La città perduta di Antuni

La città perduta di Antuni

Un borgo abbandonato da dove godere di uno dei panorami tra i più belli del Lazio

Il Lazio è una regione disseminata di città fantasma, facilmente raggiungibili da Roma e la maggior parte si trova nella provincia di Viterbo. La città perduta di Antuni è un antico borgo, in prossimità di Castel di Tora, nel reatino, situato su un colle completamente circondato dal lago del Turano e collegato alla terra ferma solo da un sottile istmo. Il lago artificiale nasce verso la fine degli anni ’30 mentre la storia del borgo si interrompe improvvisamente durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, quando per errore viene bombardato il borgo invece del ponte del Turano.

La fondazione di Antuni sembra risalire ai primi decenni dell’XI secolo, forse per volontà dei Guidoneschi che donarono, nel 1092, il Castrum Antoni all’ Abbazia di Farfa, all’epoca molto importante. Fino al basso medioevo le vicende legate alle sorti di Antuni non sono note. In seguito la città perduta di Antuni andò prosperando per secoli, passando attraverso vari proprietari: la famiglia Brancaleoni nel 1583, il duca Filippo Lante della Rovere nel 1676 finché, nel 1832, il borgo raggiunse il prestigioso riconoscimento di principato, voluto da Papa Gregorio XVI in favore del principe Urbano Del Drago, signore di Antuni. Successivamente all’erroneo bombardamento, dal 1950 in poi il paese è stato abbandonato ed ha conosciuto decenni di degrado fino a quando negli anni ‘90, grazie ad una sapiente opera di restauro ed ai bellissimi scorci sul lago del Turano, ha riscoperto il suo antico splendore ed è tornato interamente visitabile.

La città perduta di Antuni ingresso borgo
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La città perduta di Antuni – Porta d’ingresso al borgo

Oltre ai numerosi ruderi delle case, tra gli edifici recuperati più importanti da vedere nella parte centrale di Antuni c’è sicuramente il Palazzo del Drago con le sue mura, l’antica mulattiera che conduceva al centro del borgo e la torretta. Il Palazzo del Drago, a cui si accede passando sotto un archetto, era composto da un gran numero di sale, molte delle quali affrescate, da scalinate di pietra e da ben 365 finestre. Tutta la struttura è visitabile solo esternamente e, nella facciata, è rimasto nell’aspetto originale solo il portale d’ingresso. Lì vicino, sul colle, sorge l’antico Eremo di San Salvatore su una parete a picco sul lago.

 Il borgo di Antuni è visitabile mediante l’Associazione “Camminando Con” 

Se vorrete fare una sosta per pranzo, non avrete difficoltà a scegliere tra i vari ristoranti quali Agriturismo “La Posta”La città perduta di Antuni, Trattoria U’Chiecchie , Bar Trattoria Dea, L’Angoletto, Ristoro Bar Castellani, Ristorante “Il Tasso” e il Forno Orsini;

Dopo che avrete visitato la città perduta di Antuni potrete recarvi nel vicino borgo di Castel di Tora, villaggio dall’aspetto medievale arrampicato su un’altura e dominato da un antico castello, oppure fare un giro per le rive suggestive del lago del Turano o dell’adiacente lago del Salto dove potrete scegliere uno numerosi ristoranti dei dintorni, alcuni situati direttamente sulle sponde dei due specchi d’acqua, come “C’era una volta”, “Da Patrizia” o la trattoria “Dal Pescatore”.

 

Author: Turismo Roma

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1 Commento

  1. La valle del Turano tanto bella quanto sconosciuta.Eppure a solo un ora da Roma. Lungo la strada che porta a Poggio Moiano unico agriturismo in Italia dove invece della sala di ristorazione troverete un museo garibaldino

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