Villa Sciarra

Villa Sciarra

Il parco di Villa Sciarra, nella zona tra Monteverde ed il Gianicolo, occupa un’estensione di circa 7.500 m².  Villa Sciarra, ecletticamente organizzata nei primi anni del secolo, presenta una ricchissima e particolarissima decorazione scultorea. Si tratta di una serie di statue e fontane provenienti dalla villa Visconti di Brignano d’Adda in Lombardia (il biscione dei Visconti si può ancora riconoscere nella Fontana dei Satiri e in quella dei Putti). Il tema che ricorre nelle statue e fontane è il tema boschereccio legato alle raffigurazioni del dio Pan, e le siepi vengono ancora potate secondo l’arte topiaria, cioè in forma di oggetti e animali.

Punti di particolare interesse, all’interno di Villa Sciarra sono la grande Uccelliera in ferro, dove un tempo dimoravano i pavoni; la Fontana dei Satiri, in cui troviamo il biscione (stemma araldico della famiglia Visconti); la Fontana di Diana ed Endimione, fontana e laghetto decorata con un gruppo scultoreo; la Fontana Belvedere, realizzata nel 1912 su progetto dell’ingegnere Enrico Gennari; il Casino Barberini, edificio principale della villa, ora sede dell’istituto Italiano di Studi Germanici; l’Esedra Arborea, un angolo molto scenografico dove in una siepe di piante sono state ricavate nicchie verdi nelle quali sono collocate statue raffiguranti i dodici mesi dell’anno; la Fontana della Tartaruga e la Fontana della Lumaca; la Fontana delle Sfingi, raffigurante i quattro vizi capitali, e la più giocosa e allegra Fontana dei Putti. Alle spalle del Casino Barberini sorge la Montagnola; entro un recinto di allori è situata una fontana di piccole dimensioni completata da un sedile marmoreo semicircolare. Infine a ridosso delle mura di Urbano VIII, vi è un tempietto in stucco e ferro battuto.

La vegetazione che ricopre Villa Sciarra, unisce essenze proprie della flora italiana e mediterranea ad una vasta scelta di essenze esotiche: si contano 122 specie arboree rare di cui 58 provenienti dall’America e dall’Asia, fra cui almeno una decina di specie diverse di palme.

Villa Sciarra, un pò di storia: In epoca romana questo piccolo parco era un santuario dedicato alle ninfe. La zona in cui sorge la Villa Sciarra era fin dal tempo dei romani tenuta a orti e giardini; le prime testimonianze del terreno risalgono al 1549, quando questo venne acquistato da un tal Massaruzi. Fin dalle sue origini, la villa ha avuto una storia particolrmente travagliata e non è rimasta mai per molto tempo allo stesso proprietario. Nel 1575 venne acquistata da Mons. Innocenzo Malvasia. Nel 1653 venne acquistata dal cardinale Antonio Barberini; suo nipote, il cardinale Carlo, l’ampliò, l’affittò, la vendette e dopo pochi mesi la ricomprò. Nel 1710 la villa venne venduta al cardinale Pietro Ottoboni che la trasformò in una vera e propria azienda agricola dove si coltivavano piante da frutto, ortaggi, piante ornamentali ed esotiche. Nel 1749 Cornelia Costanza Barberini, moglie di Giulio Colonna di Sciarra, la riacquistò. Nel 1849, all’epoca della Repubblica Romana, il Casino Barberini e l’adiacente Casino Malvasia vennero fortemente danneggiati dai combattimenti fra le truppe italiane, guidate da Giuseppe Garibaldi, e quelle francesi. I Barberini restaurarono il Casino nelle forme originarie, ma la proprietà venne definitivamente persa da Maffeo II Sciarra in seguito a speculazioni finanziarie sbagliate. Il terreno venne quindi diviso in lotti e una vasta estensione del territorio della villa fu destinata ad area edificabile; si salvò la parte più alta dei giardini intorno al Casino Barberini che, dopo altri passaggi di proprietà, venne acquistata nel 1902 da George Wurts. L’aspetto attuale della villa è interamente frutto delle trasformazioni effettuate dagli ultimi proprietari, George Wurts e la moglie Henrietta Tower. Quest’ultima, nel 1930 alla morte del marito, donò la villa a Benito Mussolini ponendo la condizione che fosse destinata a parco pubblico; con piccoli interventi realizzati da Raffaele De Vico il giardino fu aperto così come lo si può ammirare tuttora, nonostante le spoliazioni degli elementi decorativi alle quali è stata sottoposta. L’edificio principale, rimasto proprietà di Stato, ospita l’Istituto Italiano di Studi Germanici.

Author: Turismo Roma

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