Gita Fuori Porta – I Castelli Romani

I Castelli Romani, la nostra gita fuori porta preferita

I Castelli Romani sono considerati da molti come la tradizionale gita fuori porta dei romani, argomento di tante canzoni e stornelli d’osteria. Il paesaggio tranquillo e riposante, spinse in passato la nobiltà romana, ed anche i pontefici, a trasferire qui le proprie residenze, costruendovi ricche dimore e palazzi, i Castelli, attorno ai quali si sono sviluppati vivaci e pittoreschi paesini, noti anche per il tipico vino che si produce sulle loro colline.

Le case della periferia di Roma ci accompagnano a lungo, prima di cedere il passo ai celebri vigneti. Frascati,  il cui nome deriva probabilmente dalle frasche che ricoprivano le case del villaggio, è un po’ la capitale dei Castelli Romani, grazie anche al panorama che si gode dalle sue terrazze. Celebri le sue ville, Villa Lancellotti, Villa Mondragone, Villa Falconieri, Villa Torlonia ed in particolare Villa Aldobrandini, iniziata alla fine del XVI secolo, con un magnifico parco, rallegrato dai giochi del Teatro delle Acque. A 5 km si possono visitare le rovine di Tuscolo, patria di Catone il Censore, dall’alto delle quali si ammira uno sconfinato panorama.

Grottaferrata deve la sua fama all’abbazia di San Nilo, fondata nel 1004 dai monaci basiliani di rito greco-cattolico sulle rovine di una villa romana, forse quella che appartenne a Cicerone. Il nome stesso della cittadina deriverebbe da un sepolcro romano con una finestra in ferro, trasformata in cappella e tuttora visibile nella navata destra della chiesa. Nel XV secolo il cardinale Giuliano della Rovere , poi papa Giulio II, fece erigere una fortificazione a difesa dell’abbazia, attorno alla quale si è poi sviluppato l’intero paese. Attraverso un elegante portale rinascimentale si accede al primo cortile e quindi al monastero con un bel porticato di Giuliano da Sangallo. Nel secondo cortile sorge la chiesa di Santa Maria, dell’XI secolo ma sostanzialmente modificata nel XVIII. Nell’interno a tre navate s’innalza un arco di trionfo con mosaici e affreschi duecenteschi. In fondo alla navate centrale si trova un gruppo di angeli marmorei del Bernini, in adorazione di un’immagine della Madonna con il Bambino. Dalla navata di destra si passa alla cappella di San Nilo, magnificamente affrescata nel 1610 dal Domenichino. Al centro del secondo cortile sorge una fontana nella quale ogni anno, nel giorno dell’epifania, seguendo un’antica tradizione bizantina si ricorda, con una suggestiva liturgia, il battesimo di Gesù nel Giordano.

Altro luogo noto dei castelli romani è Marino, dove, la prima domenica di Ottobre, si svolge la tipica sagra dell’uva. I bombardamenti dell’ultimo conflitto hanno in gran parte distrutto il centro storico: è stato ricostruito il palazzo Colonna, ora sede del Comune. Marino si trova nelle vicinanze del cratere del lago di Albano; proprio sopra le cave di peperino passa la panoramica via dei Laghi. Su questa strada si scende verso sud . Dopo pochi chilometri appare, lungo le pendici del monte Cavo, la spettacolare visione delle case medievale di Rocca di Papa, il borgo chiamato anche quartiere dei Bavaresi perché vi si stanziarono le truppe di Ludovico il Barbaro.

Un altro piccolo lago, dalle sponde ricche di vegetazione, è quello sul quale si affaccia Nemi, noto, oltre che per la coltivazione delle fragole, per il rinascimentale palazzo Ruspoli e per le due navi romane ritrovate nel 1928 e andate distrutte durante l’ultima guerra: le riproduzioni in scala sono conservate nel museo Nemorense.

Il limite estremo dei Castelli Romani è rappresentato da Velletri, città di probabile origine volsca, divenuta poi colonia romana con il nome di Velitrae. La seconda guerra mondiale ha causato notevoli danni, distruggendo il palazzo Ginnetti con la famosa scala panoramica di Martino Longhi. Rimangono comunque la Cattedrale di San Clemente (del IV secolo, ma ricostruita nei secoli XIII-XIV e in seguito più volte rimaneggiata), celebre per la Croce Veliterna, antico reliquiario in oro, smalto e pietre preziose, e la chiesa di Santa Maria, con il bel campanile tardogotico della torre del Trivio.

Tornando in direzione di Roma, si fa tappa sull’altra sponda del lago di Nemi, a Genzano, dove dal 1778, nel giorno del Corpus Domini, si celebra la festa dell’Infiorata, durante la quale le strade vengono ricoperte da tappeti formati da quintali di petali multicolori. Un bivio porta al borgo medievale di Lanuvio, ancora cinto dalle mura merlate. Ariccia, famosa per la squisita porchetta, è annunciata da un grande ponte, a tre ordini di arcate, lungo 312 m e alto 60. Si apre subito alla vista il complesso di piazza della Repubblica, creato tra il 1661 ed il 1664 dal Bernini, che eresse la chiesa di Santa Maria dell’Assunzione e restaurò palazzo Chigi, con un bel portale ed un magnifico parco, ricco di piante secolari e popolato di daini.

A soli 2 km si trova Albano Laziale, città di antichissima origine. Di epoca romana sono la porta Pretoria, la tomba degli Orazi e Curiazi, dove la leggenda vuole che siano stati sepolti i tre fratelli romani e i tre albani che combatterono per la supremazia delle proprie città, l’anfiteatro di Settimio Severo e il Cisternone, grande serbatoio d’acqua scavato nella roccia tuttora funzionante. Interessanti sono anche la chiesa di Santa Maria della Rotonda, sorta sul ninfeo della villa dell’imperatore Domiziano, e quella di San Pietro.

Due strade, chiamate “la galleria di sotto” e “la galleria di sopra”, quest’ultima sul crinale del cratere del lago Albano, fiancheggiata da olmi e da lecci che uniscono le loro chiome in una continua arcata, portano a Castel Gandolfo. Il borgo, sorto probabilmente sul luogo dell’antica Albalonga, dal 1604 fu dominio diretto dei papi, che ne hanno fatto la propria residenza estiva. Il palazzo dei Papi, la villa Barberini, la villa Torlonia, la villa Cybo, nei cui giardini si trova l’aula per le udienze, formano un complesso di proprietà della Santa Sede e godono dell’extra territorialità.

Author: Turismo Roma

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