Marcel Duchamp – Gnam Roma

Marcel Duchamp – Gnam Roma

8 Ottobre | 9 Febbraio

In occasione del centenario del primo ready-made di Marcel Duchamp, la Galleria d’ Arte Moderna di Roma dedica all’ artista una Mostra dal 8 Ottobre al 9 Febbraio, in cui ripercorriamo  l’esperienza italiana dell’ artista nei primi anni Sessanta, attraverso le opere donate al museo dal gallerista Arturo Schwarz.

Di origini francesi, Marcel Duchamp,  è uno dei più grandi artisti del ’900.
Definito come un esponente del Dadaismo, Duchamp in realtà ha attraversato con le sue opere diverse correnti per tutto il suo periodo artistico. Dall’ influenza impressionista dei suoi primi quadri, ad elementi tipici dell’avanguardia cubista e futurista come nell’ opera del 1911 “Jeune Homme Triste dans un Train”. Anche se considerate correnti antagoniste una con l’altra, risultano entrambi presenti  e sembrano convivere pacificamente. A Duchamp non interessava né il dinamismo esaltato dai futuristi, né la staticità teorizzata dai cubisti, ma il rapporto tra essi;  ovvero tra mezzo statico e mezzo dinamico. Lo scopo principale che voleva raggiungere era una rappresentazione statica del movimento, una composizione capace di indicare le varie posizioni che assume una forma in movimento durante diversi momenti.

L’ invenzione del Ready – made nel 1913, con l’ opera Roue de Bicyclette,  rivoluzionò completamente il concetto di opera d’ arte, collocando Duchamp come esponente dell’ Arte Concettuale. Ciò che determina il valore estetico non è più un procedimento tecnico, un lavoro, ma la scelta dell’artista. Un atto mentale, una diversa attitudine nei confronti della realtà.

Il Ready – made, che tradotto letteralmente vuol dire Già Pronto,  è il termine che viene scelto per descrivere un opera d’arte rappresentata da oggetti che appartengo o che sono utilizzati nella vita quotidiana. Tolti dal loro contesto abituale e accoppiati in modo tale da contribuire a trasportare l’oggetto in un altro mondo. Secondo Duchamp hanno quasi sempre un riferimento autobiografico ma è l’elemento umoristico il pezzo forte. Il risultato di un ready made è qualcosa che colpisce gli occhi, afferra la mente crea curiosità, trasmette il mistero.

Roue de Bicyclette era infatti, una ruota di bicicletta montata su uno sgabello semplice da cucina. Duchamp la sistemò nel suo studio, facendola girare di tanto in tanto, semplicemente per osservarla. Lui stesso sosteneva “Mi piace guardala, come mi piace come mi piace guardare le fiamme che danzano in un focolare”. La ruota che girava intorno trasmetteva una sensazione tranquillizzante, confortante, una possibilità di procedere oltre la materialità. E’ un opera nata prima dell’idea, prima dell’intenzione di fare un’opera d’arte.

Un’ altro  ready-made che ha reso famoso l’ artista è  Fountain 1917. Esposto nello stesso anno alla “Society of Indipendent Artists” di New York, dove chiunque pagava poteva esporre le sue opere. Per una specie di provocazione nei confronti del responsabile dell’allestimento, Duchamp decide di esporre qui “Fountain”.Un orinatoio che se istallato in una toilette pubblica poteva essere usato solo da uomini. Duchamp l’ aveva comprato e messo sul suo lato piatto in modo tale che stesse “eretto”. Quest’ opera non fu mai inclusa nell’esposizione e nemmeno citata nei cataloghi. Nascosta nel ripostiglio della galleria per tutta la mostra fu notata in seguito solo grazie ad una foto  scattata da A. Stieglitz un famoso fotografo statunitense. Pubblicata nella rivista Blind, acquistò importanza e venne addirittura difesa, come articolo originario della vita di tutti i giorni.

 

Author: Turismo Roma

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