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Palazzo della Sapienza e la Chiesa di S. Ivo

Palazzo della Sapienza e la Chiesa di S. Ivo In Piazza Sant’Eustachio si erge il complesso del Palazzo della Sapienza e la Chiesa di S. Ivo, con la sua bella cupola e l’originale campanile a spirale di Borromini. Il Palazzo fu realizzato verso la fine del Quattrocento nel periodo di Pio III e Giulio II per riunire in un’unica sede le scuole universitarie romane, dislocate nei dintorni del Rione Eustachio. Venne chiamato “Sapienza” nel tardo cinquecento da Sisto V, che si occupò di ultimare i lavori finali. Solo nel 1935 l’università di Roma fu trasferita in edifici più moderni, ed ora il Palazzo ospita l’Archivio di Stato di Roma, il quale conserva tutti i documenti riguardanti la città per l’intero arco della vita dello Stato Pontificio, dal IX secolo al 1870. Sulla facciata principale, opera di Giacomo della Porta, è inciso il motto “Il timore di Dio è l’inizio di ogni conoscenza”. L’ ambiente che colpisce maggiormente l’attenzione è il cortile, cuore barocco dell’edificio cinquecentesco, su cui affaccia anche la Chiesa di Sant’Ivo. Della Porta è riuscito a creare un ambiente unico per armonia e magnificenza e Borromini è riuscito a realizzare nel suo particolare Barocco la facciata di S. Ivo che si integra perfettamente con l’ambiente circostante. La Chiesa di S. Ivo: La chiesa nasce come cappella dell’antica università romana. Fu realizzata da Borromini su richiesta di Urbano VIII, che si rivolse all’architetto per far completare il palazzo della Sapienza con una chiesa dedicata a S.Ivo, protettore degli avvocati. Vi vollero anni per il completamento della Chiesa, i lavori della chiesa e della cupola iniziarono intorno al 1640 e finirono intorno al 1660. La cupola è considerata tra le più belle di Roma per fattori di eleganza e originalità; sia internamente che esternamente è rivestita di decori. Negli spicchi si possono vedere i simboli araldici di Alessandro VII, monti, stella e rami di quercia; le dodici stelle, invece, rappresentano i dodici apostoli. Nel centro della lanterna doveva esserci la colomba dello Spirito Santo, posta in alto per simulare l’atto di scendere sulla terra e portare la Sapienza all’umanità. A seguito di un crollo non fu più ripristinata.      ...

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Castel S. Angelo – Da Mausoleo a fortezza papale

Visita Guidata a Castel S. Angelo – Da Mausoleo a fortezza papale Castel S. Angelo, dedicato all’arcangelo Michele, accompagna da quasi duemila anni le sorti e la storia di Roma. Da tomba monumentale costruita per l’imperatore Adriano ad avamposto fortificato, da terribile carcere a splendida dimora rinascimentale, Castel S. Angelo rappresenta e incarna le vicende di Roma dove passato e presente si trovano indissolubilmente legati. La lunga e variegata storia dell’edificio, attraverso le tante trasformazioni, sembra emergere nel complicato intrico di sotterranei, logge, scale e cortili che costituiscono l’attuale assetto del castello. Il periodo del Rinascimento ha lasciato testimonianze indelebili nelle decorazioni fastose dipinte dagli allievi di Raffaello per l’appartamento di papa Paolo III Farnese, e il giovane Michelangelo è presente nella cappella progettata per il papa Medici Leone X. Nei secoli il castello ha ospitato forzosamente illustri personaggi come Benvenuto Cellini e il Conte Cagliostro, e tra tutti i monumenti romani è certamente quello che raccoglie al meglio le memorie di una città. L’associazione Culturale Amici del Tevere organizza una visita Guidata DOMENICA 2 MARZO 2014 Appuntamento: ore 10.00 all’ingresso di Castel S. Angelo Durata della visita: 2 ore circa Costo per la Guida: € 9,00 Soci di AMICI DEL TEVERE – € 12,00 non Soci Nella visita sono compresi i radioauricolari, ove necessari per ragioni di intelligibilità legati al numero di partecipanti. Da sommare il costo del biglietto: € 10,50 ordinario – € 7,00 cittadini U.E. fra 18 e 25 anni – gratuito cittadini U.E. under 18 e over 65 (altre riduzioni da http://www.castelsantangelo.com/info.asp) Modalità di pagamento: . presso la nostra sede in Roma a Via Marianna Dionigi n°17, contattandoci anticipatamente (normalmente siamo presenti LUN-MER-GIO in orario 9.00-12.00, ma è meglio telefonare prima), . via bonifico (per chi non le avesse già, forniremmo le coordinate bancarie). L’iscrizione all’Associazione non è obbligatoria, ma può essere effettuata col pagamento della visita, al costo di € 10,00 per l’anno solare 2014. Prenotazioni: . 063202087, 0632500420 cell. 3395852777,...

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Centri Commerciali Roma

Centri Commerciali Roma Che fine ha fatto la Roma dei Cesari? Che ne è stato del barocco Romano? Dopo l’abusivismo selvaggio del dopo boom e l’espansione continua verso il GRA , in attesa di inglobarlo all’interno della città come un’autostrada urbana, possiamo dire che Roma sia diventata il tempio dei centri commerciali. Centri Commerciali Roma : I nuovi monumenti A livello architettonico Roma non è cambiata molto negli ultimi 20 anni o almeno da quando me la ricordo io, i simboli sono sempre gli stessi: San Pietro, Colosseo, Piazza di Spagna …. Magari si è tentato di fare qualcosa con il MAXXI o con la Nuvola, ma l’impatto sicuramente non è stato forte come l’arrivo dei centri commerciali, veri nuovi monumenti della Roma di inizio millennio,da Porta di Roma al Centro Leonardo passando per Euroma 2 questi mega impianti hanno ridisegnato lo spazio urbano della città proponendosi per il ruolo di nuovi fori commerciali, punto d’incontro o d’arrivo per fare acquisti o solo per guardare, vista la crisi del paese che sembra non accennare a diminuire,esteticamente costruiti con un leggero influsso Kitsch di chiara scuola nord americana soprattutto negli interni. Centri Commerciali Roma : E la periferia I nuovi centri commerciali tendono a nascere in periferia se non addirittura in aree extra urbane, basti pensare al nuovo polo di Castel Romano, questa caratteristica rende le strutture delle vere e proprie cattedrali nel deserto, molto spesso mal collegate tramite trasporto pubblico con il resto della città, il risultato? L’aumento dei problemi di viabilità nei quartieri limitrofi al centro commerciale, avete notato l’incremento del traffico sulla pontina negli ultimi 12 mesi per esempio? Centri Commerciali Roma : Potenzialità inespresse I centri commerciali potevano essere una grande occasione per riqualificare molte zone periferiche di Roma, magari usando il centro come “scusa” per potenziare il trasporto pubblico ed i servizi ma naturalmente così non è stato, nessun vantaggio dell’indotto è stato scaricato sul territorio, nessun progetto di lungo periodo è in essere nelle nuove cattedrali dello shopping, l’ultima domanda che mi pongo è : ma almeno sono in attivo questi...

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La Piazza e la Basilica di Sant’Eustachio

La Piazza e la Basilica di Sant’ Eustachio  Piazza Sant’Eustachio e la sua omonima Basilica prendono il nome dalla figura di Eustachio, generale dell’ esercito di Adriano. La Piazza si trova nei pressi di Piazza Navona. La Basilica di Sant’Eustachio, a sinistra della Piazza, era originariamente una cappella, costruita da Costantino; la cappella prese il posto del luogo ritenuto la casa di Eustachio. Il martirologio afferma che egli venne ucciso, in questo luogo, insieme a sua moglie e ai suoi figli, e i corpi sarebbero ancora sepolti sotto l’altare maggiore della Cappella. Ricostruita più volte, la Chiesa di Sant’Eustachio si presenta attualmente nella sua versione tardo barocca. Ma basta notare il bel campanile per capire l’origine medievale. Al sommo della Chiesa, una testa di cervo con un crocifisso tra le corna, rappresenta l’immagine apparsa al generale Eustachio mentre era a caccia e che condusse alla sua conversione. La leggenda racconta infatti che il generale Eustachio, di origini pagane, in un giorno di caccia durante l’inseguimento di un cervo, vide questo fermarsi e illuminarsi di una luce accecante. Era Cristo che gli rivolse le seguenti parole “Placido perché mi perseguiti? Io sono Gesù che tu onori senza sapere”. Il generale, dopo la visione, decise di farsi battezzare prendendo il nome di Eustachio o Eustazio e con lui anche la moglie e i due figli con i nomi di Teopista, Teopisto e Agapio. Dalla leggenda Sant’Eustachio fu difatti denominato il patrono dei cacciatori; dal popolo è stato però considerato, per motivi riconducibili all’immagine del cervo, anche un protettore di mariti traditi che, in virtù sua, erano scherzosamente chiamati “Eustacchioni”. Tornando sulla Piazza, in un angolo opposto alla Chiesa, potete notare un grazioso palazzetto del tardo 500’, sull’esterno vedrete i resti danneggiati e ridipinti di affreschi, attribuiti ai fratelli Zuccari. Uno, sul lato destro, illustra la leggenda di Sant’Eustachio. Dalla Chiesa spostatevi a destra per pochi metri, la piazza è limitata, da questa parte, dal complesso del Palazzo della Sapienza, Chiesa di Sant’Ivo, con la sua bella cupola e l’originalissima lanterna a spirale progettata da Borromini. Sempre nella Piazza sorge Palazzo Stati, disegnato da Giulio Romani, in classico stile rinascimentale. Proseguendo, passate nell’ adiacente Piazza dei Caprettari, che prende il nome dai venditori ambulanti di capretti ed abbacchi. Qui c’è una pittoresca collezione di fabbricati che vanno dal rinascimento al Barocco, tra questi Palazzo Lante, elegante opera di Jacopo Sansovino. Curiosità: Piazza Sant’ Eustachio è oggi conosciuta per il famoso Caffè dalla ricetta pregiata e il suo aroma, simbolo di una tradizione. Leggi la storia. Fonte: Mauro Lucentini – La Grande Guida di...

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Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale

Frida Kahlo – Prima retrospettiva dell’ artista Messicana Le Scuderie del Quirinale ospitano dal 20 Marzo al 31 Agosto 2014 una mostra dedicata a Frida Kahlo. Si tratta della prima retrospettiva in Italia dell’artista messicana: in esposizione, circa 130 opere tra dipinti e disegni provenienti dalle principali collezioni pubbliche e private in Messico, Stati Uniti, Europa. L’iniziativa rientra in un progetto che coinvolge le Scuderie del Quirinale e Palazzo Ducale di Genova e presenta due grandi mostre: quella romana che racconta l’artista Frida Kahlo e il suo rapporto con i movimenti culturali e artistici dell’epoca; l’altra a Genova (20 settembre 2014 – 15 febbraio 2015) che proporrà l’arte della pittrice, influenzata dal suo universo privato di grande sofferenza, al centro del quale sarà sempre il marito Diego Rivera. Alle Scuderie del Quirinale, in esposizione oltre quaranta ritratti e autoritratti, tra cui il celeberrimo Autoritratto con collana di spine del ’40, mai esposto prima d’ora in Italia e immagine della mostra, e l’Autoritratto con vestito di velluto del ’26, dipinto a soli 19 anni, il suo primo autoritratto eseguito per l’amato Alejandro Gòmez Arias con l’intenzione di riconquistarlo. E poi, una selezione di disegni, tra cui lo schizzo a matita per il dipinto Ospedale Henry Ford (o Il letto volante) del ‘32, il famoso corsetto in gesso che teneva Frida prigioniera subito dopo l’incidente e che dipinse ancor prima di passare ai ritratti (un pezzo unico che si credeva perduto fino a poco tempo fa). Infine alcuni eccezionali ritratti fotografici dell’artista, in particolare quelli realizzati da Nickolas Muray, per dieci anni amante di Frida, e tra questi Frida sulla panchina Bianca, New York, 1939 diventato poi una famosa copertina della rivista Vogue. Info & Prezzi 20 marzo – 31 agosto 2014 Scuderie del Quirinale Tel. 06.39967500 Domenica – Giovedì dalle 10.00 alle 20.00 Venerdì e Sabato dalle 10.00 alle 22.30 Ingresso: Intero € 12,00 – Ridotto € 9, 50 (l a biglietteria chiude un’ora prima) Sito internet: www.scuderiequirinale.it     Fonte: sito web Roma Capitale...

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Dove gustare il miglior Caffè a Roma

Tutti, da tempi remoti, parlano del caffè in ogni campo artistico: nel teatro con Carlo Goldoni e la sua opera “La bottega del caffè, nel cinema dove con la stagione del western Americano il caffè veniva consumato al crepuscolo, davanti ad un fuoco acceso nella prateria quasi come fosse una liberazione dopo una giornata di scorribande contro gli indiani e in ambito musicale con Johann Sebastian Bach che compose la celeberrima opera come “La cantata del Caffè”. Per una pausa di gusto: dove gustare il miglior Caffè a Roma Meta storica per i buoni intenditori, il miglior caffè a Roma è il “Caffè Sant’ Eustachio”. In questo piccolo locale tra Piazza Navona e il Pantheon si potrà gustare un caffè davvero speciale, dove l’ uso dei migliori caffè arabica e l’ alta qualità lo rendono inconfondibile e famoso in tutto il mondo, tanto che il Washington Post ha voluto intervistare i nostri produttori. Così scrive Erin Mister a proposito del Caffè Sant’Eustachio: “Qui la tecnica e le miscele sono così riservate che anche i baristi si nascondono mentre preparano un caffè dopo l’altro. Da quando ha aperto nel 1938 si dice che siano stati preparati 4000 espressi al giorno. Qualunque sia il segreto, il risultato è delizioso”. Nelle vicinanze del Pantheon, in Via degli Orfani vi è anche “Tazza d’ oro” . Una torrefazione storica fondata nel 1946 da Mario Fiocchetto , qui materia prima e qualità sono ottime. Un altro buon caffè si può gustare presso il “Gran Caffè Illy” da poco giunto a Roma, situato all’interno di Eataly , dove si degustano i caffè classici ai mono-arabica.  Infine a Via Condotti presso “Caffè Greco”  si può gustare un ottimo caffè e godere di una location altrettanto sorprendente. Curiosità: Il Caffè più caro del mondo è un particolare Caffè Indonesiano. Ha un costo che varia da 500 Euro a 900 Euro al Kg. Stiamo parlando del Kopi Luwak, prodotto con le bacche, ingerite, parzialmente digerite e defecate dallo Zibetto delle...

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AlexanderPlatz: il Jazz nel cuore di Roma

AlexanderPlatz: il Jazz nel cuore di Roma AlexanderPlatz vanta il titolo di Jazz club più antico d’Italia: era il 1982 quando una fatiscente cantina a due passi dal Vaticano veniva rilevata dalla famiglia Rubei e trasformata in quello che presto sarebbe diventato punto di riferimento per gli amanti del jazz a Roma. Da oltre trent’anni, AlexanderPlatz propone musica di qualità e gastronomia, in una cavea che ha visto incrociarsi le storie di grandi interpreti e musicisti di tutto il mondo. Passaggi di cui si trova ancora testimonianza nelle pareti del locale, interamente ricoperte dalle firme di grandi jazzisti, e nell’aria che si respira, carica dell’energia e della creatività dei musicisti che sera dopo sera ne hanno fatto la storia. AlexanderPlatz è un locale intimo e colorato, con calde luci soffuse e soffitti a volta. Il palco è visibile dal bar attraverso un arco, e si può scegliere di godere lo spettacolo da diverse salette o dalla sala principale a un passo dagli artisti. Insieme ai concerti, AlexanderPlatz propone per la cena piatti che il locale definisce di “cucina internazionale con una forte impronta mediterranea”, oltre a un American bar per l’after dinner. I concerti hanno inizio tutte le sere alle 21.45, ad eccezione del venerdì e sabato in cui gli spettacoli hanno inizio alle 22.30. AlexanderPlatz offre uno sconto del 25% sul costo della tessera mensile per i possessori di tesserino di appartenenza a uno degli enti convenzionati (tra cui Atac, Upter, Interclub, Unicralbox, Cts, Carta per due). Per chi prenota la cena l’ingresso è gratuito. Inoltre, è possibile organizzare Business Dinner e feste private in serate concordate con l’organizzazione. Per informazioni e contatti visitare il sito...

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Lupanari Romani

La Storia dei Lupanari Romani Nell’ antica Roma la prostituzione, come lo sfruttamento, erano considerati atti legali. Chi si occupava delle ragazze era direttamente lo Stato, che regolarizzava il “lavoro” attraverso una tassazione, l’obbligo di iscrizione ad un registro (anche con nome fittizio o d’arte) ed il vincolo di praticare la professione nelle ore notturne e non di giorno. I luoghi operativi, i postriboli, erano chiamati “Lupanari”, dal nome “Lupa” famosa levatrice di Romolo e Remo chiamata così per le sue libere manifestazioni amorose. Diverse zone preposte alla prostituzione rappresentavano veri e propri quartieri a lui rosse, si dice che molti lupanari erano nella zona del Celio accanto alle caserme degli equites singulares, corpo militare dell’impero romano. L’alta frequentazione avveniva anche in seguito ai prezzi bassi che le prostitute chiedevano e nella cultura maschile degli antichi romani, il frequentare un lupanare era comunque una tappa obbligatoria a cui tutti i ragazzi dovevano sottostare attraverso un rito di iniziazione, segno di virilità. Dagli scavi di Pompei gli archeologi hanno trovato rappresentazioni pittoriche e vere stanze che rappresentavano i postriboli. I luoghi adibiti al sesso, stanze di pietra senza finestre, erano ambienti poco confortevoli con scarse condizioni igieniche. Le donne che svolgevano il lavoro nei lupanari, non sempre, erano provenienti da un basso ceto sociale. E’ risaputa la storia di Messalina, moglie dell’Imperatore Claudio. Conosciuta come una donna spavalda e senza scrupoli che a 12 anni era già una delle donne più desiderate di Roma per la sua bellezza. Si racconta tutt’ora che la moglie dell’imperatore fosse una delle ragazze più appetibili del bordello dove lavorava. In realtà il caso Messalina non era l’unico dato che, negli ambienti aristocratici della Roma imperiale, era molto diffusa la pratica di organizzare dei bordelli in ambienti raffinati gestiti dalle matrone. Qui era “legale” l’omosessualità e il trasgressivo, considerate come pratiche del tutto naturali. Inottemperanti erano gli imperatori stessi, come Caligola ed Eliogabalo, sorpresi ad andare in giro con occhi truccati e gioielli femminili. D’altronde se comportamenti del genere oggi fanno gridare allo scandalo per gli antichi romani l’ostentazione del sesso e la libertà di praticarlo era del tutto normale tanto che era posto sotto la protezione di due divinità: Venere e Priaopo. Fonte: Adriano Angelini “101 Cose da Fare a...

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San Cesareo de Appia

San Cesareo de Appia La Chiesa di San Cesareo de Appia, detta anche San Cesareo in Palatio  (come l’omonima Chiesa nel Rione Campitelli) si trova all’ inizio Porta San Sebastiano. Secondo fonti medievali era chiamata inizialmente “San Cesareo in Turrim” probabilmente per la presenza di qualche torre nelle vicinanze. E’ una piccola chiesetta dalla semplice facciata di inizio 600′. Sicuramente fu costruita molto prima. Intorno al VIII secolo circa, dati i numerosi elementi ritrovati nel sottosuolo che fanno pensare ad una chiesa del periodo alto medievale. L’ interno di San Cesareo, come la facciata, è di origine seicentesca; a partire dagli affreschi, che troviamo posizionati in tutta la chiesa. La maggior parte rappresentano la vita del santo titolare. I più notevoli sono quelli sono dell’abside dipinti dal Cavalier d’ Arpino, noto per la sua rivalità con Caravaggio. Gli arredi marmorei sono ricostruiti con elementi cosmateschi, probabilmente del XII secolo. Un rilievo del 400′ sotto l’ altare rappresenta due angeli, che insieme aprono una tenda, dando luce alla cripta sottostante. Una scala nell’ angolo sinistro dopo l’ingresso, permette di scendere in un edificio romano del II secolo. E’ conservato un bellissimo pavimento in mosaico bianco e nero, il quale rappresenta figurazioni marine. Tra il 1997 e il 1999 viene costruito all’interno della Chiesa un organo a canne da Francesco Saverio Colamarino.  ...

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Chiesa Ortodossa – Santa Caterina Martire

Chiesa Ortodossa – Santa Caterina Martire La storia della costruzione della Chiesa Ortodossa di Roma, inizia in tempi molto antichi. Parliamo infatti di un periodo che risale agli inizi del 1800, quando ad occuparsi del progetto di realizzazione della Chiesa era l’ Imperatore Alessandro I. In quasi due secoli di storia la comunità Ortodossa ha sempre partecipato attivamente alla realizzazione dei vari progetti per la Chiesa che si sono sviluppati nel tempo, attraverso la raccolta di fondi. Dalla fine del 1800, fino alla fine del XX secolo, la Chiesa Ortodossa ha avuto diverse sedi, tutte ad ogni modo legate con la Federazione Russa. L’ attuale Chiesa Ortodossa di Roma si trova nei all’interno del Parco Villa Abamelek, ai piedi del Gianicolo, vicino Porta di San Pancrazio. L’interno della villa è sede dell’ Ambasciata Russa. La Chiesa prende il nome di Santa Caterina Martire (o Santa Caterina d’Alessandria). Voluta fortemente dalla comunità ortodossa Russa, nell’ottobre del 1999 l’Ambasciata della Federazione Russa a Roma ha fatto formale richiesta al Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana ed al Comune di Roma per ottenere la possibilità di costruire l’edificio. Il progetto vero e proprio fu presentato al Comune di Roma un anno dopo. Il disegno prevedeva la costruzione della Chiesa Ortodossa nel comprensorio della Federazione Russa, dove è tutt’ora. La Chiesa è stata progettata di un altezza pari a 29 m con una superficie generale di 698,04 m², per un volume generale di 5056,28 m³. La realizzazione del progetto è stata approvata nel 2001, e nel 2002 la licenza edilizia. Qualche anno dopo viene  ufficialmente registrata l’Associazione per la costruzione della chiesa ortodossa di Santa Caterina d’Alessandria, con il fine di raccogliere i mezzi per la costruzione della Chiesa. Solamente nel 2009 ha avuto luogo l’inaugurazione della nuova Chiesa Ortodossa di...

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I Sampietrini di Roma

I Sampietrini di Roma I sampietrini (detti anche anche sanpietrini) sono i più piccoli testimoni della monumentalità di Roma. Detti alla romana i “serci” che tradotto all’italiana starebbe per selci. Quasi tutti sanno che i sampietrini sono blocchetti di pietra, tagliati a forma di piramide tronca (come un cubetto) usati per la pavimentazione delle strade di Roma dal XVI secolo. Noti con il nome  “sampietrini” perché divennero simboli emblematici di Piazza San Pietro, con una caratteristica pavimentazione decorativa, i cubetti sono stati ritagliati dall’ antico basolato che si può ancora vedere a lastre su alcune delle vie consolari. Squadrato di 12 cm con una base molto rastremata, non è più alto di 17 cm e pesa oltre 3 chili. I sampietrini furono messi in opera per ottenere un selciato uniforme e compatto, in grado di essere levigato dall’attrito soprattutto dei carri e venne usato in maniera radicale dal Papa Sisto V nella grande sistemazione da lui compiuta tra il 1585 e il 159, tanto che arrivò a selciare ben 120 strade. E ci fu anche chi scrisse un manuale su questa tecnica di pavimentazione “Il discorso sul mattonato e selciato di Roma”, autore Guido Blado Foglietta. Sulla sua scia nel Seicento i sampietrini vennero utilizzati in tutta la città; la diffusione delle carrozze, con l’attrito logorante delle ruote, ne determinò il trionfo con una messa in opera che generò un vero e proprio artigianato. Nacque così l’arte dei “serciaroli”, artigiani dal grosso fisico, armati di “un martellone di legno, mazzapicchio, detto pilone” e diventato in romanesco il “mazzabecco”. I serciaroli venivano perlopiù dalla provincia dell’ Aquila e lavoravano a Roma da giugno a ottobre. Tra loro si chiamavano con un soprannome romanesco, in riferimento al loro aspetto: Asso de coppe, Tripicchia, er Gallo, Mandrella, er Vaccaretto. Quest’ultimo, il più famoso, è rimasto nella storia per la sua capacità di allineare sul suolo di una strada anche 6000 selci in un giorno, così da coprire 60 metri quadri. I sampietrini sono arrivati ai giorni nostri resistendo per quanto possibile al banale asfalto, preferito oggi perché più velocemente lavorato e più facilmente riparabile. A testimonianza della bellezza artigianale della pavimentazione con il sampietrino resta straordinaria quella di Piazza del Campidoglio, realizzata nel 1940 dall’ ingegner Silvio Sensi. E così è stato anche per Piazza Navona e Piazza del Quirinale. Un artigianato che è un’immagine di Roma, tanto che il “sercio” ha finito per entrare nella tradizione di un modo di dire, offrendo un’immagine poetica della città “Allustra li serci” che vale per: camminare oziosamente, andare serenamente a zonzo. Fonte: “Alla scoperta di Roma” di Claudio...

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Piazza di San Pietro in Montorio

Piazza di San Pietro in Montorio  Sulle pendici del Colle Gianicolo, nei pressi del “Fontanone”, scendendo verso Via Garibaldi si arriva ad una tranquilla piazza, San Pietro in Montorio, dominata dalla omonima Chiesa. Da qui si può ammirare un’altra bella vista della città. Oggi questo luogo silenzioso circondato da alberi, nasconde in realtà la sua vera identità. In tempi antichi era considerato uno dei luoghi più macabri della città. Nella piazza, gli schiavi e i non romani, che avevano commesso un omicidio venivano crocifissi. La vera crudeltà era nelle leggi. Oltre a promuovere le barbarie, proibivano da parte dei familiari, di venire a recuperare le salme, lasciate sulle croci a marcire e ad essere divorate dalle cornacchie, considerate dai Romani come un animale divino. Questi atti feroci durarono fino a quando Augusto non decise di  introdurre leggi più clementi. Nella brutale San Pietro in Montorio, numerosi scrittori sostengono che sia avvenuta l’esecuzione di San Pietro. In effetti la tradizione secondo cui l’Apostolo sarebbe stato martirizzato qui è molto più plausibile, rispetto alla molto nota, secondo cui egli sarebbe stato crocifisso ai piedi dell’Obelisco Vaticano. La leggenda ha comunque un fine di verità, dato che San Pietro non era romano e che, secondo la tradizione, egli fu condannato non soltanto per la sua predicazione Cristiana ma anche per assassinio. A questa alternativa tradizione è dovuta al presenza di San Pietro in Montorio. Curiosità: Dopo aver fatto visita alla splendida Chiesa, se decidete di concedervi una passeggiata per Trastevere, sappiate che vi trovate a pochi passi. Il Gianicolo è infatti collegato con il Rione tramite numerosi scalini che vi conducono direttamente in Via Goffredo Mameli, a pochi passi da Piazza san Cosimato, o in Via Garibaldi nei pressi di Piazza Trilussa. Le scalette di Via Garibaldi sono quelle subito sotto la Chiesa, le altre al contrario, non si vedono molto bene. Sono nascoste tra gli alberi le noterete una volta che vi siete lasciati la Chiesa alle spalle, andando per la discesa, da cui siete arrivati. Fonte: Mauro Lucentini – La Grande Guida di...

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Moving Shop : Un’idea geniale anti crisi

Moving Shop : Un’idea geniale anti crisi!! In questo periodo di “crisi” riesce a fare successo chi, sfruttando il proprio ingegno, attua progetti innovativi: basta pensare al Moving Shop. E’ ciò che è riuscita a fare l’ imprenditrice  milanese Valeria Ferlini, artefice del Moving Shop. Non avendo la possibilità di comprare altri negozi e volendo ampliare il suo giro d’ affari, ha deciso di inventare un modo alternativo di commerciare. Il grande successo dell’ iniziativa sta proprio nell’ aver creato un negozio itinerante con “un ape 50 della Piaggio”, allestito come un punto vendita. L’idea  rappresenta un grande vantaggio per il venditore che si troverà a far fronte a minori spese per quello che sarebbe stato il mantenimento del negozio e in più si da la possibilità al compratore di non fare lunghe file per poter comprare ciò che desidera. Certo, non ci sarà il camerino ma possiamo affermare che ci ritroviamo proprio difronte ad una trovata geniale ed anti-crisi!! L’ Ape allestita a negozio, non ha un’ ubicazione fissa, spesso però si prediligono luoghi conosciuti e molto turistici, in modo da poter avere una clientela varia. In alcuni comuni Italiani dove sosta il Moving Shop si è stabilito un accordo che prevede la concessione del 5% degli introiti ai servizi sociali. Il successo dell’ iniziativa ha spinto l’ imprenditrice milanese a dare vita ad un sistema di affiliazione che oggi conta più di ventuno Ape 50 in giro per l’ italia , di cui 4 a roma . Molto presto il Moving shop arriverà anche a Barcellona. I prodotti trattati sono prevalentemente di abbigliamento e accessori. L’ idea di creare questo nuovo modo di fare commercio è stato così apprezzato che  l’ Ape è stata sfruttata anche  per altre iniziative commerciali, ed esistono vere e proprie realtà specializzate nell’ allestimento delle tre ruote come : Cool Carts o Street Food Mobile. Per scoprire la collezione di abbigliamento di Valeria Ferlini, visualizzare le riviste che hanno trattato della moda, ed avere la possibilità di creare il proprio Moving shop potete visitare il sito internet dell’imprenditrice...

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Via del Monte della Farina a Roma

Via del Monte della Farina Via del Monte della Farina è un strada molto antica, non molto conosciuta, ubicata nel pieno centro di Roma. Il nome della celeberrima via deriva dal fatto che anticamente vi si trovavano uffici frumentari. Gli uffici svolgevano un ruolo molto simile a quelli all’interno del monte di pietà, ovvero, invece di offrire prestiti in denaro facevano prestiti in grano e prodotti agricoli. Era posta, proprio in questa via, una targa sul degrado urbano che recitava le pene a cui il trasgressore avrebbe dovuto far fronte qualora avesse sporcato la via. Via del Monte della Farina: I Palazzi Un Palazzo importante in questa via è quello situato al civico 19 , il quale porta un’ epigrafe che recita le seguenti parole: “HEIC UBI IGNOBILES NUPER TABERNAE RUDERA PREMEBANT PORTICUS CN POMPEII CUI CONTINENS ERAT CURIA C IUL CAESARIS NECE INSIGNIS SODALITAS TEUTONUM DE ANIMA NOBILIORES HAS AEDES EXSTRUENDAS CURAVIT ANNO AB URBE CONDITA MMDCXLVI ANNO DOMINI MDCCCXCIII”. Facendo una traduzione ne ricaviamo che questo Palazzo fu eretto o nell’ anno 2646 dalla Fondazione di Roma  o nell’ anno del signore 1893 ,sopra la curia di Pompeo. Per far si che tutti potessero affermare la ricostruzione del palazzo sopra la curia si volle ricollocare qui all’interno di una nicchia la statua di Pompeo magno ai piedi della quale Giulio Cesare fu assassinato. Tra gli altri palazzi presenti nella via sono da ricordare una scuola di sarti germanici testimoniato da un iscrizione: “SCHOLA SUTORUM VERE GERMANICORUM AD TURRIM D H COSSEBADE DE COSSLIN RESTAURATA AUCTA A D MDCCCIIC” e il convento dei Teatini il quale palazzo riporta la seguente frase: “CONSTANTIAE PICCOLOMINEAE ARAG AMALPHIS DUCI OPTIME MERITAE CLER REGUL”, ovvero un ringraziamento a Costanza Piccolomini che nel 1582 lasciò in eredità ai Teatini l’intero palazzo. Via del Monte della farina: Oggi Nonostante questa via rappresenti un pezzo di cultura romana , recentemente è stato reclamato che non si ha un adeguato mantenimento dell’ antica bellezza. Questo per diversi piccoli motivi come la presenza di negozi che prima ovviamente non vi erano, ma comunque rimane pur sempre una via che ha molto da raccontare e trasmetterci. Fonte : Roma...

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Il Potere, il Collezionismo, lo Sfarzo: Palazzo Colonna

Il Potere, il Collezionismo, lo Sfarzo: Palazzo Colonna Visita Guidata Sabato 8 Febbraio Entrando a Palazzo Colonna si viene trasportati indietro nel tempo in una delle residenze meglio conservate di una delle famiglie aristocratiche più potenti della città di Roma. Il palazzo sorge sui resti di un antico tempio dedicato a Serapide, ed è stato per 23 generazioni la casa-fortezza dei Colonna.  La gloria della famiglia Colonna raggiunse il suo apice nel 1571, quando l’ammiraglio Marcantonio Colonna fermò l’avanzata dei Turchi nella battaglia di Lepanto. Sulla volta della magnifica Galleria si dispiegano gli affreschi che illustrano la battaglia navale e il trionfo del comandante della flotta cristiana. Tra i tanti capolavori conservati nella Galleria spiccano il dipinto del Bronzino “Venere, Amore e Satiro”, l’”Adamo ed Eva” di Francesco Salviati e il famoso “Mangiafagioli” di Annibale Carracci. Il Palazzo conserva, insieme alla quadreria, il mobilio e gli arredi originali del XVI e del XVII secolo. E’ come se i Colonna si fossero assentati da poco, lasciando le fotografie e gli oggetti privati sui tavoli e sulle poltrone. Info & Prezzi Appuntamento: Sabato 8 febbraio ore 10.00 all’ingresso della Galleria presso Via della Pilotta n°17 La visita ha una durata di circa due Ore Costo per la Guida: € 9,00 Soci di AMICI DEL TEVERE, € 12,00 non Soci Sono compresi i radio-auricolari, ove necessari per ragioni di intelligibilità legati al numero di partecipanti. Da sommare il costo del biglietto: € 10,00, già scontatoci per gruppi (vogliate eventualmente comunicarci l’esenzione totale, consultando le categorie sotto riportate) Modalità di pagamento (salvo le esenzioni, € 19,00 Soci di AMICI DEL TEVERE, € 22,00 non Soci): – alla visita dell’1-FEB, per i partecipanti alla stessa (preavvisandoci, in modo da compilare anticipatamente le ricevute) – presso la nostra sede in Roma a Via Marianna Dionigi n°17, contattandoci anticipatamente (normalmente siamo presenti LUN-MER-GIO in orario 9.00-12.00, ma è meglio telefonare prima) – via bonifico (per chi non le avesse già, forniremmo le coordinate bancarie). L’iscrizione all’Associazione non è obbligatoria, ma può essere effettuata col pagamento della visita, al costo di € 10,00 per l’anno solare 2014. BIGLIETTI DI INGRESSO GRATUITO: – bambini fino a 12 anni (accompagnati da adulto pagante) – Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza (con tesserino ufficiale) – ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane (con tesserino annuale) – guide turistiche (con patentino...

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Porta Latina: Chiese di San Giovanni

Porta Latina: Chiese di San Giovanni Via di Porta Latina, nella zona dell’ Appia Antica fa da sfondo a due splendidi luoghi della cristianità:  il minuscolo Oratorio di San Giovanni in Oleo e la Chiesa Medievale di San Giovanni a Porta Latina. L’oratorio, un tempietto ottagonale, viene costruito agli inizi del 500′ da un prelato francese, per prendere il posto di un’ antichissima cappella. Questa, sorgeva nel posto in cui, secondo la leggenda, Giovanni Evangelista sarebbe rimasto incolume al supplizio dell’ olio bollente. Da qui il nome dell’ Oratorio. Il prelato francese era Benedetto Adam, il quale fece incidere il suo motto sopra una porta che affaccia sul giardino pubblico: ” Au Plasir de Dieu”. L’ architetto della struttura è sconosciuto, si attribuisce a Borromini la parte dal Fregio in su, che venne aggiunta solamente un secolo e mezzo dopo. L’interno dell’oratorio, (aperto di rado), contiene affreschi secenteschi che illustrano il supplizio di San Giovanni. Non molto lontano dal luogo sacro troviamo l’altra struttura in onore di San Giovanni. Anche qui il nome prende origine, come per l’Oratorio, dal martirio del Santo. Nonostante sia stata fondata nel V secolo, l’ attuale chiesetta medievale risale al VIII secolo. La struttura della chiesa riporta elementi di epoca romana, come i frammenti nel portico e le colonne presenti anche nella chiesa. Gli affreschi sono considerati importanti perché rappresentano il passaggio tra l’ influenza Bizantina e quello di Cavallini, maturato a Roma. Rappresentano scene dei due Testamenti e degli Evangelisti. Sulla sinistra della chiesa c’è un pozzo antichissimo con un incisione latina “Chiunque abbia sete venga ad abbeverarsi. Io Stefano…” L’iscrizione potrebbe essere opera di chi durante il periodo medievale, si prese cura della chiesa con pochi mezzi, dato che i padri votati vivevano in assoluta povertà. La Chiesa di San Giovanni fu per molto tempo rifugio di eremiti, visto che l’intera zona era stata completamente...

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Sepolcro degli Scipioni

Sepolcro degli Scipioni Su Via di Porta San Sebastiano, accanto alla Chiesa di San Cesareo, troviamo il Sepolcro degli Scipioni. Viene considerato una rarità, in quanto risalente al IV e II secolo a.C., mentre la maggior parte dei cimiteri familiari romani risalgono ben a quattro o cinque secoli dopo. Il Cimitero appartiene a una delle più celebri famiglie romane, è quasi sempre chiuso al pubblico perché in rovina. L’esistenza del cimitero si è avuta solamente alla fine del Settecento, suscitando grande scalpore. Delle due figure più celebri della famiglia Scipioni, Scipione l’ Africano vincitore di Annibale, e Scipione l’Emiliano che distrusse Cartagine, non furono mai trovati i resti all’interno del Sepolcro. Furono identificate invece quelli di altri illustri membri della famiglia. Le iscrizioni sono di notevole interesse storico, ed alcune di queste, dedicate a membri giovanissimi, contengono commoventi versi: “Sotto questa Pietra riposano la grande sapienza e le grandi virtù di un uomo che ebbe vita breve. Non chiedete quali cariche rivestì: non ebbe (…) Ma per raggiungerle gli mancò solo il tempo”. Secondo alcune testimonianze all’ interno del Sepolcro sarebbe stato conservato anche il corpo del Grande poeta Ennio, a metà tra il III e II secolo. Non c’è la certezza dato che il suo corpo venne sepolto qui dato che non fu mai ritrovato. Ma fu rinvenuto qui un ritratto scultoreo appartenente a...

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Domine Quo Vadis

Chiesa del Domine Quo Vadis Via Appia Antica 51 06 512 0441 La Chiesa del Domine Quo Vadis è una della prime chiese che si incrociano su Via Appia Antica, circa 800 metri dopo Porta San Sebastiano. La Chiesa ha origini medievali ma fu ricostruita nel 1600. Prende il nome da una leggenda secondo cui l’ apostolo Pietro, fuggendo dalla città per evitare il martirio, ha una visione di Gesù al quale rivolge le seguenti parole “Signore, Dove vai?” e il Signore rispose “Eo Romam iterum crucifigi” , che tradotto vorrebbe dire: “Vengo a Roma a farmi crocifiggere di nuovo”. Come testimonianza dell’ accaduto all’interno della Chiesa vi è una pietra con con le impronte “dei suoi santi piedi”, lasciate proprio da Gesù davanti la Chiesa. La pietra sarebbe in realtà una copia, l’originale è difatti conservata nella Basilica di San Sebastiano. Da questo episodio deriva il secondo nome con cui è conosciuta la chiesa “Santa Maria in Palmis”. La Chiesa non è molto grande, ed è ad un’unica Navata. L’altare è contornato da due affreschi con la Crocifissione di Gesù e la Crocifissione di Pietro, e al centro l’immagine della Madonna del Transito. All’interno è collocato il busto di bronzo di uno scrittore polacco, Henryk Sienkiewicz, autore di un famoso romanzo storico che ha proprio il nome di “Quo...

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Clivus Scauri – Clivio di Scauro

Clivus Scauri – Clivio di Scauro Il Clivio di Scauro è l’antica strada romana che costeggia la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo sul lato est del Colle Celio. Viene considerata una delle strade più suggestive di Roma. Clivus Scauri risale al II secolo a.C. e ha mantenuto, nel primo tratto, il suo nome originale, probabilmente derivante da un membro della famiglia degli Aemilii Scauri, Marco Emilio Scauro, magistrato che la costruì. La prima parte della strada è scavalcata da contrafforti della Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, resi necessari a causa dei danni riportati durante le invasioni Barbariche nel V secolo. Soltanto un contrafforte  è da considerare di quel periodo, gli altri sono stati ricostruiti nel Medioevo. Scendendo, il lato sinistro è ciò che rimane della casa paterna di San Gregorio Magno, il principale edificio è scomparso, ma egli ci fece costruire nel VI secolo un Convento e un Centro di Assistenza. L’ultimo contrafforte è un portale barocco datato 1607, appena superato  vi sono le rovine di quella che poteva essere la Biblioteca, sita nel complesso monastico di San Gregorio. Venne costruita da Agapito, tra i primi predecessori di San Gregorio. Continuando fino in fondo, dove termina il Muro alla vostra destra, si può ammirare un affascinante...

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Giorno della Memoria

Giorno della Memoria In “ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti” Iniziative negli spazi culturali romani   In occasione del 27 Gennaio – Giorno della Memoria, istituito nel 2000 dal Parlamento italiano in “ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari, civili e politici italiani nei campi nazisti” – l’Assessorato capitolino alla Cultura ha organizzato fino all’11 febbraio un calendario di appuntamenti di cinema, teatro, arte visiva, musica, danza, convegni, incontri, testimonianze e presentazioni di libri. Le iniziative – rivolte ad un pubblico di tutte le età, ma con particolare attenzione ai giovani e agli studenti – si svolgono in varie sedi: Sala Santa Rita, Casa della Memoria e della Storia, Museo di Roma in Trastevere, Biblioteche di Roma, Teatro di Corte di Villa Torlonia, Teatro Biblioteca Quarticciolo, Nuovo Cinema Aquila, l’Auditorium “Parco della Musica”, casa del Cinema, Casa delle Letterature e il Museo storico di Via Tasso. La Casa della Memoria e della Storia, organizza quest’anno appuntamenti per una settimana : consultate il programma. Tutte le iniziative in programma sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti...

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Le due anime delle Controriforma a Roma

Le due anime delle Controriforma a Roma: Il Casino dell’Aurora di Guido Reni e la “Madonna dei Pellegrini” di Caravaggio Visita Guidata Sabato 1 Febbraio All’ interno del complesso architettonico di Palazzo Pallavicini, sul colle del Quirinale, si trova il Casino dell’Aurora del primo decennio del 1600, che il Cardinale Scipione Borghese fece erigere dall’architetto fiammingo Vasanzio sulle rovine delle antiche terme di Costantino. Il padiglione a loggiato è formato da un ambiente centrale affrescato da Guido Reni con il carro dell’Aurora; il dipinto diventò ben presto il modello estetico di riferimento per tutti gli artisti classicisti. Nell’ Opera di Guido Reni rivive l’equilibrio formale e ideale della pittura di Raffaello, e questo costituisce una delle due anime  presenti nel movimento artistico del primo ‘600, mentre l’altra faccia è la rappresentazione del “vero secondo natura”, immagine della tragica realtà del Caravaggio. La visita intende focalizzare queste due attitudini da parte degli artisti di spicco di un’età di passaggio, caratterizzata dall’ austerità della Controriforma insieme al vagheggiamento di un “bello ideale”. La tappa successiva ci porta nella chiesa di S. Agostino dove il sacro, rappresentato da Caravaggio nella “Madonna dei Pellegrini”, si veste dei panni contemporanei di una Madonna plebea che accoglie i due stanchi e miseri pellegrini in preghiera. Qui la fede degli umili, cari al Signore, indica il percorso che il cristiano deve intraprendere, quello dell’imitazione di Cristo, vera essenza del messaggio della Controriforma. Info & Prezzi Appuntamento: ore 10.00 davanti all’ ingresso del Casino Pallavicini Costo per la Guida: € 9,00 Soci di AMICI DEL TEVERE, € 12,00 non Soci Sono compresi i radioauricolari, ove necessari per ragioni di intelligibilità legati al numero di partecipanti L’Iscrizione all’ Associazione non è obbligatoria, ma può essere effettuata al momento al costo di € 10,00 per l’anno solare 2014 Prenotazioni: 063202087 – cell. 3395852777  amicideltevere@unpontesultevere.com  Amici del Tevere: L’ Associazione Culturale ha previsto quest’ anno nuove “formule” per visite e passeggiate guidate, con il seguente programma per il 2014: A) Sabato 18 gennaio ore 14.30 – Il Rinascimento in Vaticano: Michelangelo e Raffaello a confronto (POSTI ESAURITI) B) Sabato 1 febbraio ore 10.00 – Le due anime delle Controriforma a Roma: il Casino dell’Aurora di Guido Reni e la “Madonna dei Pellegrini” di Caravaggio (scheda in calce) C) Sabato 8 febbraio ore 10.00 – Il potere, il collezionismo, lo sfarzo: Palazzo Colonna (scheda già disponibile – con biglietto) D) Domenica 2 marzo ore 10.00 – Castel S. Angelo (con biglietto) E) Domenica 16 marzo ore 10.00 – Palazzo Massimo e chiesa S. Ivo alla Sapienza F) Sabato 29 marzo ore 10.00 – Palazzo Rondinini (scheda già disponibile – con lieve sovrapprezzo) G) Domenica 13 aprile ore 10.00 – Il Ghetto (scheda già disponibile) H) Sabato...

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Un Evento per tutti i Gusti – Palazzo dei Congressi

“Un Evento per tutti i Gusti”  Al Palazzo dei Congressi il Primo Expo dei Sapori Mediterranei dal 24 al 26 Gennaio Con il Patrocinio della Presidenza dell’Assemblea capitolina è stato presentato, presso la Sala Pietro da Cortona, AMI Expo, il primo salone dedicato ai sapori mediterranei che si svolgerà al Palazzo dei Congressi il 24 – 25 – 26 gennaio. Il salone nasce con un duplice obiettivo: celebrare il piacere del cibo sano come patrimonio della nostra cultura e far conoscere i prodotti tipici dell’area mediterranea, con le loro filiere, ad un più vasto pubblico. Manipolando prodotti freschi di stagione si può produrre cibo di altissima qualità: per aziende, ristoratori e produttori esporre all’interno di AMI costituisce un’ottima occasione per presentarsi sia ad operatori selezionati del settore nazionale e internazionale sia a numerosi visitatori, potenziali acquirenti. Quattro saranno i percorsi tematici. Pane e olio (cuore della dieta mediterranea), pesce e pesca (risorsa economica e alimento fondamentale per una corretta alimentazione), sicurezza in tavola e amico cibo. In particolare, il tema della sicurezza in tavola affronterà il problema della contraffazione e fornirà informazione su tutti gli strumenti che il consumatore deve avere per acquistare tranquillamente il cibo, mentre il percorso “Amico cibo”, rivolto ai bambini dai 6 ai 14 anni, approfondirà il tema dell’educazione alimentare. Info: Orari: venerdì, sabato, domenica dalle 10:00 alle 22:30. Tariffe: Intero: € 12,00 – Ridotto: € 8,00 (ragazzi dai 7 ai 14 anni e over 65) Gratuito: bambini fino ai 6 anni, disabili con accompagnatore e militari in divisa. Per maggiori Informazioni potete visitare il sito dell’ AMI...

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Basilica di Sant’Agostino

Basilica di Sant’Agostino Piazza di Sant’Agostino, Roma 06 6880 1962 La Basilica di Sant’Agostino, si trova a Roma, poco distante da Piazza Navona. E’ una delle prime chiese romane costruite durante il Rinascimento. La Basilica e il monastero dei monaci Agostiniani furono, durante il Rinascimento, il cuore dell’ attività Intellettuale di quel periodo. Grandi artisti come Raffaello e Michelangelo si recavano qui per pregare. Chiesa favorita anche dalle Cortigiane, che venivano qui per pregare e confessarsi, e donavano somme di denaro in cambio di una sepoltura all’ interno della Basilica. Tra queste, si dice che anche Fiammetta Michaelis, amante di Cesare Borgia, avesse qui la sua tomba. Anche se i tumuli non vennero mai rinvenuti. L’Origine della chiesa si fa risalire nel tardo 400′. La facciata, che fu costruita utilizzando travertino proveniente dal Colosseo, ricorda anche se più ornata, genericamente quella della Chiesa di Santa Maria del Popolo. Entrambe le Basiliche sono considerate come i due migliori esempi di Chiese Rinascimentali a Roma. L’ interno della Chiesa, rimodellato da Luigi Vanvitelli alla metà del 1700, è composto da 3 Navate, 10 cappelle laterali, transetto e abside, affiancata da altre quattro cappelle. Sant’Agostino è famosa anche per essere casa di opere, di alcuni dei più importanti pittori Rinascimentali come Caravaggio e Raffaello. Sul lato sinistro della Chiesa nella prima cappella vi è la meravigliosa “Madonna dei Pellegrini” (1605) . Le figure circondate dall’oscurità risaltano nella loro pienezza e drammaticità: ai piedi di una giovane madre appoggiata allo stipite di una casa povera, sono umilmente in ginocchio due pellegrini vestiti di stracci a mani giunte in segno di adorazione e gioia nel vedere le due dolci figure. Il bambino investito di spalle dalla luce rivolge loro lo sguardo come la mamma e tende la mano in segno di benedizione. Tenendo le spalle all’ opera di Jacopo Sansovino, la statua della “Vergine col Bambino” meglio nota come “La Madonna del Parto”, guardando verso il lato sinistro della Chiesa vi è un affresco di Raffaello “Il profeta Isaia” (1512). Nonostante pesanti restauri l’intensità dell’ espressione e la forza del disegno indicano la personalità del grande Raffaello. L’altare maggiore di Sant’ Agostino fu disegnato da Bernini nel XVII secolo a cui dobbiamo anche la realizzazione dei due angeli in...

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Piazza Campo de’ Fiori

Campo de’ Fiori Oggi, ciò che resta di Campo de’ Fiori è il famoso mercato che si svolge tutte le mattine dal 1869, ma la storia della Piazza inizia nell’ antica Roma, quando la zona era considerata uno dei luoghi più grezzi della città. Veniva utilizzata come rimessa per le squadre di Aurighi, ovvero coloro che conducevano le bighe nelle gare del Circo Massimo. A confermarlo fu il fatto che, tempo dopo, i resti delle rimesse sono stati trovati nelle aree limitrofe. La Piazza di Campo de’ Fiori, che durante il Medioevo fu ridotta ad un prato abbandonato (è da qui che viene il nome), venne urbanizzata ufficialmente dai papi alla fine del 1400, in quanto unica Via per il Vaticano proveniente da Sud. La prima via di collegamento risanata, fu Via del Pellegrino, chiamata così perché principale tragitto dei pellegrinaggi in Vaticano. La Via esisteva già prima che Papa Alessandro IV Borgia si occupasse del rinnovamento. A testimoniarlo, sono le iscrizioni e lo stemma Papale sulla prima casa a sinistra. Il cambiamento di Campo de’ Fiori si ottenne agli inizi del 500’, con la bonifica dell’ area attraverso la costruzione delle fognature e di servizi essenziali. La Piazza assunse finalmente un aspetto degno di un luogo pubblico cittadino. Divenne un punto d’incontro per le discussioni e gli annunci pubblici, qui venivano affisse anche bolle e proclami papali contro gli eretici, veniva svolto il mercato ed era luogo di passaggi papali. Campo de’ Fiori divenne un luogo di Osterie, ogni fabbricato nella Piazza ne includeva qualcuna come nelle strade adiacenti, e luogo di commercio ed artigianato. Le stradine che confluivano nella piazza, inizialmente strette ed ampliate durante i processi di Bonifica nel 500’, adesso divennero simbolo di attività commerciali. Via dei Baullari, che raggruppava le botteghe dei fabbricanti di bauli e valigie, Via dei Giubbonari, fabbricanti di giubbotti, e così per Via degli Straderari, dei Cappellari, dei Giubbonari, dei Chiodaroli. L’aspetto splendente di Campo de’ Fiori, mostrava anche il suo lato buio, come luogo di pubbliche esecuzioni. Esempio è il rogo di Giordano Bruno nel 17 Febbraio del 1600, per la sua concezione filosofica considerata eretica. Oggi a testimonianza di una delle esecuzioni pubbliche più famose del Rinascimento, vi è nella Piazza la statua del filosofo, realizzata in bronzo dallo scultore Ettore Ferrari. Giordano Bruno è mostrato rivolgere il volto in direzione della Città del Vaticano, in segno di ammonimento alla Chiesa. Fino al 1798 la Piazza fu dominata da un alto patibolo, (vedi foto) che veniva utilizzato per i reati considerati “minori”. I colpevoli erano torturati attraverso una sospensione della braccia che procurava una dislocazione delle scapole. A testimonianza de...

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La Cina Arcaica – Palazzo Venezia

“La Cina Arcaica. Prima Mostra della Civiltà Cinese (3500A.C.—221A.C.)”  In Mostra fino al 20 marzo 2014 presso il Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma curata da Art Exhibitions China. La Mostra rientra nel quadro dell’accordo sul partenariato per la promozione del patrimonio culturale tra Italia e Cina, prevede lo scambio di spazi museali permanenti dedicati alle rispettive culture. Come per “Spazio Italia” che ha inaugurato a luglio 2013 presso il National Museum of China a Pechino con la mostra “Il Rinascimento a Firenze. Capolavori e Protagonisti”. “La Cina Arcaica” presenta per la prima volta 150 preziosi manufatti provenienti da collezioni della Provincia dello Shanxi, dello Shandong, dell’Hubei e del Sichuan. Sarà suddivisa in cinque parti: la nascita della civiltà, l’avvento del regno, i sacrifici per gli Dei e gli antenati, la musica legata alle cerimonie, e l’epoca degli Stati Guerrieri. I preziosi manufatti sono tesori di 2 mila ai 5 mila anni fa, come ad esempio, la testa di bronzo con maschera d’oro dallo Sanxingdui Museum e le campane di bronzo appartenute agli Sui nell’epoca degli Stati Guerrieri. Attraverso questi preziosi reperti si potrà conoscere il percorso storico della Civiltà cinese da 5 mila anni fa fino alla prima unificazione sotto l’Imperatore Qin nel 221 a.c. Osservando ogni singolo manufatto si potrà immaginare il lusso e la ricchezza, restando ammirati dal livello di tecnologia raggiunto e dall’alone di mistero che li circonda. Info & Prezzi: Il Museo Nazionale di Palazzo Venezia segue il seguente orario: Dal Martedì alla Domenica: 8.30 – 19.30 Chiusura settimanale: Lunedì La biglietteria chiude un ora prima: 18:30 tel. +39 06 6780131 Il prezzo intero del biglietto è € 5,00. Ridotto di € 2,50 per cittadini dell’Unione Europea tra i 18 e i 25 anni, insegnanti di ruolo nelle scuole...

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Il Giardino Giapponese a Roma: un’opera di Ken Nakajima

Il Giardino Giapponese Il Giardino Giapponese che per primo è stato creato in Italia da un architetto giapponese ovvero Ken Nakajima è il giardino dell’ istituto giapponese di cultura. A ridosso del centro storico, precisamente a via Antonio Gramsci n°74 , sorge un piccolo (poiché percorribile in pochi minuti) ma grazioso giardino giapponese. Questo piccolo tesoro è aperto solo in determinati momenti dell’ anno che comprendono : l’ autunno e ovviamente la primavera durante la quale si potrà assistere alla fioritura dei sakura (i ciliegi in fiore). E’ obbligatoria la prenotazione, che si può fare telefonicamente al numero 06-3224794. Le visite guidate sono solitamente di 30 minuti  dal venerdì al sabato e non sono previsti pagamenti per entrare. Il Giardino Giapponese: la sua struttura Il Giardino Giapponese è costituito da diverse piccoli elementi che lo hanno reso grande agli occhi della maggior parte dei visitatori, ma soprattutto assume significativa importanza  la palazzina  circondata dal giardino e edificata negli anni 60 seguendo il progetto dell’ architetto Yoshida Hisoya ispirato ad una dimora signorile del periodo Heian (IX-XII). Entrando all’ interno del giardino ci si ritrova immersi in un luogo tranquillo e suggestivo arricchito dal soave profumo delle diverse varietà di piante presenti che porta il visitatore stesso in uno stato di rilassamento . Qui vi ritroviamo il tipico laghetto (Sen’En )adornato da sassi e il ponticello di legno dal quale si può ammirare il rumoroso scorrere dell’ acqua sfociare nella quiete, ma i fantastici ambienti che ci offre il giardino giapponese non sono finiti. Passeggiando il visitatore si imbatte in piccole isole e nella veranda (tsuridono) che dà su uno specchio d’ acqua in cui nuotano lentamente le carpe( Koi) intorno a lanterne di pietra (toro). In questo luogo in cui il tempo sembra rallentare si mischiano le tradizioni giapponesi con quelle italiane basti pensare alle grandi varietà di alberi :Il glicine,il pino nano, gli iris , i ciliegi e gli ulivi simbolo del mediterraneo. Il Giardino dell’Istituto Giapponese di Roma resterà aperto al pubblico dal 12 Marzo al 30 Maggio 2015 con il seguente orario: Giovedì e Venerdì 15.00-15.30-16.00-16.30 Sabato 10.00-10.30-11.00-11.30-12.00 E’ consigliata la prenotazione al numero...

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Regalatevi un Corso per Sommelier

Al Via la seconda edizione del Corso per Sommelier! Il Corso per Sommelier si svolgerà Presso il “Motor Café” via Anastasio II, 404 Tel&Fax: 06.6374.334 Gli incontri (per un totale di 9) sono imperniati sulle Degustazioni e sono tenuti da Giancarlo Bertollini, conosciutissimo esperto del settore, con oltre 40 anni di esperienza Nazionale ed Internazionale nella Direzione Aziendale e nella Consulenza di Formazione. Il corso si svolgerà nelle nove giornate previste, con inizio alle ore 20:00 di ogni Martedì sera a partire da Martedì 22 Aprile 2014. Costo complessivo è di € 330,00 (IVA esclusa) Sono incluse la cena finale con la fornitura dei Vini e dei Materiali Per informazioni direttamente nel locale dal Sig. Aldo Grilli: motorcafe12@gmail.com Tel.: 06.6374.334 Tel&Fax: 06.3972.1551 Giancarlo Bertollini: info@studiobertollini.it...

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Cleopatra al Chiostro del Bramante

Cleopatra. Roma e l’incantesimo dell’Egitto In Mostra al Chiostro del Bramante fino al 2 Febbraio. Prodotta da Arthemisia Group insieme a DART Chiostro del Bramante è curata da Giovanni Gentili, che già abbiamo visto a capo della Mostra su Giulio Cesare. La Mostra conta 180 opere riguardanti la figura di una delle donne più celebri della storia. Queste rappresentano alcuni tra i più stimati pezzi della regina egiziana provenienti da Musei Internazionali come il British Museum di Londra, il Musée du Louvre di Parigi e il Kunsthistorisches Museum di Vienna e da Musei Italiani come i Musei Vaticani, Musei Capitolini, Museo Nazionale Romano a Roma, il Museo Egizio di Torino e di Firenze e infine il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. A 13 anni di distanza dall’ultima esposizione dedicata a Cleopatra con la Mostra della Fondazione Memmo,  torna questa volta un percorso diviso in nove sezioni: Cleopatra. L’ultima regina d’Egitto, La terra del Nilo, I sovrani ellenistici, Gli dei e il sacro nell’Egitto tolemaico, Le arti – I protagonisti – le vicende, Cleopatra e Roma. L’Egittomania, Nuovi culti a Roma, Roma conquistata: i nuovi faraoni. ) Percorsi che raccontano la sua vita, le sue origini, i principali personaggi di quel tempo, ma sopratutto che evidenziano il rapporto tra Cleopatra e Roma. Una Mostra che vi lascerà senza fiato per queste splendide opere lasciate a testimonianza della più famosa sovrana d’Egitto e forse anche della donna più temuta dalla Repubblica Romana. Info & Ticket: Chiostro del Bramante – Intero € 13,00 – Ridotto € 11,00: 65 anni compiuti (con documento); ragazzi da 11 a 18 anni non compiuti; studenti fino a 26 anni non compiuti (con documento); militari di leva e appartenenti alle forze dell’ordine; portatori di handicap; possessori CartaFreccia – Ridotto Gruppi € 10,00: prenotazione obbligatoria, min 15 max 25 pax, microfonaggio obbligatorio – Ridotto Scuole € 5,00 prenotazione obbligatoria min 15 max 25 pax, bambini da 4 a 11 anni non compiuti – Scuola dell’infanzia € 3,00 prenotazione obbligatoria min 15 max 25 pax – Ridotto Speciale € 9,00 – Guide con tesserino se non accompagnano un gruppo – Giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti) – Omaggio: Bambini fino a 4 anni non compiuti Gli studenti con tesserino universitario il lunedì ingresso €...

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Case Romane del Celio: un tesoro nascosto

Case Romane del Celio Nel rione Celio, nascosti al di sotto della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, troviamo i resti di un complesso residenziale romano. Si dice che qui, abbiano dimorato i due santi già citati. Il complesso fu scoperto nell’ 800 , portandoci così a conoscenza di una Roma inedita; durante gli scavi videro la luce  ben 20 ambienti di cui 13 affrescati. Attraverso una attenta analisi è stato possibile stabilire diverse epoche per gli ambienti e per gli affreschi presenti, eseguiti dal III secolo al basso medioevo. Nel II secolo l’ ambiente principale era costituito da un insula su due livelli, nel cui piano inferiore vi era un impianto termale ,un caseggiato popolare con un portico e taberne al piano stradale e in quello superiore vi erano le abitazioni. Successivamente nel III secolo l’ intero complesso abitativo fu trasformato in un unica domus pagana. Per adattare l’ edificio alla nuova funzione furono apportate ulteriori modifiche recentemente , ovvero : il taglio della facciata a metà dell’ altezza al secondo piano e la chiusura delle finestre e delle sei arcate a pian terreno. Nel II secolo l’ ambiente diviso in due grandi domus presentava un pian terreno affrescato da stucchi, pitture e mosaici parietali  policromi da qui si aprivano grandi ambienti. La casa meglio conservata è quella sulla quale si sono impiantate la navata centrale e quella sinistra della basilica . Questa casa era separata dall’altra attraverso uno stretto cortile che si trasformerà in un ricco ninfeo in un periodo successivo, il pavimento era costituito da un mosaico policromo a grandi tessere. Case Romane del Celio: Decorazione pittorica  Nella seconda delle due case romane del Celio ritroviamo una ricca decorazione parietale nella quale spicca la rappresentazione del ritorno dall’Ade di Proserpina 3 m x 5m. Fra le altre decorazioni presenti ricordiamo i putti vendemmianti fra girali di vite e molte creature fantastiche fra ghirlande di fiori. Nella stanza dei “geni” la decorazione parietale è articolata su due registri : nel fregio superiore ritroviamo eroti vendemmianti, mentre in quello inferiore troviamo 10 efebi nudi che sostengono una ghirlanda policroma tra piccoli uccelli in volo.Sulle pareti dell’ atrio cortile ritroviamo una megalografia ovvero un grande affresco a soggetto marino. Qui le vere protagoniste dell’ affresco sono due divinità femminili raffigurate sdraiate su uno scoglio , identificate come Cerere e Proserpina . Nell’ Aula dell’ orante viene privilegiata  la rappresentazione di candelabri,elementi vegetali, animali, fauni e figure umane.L’ oratorio medievale del santissimo salvatore è decorato da affreschi a soggetto cristologico, e di grande importanza è la scena di crocifissione di Cristo vestito da una tunica blu tra le figure di...

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Le Opere di Giacomo Della Porta

Le Opere Architettoniche di Giacomo Della Porta  Giacomo Della Porta è stato uno degli architetti e scultori a cui Roma deve gran parte delle sue Chiese, Palazzi e Fontane. Artista nel periodo del tardo Rinascimento insieme a Vignola, di cui fu allievo. La sua prima Opera a Roma fu l’ Oratorio del Santissimo Crocifisso (1562-1568). Attraverso questo paragrafo, vogliamo farvi rivivere una parte di storia che Della Porta ha lasciato nella nostra Città. Chiesa di Sant’Atanasio dei Greci: In Via del Babuino, all’altezza della famosa fontana che getta l’ Acqua Vergine, vi è la Chiesa di Sant’Atanasio dei Greci. Fu costruita alla fine del 500′ per opera di Giacomo della Porta, ad uso dei preti cattolici greci, non ortodossi, fuggiti a Roma dopo la caduta dell’impero Bizantino. Precisamente terminata dall’ architetto nel 1593, la Chiesa deve il nome ad Atanasio, vescovo di Alessandria. La facciata si deve a Martino Longhi il Vecchio che la completò insieme alla breve scalinata, i due campanili e le cupolette. Della Porta si occupò del portale e delle due nicchie, in quello superiore, del Longhi, vi sono il grande finestrone e due iscrizioni, una in lingua greca e l’altra in lingua latina in onore di Sant’Atanasio. L’orologio sopra il campanile fu donato da Papa Clemente XIV nel 1771  ed invece di essere rivolto verso via del Babuino fu posizionato in direzione del palazzo del Pontificio Collegio Greco. E’ interessante sapere che nella chiesa ancora oggi la messa è celebrata in lingua greca secondo un raro rito. L’uso di non adoperare strumenti, ma solo la voce umana , ha fatto sì che i canti del rituale abbiano un misticismo e una bellezza da restare incantati e commossi. Chiesa di Trinità dei Monti:  Trinità dei Monti con la sua facciata del tardo 500′ è tra le Chiese più ammirate di Roma. La Chiesa deve la sua realizzazione al disegno di Giacomo Della Porta, e non come molti pensano a Carlo Maderno. Potete notare, se pur vagamente, una piccola somiglianza con la chiesa di Sant’Atanasio, costruite entrambe da Della Porta a pochi anni di distanza una dall’altra. La Chiesa di Trinità dei Monti ha un aspetto vagamente gotico, uno stile che non si accomuna con le chiese di Roma. Questo si deve probabilmente alle autorità francesi di quel periodo che la commissionarono, basta prendere come esempio le cattedrali francesi in cui il doppio campanile ne è la caratteristica. Chiesa del Gesù: In Piazza del Gesù domina la omonima chiesa della Controriforma: la Chiesa del Gesù. Della seconda metà del 500’, rappresenta la “chiesa madre” dell’ordine dei Gesuiti e del fondatore Sant’ Ignazio. Similare a moltissime altre chiese gesuite costruite nello stesso periodo nel resto del mondo. La facciata si deve a due architetti del periodo: Vignola e il suo allievo Giacomo...

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Mostra Fotografica

Partecipa alla nostra Mostra Fotografica! Fotografi professionisti e dilettanti, la Pro Loco di Roma sta organizzando una Mostra Fotografica con le foto scattate da voi della Capitale. Un luogo pittoresco, un monumento, uno scorcio, una scena di vita quotidiana.  L’incanto della nostra città risiede in ogni particolare, basta saperlo cogliere! Per partecipare inviateci i vostri scatti tramite la pagina Facebook della Pro Loco di Roma o all’ indirizzo mail : commerciale@prolocoroma.it Le migliori verranno selezionate ed esposte qui nella nostra Open Area, visita il sito. Tutte le foto saranno comunque inserite nel nostro sito Web in una sezione Photogallery dedicata a chi ha partecipato al Concorso!   Info : – Per le foto consigliamo un’immagine 3000 x 2000 con una risoluzione di 300 dpi – Inserire la propria firma in ogni foto – Il termine per l’invio delle foto è il...

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La Fontana delle Naiadi Roma: Un’Opera molto discussa

La Fontana delle Naiadi Al centro di Piazza della Repubblica, si trova la fontana delle Naiadi, un’opera architettonica che fu molto discussa, soprattutto durante periodo della Roma Papalina del 1800 perché considerata troppo sexy. Il complesso di grandi dimensioni è composto da quattro figure femminili bronzee rappresentanti : la Ninfa dei Laghi, facilmente riconoscibile perché tiene con sé un cigno, la Ninfa dei Fiumi sdraiata su un mostro acquatico, la Ninfa delle acque sotterranee sdraiata sopra un drago e la Ninfa degli Oceani a cavallo di un cavallo, personificazione del mare. Un grande zampillo fuoriesce dalla prima vasca interna e va a ricadere sulle statue. Nel gruppo centrale ritroviamo Glauco, eseguito nel 1912 che stringe tra le mani un delfino per indicare la superiorità umana sulla natura. La Fontana delle Naiadi: Storia  Alla fine dei lavori dell’acquedotto chiamato “Acqua marcia” nel 1870, Papa Pio IX celebrò la fine dei lavori decidendo di affidare il progetto per rinnovare la fontana della Piazza ad Alessandro Guerrieri; il quale però non ebbe il successo sperato. Il suo progetto prevedeva tre tazze circolari concentriche a diversa altezza poste su una base ottagonale con i lati alternativamente retti e concavi, ad ornare il tutto in onore della venuta dell’Imperatore Guglielmo II di Germania, aveva pensato a quattro leoni accucciati. Si decise successivamente di affidare il progetto allo scultore palermitano Mario Rutelli che finì la fontana nel 1901, ed è quella che oggi possiamo vedere oggi, a eccezione del gruppo scultoreo centrale che inizialmente non prevedeva la statua di Glauco, ma una struttura composta da tre tritoni, un delfino e un grosso polipo intrecciati tra loro conosciuto anche come “il fritto misto di Termini”. La fontana però suscitò grande scalpore: la posizione particolarmente sensuale e lasciva delle statue, e la lucentezza dei corpi procaci bagnati dall’acqua, risultò essere uno spettacolo immorale e indecente per l’ala conservatrice di fede papalina. Le polemiche crebbero quando il continuo andirivieni di giovani, che sostavano davanti alla fontana protetta ancora da una cancellata, aumentò. La richiesta dell’ala conservatrice di rimuovere le Naiadi non fu approvata, ma venne addirittura rimosso il cancello che impediva la completa visione . Curiosità: Il Cantastorie Romano “Sor Capanna” dedicò alla fontana delle Naiadi una filastrocca ricca di doppi sensi: C’è a piazza delle Terme un funtanone, che uno scultore celebre ha guarnito co’ quattro donne ignude a pecorone e un omo in mezzo che fa da marito. Quant’è bello quer gigante, lì tra in mezzo a tutte quante: cor pesce in mano annaffia a tutt’e quattro er...

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Caffè Greco

Il Caffè Greco in Via Condotti Il Caffe’ Greco simbolo cosmopolita dell’elegante Via Condotti è il più antico caffè di Roma, aperto nel XVIII secolo, in Italia solo il Florian di Venezia è più antico. Il nome del locale potrebbe derivare  dal fatto che Nicola della Maddalena  il caffettiere che lo ha fondato nel 1760 era greco, ma anche al caffè decantato al modo greco o turco, che si serviva in origine diverso da quello filtrato all’italiana. Fin dall’inizio le sale del Caffè Greco servivano da punto d’incontro per gli intellettuali. Il locale conserva tuttora il suo aspetto ottocentesco e nella celebre sala Omnibus ospita ogni primo mercoledì del mese un gruppo di studiosi e accademici cultori della città di Roma. La caffetteria è famosa per le importanti personalità che lo hanno frequentato nel corso degli anni come Massimo D’Azeglio, Luigi di Baviera, Buffalo Bill, Ennio Flaiano, Aldo Palazzeschi, Cesare Pascarella, Richard Wagner, Orson Welles, Edvard Grieg, Johann Wolfgang von Goethe e molti altri ancora. Tra i noti personaggi che furono clienti del locale, ci fu Giacomo Casanova, un giovane abate al servizio del cardinale Acquaviva. Questo, trovandosi a passeggiare per la Strada Condotta (via dei Condotti), fu chiamato dal cardinale Gama che, seduto ad un tavolo del caffè con altri abati, lo invitò a fare loro compagnia. Sembra che si intrattennero scambiandosi storie e racconti lontani dall’austerità consona al loro abito. In questa occasione Casanova scambiò per una donna vestita da uomo Giuseppe Ricciarelli anche conosciuto come Beppino della Mammana. Lo disse al Gama il quale ridendo affermò che Beppino era un famoso castrato dopodiché glielo presentò raccontando, l’equivoco in cui Casanova era caduto. A questo punto pare che il nuovo arrivato abbia proposto a Casanova di passare una notte con lui promettendogli di ricoprire sia il ruolo di ragazza che quello di ragazzo. Numerosi sono gli aneddoti che circolano intorno al caffé greco. Si racconta, ad esempio, un aneddoto riguardante un famoso cliente occasionale della caffetteria : Henry Beyle più noto con lo pseudonimo di Stendhal che varcò la soglia dell’Antico Caffè Greco per cercarvi il suo sosia. Precedentemente lo scrittore francese a Terni era stato scambiato per il pittore Stefano Forby e per tale motivo era stato trattato con grandissima cortesia. Stendhal aveva cercato di chiarire l’equivoco ma non vi era riuscito tanto era somigliante al Forby. Giunto a Roma lo scrittore aveva saputo che il suo sosia era un frequentatore della famosa caffetteria e vi si era recato, curioso di incontrarlo. Il vederlo però gli aveva provocato una grande delusione in quanto il pittore era molto brutto. Tra i famosi clienti dell’Antico Caffè Greco vi fu anche Liszt che...

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La Torre della Scimmia a Roma

La Torre della Scimmia a Roma e la sua Antica Leggenda Nei pressi di Piazza Navona, precisamente in via dei Portoghesi, sorge la torre dei Frangipane, nota ai più come la Torre della Scimmia. La torre di origine medievale è inglobata all’interno del cinquecentesco palazzo Scapucci, è di forma quadrangolare e composta da quattro piani. La muratura della torre è in cortina di Laterizi a vista e agli angoli sono impiegati blocchetti di tufo. Ai fianchi della torre ritroviamo quattro finestre, sotto alle quali corre una cornice marcapiano di travertino e alla sommità è presente un coronamento di beccatelli. All’estremità della torre su di un rialzo è posta la madonnina e la luce perpetua.  La torre nei vari periodi appartenne a diversi proprietari: i Frangipane furono i primi ,  poi si susseguirono i Crescenzi, la confraternita del Gonfalone e la Congregazione di Carità ed infine dal XVI al XVII la proprietà passò agli Scapucci. La terrazza presenta i simboli araldici di quest’ ultima famiglia,un alternarsi della stella ad otto raggi e della mezzaluna con le punte in su. La Torre della Scimmia, la leggenda Il singolare nome “la torre della scimmia” deriva da una leggenda, descritta da il romanziere americano Nathaniel Hawthorne nei suoi appunti di viaggio in Italia, e conosciuta soprattutto per il romanzo “Il Fauno di marmo”. La leggenda narra che i proprietari della torre vivessero con una piccola scimmia, un giorno questa scimmietta prese la loro figlia ancora in fasce e la portò all’estremità della torre. Il fatto suscitò una sensazione di terrore in tutti coloro che videro la scena , ma soprattutto nei genitori della  bambina che disperati non sapevano cosa fare. All’improvviso al padre della bambina venne un’idea: richiamare la scimmietta con il solito fischio. Nell’udir questo suono la scimmietta rientrò in casa e posò la bambina nella sua culla. Da quel giorno il padre della bambina come ringraziamento alla madonna volle che in cima alla torre fosse posizionata una lampada perpetuamente...

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Artisti di Strada: Spettacolo d’ Intrattenimento in Città

Artisti di Strada Camminando per il centro di Roma non è difficile imbattersi in numerosi artisti di strada. In cambio di pochi spiccioli o gratuitamente rappresentano dei veri e propri intrattenitori, tanto che spesso attorno a loro si va a creare un vero e proprio pubblico. Ogni artista di strada ha una sua specialità: chi tenta di rappresentare statue di personaggi illustri della storia, i clown, i giocolieri, ballerini di break dance, ragazzi che praticano calcio freestyle e moltissimi pittori. Ultimamente molto in voga nella capitale era la rappresentazione artistica di due indiani vestiti da lunghe tuniche arancioni, la quale prevedeva che un indiano seduto in terra con le gambe incrociate sostenesse un bastone di circa un metro dove all’estremità nella stessa posizione si trova l’ altro indiano. Il risultato è che l’ uomo sopra al bastone sembra seduto nell’aria. Dall’antichità ad oggi: Grazie ad alcune fonti sappiamo che la prima legge di regolamentazione degli artisti di strada risale all’antica Roma, specificatamente al 462 a.C. In questo periodo gli artisti non erano ben visti, ed eseguire pubblicamente parodie o canti diffamatori nei confronti di qualcuno era punibile con la morte. Oggi nel Regno Unito alcune città regolano attraverso una specifica normativa, l’ attività degli artisti.Vi è il divieto di esibirsi dopo una certa ora ed è severamente vietato mettere in scena spettacoli che possano offendere la morale pubblica. In Italia si prevede l’ iscrizione degli artisti presso gli albi pubblici, l’ esposizione di un tesserino da esporre durante la performance , l’ obbligo di rispettare le zone inaccessibili e possedere un registro dove si stabiliscano i turni per esibirsi. Artisti di Strada: Curiosità A Ferrara si svolge ogni anno negli ultimi giorni di Agosto il “Ferrara Buskers Festival” dove artisti provenienti da tutto il mondo si esibiscono con i loro strumenti musicali. Altre rappresentazioni di artisti di strada avvengono a : Tolfa (RM)dove si svolge TolfArte  il 2-3-4 Agosto, Mercantia di Certaldo(FI)dal 16 al 20 Luglio,Artisti in Piazza di Pennabilli (RN) il 7...

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Colosseo

Apertura stagionale: Aperto dal 2 Gennaio al 31 Dicembre Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: A partire da 12,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Colosseo, il più grande anfiteatro romano   Il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio è il più grande e importante anfiteatro romano, nonché il più imponente monumento della Roma antica che sia giunto fino a noi. Costruito per volere di Vespasiano nel 72 d.C nell’area occupata dal lago artificiale annesso all’’enorme palazzo di Nerone, la Domus Aurea, venne inaugurato nell’80 da Tito, con giochi che pare siano durati 100 giorni. Nelle vicinanze era presente una statua colossale di Nerone, dal quale la leggenda vuole che derivi il nome Colosseo. Dopo l’uccisione di questo imperatore la statua venne rimodellata per raffigurare Sol il dio del Sole, aggiungendo l’appropriata corona solare. Era usato per gli spettacoli gladiatorii e altre manifestazioni pubbliche (spettacoli di caccia, rievocazioni di battaglie famose, e drammi basati sulla mitologia classica). Spesso, gli spettacoli cominciavano con animali che esguivano numeri da circo. Venivano poi i combattimenti mortali dei gladiatori (solitamente shiavi, prigionieridi guerra o criminali, erano quasi tutti uomini, ma non mancava qualche donna); i cadaveri venivano portati via su barelle da inservienti vestiti da Caronte, il mitico traghettatore di anime. Se un gladiatore veniva ferito, affidava la sua sorte alla folla e all’imperatore: “pollice alto” significava salvezza, “pollice verso” voleva dire morte, mentre il vincitore diventava l’eroe del momento. Il Colosseo esprime con chiarezza le concezioni architettoniche e costruttive romane della prima Età imperiale, basate rispettivamente sulla linea curva e avvolgente offerta dalla pianta ellittica e sulla complessità dei sistemi costruttivi. Archi e volte sono concatenati tra loro in un serrato rapporto strutturale. L’edificio forma un’ellisse di 527 m di circonferenza, con assi che misurano 187,5 m per 156,5 m. L’arena all’interno misura 86 m per 54 m, con una superficie di 3.357 m². L’altezza attuale raggiunge i 48,5 m, ma originariamente arrivava ai 52 m. Il Colosseo, come tutto il centro storico di Roma, è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO nel 1980. Nel 2007 il complesso è stato anche inserito fra le Sette meraviglie del mondo moderno nell’ambito di un controverso concorso. Per Info & Acquisto biglietti, clicca...

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Orti Farnesiani

Orti Farnesiani   Il Giardino Botanico degli Orti Farnesiani, prende il nome dalla famiglia Farnese, che alla fine del 500′ acquistò  quasi tutta la superficie del Palatino trasformandola in uno splendido giardino. La costruzione degli Orti Farnesiani avvenne per opera dell’ architetto Girolamo Rainaldi, commissionata specificatamente da Alessandro Farnese, nipote di Paolo III, con lo scopo di dare lustro al casato e rimarcarne la potenza. L’ orto fu considerato come il più antico nel mondo occidentale. La villa era circondata da lussureggianti giardini, utili allo svago della famiglia e a ospitare magnifici ricevimenti.  Lo stile dell’ architetto lo si ritrova nell’imponente portale collocato un tempo all’ entrata degli orti, e ora rimontato come monumentale entrata dell’ area archeologica di San Gregorio. Il complesso del giardino è organizzato su una serie di Terrazze, unite da rampe, le quali passando per il Ninfeo della Pioggia arrivavano fino al teatro delle Fontanone. Quest’ ultimo aveva il centro nella Casina affrescata, sormontata da voliere piene di uccelli esotici. Davanti all’ uccelliera troviamo le reliquie dei palazzi imperiali. Avanzate fino ad un parapetto di mattoni, che si affaccia su una fontana barocca. Dal parapetto guardando sotto potete vedere dove si camminava per le passeggiate al fresco.  Un sistema di criptoportici collocava i due palazzi principali. A destra del parapetto potete vedere la zona in cui un tempo sorgeva uno dei più antichi palazzi imperiali, la Domus Tiberiana costruita da...

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Via dell’Orso e la sua omonima Locanda

Via dell’Orso e la sua omonima Locanda Via dell’Orso è la via parallela a Lungotevere Marzio, ed è possibile accedervi scendendo la scala alla sinistra del Museo Napoleonico. Vi renderete subito conto che la via, come altre nella zona, è in dislivello rispetto al fiume. Qui un tempo, prima della costruzione dei muraglioni, era molto facile che le inondazioni colpissero le case, dato che già normalmente l’acqua del fiume rasentava il livello delle abitazioni. La costruzione dei muraglioni  trasformò completamente l’area, permise una maggior sicurezza, ma limitò la splendida vista offerta dalla riva del fiume. All’ inizio della via, all’ angolo con via di Monte Brianzo vi è la Locanda dell’ Orso.  Oggi è un ristorante e anche discoteca ma, costruita con colonne, capitelli, il laterizio finemente lavorato, la decorazione in cotto degli archi  ed i cornicioni, rappresenta uno degli esempi meglio conservati di una casa romana del primo 400’.  Il nome deriva probabilmente dall’ insegna di due orsi, o da uno dei due proprietari della locanda, Baccio dell’Orso. Agli inizi del 500’ la struttura venne trasformata in un Albergo di buona categoria, anzi uno dei migliori di quel periodo. Tra molti dei suoi ospiti illustri soggiornarono qui Rebelais, Montaigne, e due secoli dopo Goethe. Il periodo di splendore dell’ albergo finì verso la fine dell’ Ottocento, tanto che vi andarono ad alloggiare solamente cocchieri e stallieri. Il dislivello della strada non riguarda solamente via dell’Orso. Parallelamente a questo lato del Tevere le stradine interne, come Via Tor di Nona, ( a 5 minuti a piedi in direzione di Ponte Sant’Angelo) hanno subito per anni gli stessi problemi legati alle piene del fiume. C’è un punto di Via Tor di Nona, che diventa Vicolo dei Marchegiani, dove i muraglioni sono stati costruiti a pochissimi metri dalle case. Alla fine del vicolo, potete vedere come la pochissima distanza dal palazzo al muro, non permette neanche il passaggio di una...

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Piazza di Spagna

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Piazza di Spagna    Piazza di Spagna è tra i luoghi più conosciuti e suggestivi di Roma. Con la grande scalinata di Trinità dei Monti, se potessimo descriverla con un termine specifico, non potremmo che usare la parola eleganza. Il carattere raffinato di Piazza di Spagna sopravvive dal momento della sua creazione, quando il Papa aveva deciso di farne il suo nuovo quartiere, fino ad oggi. A farne l’eleganza è  anche la presenza di boutique e i negozi di alta moda che si disperdono fino a Via Condotti. La grande scalinata di Trinità dei Monti è l’elemento dominante della piazza fu costruita in travertino nel 1726 su progetto di F. De Sanctis. L’intenzione del De Santis era quella di realizzare sia una scalinata che prendeva il posto  degli scoscesi sentieri lungo il pendio erboso del Pincio sia che potesse diventare un luogo di ritrovo per tutti i cittadini. Infatti, ancora oggi, la scalinata è un luogo di incontro e di ritrovo, tanto da essere definita il “salotto di Roma”. In primavera la scalinata di Piazza di Spagna, costituita dal marmo travertino romani color avorio, viene completamente ricoperta da azalee, come vedete nella foto, dando un effetto ancora più spettacolare. Al centro della piazza in fondo alla scalinata si trova l’elegante Fontana della Barcaccia opera di Pietro Bernini. Il motivo ispiratore della fontana deriva dal fatto che in questo luogo, in epoca antica, si tenevano giochi di battaglie navali. In cima alla scalinata è visibile dietro un obelisco egizio la chiesa di Santa Trinità dei Monti del 1495 con facciata del Maderno. Da Piazza di Spagna è possibile raggiungere, salendo la scalinata, la terrazza del Pincio, da dove è possibile godere di uno dei più splendidi panorami sulla città. Da piazza di Spagna si snodano le strade più conosciute e più eleganti di Roma. Via Condotti famosa in tutto il mondo per la presenza di numerose boutique di moda italiana come ad esempio Armani, Versace e Valentino. Via Frattina elegante e frequentatissima. Via del Babuino ricca di palazzi del XVII e XVIII secolo e centro di antiquariato romano. Via Margutta parallela a via del Babuino è la strada dei...

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Ponte Sant’Angelo

Ponte Sant’Angelo Ponte Sant’Angelo, è il ponte che collega Piazza Sant’Angelo con il lungotevere Vaticano. Venne fatto costruire nel 134 a.C.da Adriano come via d’accesso al suo Mausoleo, l’attuale Castel Sant’Angelo Prendeva nome originariamente dalla famiglia dell’ Imperatore: Ponte Aelius (Elio). Ponte Sant’Angelo fu per molto tempo, il ponte che i pellegrini dovevano attraversare per raggiungere il centro della Cristianità: San Pietro. Considerato a quei tempi uno dei ponti più belli di Roma, con lo sfondo del Castello, rappresentava una sorta d’introduzione ad un esperienza mistica che i pellegrini, dopo un lungo viaggio, erano pronti a realizzare. La folla a volte era così tanta che occorreva istituire dei sensi di marcia. Nel 1300, primo Giubileo proclamato da Papa Bonifacio VIII, si impose per l’accesso al ponte una regolamentazione del traffico per la gran folla dei pellegrini. Dante Alighieri testimonia che sul ponte, che rappresentava la via più breve per arrivare a San Pietro dalla città, vennero creati due percorsi opposti delineati da una fila di botteghini. Nonostante questi accorgimenti un secolo e mezzo dopo, una mula di un Cardinale cominciò a scalciare colpendo numerose persone, che per allontanarsi rimasero schiacciate contro il parapetto che, non supportando la pressione, cedette provocando 176 morti. Dal 1488 al 1534, la piazza antistante ed il ponte vennero adibiti ad “esposizione patibolare”: luogo dove ostentare alla pubblica visione, i cadaveri delle persone giustiziate. L’origine romana del Ponte è inconfondibile nella parte delle arcate inferiori, le uniche che lasciano in rappresentanza lo stile di quel periodo. E’, invece, nella parte superiore che possiamo notare un magnifico esempio di Barocco romano. I parapetti ricostruiti nel 1668, sono la testimonianza di Bernini.  Così come i dieci angeli che adornano il Ponte, i quali rappresentano ognuno i segni della passione di Cristo (la colonna a cui fu legato, il flagello, i chiodi…). Due di questi furono scolpiti personalmente da Bernini, “l’ Angelo con la Corona di Spine e l’Angelo col cartiglio”. Ma, all’epoca le due opere furono considerate troppo preziose per essere sottoposte alle intemperie; così, vennero sostituite con due copie prodotte dai suoi allievi ( sono la seconda e quarta sulla destra). Le statue originali sono oggi conservate nella Chiesa di Sant’ Andrea delle Fratte, proprio davanti la zona absidale.“   I dieci Angeli della passione di Cristo:  Angelo con la colonna: scultore Antonio Raggi, iscrizione “Tronus meus in columna”. Angelo con i flagelli: scultore Lazzaro Morelli, iscrizione “In flagella paratus sum”. Angelo con la corona di spine:  è dello scultore Paolo Naldini iscrizione “In aerumna mea dum configitur spina”. Angelo con il sudario o Angelo con il Volto Santo: scultore Cosimo Fancelli, iscrizione “Respice faciem Christi tui”. Angelo con la veste...

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Street Food: Una risposta alternativa al Ristorante

Street Food: Una risposta alternativa al Ristorante Cos’è lo Street food: Partiamo dalle basi per chi fosse rimasto un po indietro in ambito di ultime tendenze gastronomiche. Cos’è esattamente lo street food? Nulla di più che mangiare per strada, molto spesso in piedi, un cibo veloce e facile da preparare. Panini, kebab, piadine e così via. I prodotti sono spesso preparati al momento ed in pochi minuti; caratteristiche che hanno fatto sì che lo street food prendesse subito “un’ottima piega”. Non solo sandwich: Si è vero lo sappiamo, a noi come a voi la prima immagine che viene in mente pensando allo street food è quella di un panino. Oggi invece scordatevi il classico panino prosciutto e mozzarella, sarà solamente un vago ricordo. I locali street food offrono una vasta scelta di ingredienti per creare il vostro sandwich preferito e una vasta scelta di alternative al panino. Mood Street Food: Farsi trascinare dallo street food è stato facile. In molti casi l’ ottimo rapporto qualità prezzo e la vita frenetica della città con orari ristretti hanno garantito il successo del cibo fast e low cost. L’ affermazione dello Street Food a Roma: Il cibo da strada ha trovato a Roma terreno fertile. Vogliamo quindi segnalarvi quelli che secondo noi possono essere considerati i migliori venditori di Street Food nella capitale. Trapizzino: Ha aperto da circa un anno, precisamente il 13 Dicembre 2013 a Piazzale Ponte Milvio il locale street food di Stefano Callegari “Trapizzino”. Dalle ore 13:00 fino a sera sarà possibile gustare i vari tipi di trapizzino. Qui si cerca di far tornare in voga gli antichi sapori della cucina italiana e soprattutto romana. Ma che cosa è un trapizzino? Consiste nell’inserire all’ interno di una pizza bianca di forma triangolare (preparata secondo degli specifici passi per far si che il contenuto non fuoriesca) secondi e contorni deliziosi, creando all’interno del palato del cliente un esplosione di sapori unici e inimitabili. L’Ape-rnacchia: Strepitoso e originale successo di alcuni ragazzi romani che hanno deciso di creare un “Pub Itinerante” con la loro Ape della Piaggio. Non c’è un posto fisso dove incontrare l’ Ape-rnacchia ma consultando la loro pagina Facebook, potete scovare dove si trovano! Imperiale: Quando prima raccontavamo, che lo Street Food ha avuto un evoluzione, Imperiale ne è l’ esempio. In Via dei Coronari 160, il cibo di strada è: la pasta!!! Chi l’ avrebbe mai immaginato. Un po’ scomodo penserete, ma per un piatto di pasta a poco prezzo ne vale la pena! Ottimo rapporto qualità-prezzo, e primo su tripadvisor. Pasta fatta a mano. Se siete nei paragi e avete fame, tappa obbligatoria. Manolo: Il nome rimane un’ incognita, ovvero è una vita che...

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Pattinaggio sul Ghiaccio: Divertimento che non ha Età

Pattinaggio sul Ghiaccio: Divertimento che non ha Età Il pattinaggio è uno sport molto affascinante che diverte grandi e piccini. Cosa c’è di meglio per riscaldarsi in questo periodo di freddo di una bella pattinata sul ghiaccio? La capitale è ben attrezzata e possiamo trovare diverse piste di pattinaggio, da quelle al chiuso a quelle all’aperto. Axel. La Pista del Ghiaccio di Roma: La pista di pattinaggio Axel si trova in Piazza Mancini, di fronte lo Stadio Olimpico. E’ riservata a tutti coloro che amano pattinare senza l’ aiuto di un istruttore, purché non siano alle prime armi poiché la pista ha dimensioni olimpioniche 3.000 mq. Niente paura , per i principianti vi è la possibilità di seguire corsi dove insegnati qualificati  faranno apprendere questo sport. Axel inoltre  si presta anche come location ideale per qualsiasi evento: feste di compleanno, convention aziendali etc.  L’ ingresso alla pista ha un costo pari a 10 Euro e ci si può rimanere quanto lo si desidera , i pattini vanno noleggiati apparte ad un costo pari a 5,00 Euro. La pista è aperta dalle 10:00 a 00:00. Per info: si può contattare il numero 06.3216542 visitare il sito internet AxelRoma. Pattinaggio all’ Auditorium: Presso l’ Auditorium Parco della Musica sorge una splendida pista di pattinaggio di 600 mq. Aperta dal 1 Dicembre al 17 Febbraio. L’ ingresso alla pista di ha un costo pari di 8,00 Euro intero e 6,00 il ridotto. Prevede il noleggio dei pattini e un ora in pista. Per maggiori Info: Auditorium.com Ice Park : Ice Park ha una superficie di 5000 mq e rappresenta un vero e proprio villaggio oltre alla pista di pattinaggio vi sono molte altre attività. Ice Park possiede diverse sedi a Tor di Quinto e da quest’ anno è stata inserita una pista anche all’ interno del centro commerciale  Euroma 2 . La pista è aperta dalle 9.30 a 00.00. Per quanto riguarda il costo vi sono diverse offerte , l’ entrata libera  con il noleggio dei pattini dal Lunedì al Venerdì ha un costo di 8,00 Euro e Sabato e Domenica di 10,00 euro. Per qualsiasi informazione si può contattare il numero 06.33225155 o consultare il sito Web. Pattinare al Centro Commerciale Porta di Roma: Dal 22 Novembre al 12 Gennaio è aperta la Pista di Pattinaggio nel Centro Commerciale Porta di Roma. Dal Lunedì al Venerdì dalle 15:00 alle 22:00 e Sabato e Domenica dalle 14:00 alle 22:00. L’ingresso di 1 ora più il noleggio dei pattini ha un costo di 6,00 Euro. Per maggiori info: 06....

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Augusto in mostra alle Scuderie del Quirinale

Augusto In Mostra dal 18 ottobre al 9 febbraio Augusto in mostra alle Scuderie del Quirinale: in occasione del bimillenario della  morte del primo imperatore di Roma, le Scuderie del Quirinale ospitano la mostra “Augusto”, un’esposizione che ripercorre la sua storia personale e politica con una selezione di circa duecento opere di grande pregio artistico. La mostra “Augusto” alle Scuderie del Quirinale offre al visitatore un percorso espositivo che intreccia la vita e la carriera di Augusto con il formarsi di una nuova cultura e di nuove espressioni artistiche, le stesse che hanno gettato le basi della civiltà occidentale. L’epoca di Augusto fu caratterizzata dallo sviluppo di concetti come pax, pietas e concordia cantati da poeti del calibro di Virgilio e Orazio, mentre i confini del suo impero si estendevano dalla Germania al Maghreb per divenire non solo il primo ma anche il più grande della storia romana. Personaggio carismatico e dallo straordinario intuito politico, Augusto inaugurò infatti una nuova epoca storica riuscendo a trasformare in impero la Repubblica ormai consumata dalle lotte interne. Per quanto riguarda le opere in esposizione, elementi centrali della mostra sono le celeberrime statue di Augusto riunite insieme per la prima volta, mentre a rappresentazione dell’età dell’oro si possono ammirare rilievi e preziosi cammei. Conclude la mostra un’inedita ricostruzione di 11 rilievi che narrano uno scontro navale della battaglia di Azio nel 31 a.C. Oltre alla mostra “Augusto”, le Scuderie del Quirinale hanno dedicato al primo imperatore di Roma anche una serie di incontri con i maggiori esperti dell’età augustea, per approfondire le tematiche inerenti all’esposizione. Il prossimo appuntamento è per giovedì 19 dicembre alle 18.30 con Claudio Parisi Presicce dedicato al linguaggio artistico e ai nuovi valori che permeano l’età dell’oro. Le Scuderie del Quirinale hanno pensato anche a uno spazio per i ragazzi delle scuole primarie e dell’infanzia con il laboratorio “Tutte le strade portano a Roma”. Mentre la mostra offre una passeggiata indietro nel tempo tra sculture e preziosi manufatti, in laboratorio i ragazzi scoprono i legami tra antico e moderno con una grande mappa di Roma in cui rileggere le antiche vestigia della città attraverso elementi contemporanei. Sono disponibili inoltre tariffe speciali per le famiglie. Maggiori informazioni sulla mostra, le opere, gli orari, le offerte e i biglietti sono disponibili sul sito delle Scuderie del Quirinale...

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Shopping di Natale per le vie del Centro

Shopping di Natale per le vie del Centro Entrati nel periodo in cui emerge il vero spirito natalizio, se siete alla ricerca di qualche esclusivo regalo di Natale e non solo.. siamo qui per orientarvi tra i negozi di Roma, che possono fare al caso vostro! Per gli amanti dell’oggettistica, dei gadget tecnologici, ma anche di arredo moderno, il vostro negozio ideale è “Tech It Easy”. Noi conosciamo il punto vendita in Via del Gambero, vicino Via Frattina. Il negozio è un esplosione di novità ed oggetti che nessuno pensava fossero ancora stati inventati. Si vende di tutto, dal tavolo da biliardo, ad articoli per la cucina, allo zerbino scherzoso, al portacenere decorato, e mille altre cose. Non pensate sia però una bottega di cianfrusaglie. Il negozio è moderno e curato nei minimi dettagli. Per i prezzi…vi avvisiamo che non sono bassissimi, ma almeno avrete regalato qualcosa di originale! Il negozio accanto a Tech It Easy è “Zuccastregata” chi abita a Roma, probabilmente lo conosce. Vende articoli realizzati con  disegni differenti molto colorati e popolati da animaletti, zucche, fantasmini e streghette. Se pensate sia un negozio per bambini, vi sbagliate! Inizialmente l’idea era stata pensata per un pubblico adulto “…con la sindrome da Peter Pan” dicono li proprietari sul sito. Solo successivamente sono stati realizzati articoli per bambini. Vi consigliamo di visitare il sito perché l’idea è originale. Sempre su Via del Gambero, (sembra che improvvisamente tutti negozi siano concentrati su questa strada) c’è il paradiso della Cioccolata: “Chocolate Collefiorito”. L’ attività a conduzione familiare è gestita dal 1945, dalla famiglia Cacciotti. Cultori della cioccolata, sono riusciti a fare della loro passione un lavoro e un soprattutto un’arte. Lavorare la cioccolata e creare mille tipi di dolci differenti è un lavoro realizzabile. Una vera delizia per i nostri occhi e più che altro per le nostre papille gustative! Ci spostiamo da Via del Gambero, e camminiamo verso Via di Campo Marzio. Precisamente al civico 37 c’è “Just Design”  che ci propone oggetti di tendenza ad altri di culto, senza tralasciare collezioni di design. Il negozio è molto carino e a Roma ne troviamo diversi, dislocati anche dentro gli Aeroporti della città. Intramontabili durante il periodo Natalizio sono gli store come “La Coin”. In Via Cola di Rienzo è il paridiso dei regali di Natale, perché se non si sa cosa regalare, una volta entrati alla Coin avrete la risposta. Un “Grande Magazzino” dove potete trovare: abbigliamento, intimo, articoli per la casa, reparto gioielleri, borse e molto altro. I suoi punti forti sono la profumeria, all’entrata del negozio, molto fornita con beauty esperti pronti a consigliarvi sui vostri acquisti e anche a truccarvi per provare sulla vostra pelle nuovi prodotti, secondo punto forte,...

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Basilica Santa Maria del Popolo

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: Si Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Basilica Santa Maria del Popolo A Piazza del Popolo, accanto alla omonima porta  è sita una delle basiliche più celebri di Roma: Santa Maria del Popolo.  Sorta sull’ antico luogo del mausoleo dei Domizi Enobarbi , in cui era sepolto l’ imperatore Nerone, nasce nel 1099 inizialmente come piccola cappella, successivamente subì una serie di modifiche fino a quando venne ricostruita sotto Sisto IV, da Andrea Bregno tra il 1472 e il 1477. Attualmente la struttura architettonica della basilica presenta una pianta a tre navate con quattro cappelle per lato; termina con un ampio transetto, sul quale affacciano quattro cappelle, una cupola ed un profondo presbiterio. Nella navata di destra ritroviamo quattro cappelle : Del presepio, Cappella Cybo, Basso della Rovere e Costa . La cappella del presepio presenta una pianta esagonale con una copertura a volta costolonata di sei spicchi nei quali sono rappresentate le fasi salienti della vita di San Girolamo innestate su uno sfondo blu impreziosito da stelle dorate. Sulla parete dell’ altare si trova l’ affresco della Madonna con bambino , racchiuso  da  grottesche policrome su sfondo giallo oro. La cappella Cybo dedicata a San Lorenzo presenta una pianta a croce greca ed è interamente rivestita da marmi verdi e neri . La cappella basso della Rovere è dedicata a sant’ Agostino , la decorazione pittorica si deve al Pinturicchio , agli assistenti di bottega ed altri , ciò si evince dal crogiolo di stili presenti. La cappella costa presenta sull’ altare scolpiti i santi Vincenzo, Caterina d’ Alessandria e Antonio da Padova. Nella navata di sinistra ritroviamo: la cappella Cybo Soderini, la cappella Mellini , la cappella Chigi e la cappella del battistero.  Il transetto presenta due altari principali disegnati dal Bernini, sul quale si affacciano quattro cappelle. Nel presbiterio ritroviamo l’ altare maggiore fatto costruire nel 1627 per volontà del cardinale Antonio Maria Sauli , che si occupò anche della decorazione dell’ arco trionfale, dove venne rappresentata la leggenda sulla nascita della basilica. La leggenda narra che nel punto esatto in cui sorge la basilica si uccise Nerone  a sua memoria  fu piantato un albero di noce. La zona agli occhi del popolo era dannata e mossi da una preoccupazione comune chiesero aiuto a papa Pasquale II , che prescrisse 3 giorni di digiuno, durante uno dei quali  gli apparve  la madonna che gli diede una soluzione per arginare il problema ovvero:  tagliare l’ albero di noce, disseppellire le ceneri di Nerone e poi bruciarli entrambi gettando...

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Ice Club: Il Locale di Ghiaccio al Centro di Roma

Ice Club Roma L’ Ice Club situato nello storico quartiere Monti è un locale molto particolare poiché è costruito interamente di ghiaccio, dalle pareti al bancone, quasi a richiamare locali del Nord Europa; le temperature al suo interno sono pari a -5°. Appena si entra all’interno del locale, ogni cliente viene provvisto di una speciale mantella termica. L’ Ice Club si distingue per essere l’unico locale di ghiaccio a Roma e anche per la sua posizione: il quartiere Monti lo si ricollega subito ad un quartiere antico, che porta con se un pezzo di storia della nostra città, ed al suo interno si trova questo locale che possiamo definire un simbolo di modernità. Star indiscussa del locale è la Vodka. Il menu ne offre 20-25 aromatizzate, dalle classiche alla pesca e al limone fino a quelle all’assenzio e al cioccolato,  e circa 40 lisce, tutte importate da varie parti del mondo, Svezia, Finlandia, Russia, Polonia e Nuova Zelanda tra le altre. A base di vodka sono anche i cocktail, tutti rigorosamente serviti in coppe di ghiaccio. Il programma del Ice club è ricco di eventi tutti reperibili nel sito principale. La musica è dal vivo, le luci e l’ arredo del locale mutano ogni anno a seconda dei temi scelti. L’ Ice Club propone ai suoi visitatori una serie di offerte ad esempio il martedì con 20,00 Euro si ha la possibilità di gustarsi Vodka no limit e il giovedì si ha la possibilità di pagare shot ad 1,00 Euro. Per l’ estate è prevista l’ offerta Double Trouble ovvero di due clienti ne paga uno solo. L’ offerta è valida tutti i giorni ad eccezione del sabato e del martedì. Per il biglietto si pagano 15,00 Euro e il prezzo comprende una mantella termica ed una consumazione. Per maggiori info visitare il sito IceClub.it  ...

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Arti e Mestieri Expo 2013 – Fiera di Roma

Arti e Mestieri Expo Fiera di Roma 12/15 Dicembre 2013 La Fiera Arti e mestieri Expo per la valorizzazione dell’artigianato e delle attività manuali anche questo anno conferma il suo tradizionale appuntamento con i visitatori. La fiera punta ad ottenere la presenza sempre più vasta di visitatori grazie ad una vasta e attrezzata superficie espositiva dove saranno posti diversi stand. La fiera è finalizzata alla valorizzazione della tradizione dei migliori lavori di tanti maestri artigiani. Qui potremmo trovare : abbigliamento,accessori , arredamento, oggettistica, oreficeria, servizi per la persona , prodotti eno-gastronomici, biologici ,articoli per la cucina tutto di origine artigianale. Tra i vari settori merceologici ricordiamo inoltre la fotografia, stampa di settore, falegnameria e carpenteria , riparazioni elettriche e cure estetiche. La fiera Arti e mestieri Expo rappresenta anche un occasione per trovare idee regalo da mettere sotto l’ albero, proprio perché l’ evento si svolge in un periodo vicino alle festività natalizie. Arti e Mestieri Expo: Contatti e Info Tel. +39 06 65074523/521 Fax +39 06 65074474 info@artiemestieriexpo.it www.artiemestieriexpo.it L’ ingresso alla Fiera è gratuito. L’ orario di apertura parte dal giovedì ore 14.00 / 22.00 , il venerdì , sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 22.00. Per gli espositori interessati a partecipare il prossimo anno dovranno ricordarsi che il bando di partecipazione va consegnato entro e non oltre l’11 Novembre. Arti e Mestieri Expo: Come arrivare Dal Grande Raccordo Anulare uscita 30 in direzione Fiumicino e poi seguire le indicazioni segnaletiche per Fiera Roma. I parcheggi hanno una disponibilità di 5000 posti auto. Dalle Stazioni Tuscolana,Tiburtina, Ostiense collegate alle linee A e B della Metropolitana prendere il Treno FR 1 direzione Fiumicino e scendere alla Fermata Fiera Roma. Tariffa 1 euro. Dall’ Aeroporto di Roma Fiumicino i collegamenti sono garantiti con la Fiera Roma dal treno FR 1 fermata Fiera di Roma, dal taxi e dagli autobus...

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Santa Lucia : la Svezia arriva nella capitale

Santa Lucia : la Svezia arriva nella Capitale In occasione della festa di Santa Lucia l’ambasciata Svedese organizza concerti a Roma con il coro di Nordiska Musikgymnasiet di Stoccolma.  L’ evento ha inizio l’ 11 Dicembre alle ore 17:00, presso il cortile dell’ Assessorato alla Cultura Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale a Piazza Campitelli 7. Con sfondo il Teatro Marcello dopo l’esibizione del coro avverrà la degustazione di prodotti tipici Svedesi come: il  glögg = una bibita calda speziata, pepparkakor = biscotti speziati con zenzero e cardamomo e  lussekatter= brioche allo zafferano. Alle 19.30  il corteo si sposterà da piazza di Pietra sino al Tempio di Adriano dove si intoneranno le canzoni natalizie Svedesi con il coro. Successivamente  l’ ambasciatore di Svezia in Italia Ruth Jacoby  riproporrà una degustazione di glögg e pepparkakor, servito al pubblico dallo staff. Questo evento ormai conosciuto dai romani in quanto siamo giunti al quarto anno consecutivo, è molto apprezzato da questi poiché rappresenta una delle tradizioni di un paese molto lontano  ma molto caratteristica. Il corteo di santa Lucia intona una decina di canti Svedesi( tra i quali ricordiamo Sankta Lucia ) in vesti bianche e a lume di candela. Santa Lucia: La celebrazione e le sue Origini La celebrazione di Santa Lucia in Svezia ha origini medievali. Era credenza popolare che nella notte dell’ 11 Dicembre si aggirassero tra il popolo spiriti maligni e streghe. Questi spaventati erano costretti a riunirsi per sentire maggiore protezione e a  fare la veglia al buio. Santa Lucia: Contatti Contatti: Ann-Louice Dahlgren, Addetto Culturale all’Ambasciata di Svezia,  potete visitare il sito dell’ Ambasciata Svedese www.swedenabroad.com/roma L’ evento è offerto dalla collaborazione tra Roma Capitale e...

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Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria

Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria Dal 5 all’ 8 Dicembre si terrà al Palazzo delle Esposizioni dell’ Eur Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria; si giunge così alla decima edizione. La fiera è organizzata da Ediser s.r.l. in collaborazione con i migliori professionisti italiani  del settore editoriale. Per tutti coloro che non hanno potuto partecipare alle edizioni precedenti questa è un ottima occasione :la fiera è finalizzata a far emergere la piccola e media editoria che spesso rimane sconosciuta ai più perché surclassata dalla grande editoria. La fiera rappresenta  un luogo di incontro per gli operatori professionali, dove poter discutere delle problematiche del settore e per individuare le strategie da sviluppare. Anche altri visitatori si troveranno benissimo e potranno conoscere e apprezzare la piccola editoria attraverso conferenze, presentazione di libri e molto altro.Le giornate sono ricche di eventi e il programma è molto corposo colmo di fantastiche iniziative che faranno sognare grandi e piccini , non resta che andarci! , sperando che questa iniziativa abbia un successo grande come quello dell’ anno 2012. Facendo una stima nella nona edizione hanno partecipato circa 51 mila visitatori tra i quali vi erano numerosi ragazzi under 18. Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria: Info La Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria seguirà il seguente orario: il 5 Dicembre dalle ore 10 alle ore 20 , il 6 e il 7 Dicembre dalle ore 10 alle 21 e l’ 8 dicembre dalle ore 10 alle 20. Per quanto riguarda il prezzo del biglietto : il biglietto intero ha un costo di 8 Euro, il biglietto ridotto ( valido per i possessori di biglietto obliterato in giornata o carta metrobus, possessori di carta giovani o bibliocard) 4 Euro, gratuito per ragazzi fino a 14 anni , studenti universitari giovedì 5 e venerdì 6 ,visitatori professionali e classi accompagnate da insegnanti. E’ inoltre possibile acquistare il biglietto online. Per tutti coloro che volessero partecipare con un proprio stand devono compilare il modulo di partecipazione scaricabile dal sito ufficiale della fiera, per info tel 06.976.05.628, Fiera nazionale della piccola e media editoria: Come Arrivare In auto : uscita n°26 Roma Eur del G.R.A.in direzione centro città, proseguire fino a Piazza G.Marconi (obelisco), al primo semaforo a destra (Viale della Civiltà del Lavoro) proseguire per 200 mt. Dalla stazione Termini: Metro B, direzione Laurentina, fermata EUR Fermi. Dalla fermata , 5 minuti a piedi seguendo viale  Shakespeare. Per ulteriori spiegazioni visitate il...

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Bike Sharing a Roma

Bike Sharing a Roma. La “Condivisione” non riuscita. Si scrive Bike Sharing e ovunque si traduce con “Condivisione di Biciclette”, tranne a Roma dove possiamo definirlo “Sogno irrealizzabile”. Si perché mentre in Europa il servizio delle Bike Sharing sembra riuscito alla grande ormai da anni, qui a Roma è stato al contrario un “Flop” totale. Non volendo lamentarci con la solita frase “In Italia va tutto male” facciamo prima un giro su internet, tra siti di giornali e siti di mobilità sostenibile, e capiamo innanzitutto cos’è il Bike Sharing e il perché dell’ insuccesso che ha avuto nella capitale italiana rispetto all’ Europa e rispetto proprio, ad altre città Italiane. Cos’è il Bike-Sharing: Mettere a disposizione del cittadino un mezzo che sia l’alternativa all’autoveicolo privato e che promuova la Mobilità Sostenibile. Quale veicolo migliore della bicicletta? Una Bici non solo vostra, ma da condividere con tutte le altre persone delle vostra città. Gli obiettivi sono favorire gli spostamenti all’interno della città, contribuendo anche alla diminuzione del traffico cittadino ( che a Roma si sa, non farebbe male) e soprattutto  diminuire l’impatto ambientale generato da inquinamento acustico e atmosferico. Nel pratico il tutto funziona in maniera molto semplice. Chi vuole aderire al Bike Sharing sarà proprietario di una tessera personale magnetica, come quella dell’ abbonamento per la metro . Le bici da utilizzare si trovano posteggiate in delle piccole “stazioni”, dislocate per tutta la città. (di solito molto vicine alle stazioni delle metro, proprio per favorire gli spostamenti). Con il vostro abbonamento una volta davanti la “stazione” basta passarlo sulla colonnina che leggerà l’ abilitazione ad usare la bici. In quel momento sarete liberi di utilizzarla per quanto volete ( ogni città ha tempi/prezzi differenti) e poi restituirla alla prossima “stazione” che avrete vicino al vostro punto di arrivo. Très Facile! Roma “il Caso disperato”: Era il lontano 2008. La Capitale seguendo le orme di città come Parigi, Lione e Barcellona (alcune delle prime città che hanno attuato il servizio) decide anche lei di entrare a far parte della cerchia di capitali in cui si promuove la mobilità sostenibile. Ora…bisogna un attimo vedere se, rispetto alle caratteristiche e gli obietti che abbiamo appena descritto, Roma riesce ad attenersi. Il servizio parte con la gestione del progetto Bici-in-città affidata alla società Spagnola Cemusa. Numerosi abbonamenti iniziali. 3000 in sei mesi e con gli abbonati arrivano anche le lamentele. Poche bici rispetto agli abbonati. Difatti vennero stanziate solo 200 biciclette, da collocare in 19 stazioni, dislocate in un unico Municipio. Considerando che Roma di Municipi ne ha 20, possiamo dedurre che l’ obiettivo di “facilitare gli spostamenti” : è fallito! Per di più rispetto al resto del Pianeta, noi...

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Natale a Roma

Natale a Roma – Vivere la città nel momento più bello dell’ anno! Piccole tips per vivere il periodo natalizio a Roma nel migliore dei modi! Se un tempo aspettavamo l’8 Dicembre per entrare nel vivo dell’atmosfera natalizia, oggi l’aria del natale si respira già da prima. Negozi addobbati, corsa ai regali migliori, e preparazione dell’ albero, sono già previsti per il prossimo week-end. Noi, ovviamente, ci lasciamo trasportare ben volentieri dall’anticipata atmosfera natalizia di Roma. Il primo dei nostri tip è la storica “Mostra dei 100 Presepi”, presso le sale del Bramante a Piazza del Popolo. Ormai alla sua 39esima edizione, è un appuntamento fisso nella capitale. Se non volete rischiare di trovare troppa gente potete anticiparvi andando in un periodo più tranquillo, la mostra infatti sarà in esposizione già dal 27 Novembre. Se passeggiate nei dintorni di Piazza Navona, all’estremità della piazza, in Via Agonale, fermatevi a fotografare le vetrine del negozio “Al Sogno”. Chiunque da bambino ha sperato, guardando le vetrine, di ricevere un regalo proveniente da questo negozio…e fortunato chi l’ha ottenuto! Vale veramente la pena entrare e dare un’ occhiata anche se si è adulti, il posto è degno del nome che porta! Per gli appassionati dei regali una passeggiata per le vie dello shopping è d’obbligo. Questo perché le vie del centro sotto il periodo di Natale sono ancora più suggestive . Via del Corso e Via Condotti saranno allestite con degli addobbi luminosi. Così, come tra l’ incrocio delle due vie, sulla destra potrete ammirare le decorazioni di Palazzo Fendi, ogni anno sempre più belle. Potrete notare che gli addobbi per le vie del centro, non sono tutti uguali. A Roma infatti ogni quartiere si “autogestisce” e si “autodecora”. Sono i commercianti ad accordarsi uni con gli altri, su come decorare la zona. Rimanendo in tema di addobbi, occhio e macchinetta fotografica pronti, a Piazza San Pietro per il Mega Albero e il Mega Presepe al centro della piazza. Tutti gli anni viene lasciato anche oltre il 6 di Gennaio, forse perché è talmente bello che nessuno vuole disfarsene. Tip culturale: Una visita al Teatro dell’Opera per vedere lo “Schiaccianoci” con le musiche di Cajkovskij. La notte della vigilia ormai da anni, presso la chiesa di Santa Maria in Trastevere, si svolge la cena di natale con i senza-tetto organizzata dalla comunità di Sant’ Egidio. Se siete in centro e volete partecipare alla messa di 00.00, questa viene svolta in quasi tutte le chiese di Roma. Queste sono solamente alcune delle tante cose che abbiamo voluto consigliarvi di fare a Roma durante il Natale, accettiamo qualsiasi consiglio per tutto ciò che conoscete e che...

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Vincenzo De Moro – Opere Recenti

Vincenzo De Moro – Opere Recenti Si terrà oggi Sabato 30 Novembre presso lo spazio “Open Area” l’ inaugurazione della Mostra “Opere Recenti” di Vincezo De Moro. Ingresso Libero dalle 17:00 alle...

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Notte al Museo: Appuntamento con la Cultura

Notte al Museo L’ appuntamento Culturale del 30 Novembre con l’ apertura straordinaria dei Musei dalle ore 20:00 a 00.00. Una notte al museo, è il progetto ideato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che prevede l’ apertura serale di alcuni tra i principali musei di Roma. L’ Idea rappresenta un nuovo modo per valorizzare maggiormente il nostro territorio e per ampliare le conoscenze sia da parte dei cittadini, sia da parte dei turisti. Una notte al museo ci dà l’ appuntamento il 30 Novembre 2013 dalle 20:00 alle 24:00 con l’ apertura dei seguenti musei: Il Museo Nazionale Etrusco di villa Giulia, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Galleria Borghese, Museo nazionale Romano in palazzo Altemps, Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo, Museo Nazionale Romano Terme di Diocleziano, Museo Nazionale Romano Crypta Balbi, Galleria d’Arte Antica di Palazzo Barberini. L’ ingresso ai musei è a pagamento secondo la consueta tariffa. Notte al Museo: Iniziative In occasione dell’ apertura serale, alcuni musei propongono diversi eventi collaterali: Il museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ci offre un viaggio tra gli aromi e le fragranze dell’ antico Egitto con la presentazione alle ore 20:00 del libro “Aromi sacri, fragranze profane. Simboli, mitologie e passioni profumatorie nel mondo antico” di Erika Maderna, con la distribuzione (fino ad esaurimento scorte) di un profumo di origini antichissime, basato su una particolare formula del faraone Ramesse III. La Galleria Nazionale d’Arte Moderna ospiterà invece il concerto d’ archi come omaggio a Giuseppe Verdi. La visione del concerto sarà compresa nel biglietto d’ entrata (8,00 euro a persona e 4,00 euro il ridotto). Alle ore 21:00 presso il Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps avverrà la lettura scenica dei testi di Kafka anche qui l’ ingresso sarà compreso nel biglietto d’entrata. Infine al Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo un gruppo di giovani allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, Silvio d’Amico, ne “abiterà” le sale e le gallerie, convivendo con le antiche presenze di dei, eroi, imperatori. L’ ingresso al museo è di 10 Euro a persona . Il biglietto sarà valido tre giorni anche per le altre sedi : Terme di Diocleziano, Crypta Balbi e palazzo Altemps. Notte al museo: Info & Contatti Per informazioni tecniche e acquisto biglietti, riguardo le mostre vi alleghiamo i siti dei Musei Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Galleria Borghese Galleria d’Arte Antica di Palazzo Barberini Museo Nazionale Romano    ...

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Era Notte ad Holliwood: I Classici del Cinema Noir

Al Palazzo delle Esposizioni dal 20 Novembre al 14 Dicembre Cinema Noir Il cinema Noir è un genere che ha sempre affascinato il pubblico per la sua particolare struttura, per gli interessati  è da non perdere la  rassegna cinematografica che si sta svolgendo a Roma proprio su questo enigmatico genere. “Era notte ad Holliwod” è questo il titolo della rassegna cinematografica, che si svolgerà a Palazzo delle Esposizioni dal 20 Novembre al 14 dicembre. Roma si tingerà di nero e tornerà a vivere quei paesaggi cupi in cui si avvicendavano storie tormentate e intricate, grazie a quello stile che ha poi contaminato campi estetici e narrativi. Cinema Noir: Caratteristiche Il film Noir è un sottogenere del cinema giallo, ebbe un grande successo negli Stati Uniti negli anni quaranta e cinquanta. L’ espressione Noir fu coniata da una critica cinematografica francese ,alla fine della seconda guerra mondiale quando furono distribuiti i film statunitensi degli anni quaranta. L’ aggettivo Noir stava ad indicare sia la cupezza delle pellicole sia una caratteristica della struttura:  l’ uso del bianco e nero, che richiamava il cinema espressionista tedesco. I personaggi tipici del cinema Noir sono: donne di malaffare, killer, poliziotti corrotti, mariti brutali e coppie diaboliche. Tutti personaggi in cui il male sovrasta e cerca di uscirne vincitore. A questi personaggi si oppongono altre figure che personificano il bene come: il detective privato, i giornalisti e gli scrittori che cercano di debellare queste perversioni.  Su questa incessante lotta tra gli opposti :da una parte il bene e dall’altra il male, si fonda il cinema Noir. Cinema Noir: Info & Programmazione  Le proiezioni dei film avverranno alle ore 21:00 , ma i posti saranno distribuiti alle 20:00. L’ ingresso è gratuito fino ad esaurimento dei posti. Il programma delle proiezioni è il seguente: 20/11/2013 La fiamma del peccato 21/11/2013  L’ ultima minaccia 22/11/2013 Vertigin 23/11/2013 L’ infernale Quinlan 24/11/2013 La gang 27/11/2013 Gardenia blu 28/11/2013 Assassinio premeditato 29/11/2013  Il segreto di una donna 30/11/2013  La donna del ritratto 1/12/2013 Odio implacabile 3/12/2013  La fuga 4/12/2013  Il grande caldo 5/12/2013 Notte di perdizione 6/12/2013 L’avventuriero di macao 8/12/2013  La fiera delle illusioni 11/12/2013 Doppio gioco 12/12/2013 Il grattacielo tragico 13/12/2013 Le catene della colpa 14/12/2013 La morte corre sul...

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Lezioni di Storia – Auditorium Parco della Musica

“Lezioni di Storia” Auditorium Parco della Musica “Un’ Europa senza storia sarebbe orfana e miserabile. Perché l’oggi discende dallo ieri e il domani è frutto del passato. Un passato che non deve paralizzare il presente, ma aiutarlo a essere diverso nella fedeltà e nuovo nel progresso». Sono parole di Jacques Le Goff, il più grande storico europeo. Sono state scelte in rappresentanza della rassegna “Lezioni di Storia”, per il tema di quest’ anno “L’invenzione dell’ Europa”. La rassegna a cura di Fondazione Musica per Roma ed Editori Laterza, prevede l’ appuntamento di domenica per lezioni che si terranno fino all’ 11 Maggio 2014. Il tutto si svolgerà nella splendida cornice dell’ Auditorium Parco della Musica, presso la Sala Sinopoli . Ad introdurre ogni lezione sarà Paolo Di Paolo, noto scrittore italiano. Lezioni di Storia : Info Il biglietto singolo per una lezione è pari al costo di 9.00 euro. L’ Auditorium permette anche la possibilità di un abbonamento per l’ intera Rassegna per un costo di 65.00 euro Tutte le lezioni avranno inizio alle 11:00 della mattina. Per maggiori info consultare il sito dell’...

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Festa d’Autunno sulle rive del laghetto dell’ Eur

Festa d’ Autunno La Festa d’ autunno è un evento a cui nessuno può mancare , si svolge presso le rive del laghetto dell’ Eur dal 23 Novembre al 24 Novembre, in questa occasione si potranno visitare gli stand di antiquariato, di enogastronomia, di oggettistica e vi saranno tante attività extra come animazione per bambini e musica dal vivo. Per quanto riguarda l’ enogastronomia  vi sarà uno spazio dedicato alle birre artigianali, sia nazionali che estere, uno spazio dedicato al liquore e al vino novello, molti stand con prodotti dolciari , ma soprattutto vi sarà un angolo dedicato interamente al cioccolato dove si potranno ammirare , ma soprattutto gustare vere e proprie costruzioni di cioccolato. Non finisce qui , in questa festa vi sono aree workshop in cui adulti e bambini potranno dilettarsi nel preparare confetture o oggetti artigianali. Per poter fare ciò basta seguire un corso delle durata di 1 ora direttamente in loco e completamente gratuito.  Le aree workshop ospitano diversi corsi tra i quali ricordiamo:         I regali del bosco, dove si da la possibilità di imparare a identificare i funghi velenosi, cucinarli e conservarli. La conserva perfetta, dove si può carpire come preparare una conserva e i prodotti sotto olio. Divino, in cui ci si può improvvisare sommelier, perciò si impara a scegliere un buon vino da abbinare ad un piatto, ma soprattutto si può degustare. Alla  festa è inoltre possibile per i bambini seguire un corso dove potranno apprendere le principali tecniche di addestramento dei rapaci diurni . In programma  vi sono poi altre divertenti attività : vi è uno spettacolo dei writers, un laboratorio sulla pittura e il disegno, una piccola area in cui i più piccoli potranno preparare e personalizzare i propri dolci ed infine è prevista un area in cui esperti e animatori intratterranno i più piccoli dipingendo sui loro volti maschere coloratissime. Festa d’ Autunno: Programma Sabato 23 Novembre 2013 Ore 10:00 Apertura degli stand Ore 10:30 Apertura area kids Ore 11:00 Spettacolo writers Ore 11:30 Spettacolo “Rapaci diurni” Ore 12: 00 Apertura stand di prodotti enogastronomici Ore 15:30/ 18:30 Truccabimbi e laboratorio disegno e pittura Ore 16:00 Workshop adulti “I regali del bosco” Ore 16:00/17:00 Spettacolo Mago con PABLO! Ore 17:00/ 21:00 Dammer 5 / Motivi Vari in concerto Ore 18:00 Workshop “Divino” e distribuzione di prodotti enogastronomici Ore 21:00 Chiusura stand. Domenica 24 Novembre 2013 Ore 10:00 Apertura degli stand Ore 10:30 Apertura area kids Ore 11:00 Spettacolo writers Ore 11:30 Workshop adulti “la conserva perfetta” (1 ciclo) Ore 12: 00 Apertura stand di prodotti enogastronomici Ore 15:30/ 18:30 Truccabimbi e “La casetta di pan di...

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100 Montaditos – La Spagna nella Capitale

100 Montaditos Chi è stato in Spagna sicuramente conoscerà i famosi 100 montaditos, piccoli panini  gourment con diversi succulenti ripieni ad un prezzo minimo, che oscilla tra 1 Euro e 2 Euro a seconda del giorno della settimana, accompagnato da patatine , insalata e birra. Per tutti coloro che non hanno avuto l’ occasione di recarsi in questo paradiso del gusto, oggi è possibile a Roma,  in una  delle location più belle : Ponte Milvio n°9/10 avrete la possibilità di godervi queste prelibatezze. 100 Montaditos: l’ Origine Spagnola Il primo ristorante dei 100 montaditos nasce a Siviglia nel 2009 a Islantilla per mano del sivigliano Josè Maria Fernàndez Capitàn, questo ritenne che in quel periodo di crisi per avere successo bisognava inventare qualcosa di rivoluzionario ma dal prezzo contenuto.Da qui l’ idea di proporre un grande numero di varietà di panini a scelta del consumatore ( il nome del locale deriva da ciò), ad un prezzo alla portata di tutti . Queste piccole Tapas farcite con specialità  spagnole come Jamon, tortilla e pesce erano destinate a diventare un simbolo. Da subito i 100 montaditos guadagnarono grande fama tanto che i due anni successivi si aprirono una media di 20 locali all’anno. In tutta la spagna si contano attualmente tantissime sedi,  soprattutto situate all’ interno della comunità di Madrid .Nel 2010 si innagura il primo ristorante fuori dalla Spagna negli Stati uniti, in Francia e in Portogallo. Nel 2013 la fama internazionale della catena 100 montaditos è aumentata anche grazie ad una canzone scritta da Lory money dedicata alla catena 100 montaditos e postata su youtube . 100 Montaditos: i 3 Principi fondamentali La catena dei 100 montaditos da sempre si fonda su tre principi fondamentali: l’ uso di prodotti di qualità, un prezzo contenuto e un ambiente accogliente. I prodotti usati sono freschissimi e i panini vengono cucinati sul momento,  accompagnati da insalata e patatine fritte e una cerveza. dopo aver fatto l’ ordine per il grande numero di persone presenti nel locale si prende nome e cognome del cliente così che quando il piatto sarà pronto lo si potrà ritirare immediatamente senza dover aspettare al bancone. Il Locale agli occhi del cliente si presenta molto accogliente non particolarmente grande, ma comunque vi è tutto il necessario per poter gustare i panini: vi sono tavoli sedie e un lungo bancone . L’ unica nota negativa è il grande afflusso di persone, tanto che non di rado è possibile  notare clienti che mangiano in piedi, ma infondo un piccolo sacrificio lo si può fare. Per maggior sicurezza  in Spagna al di fuori del locale  è uso tenere un buttafuori. Il...

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Primi piatti romani

Primi piatti romani: tradizioni culinarie romane Per conoscere la vera essenza di una popolazione bisogna conoscere le sue tradizioni culinarie, e da sempre cucinare e consumare è visto come un momento di piacere, come disse Enrico IV : “Buona cucina e buon vino, è il paradiso sulla terra”. A Roma tra i molti piatti tipici che hanno segnato la tradizione culinaria ritroviamo : la amatriciana, cacio e pepe , la gricia e la carbonara . Primi piatti romani: la tradizione che viene da Amatrice. Quella che noi tutti conosciamo come amatriciana (o matriciana nome datogli a causa dell’ aferesi tipica del dialetto romanesco) ha origine in un paesino del Lazio, Amatrice. Secondo alcuni è una versione più moderna della gricia conosciuta come l’amatriciana priva di pomodoro. Il pomodoro sarebbe stato inserito solo successivamente alla fine del diciottesimo secolo. La preparazione del sugo originale prevede che il guanciale, tagliato in listelli dello spessore di circa 1 cm, sia fatto soffriggere in olio di oliva in una padella di ferro, con aggiunga del peperoncino. Una volta rosolato e stemperato con del vino bianco, evaporato quest’ultimo si aggiunga il sugo portandolo lentamente alla cottura. Si aggiunga quindi sale e pepe macinato. Ogni piatto preparato con procedure differenti da questa è da ritenersi un piatto differente, come gusto e sapore. Gli ingredienti principali della ricetta prevedono: il guanciale, pecorino e formaggio. Solitamente la pasta utilizzata con questo condimento può variare da  spaghetti, bucatini e rigatoni. Primi piatti romani:  il piatto dei pastori. La gricia ha la stessa provenienza della amatriciana. Nasce come un piatto ideato dai pastori matriciani che la consumavano abitualmente per i suoi ingredienti facilmente reperibili. La ricetta prevedeva pochi ingredienti: gli spaghetti,guanciale, pecorino di Amatrice, strutto, pepe nero e sale. Per 4 persone: si taglia a striscioline il guanciale 250 g, si gratta il pecorino 150 g , si versa 1 cucchiaio di strutto su una  padella e quando lo strutto si sarà sciolto si unisce il guanciale e il pepe. Si mescola fino a quando il guanciale assume un colorito dorato, poi si prende la pasta già cotta e si unisce al condimento. Solo successivamente poco a poco si unisce il pecorino. Primi piatti romani: la cucina contadina. Cacio e pepe è una delle ricette più conosciute e orgoglio delle cucine testaccine DOC. Di origine contadina riduce i suoi ingredienti a 3: pasta , cacio e pepe. Solitamente questo condimento è accompagnato dai tonnarelli. L’ importante, per la buona riuscita del piatto sta tutto nella quantità giusta degli ingredienti e nella loro mantecatura. Primi piatti romani: La pasta dei carbonai. Sebbene vi siano diverse ipotesi sulla derivazione di questo...

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Gemme dell’Impressionismo

Gemme dell’Impressionismo Dipinti della National Gallery of Art di Washington Roma Museo dell’ Ara Pacis 23 Ottobre 2013 / 23 Febbraio 2014. I capolavori dei più grandi rappresentanti del Movimento dell‘Impressionismo per l’ unica tappa europea. La mostra, promossa da Roma Capitale – Assessorato Cultura, Creatività e Promozione Artistica, e la National Gallery of Art di Washington, raccoglie ben 68 opere,suddivise tematicamente. Le opere che vantano Paul ed Ailsa Mellon, figli  dell’mpreditore statunitense Andrew W. Mellon che avviò la galleria nel anni ’20, rappresentano una della collezioni d’arte più importanti del mondo. Nella cornice dell’ Ara Pacis questa bellissima mostra di arte moderna, ci offre le opere dei più grandi pittori di sempre dal caposcuola dell’impressionismo Boudin a  Manet, Monet, Renoir, per passare a Van Gogh, fino a Gauguin. Tutti esponenti del movimento artistico sviluppatosi in Francia nella seconda metà del XIX secolo, che ha rivalutato la sensibilità dei pittori liberandoli da schemi accademici troppo rigidi.  Dipingendo all’aperto, fondendo tra loro oggetto, spazio e atmosfera, e dando particolare importanza ai cambiamenti della luce. La mostra è suddivisa in sezioni tematiche: il paesaggio, il ritratto, la figura femminile, la natura morta, la vita moderna. Alcune delle opere più conosciute saranno in esposizione : Gauguin “Autoritratto dedicato a Carrìere” 1888-1889, Van Gogh “Campi di fiori in Olanda” 1883, Cezanne “Natura Morta con brocca e frutta” 1900, Manet “Alle Corse” 1875, Renoir “Giovane donna che tesse i suoi capelli” 1876, e moltissimi altri. Per info e Tickets potete consultare il sito dell’ Ara Pacis o Musei in Comune Roma. Vi ricordiamo che con la Tessera della Pro Loco potete usufruire di riduzioni per tutte le Mostre all’ Interno dei Musei in Comune di Roma. Scoprite come nella sezione dedicata alla Nostra Nuova...

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Cupola di San Pietro e Via Piccolomini

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 3,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Cupola di San Pietro e Via Piccolomini La Cupola della Basilica di San Pietro progettata da Michelangelo è alta 136 mt. ed offre una splendida veduta della Piazza San Pietro, del colonnato del Bernini e una visione a 360 gradi della città e dei territori circostanti, fino ai Castelli Romani e al mare. Da qui Roma si scopre in tutta la sua bellezza, la città eterna è ai nostri piedi, nell’ ampiezza dei suoi quartieri alternati dal verde dei giardini, solcata in mezzo dal Tevere e cinta, attorno, dai Colli Albani azzurri in lontananza. L’accesso alla cupola si ha attraverso la lunga salita a spirale, denominata “lumaca di Sant’Andrea” e 537 scalini che portano fino alla panoramica galleria esterna. La Salita a piedi totale è di 551 gradini. E’ possibile salire in ascensore fino al livello terrazzo e poi proseguire a piedi (320 scalini). Curiosità : Effetto Ottico Via Piccolomini Per avere un ottima visione del “Cuppolone” potete recarvi in Via di Piccolomini, nella zona dell’ Aurelia antica. Zona tranquilla e residenziale, ma che offre una splendida vista della Cupola di San Pietro. Via Piccolomini è famosa a Roma, perché secondo uno strano effetto ottico percorrendo la via in direzione della Cupola, vi accorgerete che andandole incontro le dimensioni della Cupola diminuiscono notevolmente. Al contrario, percorrendo la via per tornare indietro, vedrete la Cupola ingrandirsi sempre di più. Curioso, non trovate?    ...

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Big Bambù – Macro Testaccio

Big Bambù  Siamo arrivati un po’ in ritardo, lo sappiamo, ma c’è ancora tempo per visitare l’ istallazione dei gemelli Mike e Doug Starn al Macro di Testaccio : Big Bambù. Big Bambù è un opera costruita interamente con migliaia di aste di bambù, intrecciate tra di loro, in modo tale da formare una struttura alta circa 25 metri. Al Macro é stata istallata lo scorso 11 Dicembre 2012 per la sesta edizione di Enel Contemporanea e per celebrare i  50 anni dell’ azienda. Lo scopo specifico?  Riflettere sull’ energia data attraverso l’ Arte. “Percorribile “ dai visitatori, ma con un abbigliamento comodo ci sottolineano dl Macro, scarpe basse e suola di Gomma!! La prima istallazione dal nome “Big Bambú: You Can’t, You Don’t, and You Won’t Stop” è stata realizzata sempre a opera dei gemelli Starn,  a Beacon, New York nel 2010.  Ed esposta nello stesso anno al  Metropolitan Museum of Art Roof Garden esattamente sopra il tetto del Museo. Girovagando su Internet scopriamo che Big Bambù è costruito su diversi tipi di bambù, soprattutto un tipo giapponese chiamato madake, e anche sottile meyeri bambù e fitta di bambù Moso. Tutto il bambù è stato coltivato in Georgia e South Carolina. Se volete visitare l’ istallazione al Macro l’ Ingresso è gratuito e prevede il seguente orario : 16.00 / 21.30 tutti i giorni, escludo il Lunedì. Per maggiori info consultare il sito del Macro. Per usufruire di una riduzione sui biglietti d’ingresso, per ulteriori mostre potete utilizzare la nostra Card, scoprite come sul nostro sito alla pagina...

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Castel Sant’Angelo e il Passetto di Borgo

Castel Sant’Angelo Castel Sant’Angelo, la Storia di un Monumento cardine della città di Roma: Principale caposaldo delle difese papali, Castel Sant’Angelo ha avuto una funzione militare per una quindicina di secoli, fino a metà del 1800. Originariamente però, il mausoleo era una tomba, fatta costruire dall’imperatore Adriano per sé e per i suoi discendenti. Nel II secolo d.C. il Mausoleo di Augusto (sito nell’attuale Piazza Augusto Imperatore) non aveva più spazio per le sepolture imperiali; fu così che Adriano decise di realizzare una struttura adatta per la sua sepoltura. Si dice, inoltre, che il progetto della struttura venne disegnato dall’imperatore in persona. Oggi Castel Sant’Angelo ha una struttura completamente differente, a seguito dei cambiamenti apportati negli anni, ma l’imperatore Adriano realizzò la tomba sul modello tradizionale etrusco: un tozzo cilindrico con base rettangolare. Date le dimensioni immense, possiamo rapportare il mausoleo più che a una tomba egizia ad una una piramide d’Egitto. Come queste, la struttura contiene una camera sepolcrale proprio al centro dove le ceneri della famiglia imperiale, e di alcuni successori, erano conservate in urne d’oro; eccetto quelle di Adriano stesso, che si narra siano state custodite presso la sommità. Il Mausoleo iniziò a svolgere da struttura difensiva durante il periodo della Roma Imperiale. La sua vicinanza al fiume ne faceva una fortezza naturale. Nel III secolo l’imperatore Aureliano decise di incorporarla nel suo progetto del sistema difensivo, il quale comprendeva la realizzazione di mura a difesa della città di Roma. Castel Sant’Angelo parte integrante del progetto acquistò la sua prima merlatura, il primo cambiamento nell’aspetto esterno. Diventato ormai roccaforte della città, acquisì un ruolo fondamentale nella battaglia contro i Goti nel IV secolo. Da qui i difensori scagliarono contro gli invasori lastre di marmo e statue interne del castello (accelerando il cambiamento esteriore). Il tentativo di difesa fu comunque inutile e i Goti si impossessarono sia del Castello, sia della zona parallela, quella che è oggi Borgo Pio. Il nome deriva proprio dal nome gotico che gli diedero: Burg. Quando nel Medioevo i Papi iniziarono ad usare il castello per la propria difesa, il mausoleo acquistò l’attuale nome dedicato all’arcangelo Michele, condottiero delle schiere celesti.  Era il tardo IV secolo e Roma era “invasa” da un’ epidemia di peste che stava devastando tutta la città. Papa Gregorio Magno stava dirigendo una processione di cittadini verso San Pietro, per implorare misericordia. In quel periodo la zona di Castel Sant’Angelo era il luogo che i pellegrini dovevano attraversare per raggiungere il centro della Cristianità. Il papa avvicinandosi nei pressi del mausoleo ebbe una visione: sulla cima del castello apparve l’arcangelo che rinfoderava la spada nella sua guaina, simbolo del...

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Cézanne e gli Artisti del XX secolo

Cézanne in Mostra Al Vittoriano La mostra Inaugurata il 4 Ottobre durerà fino al 2 Febbraio 2014. Il Vittoriano mette il Mostra il pittore francese padre del Cubismo : Paul Cézanne nasce in Aix-en-provence nel sud della Francia a pochi chilometri da Marsiglia nel 1839. Amico fraterno dello scrittore Émile Zola, conosciuto durante gli studi Umanistici nel Collège Bourbon, si dedica all’arte contro il volere paterno. La sua provenienza da una famiglia agiata, faceva sì che il padre lo vedesse adatto per una perfetta carriera legale. Si trasferisce a Parigi poco più che ventenne per seguire i corsi dell’Académie Suisse. Nella capitale francese conosce i pittori Camille Pissarro, Frédéric Bazille, Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet ma inizialmente non mostra interesse per l’ Impressionismo e fin0 al 1873 dipinge opere legate alla tradizione del romanticismo con colori cupi e contrastanti. L’amicizia con Pissarro, tra i maggior esponenti dell’impressionismo modifica il suo atteggiamento e nel 1873 dipinge la  “La casa dell’impiccato a Auvers”. Questa  fu la sua prima opera impressionista. Basta opere informi e spente, qui troviamo luminosità e spazio anche se il quadro risulta compatto a prima vista. I suoi dipinti però non ottengono molti  consensi né da parte del pubblico né da parte della critica e in seguito a questi insuccessi Cézanne decide di allontanarsi e inizia a viaggiare attraverso la Francia. Comincia a dedicarsi alla pittura di paesaggi e nature morte (diverse opera di Cézanne si baseranno su questo tema). Dimostra un interesse sempre maggiore per il colore, la geometria e lo studio degli effetti della luce. Tra le sue opere dell’ inizio dell XX secolo ricordiamo “La montagna Sainte-Victorie” e “Les grandes baigneuses”. Secondo Cézanne tutta la realtà doveva essere ricondotta a tre solidi geometrici : il cono, la sfera e il cilindro. La sua pittura influenzò Paul Gaugin e Vincent Van Gogh e attraverso il cubismo tutta la pittura moderna. Nei quadri di Cézanne non c’è un solo punto di vista ma gli oggetti sono rappresentati da angoli visivi diversi : un cambiamento nell’ uso della prospettiva che sarà portato all’ estremo da Pablo Picasso. Per info e Ticket...

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Weekend Halloween Roma

Ai fedeli appassionati della festa dell “Horror” proponiamo tre eventi divertenti per un weekend da Brivido! Halloween party alla Fiera di Roma. 31 Ottobre / 2 Novembre. Dai set cinematografici a La notte delle streghe. La Nuova Fiera di Roma dedica per questo weekend tre emozionanti giornate all’insegna del “brivido” in occasione della festa di Halloween. Tre serate artistiche a tema dove l’allestimento, curato nei minimi dettagli nel classico stile Halloween Party, sarà caratterizzato dalle scenografie provenienti direttamente dal cinema Horror: Mummie, Vampiri, Casa degli Spiriti, Cimitero, Zombiees che proietteranno i visitatori in un’atmosfera tra emozione, thriller e divertimento. Per info e Biglietti consultare il sito della Fiera di Roma www.fieraroma.it Halloween Dracula Party. 31 Ottobre 2013. Cena a tema Horror allo Sporting Club Parco de Medici. Terza edizione dell’ Evento. Come ogni anno il divertimento unito all’ottima cucina non mancherà per allietare al meglio gli ospiti che ci verranno a trovare. Lo Sporting Club Parco De Medici si trova nel comprensorio Parco de’ Medici, tra via della Magliana e l’autostrada Roma-Fiumicino a soli 4 km dall’Eur, molto vicino al famoso cinema The Space. La struttura si presenta molto elegante con 2 grandi sale ed un ampia area esterna dove possiamo trovare la bellissima piscina centrale dalla forma asimmetrica contornata da prato all’inglese e valorizzata da giochi di luce interni. Se volete partecipare siete ancora in Tempo! Consultate il Sito www.halloweenroma.net De’…Rocky Horror Picture Show. 31 ottobre 2013 al Teatro Brancaccio. Per la serata di Halloween il Teatro Brancaccio ci regala il concerto con le musiche del Rocky Horror Pictures Show. Organizzato dall’ Associazione “Nido del Cucolo” con Paolo Ruffini e un cast di 5 musicisti e 9 cantanti/attori. Un’esplosione di energia e trasgressione capace di sconvolgere e trascinare chi lo ascolta, con le musiche eseguite interamente dal vivo. Lo svolgimento della trama è affidato ad un “particolare” narratore, un emblematico personaggio che mostra agli spettatori il susseguirsi della storia, rimanendo sempre sul palco a metà tra spiegazione ed interazione con gli altri personaggi: Paolo Ruffini. Sarà lui infatti a interpretare questo ruolo sui generis, recitando anche divertentissimi monologhi e siamo sicuri che da buon livornesaccio si lascerà scappare qualche “Dè”… Dè Rocky Horror Show nasce come tributo al celebre musical per poi diventare un qualcosa di indescrivibile. Biglietti e...

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Via Condotti

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Lunghezza e Tempo di Percorrenza:  290 Km – 5 min Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Metropolitana – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa Servizi: Punti di interesse Via Condotti Roma Via Condotti a Roma prende il nome dal suo acquedotto, i condotti, che permise la riabilitazione dell’area quattro secoli fa. E’ una delle strade più eleganti d’Europa e se volessimo attribuirle un aggettivo, oltre ad elegante, questo sarebbe senz’altro raffinata. Difatti è conosciuta per i suoi negozi chic di alta moda, una vera e propria meta di pellegrinaggio per il made in Italy e non solo. Via Condotti è la passeggiata che fa per voi, se volete immergervi nella sua atmosfera di grandi nomi (e prezzi) come Versace, Cavalli, Armani, Bulgari, Cartier, Luis Vuitton, sono solo alcuni dei nomi che potete trovare… se non sapete resistere alle tentazioni dell’alta moda questa è la strada giusta. Via Condotti è la strada che da Via del Corso porta a Piazza di Spagna, quindi se non potete permettervi di rifarvi il Guardaroba, potrete rifarvi gli occhi sicuramente risalendo verso la magia della scalinata di Piazza di Spagna. A quel punto noterete in qualsiasi momento dell’anno la folla che circonda le vetrine dei negozi, molto scenografiche, sicuramente da non perdere!...

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Festival Internazionale del Film di Roma

Festival Internazionale del Film di Roma Auditorium Parco della Musica 8/17 Novembre 2013 “Un progetto unico e irripetibile, ma soprattutto innovatore e potenziale, che costituisce un vantaggio per il territorio, producendone diversi effetti, come la valorizzazione economica, riconoscibilità e visibilità sui media, la rivalutazione e la trasformazione territoriale, il confronto tra culture e la promozione e il rilancio turistico.” Festival Internazionale del Film di Roma. Per gli appassionati di Cinema e non solo,  si svolgerà anche quest’ anno, fedelissimo all’Auditorium Parco della Musica, il Festival Internazionale del Film di Roma. Alla sua ottava edizione il Festival è diventato ormai un appuntamento importante per la capitale. Un evento ricco, con un ampia offerta di contenuti non solo cinematografici, una festa generosa di film e di ospiti. Un concorso competitivo che viene affiancato da una serie di eventi artistici, di partecipazione di intrattenimenti aperti a tutto il pubblico. Il programma artistico di questa ottava edizione del Festival si articola con la selezione di opere in “Concorso“, proiezioni inedite firmate da autori provenienti da tutto il mondo, un “Fuori Concorso” che ospiterà le proiezioni di gala del 2013, la sezione “CinamaXXI“, dedicata alle nuove correnti del cinema mondiale, e il concorso “Prospettive Doc Italia” che fa il punto sulle nuove linee di tendenza del cinema documentario italiano. Ci sarà quest’ anno come gli anni passati la sezione “Alice nella città“, una sezione a parte del festival dedicata al cinema per ragazzi. Per consultare il programma, acquistare biglietti e altre informazioni consultate il sito del Festival. Festival Internazionale del Film di Roma. Un punto fermo nel territorio Locale e Internazionale : le origini. La Cultura gioca, oggi,  un ruolo importante attraverso processi di intersettorialità, che combinano diverse risorse, come tradizioni locali, patrimonio artistico e architettonico, culture giovanili, minoranze etniche, le quali permettono di formulare strategie politiche per lo sviluppo e la creazione artistica di un territorio. Nel caso della città di Roma , possiamo affermare che negli ultimi vent’anni, politiche di sviluppo territoriale, hanno puntato a strategie che assegnano un ruolo importante all’ investimento Culturale, da parte degli Enti territoriali. E’ sulla base di queste scelte politiche , riguardanti l’investimento Culturale, che nasce a Roma nel 2006, un progetto ideato dal sindaco Walter Veltroni, con la finalità di dare alla capitale un’ esperienza di cultura: “Cinema. Festa Internazionale del Film di Roma.”  L’idea viene sviluppata direttamente dalle istituzioni con l’ intento di restituire alla capitale la centralità di Città del cinema, sia per tutte le volte in cui Roma è stata luogo di set più celebrati e riconosciuti al mondo sia perché è sede di quasi tutta la filiera produttiva e distributiva nazionale.11 Il progetto è in perfetto allineamento con le iniziative strategiche di un territorio, di puntare, come abbiamo detto, sulla cultura, sull’...

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Portico di Ottavia – Quartiere Ebraico

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Portico di Ottavia – Quartiere Ebraico Via Portico d’ Ottavia 29 Roma (RM)   Sito nell’attuale quartiere ebraico il Portico di Ottavia è l’unico rimasto di quelli che circondavano la piazza del Circo Flaminio. Editficato probabilmente tra il 33 e il 23 a.C. dall’imperatore Augusto in memoria della sorella Ottavia al posto di un edificio preesistente, il Portico di Metello. Il Portico di Ottavia, a pianta rettangolare, era costituito da un doppio colonnato che circondava l’area, al centro della quale vi erano due templi: uno più antico dedicato a Giunone Regina ed uno più recente dedicato a Giove Statore. Quest’ultimo, di cui non rimane più traccia, fu il primo tempio di Roma costruito interamente in marmo ad opera del greco Hermodoros di Salamina. Alle spalle dei templi si trovava un edificio absidato, la Curia Octaviae, riportata anche dalla pianta marmorea Severiana Forma Urbis, che comprendeva anche una biblioteca. Al centro dei lati settentrionale e meridionale si trovavano due ingressi monumentali o propilei con facciate costituite da quattro colonne corinzie. Nei muri laterali, in mattoni rivestiti di marmo, si aprivano due archi che davano accesso al portico. Del complesso rimangono alcune colonne dell’ingresso meridionale (altre colonne furono sostituite nel Medioevo con un arcone, da cui si accede alla chiesa di S. Angelo in Pescheria), l’architrave, il timpano e i due archi delle pareti laterali. Sull’architrave del propileo si può ancora leggere l’iscrizione che ricorda il restauro del monumento ad opera dell’imperatore Settimio Severo, databile al 203 d.C. Sul moderno marciapiede si trovano alcune colonne del portico. Numerose opere d’arte ornavano il Portico d’Ottavia. Tra queste, la statua in bronzo di Cornelia madre dei Gracchi, la prima di una donna ad essere esposta in pubblico a Roma, la cui base si trova ora nei Musei Capitolini. Nel Medioevo la zona fu utilizzata come mercato del pesce: da qui prende nome la piccola chiesa edificata nelle strutture del propileo del Portico, dedicata a S.Angelo in Pescheria. Note: Il monumento è ora reso accessibile tramite una piccola cordonata in prosecuzione di via del Portico di Ottavia, ad una rampa di fronte alle colonne d’entrata, percorribile anche dalle persone disabili e ad una scala, che collega l’area del propileo all’entrata della chiesa di Sant’Angelo in Pescheria, e ad un passetto che permette il collegamento con gli edifici di via di Foro...

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VITA Un viaggio in Musica

VITA Un viaggio in Musica In Collaborazione con Roma Capitale Scritto e diretto da Giuseppe Talarico Al Teatro Agorá dal 22 Ottobre al 10 Novembre Uno spettacolo fatto di momenti comici e drammatici, dolci e amari,cantati e ballati, gridati e sospirati..momenti di...

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National Geographic – La Grande Avventura

National Geographic 125 anni nel Mondo e 15 in Italia Un Ponte sul Mondo – La Mostra Fotografica a Cura di Guglielmo Pepe Al Palazzo delle Esposizioni dal 28 Settembre 2013 al 2 Marzo 2014 In Occasione dei 125 anni dalla Nascita della National Geographic Society e dei 15 anni di National Geographic Italia, il Palazzo delle Esposizioni celebra la ricorrenza con una mostra Storico – Fotografica. 125 Scatti, un catalogo di 162 pagine, immagini di copertine, pannelli espositivi e presentazioni multimediali per lodare la rivista “da esploratori” che ad oggi viene tradotta in 31 lingue differenti e conta circa cinquanta milioni di lettori al mese. Ma evidentemente questo non potevano aspettarselo i 33 rappresentanti della categoria scientifica ed esplorativa, quando nel Gennaio del 1988 al Cosmon Club di Washington, decisero di fondare la National Geographic Society e la successiva rivista mensile  “The National Geographic Magazine”. L’intento era chiaro fin da subito : “far crescere ed espandere la conoscenza geograficha e promuovere la protezione della cultura dell’ umanità, della storia e delle risorse naturali.” Un viaggio iniziato a Washington 125 anni fa, arrivato in Italia nel 1998 con National Geographic Italia,  e continuato fino ad oggi. Una spedizione in tanti paesi del mondo, esplorando continenti, luoghi diversi e inimmaginabili, che ha trascinato con sè storie, culture, persone, costumi, modi di vivere, che hanno sempre meravigliato e incuriosito il lettore. E’ la storia di un rivista, di tantissimi reportage, di scoperte scientifiche, di fotografie, che hanno reso grande ed unico nel suo genere un giornale che da sempre ci ha raccontato il nostro Pianeta Terra. E’ la storia di una società che ha coinvolto nel suo “viaggio“, perché viaggio in questo caso è la parola più adatta, numerosi ricercatori, studiosi, giornalisti e soprattutto fotografi. E’ la rivista a cui noi tutti abbiamo fatto riferimento se volevamo sentirci “esploratori” o se volevamo aggiornarci sull’ ultima ricerca scientifica. E’ il canale Tv che abbiamo guardato quando cercavamo un documentario. E quella del Palazzo delle Esposizioni è la Mostra che andremo a vedere per identificarci con il nostro Pianeta...

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Roma, parola d’ordine: Mercatini

Mercatini: Campo de’ Fiori  Campo de’ fiori, che fino al ‘400 aveva prati e margherite al posto dei sampietrini è una delle piazze più famose di Roma, specialmente per la movida notturna rinomatamente mondana. Durante il giorno però in questa piazza si anima uno storico degli storici mercatini rionali a pochi minuti da Piazza Navona, con banchi di frutta e verdura, casalinghe con le sporte della spesa cariche di acquisti, signore borghesi alla ricerca di frutta per i propri centrotavola e personaggi romani che urlano di zucchine, pomodori e melanzane, facendo rivivere l’omonimo film con Aldo Fabrizi e Anna Magnani. Campo de’ fiori non è un mercatino particolarmente grande, ma è uno dei più antichi della capitale. In vendita potete trovare frutta e verdura fresche, pesce, carne e fiori. Sembrerebbe un mercato come molti altri, ma il fatto che non lo sia si comprende da tanti piccoli dettagli: la statua di Giordano Bruno che sovrasta la folla chiassosa del sabato mattina, i numerosi bar dove leggere un giornale facendo colazione e osservando il brusio del mercato e i turisti che si aggirano incantati tra le urla dei fruttivendoli da banco. I prezzi sono piuttosto cari per un mercato, ma la qualità e la varietà dei prodotti è sopra la media. Unici i banchi di spezie con i gustosi mix per le tipiche ricette romane: da quelli per pasta e pizza, fino a quelli per l’arrabbiata o per la frittata di zucchine. Ricette e mescolanze segrete per queste magiche polverine difficilmente reperibili altrove. E poi banchi con pomodori, mele e castagne, ma anche zucche, radici di zenzero e frutta esotica. Le principali attrazioni sono le enormi ceste di broccoli e spinaci o riempite con verdure fresche di stagione già tagliate e pulite pronte per il minestrone. Vicino alla fontana della piazza ci sono le bancarelle con i fiori. E’ aperto tutti i giorni tranne la domenica, dalle 6 del mattino alle 13. Mercatini: Porta Portese E’ il 1945 e nel tratto iniziale di Via Portuense, quello che nasce da Porta Portuensis, accesso fortificato alla città di Roma, voluto da Urbano VIII, nel XVII secolo, trova collocazione il mercato domenicale delle pulci oggi meglio conosciuto semplicemente con il nome di “Porta Portese”. Questo storico mercato, dall’aria pratica e popolare, tipicamente romana, che si sveglia di domenica mattina intorno alle 6:00 e ripiomba nel suo settimanale sonno intorno alle 14:00, conta quasi un migliaio di espositori e si estende, partendo dalla Porta omonima, in un’area compresa tra piazza Ippolito Nievo, via Ettore Rolli e Viale Trastevere. Oggi, al mercato di Porta Portese, si respira ancora la vivida aria di aggregazione sociale quale divertente e piacevole...

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Robert Capa in Italia 1943 – 1944

Robert Capa in Mostra a Palazzo Braschi Dal 3 Ottobre al 6 Gennaio 2014, in Occasione del settantesimo anniversario dello sbarco degli Alleati in Italia,  Palazzo Braschi celebra con un’ importante esposizione delle sue foto di guerra : Robert Capa uno dei maestri della fotografia. Pseudonimo di Endre Friedmann, Robert Capa è un fotografo ungherese nato a Budapest da famiglia ebraica. Appassionato di fotografia già da bambino, emigra in Germania quando era ancora un ragazzo, e inizia la sua carriera di fotografo con un il suo primo servizio scattato a Lev Trotzkij, politico e rivoluzionario russo. Immigrato, ebreo e uomo di sinistra, Capa deve lasciare la Germania nel 1933 con l’avvento di Hitler. Viaggia inizialmente tra Vienna e Parigi, qui conosce David “Chim” Szymin, ebreo polacco, e Henry Cartier Bresson. E’ IL 1936 e Capa decide di attribuirsi un nome d’ Arte insieme alla sua donna, la fotografa e giornalista Gerda Pohorylle, in arte Gerda Taro. Nello stesso anno la rivista “Vu”  spedisce entrambi in spagna. E’ qui, con lo scoppio della guerra civile spagnola che Capa diventa famoso per i suoi reportage scattati durante conflitti Bellici. La fotografia “Miliziano che cade”, del 5 settembre del 1936 diventa la tragica icona della guerra e attribuisce a Capa fama Internazionale. Un miliziano repubblicano è ripreso nello stesso istante in cui proiettile entra nel cranio. La foto è tutt’ora discussa, in seguito ad un secondo scatto che rappresenterebbe un altro miliziano caduto nello stesso punto, ma che non si vede nella celebre foto. Lo scatto rappresenta il primo grande scontro tra il fascismo e l’antifascismo europeo, comparì, come molte altre sue foto, sulle più importanti riviste internazionali come Life e Pictures Post. Capa, fotografo indipendente, così fuori dalle righe, ribelle, nemico della guerra fu in realtà tra i primi a capire l’importanza della macchina fotografica come mezzo di denuncia e testimonianza. I suoi reportage furono la testimonianza di altre quattro guerre dopo la Spagna. La Seconda Guerra Mondiale in italia, la Guerra Sino-Giapponese, la Guerra Arabo-Israeliana e la Guerra d’...

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X Edizione “Giochi di Strada”

Domenica 20 ottobre 2013 la Pro Loco di Roma partecipa alla X edizione della Manifestazione “Giochi di Strada”. La manifestazione si terrà in Via dei Fori Imperiali dalle ore 9:00 della mattina. Organizza l’ Evento l’ Associazione “Giochi di Strada” con il sostegno di Roma Capitale, Regione Lazio Coni e Lazio F.I.G.e S.T.  Per informazioni ed iscrizioni potete consultare il sito dell’ Associazione  www.giochidistrada.it    ...

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Il Mitreo ospita “Nel Nome della Madre”

Il Mitreo – Mostra d’ Arte Contemporanea “Nel nome della Madre” InAsherah Art presenta dal 2 al 10 novembre 2013 presso il Mitreo – Arte Contemporanea, la mostra collettiva “Nel Nome della Madre”. Curata ed organizzata da Lucia Lo Cascio, con la partecipazione del Prof. Claudio Strinati, critico e storico dell’ arte. Il Progetto che vede coinvolti 12 artisti, è un’occasione per riflettere sulla questione femminile e sulla valorizzazione della donna, alla informazione di quanto storicamente non detto o mal riportato, alla accettazione della propria femminilità senza filtri o influenze esterne.  Ad introdurre la mostra sarà il  prof. Claudio Strinati che si soffermerà anche sulle donne che la storia dell’arte l’hanno fatta. A presentare gli artisti in mostra, invece, ci sarà la critica d’arte prof.ssa Laura Turco Liveri. “Troppo spesso oggi una rovina ha le fattezze di una donna ma quello che c’era prima di lei era solo l’immagine riflessa di una società cancellata dall’uso utile dell’inutilità, dalle parole che qualcuno pronunciò seduto sul trono dell’effimero. Della sua potenza si parlò per secoli e le sempre più deboli foglie della vita divennero verde polvere che fece tossire il sole. Una donna ora è solo un ricordo amaro di qualcuno ancora aggrappato a quel trono scricchiolante che ride e sbadiglia, sogna l’immagine della libertà che ha il volto santo dell’esistenza, la stessa esistenza che una donna non dovrà mai più rivendicare”. (Emiliano Yuri Paolini ) Il Mitreo, nasce dall’ idea di ISIDE, Impresa al Servizio dell’Individuo e Della sua Evoluzione, che attraverso questo progetto vuole realizzare un Tempio di inizi-azione alla comprensione dei linguaggi dell’Arte Contemporanea e delle sue molteplici applicazioni nel quotidiano. Lo spazio del Mitreo è stato progettato come un luogo dove i confini non sono predefiniti, se non dal punto di vista puramente strutturale, un luogo che, sulla base dei progetti proposti dai singoli artisti, sia soggetto ad una continua trasformazione, uno “spazio aperto”, un...

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Rione Monti, un angolo vintage della capitale

Rione Monti, un angolo vintage della capitale Rione Monti è oggi, ma forse anche da sempre, uno dei quartieri più caratteristici della Capitale. A pochi passi dal Colosseo e da via dei Fori Imperiali venne chiamato così perché alle sue origini comprendeva il colle Esquilino, il Viminale, e parte dei colli Celio e Quirinale. Il Rione è caratteristico per i suoi laboratori artigianali, gallerie e locali, dove potrete fermarvi per un aperitivo o una degustazione di vino, ed anche per i suoi ristoranti in cui troverete sicuramente piatti tipici romani. Una delle cose che ad oggi lo rende così particolare come quartiere, è la presenza di numerosi negozi e mercatini Vintage. Piccole Botteghe in cui troverete pezzi unici ed originali che hanno fatto la storia della moda, ad un prezzo moderato! Borse, scarpe, occhiali e musica anni 80! Nel momento in cui entrate, sarà un salto nel passato. Rione Monti – Ottobrata Monticiana L’ Ottobrata Monticiana è una storica ricorrenza popolare romana all’ insegna della musica, dell’ arte, della letteratura e di degustazioni enogastronomiche. 3 Giorni di spettacoli teatrali, live music, sia nei locali che in piazza, letture di poesie, visite guidate, sfilate di moda in qualche negozietto Vintage caratteristico del quartiere, mercatini e chi più ne ha più ne metta! Quest’ anno alla sua XXVII° edizione l’ Ottobrata Monticiana si svolgerà da Venerdì 11 Ottobre a Domenica 13 con gli Autorevoli Patrocini del Comune di Roma e della Regione Lazio. La festa inizierà nel pomeriggio di Venerdi 11, circa alle 18 :00 per tenervi aggiornati sui singoli eventi potete consultare la pagina Facebook dell’ Evento: https://www.facebook.com/events/314989708643822/      ...

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Marcel Duchamp – Gnam Roma

Marcel Duchamp – Gnam Roma 8 Ottobre | 9 Febbraio In occasione del centenario del primo ready-made di Marcel Duchamp, la Galleria d’ Arte Moderna di Roma dedica all’ artista una Mostra dal 8 Ottobre al 9 Febbraio, in cui ripercorriamo  l’esperienza italiana dell’ artista nei primi anni Sessanta, attraverso le opere donate al museo dal gallerista Arturo Schwarz. Di origini francesi, Marcel Duchamp,  è uno dei più grandi artisti del ‘900. Definito come un esponente del Dadaismo, Duchamp in realtà ha attraversato con le sue opere diverse correnti per tutto il suo periodo artistico. Dall’ influenza impressionista dei suoi primi quadri, ad elementi tipici dell’avanguardia cubista e futurista come nell’ opera del 1911 “Jeune Homme Triste dans un Train”. Anche se considerate correnti antagoniste una con l’altra, risultano entrambi presenti  e sembrano convivere pacificamente. A Duchamp non interessava né il dinamismo esaltato dai futuristi, né la staticità teorizzata dai cubisti, ma il rapporto tra essi;  ovvero tra mezzo statico e mezzo dinamico. Lo scopo principale che voleva raggiungere era una rappresentazione statica del movimento, una composizione capace di indicare le varie posizioni che assume una forma in movimento durante diversi momenti. L’ invenzione del Ready – made nel 1913, con l’ opera Roue de Bicyclette,  rivoluzionò completamente il concetto di opera d’ arte, collocando Duchamp come esponente dell’ Arte Concettuale. Ciò che determina il valore estetico non è più un procedimento tecnico, un lavoro, ma la scelta dell’artista. Un atto mentale, una diversa attitudine nei confronti della realtà. Il Ready – made, che tradotto letteralmente vuol dire Già Pronto,  è il termine che viene scelto per descrivere un opera d’arte rappresentata da oggetti che appartengo o che sono utilizzati nella vita quotidiana. Tolti dal loro contesto abituale e accoppiati in modo tale da contribuire a trasportare l’oggetto in un altro mondo. Secondo Duchamp hanno quasi sempre un riferimento autobiografico ma è l’elemento umoristico il pezzo forte. Il risultato di un ready made è qualcosa che colpisce gli occhi, afferra la mente crea curiosità, trasmette il mistero. Roue de Bicyclette era infatti, una ruota di bicicletta montata su uno sgabello semplice da cucina. Duchamp la sistemò nel suo studio, facendola girare di tanto in tanto, semplicemente per osservarla. Lui stesso sosteneva “Mi piace guardala, come mi piace come mi piace guardare le fiamme che danzano in un focolare”. La ruota che girava intorno trasmetteva una sensazione tranquillizzante, confortante, una possibilità di procedere oltre la materialità. E’ un opera nata prima dell’idea, prima dell’intenzione di fare un’opera d’arte. Un’ altro  ready-made che ha reso famoso l’ artista è  Fountain 1917. Esposto nello stesso anno alla “Society of Indipendent Artists” di New York, dove chiunque pagava poteva esporre le sue opere. Per una specie di provocazione nei...

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Riserva Naturale Monte Mario

Riserva Naturale Monte Mario Il quartiere di Monte Mario si sviluppa nella parte Nord – Ovest di Roma, nel XIX e XVII municipio. Compreso nei colli chiamati Monti della Farnesina, la zona di Monte Mario con 139 metri di altezza è una delle più alte di Roma. All’ interno della zona di Monte Mario si estende per circa 204 ettari la Riserva Naturale Monte Mario. Dichiarata area naturale protetta nel 1997 è uno dei luoghi di Roma con i panorami più belli. Il Parco è un bene di inestimabile valore ambientale e culturale; sia per le numerose specie vegetali e animali che per le ville storiche che hanno sede nell’ area protetta. Dal punto di vista Geologico, sono stati ritrovati nel terreno numerosi reperti di fossili marini. La presenza della vegetazione è tipicamente mediterranea nelle zone più basse e presenta invece caratteristiche submontane nelle aree più alte. Sono presenti numerosissime specie animali come il moscardino e il topo selvatico, e diverse specie di uccelli come il nibbio, l’airone cinerino, il falco pellegrino, l’upupa e il gheppio. Zona abitata fin dalla preistoria, la Riserva di Monte Mario venne occupata in epoca romana da numeroso Ville residenziali, e dal Rinascimento in poi fu scelta da numerose famiglie nobili come luogo di residenza. Un esempio è Villa Madama,  costruita nel 1518 è oggi la sede di rappresentanza del Presidente del Consiglio e del Ministero degli Esteri della Repubblica Italiana. Con la sua posizione dominante sulla città è anche il luogo dove ha sede l’ Osservatorio Astronomico di Roma. Fondato nel 1923, dopo della chiusura degli Osservatori del Campidoglio e del Collegio Romano, l’ Osservatorio Astronomico fu inaugurato ufficialmente nel 1938, all’ interno della splendida Villa Mellini. La Villa è oggi una delle poche ville del 400 rimaste a Roma. La scelta per la costruzione dell’ Osservatorio fu  per la posizione perfetta adatta a scopi scientifici, alla fine dell’ 800 qui venne costruita la torre del I° meridiano d’ Italia. L’ Osservatorio è attualmente la sede della Presidenza e dell’Amministrazione centrale dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, INAF, ed è dotato di due cupole principali e di una Torre Solare, dentro la quale si effettuano studi di fisica solare. Un altra splendida Villa che si estende nella Riserva Naturale di Monte Mario è Villa Mazzanti, costruita nella seconda metà del XIX secolo. Dal 1998 la Villa è sede dell’Ente Regionale RomaNatura che gestisce il sistema delle Aree Naturali Protette nel Comune di...

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Visioni Fuori Raccordo Film Festival

Visioni Fuori Raccordo Film Festival Si è aperta ieri, giovedì 3 Ottobre, la sesta edizione del “Visioni Fuori Raccordo Film Festival” al Nuovo Cinema Aquila di Roma, in programmazione fino al 6 di ottobre. Il festival è dedicato ai Documentari, prodotti a basso costo, che raccontano la realtà delle periferie del Paese. Diretto da Luca Ricciardi con il coordinamento artistico di Giacomo Ravesi, la manifestazione cinematografica è stata realizzata con il contributo della Regione Lazio e dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico. A contribuire alla realizzazione del Visioni Fuori Raccordo Film Festival è stato anche l’ Assessorato allo Sviluppo delle Periferie, delle Infrastrutture e della Manutenzione Urbana di Roma Capitale. Come ha dichiarato lo stesso assessore Paolo Masini ” La Periferia è un’ opportunità di crescita senza precedenti, che stiamo cercando di valorizzare, riserva patrimoni umani, culturali e sociali enormi e spesso sconosciuti…” 13 Documentari selezionati in Concorso, e tantissimi protagonisti per questa edizione del Festival. Una rassegna dedicata al Cinema e alla scuole A scuola di documentario. Periferie tra cinema e didattica, ha aperto la manifestazione, con il documentario Sotto l’ argine Daniele Vicari. Regista e direttore artistico della Scuola di Cinema “Gian Maria Volonté”, ci ha voluto raccontare storie di sopravvivenza nel quartiere Magliana di Roma. Evento speciale il documentario di Costanza Quatriglio Con il fiato sospeso presentato insieme alla giornalista Laura Delli Colli, prodotto in associazione con l’ Istituto Luce Cinecittà. In programmazione anche il FOCUS ON : I viaggi della mente, dedicato a Paolo Pisanelli, che presenterà direttamente le opere....

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FiabaDay 2013 – XI Giornata Nazionale

La Pro Loco di Roma era presente ieri, mercoledì 2 Ottobre, durante la presentazione del FIABADAY – XI Giornata Nazionale per l’ abbattimento delle barriere architettoniche, tenutasi presso la sala Stampa di Palazzo Chigi. Sono intervenuti all’ incontro il Capo Dipartimento dell’ Amministrazione Penitenziaria Pres. Giovanni Tamburrino, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Sabrina de Camillis, Anna Maria Cancellieri in rappresentanza del Ministro della Giustizia, l’ On. Domenico Rossi, l’ On. Laura Coccia, la Sen. Anna Bonfrisco, il Sen. Antonio de Poli e il Cons. Roberto Garofoli in rappresentanza del Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Fiaba è una Onlus che da 13 anni si impegna per promuovere l’ eliminazione di tutte le barriere fisiche, culturali e psicologiche nella  diffusione della cultura delle pari opportunità  a tutela delle persone con disabilità. La giornata del FIABADAY istituita nel 2003 con direttiva del Consiglio dei Ministri nasce per informare e coinvolgere le Istituzioni Pubbliche nella realizzazione di un ambiente accessibile e fruibile per tutti e per sensibilizzare l’opinione pubblica verso un’ idea di Total Quality. L’ Undicesima edizione dell’ iniziativa ha preso il via il 26 Settembre con un concerto organizzato dall’ UmbriaMusicFest International presso la basilica di Sant’ Andrea della Valle e la Giornata Nazionale che si svolge ogni anno la prima domenica del mese di ottobre quest’ anno avrà luogo il 6 Ottobre dalle 9.00 alle 19.00 in Piazza Colonna a Roma. Lo slogan della manifestazione “Muovere il Cambiamento” scelto per far si che, come ha sostenuto lo stesso Presidente di FIABA Giuseppe Trieste : “la parola PERSONA entrerà nell’ uso quotidiano, eliminando quelle discriminatorie di diversamente abile e handicappato”. Caratteristica dell’ evento sarà il Palco istallato davanti alla sede del Governo, dove si terranno molteplici dibattiti con rappresentanti di Enti pubblici e una serie di Spettacoli. Inoltre, per l’ occasione,  Palazzo Chigi aprirà anche le porte per visite guidate nelle sale...

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Trastevere | La vera Roma

Trastevere, dove poter vivere l’anima della città di Roma Il quartiere di Trastevere si sviluppa sulla riva destra del fiume Tevere, nel primo Municipio della città. E’ oggi uno dei quartieri più belli e più caratteristici di Roma. Il nome deriva dal latino trans Tiberim che tradotto vuol dire al di là del Tevere. La zona fu infatti la prima ad essere costruita sulla sponda ovest del fiume in opposizione al resto della città sviluppatasi solo nella parte est. Trastevere, rimase quindi per molto tempo l’unico Rione romano considerato “fuori dalla città”, ai tempi della nascita di Roma era collegato con la sponda est semplicemente da un unico ponte in legno chiamato il Sublicio. Non molto popolata come zona residenziale durante l’eta repubblicana, fu invece il crocevia per buona parte della popolazione che si dedicava alla pesca, per migranti Ebrei e provenienti dall’ Oriente.  Solo durante il periodo imperiale Trastevere vide sorgere le prime abitazioni signorili. Caratteristica che ha sempre reso unico questo quartiere è il suo stretto labirinto di viottoli. Le strade si intersecano una con l’altra e nel passato erano difficili da percorrere; infatti soltanto verso la fine del quattrocento Papa Sisto IV decise di costruirle con dei mattoni di laterizi e poi con i Sampietrini, che troviamo tutt’ora. Trastevere è oggi, come un tempo, uno dei quartieri più coloriti e tipici di Roma. I suoi abitanti i Trasteverini per molto tempo sono stati un a popolazione a sé stante rispetto al resto del popolo romano, conducevano quasi tutti una vita molto popolare ed erano conosciuti per la loro genuinità;  è qui che potrete sentire parlare il vero dialetto romano. Case popolari fanno da sfondo in una passeggiata per le stratte viette che la caratterizzando e ad ogni angolo potete trovare una tipica Osteria Romana, o un locale, visto che di notte è una delle zone più frequentate della Città. Nel cuore di Roma, oltre a rispecchiare la città è anche un ambiente multiculturale. Sia di sera che di giorno è circondata da turisti, studenti stranieri, ragazzi tutti affascinati dalle meraviglie che offre questo quartiere. Oltre al contesto scenico Trastevere ci regala anche alcuni tra i tesori di Roma, come la Basilica di Santa Maria in Trastevere, Piazza Sant’ Egidio, Piazza della Scala ed è anche il luogo dove viene celebrata una delle feste più sentite dal popolo romano : la festa de’ Noantri, risalente al...

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Via Margutta : La quiete nel caos Romano

Via Margutta : La quiete nel caos Romano Musa ispiratrice per una serie di film, libri e canzoni, Via Margutta è un piacevole rifugio per chi vuole fuggire dal caos del Tridente Romano. Parallela a via del Babuino, è indubbiamente meno caotica e commerciale. Per cui, se volete godervi una tranquilla passeggiata senza smog, auto e file di turisti, basta solo cercare rifugio nell’ incantevole Via Margutta, per essere catapultati in un altra dimensione. Il nome della via, che gli venne dato dai pittori che ne furono i primi abitanti, fa riferimento a un eroe di un poema comico del Rinascimento. Edera e rampicanti decorano in maniera naturale le facciate delle antiche palazzine, i negozi d’abbigliamento che riempiono il Centro Storico lasciano spazio alle gallerie d’arte e antiquariato, alle botteghe d’artigianato, ai laboratori di restauro o di lavorazione di materie prime come legno o marmo, e  a ristoranti storici unici nel loro genere. Un tempo Via Margutta, considerata il “retro” dei palazzi di Via del Babuino, era occupata solo da orti, stalle e  magazzini.  Divenne un vero e proprio complesso abitativo solo quando un  faccendiere dello Stato Vaticano, durante il periodo di papa Pio IX, ottené il permesso di delinearla e costruirci un impianto fognario. Le splendide palazzine che percorrono la via erano inizialmente le sedi delle accademie di pittori o scultori che avevo scelto Via Margutta per il suo fascino. Oggi sono diventate quasi tutte abitazioni private, come “Palazzo Patrizi Nari”, e se, camminando furtivamente, riuscite a trovare aperto uno dei cancelli che delimitano la zona residenziale sulla parte sinistra, quella ai piedi di Villa Borghese, potete scorgere come l’interno di alcuni appartamenti, dal pian terreno fino ai piani più alti, sia rimasto intatto e originale come un tempo: soffitti alti, finestre grandi, piccoli balconcini adornati da fiori. In alcuni periodi dell’ anno potete trovare lungo la strada la mostra dei “100 pittori”, una vera e propria associazione di pittori che porta avanti questa iniziativa dal 1953. Attorno anni ’50 diventa la residenza di uno dei più grandi registi italiani: Federico Fellini. Come lui anche Anna Magnani, Giulietta Masina e Giorgio de Chirico furono alcuni tra i personaggi famosi ad possedere un appartamento in Via Margutta. Scelta come location per un’infinita serie di film e sceneggiati, tra le quali spiccano alcune scene del film di William Wyler “Vacanze Romane”, con Audrey Hepburn, Via Margutta mantiene ancora le caratteristiche, i colori e gli odori che fecero affascinare tutto il Jet-set di Cinecittà, la Hollywood italiana...

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Il Buco della Serratura: Panorama Suggestivo

Il Buco della Serratura : Panorama Suggestivo Se volete trascorrere una giornata immersi nel verde, ma anche nella cultura potete passeggiare nella magnifica cornice del colle Aventino. Nella zona del Circo Massimo, il colle Aventino è conosciuto per le bellissime chiese di origine medievale: Santa Sabina, Sant’Anselmo, Santa Prisca, Sant’Alessio, San Saba e Santa Balbina. Ma anche per il suo Roseto Comunale, che con i suoi 10.000 metri quadri è trai più belli al mondo, e per il Giardino degli Aranci da cui si gode di un panorama suggestivo. La particolarità di camminare lungo le vie dell’ Aventino è che si esce dal caos e dalla frenesia che avvolgono Roma giornalmente, la zona è infatti molto tranquilla e silenziosa. C’è una piccola ‘sorpresa’ per chi vuole godersi un panorama suggestivo : il buco della serratura della porta del Priorato dei Cavalieri di Malta. Il Buco della Serratura : Altre prospettive Proseguendo dopo il Giardino degli Aranci a Piazza Cavalieri di Malta vi è la Villa del Priorato di Malta. Se la porta della villa è chiusa troverete sicuramente delle persone in fila. Stanno aspettando di poter poggiare l’occhio sul grande portone e di guardare attraverso il buco della serratura. Qui si può ammirare una splendida prospettiva della Cupola di San Pietro, che appare lungo il viale dei Giardini dell’ Ordine, costeggiato da alberi. La vista è davvero emozionante sia di giorno che di notte, e  inaspettata per chi non ne è a conoscenza. E’ sicuramente un’ occasione per scattare delle foto particolari della vista del “Cuppolone”. Non c’è mai una lunga fila e in ogni caso l’attesa sarà comunque ripagata, soprattutto se non vi capita di passare in questa zona di frequente. Il buco della serratura è infatti un gioco prospettico che può rendere la vista della Cupola diversa dal solito, ed...

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Basilica di San Pietro in Vaticano

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Basilica di San Pietro in Vaticano Piazza San Pietro Roma (RM) Tel. 06 69883731 – Fax 06 69885518 www.vatican.va Nel II secolo sulla tomba dell’apostolo Pietro (un cimitero a breve distanza dal circo di Nerone in cui era avvenuto il martirio), l’imperatore Costantino fece erigere la primitiva Basilica di San Pietro, un edificio costituito da cinque navate precedute da un grande atrio con quadriportico e cantharos per le abluzioni. Nel 1505 Giulio II Della Rovere (1503-1513) decise la ricostruzione completa del tempio affidandone i lavori a Donato Bramante; questi progettò, ed iniziò, un grandioso edificio a croce greca con cupola rimasto tuttavia incompiuto per la scomparsa tanto del papa committente che del Bramante stesso (1514). Seguì un periodo di incertezze e ripensamenti in cui alla guida del cantiere si succedettero Raffaello, Baldassarre Peruzzi e Antonio da San Gallo. Quest’ultimo in particolare si discostò dal progetto originario proponendo una più tradizionale pianta a croce latina. Nel 1547 Paolo III Farnese dette l’incarico di proseguire i lavori della Basilica di San Pietro a Michelangelo. L’anziano maestro – aveva più di settant’anni – recuperò subito la centralità del progetto bramantesco proiettandola però verso l’alto con la possente eppur slanciata cupola, eseguita dal Buonarroti fino al tamburo e  portata a termine, con qualche variante, da Giacomo della Porta tra il 1588 eil 1590. Sotto il pontificato di Paolo V Borghese (1605-1621), Carlo Maderno, incaricato del completamento dei lavori, aggiunse tre cappelle laterali – reintroducendo in tal modo la pianta a croce latina – ed eseguì la tanto discussa facciata, terminata nel 1614. Nel 1626 la Basilica di San Pietro fu finalmente consacrata da papa Urbano VIII Barberini (1623-1644). A partire dal 1629 la direzione del cantiere fu affidata a Gian Lorenzo Bernini, che realizzò gran parte dell’apparato decorativo e, tra il 1656 e il 1665, sistemò definitivamente la piazza antistante la basilica erigendo il celeberrimo colonnato. L’imponente facciata, lunga 115 metri e preceduta dalla scalinata a tre ripiani progettata dal Bernini, presenta lesene e colonne corinzie ed è sormontata da un attico coronato da tredici colossali statue. Al centro si trova la Loggia delle Benedizioni: da qui il papa benedice i fedeli nelle occasioni più solenni e viene annunciata al mondo l’elezione di ogni nuovo pontefice. Entrando nella Basilica di San Pietro, nel grande atrio progettato da Carlo Maderno si può ammirare sulla destra, dietro una porta a vetri, la statua equestre di Costantino opera del Bernini. Delle cinque porte d’accesso, la Porta Santa, la...

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Ludi Romani

Ludi Romani con il patrocinio di Pro Loco di Roma Capitale. Ave cesare morituri te salutant Circo Massimo 9/15 Settembre    ...

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Largo Argentina – Area Sacra

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Largo Argentina – Area Sacra Viale Enrico De Nicola, 78 Via di San Nicola de Cesarini Roma (RM)     Largo Argentina è una Piazza di Roma situata nella zona di Campo Marzio che comprende antichi edifici, dalla incerta identificazione, i quali vengono indicati convenzionalmente con le prime lettere dell’alfabeto A-B-C-D. Di fronte ai templi si trovava un portico, ora in parte visibile sotto le moderne scale d’ingresso all’area, identificato come Porticus Minucia Frumentaria ovvero il luogo dove avvenivano le distribuzioni gratuite di grano al popolo romano. Tutta l’area si estende su lastricato di travertino  risalente all’epoca dell’imperatore Domiziano (81-96 d.C.). Il più antico dei quattro templi è il tempio C, il terzo dal lato nord (lato di Largo Argentina). Risalente agli inizi del III secolo a.C., si tratta sicuramente del tempio di Feronia, divinità italica originaria della Sabina, edificato da Curio Dentato dopo la vittoria sui Sabini nel 290 a.C. Segue cronologicamente il tempio A, il primo sul lato nord, databile alla metà del III secolo a.C. L’edificio ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli, fino ad essere inglobato nella Chiesa di S. Nicola de’ Calcarario nel Medio Evo. Si tratta probabilmente del tempio di Giunone Curitis o di quello di Giuturna. Di fianco al tempio, sul lato nord, sono visibili i resti del grande portico detto Hecatostylon (delle cento colonne) con il quale l’area sacra confinava. Dietro al tempio A sono i resti di una latrina pubblica, appartenente al complesso del vicino portico di Pompeo (oggi non visibile). Di quest’ultimo faceva parte anche l’esedra quadrangolare posta tra i templi C e B, identificata con la Curia del Teatro di Pompeo, dove nel 44 a.C. fu ucciso Giulio Cesare. Successivamente, agli inizi del II secolo a.C., venne edificato il tempio D. Identificato conil tempio dei Lari Permarini o delle Ninfe, oggi è in parte coperto da Via Florida. L’ultimo tempio, il tempio B, costruito alla fine del II secolo a.C., era dedicato probabilmente alla “Fortuna del giorno presente” (Fortuna huiusce diei). Accanto ad esso fu rinvenuta una statua, con parti di marmo, bronzo e materiale prezioso, di divinità femminile, probabilmente la statua di culto del tempio. Dietro i templi A e B, si trovano alcuni ambienti, databili alla prima metà del I secolo d.C., ritenuti gli uffici dell’amministrazione delle acque di Roma (Statio acquarum). Agli inizi del VI secolo d.C. l’area subì profonde trasformazioni, di cui purtroppo gli scavi degli anni Trenta hanno cancellato quasi del tutto le tracce....

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Fontana dei Quattro Fiumi

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Fontana dei Quattro Fiumi Piazza Navona Roma (RM) Piazza Navona, ai tempi dell’antica Roma, era lo stadio di Domiziano che fu costruito dall’imperatore Domiziano nell’85 e nel III secolo fu restaurato da Alessandro Severo. Era lungo 276 metri, largo 54 e poteva ospitare 30.000 spettatori. Al centro della Piazza si trova la fontana principale: Fontana dei Quattro Fiumi. Quasi sospeso sulla sottostante cavità, si innalza l’obelisco proveniente dal circo di Massenzio sull’Appia. Ai suoi piedi un alto basamento roccioso ospita quattro gigantesche statue, eseguite dai collaboratori del Bernini, che raffigurano i fiumi dei quattro continenti allora noti: il Nilo, simbolo dell’Africa, opera di Giacomo Antonio Fancelli; il Gange, simbolo dell’Asia, opera di Claudio Poussin; il Danubio, raffigurante l’Europa, di Antonio Raggi e il Rio della Plata, rappresentante l’America, di Antonio Francesco Baratta. Il Nilo ha la particolarità del capo velato, allusivo alle sorgenti ancora sconosciute nel XVII secolo mentre il Rio della Plata presenta, sparse sul suo fianco, delle monete, simbolo delle ricchezze dei territori americani. La scogliera è arricchita da fiori, frutti, animali: un serpente si trova sulla sommità del basamento, la chioma di una stupenda palma sembra battuta dal vento, un leone e un cavallo fuoriescono dalla cavità rocciosa mentre due delfini sono immersi nel bacino circolare. Lo stemma della famiglia Pamphilj, una colomba con il ramoscello di olivo nel becco, decora i lati del basamento e la sommità dell’obelisco. Alcuni atteggiamenti delle raffigurazioni, in particolare del Rio della Plata, con il volto spaventato e la mano sinistra levata come a difendersi dal crollo della vicina chiesa di S. Agnese in Agone, hanno acceso l’immaginazione popolare generando aneddoti sulla rivalità tra il Bernini e il Borromini. Aneddoti di pura fantasia perché quando la Fontana dei Fiumi era già stata ultimata, i lavori di costruzione della chiesa non erano ancora iniziati. Le ingenti spese per la costruzione del monumento provocarono un acuto malcontento contro Innocenzo X e sua cognata, l’ambiziosa Olimpia Maidalchini, da parte del popolo gravato, per l’occasione, da una nuova tassa sul pane. Inoltre il mercato, che fin dal 1477 si teneva in questa piazza, fu costretto a cambiare sede lasciando il posto a passeggiate e meditazioni, come riportato su un lato del basamento dell’obelisco. Piccole attività commerciali tuttavia avrebbero, nel tempo, ripreso a vivere, in questo straordinario scenario destinato dalla famiglia Pamphilj a divenire un capolavoro assoluto dell’arte barocca. Alla metà del Seicento risale anche l’usanza, durata fino al 1867, di allagare la piazza, nelle afose giornate d’agosto,...

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Villa Borghese – Il Parco di Roma

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Villa Borghese – Il Parco di Roma Piazzale Napoleone I Roma (RM) Telefono 06 6710 9312 Villa Borghese: Il Parco di Roma Il Parco di Villa Borghese occupa una vasta area nel cuore della città. La villa racchiude al suo interno edifici, sculture, monumenti e fontane, opera di illustri artisti dell’arte barocca, neoclassica ed eclettica, contornati da alberi secolari, laghetti, giardini all’italiana e grandi spazi liberi, realizzati con grande cura. Offre ai suoi visitatori itinerari storici e naturalistici oltre a numerose attività culturali, ricreative e sportive. Luoghi suggestivi sono: il Giardino del lago (quasi di fronte alla Casina di Raffaello) dove è possibile noleggiare delle barchette e ammirare, al centro dello specchio d’acqua, il Tempietto dedicato ad Esculapio e, lungo le sponde, la Meridiana e la Fontana della Famiglia dei Satiri;  i Giardini Segreti, (Giardino dell’Uccelliera, Giardino Vecchio, Giardino della Meridiana e Giardino della Coltivazione) ricostruiti sulla base di documentazioni storiche e iconografiche; Piazza di Siena nominata così in onore della città di origine della famiglia Borghese, sede del Concorso Ippico Internazionale, dove si svolgono (anche) concerti; il Casino Borghese del Vasanzio, nel quale ha sede la Galleria Borghese; la Fortezzuola oggi sede del Museo Canonica;  il Museo Etrusco di Villa Giulia e la Galleria d’arte Moderna e il Parco dei Daini. Villa Borghese: Bambini Dall’ingresso di Piazzale S. Paolo del Brasile, si accede alla zona dedicata al divertimento dei piccoli: si trovano le giostre vicino al Casino delle Rose, il cinema dei Piccoli, i pony, le biciclette ed il trenino per un giro panoramico. Villa Borghese: Cenni storici La realizzazione della villa fu affidata dal cardinale Scipione Borghese, nipote del Pontefice Paolo V, a Flaminio Ponzo e al suo allievo Giovanni Vasanzio, cui successe nel 1621 Girolamo Rainaldi. Della sistemazione dei giardini fu artefice Domenico Savino da Montepulciano. I lavori voluti da Scipione Borghese durarono dal 1608 fino al 1633, anno della morte del Cardinale. In questa prima fase la villa era divisa in tre parti distinte delimitate da recinzioni in muratura e con porte di accesso chiamate recinti. Nel settecento, i lavori di restauro e miglioramento di Villa Borghese voluti da Marcantonio Borghese e realizzati tra il 1784 e il 1790 da Antonio Asprucci e dal figlio Mario interessarono in primo luogo il Casino Nobile e, negli anni successivi, il parco, dove venne realizzato un sistema di viali simmetrici e perpendicolari. Furono aggiunti i templi neoclassici di Esculapio, di Diana e di Antonino e Faustina. Venne realizzata Piazza di Siena e...

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Villa Doria Pamphilj

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa Villa Doria Pamphilj  Villa Doria Pamphilj è la più grande villa storica romana (180 ettari). Situata sul Gianicolo, colle dedicato a Giano, in un’area immediatamente esterna alle cinta delle Mura Aureliane, è ancora delimitata da antichi tracciati romani come Via Aurelia Antica, che corre parallela all’acquedotto Traiano Paolo, Via Vitellia, Via della Nocetta. E’ l’unica villa che ci è pervenuta sostanzialmente integra nella sua struttura, salvo il taglio dell’Olimpica avvenuto negli anni ‘60. Oggi il ponte installato all’altezza di Largo Martin Luther King permette il collegamento fra le due parti. L’ingresso attuale di Villa Pamphilj nasce dalla fusione, nella seconda metà dell’800, fra l’originale Villa Pamphilj e Villa Corsini. Originariamente l’ingresso principale era quello posto in corrispondenza della Porta S. Pancrazio, che costituiva l’accesso a Roma dalla consolare Aurelia. L’Arco dei Quattro Venti, disegnato dall’architetto Busiri Vici a metà dell’Ottocento, richiama il disegno di Porta S. Pancrazio. Sul piazzale dopo la pineta affaccia la Palazzina Corsini, edificio settecentesco rimaneggiato tra il 1866 e il 1869, che oggi è destinato a biblioteca e spazio espositivo. Da qui si domina la Valle dei Daini, un’area si 60.000 mq soggetta a diverse mutazioni, oggi una selva impraticabile di piante infestanti; la valle era abitata un tempo dai daini in libertà. Faceva parte della Villa Corsini ed era sistemata come giardino alla toscana. Era chiusa a nord dai giardini terrazzati organizzati in stile geometrico, verso valle si concludevano con una prospettiva d’acqua basata su un muro ortogonale strutturato su una serie di archi alla cui base erano posti alcuni bacini d’acqua. Dalla valle dei daini si presentava una sequenza prospettica costituita, in primo piano dalla prospettiva d’acqua, poi dai giardini terrazzati e conclusa dalle arcate dell’acquedotto. Tale sistemazione è attribuita a Giovan Battista de Rossi. La Valle dei Daini è notevole anche per le testimonianze geologiche che offre: in alcuni punti sono affiorati depositi caratterizzati da strati successivi di fasi vulcaniche e di fasi sedimentarie tra i quali si osservano le sabbie dorate che diedero alla zona l’antico nome di “Monte d’Oro” oggi trasformato in Monteverde. Nel fondo della Valle affiora in più punti lo strato di “argille azzurre” relative alla prima fase formativa della valle del Tevere. Lungo il Viale del Maglio si giunge al Casino del Bel Respiro, (nella foto in alto) anticamente detto anche Palazzo delle Statue. L’edificio barocco, realizzato da A. Algardi e G.F. Grimaldi è caratterizzato da una mostra di sculture inserite in partiti architettonici, ed è abbellito dai Giardini Segreti. Proseguendo si incontra il...

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Fontana dell’Acqua Paola – Il Fontanone

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Fontana dell’Acqua Paola – Il Fontanone  Via Garibaldi 30 Roma (RM)   Sul colle Gianicolo, più nota a tutti come il Fontanone,  la  fontana  dell’acqua Paola si trova al termine dell’acquedotto attivato da Paolo V Borghese (da cui prende il nome) per fornire approvvigionamento idrico al rione Trastevere che fino ad allora aveva dovuto accontentarsi quasi soltanto dei pozzi e dell’acqua del fiume. In effetti l’acquedotto Paolo era l’originario acquedotto di Traiano ripristinato nel Rinascimento. L’acqua veniva portata dal Lago di Bracciano e nell’antichità era servita a mettere in movimento i mulini di Roma. Un braccio dell’acquedotto venne distaccato per portare acqua al Vaticano e alle fontane dei giardini e a quelle di Piazza San Pietro. La bella fontana fu costruita da Flaminio Ponzio in collaborazione con Giovanni Fontana tra il 1610 e il 1612. La facciata monumentale del Fontanone, animata da angeli, mostri e draghi, è costituita da cinque archi e sei colonne in granito, delle quali quattro provengono dalla facciata dell’antica basilica di San Pietro. Altri marmi furono presi dal tempio di Minerva nel foro di Nerva. Il suo vastissimo bacino è opera di Carlo Fontana. Il piazzale che offre una visuale meravigliosa della fontana e uno splendido scorcio su Roma non esisteva ai tempi di Paolo V, quando la fontana era sull’orlo scosceso del Gianicolo. Fu Alessandro VIII Ottoboni ad aumentare la portata dell’acquedotto creando il piazzale mediante lavori di terrazzamento. Nell’orto retrostante ebbe sede dall’epoca di Alessandro VII il “Giardino dei Semplici” o Orto Botanico che nel 1820 venne trasferito nel giardino di Palazzo Salviati ai piedi del Gianicolo per ordine di Pio...

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Pantheon

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Pantheon In Piazza della Rotonda si erge il grandioso monumento considerato un capolavoro dell’architettura romana. Il Pantheon è uno dei monumenti antichi meglio conservati del mondo. Questo è dovuto in parte alle perfette tecniche architettoniche utilizzate e in parte al fatto che nel 608 d.c. venne donato dall’imperatore Foca al Papa. Il primo costruttore di un edificio così grandioso e solenne fu Marco Agrippa (27-25 d.c), genero di Augusto. Il suo scopo era quello di innalzare un tempio in onore di tutte le divinità, infatti, come si deduce dall’etimologia stessa del termine (pan = tutto teon = divinità), il Pantheon è un tempio dedicato a tutti gli dei. L’edificio attuale non è quello originario, ma un rifacimento dell’imperatore Adriano (117-139 d.c.) dopo che il tempio subì gravi danni in seguito a diversi incendi. Il Pantheon è formato essenzialmente da due nuclei principali, un’enorme sala rotonda coperta a cupola e un atrio rettangolare in facciata che funge da ingresso provvisto di portico colonnato. E’ una soluzione molto originale che testimonia la preferenza dei romani per architetture curvilinee ed il distacco dalla canonica pianta rettangolare dei templi greci di cui si mantiene però la facciata con colonne. La cupola è la più larga mai adottata in muratura e raggiunge i 43.30 metri di diametro. Testimonia con la sua mole il grado di perfezione a cui erano giunte le tecniche costruttive nel II secolo d.c., grazie soprattutto all’uso del calcestruzzo e a complicati sistemi di archi di scarico che indirizzano il peso maggiore sulle parti più resistenti della struttura. Inoltre man mano che si sale verso l’alto la cupola è formata da materiali sempre più leggeri, uniti al calcestruzzo, per diminuire la pressione sul tamburo sottostante. All’interno della sala lo spazio si presenta come una sfera perfetta, in quanto l’altezza della cupola è identica al diametro e l’insieme crea un perfetto equilibrio ed un’armonia particolare tra tutte le parti della struttura. Il rivestimento interno della cupola era probabilmente costituito da bronzi dorati che splendevano quando vi batteva il sole. La parte più alta della cupola presenta un’apertura circolare larga quasi 9 metri, una particolarità che di solito si trova nelle terme, ed applicata eccezionalmente anche in questo edificio. Il pavimento, in marmi policromi, è leggermente convesso per permettere di convogliare le acque (in caso di pioggia) in appositi fori che fanno parte di un complicato sistema di fognature sotterranee. Le pareti erano intervallate da nicchie in cui dovevano essere collocate le statue delle maggiori divinità. All’esterno,...

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Mausoleo di Santa Costanza e le Catacombe di Sant’Agnese

Mausoleo di Santa Costanza e le Catacombe di Sant’Agnese  Il Mausoleo di Santa Costanza e le Catacombe di Sant’Agnese si trovano sulla Via Nomentana. Il complesso è rappresentato da catacombe, sviluppatesi tra il III e il IV secolo d.C., le quali si articolano in varie regioni disposte su tre piani; prendono il nome dalla martire Agnese, deposta qui tra la metà del III e l’inizio del IV secolo. Una piccola basilica a navata unica venne costruita nel IV secolo al primo piano del cimitero, dove la santa era stata deposta. Nell’ area si conservano inoltre i resti di una grande basilica a tre navate, fatta costruire da Costantino o da sua figlia Costanza tra il 337 e il 350 d.C. Su uno dei lati della basilica fu costruito intorno alla metà del IV secolo il mausoleo di Costanza, morta nel 354. Si tratta di uno dei monumenti più importanti dell’architettura tardo-antica. E’ infatti il primo esempio di edificio a pianta centrale con ambulacro (corridoio di passaggio). In origine era circondato da un portico, ora scomparso; l’ingresso è preceduto da un nartece con due absidi ai lati; l’interno è costituito da un corridoio anulare coperto da volta a botte e da un vano centrale coperto da una cupola, delimitato da dodici coppie di colonne di granito. Sulle pareti sono delle nicchie rettangolari e semicircolari; nella nicchia di fondo era il sarcofago di Costanza in porfido rosso, ora conservato nei Musei Vaticani e qui sostituito da una copia. Bellissimi mosaici risalenti al IV secolo con frutta, fiori, animali e scene di vendemmia si trovano sulla volta del corridoio. Altri mosaici si trovano nelle nicchie, con la rappresentazione della consegna delle chiavi a S. Pietro e della consegna della legge a S. Pietro e S. Paolo; ai lati dell’ingresso sono raffigurati Costanza e suo marito Annibaliano. Nel VII secolo fu costruita sulla tomba di S. Agnese da papa Onorio un’altra basilica, a tre navate e con abside rivolto verso la via Nomentana. Si tratta di un esempio di basilica cristiana di influenza bizantina, come testimoniato dal mosaico nell’abside, magnifico esempio di mosaico bizantino a Roma databile nella prima metà del VII secolo, con la figura di S. Agnese  frai papi Simmaco (498-514) e Onorio (625-638), che ha in mano il modellino della...

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Obelisco Macuteo

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Obelisco Macuteo Piazza della Rotonda Roma (RM)   L’ Obelisco Macuteo in Piazza della Rotonda, insieme con quello oggi visibile nella Villa Celimontana, fu originariamente eretto ad Eliopoli da Ramses II. Entrambe furono portati a Roma per ornare il tempio di Iside (Iseum). L’ Obelisco è di granito rosso ed alto circa 6 metri e mezzo. La sua altezza originale era forse maggiore di circa 1 metro. Le iscrizioni riportano frasi che indicano la relazione di parentela del faraone con il dio Sole (“Eccellente figlio del dio Sole”) e ricordano le opere compiute in onore del dio. Non si conoscono i particolari sul trasporto a Roma dei due obelischi gemelli. Questo, ora in fronte al Pantheon, fu scoperto giacente presso la chiesa di S. Maria sopra Minerva, che era stata eretta sulle rovine del tempio di Iside. In seguito al rinvenimento, verso la fine del ‘300, fu spostato di fronte alla piccola chiesa di S. Macuto. Vi era sistemato in maniera assai rudimentale, su quattro dadi che lo sostenevano e senza alcuna decorazione. Roma in quegli anni, a seguito dell’abbandono dei papi che si erano trasferiti ad Avignone, versava in grande miseria e la sua popolazione era scesa a circa 25.000 abitanti. Per dare più degna sistemazione al piccolo obelisco, al tempo di papa Clemente XI (1700-1721), vennero formulate varie ipotesi: nel porto di Ripetta, in Campo de’ Fiori, in piazza SS. Apostoli, in fronte al Palazzo di S. Marco o nei pressi dell’Arco di Costantino. Finalmente nel 1711 esso fu eretto nell’attuale collocazione su un piedistallo decorato da una fontana con delfini, adattandolo sulla cinquecentesca fontana con le maschere di Giacomo della Porta, forse una delle più belle fontane di Roma. Leggi anche:...

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Obelisco in Piazza Minerva

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Obelisco in Piazza Minerva Piazza della Minerva Roma (RM)   L’ Obelisco di Piazza Minerva è di granito rosso ed è alto circa 5 metri e mezzo. I suoi lati sono decorati con una singola colonna di iscrizioni. Non si sa come e quando fu trasportato dall’Egitto, ma è certo che a Roma fu collocato nei pressi del tempio di Iside. Cadde e rimase sepolto fino al 1665, quando venne accidentalmente rinvenuto da alcuni frati Domenicani che stavano gettando le fondamenta di un muro di recinzione del giardino della loro chiesa. Papa Alessandro VII diede incarico all’antiquario Athanasius Kircker di studiarlo e di curarne le rierezione nel luogo designato, di fronte alla chiesa di S. Maria sopra Minerva, dunque praticamente nel luogo della sua originaria collocazione e rinvenimento. Dopo molti progetti formulati, fu deciso di erigerlo su un basamento in foggia di elefante. Il progetto fu forse ispirato al Bernini da uno dei monumenti della Villa dei mostri di Bomarzo. Un altro suo progetto, molto ardito, prevedeva una statua di Ercole, su piedistallo, che sosteneva in uno sforzo disperato l’obelisco il bilico. Una iscrizione ingiunge al popolo di ammirare l’obelisco sostenuto dall’animale fra tutti ritenuto il più forte e il più intelligente a significare che occorre una mente robusta, una grande intelligenza per sostenere una solida sapienza. In origine, come altri obelischi, anche questo aveva un gemello, che finì forse ridotto in frammenti, alcuni dei quali sono conservati ad...

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