Castel Sant’Angelo e il Passetto di Borgo

Castel Sant’Angelo

Castel Sant’Angelo, la Storia di un Monumento cardine della città di Roma: Principale caposaldo delle difese papali, Castel Sant’Angelo ha avuto una funzione militare per una quindicina di secoli, fino a metà del 1800. Originariamente però, il mausoleo era una tomba, fatta costruire dall’imperatore Adriano per sé e per i suoi discendenti. Nel II secolo d.C. il Mausoleo di Augusto (sito nell’attuale Piazza Augusto Imperatore) non aveva più spazio per le sepolture imperiali; fu così che Adriano decise di realizzare una struttura adatta per la sua sepoltura. Si dice, inoltre, che il progetto della struttura venne disegnato dall’imperatore in persona. Oggi Castel Sant’Angelo ha una struttura completamente differente, a seguito dei cambiamenti apportati negli anni, ma l’imperatore Adriano realizzò la tomba sul modello tradizionale etrusco: un tozzo cilindrico con base rettangolare. Date le dimensioni immense, possiamo rapportare il mausoleo più che a una tomba egizia ad una una piramide d’Egitto. Come queste, la struttura contiene una camera sepolcrale proprio al centro dove le ceneri della famiglia imperiale, e di alcuni successori, erano conservate in urne d’oro; eccetto quelle di Adriano stesso, che si narra siano state custodite presso la sommità.

Il Mausoleo iniziò a svolgere da struttura difensiva durante il periodo della Roma Imperiale. La sua vicinanza al fiume ne faceva una fortezza naturale. Nel III secolo l’imperatore Aureliano decise di incorporarla nel suo progetto del sistema difensivo, il quale comprendeva la realizzazione di mura a difesa della città di Roma. Castel Sant’Angelo parte integrante del progetto acquistò la sua prima merlatura, il primo cambiamento nell’aspetto esterno. Diventato ormai roccaforte della città, acquisì un ruolo fondamentale nella battaglia contro i Goti nel IV secolo. Da qui i difensori scagliarono contro gli invasori lastre di marmo e statue interne del castello (accelerando il cambiamento esteriore). Il tentativo di difesa fu comunque inutile e i Goti si impossessarono sia del Castello, sia della zona parallela, quella che è oggi Borgo Pio. Il nome deriva proprio dal nome gotico che gli diedero: Burg.

Quando nel Medioevo i Papi iniziarono ad usare il castello per la propria difesa, il mausoleo acquistò l’attuale nome dedicato all’arcangelo Michele, condottiero delle schiere celesti.  Era il tardo IV secolo e Roma era “invasa” da un’ epidemia di peste che stava devastando tutta la città. Papa Gregorio Magno stava dirigendo una processione di cittadini verso San Pietro, per implorare misericordia. In quel periodo la zona di Castel Sant’Angelo era il luogo che i pellegrini dovevano attraversare per raggiungere il centro della Cristianità. Il papa avvicinandosi nei pressi del mausoleo ebbe una visione: sulla cima del castello apparve l’arcangelo che rinfoderava la spada nella sua guaina, simbolo del fatto che l’epidemia si stava spegnendo. La peste finì subito dopo e il papa diede per riconoscenza il nuovo nome all’antico mausoleo. In cima al castello, ove un tempo vi era la statua di Adriano, venne eretta una statua rappresentante l’arcangelo.

Il passaggio per accedere alla prigioni di Castel Sant'Angelo
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Il passaggio per accedere alla prigioni di Castel Sant’Angelo

Oltre al ruolo difensivo il castello aveva anche la funzione di prigione per detenuti di alto e medio rango. Numerosi esponenti di spicco, sia del clero che delle famiglie più potenti di Roma, vennero rinchiusi qui verso la fine del Medioevo: Papa Giovanni X, prima rinchiuso e poi strangolato, il barone Stefano Porcari, arrestato nel tentativo di strappare la città al papa, cosi’ come loro moltissimi altri. L’episodio del barone Porcari, preoccupò i papi che, una volta scampato il pericolo, decisero di chiudere l’entrata originaria per creare un nuovo accesso maggiormente controllabile. La cella più temuta era la cella San Marocco, chiamata così da Bucardo cerimoniere dei Borgia, che la definì inoltre come la più buia e la più atroce.

Nell’ Ottocento le prigioni ospitarono i prigionieri del movimento risorgimentale, ai quali spettava quasi sempre l’esecuzione nel pubblico cortile. Il più celebre è Mario Cavaradossi, personaggio immaginario di Giacomo Puccini. E’ a Castel Sant’Angelo che viene ambientato l’ultimo atto della Tosca in cui Mario è imprigionato e giustiziato. Oggi è possibile visitare le prigioni storiche di Castel Sant’Angelo entrando in una porta ad arco situata nel Cortile del Pozzo, interno al Castello. E’ ancora possibile raggiungere e visitare la cella in cui Cellini fu rinchiuso per oltre un anno, tormentato dal buio, dall’umidità e da “tarantole e vermi velenosi”.

All’inizio del Quattrocento, il Castello cambiò volto: la torre finale dell’antico mausoleo assunse una forma quadrangolare e la base fu liberata dall’antica piattaforma. Venne perfino modificata la struttura interna dell’edificio: fu interrotta al primo piano la rampa elicoidale d’accesso al sepolcro e la parte superiore del Castello venne difesa da postazioni di armi da fuoco e da un ponte levatoio. La struttura dell’edificio di Adriano, fu, in realtà, riscoperta in epoca relativamente recente da una guardia papale. Secoli di storia erano rimasti “nascosti” fin quando la guardia papale nel 1823, calandosi con una fune da una botola, raggiunse la rampa elicoidale che costituiva l’accesso principale alla struttura interna.

Castel Sant’Angelo e il Passetto di Borgo: Il passetto o Corridore di Borgo venne fatto realizzare alla fine del Quattrocento da papa Alessandro IV Borgia e continuato dai suoi predecessori al di sopra del muro medievale della cittadella gotica “Burg” con lo scopo di raggiungere i palazzi Vaticani. Il papa Borgia se ne serviva per visitare i prigionieri nel Castello, i papi che lo succedettero lo usarono per sfuggire in drammatiche occasioni come il sacco di Roma nel 1527. Oggi dai romani è chiamato ”Er corridore”, il  lungo corridoio fortificato misura all’incirca 800 metri.

Fonte: Mauro Lucentini “La Grande guida di Roma”

Per Info e Orari sulla visita al Castello, clicca qui.

 

Author: Turismo Roma

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