L’età dell’Angoscia | Musei Capitolini

L’età dell’angoscia | Da Commodo a Diocleziano (28.1-4.10.15) Dal 28 Gennaio 2015 al 4 Ottobre 2015 L’Età dell’Angoscia è il quarto importante appuntamento appartenente al ciclo “I Giorni di Roma”, un progetto quinquennale di mostre che abbraccia dall’epoca repubblicana fino all’epoca tardo-antica la storia dell’impero romano nelle sue diverse sfumature. La mostra illustra i grandi cambiamenti che segnarono l’età compresa tra i regni di Commodo (180-192 d.C.) e quello di Diocleziano (284-305 d.C.). In quest’arco di tempo l’Impero giunse a mutare totalmente la propria fisionomia, fino ad arrivare all’instaurazione della Tetrarchia, alla perdita del ruolo di capitale di Roma, ed alla divisione del territorio italico in diocesi equiparate al resto dell’Impero. Nei passaggi temporali e negli eventi che lo segnarono, si evince quanto l’impero romano si sia mostrato a noi nei i suoi vari volti. Questo è uno di quelli. L’Età dell’Angoscia è la rappresentazione di un mondo che muta definitivamente la propria struttura sociale, con lo sfaldamento delle istituzioni e il parallelo emergere di nuove forze sociali. La mostra, inoltre, vuole narrare della diffusa crisi spirituale e religiosa che in un clima di ansia generalizzata portò a un abbandono delle religioni tradizionali e all’adesione sempre più massiccia al culto di divinità provenienti dall’Oriente. La crisi di questo periodo storico segna la caduta di quella che era stata sino a poco prima un “periodo d’oro”. L’Età dell’Angoscia, invece, vede il potere trasmesso non più su base esclusivamente dinastica ma manipolato dall’esercito, che imponeva ed eliminava a suo piacimento gli imperatori. Le istituzioni e i valori tradizionali, così come le certezze di un tempo, si sgretolano generando insicurezza, paura, ansia. I barbari fanno sentire una pressione sempre più forte lungo i confini, accrescendo i disordini interni, ed aumentando vertiginosamente le tasse e l’inflazione con la necessità di aggiornare continuamente la moneta. La mostra è aperta dal Martedì alla Domenica, dalle ore 9.00 alle ore 20.00. Il percorso è organizzato in diverse sezioni, ognuna focalizzata su di un tema specifico. La seconda sezione, denominata “ L’esercito” , si concentra sul ruolo da protagonista interpretato dall’esercito nella nuova epoca. La quarta sezione, “La religione” , indaga sull’arrivo e l’espansione in città di culti orientali. La quinta e la sesta sezione indagano sulle costruzioni e gli arredi, così come sullo stile di vita dei cittadini romani. La settima sezione de L’Età dell’Angoscia, “I costumi funerari” , si compone di sarcofagi, rilievi e pitture che trattano temi e soggetti tipici del repertorio dei miti tradizionali. Biglietti Intero € 15,00 Ridotto € 13,00 Ridottissimo € 2,00 Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): Intero € 13,00 Ridotto € 11,00...

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Matisse, Arabesque in mostra alle Scuderie del Quirinale

Matisse, Arabesque in mostra alle Scuderie del Quirinale Matisse: “Vedere è già di per sé un atto creativo”. E ci sarà atto creativo, e molto da vedere, alle Scuderie del Quirinale: in mostra “Matisse, Arabesque”, a cura di Ester Coen, dal 5 marzo al 21 giugno 2015. Più di 100 opere di Henri Matisse provenienti da tutto il mondo: dal Tate, MET, MoMa, Puškin, Ermitage, Pompidou, Orangerie, Philadelphia, Washington, con alcuni capolavori assoluti del pittore francese per la prima volta in Italia. Uno dei maggiori artisti del ventesimo secolo, Matisse esplora con viva ed attenta visione l’Oriente, e la mostra con lui, ascolta l’arte araba, bizantina: una folgorazione graduale, nutrimento che parte dalla collezione islamica al Louvre fino all’Esposizione Mondiale del 1900, con i padiglioni dedicati a Turchia, Marocco, Tunisia, Algeria. Vedere, e riscoprire nelle geometrie e nell’ordito un sapore d’altro che non sia occidente: Matisse ne interpreta armonia e luce, per arrivare più in alto, lontano, con un “grande amore”, base necessaria per ogni genesi, ed ogni genesi di opera d’arte. L’artista come viaggiatore (lo stesso Matisse riporterà ricordi e curiosità dal suo viaggio in Algeria nel 1906) introduce una nota di fascino misterioso all’interpretazione del mondo Orientale, poi ancora Russia, con un occhio all’Esposizione di Arte maomettana a Monaco di Baviera, e Marocco, nella bianca Tangeri, dove troverà intensa attività artistica, studiando i colori dell’Africa ed i rapporti cromatici, ondeggiando tra realtà e fantasia, freschezza e clima rovente. La bellezza fiabesca di capolavori assoluti come “Ragazza con copricapo persiano” (1915-16; Gerusalemme, Israel Museum); “Zorah sulla terrazza” (1912; Mosca, Museo Pushkin); “Marocchino in verde” (1912; San Pietroburgo, Ermitage); “Pervinche-Giardino marocchino” (1912; New York, MoMA); “Paravento moresco” (1917-1921; Philadelphia Museum of Art), sono fili annodati di un viaggio, di Matisse e di chi avrà la fortuna di accompagnarlo in “Matisse Arabesque”, alle Scuderie del Quirinale.  Per info&ticket si può visitare il sito delle Scuderie del Quirinale.        ...

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I Vestiti dei Sogni a Palazzo Braschi

I Vestiti dei Sogni a Palazzo Braschi La scuola italiana dei costumisti per il cinema I Vestiti dei Sogni a Palazzo Braschi fino al 22 Marzo 2015, una mostra che traccia la storia del costume italiano per il cinema, attraverso l’esposizione di abiti di scena ideati dai più grandi professionisti del settore, tutto rigorosamente made in Italy. Tosi, Pescucci, Canonero, Donati sono solo alcuni dei nomi, quelli dei più premiati, degli artisti e artigiani del costume simbolo della Scuola in cui da sempre siamo maestri: dalle dive del cinema muto alla complicata rappresentazione di un’atmosfera, oltre che di un’epoca, in film come La Grande Bellezza. La cornice di Palazzo Braschi, selezionata come location proprio per le sue caratteristiche scenografiche, con la grande scalinata a fare da ideale piedistallo ai vestiti in mostra, una passerella dove a sfilare è la fine maestria e il ricordo. Numeri da capogiro per I Vestiti dei Sogni: 100 abiti originali e decine di bozzetti, il tutto affiancato da oggetti difficilmente messi in mostra per il pubblico che testimoniano i processi di lavorazione di questi grandi artisti e artigiani. La mostra è divisa in due parti: il percorso principale e la collezione permanente. In quest’ultima sono collocati tutti quei vestiti in grado di  dialogare con i dipinti esposti nella collezione di Palazzo Braschi, tra di essi spiccano quelli realizzati da Massimo Cantini Parrini dell’ultimo film di Matteo Garrone – di cui sono terminate da poco le riprese – Il racconto dei racconti. Nel percorso principale viene raccontato un secolo di scuola italiana. Un tuffo della storia del cinema lungo dieci sale, che raggiunge il suo apice nel salone dedicato alla Sartoria Tirelli, chiudendosi infine nella stanza con gli abiti realizzati da Milena Canonero per Marie Antoinette.  Il Direttore della Cineteca di Bologna e curatore della mostra, Gian Luca Farinelli, dice “Nel racconto della mostra abbiamo dato particolare accento alle filiazioni, perché la denominazione di scuola che si è voluta attribuire alla tradizione italiana non è affatto arbitraria, ma affonda in un’autentica trasmissione del sapere. Novarese è allievo di Caramba; De Matteis e Gherardi di Sensani; Tosi della De Matteis, e indirettamente, attraverso Visconti, di Sensani, così Donati; Pescucci è allieva di Tosi, e Millenotti di Pescucci in quella fucina creativa che è stata ed è la Sartoria Tirelli; Canonero, infine, seppur più libera e sganciata dal contesto italiano, proprio quest’anno esordisce alla regia con un documentario su Piero Tosi: e la cosa ci pare piena di significati.” Della mostra I Vestiti dei Sogni va sottolineata la particolare cura avuta per l’illuminazione, realizzata da un altro maestro italiano del cinema, Luca Bigazzi, la cui sfida era quella di riempire il vuoto lasciato da coloro per...

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Alla scoperta del Tibet – Museo d’Arte Orientale

Alla scoperta del Tibet Le spedizioni di Giuseppe Tucci e i dipinti tibetani Al Museo Nazionale d’Arte Orientale Giuseppe Tucci, dal 5 Dicembre fino all’ 8 Marzo 2015, è protagonista il Tibet con la mostra a cura di Deborah Klimburg-Salter: “Alla scoperta del TIBET – Le spedizioni di Giuseppe Tucci e i dipinti tibetani”. L’intera mostra è organizzata in collaborazione con l’ Università di Vienna, Center for Research and Documentation of Inner and South Asia (CIRDIS), di cui Deborah Klimburg-Salter è direttrice. E’ nella prima metà del 1900 che Giuseppe Tucci, noto esploratore di cui porta il nome il museo, conduce otto importanti spedizioni in una terra virtualmente sconosciuta all’Occidente. I suoi viaggi nelle regioni himalayane, gli hanno permesso, anche grazie alla profonda conoscenza della lingua e della cultura locale, di essere il fondatore della moderna Tibetologia. Tutti i materiali che l’esploratore riuscì a selezionare in Tibet, oggi sono qui in Italia e accessibili al pubblico. Alla scoperta del Tibet, la Mostra: L’esposizione è divisa in due rami, nel primo saranno presentate le fotografie dello stesso Giuseppe Tucci, che raccontano le sue esplorazioni, dall’altro alcuni capolavori di pittori tibetani risalenti al XI e XVII secolo. Le sezioni organizzate sono tre. Le spedizioni di Tucci 1926-1948: Scelte per la mostra quaranta fotografie, selezionate tra il suo vastissimo archivio fotografico in cui ne sono conservate circa ventimila. Le foto sono state scattate da fotografi assistenti dell’esploratore e ritraggono monumenti e monasteri oggi in parte scomparsi. Capolavori della cultura tibetana: Nella sezione è presentata una collezione di 59 thangka tibetani, noti come stendardi buddisti dipinti o ricamati. La collezione di Tucci è considerata come la più importante tra tutte quelle conservate nei Musei Statali. I dipinti sono databili tra il XIV e il XVIII secolo e provengono dal Tibet Centrale ed Occidentale. Conservazione dei dipinti e delle cornici tessili: E’ l’ultima sezione della mostra che si occupa del lungo lavoro di restauro condotto per riportare le cornici ed i dipinti al loro splendore originale. Per Info su Ticket & Prezzi sulla mostra Alla Scoperta del tibet consultare il sito del  Museo Nazionale d’Arte...

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Rigoletto al Teatro dell’Opera di Roma

Rigoletto al Teatro dell’Opera di Roma Un opera di Giuseppe Verdi – Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera Sconto del 20% riservato ai Soci della Pro Loco di Roma “Certamente una delle opere più eseguite al mondo, un capolavoro assoluto riconosciuto universalmente per le arie e i cori, che riesce ad essere popolare e nello stesso tempo ad offrire un contenuto artistico di altissimo livello. In scena al Costanzi il primo capolavoro della “trilogia popolare”, un classico fra i più rappresentati in tutto il mondo tra i melodrammi di metà Ottocento.” L’Ufficio Promozione Pubblico del Teatro dell’Opera offre uno sconto del 20% sul biglietto d’ingresso, esclusivamente riservato ai Soci della Pro Loco di Roma. Scopri come diventare Socio Pro Loco chiamando allo 06.89928530 o tramite il nostro sito web. Per informazioni sullo spettacolo, invece, contatta direttamente l’Ufficio Promozione Pubblico al numero telefonico 06.48160312 o invia una mail a promozione.pubblico@operaroma.it. La Promozione sarà valida nei quattro giorni della programmazione di Rigoletto: – Mercoledì 4 Febbraio ore 20.00 – Giovedì 5 Febbraio ore 20.00 – Venerdì 6 Febbraio ore 20.00 – Sabato 7 Febbraio ore 18.00 – Domenica 8 Febbraio ore...

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Numeri al Palazzo delle Esposizioni

Numeri al Palazzo delle Esposizioni Numeri. “Tutto quello che conta da zero ad infinito” Dal 16 Ottobre 2014 al 31 Maggio 2015 – Palazzo delle Esposizioni Roma Una mostra del tutto particolare quella in corso al Palazzo delle Esposizioni di Roma che affronta un tema da tutti conosciuto, ma da pochi compreso veramente. E’ il mondo dei numeri, presentato qui, secondo un progetto alla portata di ogni visitatore. Sono state realizzate diverse attività di laboratorio, studiate ad hoc per le differenti classi d’età e livelli di preparazione matematica. La mostra nasce con l’idea di rilevare la doppia essenza dei numeri, oggetti naturali di cui l’essere umano ha bisogno, ed oggetti artificiali e sociali non solo alla base dell’alfabeto scientifico, ma oggetto di studi filosofici e teologici. Tutto organizzato secondo undici percorsi specifici, dedicati sia ad aspetti generali, che ad aspetti mistici: 1. Il senso dei numeri 2. I primi passi: 1, 2, 3, … 3. Gesti e segni per contare 4. Il fascino dell’irrazionale:√2 e Φ 5. Strumenti e macchine di calcolo 6. Il segreto del cerchio: π 7. Misurare il mondo 8. Una nuova base: e 9. Numeri immaginari: i 10. Da zero a infinito 11. Gli enigmi dei numeri primi Ad intervenire durante tutto il periodo dell’esposizione, saranno numerosi docenti ed intellettuali, che attraverso un ricco programma di incontri, spiegano vari aspetti della matematica, ma anche della comunicazione, della scienza, toccando così varie tematiche. Il laboratorio d’arte, del Palazzo delle Esposizione, organizza “Ora Facciamo i conti”, un viaggio  nel mondo dei numeri per scoprire il matematico che c’è in ogni bambino. E’ possibile partecipare, sia come gruppo studentesco, che con ingresso singolo. Per partecipare alla mostra, potete acquistare i biglietti on-line direttamente sul sito del Palazzo delle Esposizioni, o rivolgervi direttamente alla biglietteria. Il prezzo del singolo biglietto è di 12,50 euro. E’ possibile usufruire di sconti, riduzioni e prezzi speciali per gruppi scolastici. Informazioni, prenotazioni, visite guidate per singoli e gruppi Tel. 06 39967500 Informazioni, prenotazioni, visite guidate per le scuole Tel. 848 082 408 Orari del call center: dal Lunedì al Venerdì 9.00-18.00 Sabato 9.00-14.00...

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Escher al Chiostro del Bramante, Roma

Escher al Chiostro del Bramante, Roma Escher in mostra presso le sale del Chiostro del Bramante Dal 20 Settembre 2014 al 22 Febbraio 2015 Maurits Cornelis Escher è stato un importante grafico ed incisore di origini olandesi. Scomparso nel 1972, è ricordato come uno dei maestri dell’arte paradossale ed enigmatica. Le sue costruzioni impossibili, le sue litografie ed i suoi giochi prospettici contengono una forte componente matematica, che ha reso unico il suo genere. E’ stato fonte d’ispirazione per moltissime opere e strutture architettoniche: alcune sue stampe e litografie hanno ispirato registi come Christopher Nolan e Jim Henson, dal 1985 un asteroide porta il suo nome e un palazzo per le vie di Madrid è decorato esattamente secondo i suoi schemi. Il Chiostro del Bramante lo celebra con cinque mesi dedicati interamente alle sue opere. Una mostra interattiva, in cui il suo aspetto di vedere la realtà, così fuori dal normale, coinvolge tutti i visitatori. 150 opere tra cui alcuni dei suoi più importanti capolavori, come la Mano con sfera riflettente e la Casa di scale. La Mostra è prodotta da DART Chiostro del Bramante e Arthemisia Group, in collaborazione con la Fondazione Escher, grazie ai prestiti provenienti dalla Collezione Federico Giudiceandrea, curata da Marco Bussagli, con il patrocinio di Roma Capitale. Consulta la pagine del Chiostro del Bramante per...

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Scuderie del Quirinale: Rinascimento fiammingo

Il Rinascimento Fiammingo in mostra alle Scuderie del Quirinale Memling. Rinascimento fiammingo dal 11 Ottobre 2014 al 18 Gennaio 2015 Con la mostra “Memling. Rinascimento fiammingo” le Scuderie del Quirinale decidono di offrire al pubblico l’occasione di una grande rassegna dedicata ad Hans Memling, importante esponente dell’arte fiamminga. Un’esposizione dedicata esclusivamente all’artista tedesco, protagonista assoluto del Rinascimento fiammingo. La mostra prende in esame ogni aspetto della sua opera, dalle pale monumentali d’altare ai piccoli trittici portatili, oltre ai celeberrimi ritratti. La mostra si propone inoltre di approfondire le forme di mecenatismo che fecero da propulsore per la carriera dell’artista. Più di tutti i suoi contemporanei, Memling divenne il pittore preferito della potente comunità di mercanti e agenti commerciali italiani a Bruges, diventando l’erede dei venerati maestri fiamminghi ormai scomparsi, Jan Van Eyck e Rogier van der Weyden. Fin dall’inizio della sua attività indipendente come pittore di tavole, Memling riuscì a creare una sintesi dei notevoli risultati di entrambi quei maestri, già tenuti nella più alta considerazione dalla nobiltà italiana e dalle élite urbane che ne fecero il loro pittore di riferimento. Oltre a capolavori di arte religiosa provenienti dai più importanti musei del mondo, tra cui dittici e trittici ricomposti per la prima volta in occasione della mostra come il Trittico Pagagnotti (Firenze, Uffizi; Londra, National Gallery), il Trittico di Jan Crabbe(Vicenza, Museo civico; New York, Morgan Library; Bruges, Groeningemuseum) o il monumentale Trittico della famiglia Moreel(Bruges, Groeningemuseum) che spettacolare fondale del percorso espositivo al primo piano, la mostra presenterà una magnifica serie di ritratti tra cui Ritratto di giovane dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Ritratto di uomo dalla Royal Collection di Londra – prestito eccezionale della Regina Elisabetta II -, il celeberrimo Ritratto di uomo della Frick Collection di New York nonché il magnifico Ritratto di uomo con moneta romana (ritenuto l’effigie dell’umanista Bernardo Bembo) proveniente da Anversa. Biglietti: Intero € 12,00 Ridotto € 9,50 Ridotto 7-18 anni € 6 Ingresso gratuito fino ai 6...

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National Geographic Italia. Food, il futuro del cibo

National Geographic Italia. Food, il futuro del cibo Palazzo delle Esposizioni 18 Novembre 2014 / 1 Marzo 2015 Ci stupisce la National Geographic con la mostra intitolata “Food, il futuro del cibo” al Palazzo delle Esposizioni fino al 1 Marzo 2015. Se l’anno precedente “Un ponte sul Mondo” ci aveva sopraffatto con foto scattate in luoghi diversi e inimmaginabili, “Food, il futuro del cibo” sarà la celebrazione di qualcosa per noi fondamentale: il cibo. Come l’aria, come l’acqua, il cibo è vita. Il cibo è connessione, il cibo è celebrazione, sostentamento. Ma soprattutto, nel 21° Secolo, il cibo è una sfida globale. Una sfida che entro il 2050 riguarderà 9 miliardi di persone. Come nutrire tutti in modo sostenibile per il pianeta? “Oggi centinaia di milioni di persone soffrono di malnutrizione e di “insicurezza alimentare”, mentre quasi 1 miliardo e mezzo di persone sono obese o sovrappeso. National Geographic esplora e analizza tutti gli aspetti di questa grande, e immane, sfida con una serie di articoli e con una grande mostra“  le parole di Marina Conti, capo redattore National Geographic Italia, alla presentazione della Mostra. 90 foto scattate in giro per il mondo, legate a problematiche internazionali sul cibo come “l’impatto dell’agricoltura e dell’allevamento di bestiame sulle acque, sul clima, sul territorio, sulle foreste, l’incremento esponenziale dell’acquacoltura, ma anche lo spreco alimentare e il nuovo volto della fame, così come la prossima rivoluzione verde.“ Biglietti: Intero 12.50 € – Ridotto 10.00 € Età compresa tra i 7/18 anni  6.00 € Gratis fino a 6 anni E’ obbligatoria la prenotazione per scuole e gruppi organizzati. Il prezzo riservato per le scuole è da intendere per studente dal martedì al venerdì (esclusi i festivi) – minimo 10 massimo 25 studenti. Gli studenti, ricercatori, dottorandi degli atenei romani (sia pubblici che privati), il venerdì e il sabato, dalle ore 19,00 fino alla chiusura della biglietteria, hanno diritto ad acquistare il biglietto di ingresso alle mostre al prezzo di € 4,00....

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Henri Cartier Bresson al Museo dell’Ara Pacis

Henri Cartier Bresson al Museo dell’Ara Pacis “Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira testa, occhio e cuore. È un modo di vivere” 4 Mesi di Fotografia all’Ara Pacis di Roma, con la retrospettiva dedicata al precursore del foto-giornalismo Henri Cartier Bresson. Dal 26 Settembre al 25 Gennaio, avremo l’occasione di visitare la mostra realizzata da Clément Chéroux, in occasione dei dieci anni dalla morte del fotografo francese. Henri Cartier Bresson: Henri Cartier Bresson, nasce in Francia a Chanteloup-en-Brie nel 1908. E’ circa verso l’età dei 23 anni che inizia ad interessarsi di fotografia. L’amicizia con alcuni dei fotografi più i importanti degli anni 30′, aiuterà Bresson nella sua scalata verso il foto – giornalismo. Ma non solo, le sue varie sfaccettature, porteranno Bresson a toccare vari generi fotografici. Prima della guerra, con la vicinanza al genere Surrealista, per diventare un militante documentarista durante la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra Civile Spagnola, fino alla carriera di reporter negli anni 50′-60′. La Mostra: L’esposizione all’Ara Pacis propone 500 opere, tra cui foto, disegni, dipinti e documenti, che mettono in evidenza la carriera del fotografo, dagli albori fino al periodo della Guerra Fredda. L’ esposizione è realizzata dal Centre Pompidou di Parigi in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson, promossa da Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotta da Contrasto e Zètema Progetto Cultura. Info e Orari: Chiuso il Lunedì, Martedì-Mercoledì: 9.00-19.00, Giovedì-Domenica: 9.00-22.00. Dal giovedì alla domenica, per l’intera durata della mostra, prolungamento dell’orario di apertura, del solo spazio espositivo (Via di Ripetta), fino alle 22.00 (ultimo ingresso ore 21.00). Biglietto solo mostra “Henri Cartier Bresson” – Intero € 11,00 – Ridotto € 9,00 – Speciale Scuole € 4,00 ad alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni) – Speciale Famiglie € 22,00 (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni)          ...

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