Santa Francesca Romana – Santa Maria Nova

Santa Francesca Romana – Santa Maria Nova

Piazza di Santa Francesca Romana, 4
Roma (RM)
Tel. 06 6795528 – Fax 06 69940205

Interno di Santa Francesca Romana
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Interno di Santa Francesca Romana

La Chiesa di Santa Francesca Romana fu costruita nel IX secolo per volere di papa Paolo I, su di un preesistente oratorio.

Leggenda

Il luogo dove si trova la chiesa era, secondo la tradizione, quello della morte di Simon Mago. Secondo la leggenda, Simon Mago volendo dimostrare di possedere poteri superiori a quelli di Pietro apostolo e di Paolo di Tarso, avrebbe levitato davanti ai due santi, i quali sarebbero caduti in ginocchio a pregare, causando la caduta e morte di Simone. La lastra di marmo recante le impronte delle ginocchia dei due apostoli è murata nella parete sud della chiesa.

Dedica e ristrutturazioni

A seguito del restauro del X secolo, ricevette la dedica alla Madonna e il nome di Santa Maria Nova per distinguerla dall’altra chiesa del Foro Romano avente la stessa dedica, Santa Maria Antiqua.

Nel XII secolo l’edificio fu sottoposto ad un’importante ristrutturazione, che vide l’erezione del campanile e la decorazione dell’abside. Con la traslazione delle reliquie di Francesca Romana nella cripta, nel XV secolo, la chiesa cambiò dedica per assumere quella attuale. La facciata, di Carlo Lombardo (1615), è tutta di bianco travertino e si alza nella parte mediana. Il timpano è coronato da statue, con un ordine di due coppie di lesene. Comprende in alto un balcone ed è raccordata al portico che si estende in basso.

La Chiesa di Santa Francesca Romana
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La Chiesa di Santa Francesca Romana

L’alto campanile romanico è ornato da finestre a doppie bifore. L’interno è ad una sola navata con cappelle laterali ed un ricco soffitto a cassettoni.

La chiesa è officiata, dal 1352, dai Benedettini di Monteoliveto. Santa Francesca Romana ospita l’icona della Madonna Glycophilousa (“Madonna della dolcezza”): risalente al V secolo, l’opera è stata qui traslata da Santa Maria Antiqua a causa del decadimento di quella chiesa.

Tra le altre opere, si segnala, invece, il Miracolo di san Benedetto, dipinto settecentesco di Pierre Subleyras. Nella volta della prima cappella a destra si trova l’affresco Dottori della Chiesa della scuola del celebre Melozzo da Forlì, pictor papalis.

Author: Turismo Roma

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2 Commenti

  1. Desidero segnalare l’errore in cui è incorso l’autore della pagina. Carlo LOMBARDI chiamasi, in realtà, LAMBARDI ( o anche, secondo altre fonti, LAMBARDO o LOMBARDO ). Spero di aver fornito un utile spunto affinchè possiate condurre una opportuna indagine e verifica finalizzate all’eventuale correzione

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    • Gentile Francesco,
      la ringraziamo per la segnalazione, abbiamo provveduto alla correzione.
      Cordiali saluti,
      Pro Loco di Roma

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