Scuderie del Quirinale

 

 

Scuderie del Quirinale

Via XXIV Maggio, 16
Roma (RM)

 

 

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La Pittura di un Impero, Caravaggio, 1861 La nascita delle nazioni nella grande pittura europea: tre grandi mostre per celebrare dieci anni di successi.

Da Antonello da Messina a Giovanni Bellini, da I Cento Capolavori dell’Ermitage a Capolavori del Guggenheim. E ancora Cina. Nascita di un Impero, Ottocento, Pop Art, Metafisica,  Futurismo. Queste sono solo alcune delle 32 mostre che in dieci anni le Scuderie del Quirinale ha realizzato. Esposizioni che hanno segnato la memoria di pubblico e storici dell’arte, di appassionati e gente comune. Dieci anni nei quali impegno, passione e serietà hanno fatto in modo che questa sede espositiva venisse riconosciuta a livello internazionale come una delle più prestigiose, nei quali da magnifico contenitore le Scuderie sono divenute sinonimo di mostre di qualità

Pur trovandosi in un luogo unico, tra la piazza del Quirinale e Salita di Montecavallo, erano veramente pochi i romani che, fino al dicembre 1999, sapessero che cosa si celava dietro le finestre chiuse di quell’edificio che termina con un angolo arrotondato. Quasi nessuno vi era mai entrato e solo in pochi sapevano che fino agli anni Ottanta era servito come rimessa delle automobili del Quirinale per essere poi trasformato in Museo delle Carrozze, a memoria delle sue funzioni originali, scuderie e rimessa delle carrozze del Papa prima e della casa reale poi. Dal Settecento, infatti, (l’edificio era stato completato dopo quasi dieci anni di lavori, nel 1732, dall’architetto Ferdinando Fuga) e per due secoli, fino all’avvento della Repubblica, le Scuderie ebbero una esistenza tranquilla, legata alle esigenze di servizio del palazzo maggiore, il Quirinale. In coincidenza con l’inaugurarsi del nuovo Millennio, una funzione del tutto diversa regala una nuova vita a questo misterioso edificio: le antiche Scuderie Papali al Quirinale si trasformano in uno spazio espositivo.

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Il primo segno  esterno di questa “rinascita” è stato il cambiamento del colore. Negli ultimi anni del Novecento quasi tutta la piazza si era schiarita. Avevano cambiato colore, tra mille polemiche e un’ampia, documenta, riflessione,  la torre quadrangolare che domina il complesso del Quirinale (e negli anni a seguire cambiò colore l’intero edificio), il palazzo della Consulta e i muri delle residenze Rospigliosi e Colonna. Era tramontata l’epoca dei rossi mattone di sabauda memoria ed era apparsa una nuova bicromia, color travertino su tutte le parti in rilievo e terra d’ombra naturale, invece, sugli sfondi. Per quanto riguarda le Scuderie, però, non si è trattato di un restauro della sola facciata. Dal 1997, infatti, erano state gettate le basi per la loro riconversione in spazio espositivo dopo che la Presidenza della Repubblica, a cui il palazzo appartiene, le aveva concesse in uso al Comune di Roma per farne sede di grandi mostre. E’ così che si apre, dunque, la nuova fase. Sulla base di un concorso internazionale, viene scelta l’architetto Gae Aulenti per la progettazione delle opere necessarie al recupero dell’intero edificio e all’allestimento degli spazi. E le Scuderie del Quirinale di oggi sono quelle che Gae Aulenti ha rinnovato in accordo con la Soprintendenza di Roma, allestito in tempi da record per l’anno Duemila grazie all’Agenzia Romana per la Preparazione del Giubileo e che il Comune di Roma ha affidato all’Azienda Speciale Palaexpo, oggi presieduta da Emmanuele Francesco Maria Emanuele e guidata da Mario De Simoni.

Il 21 dicembre 1999 le Scuderie rinnovate sono inaugurate dal Presidente  della Repubblica insieme con il Sindaco di Roma e il Ministro dei Beni Culturali, con la mostra I Cento Capolavori dell’Ermitage. Non solo una rassegna di grandi maestri, ma anche un documento sulla storia del gusto e del collezionismo del primo Novecento. E’ la prima volta,  infatti, che dal Museo di San Pietroburgo esce una così ampia selezione delle celebri collezioni  russe. Cento dipinti e disegni di Degas, Monet, Renoir, Cézanne, Gauguin, Rousseau  le Douanier, Vlaminck, Derein, Vallotton, Vuillard, Sisley, Pisarro, Matisse e Picasso che rimangono alle Scuderie fino al giugno 2000. Questo interesse per il grande collezionismo internazionale e per le figure che lo animano si rinnova in occasione della mostra Capolavori del Guggenheim, nella primavera 2005, andando a definire uno dei temi ricorrenti che guidano la programmazione culturale dello spazio.

Le altre linee guida che legano, con scientifica continuità, la scelta delle mostre e la loro programmazione alle Scuderie sono rappresentati da un programma di divulgazione dell’arte italiana classica e moderna (si pensi alle grandi mostre dedicate a Sandro Botticelli, ad Alberto Burri, ad Antonello da Messina, al Rinascimento o all’Ottocento italiano), dalla riflessione approfondita e innovativa sui rapporti reciproci tra l’Italia e la grande arte internazionale (in questa ottica Maestà di Roma, Rembrandt, Metafisica, Velazquez, Bernini, Luca Giordano, Da Giotto a Malevic. La reciproca meraviglia, Dürer e l’Italia) e da un intenso programma, prevalentemente estivo, dedicato ai grandi protagonisti della contemporanea scena culturale internazionale (ricordiamo qui le mostre di Sebastiāo Salgado, Wim Wenders e Santiago Calatrava). Sono straordinari eventi espositivi – insieme a tutti gli altri che costituiscono il programma svolto fino ad oggi – che hanno sempre il pregio di una doppia lettura: mostre estremamente godibili e comprensibili per il pubblico e, nello stesso  tempo, storicamente e artisticamente rigorose e innovative.

Dieci anni di intensa e ininterrotta attività espositiva al servizio di arte e cultura che rappresentano il raggiungimento di un prestigioso obiettivo e, allo stesso tempo, il punto di partenza per nuovi importanti traguardi per il futuro.

Author: Turismo Roma

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