lungometraggi di giovani autori ed autori affermati con la proiezione di alcune prime mondiali; Gala, il festival stesso l’ha definita come una serie di pellicole “popolari ma originali”, di Gala fanno parte solamente lungometraggi in anteprima mondiale, internazionale o europea; la selezione Mondo Genere racchiude invece film appartenenti a diversi stili cinematografici, anche qui sono ammessi alla selezione lungometraggi in anteprima mondiale, internazionale o europea; per ultima Prospettive Italia si occupa invece di nuove linee di tendenza del cinema in merito al cinema italiano. Al termine di ogni lungometraggio, saranno gli spettatori stessi a poter esprimere il proprio giudizio sul film, il quale riceverà un premio in base alla categoria. Sezione a parte, si riconferma anche quest’anno Alice della Città, selezione di lungometraggi dedicata ai ragazzi. Accompagneranno le quattro selezioni di quest’anno, due tra i più importanti progetti esterni alla festa del cinema: The Business Street e New Cinema Network, entrambe dedicati al mercato cinematografico. Il NCN potrebbe essere definito come un mercato si, ma un “mercato dei progetti”. Quest’anno sostiene lo sviluppo finanziario 27 progetti di film di registi emergenti di tutto il mondo. I nuovi talenti potranno, in questo modo, entrare in contatto con i più importanti esponenti dell’industria cinematografica europea. Grazie a questa iniziativa, il Festival Internazionale del Film di Roma, sostiene i produttori cinematografici, affinché i loro progetti continuino a trasformarsi in film per dare un contributo originale e forte all’industria del cinema internazionale. Il Mercato Internazionale del Film, The Business Street (TBS) è invece il “quartier generale” dei professionisti dell’industria cinematografica, la sezione specificamente dedicata alla circolazione e alla compravendita di prodotti audiovisivi. Costituisce un passo avanti nel rapporto tra industria cinematografica e componenti del mondo economico, finanziario e produttivo. Una parte del Mercato Internazionale del Film si svolgerà nei locali del Festival, a partire dal 17 Ottobre fino al 21, ed il mercato di co-produzione dei progetti, New Cinema Network avrà luogo in sedi rinomate come la terrazza dell’ Hotel Bernini. Potete consultare il programma del Festival direttamente sul sito di RomaCinamaFest, e acquistare in biglietti anche...

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La migliore pizza al taglio – Roma

La migliore pizza al taglio – Roma Per capire quali fossero le migliori pizzerie al taglio di Roma ne abbiamo sperimentate tante. Alcune le conosciamo da sempre, altre abbiamo voluto provarle su suggerimento di amici per darvi il nostro consiglio. Le pizzerie al taglio di Roma, sono tantissime, non tutte usano prodotti naturali, molte altre invece si. Di queste di cui vi parliamo oggi, possiamo assicurarvi la freschezza e la qualità degli ingredienti. E mentre scriviamo la nostra piccola recensione, in effetti, ci è venuta voglia di pizza! Roscioli: L’antico Forno Roscioli è un istituzione per i cittadini romani dal 1972. In Via dei Chiavari n.34, zona Campo de’ Fiori, la famiglia Roscioli si tramanda da tre generazioni la passione per gli ingredienti della panificazione. Qui, in realtà, ci veniamo da quando eravamo piccoli, e lo stesso vale per la generazione dei nostri genitori. Negli ultimi anni il locale è stato ristrutturato, ma nulla di quel sapore di pizza romana appena sfornata è andato disperso. Farcita con la mortadella, margherita, o semplicemente rossa, la pizza di Roscioli ti rende parte della tradizione romana per la pizza al taglio. Panificio Mosca: Il Panificio Mosca, in Via Candia n.16, è il panificio in eccellenza per gli abitanti della zona Prati. Anche qui la tradizione per la pizza e per gli ingredienti naturali è portata avanti da almeno un secolo. La pizza al taglio è squisita, bassa e “scrocchiarella”; a noi è piaciuta tantissimo quella ripiena con il prosciutto cotto. La qualità dei prodotti è ottima e i prezzi nella media. Sono da provare anche le pizzette rustiche ed altre piccoline, farcite con vari ingredienti come zucchine, salsiccia, olive e pomodorini. Feliziani: Il Forno Feliziani, si trova sempre in Via Candia al n.61. Il locale è moderno, e ben arredato. Tutti i prodotti dietro al bancone hanno un bellissimo aspetto: pane, pizza, biscotti, dolci, catturano la nostra attenzione. Abbiamo provato, sotto suggerimento, la pizza genovese, che vi consigliamo di assaggiare perché è veramente buona e abbiamo acquistato dei frustini di pane da portare via. Oltre la pizza, infatti, il pane è il punto forte del locale. Frontoni: La storica pizza al taglio Frontoni si trova in zona Monteverde, lungo Circonvallazione Gianicolense (altezza Piazza San Giovanni di Dio). Qui l’ottima pizza alla romana è farcita in base ai vostri gusti e la panzanella è la specialità della casa. Alcuni amici hanno confermato la qualità del reparto rosticceria e dei primi piatti. Pizzarium: Pizzarium, di Bonci Gabriele, si trova in Via della Meloria (Metro A – Cipro). I tanti commenti positivi per questa pizzeria Gourmet che riempiono ogni portale web, ci hanno spinto a farci un salto. Che il posto è...

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La Chiesa di San Teodoro

La Chiesa di San Teodoro Nei pressi del Circo Massimo vi è la Chiesa di San Teodoro, che da il nome alla omonima via. Secondo la tradizione la chiesa sorge vicino al Lupercale, la grotta in cui Faustulo scoprì i gemelli Romolo e Remo con la lupa. Le origini della Chiesa risalgono all’incirca al IV secolo. Fu dedicata a San Teodoro per via dell’influenza Bizantina che l’intera zona subì tra il VI e l’ VIII secolo. San Teodoro fu un famoso soldato dell’Oriente, proveniente da Sicea in Galizia, conosciuto anche come Teodoro Tiro, dal latino tyron che significa soldato. Fu, in principio, un soldato romano del Ponto, storica regione dell’Asia Minore, e luogo in cui era presente un santuario dedicato a lui. Era considerato santo sia dalla chiesa cattolica che dalle chiese orientali. Morì sotto tortura ad Amasea nel Febbraio 306 per via di accuse che lo ritenevano colpevole di aver incendiato un tempio pagano. La Chiesa, costruita sui resti del santuario più antico, è realizzata a pianta circolare, preceduta da un protiro in laterizio con davanti un ampio sagrato raccordato con due scale. L’edificio è coperto da una cupola, realizzata per opera di Bernardo Rossellino, la quale costituisce a Roma il primo esempio di cupola con coste e vele. L’abside è ornata da un mosaico del VI secolo raffigurante Cristo con i SS. Pietro, Paolo, Teodoro e Cleonico. San Teodoro fu più volte ricostruita nel corso della storia: durante il pontificato di papa Nicola V, dove perse il suo status di chiesa titolare, e durante il periodo di Clemente XI, il quale decise di restaurarla per mano di Carlo Fontana. E’ all’architetto svizzero, infatti, che si deve il cortile esterno alla Chiesa. La Chiesa di San Teodoro fu per molto tempo il luogo in cui si riuniva la Confraternita del sacro Cuore del Gesù, detta dei sacconi Bianchi, a cui appartenevano Papi, Cardinali e...

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Casina del Cardinal Bessarione

Casina del Cardinal Bessarione  Bessarione era un Cardinale e umanista Bizantino di origine turca, nato a Trebisonda nel 1403. Fece realizzare il complesso residenziale situato lungo via di Porta S. Sebastiano, durante la prima metà del quattrocento. Probabilmente agli inizi era compreso nel progetto anche l’ospedale annesso alla chiesa di S. Cesareo. Il Cardinale, morì a Ravenna nel 1472, e il casolare venne abitato da Giovanni Battista Zeno, uno dei più noti cardinali italiani, meglio conosciuto come “il Cardinale di Vicenza”. Battista Zeno sottopose la struttura a dei cambiamenti, apportando lo stemma della propria famiglia in bella vista. L’edificio quattrocentesco si affaccia su strada con una parete sulla quale si aprono quattro piccole finestre con cornice in travertino, protette da una grata, e con due soprastanti finestre a croce guelfa, anch’esse incorniciate in travertino. Il tetto, a quattro spioventi piuttosto aggettanti, protegge la sottostante fascia , ornata da un motivo floreale. Nel seminterrato vi è una piccola stanza, ornata da affreschi rappresentanti un tronco d’albero e motivi vegetali. Da qui si accede al primo piano, sede dell’abitazione vera e propria; da un loggiato completamente affrescato e sostenuto da colonnine di riporto, si entra nel salone decorato a fresco con girali di acanto e festoni di frutta e fiori e da una Madonna con S. Caterina d’Alessandria e  altri santi. La Casina costituisce uno straordinario esempio di villa rinascimentale extraurbana, ed è per questo che è stata sottoposta a recenti interventi di manutenzione; il giardino all’italiana e gli arredi di cui è stata dotata, ricreano la suggestiva atmosfera che aveva voluto dare il Cardinal Bessarione. Oggi non è possibile visitare la Casina del Cardinal Bessarione in quanto una delle sedi di rappresentanza del comune di Roma, utilizzata per ospitare convegni e riunioni dell’Amministrazione Comunale. Fonte: Comune di Roma – Itinerari...

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La Capra Rampante

La Capra Rampante: Slow Market, Bio e KmØ Prendi un supermercato biologico, scegli la giusta location, realizza un ambiente moderno ed accogliente e il gioco è fatto. Ed è per questo che la nostra recensione per la Capra Rampante, non può che essere positiva, dato che ne siamo rimasti totalmente ammaliati. Scopriamo per caso questo supermarket Bio durante tour in bicicletta nei pressi di Castel Sant’Angelo. Un punto vendita, aperto da poco, si trova tra Via di Porta Castello 36 e un altro in zona Flaminio, precisamente in Via Donatello 65. Da dove iniziare…Forse dalla cordialità del personale, sembra banale dirlo ma è così. Ci hanno fatto entrare con le biciclette dato che non avevamo la catena, come se (giustamente) a loro non creassimo nessun problema. All’interno tutti i prodotti sono così colorati e disposti precisamente, che mentre cammini tra gli scaffali, non realizzi che sei alla fine in un supermercato. La Capra Rampante è infatti un supermercato a tutti gli effetti che, a differenza degli altri, vende prodotti Biologici. Dalla frutta, alla verdura, alla marmellata, alla pasta, qui potete trovare ciò di cui ha bisogno la vostra dispensa, solo che a KMØ. Il nostro piccolo “tour” dentro il negozio, dura anche più del dovuto, sia perché abbiamo esaminato scaffale per scaffale, sia perché c’era una piccola degustazione gratuita. Abbiamo potuto assaggiare una marmellata alla nocciola (buonissima) nel reparto “colazione/dolci” ed una salsa ai carciofi con delle sfogliatine di pane, dei grissini e delle patatine. Alla fine abbiamo comprato della frutta per una merenda veloce, e la vera e propria spesa l’abbiamo fatta qualche giorno dopo. Possiamo ammettere con tutta franchezza, che l’insalata ha veramente il sapore di insalata, e che gli hamburger con le verdure sono deliziosi. Il nostro consiglio per voi, è naturalmente quello di farci un salto, non serve essere a conoscenza dello studio di prodotti Bio o ferrati nell’argomento Slow-Market, basta lasciarsi guidare dall’aspetto invitante dei prodotti! Intanto noi vi lasciamo una piccola guida online: RomaBiologica, dove potrete scoprire tutti i ristoranti e le news in merito ai prodotti biologici della...

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Chiesa dei Santi Nereo e Achilleo

La Chiesa dei Santi Nereo e Achilleo La Chiesa cristiano cattolica di rito romano è dedicata ai Santi Nereo e Achilleo, il cui culto risale al IV secolo. Si trova nei pressi delle Terme di Caracalla, nel luogo del titulus fasciolae, noto da una testimonianza epigrafica del 377. Questo nome deriva da un episodio che sarebbe avvenuto esattamente in questo luogo. San Pietro durante la persecuzione neroniana dei Cristiani di Roma, fuggito dal carcere Mamertino, percorreva la Via Appia per lasciare la città e scampare così alla morte. Giunto nel luogo dove sarebbe poi sorto il titulus, dalla sua gamba, ferita dalle catene durante la prigionia, cadde una benda che la proteggeva: la fasciola. Poco dopo Pietro incontrò Gesù, cui rivolse la famosa frase “Domine Quo Vadis?” Dalla risposta Pietro comprese la propria debolezza e tornò a Roma per subire il martirio. Nel 595 compare la prima denominazione di titulus dei Santi Nereo e Achilleo. Nel 814, per bonificare la zona papa Leone III spostò la chiesa nel sito attuale, ornandola con mosaici, di cui rimane qualcosa solo sull’arco trionfale. Da quel momento la chiesa cadde in rovina per via del suo isolamento. Solo durante il Giubileo del 1475, papa Sisto IV la fece restaurare, riducendone le dimensioni e sostituendo le colonne delle navate con dei pilastri ottagoni. L’aspetto attuale della chiesa è dovuto al Cardinal Baronio che, sempre in occasione di un Giubileo, in questo caso del 1600, fece affrescare l’abside e le navate e aprì sotto l’altare maggiore una confessione. Qui vennero trasportate le reliquie dei Santi Nereo, Achilleo e Domitilla, provenienti dalla chiesa di San Adriano al Foro romano. Le decorazioni pittoriche sulla facciata della chiesa, risalenti agli interventi del 1600, sono oramai quasi del tutto scomparse. Il portale ha una struttura molto semplice, ed è fiancheggiato da due colonne in granito che sostengono un timpano triangolare. L’interno della chiesa è a tre navate, divise da quattrocenteschi pilastri ottagonali voluti da Sisto IV. Le decorazioni pittoriche del 1600 sono visibili anche all’interno, nella parte della navata centrale e di quelle laterali, della contro facciata e dell’abside. Gli affreschi più belli sono quelli che raffigurano le storie dei Santi Nereo e Achilleo e di Santa Domitilla. La contro facciata presenta al centro la Gloria dei Santi Nereo e Achilleo; al di sopra sono gli apostoli Pietro e Paolo e al di sotto Santi Gregorio e Clemente. Di particolare interesse è il mosaico che adorna l’arco dell’abside, pesantemente restaurato nel XIX secolo, raffigura l’Annunciazione, la Trasfigurazione e la Theotokos. Fonte: Comune di Roma – Itinerari...

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Santa Maria in Tempulo

La Chiesa di Santa Maria in Tempulo In Piazza di Porta Capena, sul lato della piazza in direzione delle Terme di Caracalla, si trova la Chiesa di Santa Maria in Tempulo, oggi sconsacrata e di proprietà del comune di Roma. La chiesa sorge nel luogo in cui, anticamente, vi era l’ Area Apollinis, una piazza con un monumento quadrato, probabilmente una fontana. La zona era al tempo un tratto urbano dell’ Appia Antica. Un documento rinvenuto, ci attesta  che l’origine del Monasterium Tempuli sia riconducibile all’ anno 806, anche se le analisi murarie dell’edificio non confermano la stessa teoria. Le fondamenta risalgono alla fine del VI secolo, quando una comunità religiosa greca edificò sui ruderi dell’ Area Apollinis un primo oratorio dedicato a Sant’Agata. Il primo oratorio svolgeva probabilmente funzione di diaconia. Si trovava difatti a ridosso della Via Appia, luogo ideale per l’accoglienza di pellegrini provenienti da sud e dall’oriente. Nell’ anno 846 l’oratorio fu coinvolto nel saccheggio dei saraceni, ma ciò non fermò la fortuna del monastero: nel 905 papa Sergio III, emanò una bolla in cui confermava al Monasterium Tempuli delle proprietà sulla Via Laurentina. La bolla di Sergio III rimane importante per la storia della chiesa, in quanto è l’unico momento in cui è citata la famosa icona acheropita di Santa Maria in Tempulo. La chiesa ha subito numerosi cambiamenti in base alle epoche e agli architetti che l’hanno rinnovata. Dagli inizi del Seicento, il destino di Santa Maria in Tempulo si lega a Villa Mattei, l’attuale Villa Celimontana. Ciriaco Mattei, tra il 1581 ed il 1586, aveva decido di rinnovare la vigna sul Celio, venduta in dote alla moglie, servendosi di prestigiosi architetti tra cui Jacopo Del Duca, allievo di Michelangelo. E’ in questa occasione che la Chiesa fu annessa alle loro proprietà e trasformata in un ninfeo. Intorno alla metà del 1700, un libro di appunti contenente la pianta di Roma, riporta invece, la descrizione dell’edificio come quella di un fienile. Solo nel 1927 lo Hülsen, riconobbe quanto rimaneva dell’antico e gliorioso monastero e la chiesa si salvò, invece di essere demolita come altre strutture medievali della storia. Attualmente  Santa Maria in Tempulo è stata restaurata ed è utilizzata dal Comune di Roma  come luogo di celebrazioni di matrimoni civili....

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Il Colle Aventino

Il Colle Aventino Tra i sette colli di Roma, il colle Aventino può essere considerato il colle della poesia. Suggestionati dalla sua serena bellezza, poeti come D’Annunzio e Carducci, ne hanno cantato lo splendore nei loro versi; lo stesso Mazzini, al quale è dedicato un monumento in Piazza Ugo La Malfa, affacciatosi da quello stesso punto verso la città, abbassò lo sguardo attonito, senza sorridere di fronte a tanta magnificenza. Origine del nome Numerose sono le interpretazioni del nome Aventino: qualcuno lo fa derivare da aves. La parola aves, indicava una specie di uccelli, che Remo scorse durante la gara con il fratello Romolo per decidere in quale luogo dovesse sorgere Roma. Altri studiosi lo collegano al termine adventus, raduno per le riunioni che vi tenevano i plebei in occasioni delle celebrazioni di Diana. Un’antica leggenda inoltre, narra che qui fu sepolto Aventinus, il re di Albalonga, morto per essere stato colpito da un fulmine. Storia dell’Aventino Durante la Monarchia e la Repubblica l’Aventino fu il quartiere della plebe di Roma, che lo abitò densamente e che qui si ritirò durante le storiche secessioni, che segnarono le sue lotte per l’ottenimento dei diritti giuridici e politici. Sebbene le antiche mura serviane avessero incluso il colle nella loro cerchia, esso fino al tempo di Claudio, venne mantenuto al di fuori del pomerium, la cinta sacra della città, forse per la presenza del tempio di Diana, sede della confederazione latina. Nel 451 a.C. la plebe si ritirò in armi sull’Aventino dopo un ennesimo sopruso della cerchia dei decemviri, capitanati da Appio Claudio, eletti per redigere le Dodici Tavole e presto trasformatisi in oligarchi. La crisi politica si concluse con il suicidio di Appio Claudio, l’ottenimento dei diritti richiesti e il rientro della plebe in città. L’Aventino fu anche il luogo dell’estrema resistenza di Caio Gracco e dei suoi sostenitori e, in età contemporanea, furono detti “aventiniani” i deputati italiani che, nel 1924, rifiutarono di entrare nell’aula di Montecitorio per protestare contro il delitto Matteotti. Durante l’antichità il Monte fu sede di un gran numero di templi quelli del Dio Mercurio, di Iuventas e di Diana; quelli di Cerere, Libero e Libera, di Vertumnus, di Consus, della Luna, di Iuppiter Liber, di Libertas, di Flora e di Summanus. Dov’è ora la Chiesa di S. Prisca, pare vi fosse un edificio sacro a Minerva; dov’è ora Santa Sabina, il tempio di Giunone Regina, cui ad ogni primavera salivano in processione le zitelle romane; e nei pressi dell’attuale Sant’Alessio quello di Iuppiter Dolichenus. Età Imperiale e decadenza Trasformatosi tra la Repubblica e l’Impero in un luogo di dimore lussuose, sull’Aventino sorsero le Terme Surane, quelle Deciane e quelle di Varo e Stilicone. Vi...

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La Dogana Food

La Dogana Food in Via del Porto Fluviale Se avete voglia di assaporare la cucina orientale in una moderna location al centro di Roma, la Dogana Food fa al caso vostro. Ambiente ristrutturato di recente nei minimi particolari, il ristorante è il luogo ideale dove poter gustare piatti tipici orientali accostati alla tradizionale cucina italiana. Di fatto la Dogana Food è cucina cinese, cucina giapponese, cucina thailandese, cucina italiana e cucina sud-americana, fuse in un unico mix, per lasciare a voi la scelta tra un menù orientale e un menù occidentale. Tutte le sere potrete selezionare i prodotti tra un diversificato buffet a base di pesce, carne, verdure, che offre qualità e genuinità. Tutto fresco e preparato al momento, sarete voi a scegliere il miglior filetto o la migliore spigola da farvi cucinare sul momento dagli chef che vi aspettano nella cucina a vista al centro del ristorante. La formula della Dogana Food è un buffet illimitato con prezzo fisso, ad esclusione delle bevande. E’ qui che si concentra la formula del mix di sapori, per lasciare a voi la scelta di poter gustare le specialità di diversi paesi nello stesso menù ad un unico prezzo. Un idea originale per accogliere il cliente nel migliore dei modi. La Dogana Food Via del Porto Fluviale 67/b Aperto tutti i giorni, Pranzo dalle 12:30 alle 15.00 Cena dalle 19:30 alle 24.00 Telefono 06...

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La Casa dei Pupazzi

La Casa dei Pupazzi – Palazzo Crivelli Siamo in Via di Banchi Vecchi, zona Campo dei Fiori, precisamente al numero civico 22 e qualcosa cattura la nostra attenzione. E’ la facciata della Casa dei Pupazzi, abitazione di un orefice milanese. L’orefice in questione era Gian Pietro Crivelli, un membro dell’università degli Orefici e più volte console e camerlengo. Decide lui stesso di far costruire l’intera palazzina intorno al 1538 e la commissiona ad un architetto di cui non si è mai scoperto il nome. Palazzo Crivelli rappresenta con Palazzo Spada un “unicum” dato che, insieme, sono gli unici due edifici di Roma a possedere una facciata decorata a stucchi. La particolare facciata è realizzata interamente in stucco con intenti auto celebrativi. Le decorazioni sono diverse e suddivise nei vari piani dell’edificio. Al pianterreno una porta rettangolare con un architrave su mensole riporta l’iscrizione: “Io. Petrus. Cribellus. mediolanen.(sis.) sibi. ac. suis a. fundamentis. erexit.” ovvero “Gian Pietro Crivelli milanese eresse dalla fondamenta per sé e i suoi familiari”. Il primo piano comincia ad essere più decorato. Quattro finestre rettangolari, si dividono coperte da stucchi con trofei di scudi e corazze. Alcuni grotteschi mascheroni e delle teste leonine sormontano le decorazioni. Un’altra incisione è dedicata agli stemmi di alcuni pontefici; gli stemmi non sono ben definiti a seguito di abrasioni, ma l’incisione ci fa capire a chi appartenevano: Giulio II della Rovere, Paolo III Farnese, e Urbano III nonché antenato del proprietario. Al secondo piano le decorazioni si arricchiscono, le finestre sono sormontate da timpani curvi e triangolari e dei puttini sorreggono alte candeliere. Sopra i timpani curvi, coppie di satiri sollevano lunghi festoni. Il terzo ed ultimo piano è strutturato come una loggia, dove le paraste sono state erette con capitelli corinzi; le quattro finestre sono due curve e due rettangolari. Sopra le finestre rettangolari, sono stati raffigurati due importanti episodi accaduti durante il pontificato di Paolo III. In uno è rappresentato Carlo V che bacia il piede al papa e nell’altro, Paolo III si riconcilia con Carlo V e Francesco I da Nizza. E’ un peccato non poter attribuire il merito per le bellissime decorazioni che avvolgono Palazzo Crivelli o Casa dei Pupazzi. Alcuni studiosi avevano ipotizzato che il lavoro fosse opera di Giulio Mazzoni, autore degli stucchi di palazzo Spada, ma studi recenti hanno invalidato la seguente ipotesi. Fonte: “Roma da Scoprire” – Ludovico...

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Santi Giovanni e Paolo al Celio

La Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio La Basilica dei Santi Giovanni e Paolo situata sul colle Celio, sorge su un gruppo di vecchie case appartenenti al II secolo d.C. La costruzione avviene nel 398, per opera del senatore Bizante e di suo figlio Pammachio. Una leggenda narra che i Santi Giovanni e Paolo, omonimi degli apostoli, sarebbero stati due ufficiali dell’impero, convertitisi al cristianesimo e decapitati nel 361 d.C. per merito dell’Imperatore Giuliano l’Apostata. Le prime notizie catastali della chiesa risalgono al 440, sotto il pontificato di Leone I, in cui la chiesa era menzionata come “Titulus Pammachii”. E’ dal 500 d.C. che appare la dicitura odierna. Nel 1084 la Basilica viene saccheggiata dai Normanni, subendo da qui in poi svariate trasformazioni interne ed esterne fino al Novecento, data in cui il cardinale Spellman, arcivescovo di New York, finanzia i lavori per  restaurare l’antica facciata, il portico e il campanile paleocristiano. Il portico ionico, costruito con otto colonne antiche, regge un architrave sul quale vi è un’iscrizione dedicatoria. Il portale cosmatesco è affiancato da due leoni del XII secolo ed esistono tracce di affresco dello stesso periodo. L’interno della chiesa è costruito a tre navate, ed è stato restaurato durante il 1700 dagli architetti Canevari e Garagni, riutilizzando sedici colonne originarie del IV secolo. Il soffitto oggi rimane intatto, è infatti possibile ammirare l’originale cinquecentesco. All’interno della Chiesa è presente la cappella di S. Paolo della Croce, fondatore dei passionisti, officiatori della Basilica. I resti dei Santi Giovanni e Paolo sono custoditi all’interno della Basilica in un’antica vasca in porfido, il luogo della sepoltura è indicato da una lastra tombale a metà della navata maggiore. Fonte: Itinerari Romani – Comune di Roma –...

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Taste of Roma

Food experience: Taste of Roma  Roma, Auditorium Parco della Musica 18 – 21 Settembre 2014. Location e date da ricordare per Taste of Roma, una full immersion nel cibo, con piatti preparati dai migliori chef italiani del momento. 12 per l’esattezza, alla guida di alcuni dei ristoranti migliori della capitale: Giulio Terrinoni, Riccardo di giacinto, Danilo Ciavattini, Andrea Fusco, Cristina Bowerman, Angelo Troiani, Anthony Genovese, Daniele Usai, Francesco Apreda, Heinz Beck, Fabio Ciervo e Roy Caceres. Taste of Roma vi aspetta con degustazioni, laboratori, incontri con i migliori esponenti di enogastronomia, dimostrazioni dal vivo di selezionati chef italiani e la possibilità di partecipare a corsi di cucina. Electrolux, partner ufficiale dell’evento, propone l’ Electrolux Chefs’ Secrets, corsi interattivi che ti permetteranno di cucinare e raccogliere suggerimenti e tecniche da alcuni degli chef più importanti in Italia. Partecipando ai corsi Electrolux scoprirete anche i più recenti metodi di cottura, studiati e presentati attraverso gli innovativi elettrodomestici.Un altra esperienza da non perdere, se amate curiosare dietro le quinte, sono i laboratori di Coquis – Ateneo Italiano della Cucina. Curiosare dietro le quinte perché i workshop di Coquis evocano un pochino il retrobottega degli artigiani. Quindi, chiunque di voi voglia “sporcarsi le mani” può accedere all’evento prenotandosi direttamente in loco e possedendo uno dei biglietti di ingresso della manifestazione. Taste of Roma, non è solo gastronomia. Porte aperte per il Wine Caveu, con appuntamenti dedicati per preziosi vini introvabili sul mercato. I biglietti per l’ingrasso al Festival sono acquistabili direttamente sul sito  www.lisclick.com o presso i punti...

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Giovanni Paolo Pannini e Roma

Giovanni Paolo Pannini e Roma Giovanni Paolo Pannini [ detto anche Panini ] è nato a Piacenza nel 1691, arrivato a Roma a 20 anni, nel 1711, inizia gli studi di disegno presso Benedetto Luti, si crea una discreta fama come decoratore ma sono i suoi paesaggi che l’hanno consegnato alla storia, Roma rimarrà la sua città fino alla morte sopraggiunta nel 1765, sue opere più famose sono conservate al Metropolitan Museum of Art di New York. vista-di-roma-modernavista-di-roma-antica Giovanni Paolo Pannini non è romano ma è uno dei pittori che meglio a capito Roma, i suoi due capolavori : Galleria di Quadri con viste dell’Antica Roma e  Galleria di Quadri con viste della Roma Moderna continuano a raccontare una Roma che ancora esiste, anzi da allora non è poi cambiata molto, Roma è solo Impero o Barocco, sembra quasi che tra i due periodi non sia successo niente, tutto immobile sotto questo cielo insomma. Giovanni Paolo Pannini ed il futuro di Roma Personalmente ho sempre amato questi que dipinti del Pannini ma c’è un altra domanda che mi sono sempre fatto, quali sarebbero le viste della Roma contemporanea? Pannini cosa avrebbe scelto per simboleggiare la contemporaneità? Escluso il Palazzo della Civiltà e forse il Palaeur non mi viene in mente niente al di fuori dei centri commerciali, voi cosa ne pensate? Quali sono sono i simboli della Roma...

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EUR l’ultima ambizione di modernità

EUR l’ultima ambizione di modernità EUR [ Esposizione Universale Roma ] è probabilmente l’ultimo progetto architettonico davvero ambizioso che sia stato concepito a Roma negli ultimi 70 anni, progettato a scopi espositivi, col tempo è diventato una specie di down town romano [ a Roma niente è veramente quello che dovrebbe essere ]. Roma viene descritta nei luoghi comuni come la città utopica con tendenze monumentali, di certo è innegabile che i primi edifici, più che al razionalismo italiano, guardavano alla pittura metafisica, l’esempio lampante è il Palazzo della Civiltà o meglio noto come Colosseo Quadrato che sembra appena uscito da un quadro di De Chirico, basta osservarlo per 5 minuti per capire che il suo aspetto ha qualcosa che penetra la realtà. EUR alcuni paradassi del presente Palalottomatica [ ex Palaeur ] : Gioiello architettonico degli anni sessanta non ha più finalità solo sportive, anzi ormai non ci si gioca più a Basket e viene usato principalmente per i concerti ed i grandi eventi sportivi al coperto. L’Acquario : Uno dei progetti più interessanti è il Mediterraneum nuovo acquarium Romano che sta nascendo sotto il laghetto, uno dei luoghi più caratteristici del quartiere, certo era prevista l’apertura nel 2013, poi slittata al 2014 ma ancora non avvenuta. La Nuvola : Altro progetto molto interessante che non riesce ad essere concluso, dovrebbe diventare uno dei centri congressuali più importanti della città ma soprattutto abbagliare con le sue linee futuristiche. In conclusione l’EUR è un quartiere moderno che ospita molti gioielli architettonici, zone residenziali ed uffici, certo rimane quella sensazione d’incompiuto, nel senso che l’EUR potrebbe essere molto di più soprattutto per il business ma c’è qualcosa che in un certo senso ne blocca le potenzialità.  ...

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Internazionali d’Italia, la Roma che funziona

Internazionali d’Italia, la Roma che funziona Lo sport è un grande maestro di vita, si sa, in questo caso potrebbe essere un esempio concreto da seguire per la città, che ha bisogno di una scossa per svegliarsi dal torpore in cui è caduta negli ultimi 10 anni la capitale d’Italia ma quale evento è stato così virtuoso da poter essere imitato? Semplice gli Internazionali d’Italia. Internazionali d’Italia : un successo ? Fatturato totale : 23 milioni di € [ triplicato rispetto all’edizione 2012 ] Fatturato biglietti : 7,8 milioni di € Record di Presenze Giornaliero : 32026 spettatori I fatturati e le presenze del torneo sono impressionanti, ancora di più se si pensa che neanche 10 anni fa gli Internazionali erano sul punto di sparire, ma come è stato possibile ottenere risultati del genere? Sicuramente il primo passo è stato riuscire ad assicurarsi i tennisti migliori del circuito, quindi la qualità premia sempre, poi naturalmente l’unificazione della manifestazione maschile e quella femminile ha aumentato di molto l’appeal del torneo, completano il tutto i nuovi impianti ed il miglioramento dell’intrattenimento durante e dopo le gare e ultimo elemento ma non per questo meno importante il supporto del sistema tennis al torneo. Internazionali d’Italia : come applicare il successo alla città? La qualità premia sempre, questo è sicuramente il primo concetto che la città dovrebbe far suo, le eccellenze, il meglio attira sempre un tipo di pubblico con una disponibilità di redditto maggiore, miglioramento dei trasporti pubblici, qui il problema non è la linea C ma che ci vorrebbe anche una linea D, E, F, G ed una circolare, valorizzare la storia ma non guardare con snobbismo al pop. Internazionali d’Italia : PS E’ già possibile acquistare i biglietti per gli Internazionali BNL d’Italia 2015 : Acquista...

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Roma città universitaria

Roma città universitaria Roma è la città italiana con più studenti universitari, un esercito di quasi 200000 persone, di cui almeno 40000 fuori sede,la parte del leone la fa La Sapienza con più di 100000 iscritti che la rendono la più grande università italiana per numero di studenti, quindi è normale che Roma abbia una vita universitaria molto dinamica che influisce sulle dinamiche cittadine in modo molto marcato, basti pensare a San Lorenzo uno dei poli della vita notturna romana monopolizzato dagli studenti universitari. Roma città universitaria : quantità vs qualità Se il numero degli studenti è da primato lo stesso non si può dire della qualità dell’insegnamento, nessuna università romana è presente nelle migliori 100 nel mondo, a dire il vero nessuna università italiana è presente, La Sapienza è uscita nel 2006 da questa classifica e non vi è mai più rientrata, si sente il peso di una struttura organizzativa e didattica che non ha saputo adeguarsi alle evoluzioni del mercato e della società, inoltre è nota a tutti la polemica per l’influenza dei Baroni nei ruoli chiavi del mondo universitario. Roma città universitaria : gli affitti Gli studenti fuori sede ma anche gli stagisti, che sono stimati in 25000 persone, hanno influenzato i prezzi d’affitto degli immobili nelle zone limitrofe alle università, creando degli squilibri piuttosto accentuati, una singola a San Paolo [ terza università ] non si trova a meno di 500 € al mese, cifra enorme da sostenere per uno studente che non lavora, cosa che ha fatto la fortuna dei proprietari d’immobili ed espulso dalle zone universitarie le famiglie con reddito più basso. Roma città universitaria : auspici Il popolo universitario rappresenta un grande capitale umano per la capitale che dovrebbe agire per sfruttare al meglio queste potenzialità che invece continuano a rimanere latenti per moltissimi motivi che però non possono essere una giustificazione ma un punto di partenza per rendere Roma un centro di sapere internazionale in grado di influenzare i gusti del mondo come fanno oggi New York, Londra e...

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Gabriella Ferri cuore testaccino voce internazionale

Gabriella Ferri cuore testaccino voce internazionale Gabriella Ferri è stata una delle cantanti più eccentriche che Roma abbia conosciuto, amante del Folk e della canzone tradizionale romana grazie alla passione del padre per quest’ultima, non disdegnava interpretare anche la canzone popolare napoletana e siciliana ma non solo, i suoi brani, cantati in spagnolo, l’hanno resa una grande celebrità in tutto il Sud America, di certo il suo più grande merito è stata la capacità di far riscoprire canzoni ormai dimenticate e trasformarle, alle volte, in inni generazionali come per esempio La società dei magnaccioni , inno goliardico ancora molto conosciuto anche dai più giovani, un romano non è un vero romano se non ha cantato almeno una volta nella vita questa canzone o Dove sta Zazà, che ottenne così tanto successo da dar vita ad una trasmissione televisiva dal titolo omonimo condotto dalla stessa Ferri. Gabriella Ferri è cult Gabriella Ferri ha ottenuto molti successi commerciali nella sua vita artistica ma viene comunque percepita come una cantante di nicchia, una cantante cult, questo probabilmente per il suo modo di fare verace e ribelle, grazie ad una sensibilità molto marcata ha esaltato il sentimento popolare dei vecchi rioni romani prima e le borgate dopo, basti pensare che un suo pezzo, Sinnò me moro, è stata inserito nella colonna sonora del film Romanzo Criminale. Gabriella Ferri eredità Nel panorama musicale attuale non c’è nessuno/a che possa considerarsi l’erede di Gabriella, questo non vuol di certo dire che l’influenza della sua musica sia scemata anzi la musica folk e tradizionale di tutta la penisola ha imparato molte lezioni da lei, semplicemente non c’è attualmente in giro un/una cantante in grado di reggere il confronto, soprattutto a livello...

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Cinecittà world

Cinecittà world Sembra che Roma si sia votata al divertimento, dopo Magicland apre il secondo grande parco dei divertimenti della città : Cinecittà World, un nuovo sogno ispirato ai fasti del passato, quando a Cinecittà venivano creati i sogni ed i modelli che avrebbero influenzato più di una generazione di spettatori sia in Italia che nel Mondo, oggi i film non si producono più ma la magia del glorioso passato non vuole essere dimenticata e questo parco ne è la dimostrazione più evidente, personalmente penso che sia stata una grande idea e che possa diventare un punto fermo della Roma dei prossimi 20/30 anni se amplierà la sua offerta con qualità e costanza. Cinecittà World vs Magicland I due parchi hanno sicuramente una differenza di target evidente, Cinecittà World si rivolge agli adulti, Magicland alle famiglie, anche nel design questa differenza è evidente, personalmente penso che Magicland abbia puntato tutto sull’eterno bambino che c’è in noi, anche le ambientazioni sono chiaramente fiabesche, strizzando l’occhio ai cartoni animati mentre Cinecittà World è molto più glamour, più che sul sogno punta sul fascino ed il mistero delle ambientazioni, che naturalmente strizzano l’occhio alla macchina da presa, naturalmente non è che le famiglie sianio state dimenticate, anzi la maggior parte delle attrazioni sono per tutta la famiglia e la scelta ci sembra ovvia poiché l’80 % circa dei visitatori di parchi giochi è composto da famiglie. Cinecittà World le attrazioni Naturalmente essendo un parco appena nato non può contare su moltissime attrazioni, ma quelle che già presenti sono molto accattivanti, per gli amanti del brivido sicuramente Altair -roller coaster e Erawan – Drop Tower sono le scelte più indicate, io amo molto Erawan per l’elefante alla base della torre che trovo molto, molto glamour. Immancabile la visita a Ciak si gira, dove potrete gustarvi un bella mezzora di edutainment, cioè un misto tra intrattenimento e formazione, idea molto originale ed interessante. Naturalmente ci sono molte altre attrazioni da visitare ma non voglio fare troppo spoiler. Cinecittà World informazioni utili sito web : http://www.cinecittaworld.it/ per contatti...

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Bosco Parrasio

Bosco Parrasio Roma nasconde moltissimi luoghi magici, il Bosco Parrasio è uno di questi, nascosto tra il verde della collina del Gianicolo, l’accademia dell’arcadia di cui fa parte è stata fondata nel 1690 ma solo nel 1726 si trasferirà nella sede del gianicolo grazie agli aiuti ricevuti dal re del Portogallo, la Villa si sviluppa all’interno del complesso dell’Accademia dell’Arcadia che contiene anche un piccolo anfiteatro e la sua storia è un classico esempio della convivenza tra sacro e profano nella città santa, questo è il manifesto letterario dell’accademia : I fondatori, grandi uomini, della benemerita e celebre Accademia d’Arcadia ebbero per principal scopo nel prendere i nomi egli usi de’ greci pastori e persino il loro calendario, di romper guerra alle gonfiezze del secolo, e ritornare la poesia italiana per mezzo della pastorale alle pure e belle sue forme. Fingendosi pastori, immaginandosi di vivere nelle campagne, bandito ogni fasto, tolto fra loro ogni titolo di preminenza, studiando ne’ classici greci, latini, e italiani, vennero naturalmente da sé stesse a cadere quelle ampollose metafore, que’ stravolti concetti, e quello smodato lusso di erudizione, che formava la delizia non de’ poeti soltanto, ma eziandio de’ più applauditi oratori sagri, e su cui stoltamente si riponeva la sede del sublime e del bello.” Bosco Parrasio storia L’Arcadia aveva bisogno di una sede, l’accademia infatti aveva avuto solo delle sedi provvisorie,  34 anni dopo la fondazione, nel 1724 finalmente arrivò un’importante donazione dal Re del Portogallo Giovanni V, che permise la costruzione del Bosco Parrasio, l’obiettivo dell’Accademia era l’eliminazione della corruzione della poesia barocca attraverso il ritorno alla semplicità bucolica e pastorale. La struttura che oggi possiamo ammirare è frutto di un importante restauro del 1839 da parte dell’architetto Azzurri, ma lo splendore durò ben poco visto che il Gianicolo fu uno dei punti principale in cui infuriò la battaglia con i Francesi, il Bosco Parrasio divenne un campo di battaglia e fu abbandonato definitivamente nel 1891 per lo stato fatiscente degli edifici, dopo il restauro la villa è stata affittata a privati, tra cui spicca Susanna Agnelli, oggi la villa è della famiglia Carraro ed è visitabile su appuntamento. Per prenotare : Inviare una motivata richiesta al Custode generale dell’Arcadia, per il tramite della segreteria dell’istituzione (dott.ssa Giovanna Rak, info@accademiadellarcadia.it), è possibile ottenere l’autorizzazione per visitare singolarmente o in gruppo il Bosco...

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Tokidoki

Tokidoki Tokidoki è uno degli artisti contemporanei più famosi del mondo ma pochissime persone sanno che Simone Legno è romano, del resto la pop art in Italia non è presa molto seriamente, meno che mai a Roma, dove i critici sembrano odiare qualunque forma d’arte successiva al barocco, noi invece pensiamo che artisti come Tokidoki debbano essere un esempio per la città e crediamo che diffondere le loro storie possa essere un grimaldello per eliminare per sempre quella cappa di provincialismo che imprigiona Roma da decenni, se non secoli. Tokidoki : la storia La salita nell’olimpo dell’arte di Simone Legno è una specie di leggenda metropolitana moderna, tutto iniziò nel 2003 quando The Indipendent inserisce il suo sito tra i 10 migliori della settimana, grazie alla grande visibilità offerta da questa vetrina viene notato da  Hard Candy co-fondatrice di Pooneh Mohajer e suo marito Ivan Arnold, la coppia rimane così colpita dal suo stile che decide di inviargli un biglietto aereo per Los Angeles, Simone senza pensarci due volte si tuffa subito nella nuova avventura. Il suo arrivo a Los Angeles cambierà completamente la sua vita ma anche la sua notorietà, ben presto negli Stati Uniti e nel Pacifico la sua fama cresce a dismisura, in Indonesia per esempio diventa un vero e proprio idolo, la folla fa la fila per conoscerlo ed il successo commerciale non tarda ad arrivare, anche la critica inizia a conoscere ed apprezzare il lavoro di Tokidoki, le sue figure femminile sono il suo inconfondibile marchio di fabbrica. Tokidoki : Roma non ama i suoi figli? Riflettendo sulla storia di Simone Legno non possiamo fare a meno di sottolineare l’incapacità di Roma nel capire e premiare i suoi talenti, certo non è solo Roma che ha tradito Tokidoki ma tutta la sua patria, basti pensare che non c’è una pagina in italiano su Wikipedia che spieghi chi è e cosa fa Simone Legno,nella versione inglese invece gli viene riconosciuta la sua influenza su tutta la pop art contemporanea, certo lui non sembra provare rancore verso il suo paese infatti il suo sito ufficiale ha un’estensione .it, probabilmente in omaggio alle sue origini. Per saperne di più su Tokidoki visita il sito...

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Dorothy Circus Gallery

Dorothy Circus Gallery Roma è una città piena d’arte, questo è indubbio, però la città soffre di uno strano complesso narcisistico che non le permette di vedere il futuro, la città eterna è ancora troppo innamorata del suo glorioso passato e quindi tutto sembra essersi fermato al periodo barocco con qualche accenno Sabaudo e del ventennio ma niente di più, fortunatamente ci sono alcuni coraggiosi che vorrebbero trasformare Roma in senso POP per avvicinarla a città come Londra, New York, Parigi, Tokyo … Sicuramente questa strada è molto insidiosa ma del resto senza rischio non c’è possibilità di successo, Alexandra Mazzanti è una delle sognatrice che pensa che sia possibile fondere la bellezza del passato con il gusto contemporaneo, il suo capolavoro è Dorothy Circus Gallery, galleria d’arte contemporanea vicino Campo dei Fiori, che anno dopo anno è diventato un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti del Pop Surrealism. A giugno Alexandra ha rilasciato un’intervista molto interessante, ve ne proponiamo alcuni estratti : Quando hai aperto la galleria e in quel momento che stava succedendo nel mondo dell’arte a Roma? Ho aperto Dorothy Circus Gallery nel 2007, A quei tempi a Roma, ma anche in Italia, c’erano molte gallerie focalizzate sull’arte concettuale ed astratta e ogni esposizione era caratterizzata da un’atmosfera fredda ed impersonale. Secondo me le gallerie d’arte erano estranee alle rivoluzioni artiche e poetiche che stavano avvenendo nel nuovo millennio e molte di queste gallerie ignoravano la trasformazione dei gusti del pubblico a livello globale. I giovani artisti venivano semplicemente ignorati dalla cultura ufficiale mentre venivano favoriti artisti e movimenti esplosi ed accettati già da 20 o 30 anni, questi movimenti potevano quindi contare sul supporto dei soliti nomi noti della critica italiana. Collezionare arte era appannaggio solo di pochi richi e fortunati personaggi mentre nessuno pensava ai giovani collezionisti. Come si sono trasformati i tuoi gusti in fatto d’arte da quando hai aperto la galleria? I miei gusti sono solidi e stabili, ma sono comunque sempre alla ricerca di nuove proposte. Provo ad offrire al mio vasto pubblico esperienze artistiche nuove e mai viste prima, mi impegno molto ogni volta che devo scegliere un tema di ogni sigola esposizione. Amo esplorare le possibilità offerte dalla fusione tra pop art e problemi sociali, promuovere e stimolare la coscienza sociale attraverso la bellezza e la magia dei capolavori del Surrealismo Pop e della Street Art Per leggere la versione originale in inglese dell’intervista visita questa pagina Visita il sito ufficiale di Dorothy Circus...

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Le domus romane di Palazzo Valentini

Le Domus Romane di Palazzo Valentini o Palazzo Imperiali Uno dei paradossi romani più incredibili è l’eccesso d’arte e storia, a Roma: ce n’è talmente tanta che alle volte dei capolavori assoluti vengono assolutamente dimenticati. Uno degli esempi più eclatanti è Palazzo Valentini, sede della provincia di Roma, che nasconde al suo interno un vero e proprio tesoro d’epoca romana, frequentato però per lo più da stranieri, se provate a chiedere ai romani informazioni su Palazzo Valentini pochissimi vi sapranno rispondere, ma qual’è il tesoro che nasconde la sede della provincia? Le domus romane di Palazzo Valentini : il tesoro Nel sottosuolo di questo palazzo del XVI secolo si nascondono delle Domus Romane conservate benissimo che comprendono al loro interno anche un impianto termale, per poter visitare le domus è necessario prenotare con largo anticipo, non tanto per la sua fama ma per l’esiguo numero di visitatori che possono accedere giornalmente alla struttura, e vi assicuriamo che sarà un’esperienza indimenticabile, appena scese le scale che portano al livello degli scavi inizierete a percepire il fascino del luogo, mano a mano che si avanza nel percorso scoprirete che il vostro Virgilio è niente di meno che Piero Angela che vi accompagnerà con il supporto di ricostruzioni al laser attraverso il percorso monumentale. Le domus romane di Palazzo Valentini : Sorprese Durante il percorso non mancheranno piccole curiosità legate anche al Palazzo stesso, una delle cose più interessanti sono sicuramente le fosse usate per smaltire i rifiuti prodotti all’interno del complesso ed infine assisterete ad un documentario che racconta la conquista della Tracia da parte di Traiano attraverso i bassorilievi della colonna Traiana che potrete osservare da un’angolazione molto speciale, infatti c’è una grata all’altezza degli scavi che permette di osservare il monumento da un’angolazione piuttosto insolita. Per maggiori informazioni o per prenotare una visita vai al sito ufficiale...

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Destination Restaurant : Rubagalline

Dove : Via della Muratella, 535 | Localita’ Maccarese, 00148 Fiumicino, Italia Contatto : +39 06 65000137 Destination Restaurant : Rubagalline Ci sono ristoranti che da soli riescono a spingere le persone ad andare in un luogo fuori dal centro abitato solo per poter provare un’esperienza culinaria speciale promessa da questo tipo di strutture, quando succede questo ci troviamo di fronte ad un Destination Restaurant, uno dei primi ristoranti Romani a guadagnarsi questo titolo è stato sicuramente Rubagalline, che si trova a Maccarese, che è stato il primo ristorante a Roma ad offrire la possibilità di scegliere la carne al banco, oggi anche alcune catene di ristoranti come Bovas danno questa possibilità ma all’epoca era un vero must. Rubagalline : I giudizi Le recensioni del ristorante sono piuttosto contrastanti, ci sono gli amatori che difendono il posto a spada tratta e poi ci sono i delusi, la maggior parte dei quali più che dalla qualità del cibo dalla qualità del servizio, che effettivamente è la pecca principale del ristorante, di solito se non si conosce il proprietario o i personaggi storici ci troveremo di fronte un servizio non proprio impeccabile, anzi alle volte si cade persino nel menefreghismo. Il mio giudizio personale naturalmente è legato molto ai ricordi, quando penso a Rubagalline mi viene in mente quella che a Roma sud viene chiamata la fettuccia , cioè Via Portuense nel tratto extraurbano, con il verde che sembra ingoiare la strada per poi trasformarsi in una strada piena di cave e smorzi fino all’arrivo a Ponte Galeria. Segnalaci i tuoi destination restaurant preferiti Una persona da sola non potrà mai conoscere tutti i segreti di una città, soprattutto se quella città è Roma, per questo vi invitiamo a segnalarci i ristoranti per i quali siete disposti a percorre anche 25 km per poter assaporare le loro delizie, per farlo commenta questo...

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Le Torri Romane

Le Torri Romane Da qualche anno a Roma si sente il bisogno di costruire delle torri, dei grattacieli, le polemiche sull’argomento sono sempre piuttosto accese come nel caso del nuovo grattacielo della Provincia ed in parte anche per la sua “gemella” Eurosky, ma già nel medioevo la città eterna aveva sentito il bisogno di costruire le sue torri, molte sono scomparse ma dopo tanti secoli ne rimangono ancora una cinquantina a testimonianza di un’antica corsa verso il cielo che aveva coinvolto anche l’Urbe, la zona di Roma con più torri è sicuramente Ponte Garibaldi che in un raggio di 150 m comprende 3 delle torri più famose della città. Le Torri Romane : Torre degli Anguillara La maggior parte delle torri medievali sopravvissute non si trovano nella parte centrale di Roma però nel centro della città, in un’area relativamente piccola, ci sono le più famose tra cui appunto la Torre degli Anguillara che si trova su viale Trastevere di fronte a ponte Garibaldi, è conosciuta soprattutto come “La casa di Dante“, la torre è l’unica ancora in piedi nel rione di Trastevere ed è uno dei pochi edifici rimasti in piedi del complesso della fortezza degli Anguillara originaria abbattuta alla fine dell’800 nel quadro di riqualificazione urbana della città. Le Torri Romane : Torre dei Caetani o Torre della Punzella L’Isola Tiberina, nel XI e XII secolo era una piazzaforte importantissima a Roma, la roccaforte è stata costruita dalla famiglia dei Pieleoni, la Torre ancora ben conservata, testimonia il passato militare di questa minuscola isola circondata dal Tevere, almeno due Papi trovarono rifugio nella fortezza : Vittore III nel 1078 e Urbano II nel 1088, la Torre è attualmente gestita dall’Università Israelitica e viene anche chiama Torre della Punzella per via di un basso rilievo che rappresenta il volto di una giovane donna. Le Torri Romane : Torre Argentina o Torre del Papito all’Argentina La torre fù costruita nel XV secolo per volere di Johannes Burckardt, alto prelato originario di Strasburgo che in latino era chiamata Argentoratum per questo Johannes amava firmarsi Argentinus di qui il nome della struttura che si trova in Largo di Torre Argentina, zona centralissima della città famosa per i gatti che vivono all’interno dei resti archeologici visibili nel centro della...

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La Casilina

La Casilina Roma è una città famosa sin dall’antichità per le sue strade consolari, quella che ha conservato il maggior fascino è sicuramente l’Appia Antica, meta sia turistica sia per il relax cittadino dei residenti, naturalmente i tempi dell’Impero sono lontani ma anche oggi alcune strade sono una parte importante della città, la Casilina per esempio ha un fascino ed un degrado che la caratterizzano in maniera unica, nessuno potrebbe confondere la Casilina con la Tuscolana per esempio, questo è un dato di fatto. La Casilina : breve storia Via Casilina nasce da Porta Maggiore ed al tempo dei Romani era chiamata Via Labicana poiché terminava a Labicum [oggi chiamato Monte Compatri] da qui si univa alla via Latina che conduceva sino a Casilinum [la moderna Santa Maria Capua Vetere], quindi il nome le deve essere stato attribuito in tarda epoca imperiale o molto più probabilmente nel medioevo. La Casilina del dopo guerra era piena periferia se non addirittura campagna, quello che avremmo visto sarebbero stato un panorama caratterizzato da delle strutture/ruderi immerse negli orti, così descrive Tor Pignattara Pier Paolo Pasolini : « Quando ch’ebbero lasciato alle spalle, passa passo, Porta Furba e si furono bene internati in mezzo a una Shangai di orticelli, strade, reti metalliche, villaggetti di tuguri, spiazzi, cantieri, gruppi di palazzoni, marane, e quasi erano arrivati alla Borgata degli Angeli, che si trova tra Tor Pignattara e il Quadraro (…) » Con il boom economico l’area urbana di Roma ha iniziato ad allargarsi e così i confini est della città hanno iniziato a seguire la strada, decine di palazzoni e palazzine abusive hanno iniziato a comparire numerose fino a creare quartieri come il Pigneto, Torpignattara e più passava il tempo più le case avanzavano fino a creare altri nuovi quartieri come la  Borghesiana e Vermicino che attualmente sono il confino tra Roma e l’agro romano. La Casilina : Oggi Naturalmente quando si parla di Casilina non si può fare a meno di non pensare al traffico, infatti questa direttrice è uno dei punti deboli della mobilità romana sia in entrata che in uscita, non a caso la più grande opera pubblica in costruzione a Roma è la Metro C che percorrerà la Casilina da Monte Compatri al Pigneto, proprio dal Pigneto è iniziata in un certo senso la trasformazione della zona, infatti il quartiere è diventato in breve tempo una delle zone più influenti della movida Romana, trasformando i propri punti deboli in elementi di originalità in grado di attirare un pubblico trasversale da ogni quartiere di Roma. Raccontaci la tua Casilina : lascia un...

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Immagine Acheropita del Redentore a San Giovanni in Laterano

Immagine Acheropita del Redentore a San Giovanni in Laterano Roma è una città con una storia a dir poco straordinaria e piena di sovrapposizioni, questo mix di eventi ha creato talmente tanta arte e curiosità che è umanamente impossibile conoscerle tutte, uno degli scopi della Pro Loco di Roma è proprio quello di proteggere, conservare la storia della città, per esempio quanti di voi conoscono la storia della reliquia dell’Immagine Acheropita del Redentore che si può ammirare nel Sancta Sanctorum del santuario della Scala Santa? Acheropita? Già il nome tradisce il fascino ed il mistero di questa reliquia, la parola deriva dal greco, anche se le fonti sono contrastanti e significa letteralmente non fatto da mano umana, la storia/leggenda ci racconta che Maria e i discepoli chiesero a Luca un ritratto di Cristo, il loro maestro, naturalmente Luca era molto lusingato dalla richiesta e non vedeva l’ora di iniziare il suo lavoro, visto anche l’affetto sincero che provava per il suo maestro ma la storia continua raccontandoci che il futuro santo non fece in tempo ad iniziare il dipinto poiché lo trovò già finito per mano degli angeli. Questi elementi sarebbero già sufficienti per far nascere una leggenda ma la storia non finisce qui, infatti anche l’arrivo a Roma della reliquia è prodigioso secondo la tradizione, infatti l’Immagine Acheropita del Redentore era conservata a Gerusalemme almeno fino al 700, poi con l’inizio della persecuzione degli Iconoclasti costringe il patriarca della città Germano a fuggire con l’icona ma i persecutori non mollano ed inseguono senza sosta Germano e l’icona, il patriarca sentendosi ormai perso decide che è meglio gettare in mare il dipinto piuttosto che farlo cadere nelle mani dei suoi inseguitori ma una volta in acqua il quadro invece di farsi trasportare dalle correnti marine si dirige verso Roma, riuscendo persino a risalire il Tevere per poter letteralmente volare nelle mani di S. Gregorio II che aveva fatto un sogno premonitore sull’arrivo della reliquia a Roma nel 726 ca. Nei secoli l’icona è stata usata dai pontefici come strumento di persuasione facendo credere ai fedeli che il suo potere poteva essere usato per prevenire o far finire catastrofi e carestie, questo potere poteva essere sprigionato attraverso una processione solenne, oggi invece l’icona viene ammirata “solo” per il suo valore storico/artistico da migliaia di turisti ogni anno. La reliquia può essere ammirata nei sotterranei di San Giovanni in Laterano, l’aspetto attuale dell’icona è la conseguenza di un restauro del XII secolo , la versione originale invece viene datata V-VI secolo dopo Cristo, tra l’altro data non compatibile con la prima parte della...

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Villa Adriana

Villa Adriana L’Impero è al suo apice, Traiano è il nuovo Alessandro, anche i Parti sono caduti sotto i suoi colpi, in precedenza la Germania, la Tracia ed altre nazioni avevano conosciuto la sua spada, chi sarà il successore di questo grande condottiero? Con un po di sorpresa si scoprirà che il suo successore è Adriano, iberico come lui ma molto diverso nei modi e nelle ambizioni, non alzerà mai la spada contro il nemico ma guiderà l’Impero attraverso una rivoluzione economico/culturale che cambierà Roma per sempre, la sua visione del mondo è ancora visibile è si chiama : Villa Adriana. Villa Adriana come sintesi Villa Adriana nelle intenzioni del suo ideatore doveva essere la sintesi di tutto ciò che di più bello vi era nell’impero, questo lo deduciamo da Historia Augusta, Vita Hadriani, XXVI, 5 : « Fece costruire con eccezionale sfarzo una villa a Tivoli ove erano riprodotti con i loro nomi i luoghi più celebri delle province dell’impero, come il Liceo, l’Accademia, il Pritaneo, la città di Canopo, il Pecile e la valle di Tempe; e per non tralasciare proprio nulla, vi aveva fatto raffigurare anche gli inferi. » La struttura venne costruita vicino Roma, a Tibur [l’attuale Tivoli] ed aveva un’estensione di 120 ettari [ altre fonti dicono 300 ettari ] che la rendono una delle ville più grandi dell’epoca, la difficoltà della progettazione/realizzazione è dovuta all’aspetto polivalente della villa che svolgeva compiti residenziali, di rappresentanza, di servizio ed al suolo piuttosto irregolare dell’area, di seguito una ricostruzione della Villa in tutto il suo splendore. Villa Adriana gli scavi Gli scavi nella zona sono iniziati nel 1450 ad opera di Flavio Biondo , di li a poco l’interesse per la Villa si trasformò da storico in predatorio, infatti la struttura fu soggetta a razzie, soprattutto da parte dei Papi, o nel migliore dei casi usata come cava a cielo aperto, solo nel 1870 lo stato acquistò la maggior parte dei terreni, c’è da dire che comunque una parte di Villa Adriana rimane nelle mani dei privati, e inizio i lavori di scavo sistematici per riportare alla luce i segreti di questo enorme complesso che tuttavia non sono affatto conclusi. Villa Adriana oggi Oggi visitando Villa Adriana in primo luogo si viene colpiti dall’uso dell’acqua, come negli edifici del Cànopo e del Teatro Marittimo, del resto l’acqua corrente era uno dei simboli del potere di Roma e della sua evoluzione rispetto ai barbari che circondavano l’Impero di Adriano, naturalmente anche le statue, su tutte quella di Marte, ricordano al visitatore lo splendore passato, comunque tra gli edifici che compongono il complesso non vanno dimenticati il Complesso di Pecile, la Piazza d’Oro e la sala dei Filosofi. Villa...

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Tram : L’8

L’8 La mobilità ed i servizi pubblici possono cambiare completamente le abitudini di un quartiere, anche se molto antico. C’è un tram che attraversa Trastevere; il suo nome è 8 e ha cambiato per sempre la mobilità locale, soprattutto quella verso Circonvallazione Gianicolense, Monteverde e Casaletto. Proprio in quest’ultimo quartiere si trova uno dei suoi capolinea, l’altro prima stava a Largo di Torre Argentina ora si trova praticamente a Piazza Venezia. Il suo tragitto quindi attraversa tutta la circonvallazione Gianicolense e Viale Trastevere rendendoli un continuum, quasi un quartiere unico. Naturalmente il suo effetto è stato anche economico; per esempio gli alberghi di Monteverde e dintorni sono diventati molto più appetibili per i turisti dal punto di vista logistico visto che con il tram in 15 minuti possono arrivare in pieno centro città. L’8 : sono i tram la soluzione ai problemi del trasporto pubblico romano? L’8 è l’ultima linea tramviaria inaugurata a Roma nel lontano 1998, ma a ben vedere Roma non è di certo la città dei tram; basti pensare che ci sono solo 6 linee attive. Tuttavia è innegabile che le rotaie su strada hanno un costo di realizzazione molto inferiore alle metropolitane, ma soprattutto dei tempi di realizzazione molto inferiori. Questa loro caratteristica potrebbe essere la soluzione per migliorare velocemente il trasporto pubblico romano e renderlo più “umano”, anche se di certo non la soluzione definitiva. Una capitale come Roma, con dimensioni da vera metropoli ha disperatamente bisogno di una rete di metropolitane molto più estesa che possa sostenere in modo efficace trasporto locale e trasporto turistico. Linee dei tram a...

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Citazioni su Roma

Citazioni su Roma Di Roma se ne dicono tante, ma ci sono alcune descrizioni che hanno lasciato il segno più di altre, eccone alcune : Possis nihil Urbe Roma visere maius | Che tu possa vedere nulla di più grande della città di Roma Quinto Orazio Flacco «Sì, sono arrivato finalmente in questa capitale del mondo!… Attraverso le Alpi tirolesi son passato quasi di volo… L’ansia di arrivare a Roma era così grande ed aumentava talmente ad ogni istante, che non potevo più star fermo, e a Firenze non mi son trattenuto che tre ore. Eccomi ora a Roma, tranquillo, e, a quanto sembra, acquietato per tutta la vita… Tutti i sogni della mia giovinezza ora li vedo vivi; le prime incisioni di cui mi ricordo (mio padre aveva collocato in un’anticamera le vedute di Roma), ora le vedo nella realtà e tutto ciò che da tempo conoscevo, di quadri e disegni, di rami o di incisioni in legno, di gessi o di sugheri, tutto ora mi sta raccolto innanzi agli occhi, e dovunque io vada, trovo un’antica conoscenza in un mondo forestiero. Tutto è come lo immaginavo e tutto è nuovo. Non c’è che una Roma al mondo ed io mi trovo qui come un pesce nell’acqua e vi nuoto e galleggio come la bollicina galleggia sopra il mercurio, mentre affonderebbe in qualsiasi altro fluido. Non ci deve abbattere il pensiero che la grandezza è passeggera; ma piuttosto, riflettendo che il passato è stato grande, dobbiamo acquistar coraggio per produrre anche noi qualcosa di notevole, che a sua volta, anche quando sarà caduto in rovina, ecciti i posteri a una nobile attività, come non hanno mai mancato di fare i nostri predecessori» Goethe I pedanti, che trovavano nella Roma moderna l’occasione di sfoggiare il loro latino, ci hanno persuaso che essa è bella: ecco il segreto della reputazione della Città Eterna… Regna per le strade di Roma un tanfo di cavoli marci. Attraverso le belle finestre dei palazzi del Corso si scorge la povertà degli interni. Roma in realtà è un agglomerato di sublimi rovine e di brutte chiese e case moderne; sarebbe stato meglio se non fosse sopravvissuta alla fine dell’età antica, se si fosse trasformata in un deserto popolato solo dai resti dei suoi monumenti, come avvenne ad altre grandi capitali; la conversione al cristianesimo ha segnato l’inizio della sua decadenza. Della patria di Cicerone, Cesare e Virgilio rimangono solo le spoglie esteriori; il suo spirito è morto per sempre e sono i preti e le superstizioni cristiane che l’hanno ucciso… Stendhal Ci si annoia talvolta a Roma il secondo mese di soggiorno, ma giammai il sesto,...

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Infiorata IV Edizione

Per vedere tutti i Bozzetti preparatori: Bozzetti Infiorata 2014 Per vedere tutti i Tappeti Realizzati: Tappeti Infiorata 2014 L’Infiorata storica di Roma rinata grazie al grande lavoro della Pro Loco di Roma, è arrivata alla sua IV edizione, quest’anno ospiterà anche il V Congresso Internazionale delle Arti Effimera che trasformerà Via della Conciliazione in una grande tela pronta ad emozionare i Romani ed i Turisti. L’Infiorata si svolgerà il 28 e 29 giugno in Via della Conciliazione,oltre alle delegazioni italiane sono attesi contributi dal Giappone, dall’Argentina, dalla Spagna solo per citare alcune delle oltre 50 delegazioni che parteciperanno all’appuntamento più importante dell’anno per i migliori maestri Infioratori del mondo. Comunicato stampa ufficiale IV Edizione dell’Infiorata storica di Roma e V Congresso Internazionale delle arti effimere IV Edizione dell’Infiorata storica di Roma e V Congresso Internazionale delle arti effimere Infiorata: Via della Conciliazione e Piazza pio XII (28 giugno –  29 giugno) Congresso:  Pontificia Università Urbanina (26 giugno –  29 giugno)  In occasione della Festa dei SS. Pietro e Paolo, patroni di Roma,  la Pro Loco di Roma organizza la IV Edizione dell’Infiorata storica di Roma ed  in collaborazione con l’Associazione Nazionale Infiorate Artistiche “Infioritalia” e l’Associazione Nazionale “Città dell’Infiorata” il  V Congresso Internazionale delle arti effimere. “Dopo 400 anni dall’ultima infiorata – ricorda il Presidente della Pro Loco di Roma, Lucia Rosi –  nel 2011, abbiamo riportato nella capitale,  più precisamente proprio di fronte alla Basilica di San Pietro, una delle più antiche forme di celebrazione dei santi della cristianità. Infatti l’obiettivo della manifestazione è quello di restituire a Roma l’antica tradizione delle decorazioni floreali ove è nata nel  1625, reiterata sino alla fine del XVII secolo”. La Pro Loco organizza, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Infiorate Artistiche “Infioritalia” e l’Associazione Nazionale “Città dell’Infiorata” , presso la Pontificia Università Urbaniana, dal 26 al 29 giugno, il V Congresso Internazionale delle arti effimere. La manifestazione sarà di portata internazionale con  50 delegazioni attese, 500 delegati al congresso e 1.500 maestri infioratori provenienti da tutto il mondo come Argentina, Messico, Giappone e Tibet. L’obiettivo del Congresso è quello di illustrare le diverse esperienze artistiche di tappeti di Arte Effimera, di difenderne la secolare tradizione e promuoverne peculiarità nel mondo. I Maestri Infioratori daranno il via ai lavori il 28 giugno, operando durante tutta la notte, per permettere alle figure di prendere forma completa al sorgere del sole ed offrire così ai fedeli ed ai turisti un ricordo indelebile e irripetibile di Roma e della sua fede. Saranno utilizzati circa 500mila fiori,  2 tonnellate di sale e 100 sacchi di trucioli di segatura per disegnare 50 quadri. All’alba del 29 giugno, lungo Via della Conciliazione ed in Piazza Pio...

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Rock In Roma

Rock In Roma Ne ha fatta di strada il festival Rock in Roma, arrivato ormai alla sua 6 edizione, è probabilmente l’appuntamento più importante dell’estate romana ma anche uno dei festival rock più importanti d’Europa con più di 200000 spettatori paganti ad edizione ed in crescita costante ogni anno e si tiene all’ippodromo delle Capannelle, che pur non essendo collegata con il centro è facilmente raggiungibile grazie ad un servizio navetta gestito dagli organizzatori. Com’è nato il Rock in Roma? Dalla passione di due privati, Sergio Giuliani e Maxmiliano Bucci, che per inseguire un sogno sono riusciti a creare un evento che sicuramente a cambiato gli equilibri nella distribuzione dei concerti in Italia, Milano che prima era regina ora ci invidia la capacità di attirare i grandi artisti internazionali, il successo del festival è così grande che preoccupa i suoi concorrenti anche nel nord Europa che continuano a perdere spettatori paganti al contrario del Rock in Roma, che può contare su una città come Roma come sfondo che fa da volano, ok la buona musica ma se prima e dopo il concerto posso visitare la città eterna di certo attrarrò un pubblico più vasto che potrà approfittare di questo strano connubio tra arte e musica. Il Rock in Roma a nostro avviso è uno degli esempi migliori in cui i privati creano un business che porta benefici a tutta la città e non solo alle loro finanze. Rock In Roma prossimi eventi 16 Luglio : The Lumineers + Passeger 19 Luglio : Paolo Nutini + The Rain Band 21 Luglio : Editors 22 Luglio : Caparezza 26 Luglio : Bastille + George Ezra 28 Luglio : Afterhours 2 Agosto : Franz Ferdinand + The Crids Per maggiori informazioni sul Rock in Roma e/o per prenotazioni biglietti visita il sito...

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Er Più e la Roma postunitaria

Er Più e la Roma postunitaria C’era una volta la Roma Papalina che aveva resistito per secoli alle grandi trasformazioni europee, una Roma che era ancora caratterizzata dal suo popolo e da i suoi Rioni, proprio i Rioni erano il teatro per dei personaggi che oggi verrebbero definiti dei delinquenti : I Più, questi personaggi sarebbe scomparsi con l’arrivo dei Savoia, naturalmente le cose non cambiarono dalla sera alla mattina ma già negli anni 20 del XX secolo queste figure erano quasi del tutto sparite, sicuramente il ritratto più famoso di questi personaggi la possiamo trovare nel film: Er più – Storia d’amore e di coltello, di Sergio Corbucci con Adriano Celentano e Claudia Mori, che racconta la storia di Nino Patroni Er Più di Borgo, il rione che prima sorgeva intorno a San Pietro e demolito durante il ventennio. Er Più e la Roma postunitaria : realtà o invenzione? Sicuramente i Più esistevano ed erano un punto di riferimento nei rioni romani, il loro ruolo era quello di migliorare e regolare la vita di quartiere, alle volte ricorrendo anche alla violenza, sappiamo per esempio che il Nino Patroni interpretato da Adriano Celentano è ispirato ad un Più realmente esistito : Romeo Ottaviani, Più di Trastevere sul finire del 1800, ci viene raccontato da diverse fonti storiche che ci dicono che la vita di questo bullo deve la sua fama per un litigio con un importante malvivente dell’epoca raggiunse una fama tale da farlo diventare il punto di riferimento dei Più di tutta la città ma non solo ricevette anche attestati di stima dalle autorità locali tra cui sicuramente il delegato di Trastevere dell’epoca : Francesco Ripandelli. I Più comunque non erano dei semplici criminali, Ottaviani detto er Tinea, era un noto buttafuori ed era molto stimato anche dalle autorità locali per la sua capacità di far mantenere l’ordine anche nelle zone più calde della...

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Ciajkovskij all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Ciajkovskij all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia  “Suite Ciajkovskij. il favoloso mondo di Pëtr Il’ič tra fiabe e concerti”. In concerto all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia – Auditorium Parco della Musica con tre capolavori del balletto classico “Lo Sciaccianoci”, “La Bella Addormentata” e “Il Lago dei Cigni” rispettivamente il 3 luglio, il 10 luglio e il 17 luglio il favoloso mondo di Pëtr Il’ič tra fiabe e concerti. Sotto le stelle e cullati dalla musica di uno dei più grandi compositori tardo romantici questo festival d’estate vi porterà lontano dal vostra caotica e stressante vita quotidiana regalando ad adulti e bambini uno spettacolo da sogno. Ciajkovskj che incosapevolmente rivoluzionò un genere con la sua portata immaginaria del mondo fiabesco in cui si può fare tutto cio che vogliamo in contrapposizione alla vita emotivamente complicata e ardua dell’autore, in cui la vita reale è meno piacevole rispetto ai ricordi infantili. Nei suoi balletti la musica non è solo di sfondo alle coreografie dei ballerini ma una valenza drammatica che rappresenta tutta la storia e che irrompe nelle abitudini della danza fin dell’epoca romantica. A Completare il programma ci sono due composizioni essenzialmente suscitate: Il “Primo Concerto per pianoforte” accattivante e ricco di melodie tratte dalla tradizione ucraina e Il “Concerto per violino”, un caposaldo del repertorio, che è stato composto durante un viaggio all’estero nel 1878 e dedicato al giovane violinista Josef Kotek. Giovedi 3 Luglio 2014 Sala Santa Cecilia ore 21 Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Alexander Sladkovsky direttore Edoardo Zosi violino Ciajkovskij Marcia Slava Concerto per violino Lo Schiaccianoci: atto II Giovedi 10 Luglio 2014 Sala Santa Cecilia ore 21 Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Alexander Sladkovsky direttore Giuseppe Andaloro pianoforte Ciajkovskij Capriccio italiano Concerto per pianoforte n. 1 La Bella Addormentata: suite dal balletto Giovedi 17 Luglio 2014 Sala Santa Cecilia ore 21 Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Gaetano D’Espinosa direttore Ciajkovskij Il Lago dei Cigni: suite dal balletto Eugen Onegin: Polacca e Valzer Ouverture 1812 Biglietti: Carnet 3 concerti: da 36 a 84 Euro Platea: € 35 Galleria 1-4-5-7: €25 Galleria 2-3-6:  € 15 Galleria 8:  € 30 I biglietti possono essere acquistati anche presso: Botteghino Auditorium Parco della Musica Viale Pietro De Coubertin Infoline: tel. 068082058 Prevendita telefonica con carta di credito: dall’Italia tel. 892982, dall’estero +39 02 600 60 900 Call Center Zètema tel. 06.06.08...

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Anfiteatro Castrense, secondo anfiteatro di Roma

Anfiteatro Castrense, secondo anfiteatro di Roma La parola Anfiteatro Castrense deriva dal latino amphitheatrum castrense, dove con “castrum” ci si riferiva, molto probabilmente, alle residenze imperiali, come citato nei cataloghi regionari del V Regio. L’Anfiteatro che si trova tra la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme e le Mura Aureliane, faceva parte del Palazzo Sessoriano, antica villa imperiale di età severiana, che include la Basilica, l’Anfiteatro, le Terme Eleniane e il Circo Variano. L’Anfiteatro Castrense è il secondo anfiteatro romano; appartenente agli inizi del III secolo d.c. fu costruito, insieme al resto del complesso residenziale imperiale, dall’imperatore Eliogabalo. Venne utilizzato per spettacoli e manovre militari in onore della corte imperiale e rimase in uso fino alla costruzione delle Mura Aureliane. L’ Anfiteatro Castrense aveva una forma ellittica (metri 88 x 75,80), costruito in opera laterizia con pochi elementi in travertino, fu composto in origine da due ordini di arcate con pilastri e un terzo in muro pieno. Il primo ordine è costituito da arcate con semi-colonne corinzie con il capitello in mattoni, il secondo, invece, aveva accanto le arcate delle paraste e in fine nel terzo ordine, di cui si hanno solo dei disegni rinascimentali, vi erano delle finestre e delle mensole in cui venivano appoggiate le travi a sostegno del velario. Dall’Anfiteatro partiva un corridoio coperto che rasentava la grande sala, quella che oggi è la Chiesa di Santa Croce, e arrivava fino al Circo Variano. Del corridoio, che era più lungo di 300 metri e largo 14,50, se ne vedono i resti, insieme a quelli del circo, nel retro della chiesa visibili in vari punti. All’interno, ora occupati dagli orti del convento di Santa Croce, vi erano i gradini della cavea, sorretti da ambulacri con volte a botte e sovrapposti come i piani esterni. Ambienti sotterranei erano presenti sotto l’arena, rivelati da scavi in epoche passate. Nel costruire le Mura Aureliane, l’Anfiteatro, fu incluso nel percorso della cinta muraria per favorirne la rapida costruzione. Mentre la parte interna venne inclusa nelle mura, in quella esterna furono murate le arcate inferiori. Venne fortificato il piano superiore con delle merlature e per far si che la struttura diventasse più alta, furono scoperte parte delle fondamenta, realizzate in cementizio con cementa in selce. Rimase ben conservato con i tre piani fino alla metà del XVI secolo, in cui per esigenze difensive si dovette mantenere solo il primo piano e una sola arcata del secondo piano, visibile in via Nola.  Della cavea non è rimasto quasi niente. Nel Settecento i suoi resti furono usati per costruire nuove strutture. Su viale Castrense si possono vedere tre quarti dei resti del muro...

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Tappeto Santo Stefano a Mare – Liguria

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Tappeto Montallegro – Sicilia

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Tappeto Rocca Santo Stefano

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Tappeto Casatore

Tappeto Casatore

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Estate romana: ritorna il Lungo il Tevere…Roma!

Estate romana: ritorna il Lungo il Tevere…Roma! L’ Estate romana si riempie di colori e di profumi tutti nuovi, all’insegna del divertimento, della cultura, della musica e della letteratura. Visto il grande successo ottenuto nelle edizioni precedenti, l’ Estate romana ripropone ancora una volta la manifestazione Lungo il Tevere… Roma che si terrà dal 12 Giugno al 31 Agosto. L’Evento coinvolge non solo il popolo romano, ma anche i milioni di turisti che ogni anno si spingono fino a Roma, attirati dalle bellezze della città capitolina. Da Ponte Sublicio a Ponte Sisto, uno sfavillare di bancarelle con in mostra pezzi di artigianato italiano, abbigliamento made in Italy o tavolini dove sedersi per degustare l’enogastronomia tipica romana, vi attireranno sulle banchine del Tevere. Il tutto farà da sfondo a iniziative importanti come il Cantagiro, esibizioni di musica Pop e Jazz ed esibizioni organizzate dalle Scuole di Musica romane ogni domenica. Rimanendo in ambito culturale, anche quest’anno l’ Estate romana ripropone il concorso letterario “Poeta Saltimbanco” che si terrà per la seconda edizione in onore di Franco Califano. Possono partecipare al concorso gli autori di monologhi e poesie in romano che si ispirano al cantautore. Un altra proposta è il “Tevere Teatro Festival” con spettacoli organizzati da giovani esordienti che trovano una maggiore visibilità durante questa rassegna. Elenchiamo ancora , “Maniphesta RomaBruciAncora”, una mostra per ricordare l’incendio provocato da Nerone nel 64 d.C. e “Cinebox”, una serie di filmati che narrano la storia della canzone italiana risalente agli anni ’60. L’Estate romana offre anche molti laboratori organizzati da Officina d’Arte, un’associazione culturale che cerca di sviluppare le attività creative e artistica sia di adulti che dei bambini. Lungo il Tevere… Roma colorerà le vostre giornate tutte le sere dalle ore 19.00 con ingresso gratuito....

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