Il Mercato di Porta Portese

Il Mercato di Porta Portese Porta Portese è il mercato di Roma per eccellenza, ricordato anche dall’intramontabile canzone di Baglioni. Questo luogo vivace, tipicamente romano, è stato fonte d’ispirazione per registri, scrittori e cantanti. Il mercato di Porta Portese è sorto intorno al 1945 come nuova sede della borsa nera che si teneva a Campo de’ Fiori. In questo luogo, nel dopoguerra, “i romani de Roma” potevano vendere, comprare e barattare gli oggetti più strani. Oggi, al susseguirsi delle generazioni di ambulanti, si sono uniti marocchini, indiani e cinesi, rendendo Porta Portese uno dei mercati più famosi  in Italia e in Europa per la sua multi-etnicità e per la possibilità di trovare gli oggetti più impensabili. Infatti, si dice che a Porta Portese  “puoi trovare di tutto dalla pillola al Jumbo Jet”. Questo perché, come tutti i mercatini delle pulci, anche questo mercato offre qualsiasi tipo di cianfrusaglia, libro, antiquariato, giocattolo, disco, mobile, cosmetico e cartoline d’epoca. E’ possibile trovare dall’argento indiano, al capo in pelle venduto dagli africani, alle scarpe e abbigliamento “taroccato”. Di sicuro non è un mercato alimentare, ma nonostante ciò ci sono anche delle bancarelle in cui è possibile comprare noccioline tostate, ciambelline fritte e taralli pugliesi. Insomma, l’elenco delle cose da trovare è così vasto che si potrebbe continuare all’infinito. Come ogni mercato che si rispetti, è possibile contrattare sul prezzo della merce, si possono chiedere sconti, si può toccare tutto senza poi comprare niente. Gli ambulanti tirano i passanti verso le loro bancarelle, cercano di attrarli con le chiacchiere e li conquistano con la simpatia, così, anche chi si reca a Porta Portese solo per curiosità, ritorna a casa con le mani pieni di buste. Il mercato apre i battenti tutte le domeniche alle 6:00 della mattina fino alle 14:00 e i migliori affari si fanno proprio all’orario di apertura o di chiusura del mercato. Nell’ora di punta ci sono tantissimi mendicanti e borseggiatori, per cui bisogna stare sempre in guardia. Nonostante ciò, è uno dei posti più colorati e caratteristici dove ancora oggi è possibile respirare l‘atmosfera tipica dell’antica...

Leggi

Spinario in mostra ai Musei Capitolini

Spinario “Storia e Fortuna” In Mostra ai Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori dal 5 Febbraio al 25 Maggio 2014 Si dice che questa statuetta in bronzo rappresenti Ascanio-Iulio, figlio di Enea, fondatore delle gens iulia, dinastia alla quale apparteneva Giulio Cesare. In realtà le congetture fatte su tale statuetta sono moltissime. C’è chi sostiene che sia Podaleiros, figlio di Asklepios, guaritore dei piedi, chi dice che sia un ex voto atletico, e chi, infine, afferma che sia una semplice scenetta di genere. La leggenda vuole che un pastorello romano, chiamato Gnaeus Martius, nel tragitto percorso per consegnare un messaggio al Senato, ignorò una spina che gli si era conficcata nel piede e che levò solo a compimento della missione. Di sicuro è risaputo che venne creata nel XII secolo e venne donata al Popolo Romano da parte di Papa Sisto IV assieme ad altri bronzi lateranensi nel 1941. Durante il rinascimento, lo Spinario venne ripetutamente copiato, tanto è vero che il Brunelleschi ne ha riproposto una copia per il portone del Battistero di Firenze. Nel 1798 Napoleone si impossessò della statua e la espose al Louvre dove restò fino al 1815. Oltre allo Spinario, saranno presentate 45 opere fra bronzetti, disegni e quadri ispirati a questo capolavoro a tracciare la linea del successo ottenuto nel tempo. Da uno studio più dettagliato sulla statuetta è emerso che lo Spinario è un assemblaggio di due parti, il corpo e il capo, ascrivibile a età diverse: il primo di epoca ellenistica (III-I a. C.), il secondo di stile severo (IV a. C.) All’origine, probabilmente, lo Spinario è stata creato per diventare una statua da esterni per abbellire un giardino di qualche dimora o proprietà ecclesiastica, per cui assunse subito un significato biblico. In quanto simbolo della morale religiosa, la spina del piede dello Spinario rappresenta il nemico nascosto sul cammino dell’anima inquieta e incauta. L’atto di estrarre la spina, invece, si è trasformato già in età antica in una metafora del dolore procurato dall’innamoramento, che ne ha decretato la grande...

Leggi

Faro del Gianicolo

Faro del Gianicolo Il Faro del Gianicolo fu costruito dall’architetto Manfredo Manfredi, autore del sepolcro al Pantheon per Vittorio Emanuele II  e collaboratore nella realizzazione dell’ Altare della Patria.  Inizialmente la lanterna del Faro del Gianicolo era in funzione tutte le notti illuminando col fascio tricolore i tetti della città, adesso viene accesa in alcune occasioni come ricorrenze nazionali. Il Faro del Gianicolo è posto lungo il primo tratto del viale chiamato la passeggiata del Gianicolo, risalendo dal lato del Vaticano.  Il luogo in cui è stato collocato, oltre a essere molto elevato, ha anche un significato simbolico per essere stato teatro degli scontri per la difesa della Repubblica romana del 1849. Realizzato in pietra bianca di Botticino, è alto 20 metri e si ispira alle forme dell’arte classica. Su una base circolare con diametro di dieci metri si innalza una colonna sovrastata da un capitello su cui corre la dedica: “A ROMA CAPITALE GLI ITALIANI D’ARGENTINA. MCMXI”. Sopra al capitello vi è un’ ara circolare ornata da quattro erme con protomi leonine, collegate da festoni. La lanterna è raggiungibile attraverso la scala a chiocciola che conduce al capitello e poi attraverso una scala a pioli di ferro. Nella base del Faro sono stati ricavati tre locali: l’atrio di ingresso alla scala e due ambienti di servizio e deposito, situati nello spazio circolare che corre intorno alla scala. Curiosità: La balconata del Faro, che guarda verso il carcere di Regina Coeli, a cui è molto vicina in linea d’aria, era utilizzata fino a qualche tempo fa dai familiari dei detenuti per comunicare con i loro parenti: una pratica in effetti vietata, ma tollerata dalle forze dell’ordine, purché i messaggi riguardassero esclusivamente notizie importanti e urgenti.    ...

Leggi

La Festa de Noantri a Trastevere

La Festa de Noantri a Trastevere  I Noantri sono i trasteverini, così qualificati per distinguersi dagli altri rioni di Roma, ovvero i Voantri. Come un etichetta, coniata, a quanto si tramanda, da un trasteverino che una volta si rivolse così ad un romano estraneo al Rione che, approfittando del giorno della festa, infastidiva una Trasteverina “Che ne diressivo voantri si noantri quando venissimo alle festa de voantri ce comportassimo come ve comportate voantri alla festa de noantri?! Uno scioglilingua che ha fatto epoca, qualificando l’antica festa legata alla Madonna del Carmine, che cade il 16 Luglio. Il culto della Vergine risale a metà del 1500 quando fu ritrovata alla foce del Tevere una statua di legno della Madonna. La statua fu consegnata dai marinai ai frati carmelitani della basilica di San Crisogono, che riconobbero in essa la vergine del loro ordine. La Madonna “fiumarola” divenne in questo modo protettrice dei trasteverini. Dopo vari spostamenti la Madonna fu collocata nella Chiesa di Sant’ Agata dove ancora si trova. Da qui la vergine esce soltanto una volta l’anno, il sabato successivo al 16 Luglio; rivestita di preziosi abiti e gioielli donati dai fedeli, la statua è portata in processione da San’Agata a San Crisogono, dove rimarrà otto giorni per adorazione, e l’intero Rione Trastevere è in Festa. Fin dall’inizio del secolo i trasteverini venivano avvisati dell’inizio della festa dai mandatari delle confraternite che percorrevano il quartiere accompagnati da tamburini dei granatieri, La statua portata in spalle da robusti “cicoriari” veniva accolta ovunque con rispetto e devozione. Passando in Via San Francesco a Ripa, riceveva gli onori militari dallo stato maggiore del reggimento di bersaglieri di stanza a Trastevere fin dal 1870. Il popolo che aveva seguito la processione si riversava nelle piazze e nei vicoli, dove venivano sistemati tavolini all’aperto per la mescita del vino, mentre i cocomerari, fusajari, grattacheccari e altri venditori esponevano la propria merce. Fonte:  “Alla Scoperta di Roma” Claudio Renina Sito Festa de...

Leggi

Santa Maria della Pace

Chiesa di Santa Maria della Pace La Chiesa di Santa Maria della Pace si trova in Via dell’Arco della Pace, a pochi passi da Piazza Navona. Si mescola inconfutabilmente con la vita notturna che si sviluppa a pochi metri. Se siete immersi nella schiera di ragazzi che affollano i bar ed i ristoranti, potete trovare un attimo di quiete girando nella via. In un primo momento potreste pensare che il nome gli sia stato dato per questo motivo. C’è silenzio intorno alla chiesa, anche se a pochi metri sentivate chiacchiere e risate, un senso di “pace” vi conquisterà. La Chiesa si innalza davanti a voi con fermezza e maestosità e guardando in alto sulla destra potrete ammirare il campanile di Santa Maria dell’Anima. Un quadro perfetto. La chiesa, in realtà, fu chiamata Santa Maria della Pace per commemorare la pace di Bagnolo nel 1484. Ma prima di chiamarsi Santa Maria della Pace,  la chiesa aveva ancora un’altro nome: “S.Maria della Virtù”. Papa Sisto IV lo scelse in onore di un’immagine della Vergine che, posta sotto il porticato, fu colpita da un sasso lanciato probabilmente da un soldato ubriaco, e iniziò a sanguinare. La Chiesa sorge nel luogo dove in primis (1400) vi era S.Andrea de Acquarenariis, per via dei numerosi venditori di acqua che erano presenti nella zona, e che attingendo direttamente dal Tevere, dovevano purgare l’acqua dalla “rena” che vi era mescolata. Il progetto della nuova chiesa fu affidato all’architetto Baccio Pontelli e agli inizi del 1500 Bramante si occupò di realizzare il chiostro ed il convento annessi. L’edificio fu restaurato nel 1600 da Alessandro VII per opera di Pietro da Cortona, e acquisì così una facciata originale, adornata da un delizioso portico semicircolare convesso in una sorta di piazzetta concava, tanto da sembrare un allestimento scenografico teatrale. All’interno la decorazione è molto ricca con opere di Baldassarre Peruzzi e Orazio Gentileschi; si ricorda la bellissima cappella Cesi, progettata da Michelangelo e le quattro Sibille, dipinte da Raffaello subito a destra all’interno, su commissione del magnifico Agostino Chigi. Un elemento imprescindibile legato alla chiesa è il Chiostro del Bramante, una delle opere più importanti del Rinascimento, oggi sede distaccata dalla Chiesa ed utilizzata come sede espositiva. Fonte: Sabrina Ramacci “1001 Cose da Vedere a...

Leggi

Universo Vegano: Il nuovo Fast-Food approda a Trastevere

Universo Vegano: il nuovo fast-food approda a Trastevere Che cos’è il Veganesimo:  Il Veganismo è una filosofia di vita che consiste nel rifiuto non categorico dell’uso e del consumo dei prodotti di derivazione animale. Questa parola fu coniata nel 1944 da due vegetariani puri prendendo le prime e ultime lettere del termine inglese Vegetarian, con l’indicazione che il Veganismo era “l’ inizio e la fine del vegetarianismo”. Chi abbraccia questa filosofia riconosce l’impossibilità dell’uomo di non sfruttare o uccidere gli animali. Nonostante ciò, si propone di evitare, per quanto possibile, di prendere parte alla loro uccisione o al loro sfruttamento per la sperimentazione. Questa filosofia ha sia un forte impatto sull’abbigliamento, per cui il Vegano non indossa capi né cuciti né rifiniti in pelle di animale, sia sui prodotti cosmetici, ma, in particolar modo, sull’alimentazione. Impatto del Veganesimo sull’alimentazione: il Vegano non consuma carne, pesci compresi, latte e derivati, uova e miele. Il consumo di cibi animali è un problema etico. Cibarsi di carne o di tutti i prodotti proveniente da un animale significa sostenere e appoggiare l’industria zootecnica e della pesca. Per il Vegano è inconcepibile poiché tali settori sfruttano e uccidono un numero di animali sempre più elevato. Il Fast-food Universo Vegano: nasce in seguito all’esigenza di un numero sempre crescente di persone che decidono di abbracciare il veganesimo come filosofia di vita. Universo Vegano si propone di creare un’alternativa a quei ristoranti o pizzerie che non danno nessuna possibilità di scelta a coloro che preferiscono una cucina vegetale. In realtà, Universo Vegano è anche un’ottima alternativa per chi soffre di intolleranze alimentari come quella al glutine o per chi segue un regime alimentare anti-allergico.  E’ possibile trovare hamburger vegetali, (come quelli al Tofu o alla soia), ma anche piadine, focacce, zuppe, tutti piatti preparati con prodotti biologici e di stagione, al 100% cruelty-free, che incontrano il gusto di vegani, vegetariani e anche “onnivori”, perché no....

Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi
Leggi

Eventi Roma in occasione della Festa della Donna

Gli eventi nella Capitale in occasione della Festa della Donna  Festa della Donna, ricorrenza festeggiata ogni 8 Marzo da tutte le donne, per ricordare sia le loro conquiste sociali, politiche ed economiche, sia le discriminazioni e le violenze che hanno subito in ogni parte del mondo. Per chi ama la cultura, gli eventi e gli spettacoli musicali d’elite, vi proponiamo la serata “Musica Donna” organizzata dalla Scuola Popolare della Musica di Testaccio. La serata intende creare uno spazio dedicato alle donne, con tre concerti di musiche scritte da compositrici dell’800 e del 900. Una scelta basata su un percorso storico-critico, curata da Orietta  Caianiello, Francesca Pellegrini, Paolo Montin e dagli insegnanti del settore classico della Scuola. L’evento inizierà alle ore 20:30 con l’aperitivo, l’ingresso costa € 10,00, per i soci è € 8,00. Per le appassionate di musica africana, dalle 18:00 alle 22:00, presso il negozio “Agadez”, in via San Giovanni Laterano n.52, sarà possibile ascoltare le grandi voci delle Regine della musica Afro e ballare con le scelte musicali di Sekou Diabatè. Per chi ama il teatro, invece, verrà riproposto lo spettacolo “Chants et rythmes d’Orient dell’Esamble de la Paix” alle 21:00 al Teatro Altrevie, in zona Garbatella precisamente in via Caffaro 10. Lo spettacolo si concentra in un mix di musiche popolari che ci faranno viaggiare con la mente verso territori a noi sconosciuti. Se siete stufe delle solite cose, allora, perché non sfruttare un evento organizzato solo per donne all’Osservatorio Astronomico di Monte Porzio Catone? Il nome dell’evento è “Le donne preferiscono le stelle” che si terrà dalle ore 20:00 in poi. Si parlerà di Ipazia, matematica, astronoma e filosofa del 350 d.C., di Raffaella, astrofisica e ricercatrice contemporanea, di Enrica, giornalista scientifica e di Licia Troisi, scrittrice fantasy e astronoma. Si parlerà di come le donne, oggi, siano riuscite a trovare il loro spazio, a seguire un obiettivo e a diventare delle vere e proprie stelle. Nel corso della serata non solo si discuterà, ma si potrà gustare un ottimo aperitivo e approfittare dell’occasione per osservare il firmamento notturno con i telescopi. La prenotazione è obbligatoria e il costo del biglietto di ingresso è di € 12,00. L’aperitivo si svolgerà tutto all’interno e in caso di maltempo le osservazioni astronomiche verranno sostituite con una visita all’Astrolab per...

Leggi
Leggi

Pin It on Pinterest