La chiesa di Sant’Angelo in Pescheria

La chiesa di Sant’Angelo in Pescheria

Incastonata nel Portico d’Ottavia, immersa nel Ghetto, cuore della comunità ebraica romana, ecco Sant’Angelo in Pescheria. Consacrata nell’VIII secolo, Papa Stefano II fece portare qui le reliquie di Santa Sinforosa e San Getulio, martiri insieme ai loro sette figli, detti infatti “i sette martiri della Tiburtina”. C’è bisogno di un salto di immaginazione, per arrivare a comprendere il ricamo storico, artistico e popolare che cammina sotto i piedi di chi sta visitando il Ghetto. Qui dal XVI secolo fu costretta ad abitare la popolazione ebraica, nell’umidità del vicino Tevere, continuamente vessati dalle piene del fiume. A fianco di storici ristoranti di cucina romano-ebraica, a due passi dal Tevere, il Portico d’Ottavia domina la zona, costruito da Cecilio Metello il Macedonico nel 146 a.C.: è Augusto a ridargli forma, e nome, dedicandolo alla sorella Ottavia, luogo di passeggio ed affreschi.

La chiesa di Sant'Angelo in Pescheria al Portico d'Ottavia
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La chiesa di Sant’Angelo in Pescheria al Portico d’Ottavia

Partiamo dal nome appunto, di Sant’Angelo in Pescheria: è strettamente collegato alla storia del Portico, che le fa da atrio. Una lastra di marmo, in basso, con dicitura in latino, recita: “Le teste dei pesci più lunghe di questo marmo, datele ai conservatori fino alle prime pinne”. Il riferimento è ad un antico mercato del pesce, a cui deve il nome la chiesa, ed il vicino oratorio dei Pescivendoli. All’interno si può notare l’ossatura quattrocentesca, in fonda alla navata sinistra c’è la “Madonna degli Angeli”, affresco di Benozzo Gozzoli, o della sua scuola, distaccato dall’esterno della sacrestia. Il Gozzoli è pittore toscano del 1400, forse allievo del Beato Angelico, anche qui c’è una questione di nome da valutare: sarebbe stato Vasari a chiamarlo Gozzoli, da Benozzo di Lese. Nel Medioevo nei dintorni nasce anche il cimitero, che va ad intaccare il piano romano, le tombe e gli ossari sono databili dal IX al XIII secolo.

Non solo arte, ma un ricamo da seguire. La Chiesa di Sant’Angelo in Pescheria deve la sua fama ad un evento storico. Siamo nel 1347, la notte di Pentecoste: da qui mosse Cola di Rienzo, da qui partì per occupare il Campidoglio e ristabilire la Repubblica Romana, sogno di una città comunale, fino ad allora dominata da antiche famiglie di alta nobiltà. Anche qui, a chiudere, è il nome a cambiare, ad avere altre origini: Cola di Rienzo è al secolo Nicola di Lorenzo Gabrini. Wagner lo chiamerà Rienzi, “l’ultimo dei tribuni”.

Author: Turismo Roma

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1 Commento

  1. Iniziativa pregevole e preziosa

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