Villa d’Este a Tivoli

Villa d’Este, patrimonio dell’ UNESCO

La nostra Gita fuori porta ci conduce oggi a Tivoli, nella splendida cornice di Villa d’Este. Inserita nel patrimonio mondiale dell’UNESCO, non si può non rimanere ammaliati alla vista dei suoi giardini, dei ninfei e delle sue fontane contornate da giochi d’acqua.

A volere la costruzione della villa nella seconda metà del ’500, fu Ippolito II d’Este, figlio di Lucrezia Borgia e di Alfonso I d’Este. Deluso per la mancata elezione pontificia, decise di recarsi qui a Tivoli e realizzare una residenza che fosse in grado di far rivivere i fasti delle corti di Roma, Ferrara e Fointanebleau. Il progetto fu ideato da Pirro Ligorio, a cui è attribuito anche il disegno del parco e delle fontane, e realizzato poi da Alberto Galvani, architetto di corte.

Successe al cardinale Ippolito II, il vescovo Alessandro d’Este, che dal 1605 si occupò di restaurare e riportare agli antichi splendori Villa d’Este. Il suo programma di interventi prevedeva riparazioni alla vegetazione, agli impianti idraulici e innovazioni nella configurazione dei giardini e nella decorazione delle fontane. Si occupò di eseguire alcuni lavori a metà del XVII secolo anche Gian Lorenzo Bernini.

La villa cadde in uno stato di abbandono con il passaggio alla casa Asburgo, che ne rimase in possesso fino alla metà del XIX secolo, quando divenne proprietario Gustav Adolf von Hohenlohe-Schillingsfürst. Il cardinale tedesco nel 1851 avviò dei lavori per sottrarre il complesso alla rovina. A seguito dei lavori, Villa d’Este diventò un punto di riferimento culturale; il cardinale ospitò più volte nella sua villa il musicista Franz List, che proprio qui compose la sua opera Giochi d’Acqua a Villa d’Este.

Durante lo scoppio della prima guerra mondiale, Villa d’Este divenne proprietà dello Stato, che si occupò di restaurarla a partire da 1920. Fino a circa venti anni fa, la struttura ha subito continui restauri a causa di condizioni ambientali sfavorevoli.

Un bel portale sormontato dallo stemma degli Este indica l’ingresso alla residenza. L’edificio principale della struttura è caratterizzato da sobrie linee architettoniche, ed al suo interno custodisce sale decorate da affreschi cinquecenteschi dovuti in prevalenza a Livio Agresti, Federico Zuccari e Girolamo Muziano.

Dalla loggia si gode di una bella vista sul giardino, ricco di fontane e giochi d’acqua. Scendendo la scala principale dell’edificio si arriva alla Fontana del Bicchierone, detta anche del Giglio, realizzata un secolo dopo la costruzione della villa, nel 1661, per mano di Gian Lorenzo Bernini. Lasciando alle spalle la fontana ci si ritrova presso il suggestivo Viale delle Cento Fontane, fiancheggiato da numerosi getti d’acqua e sculture.

All’estremità destra del viale vi è la Fontana di Tivoli, detta anche dell’Ovato. Realizzata nel 1567 per mano di Pirro Ligorio, viene chiamata così per via della sua forma ad esedra ovale; confluisce nella vasca della fontana l’acqua del fiume Aniene, per via di un canale idraulico che passa sotto la città. Le due statue che ornano la fontana rappresentano due fiumi, l’Aniene e l’Erculaneo.

All’altra estremità del viale si trova la Fontana di Roma, o Rometta, realizzata come riproduzione in miniatura di edifici dell’antica Roma. Continuando lungo il viale centrale si arriva alla Fontana dei Draghi, anch’essa del Ligorio. La leggenda narra che la fontana fu costruita in una sola notte nel 1572, come omaggio a papa Gregorio XIII, ospite quel giorno nella villa.

Sulla destra, in fondo, vi è la grande Fontana dell’Organo, iniziata nel 1568 e terminata nel 1611, con un monumentale prospetto architettonico. E’ chiamata così per i motivi musicali che si udivano in passato. Claudio Venard, aveva realizzato un progetto in cui l’acqua azionava un organo idraulico completamente automatico: cadendo, provocava per compressione un getto d’aria in grado di azionare una mantice, poi, passando da canne d’organo emetteva suoni modulati da un cilindro, su cui cadeva un’altro getto d’acqua.

Il viale centrale termina alla Rotonda dei Cipressi, ornata di alberi centenari, mentre altri giochi d’acqua, come le Fontane di Arianna, di Pegaso, della Sfinge e della Natura, che ricorda le statue di Bomarzo, sono in posizione più appartata.

Author: Turismo Roma

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