Porta Pinciana, posterula delle Mura Aureliane

Porta Pinciana

Porta Pinciana è situata tra Viale del Muro Torto e Via Vittorio Veneto. Fu eretta per volere dell’imperatore Aureliano ed inserita nella lunga cinta di mura urbane iniziate a costruire nel 271 d.C., ma terminate solamente nel 279 d.C. L’idea era quella di delimitare il perimetro della città in modo tale da difendere la capitale dagli imminenti attacchi barbarici. Le mura Aureliane, lunghe circa 19 km, seguivano una linea strategica che includeva le alture e evitava di lasciare all’esterno costruzioni di grandi dimensioni. Porta Pinciana chiudeva, ai tempi di Aureliano, la VI regio augustea nel versante settentrionale, appoggiandosi alle ripide pendici del Pincio ed utilizzando in parte i muraglioni di sostruzione delle ville, che vi sorgevano sopra. La sua funzione iniziale era, niente di meno, che una posterula secondaria, solo successivamente fu ampliata per volere di Onorio.

Il nome attuale “Porta Pinciana” deriva dalle vicende del colle, che nel IV secolo passò di proprietà alla gens Pincia. Ma un secolo prima, quando la città era sotto assedio dai Goti, nel 547 circa, la porta si chiamava Belisaria, per il fatto di essere fiancheggiata da torri cilindriche fatte costruire dal generale bizantino Belisario.

Porta Pinciana è composta da un semplice arco di travertino fiancheggiato da due torri, ma doveva essere dotata anche di una controporta. La croce greca, raffigurata nella chiave dell’arco è l’unica testimonianza dei restauri fatti fare da Belisario, a cui si doveva riferire anche un’iscrizione medievale perduta nell’800. Nel 1808 venne chiusa a causa della sua scarsa importanza per il transito delle merci e, la strada di accesso, l’attuale via di Porta Pinciana fu ridotta un viottolo. Solo nel 1887 a seguito dell’urbanizzazione del quartiere la porta venne riaperta.

 Fonte: Itinerari Turistici – Roma Capitale

 

Author: Turismo Roma

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