Santa Maria in Aracoeli

 

Santa Maria in Aracoeli

Scala dell’Arce Capitolina, 14
Roma (RM)
Telefono 06 69763839

 

Santa Maria in Aracoeli - Campidoglio
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Santa Maria in Aracoeli – Campidoglio

La Basilica di Maria in Aracoeli fu costruita sulle rovine del Tempio di Giunone Moneta, che sorgeva su una delle due alture del Colle Capitolino. L’identificazione del sito non è però certa; secondo altri studi la chiesa sorgerebbe infatti dove si trovava l’antichissimo Auguraculum, luogo dal quale gli Auguri prendevano gli auspici osservando il volo degli uccelli. La prima costruzione risale al VI secolo, poi divenne intorno all’anno mille abbazia benedettina per passare successivamente ai frati minori, che tuttora la officiano. Questi ne iniziarono la ricostruzione secondo gli stili romanico e gotico. Nel medioevo assunse un ruolo assai rilevante poiché vi si radunavano i consiglieri per discutere della “Res Publica”. Vi era conservato il bambino di legno di olivo di Getsemani. La scalinata di 124 gradini di marmo venne costruita nel XIII secolo secondo la leggenda come ringraziamento per la fine della peste. La sua realizzazione si deve alla volontà del tribuno Cola di Rienzo che, trasformatosi in tiranno, da qui parlava alla folla. Nel XVII secolo i forestieri solevano dormire sulla scalinata, fin quando il principe Caffarelli non li scacciò facendo rotolare sulle scale delle botti piene di pietre. Dalla cima si gode un bel panorama di Roma con le cupole di Sant’Andrea della Valle e di San Pietro.

L’interno, costruito su tre navate a tutto sesto, è ricco di tesori d’arte; tra gli altri, oltre al soffitto ligneo a cassettoni e al bel pavimento cosmatesco conservato in gran parte (salvo gli inserti di lastre tombali) e molto ben tenuto, sono presenti nella Cappella Bufalini affreschi del Pinturicchio che illustrano Storie di san Bernardino, affreschi tardomanieristi absidali del Cinquecento, una tavola con una Trasfigurazione di Girolamo Siciolante da Sermoneta, la pietra tombale di Giovanni Crivelli opera del Donatello, due pergami attribuiti a Lorenzo di Cosma e al figlio Jacopo.

Author: Turismo Roma

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