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La Rai in Mostra al Vittoriano

La Rai in Mostra al Complesso del Vittoriano La Mostra ”1924-2014. La RAI racconta l’Italia” per celebrare il passato e per guardare al futuro. La Rai in Mostra al Complesso del Vittoriano per festeggiare 60 anni di Televisione e 90 anni di Radio. L’ esposizione dal 31 Gennaio al 30 Marzo 2014 è gratuita e aperta al pubblico. La Rai in Mostra apre con una ricca collezione di costumi di scena che offre una panoramica dell’evoluzione della moda italiana, dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri. Subito dopo segue una sezione, chiamata “RAI: Una bella impresa italiana”, in cui sarà possibile consultare il materiale d’archivio, verbali e ordini di servizio dalle origini dell’azienda. Unicità della mostra è la ricostruzione di un set originale degli anni Sessanta, che permette agli spettatori di calarsi nel “dietro le quinte” di un programma televisivo. E’ stata allestita anche una sezione riguardante la televisione pubblica e una sulla storia della radio. La prima è raccontata attraverso otto canali tematici, ciascuno dei quali affidato ad un testimonial d’eccezione: la Cultura ad Andrea Camilleri, la Scienza a Piero Angela, la Politica a Bruno Vespa, l’Economia ad Arnaldo Plateroti, la Storia dell’Informazione a Sergio Zavoli, la Società a Piero Badaloni, lo Spettacolo ad Emilio Ravel ed infine lo Sport a Bruno Pizzul. Mentre la parte dedicata alla storia della radio pubblica è raccontata dal giornalista Marcello Sorgi. All’ Inaugurazione della Mostra era presente il presidente Napolitano, accompagnato dal presidente RAI Anna Maria Tarantola e dal direttore generale Luigi Gubitosi. Erano presenti anche i Consiglieri di Amministrazione della RAI,  il Ministro per i Beni Culturali e il Turismo e il sindaco di Roma Ignazio Marino. La RAI ha portato il mondo in casa degli italiani, ha raccontato gli avvenimenti politici, storici, culturali e scientifici – ha fatto notare Tarantola – ha narrato la vita quotidiana e i mutamenti dei costumi, costituendo non solo un servizio pubblico, ma un patrimonio nazionale. Attraverso la televisione e la radio, ha veicolato informazione, cultura e svago nelle case, esprimendo anche i sentimenti unitari della nazione e identificandosi con la sua crescita culturale e civile». Orari: Dal Lunedì al Giovedì dalle ore 9.30 alle ore 18.30 Venerdì, Sabato e Domenica dalle ore 9.30 alle 19.30. Ingresso...

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Carnevale Roma – Martedì Grasso

Carnevale 2014 a Roma: eventi e manifestazioni Il 4 marzo a Roma ci sarà la consueta sfilata per le vie della Tiburtina delle maschere storiche della città , da Rugantino alla Bella Romanina. Ai Fori Imperiali, ci sarà invece, dalle 15 alle 19 animazione, circo, artisti di strada e parate musicale e mascherate sia per i i grandi che per i piccini. Il Carnevale di Centocelle ha come tema quest’anno la “Fantasia in maschera” e la sfilata delle maschere, scelte dalle scuole della zona, partirà alle 15 da Piazza dei Gerani, proseguirà per via dei Castani fino ad arrivare a Piazza San Felice da Cantalice dove sarà premiata la maschera più bella. Ostia invece comincerà a festeggiare il Carnevale 2014 alle 15 dove ci sarà la gara per il travestimento più originale dedicata al “Carrus Navalis” che era un’antica manifestazione romana nella quale un battello adagiato su di un carro allegorico veniva portato in parata a mare. A Porta di Roma il Carnevale comincerà alle 16 con il corteo di maschere che sfilerà per vie di Monte Mario mentre al quartiere Castelverde ci sarà musica, la banda, i giocolieri ed una lotteria finale. Fonte: Blasting...

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Baci Perugina in Mostra al Vittoriano

Baci Perugina in Mostra al Vittoriano Quest’anno San Valentino è stato ancora più dolce con la Mostra dei Baci Perugini al Vittoriano. L’esposizione chiamata “Baci Perugina. Un amore italiano“ è aperta a pubblico fino 23 Marzo 2014. Baci perugina in mostra per gli innamorati ed i single, passando per i bambini, forse i più appassionati di cioccolata se non altro perché non hanno ancora scoperto i suoi “postumi”. L’ingresso per nostra fortuna e’ del tutto gratuito, il che ci permette di poter godere maggiormente del “gusto” della Mostra, perché di questo si tratta. I Baci Perugina nascono nel 1922, in maniera del tutto casuale, da Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni. Si narra che la Spagnoli non volesse sprecare i rimasugli di noccioline che provenivano da altri prodotti dolciari di sua produzione, così quasi per caso mescolando le noccioline al cioccolato creò quelli che sarebbero stati i cioccolatini più famosi al mondo. All’inizio sembra fossero chiamati “cazzotti”, per poi essere rinominati in seguito con il nome che conosciamo noi oggi “Baci Perugina”. Sull’idea del nome ci sono un po’ di controversie, chi attribuisce il nome a Giovanni Buitoni e chi ad una cara amica della Spagnoli. Caratterizzati dal bigliettino d’amore all’interno del cioccolatino, il cosiddetto cartiglio, vengono scambiati in tutte le occasioni da San Valentino, per l’appunto, ai compleanni. I Baci Perugina in Mostra vogliono offrire al grande pubblico l’opportunità di poter conoscere le varie tappe della storia italiana tramite l’evoluzione, che ha investito il cioccolatino in quest’ultimo secolo. La Mostra è suddivisa in due sezioni: la prima racconta la storia dell’azienda tramite l’esposizione di oggetti, fotografie e confezioni; la seconda parte è incentrata sulla “comunicazione” che in questi ultimi 90 anni e’ stata realizzata per il marchio e i prospetti strategici per guardare al futuro e ai nuovi media. I Baci Perugina in Mostra presentano la campagna “Autografi d’Amore” che ha permesso ad alcuni personaggi famosi, tra cui Claudio Amendola e Francesca Neri, di cimentarsi nel ruolo di aspiranti poeti d’amore e di poter indossare almeno una volta nella vita ali con arco e freccia al seguito....

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Palazzo Massimo alle Colonne e S. Ivo alla Sapienza

Visita Guidata organizzata dall’ Associazione Amici del Tevere – Domenica 16 Marzo Palazzi e chiese “invisibili”: Palazzo Massimo alle Colonne e chiesa di S. Ivo alla Sapienza Una volta all’anno le porte del Palazzo Massimo alle Colonne si aprono al pubblico in ricordo del miracolo operato da S. Filippo Neri il 16 marzo del 1583, quando resuscitò per il tempo di una estrema unzione il giovane Paolo Massimo. La – ancora attuale – residenza dei principi Massimo è l’ultima realizzazione in architettura di Baldassarre Peruzzi e forse tra tutti i suoi progetti quello più singolare, con la facciata curva che una volta assecondava il tracciato stradale. I Massimo sono stati una delle famiglie più legate alla città di Roma sia per la loro vantata mitica discendenza da Quinto Fabio Massimo che per il ruolo non sempre accondiscendente verso il potere del pontefice. All’interno di questa residenza si viene proiettati indietro nel tempo, entrando nel salone decorato da Daniele da Volterra con il fregio che descrive le gesta leggendarie e l’esaltazione della gens Fabia e nella cappella di palazzo, ove è un tripudio di reliquie di santi. Non lontano dal complesso dei palazzi dei Massimo sorge la chiesa di S. Ivo alla Sapienza, visibile solo due ore a settimana. Quasi nascosta all’interno del cortile di quella che fu la prima università a Roma, sorge inaspettata S. Ivo, capolavoro di Francesco Borromini. La chiesa sembra essere un vero “organismo vivente”, con un “corpo” architettonico che sembra respirare, tanto partecipa con sporgenze e rientranze allo spazio che lo circonda. L’interno, poi, riserva la sorpresa di una pianta complessa, insieme al candore accecante che ricorda l’immagine di una colomba ad ali spiegate. Appuntamento: ore 09.45 a Piazza S.Pantaleo n.10 (davanti al Museo Barracco) Durata della visita: 2 ore circa Costo per la Guida: € 9,00 Soci di AMICI DEL TEVERE – € 12,00 non Soci Nella visita sono compresi i radio – auricolari. Il pagamento della visita si può effettuare sul luogo, salvo che per gli abbonati. Prenotazioni: amicideltevere@unpontesultevere.com oppure telefonicamente ai numeri: 063202087, 0632500420 – cell. 339585277 Prenotazioni da effettuare: entro il 7...

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Via Sistina. Una strada lunga 2787 metri

Via Sistina. Una strada lunga 2787 metri La breve via Sistina che scende elegante per i negozi e la più che centenaria tradizione culturale, dalla Piazza Trinità dei Monti fino a Piazza Barberini, un tempo era l’inizio di una strada lunga 2787 metri. Si chiamava Strada Felice dal nome di colui che l’aveva fortemente voluta, Felice Peretti, ovvero il Papa Sisto V, nell’ assetto di un rettifilo che arrivava fino a Santa Croce in Gerusalemme. E la si può raffigurare ancora oggi, sia pure suddivisa nei vari tratti da molteplici nomi assegnati dopo il 1870, fino a costruire un’arteria in gran parte continua. In pratica scende lungo l’attuale Via Sistina, s’inerpica per via delle Quattro Fontane, riscende e risale in Via d’Agostino Depretis, devia sulla via dell’ Esquilino, a fronte delle Piazze dell’ Esquilino e di Santa Maria Maggiore, riprende dritta lungo via Carlo Alberto, attraversa Piazza Vittorio Emanuele II e confluisce sulle vie Conte Verde e di S. Croce in Gerusalemme per terminare davanti alla basilica castrense. Ma è un fatto che quando l’arteria fu progettata nell’estate del 1585, e completata nell’autunno dell’ anno dopo, procedeva senza soluzione di continuità, considerando che Piazza Vittorio Emanuele II non esisteva e le piazze circostanti Santa Maria Maggiore costituivano una tappa d’obbligo nella concezione dell’arteria. La via era stata aperta per facilitare la circolazione dei pellegrini in visita alla basiliche, con precisi punti di orientamento monumentali. A cominciare dalle quattro fontane del quadrivio, che furono costruite nel 1587, come riferimento verso il Quirinale, da un lato, e verso porta Pia, lungo la strada Pia ma livellata verso il Quirinale da Gregorio XIII e quindi da Sisto V nel primo tratto per accedere alla Chiesa di Santa Susanna. Le fontane sono costruite dalle quattro statue giacenti raffiguranti il Tevere con la lupa, simbolo di Roma, l’Arno con un leone simbolo di Firenze, Diana e Giunone, simboleggianti Fedeltà e Fortezza: il disegno della fontana di Diana è di Pietro da Cortona ma quello delle altre è di Domenico Fontana. E il punto di orientamento proseguì con l’Obelisco Esquilino eretto nel 1587 nella Piazza antistante all’abside di Santa Maria Maggiore, dalla quale peraltro si svolgeva anche un’altra strada dritta, la via Gregoriana, oggi Merulana, aperta da Gregorio XIII nel 1575, fino a Piazza San Giovanni in Laterano. Sisto V volle che la strada simboleggiasse non solo finalità religiose, ma anche il centro di nuovi quartieri residenziali. Fu così che papa Peretti emanò una serie di benefici a chi volesse fabbricarsi la casa in Via Felice. Così ai lati della via sorsero le ville, e fu Sisto V stesso a dare il buon esempio con...

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