Piazza Barberini

Visita Piazza barberini e la fontana del Tritone

Passeggiando per le strade di Roma, nel caos di macchine ed edifici. Di mezzi pubblici e persone che corrono nei posti di lavoro, sembra quasi difficile prestare attenzione ai luoghi in cui si passa tutti i giorni. Ai monumenti, alle piazze, che contraddistinguono i punti nevralgici della città in cui si vive. Accade così per Piazza Barberini, dove gli uffici ed i negozi si susseguono, così come il cinema o gli Hotel. Punto di snodo per diverse destinazioni, posta fra il colle Quirinale e gli Horti Sallustiani,qui sorge Piazza Barberini, di certo uno dei luoghi più interessanti i Roma. La piazza, che nel passato fu chiamata “Grimana” in onore del patriarca di Aquileja, cardinal Grimani, intorno al 1625 prese il nome di “Sforza a Capo le Case”, a causa delle proprietà limitrofe del cardinale Sforza, e solo infine fu acquistata dal cardinale Francesco Barberini, ergendo così anche il palazzo in suo onore.

Simbolo di Piazza Barberini è la fontana del Tritone, capolavoro del Bernini, realizzata fra il 1641 e l’anno successivo.

Incaricato da papa Urbano VIII  Barberini dovette realizzare un’opera che fosse di , l’artista realizzò la fontana in una zona deserta al tempo, circondata dalla campagna e dagli allevatori, lattai, contadini che l’abitavano. Al centro di una grande conchiglia, con il busto eretto e le gambe squamate , viene presentato Tritone nell’atto di soffiare in una conchiglia, simbolo del richiamo per una ninfa, che tuttavia non accorre. Dalla conchiglia suonata, infatti, sgorga l’acqua della fontana che giunge direttamente dall’acquedotto. Allo stesso Bernini, si deve anche l’ideazione di un fontanile, chiamata Fontana delle Api, realizzata ad uso dei viandanti in un angolo su Piazza Barberini.

 Su via delle quattro fontane, ma recante il nome stesso della Piazza, abbiamo poi Palazzo Barberini, ospitante ad oggi la Galleria Nazionale D’Arte Antica all’interno dei suoi tre piani. Passeggiando fra le sue stanze si riesce a cogliere appieno la sensazione di grandezza che un tempo possedevano coloro che abitavano queste mura. Questo il tempo di famosi architetti italiani come Borromini e Bernini, la cui maestria si ripete all’interno del Palazzo, tanto quanto su Piazza Barberini. L’ampio giardino, il colonnato levigato, le magnifiche scale, sono solo alcuni esempi di ciò che cattura l’occhio del visitatore in questo luogo.

Nel tempo l’architettura che circonda Piazza Barberini è stata poi inglobata nel tessuto urbano. La pavimentazione posizionata e la via illuminata a gas hanno permesso nel corso del tempo una sempre maggiore frequenza di persone nel luogo. Tra il 1926 e il 1932 , con l’apertura di via Barberini, la città ha costruito case e palazzi via via in numero maggiore, portando l’opera barocca a divenire spartitraffico per Piazza Barberini, ma non per questo diminuendone il fascino che da sempre l’accompagna.

Ecco come appariva Piazza Barberini tempo fa:

Author: Turismo Roma

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