L’ARA COM’ERA

Un racconto multimediale attraverso la realtà aumentata Negli ultimi anni i progetti di valorizzazione culturale attraverso le nuove tecnologie si sono moltiplicati in tutto il mondo. L’Ara com’era è uno di questi progetti, che attraverso la realtà aumentata ci permette di viaggiare nel tempo all’epoca dei romani. Si tratta di un racconto multimediale in cui storia e tecnologia si fondono insieme dando frutto a una visita coinvolgente, immersiva e multisensoriale. Grazie alla combinazione di riprese cinematografiche dal vivo, ricostruzione 3D e computer grafica, il visitatore si immerge in un ambiente a 360° dove la finzione si mischia con la realtà, e dove ritroverà tra le altre cose i colori originali dell’Ara Pacis. L’Ara com’era nasce nel 2016, frutto di anni di ricerca da parte della Soprintendenza Capitolina. L’ultimo aggiornamento del racconto ha introdotto nuovi punti d’interesse che consentono ai visitatori di volare sull’altare, planare sul Campo Marzio ed assistere alla prima ricostruzione in realtà virtuale di un sacrificio romano. Orari e biglietti Fino al 30 dicembre 2019 L’Ara com’era si svolgerà tutti i giorni della settimana con il seguente orario: Fino al 1 settembre dalle 20.45 alle 23.30 (ultimo ingresso alle 22.30) Dal 2 fino al 29 settembre dalle 19.45 alle 23.00 (ultimo ingresso alle 22.00) Dal 30 settembre al 3 novembre dalle 19.30 alle 23.00 (ultimo ingresso alle 22.00). Dall’8 novembre al 14 dicembre solo venerdì e sabato dalle 19.30 alle 23.00 (ultimo ingresso ore 22.00) Dal 20 al 30 dicembre 2019 dal lunedì alla domenica dalle 19.30 alle 23.00 (ultimo ingresso alle 22.00) La visita si svolge in gruppi di 12 persone e ha una durata di circa 40 minuti. E’ disponibile in 5 lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco. I visori per la realtà virtuale non sono utilizzabili al di sotto dei 13 anni. I biglietti si possono acquistare online, al tel.060608 o anche la sera stessa presso la biglietteria del museo. Dettagli tecnici L’ARA COM’ERA combina diversa tecnologie, con la creazione di mondi virtuali in cui vengono inseriti sia personaggi reali sia ricostruiti in CG (computer grafica). Le riprese tradizionali in green screen con il coinvolgimento di attori veri, sono state inserite in un ambiente a 360° attraverso software innovativi. L’ARA COM’ERA propone una innovativa esperienza di Augmented Reality (Realtà Aumentata) e di Virtual Reality (Realtà Virtuale) unica nel suo genere. Utilizzando particolari visori AR (Samsung GearVR) e la fotocamera dei device in essi inseriti, elementi virtuali ed elementi reali si fondono direttamente nel campo visivo dei visitatori. La particolare applicazione AR riconosce la tridimensionalità dei bassorilievi e delle sculture, effettuando un tracking in tempo reale. I contenuti virtuali appaiono al visitatore come “ancorati”...

Leggi

#ARTWEEKEND – IL SABATO E LA DOMENICA APPUNTAMENTO CON L’ARTE

#ARTWEEKEND Il fine settimana si colora di ARTE!  Cosa facciamo sabato sera? Ogni sabato sera, fino al 6 gennaio, è prevista l’apertura di uno dei musei civici a pagamento del sistema Musei in Comune di Roma con eventi, musica e teatro! E la domenica, invece, l’appuntamento è nei musei a ingresso libero con performance artistiche. L’ingresso, per il sabato sera, è dalle 20:00 alle 24:00 (ultimo accesso alle ore 23:00) ed il costo del biglietto è di solo 1 euro e completamente gratuito per i possessori della MIC CARD! Scopri il programma per il prossimo weekend, ad aspettarti non saranno soltanto le visite alle collezioni e alle mostre più importanti, ma anche tanti spettacoli organizzati per l’occasione dalle istituzioni culturali coinvolte. L’iniziativa “nel week-end l’arte si anima” è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con un nuovo calendario di eventi realizzati in collaborazione con le principali istituzioni cittadine come Azienda Speciale Palaexpo, Fondazione Musica per Roma, Teatro di Roma, Teatro dell’Opera, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Università Roma Tre, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Acquista la MIC CARD Programma 10 – 11 novembre Programma 16 – 18 novembre Programma 24 – 25 novembre Programma 1 – 2 dicembre Programma 8 – 9 dicembre Programma 15 – 16 dicembre Programma 22 – 23 dicembre Programma 29 – 30 dicembre     Inoltre, da domenica 11 novembre e sempre fino al 6 gennaio 2019, L’Ara Com’era, la visita immersiva e multisensoriale dell’Ara Pacis, aprirà tutte le sere, dalle 19.30 alle 23.00 (ultimo ingresso alle 22.00). Un racconto che consente la visita ad uno dei più importanti capolavori dell’arte romana, costruito tra il 13 e il 9 a.C. per celebrare la Pace instaurata da Augusto sui territori dell’impero. Grazie a ricostruzioni 3D e computer grafica, i visitatori sono immersi in un ambiente a 360° in cui possono ammirare l’Ara Pacis con i suoi colori originali e il Campo Marzio. Il progetto, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzato da Zètema Progetto Cultura, è stato affidato a ETT SpA. Il coordinamento, la direzione scientifica, i testi e la sceneggiatura sono a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. La narrazione è affidata alle voci di Luca Ward e Manuela Mandracchia. Maggiori informazioni sul sito.  ...

Leggi

Vigamus – Il Museo del Videogioco in convenzione con Pro Loco!

A Roma c’è un museo unico nel suo genere: VIGAMUS – Il Museo del Videogioco! Scoprilo con la tessera socio! Era il 1958 e il fisico statunitense William Higinbotham pensò di usare il display di un oscilloscopio per creare una rudimentale simulazione del tennis…da allora ne ha fatta di strada il videogioco, ormai entrato a far parte dell’immaginario contemporaneo quale fenomeno di massa, medium interattivo, espressione artistica.  Legato per sua natura alla componente tecnologica, il videogioco evolve e produce nuovi significati. Per diffondere e preservare la cultura del videogioco e della sua portata innovativa a livello culturale, prima ancora che tecnologico, la Fondazione VIGAMUS ha dato vita a VIGAMUS – Museo del Videogioco, primo museo italiano dedicato ad una forma di espressione che attraversa epoche e generazioni. VIGAMUS è un centro ricreativo e  un polo d’intrattenimento per appassionati, per famiglie e per tutti coloro che vogliano conoscere la storia del videogioco in  modo divertente e interattivo. L’esposizione centrale è suddivisa in nuclei tematici, che ripercorrono la storia del videogioco partendo dalla prima console commercializzata, il Magnavox Odyssey, fino agli ultimi sviluppi del gaming contemporaneo, come le opere di Rockstar Games. Le singole aree del percorso prendono in esame i fenomeni più significativi e interessanti della storia videoludica, come la nascita di Commodore, le cui macchine avrebbero spianato la strada all’odierna concezione di personal computer, o l’era delle avventure testuali Infocom, tra i più complessi e affascinanti esempi di narrazione interattiva mai realizzata. All’interno dell’esposizione centrale, potrete ammirare oltre 440 pezzi, corredati da più di 100 pannelli che ne illustrano il contesto storico e i retroscena. Gli oggetti presenti in sala includono software ( i giochi ) e hardware (le macchine d’epoca sul quale giravano) oltre a una selezione di pezzi legati al mondo del gaming, come merchandising promozionale e giocattoli d’epoca. Ai pannelli si aggiungono 15 retrospettive video, che permettono ai visitatori di vedere e sentire in prima persona i videogiochi di ieri e oggi. Inoltre, i visitatori avranno a disposizione un’area interattiva per toccare con mano il gaming vintage e potranno godere, oltre che dell’esposizione permanente, anche di varie mostre temporanee ed eventi, nonché di 4 sale interattive dove provare o riprovare i cabinati Arcade, i giochi in Console, le installazioni o l’innovativa Oculus Room,  l’unica sala permanente al mondo aperta ai visitatori dove provare Oculus Rift, il visore per la realtà virtuale per scoprire che cosa vuol dire immergersi nel mondo virtuale del proprio videogioco preferito e osservarlo dagli occhi del protagonista! Dalle “star” delle sale giochi come Street Fighters II a Meta Slug fino a titoli più moderni, adulti e bambini potranno sperimentare in prima persona i titoli che hanno fatto la storia del videogioco attraverso le postazioni interattive in freeplay!...

Leggi

LE LUDOTECHE DI ROMA CAPITALE – Technotown e Casina di Raffaello

 TECHNOTOWN E CASINA DI RAFFAELLO: IMPARARE DIVERTENDOSI NELLE LUDOTECHE DI ROMA CAPITALE All’interno dello sconfinato mondo delle proposte museali di Roma Capitale, potete trovare anche soluzioni dedicate ai più piccoli, al loro divertimento e alla loro crescita. Tra queste TechnoTown e la Casina di Raffaello, le ludoteche di Roma Capitale gestite da Zètema Progetto Cultura, che propongono percorsi didattici, attività e laboratori attraverso cui imparare divertendosi.   TECHNOTOWN è un luogo di creatività e di scoperta dove curiosi dai 6 ai 100 anni (ed oltre…) possono mettersi in gioco attraverso esperienze interattive avventurandosi nel mondo della tecnologia, della natura, della robotica e multimedialità. Attraverso il racconto di un Tutor e l’utilizzo di strumenti come robot, stampanti 3D, visori infrarossi e molteplici dispositivi multimediali, i visitatori possono partecipare ad attività interattive, giochi, laboratori o veri e propri corsi per prendere dimestichezza con tecnologie nuove ed antiche da utilizzare lasciando libero spazio alla propria creatività. Il programma prevede che ad ogni ora parta un’attività differente secondo un fitto calendario giornaliero. Il centro, unico nel suo genere, è stato allestito nel novembre del 2006 all’interno del Villino Medioevale, caratteristica architettura di inizio ‘900, grazie all’impegno dell’Assessorato alle Politiche di Promozione dell’Infanzia e della Famiglia e agli interventi di restauro realizzati dall’Assessorato alle Politiche Culturali Sovraintendenza ai Beni Culturali, Direzione Edilizia Monumentale, con il contributo del Ministero dell’Ambiente. TECHNOTOWN ha al suo interno il primo LEGO® Education Innovation Studio dell’Italia Centrale. I LEIS (LEGO® Education Innovation Studio) sono centri attrezzati dove il pubblico di tutte le età può avvicinarsi al complesso ma emozionante mondo delle scienze e delle tecnologie, dell’innovazione e della creatività e in questo modo sviluppare le competenze come il pensiero creativo, il problem-solving , il lavoro di gruppo e la comunicazione. Tutto questo è possibile attraverso gli strumenti Lego® “Mindstorms” e “Wedo” Per maggiori informazioni potete consultare il sito www.technotown.it o contattare lo 060608   Nel cuore di Villa Borghese, nel bellissimo edificio del ‘500 (si chiamava in origine “Palazzina dell’Alboreto dei Gelsi” e venne poi trasformato dall’architetto Asprucci intorno al 1791), La Casina di Raffaello accoglie una Ludoteca che l’Amministrazione Comunale ha aperto nel 2006, dedicandola a tutti i bambini dai 3 ai 10 anni di età. La ludoteca propone un articolato programma di attività che va dai laboratori didattici, alle letture animate, agli incontri sulle novità editoriali. Alla Casina inoltre si trovano libri e giochi per l’infanzia, in vendita presso la libreria specializzata. Per maggiori informazioni potete consultare il sito www.casinadiraffaello.it o contattare lo 060608   Ricordiamo che grazie alla convenzione stipulata con Zètema Progetto Cultura, i soci Pro Loco hanno diritto all‘ingresso ridotto per il nucleo familiare in entrambe le ludoteche, e ad...

Leggi

Planetario a Villa Torlonia

Il Planetario a Villa Torlonia a Roma.   Il Planetario capitolino, che ha dovuto chiudere i battenti il 27 gennaio 2014 insieme all’intero Museo della Civiltà Romana, dovrebbe rimanere chiuso per almeno due anni, perdendo la sua sofisticata tecnologia e lo staff di astronomi, oltre alle tantissime prenotazioni in agenda che avrebbero coperto i successivi 6 mesi di attività. Per ovviare a questa perdita nell’offerta culturale di Roma, la struttura comunale ha pensato ad una soluzione alternativa che è consistita nell’installare una sorta di teatro astronomico gonfiabile dotato di una sala all’avanguardia, con circa una cinquantina di posti, dove trasferire i sistemi di proiezioni tridimensionali. Il Planetario a Villa Torlonia ricostruisce in una cupola di 6 metri di diametro un sistema di proiezione simile a quello già disponibile nella grande Cupola dell’Eur (14 metri) del Planetario di Roma e si trova a Technotown, la ludoteca di Villa Torlonia, per l’appunto. Il Planetario a Villa Torlonia costituisce una specie di macchina dello spazio e del tempo dotata di un proiettore ottico Cosmodyssée IV in grado di riprodurre le 1500 stelle più luminose del cielo boreale e australe, il Sole, la Luna, i pianeti, la via Lattea e gli astri del cielo ed offre tanti sorprendenti viaggi “virtuali” alla scoperta della volta celeste: l’obiettivo è coinvolgere gli adulti ma soprattutto i ragazzi tra gli 8 e i 17 anni proponendo spettacoli riservati alle scuole e coinvolgendo gli studenti in una esperienza diretta dei fenomeni celesti. Piccoli astronomi e adulti esploratori, studenti e famiglie, potranno lanciarsi nelle profondità del cosmo per scoprire di più sui segreti di astri, comete e galassie. Il Planetario a Villa Torlonia è un centro unico e all’avanguardia nel panorama dei progetti di ‘edutainment’ italiani dedicati alle nuove tecnologie e con percorsi sperimentali tra natura e scienza. Per avere informazioni sulla programmazione del mese di agosto 2015 e sull’eventuale periodo di chiusura del Planetario potete cliccare...

Leggi

Musei Gratis il 5 Luglio | Proloco Roma |

I Musei gratis il 5 luglio a Roma Tornano le domeniche della cultura, a Roma. Saranno infatti tre i prossimi appuntamenti dedicati: 5 luglio, 2 agosto e 6 settembre. Il progetto è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma e si rivolgerà a tutti i cittadini romani, residenti a Roma Città Metropolitana, che avranno libero accesso al circuito dei “Musei in Comune” e che potranno approfittare di un ricco programma di visite didattiche dedicate. Il 5 luglio, come anche le due date successive, coincide con la prima domenica del mese che, come stabilito dal decreto del Ministro Franceschini in vigore dal 1 luglio 2014, consente a tutti i visitatori italiani di entrare gratis nei musei, monumenti, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali aderenti, di solito pubblici. I musei gratis il 5 luglio a Roma saranno soprattutto i musei civici come il Museo dell’Ara Pacis, con un appuntamento dedicato alla scoperta dell’imperatore Augusto, i Musei di Villa Torlonia e i Musei Capitolini per osservare i capolavori del Campidoglio e approfondire la storia di Marco Aurelio e poi i Mercati di Traiano e la loro storia millenaria, il Museo di Roma a Palazzo Braschi e la splendida Centrale Montemartini, primo impianto comunale di produzione di energia elettrica trasformato in museo che, con il suo allestimento particolare, risulta ancora più suggestivo per tutti i visitatori che vi si recano. Inoltre, una scelta obbligata per gli amanti dell’arte contemporanea, è l’apertura gratuita dello GNAM, la Galleria Nazionale di Arte Moderna a due passi dal verde di Villa Borghese, contenente una collezione permanente che racchiude i migliori esempi della pittura e della scultura moderna dal XIX al XXI secolo. Vi segnaliamo che le esposizioni e le mostre private di solito non rientrano nelle gratuità, come per esempio la mostra “Leonardo Da Vinci. L’Autoritratto”, la mostra “Nutrire l’Impero. Storie di alimentazione da Roma a Pompei” e la mostra “Sergio Staino. Satira e sogni”. Qui una lista completa dei musei gratis il 5 luglio a Roma e…buona arte a...

Leggi

Il Museo Napoleonico di Roma

Il Museo Napoleonico di Roma Il Museo Napoleonico di Roma, è entrato da poco a far parte del circuito dei Musei in Comune e di conseguenza nella lista dei musei capitolini ad ingresso gratuito. Rimasto per diversi anni in secondo piano, gode ora finalmente di una maggiore considerazione, tanto che gli eventi programmati nei suoi spazi sono ora variegati e d’interesse. Il Museo Napoleonico nasce a seguito della donazione da parte del Conte Giuseppe Primoli, figlio del Conte Pietro Primoli e della Principessa Carlotta Bonaparte, della collezione di opere d’arte, cimeli napoleonici, memorie familiari, racchiusi per molto tempo nel pianterreno del suo palazzo. I rapporti tra la Capitale e gli eredi dell’impero Napoleonico, sono infatti molto più stretti di quanto si pensi, in quanto dopo la caduta dell’Impero, quasi tutti i componenti della famiglia Bonaparte chiesero asilo a papa Pio VII e si stabilirono a Roma. Numerosissime le opere d’arte esposte nelle sale del museo, assieme a mobili d’epoca e cimeli familiari che attraversano la storia, travagliata e complessa, dei Bonaparte. Inoltre, mostre ed eventi temporanei, arricchiscono il già interessante percorso del museo che mette a disposizione dei percorsi didattici mirati, sia per le scuole, che per i singoli visitatori, che volessero approfondire l’argomento. Info Ticket: Come vi dicevamo, il Museo Napoleonico di Roma è ad ingresso gratuito; dal 27 agosto 2014 sono infatti in vigore le nuove tariffe di accesso al Sistema Musei Civici di Roma Capitale. E’ al costo di 4,00 € l’audio-guida, con la registrazione in italiano, inglese e francese. Per visitare le mostre in corso, non si necessita di un ulteriore biglietto d’ingresso. Per qualsiasi altra informazione, visitate il sito dei Musei In Comune di...

Leggi

Stadio di Domiziano

Lo Stadio di Domiziano Un vero museo per visitare i grandiosi resti localizzati sotto Piazza Navona Dopo anni di semi-abbandono e visite occasionali solo su prenotazione, il sito archeologico dello Stadio di Domiziano cambia volto e si presenta ai turisti in veste ufficiale, completamente rinnovata. Il nuovo ingresso museale riporta alla luce il passato dell’area sottostante a Piazza Navona, dove sorgeva un raro esempio di stadio in muratura. Localizzato in un’area compresa tra Piazza Navona, piazza di Tor Sanguigna e via di Tor Sanguigna, a circa 4,50 metri dal piano stradale, è ora accessibile tutti i giorni e vanta, oltre alla rinnovata e riabilitata area archeologica, anche un centro congressi per mostre temporanee e eventi culturali. Lo Stadio di Domiziano, storia:  Lo stadio venne eretto nell’86 d.C. accanto alle terme Neroniane, sopra le rovine di un precedente stadio edificato da Nerone, per celebrare l’Agone Capitolino, gara quinquennale dedicata a Giove Ottimo Massimo ed istituita a imitazione dei giochi olimpici. Lo stadio di Domiziano rappresenta  l’unico esempio di stadio in muratura eretto su sostruzioni murarie, sinora conosciuto al di fuori della Grecia e del mondo orientale; prima della sua costruzione le gare di atletica si svolgevano solitamente nel Circo Massimo o nel Circo Flaminio, o in strutture in legno appositamente costruite per l’occasione, le quali venivano poi smontate al termine dei giochi. La struttura stessa di Piazza Navona, e la disposizione dei palazzi attorno ad essa, ricalcano la pianta dello stadio. I resti di questa opera unica sono presenti infatti non solo nell’area visitabile, ma riscontrabili anche nelle cantine private dei molti palazzi che circondano la piazza. Per maggiori approfondimenti e cenni storici sullo Stadio di Domiziano e gli eventi ad esso collegati vi rimandiamo al sito ufficiale dove è anche possibile acquistare i biglietti online e reperire le informazioni necessarie su orari, prezzi e sconti speciali.    ...

Leggi

Dorothy Circus Gallery

Dorothy Circus Gallery Roma è una città piena d’arte, questo è indubbio, però la città soffre di uno strano complesso narcisistico che non le permette di vedere il futuro, la città eterna è ancora troppo innamorata del suo glorioso passato e quindi tutto sembra essersi fermato al periodo barocco con qualche accenno Sabaudo e del ventennio ma niente di più, fortunatamente ci sono alcuni coraggiosi che vorrebbero trasformare Roma in senso POP per avvicinarla a città come Londra, New York, Parigi, Tokyo … Sicuramente questa strada è molto insidiosa ma del resto senza rischio non c’è possibilità di successo, Alexandra Mazzanti è una delle sognatrice che pensa che sia possibile fondere la bellezza del passato con il gusto contemporaneo, il suo capolavoro è Dorothy Circus Gallery, galleria d’arte contemporanea vicino Campo dei Fiori, che anno dopo anno è diventato un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti del Pop Surrealism. A giugno Alexandra ha rilasciato un’intervista molto interessante, ve ne proponiamo alcuni estratti : Quando hai aperto la galleria e in quel momento che stava succedendo nel mondo dell’arte a Roma? Ho aperto Dorothy Circus Gallery nel 2007, A quei tempi a Roma, ma anche in Italia, c’erano molte gallerie focalizzate sull’arte concettuale ed astratta e ogni esposizione era caratterizzata da un’atmosfera fredda ed impersonale. Secondo me le gallerie d’arte erano estranee alle rivoluzioni artiche e poetiche che stavano avvenendo nel nuovo millennio e molte di queste gallerie ignoravano la trasformazione dei gusti del pubblico a livello globale. I giovani artisti venivano semplicemente ignorati dalla cultura ufficiale mentre venivano favoriti artisti e movimenti esplosi ed accettati già da 20 o 30 anni, questi movimenti potevano quindi contare sul supporto dei soliti nomi noti della critica italiana. Collezionare arte era appannaggio solo di pochi richi e fortunati personaggi mentre nessuno pensava ai giovani collezionisti. Come si sono trasformati i tuoi gusti in fatto d’arte da quando hai aperto la galleria? I miei gusti sono solidi e stabili, ma sono comunque sempre alla ricerca di nuove proposte. Provo ad offrire al mio vasto pubblico esperienze artistiche nuove e mai viste prima, mi impegno molto ogni volta che devo scegliere un tema di ogni sigola esposizione. Amo esplorare le possibilità offerte dalla fusione tra pop art e problemi sociali, promuovere e stimolare la coscienza sociale attraverso la bellezza e la magia dei capolavori del Surrealismo Pop e della Street Art Per leggere la versione originale in inglese dell’intervista visita questa pagina Visita il sito ufficiale di Dorothy Circus...

Leggi

Il Museo degli Scheletri

Il Museo degli Scheletri, gusto macabro del barocco a Roma Il Museo degli Scheletri si trova nei sotterranei di una chiesa barocca poco conosciuta in Via Veneto, tra un ristorante elegantissimo e un Hotel extra-lusso. La chiesa è Santa Maria della Concezione, nota anche come la Chiesa dei Cappuccini, poco distante dalla fontana di Gian Lorenzo Bernini. All’ingresso della Chiesa di Santa Maria della Concezione è possibile ammirare uno dei dipinti più famosi di Guido Reni, L’Arcangelo Michele che vince il demonio. Il quadro venne commissionato nella prima metà del 1600 dal Cardinale Antonio Barberini, il quale chiese a Guido Reni di raffigurare il viso del demonio di una bruttezza disarmante e il viso dell’angelo di una bellezza celestiale. Quando Reni terminò il quadro, i suoi contemporanei si stupirono della somiglianza che intercorreva tra il viso del diavolo e il viso del Cardinale Giovanni Battista Pamphilj, nominato Papa Innocenzo X nel 1644. Probabilmente fu un modo dell’artista per vendicarsi poiché il Cardinale Battista Pamphilj non apprezzava la sua arte. Il cimitero sotterraneo conosciuto come il Museo degli Scheletri è così chiamato poiché all’interno ospita le ossa dei cadaveri di 4000 frati che vi furono seppelliti dal 1627 al 1870. E’ diviso in quattro cappelle con le pareti e le volte decorate dalle tibie, dai femori e dalle altre ossa dei frati secondo il gusto tipicamente macabro dell’arte barocca. È possibile trovare anche alcuni corpi ancora integri di alcuni frati in posizione eretta e vestiti con il saio e il cappuccio. Il Museo degli Scheletri ospita anche opere e oggetti relativi alla morte, documenti antropologici sulla visione dell’uomo e sulla morte nel XVII secolo, il materiale appartenente alle confraternite che si occupavano dei trapassi, le immagini devozionali, i libri d’epoca e le maschere di cera. Il Museo degli Scheletri è poco pubblicizzato fra i vari itinerari turistici, malgrado ciò raggiunge sempre un elevato numero di visitatori ogni anno. L’ingresso è gratuito, ma bisogna conoscere gli orari di apertura e di chiusura della Chiesa perché non è sempre accessibile al...

Leggi

Keats-Shelley Memorial House in Piazza di Spagna

Keats-Shelley Memorial House in Piazza di Spagna Keats-Shelley Memorial House si trova in Piazza di Spagna al numero 26, esattamente di fronte alla fontana della Barcaccia. È la casa in cui visse e morì nel 1821 il poeta inglese John Keats. John Keats si trasferì a Roma sotto consiglio dei medici e degli amici perché ammalato di tubercolosi. Purtroppo però la mattia era già in stato avanzato, per cui, Keats morì dopo parecchi mesi di sofferenze all’età di venticinque anni, in sola compagnia dell’amico Joseph Severn, al quale confidò una volta che sentiva già “i fiori crescere sul suo corpo”. Entrambi sono sepolti uno accanto all’altro al cimitero protestante di Roma. La tomba di John Keats è la più visitata. Negli anni a Roma, John Keats visse un amore tormentato per Fanny Brawne. La sua abitazione, battezzata con il nome di Keats-Shelley Memorial House, oggi racchiude un archivio inglese storico e letterario e un museo nel quale sono custoditi dei cimeli dei primi dell’Ottocento appartenuti al poeta inglese John Keats e ai suoi amici Pearcy Bysshe Shelley, Mary Shelley e Lord Byron. Anche quest’ultimo, per alcuni anni, visse in un’altra casa di piazza di Spagna. Il Keats-Shelley Memorial House è suddiviso in quattro stanze nelle quali sono conservate lettere, manoscritti, effetti personali e documenti di Keats, Shelley, Byron e di altri artisti della cerchia. Tra i cimeli si trova un antico reliquiario d’argento a forma di conchiglia con capelli di Keats, Shelley, John Milton ed Elizabeth Barrett Browning e un’urna d’alabastro contenente la mascella di Shelley. Le stanze più importanti del Keats-Shelley Memorial House sono due, quella ad angolo nella quale è custodita la maschera mortuaria di Keats con un’espressione rassegnata, e la stanza che ospita la biblioteca. La biblioteca di Keats-Shelley Memorial House contiene circa ottomila volumi e il merito della sua creazione si deve al lavoro accurato e puntiglioso di selezione dei libri e delle riviste di Harry Nelson Gay. La biblioteca comprende molte delle prime edizioni dei romantici di seconda generazioni e parecchie traduzioni italiane o studi italiani sui poeti Keats e Severn. Oltre ai libri dei romantici, continene anche una piccola raccolta di libri e di storia. Il Keats-Shelley Memorial House è aperto al pubblico dal Lunedì al sSbato dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00. Rimane chiuso la...

Leggi

Il Museo Ebraico di Roma

Il Museo Ebraico di Roma Il Museo Ebraico di Roma è situato all’interno della Sinagoga nel Ghetto ebraico. Fu inaugurato il 5 giugno del 1960. All’inizio era solo un piccolo ufficio allestito dietro all’arca santa della Sinagoga per accogliere i turisti che visitavano la sinagoga. Tra il 2000 e il 2001, grazie ai visitatori che negli anni si sono moltiplicati, la direzione del Museo Ebraico ha deciso di ingrandire l’ufficio e trasformarlo in un vero e proprio museo, rinominandolo Il Museo Ebraico di Roma, per sottolineare lo stretto legame che unisce gli ebrei italiani con Roma. I lavori di restauro sono durati cinque anni e l’inaugurazione è avvenuta il 22 novembre 2005. Le sale espositive sono sette e sono così suddivise: Sala 1 – La Guardaroba dei Tessuti; Sala 2 – Da Giudaei a Giudei: Roma e i suoi ebrei; Sala 3 – Feste dell’anno, Feste della vita; Sala 4 – I tesori delle Cinque Scole; Sala 5 – Vita e Sinagoghe nel ghetto; Sala 6 – Dall’emancipazione a oggi; Sala 7 – Sala dell’ebraismo libico. Come si intuisce già dai nomi delle sale espositive, durante la visita sarà possibile ammirare gli argenti del popolo ebraico del Seicento e del Settecento, i vestiti e i paramenti indossati per i rituali degli ebrei italiani, che si differenziano dagli altri riti ebraici poiché gli ebrei italiani non sono né sefarditi né ashkenaziti, i marmi delle Cinque Scole (cinque sinagoghe del ghetto), i monumenti della propaganda fascista contro gli ebrei e altri oggetti che segnarono gli anni della guerra durante i quali quasi due milioni di ebrei vennero deportati e uccisi. Proprio per le bellezze e la particolarità degli oggetti che espone al suo interno, il Museo Ebraico di Roma è considerato un punto di riferimento per conoscere la storia, la cultura e le feste tradizionali della storia bimillenaria degli ebrei romani. Il Museo Ebraico rispetta le seguenti aperture: dal 16 Settembre al 15 Giugno, dalla Domenica al Giovedì con orario 10.00 – 16.15 e il Venerdì dalle 9.00 alle 13.30. A partire dal 16 Giugno fino al 15 Settembre, dalla Domenica al Giovedì con orario 10.00 – 18.15 e il Venerdì dalle 10.00 alle 15.15. Rimane chiuso il Sabato, 1 Gennaio, 15 Agosto e durante le festività...

Leggi

Museo Criminologico di Roma

Museo Criminologico in Via Gonfalone Il Museo Criminologico di Roma apre il 1931 con il nome di Museo Criminologo. All’inizio ospitava solo la collezione dei reperti usati dalla scuola di Polizia scientifica e venne chiuso nel 1968. Nel 1975 venne riaperto all’interno delle carceri di palazzo Gonfalone con il nome di MUCRI-Museo Criminologico e restò aperto fino alla fine degli anni ’70 per essere richiuso e nuovamente riaperto nel 1994. Nonostante le disavventure che hanno portato spesso alla sua chiusura, il Museo Criminologico offre una piccola ma interessante panoramica sul crimine in genere e, in particolare, sul sottobosco criminale italiano. Il Museo Criminologico è diviso in tre sezioni: la Giustizia dal Medioevo al XIX secolo, L’Ottocento e l’evoluzione del sistema penitenziario, il Novecento e i protagonisti del crimine. Nella prima sezione si trovano tutti gli strumenti di tortura usati dall’Inquisizione, oltre alle asce, alle forche, ai mordacchi, a una collezione di ghigliottine e una mostra su Beatrice Cenci, una nobildonna romana condannata a morte e decapitata assieme alla matrigna sul Ponte Sant’Angelo nel 1599 con l’accusa di aver ucciso il padre incestuoso. Nella seconda sezione del museo dedicata all’Ottocento è possibile vedere gli strumenti usati dagli studiosi di antropologia criminale, le camicie di forza e il letto di contenzione a dimostrazione della nascita dei manicomi giudiziari, la pistola con cui Gaetano Bresci uccise Umberto I, i sotterfugi che i criminali usavano per tentare l’evasione dal carcere e gli strumenti con cui erano solito provocarsi delle ferite. Ma la sezione più interessante del museo è la terza e riguarda il mondo del crimine dagli anni ’30 agli anni ’90 del Novecento. In questa sezione si trovano alcune delle armi usate per compiere delitti passionali, gli strumenti usati dalla la mafia per ammazzare i nemici, una documentazione della vita nei penitenziari del Paese e, infine, un’area dedicata agli omicidi che destarono maggior scalpore come l’omicidio di Aldo Moro ad opera delle Brigate Rosse. Malgrado venga considerato un museo macabro e terrificante da qualcuno, altri pensano che questo museo sia un perfetto antidoto ai languidi splendori rinascimentali di Via Giulia e dintorni. Il Museo Criminologico è aperto dal Martedì al Sabato dalle 9.00 alle 13.00. L’apertura pomeridiana è prevista il Martedì e il Giovedì con orario 14.30 –...

Leggi

Spazio Tempo in Mostra al Venanzo Crocetti

“Spazio Tempo” in Mostra al Museo Venanzo Crocetti In mostra le opere di Vincenzo Vanin al museo Venanzo Crocetti in Via Cassia dal 5 al 28 Aprile. Vanin dice delle sue opere “Inesorabilmente mi affanno ad esprimere un mondo nuovo, un mondo che non conosco ma dentro di me fortissimamente sento”. E infatti, nelle sue opere emerge la sua percezione del mondo interiori. Il vorticare di colori accesi imprime un movimento tra spazio e tempo creando forze dominanti e corpose, dando vita a entità sconosciute che si proiettano verso l’infinito. Vincenzo Vanin è nato a Quinto di Treviso, ma già da adolescente si trasferisce a Venezia, dove si dedica alla pittura e al mosaico con il Prof. Georgini, suo insegnate all’Istituto  Statale d’Arte. Nei periodi estivi affianca il Prof. Gatto, durante questa amicizia e collaborazione Vanin approfondisce la sua immagine della realtà, la tecnica del mosaico e del restauro per ridelineare i termini di una nuova realtà. Finiti gli studi si reca in Canada, dove, grazie alla sua tenacia e alla sua forza di volontà, riesce a fondare lo studio Church Art Studio dando vita ad alcune delle sue opere religiose più famose. Si tratta soprattutto di mosaici da inserire nelle chiese e nelle scuole dell’Ontario. Tornato in Ialia nel 1973, frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Venezia al fianco del maestro Emilio Vedova. Anche questo periodo è contraddistinto da creazioni religiose, come le Pale d’Altare della chiesa di Fagarè della Battaglia a Treviso, il mosaico del Battistero e il lunotto della porta centrale di Roncadelle a Treviso. Ma la sua assidua frequentazione con Emilio Vedova lo porta a una nuova scoperta dell’arte. Non più l’arte per la religione, ma l’arte in quanto ricerca della spazialità dinamica e della gestualità. Con i dipinti e i mosaici di questo rinnovamento artistico, sono state organizzate mostre e d esposizioni in varie parti del mondo: New York, San Francisco, Tokyo, Shanghai, Austria, Germania, Lussemburgo, Museo Zilina (Slovacchia), Praga, Scuderie del Quirinale (Roma), Museo Canova (Treviso), Museo Ca’ da Noal (Treviso), Villa Nazionale Pisani (Venezia), per ritornare quest’anno a Roma. Attualmente ha un rapporto costruttivo con importanti artisti quali Alex Minarcic, Pierre Restany e Milan Mazur. La Mostra sarà inaugurata il 5 Aprile alle ore 18.00. Gli orari di apertura del Museo sono: Lunedì Giovedì e Venerdì 11.00-1300 e 15.00-19.00. Sabato e Domenica 11.00-18.00 (il Museo resterà chiuso i giorni 20, 21 e 25 aprile). La mostra si concluderà il 28 aprile. Ufficio Stampa: Serena Fergola 339.2612994 s.fergola@libero.it – immagini e info:...

Leggi

Big Bambù – Macro Testaccio

Big Bambù  Siamo arrivati un po’ in ritardo, lo sappiamo, ma c’è ancora tempo per visitare l’ istallazione dei gemelli Mike e Doug Starn al Macro di Testaccio : Big Bambù. Big Bambù è un opera costruita interamente con migliaia di aste di bambù, intrecciate tra di loro, in modo tale da formare una struttura alta circa 25 metri. Al Macro é stata istallata lo scorso 11 Dicembre 2012 per la sesta edizione di Enel Contemporanea e per celebrare i  50 anni dell’ azienda. Lo scopo specifico?  Riflettere sull’ energia data attraverso l’ Arte. “Percorribile “ dai visitatori, ma con un abbigliamento comodo ci sottolineano dl Macro, scarpe basse e suola di Gomma!! La prima istallazione dal nome “Big Bambú: You Can’t, You Don’t, and You Won’t Stop” è stata realizzata sempre a opera dei gemelli Starn,  a Beacon, New York nel 2010.  Ed esposta nello stesso anno al  Metropolitan Museum of Art Roof Garden esattamente sopra il tetto del Museo. Girovagando su Internet scopriamo che Big Bambù è costruito su diversi tipi di bambù, soprattutto un tipo giapponese chiamato madake, e anche sottile meyeri bambù e fitta di bambù Moso. Tutto il bambù è stato coltivato in Georgia e South Carolina. Se volete visitare l’ istallazione al Macro l’ Ingresso è gratuito e prevede il seguente orario : 16.00 / 21.30 tutti i giorni, escludo il Lunedì. Per maggiori info consultare il sito del Macro. Per usufruire di una riduzione sui biglietti d’ingresso, per ulteriori mostre potete utilizzare la nostra Card, scoprite come sul nostro sito alla pagina...

Leggi

Museo 3D Rewind Rome TM

Apertura stagionale: Chiuso tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 15,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa  ATTENZIONE!!! QUEST’ATTRAZIONE HA CHIUSO Museo 3D Rewind Rome TM  Indirizzo e recapiti Via Capo d’Africa 5 00184 Roma (RM) Tel. 06 77076627   Il Museo 3D Rewind Rome TM propone un viaggio emozionante nella storia della Roma imperiale in 3 Dimensioni, con tecnologie di punta, rigore scientifico ma anche intrattenimento e tanto divertimento. Il viaggio virtuale inizia con la storia della scoperta del sito archeologico di Rewind Rome. Grazie ad una mappa dettagliata che ritrae l’area archeologica dell’antica Roma, dal Colosseo fino al Campidoglio, uno staff vestito con abiti della Roma imperiale illustrerà quello che oggi rimane di quello che un tempo fu l’impero romano. Accanto ad ogni luogo, pittogrammi ispirati all’impero romano indicano i principali monumenti  ed il loro utilizzo: titoli in latino e traduzioni nelle 8 lingue facilitano la conoscenza di come si svolgeva la vita pubblica e privata degli antichi romani. Il viaggio prosegue in un tunnel con  fedeli ricostruzioni degli stupefacenti affreschi che decoravano il tunnel dell’imperatore Commodo e con meravigliosi stucchi raffiguranti le Menadi, le dee protettrici dei gladiatori. Una sala, che in un primo momento appare come l’epicentro di uno scavo archeologico, si trasforma, con l’aiuto di effetti speciali, in quello che erano i sotterranei del Colosseo, dove  i gladiatori trascorrevano gli ultimi attimi precedenti all’entrata nell’arena, il luogo dove consumavano l’ultimo pasto e quello dove riponevano le loro spade: al buio è possibile persino sentire le preghiere in latino che i gladiatori recitavano in preparazione di quello che per molti di loro sarebbe stato il momento fatale. La voce possente di Giove apre un passaggio segreto che conduce  all’interno del suo tempio: simbolo del potere e della ricchezza di Roma e una guida virtuale fa visitare la Roma del 310 d.C. Giochi, usanze, costumi, palazzi e templi fanno da cornice al viaggio in 3D che permetterà di conoscere da vicino,  la vita quotidiana della Roma...

Leggi

Explora – il Museo dei Bambini di Roma

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 7,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Explora – il Museo dei Bambini di Roma Via Flaminia, 82 Roma (RM) Tel. 06 3613776 – Fax 06 36086803 info@mdbr.it www.mdbr.it     Explora è il primo museo didattico dedicato ai bambini da 0 a 12 anni ed èsituato a poca distanza da Piazza del Popolo nel recuperato Spazio Flaminio, ex deposito ATAC risalente al 1877. Lo spazio espositivo è strutturato come una piccola città a misura di bambino con i suoi spazi, le sue funzioni e i suoi mestieri; una città che mette in contatto i bambini con fatti e realtà quotidiane, dove tutto può essere osservato, toccato, sperimentato. Il percorso è organizzato in quattro sezioni. La prima sezione “IO”, entrando nella pancia della mamma, nella bocca gigante, nello studio medico o dal dietologo è volta alla conoscenza del corpo umano. Nella seconda sezione”LA SOCIETA’”  e le attività quotidiane sono descritte attraverso l’allestimento di un supermercato, una pompa di benzina, una fontana e un camion dei pompieri. L terza sezione “L’AMBIENTE” è illustrata attraverso l’organizzazione della casa, la raccolta differenziata, l’impianto fotovoltaico che produce energia dal sole e l’ultima sezione “LA COMUNICAZIONE” è dedicato alla scoperta della tecnologia e dei mass...

Leggi

Museo delle Cere

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 8,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa Museo delle Cere  Indirizzo e recapiti Piazza dei Santi Apostoli, 67 Roma (RM) Tel. 06 6796482 – Fax 06 6796482 info@museodellecereroma.com http://www.museodellecere.com/   Il Museo delle Cere di Roma è il primo in Italia e il terzo in Europa per importanza e numero di personaggi. Fu ideato da Marcello Canini nel 1953, dopo aver visitato il Museo delle Cere di Madame Tussaud a Londra e quello di Grevin a Parigi. Il museo raccoglie statue in cera a grandezza naturale di personaggi e scene storiche. La mostra occupa dieci sale tematiche.  Tra le sue oltre 250 statue di personaggi famosi è possibile ammirare quelle di Machiavelli, Mazzini, Lenin, De Gasperi, Churchill, Stalin, Roosevelt, Mao Tse Tung, Byron, Wagner, Charles Chaplin. Ci sono anche personaggi sportivi e cantanti contemporanei (Totti, Nesta, i Pooh). Per i più piccoli sono esposti anche le ricostruzioni dei personaggi della favola come “Biancaneve” e la “La Bella addormentata” e di alcuni animali preistorici. Dall’ 8 dicembre 2008 il Museo si è inoltre arricchito della statue di San Padre Pio e del presidente degli U.S.A. Barack Obama. Da marzo 2009 si può inoltre ammirare la nuova statua di Alberto Sordi vestita con i costumi del Marchese del...

Leggi

Planetario e Museo Astronomico Roma

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 6,50 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa   Planetario e Museo Astronomico a Roma Indirizzo e recapiti Piazza Giovanni Agnelli, 10 Roma (RM) planetario@comune.roma.it www.planetarioroma.it     Toccare il cielo con un dito è ora possibile: con simulazioni e proiezioni all-sky, corpi celesti, nebulose e galassie sono davvero a portata di mano. Il nuovo Planetario di Roma, che occupa una sala di circa 300 mq, è stato inaugurato il 26 maggio 2004 presso il Museo della Civiltà Romana all’Eur, a oltre 20 anni dalla chiusura dello storico planetario ospitato nella Sala della Minerva. Questa grande “macchina dello spazio e del tempo” mette finalmente il cielo a disposizione del pubblico, condensando sopra la nostra testa secoli e anni luce. Sotto l’ampia cupola di 14 metri si accende una perfetta riproduzione del cielo stellato: i moti del Sole, della Luna e dei pianeti sullo sfondo dello Zodiaco, della Via Lattea e di 4500 stelle. Tre proiettori digitali consentono inoltre di compiere in tempo reale vere e proprie navigazioni tridimensionali nello spazio profondo. Il planetario di Roma offre una vasta programmazione di spettacoli astronomici dal vivo, conferenze, eventi e osservazioni astronomiche rivolti a ogni tipo di pubblico, per avvicinarsi alle meraviglie del cielo e approfondirne i segreti. Un mix affascinante di emozione, tecnologia e rigore scientifico. Il museo astronomico adiacente conduce il visitatore in un viaggio dalla Terra all’ universo attraverso i grandi temi dello spazio, del tempo, dell’origine degli elementi e propone una coinvolgente esperienza, tra grandi modelli dei pianeti, diorami e postazioni multimediali interattive con videogiochi...

Leggi

Musei Vaticani

Musei Vaticani I Musei Vaticani si trovano nella Città del Vaticano. E’ uno dei maggiori complessi museali al mondo che  racchiude al suo interno il Museo di Antichità Classiche, il Museo Pio Cristiano, la Pinacoteca Vaticana, il Museo Gregoriano Etrusco, il Museo Gregoriano Egizio,  il Museo Etnologico, il Palazzetto del Belvedere, le stanze di Raffaello, la Collezione d’Arte Contemporanea, il Museo Sacro, l’appartamento Borgia, la sala della nozze Aldobrandine, la cappella di Urbano VIII, la appella Nicolina, la sala dei Chiaroscuri e dell’Immacolata, la sala delle Dame, l’appartamento di San Pio V e la nota Cappella Sistina. L’origine di questo complesso museale, che racchiude opere dal valore inestimabile, si deve ai diversi Papi che decisero di mostrare le ricchezze contenute all’interno dei loro palazzi. In particolare, la fondazione del primo nucleo dei Musei Vaticani, va a Papa Giulio II (1503-1513) con la raccolta di sculture esposte nel “Cortile delle Statue”, oggi meglio conosciuto come “Cortile Ottagono”. Dopo di lui, ogni Papa ingrandì e allestì nuovi musei con nuove statue, affreschi, arazzi, monumenti e reperti storici provenienti dall’arte sacra internazionale. Grazie al carattere plurimo delle opere, di solito il pubblico, proveniente da tutto il mondo, abbraccia culture, lingue e religioni diverse. I Musei Vaticani, infatti, non sono ammirati solo per la loro sacralità, ma per la ricchezza e la diversità culturale che rappresentano. La Cappella Sistina è il settore più famoso dei Musei Vaticani. Il suo nome si deve a Papa Sisto IV della Rovere che ordinò la sua costruzione fra il 1475 e il 1481. Conosciuta al mondo perché è il luogo in cui si riunisce il conclave e in passato perché era il luogo in cui venivano incoronati i Papi, in realtà la sua fama a livello internazionale è dovuta anche agli affreschi del Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti, i quali ricoprono la volta e la parete di fondo. Michelangelo vi lavorò nella prima metà del ‘500, lasciando un segno indelebile nell’arte mondiale. Informazioni Museali: I Musei Vaticani  sono conosciuti per la loro grandezza e per visitarli accuratamente  servono dalle 3 alle 5 ore Per le regole del Vaticano è consigliabile un abbigliamento comodo e poco vistoso (non sono ammesse gonne, pantaloncini, canottiere, maglie troppo scollate). Al fine di evitare l’interminabile coda all’esterno è possibile prenotare il giro con una guida o prenotare online e passare nella corsia preferenziale. Ticket: Il prezzo interno per i Musei Vaticani è di 17,00 € (+ 4 euro con prenotazione online e salta fila). Ridotto 8,00 € (+ 4 euro con prenotazione online e salta fila). Tutte le tariffe sul sito ufficiale. Il biglietto d’ingresso ai Musei Vaticani permette di visitare: Musei Vaticani e Cappella Sistina I Tickets una volta...

Leggi

Cappella Sistina

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 8,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Cappella Sistina La Cappella Sistina può essere considerata uno dei monumenti più famosi della città di Roma; situata all’interno dei Musei Vaticani, rappresenta una vera e propria pietra miliare per la città dal punto di vista artistico, suscitando l’ammirazione più viva da parte degli spettatori. La sua costruzione risale a papa Sisto IV della Rovere – da cui, tra l’altro, prende il nome – e precisamente al periodo cha va dal 1475 al 1481 e viene eseguita da Giovannino de’ Dolci, su commissione appunto del suddetto papa. A rendere prestigio a tale edificio, sicuramente i numerosi dipinti a sfondo religioso realizzati da importanti figure come Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Domenico Ghirlandaio, Luca Signorelli e Cosimo Rosselli. Nel 1508 arrivò Michelangelo Buonarroti, commissionato da papa Giulio II della Rovere, per una nuova pittura del soffitto, quella che ha dato origine ad un capolavoro senza remore: i nove episodi della Genesi suddivisi in tre gruppi tematici; ad esso si aggiunge un ulteriore dipinto spettacolare, che è quello raffigurante le sibille e i profeti nelle parti laterali della volta e gli episodi rappresentanti la salvazione della gente di Israele. A rafforzare – o meglio a coronare – la figura di un talento, quale il Buonarroti, arriva “Il Giudizio Universale”. Dipinto sulla parete dell’altare, al posto di alcuni dipinti del Perugino, è commissionato, al brillante artista, da papa Clemente VII dei Medici intorno al 1533. Un’opera, quella del Giudizio Universale, che ha bisogno di essere ammirata con dovizia come fosse un oracolo, come del resto la medesima Cappella Sistina. “Se davanti al Giudizio Universale rimaniamo abbagliati dallo splendore e dallo spavento, ammirando da un lato i corpi glorificati e dall’altro quelli sottoposti a eterna condanna, comprendiamo anche che l’intera visione è profondamente pervasa da un’unica luce e da un’unica logica artistica: la luce e la logica della fede che la Chiesa proclama confessando: Credo in un solo Dio… creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili”.  (dall’Omelia pronunciata dal Santo Padre Giovanni Paolo II l’8 aprile del...

Leggi

Musei Capitolini

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: Si Costo: intero 15 € /ridotto 13 €(museo+mostra) Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Musei Capitolini Indirizzo e recapiti Piazza del Campidoglio 1 00186 Roma (RM) Telefono 060608 www.museicapitolini.org La nascita dei Musei Capitolini risale al 1471, quando il papa Sisto IV donò al popolo romano un gruppo di statue bronzee conservate fino ad allora al Laterano, che costituirono il nucleo iniziale della raccolta. Le collezioni furono successivamente incrementate dai pontefici con opere provenienti dagli scavi di Roma, dal Vaticano o acquistate appositamente per il museo, come la collezione Albani. Intorno alla metà del XVIII secolo Benedetto XIV fondò la Pinacoteca. Le raccolte archeologiche si arricchirono notevolmente alla fine dell’Ottocento con i rinvenimenti degli scavi per la costruzione di interi quartieri della città, divenuta capitale d’Italia. Le raccolte dei Musei Capitolini sono esposte nei due edifici che insieme al Palazzo Senatorio delimitano la piazza del Campidoglio, il Palazzo dei Conservatori e il Palazzo Nuovo, collegati tra loro da una galleria sotterranea che ospita la Galleria Lapidaria e conduce all’antico Tabularium, le cui arcate monumentali si affacciano sul Foro Romano. Nel Palazzo Nuovo, in un ordinamento museale di grande fascino rimasto sostanzialmente invariato dal Settecento, sono conservate le raccolte di sculture antiche frutto del collezionismo delle grandi famiglie nobiliari dei secoli passati: famosissime le raccolte dei busti di filosofi e di imperatori romani, la statua del Galata morente, la Venere Capitolina e l’imponente statua di Marforio che domina il cortile. Il Palazzo dei Conservatori mostra nelle sale dell’appartamento l’originale nucleo architettonico dell’edificio, decorato da splendidi affreschi con le storie di Roma e nobilitato dalla presenza degli antichi bronzi capitolini: la Lupa, lo Spinario, il Bruto Capitolino. La grande aula vetrata recentemente realizzata al primo piano del palazzo custodisce la statua equestre in bronzo di Marco Aurelio, già sulla piazza capitolina, e gli imponenti resti del tempio di Giove Capitolino, affiancati da una sezione dedicata alla più antica storia del Campidoglio, dalle prime frequentazioni alla costruzione dell’edificio sacro, con i risultati dei recenti scavi. Le sale che si affacciano sull’aula ospitano le opere provenienti dagli Horti dell’Esquilino, quelle di raccordo con l’Appartamento dei Conservatori la Collezione Castellani, testimonianza del collezionismo ottocentesco. Al secondo piano la Pinacoteca Capitolina presenta, in un percorso ordinato cronologicamente dal tardo Medioevo al Settecento, opere di grande rilevanza, come i quadri del Caravaggio (la Buona Ventura e il San Giovanni Battista), la grande tela del Guercino (il seppellimento di Santa Petronilla) e un consistente nucleo di dipinti di Guido Reni e Pietro da Cortona. Nel Palazzo Caffarelli-Clementino sono situati...

Leggi

Centrale Montemartini

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: Si Ingresso ordinario: Intero € 7,50 / Ridotto € 6,50 Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Centrale Montemartini Via Ostiense, 106 00100 Roma (RM) Telefono 060608 www.centralemontemartini.org La storia del nuovo polo espositivo dei Musei Capitolini nella ex Centrale Termoelettrica Giovanni Montemartini, straordinario esempio di archeologia industriale riconvertito in sede museale, ha avuto inizio nel 1997 con il trasferimento di centinaia di sculture in occasione della ristrutturazione di ampi settori del complesso capitolino. Per liberare gli spazi del Museo del Palazzo dei Conservatori, Museo Nuovo e Braccio Nuovo mantenendo accessibili al pubblico le opere, è stata infatti allestita nel 1997 negli ambienti ristrutturati della prima centrale elettrica pubblica romana una mostra dal titolo “Le macchine e gli dei”, accostando due mondi diametralmente opposti come l’archeologia classica e l’archeologia industriale. In un suggestivo gioco di contrasti accanto ai vecchi macchinari produttivi della centrale sono stati esposti capolavori della scultura antica e preziosi manufatti rinvenuti negli scavi della fine dell’Ottocento e degli anni Trenta del 1900, con la ricostruzione di grandi complessi monumentali e l’illustrazione dello sviluppo della città antica dall’età repubblicana fino alla tarda età imperiale. L’adeguamento della sede a museo, il restauro delle macchine e la sezione didattica del settore archeo industriale sono stati realizzati dall’Acea. Lo splendido spazio museale, inizialmente concepito come temporaneo, in occasione del rientro di una parte delle sculture in Campidoglio nel 2005, alla conclusione dei lavori di ristrutturazione, è stato confermato come sede permanente delle collezioni di più recente acquisizione dei Musei Capitolini. Nei suoi spazi continua il lavoro di sperimentazione di nuove soluzioni espositive collegato alla ricerca scientifica sui reperti; l’accostamento di opere provenienti da uno stesso contesto consente anche di ripristinare il vincolo tra il museo e il tessuto urbano antico. Il museo stesso è inserito all’interno di un più ampio progetto di riqualificazione della zona Ostiense Marconi, che prevede la riconversione in polo culturale dell’area di più antica industrializzazione della città di Roma (comprendente, oltre alla centrale elettrica Montemartini, il Mattatoio, il Gazometro, strutture portuali, l’ex Mira Lanza e gli ex Mercati Generali) con il definitivo assetto delle sedi universitarie di Roma Tre e la realizzazione della Città della...

Leggi

Museo dell’Ara Pacis

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: Si Costo: a partire da 9,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Museo dell’Ara Pacis Lungotevere in Augusta 00100 Roma (RM) Telefono 060608 info.arapacis@comune.roma.it www.arapacis.it Il Museo dell’Ara Pacis rappresenta la prima opera di architettura realizzata nel centro storico di Roma dalla caduta del fascismo ai nostri giorni. Il progetto è stato redatto da Richard Meier & Partners Architects, autore di alcuni dei più notevoli musei della seconda metà del Novecento. L’Altare L’ Ara Pacis rappresenta uno degli esempi più alti dell’arte classica. La sua costruzione fu votata dal Senato romano nel 13 a.C. per onorare il ritorno di Augusto dalle province di Gallia e di Spagna, dove nel corso di tre anni l’imperatore aveva consolidato il potere di Roma e suo personale, aperto nuove strade, fondato colonie. L’altare venne edificato lungo la via Flaminia, al confine del Campo Marzio settentrionale, ma la natura alluvionale dell’area e le inondazioni del Tevere, depositando strati di limo sull’area, determinarono ben presto l’interramento dell’Ara, di cui si perse completamente memoria. La ricostruzione del monumento fu decisa in vista della ricorrenza, nel 1937/8, del bimillenario della nascita di Augusto. Affidata all’archeologo Giuseppe Moretti, essa era materialmente realizzata nell’estate del 1938 all’interno del padiglione di via di Ripetta, edificato in tutta fretta a partire da un progetto dell’architetto Ballio Morpurgo. Sistemata sul Lungotevere, l’Ara Pacis ha rischiato di essere compromessa dall’inadeguatezza del suo contenitore, che non poteva isolarla dal traffico, dai gas di scarico, dal surriscaldamento, dall’umidità in risalita e infine dalle polveri grasse e acide che si depositavano sui suoi marmi e sugli intonaci. Il nuovo complesso museale è stato pertanto progettato in vista della conservazione del monumento, sia dal punto di vista ambientale sia nel sistema antisismico....

Leggi

Galleria Borghese

Galleria Borghese. Le opere più belle La Galleria Borghese, in origine Casino Nobile, nasce a inizio Seicento per volontà del Cardinale Scipione Borghese, un grande collezionista di arte classica e rinascimentale, con un occhio volto anche agli artisti a lui contemporanei. La galleria propone una ricchissima collezione, che comprende opere di Gian Lorenzo Bernini, Agnolo Bronzino, Antonio Canova, Caravaggio, Raffaello, Lorenzo Lotto, Antonello da Messina, Annibale Carracci, Pieter Paul Rubens, Tiziano. Il museo fu ufficialmente costituito nel 1902, quando lo Stato italiano acquistò le raccolte facenti parte del Fidecommisso Borghese. Nel dettaglio i capolavori che è possibile ammirare al suo interno sono: –          Amor Sacro e Amor Profano, di Tiziano –          Apollo e Dafne, di Gian Lorenzo Bernini –          Danae, di Correggio –          David con la testa di Golia, di Caravaggio –          Deposizione Baglioni, di Raffaello Sanzio –          Fanciullo con canestro di frutta, di Caravaggio –          Madonna dei Palafrenieri, di Caravaggio –          Paolina Borghese come Venere vincitrice, di Antonio Canova –          Ratto di Proserpina, di Gian Lorenzo Bernini –          Ritratto di dama con liocorno, di Raffaello Sanzio –          Susanna e i vecchioni, Pieter Paul Rubens L’attenzione del cardinale Scipione era rivolta a tutte le espressioni di arte antica, rinascimentale e contemporanea, atte a rievocare una nuova età dell’oro. Non particolarmente interessato all’arte medioevale, ricercò invece, con passione, la scultura antica. Ma l’ambizione del cardinale favorì la creazione di nuove sculture e soprattutto di gruppi marmorei che fossero messi a confronto con le opere antiche. CURISOSITÀ:  Il ritratto di Paolina Bonaparte Borghese, eseguito dal Canova tra il 1805 e il 1808, è presente nella Villa dal 1838. Nel 1807 Camillo Borghese vende a Napoleone 154 statue, 160 busti, 170 bassorilievi, 30 colonne e vari vasi che costituiscono il fondo Borghese del Louvre.  La collezione dei dipinti del cardinal nepote era notevole, e già nel 1613 poeticamente descritta da Scipione Francucci. Nel 1607 il Papa aveva fatto assegnare a Scipione 107 dipinti confiscati al pittore Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino. Dell’anno successivo fu l’asportazione clandestina dalla cappella Baglioni nella chiesa di S.Francesco a Perugia e il trasporto a Roma della Deposizione di Raffaello, assegnata al cardinale Scipione con motu proprio papale. Nel 1682 confluisce parte dell’eredità di Olimpia Aldobrandini, che includeva opere della collezione del cardinale Salviati e di Lucrezia d’Este, nella collezione Borghese. Nel 1827 Camillo Borghese acquistò a Parigi l’importante Danae del Correggio. Info utili: Piazzale del Museo Borghese, 5 Dal Martedì alla Domenica, dalle 9.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 17) La prenotazione del biglietto è obbligatoria. Per prenotare: +39 06 32810 / sul sito online Il museo aderisce all’iniziativa #domenicalmuseo ...

Leggi

Galleria Doria Pamphilj

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 7,50 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Galleria Doria Pamphilj Via del Corso, 305 00100 Roma (RM) Telefono 06 6797323 arti.rm@doriapamphilj.it www.doriapamphilj.it     Galleria Doria Pamphilj ha sede nell’omonimo Palazzo, costruito tra la metà del ‘400 e gli inizi del‘700, appartenuto prima ai Della Rovere, divenuto dal 1601 di proprietà degli Aldobrandinie dal 1647 dei Pamphilj, per il matrimonio di Olimpia Aldobrandini con CamilloPamphilj. Nel 1651 Giambattista Pamphilj, salito al soglio pontificio col nomedi Innocenzo X (1644-1655), vi istituì la Galleria. Alla diretta discendenzadei Pamphilj subentrò nel 1760 il ramo dei Doria Pamphilj. Nella Galleria la disposizione dei dipinti, distribuiti su quattro bracci, segue le indicazioni contenute in un documento del ‘700, dove di ciascuna opera è riportata la precisa collocazione secondo un criterio di simmetria e, avolte, di affinità tipologiche e stilistiche. Vi sono esposti dipinti di Raffaello (Ritratto di Andrea Navagero), Tiziano (Salomè con la testa di S. Giovanni Battista), Domenichino (Susanna e i vecchi), Parmigianino (Madonna col Bambino, Natività), Caravaggio (Riposo durante la fuga in Egitto, S. Giovanni Battista, Maddalena), Annibale e Ludovico Carracci (Satiro e pastore, Madonna con Bambino, S. Sebastiano), Mattia Preti (Maddalena penitente, S. Giovanni Battista, Cristo condotto sulla Scala Santa), Guercino (Erminia ritrova Tancredi ferito, Allegoria della primavera, Ritorno del figliuol prodigo, S. Giuseppe), Guido Reni (Madonna che adora il Bambino, S. Pietro penitente, Amor sacro e profano), Velazquez (ritratto di Innocenzo X), Brueghel il Vecchio (Paesaggi), Gaspard Dughet (Paesaggi). Sono esposte inoltre sculture antiche e del XVII secolo, fra le quali alcuni sarcofagi e busti, come i due di Innocenzo X realizzati da Gian Lorenzo Bernini e Alessandro Algardi. Notevoli i quattroarazzi della manifattura di Bruxelles del XVI secolo raffiguranti le fasi precedenti e conclusive della Battaglia di Lepanto.  ...

Leggi

Fondazione Agnesi – Museo delle Paste Alimentari

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 7,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Fondazione Agnesi – Museo delle Paste Alimentari Piazza Scanderbeg, 117 00100 Roma (RM) Telefono 06.6991119 pastainmuseum@pastainmuseum.it www.museodellapasta.it     Il museo della Pasta gestito dalla Fondazione Agnesi ha sede nel cinquecentesco Palazzo Scanderbeg, nei pressi della Fontana di Trevi.La raccolta iniziata da Vincenzo Agnesi ebbe come prima sede, nel 1958, l’antica casa di famiglia di Pontedassio, presso Imperia. Attraverso 15 sale è possibile ripercorrere la storia della pasta, dalle prime misture etrusche di grano e acqua alla creazione della pasta secca, dall’utilizzo delle prime macine di pietra alle moderne impastatrici.La raccolta comprende anche macchine, pezzi e documenti. Tra le curiosità spiccano le accattivanti foto di personaggi famosi come Totò, Sofia Loren e Alberto Sordi alle prese coltradizionale piatto di...

Leggi

Museo della Civiltà Romana

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 5,50 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa Museo della Civiltà Romana  Indirizzo e recapiti Piazza Giovanni Agnelli, 10 00100 Roma (RM) Tel. 060608 – Fax 06 5926135 www.museociviltaromana.it   Il Museo della Civiltà Romana ha una fisionomia peculiare nel vasto e articolato panorama dei Musei di Roma. Infatti, il materiale in esso conservato – la cui attuale consistenza è il risultato della combinazione di quanto raccolto in occasione della Mostra Archeologica del 1911, del Museo dell’Impero Romano e della Mostra Augustea della Romanità – si compone in massima parte di riproduzioni: calchi di statue, di busti, di iscrizioni, di rilievi e di parti di edifici a grandezza naturale; plastici che ricostruiscono monumenti e complessi architettonici di Roma e delle provincie dell’impero romano; testimonianze della cosiddetta “cultura materiale” (suppellettili, oggetti di uso domestico, strumenti di lavoro e così via). Il Museo della Civiltà Romana venne aperto al pubblico, nella sede attuale, il 21 aprile 1955. Le collezioni del museo sono suddivise in 59 sezioni, disposte su una superficie di 12.000 metri quadri. Le sale hanno un’altezza media di 10 metri e uno sviluppo parietale complessivo di oltre 3 chilometri. Le prime 14 sale offrono una sintesi storica di Roma dalle origini al VI secolo d.C.; ad esse fa seguito una sezione dedicata al Cristianesimo. Le rimanenti documentano la civiltà romana nei suoi vari aspetti, da quelli inerenti alla vita pubblica a quelli riguardanti più specificamente la vita quotidiana. Le opere contenute nelle sale sono costituite da riproduzioni: calchi di opere scultoree, di iscrizioni, di parti di edifici a grandezza naturale, di oggetti di uso quotidiano; plastici ricostruttivi di monumenti e complessi architettonici di Roma e delle province dell’impero romano; ricostruzioni di situazioni e strumenti di ogni genere in base ai ritrovamenti archeologici, alle rappresentazioni figurate e alle descrizioni degli autori antichi. Il materiale esposto ha un grande valore documentario e didattico, particolarmente evidente nel caso delle copie di originali ormai persi o distrutti e della ricomposizione di opere antiche attualmente smembrate tra diversi musei. Il Museo della Civiltà Romana è stato interessato da un esteso intervento di risanamento strutturale, cui ha fatto seguito l’esecuzione di opere, in parte tuttora in corso, per il riallestimento delle sale. Per tale ragione è attualmente visitabile solo una parte delle sezioni.  ...

Leggi

Museo delle Anime del Purgatorio

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: Si Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Museo delle Anime del Purgatorio Lungotevere Prati 12 Roma (RM) Telefono 06 68806517   Allestito in un locale adiacente alla sacrestia della piccola chiesa neogotica del Sacro Cuore Del Suffragio, il singolare museo ebbe origine alla fine dell’800 per volontà del missionario francese Victor Jouet che, a seguito di un misterioso incendio sviluppatosi all’ interno della chiesa appena ultimata nella cappella del Rosario, decise di girare l’Europa alla ricerca di testimonianze dell’esistenza ultraterrena dei defunti e dei loro contatti con i congiunti viventi: tra le fiamme della cappella il sacerdote e molti fedeli credettero infatti di scorgere le sembianze di un volto sofferente rimasto poi enigmaticamente impresso sulla parete dell’altare ed ora visibile in riproduzione fotografica all’interno del museo. La raccolta di misteriose tracce dell’aldilà messa insieme dal religioso annovera in realtà solo una decina circa di reperti in quanto per molto altro materiale reperito le autorità ecclesiastiche ritennero insufficienti le prove d’autenticità raccolte. Panni, stoffe, tonache, papaline, breviari, camicie da notte e tavolette di legno gelosamente custodite entro bacheche narrano dunque le apparizioni dei defunti al cospetto di congiunti scettici, testimoniate dalle impronte delle loro mani “marchiate a fuoco” a futuro ricordo e memento: tali apparizioni, circostanziate e ciascuna con una storia particolare, risalgono prevalentemente al XVIII e XIX secolo e in almeno un caso (siamo nel 1879) furono motivate dalla preoccupazione di una donna belga per la vita dissoluta condotta dal proprio figlio, riconvertito alla fede proprio dalle continue attestazioni materne di una vita ultraterrena, al punto da fondare un nuovo ordine religioso.  ...

Leggi

Biblioteca e Museo Teatrale del Burcardo

Biblioteca e Museo Teatrale del Burcardo Indirizzo e recapiti Viale della Letteratura 24 Roma (RM) Telefono 06 59903814/3816/3819 biblioteca.burcardo@siae.it www.burcardo.org   Il Museo Teatrale del Burcardo costituito da diversi cimeli teatrali, testimonia la storia del Teatro dal’500 ai nostri giorni. Comprende 40 costumi, una raccolta di statuine in terracotta raffiguranti maschere della commedia dell’arte e del teatro popolare, burattini e marionette (fra queste ultime alcune cinesi del XVIII°secolo). Numerosi i disegni e le stampe (oltre tre mila pezzi), i bozzetti scenografici, i ritratti (circa 120) a olio o tempera di attori e autori teatrali dell’Ottocento e del Novecento. La Raccolta, acquisita per vendita e donazione dalla S.I.A.E. (Società Italiana degli Autori ed Editori), dal 1926 ha sede in Viale della Letteratura 24, nel quartiere dell’Eur. Il museo prende il nome dal cerimoniere pontificio Johannes Burckhardt. Il prelato era noto con l’appellativo di “episcopus argentinus” dal nome latino della sua città natale, Argentoratum (l’attuale Strasburgo).   Biblioteca e Museo Teatrale del Burcardo (SIAE) Viale della Letteratura, 24 – – Roma Biblioteca Museo Teatrale del Burcardo Viale della Letteratura, 24 – 00144 Roma Informazioni: tel. 06 59903814/59903802 – fax 06 59903813 biblioteca.burcardo@siae.it www.burcardo.org  ...

Leggi

Museo delle Auto della Polizia di Stato

Apertura stagionale: aperto dal 1 Settembre al 31 Luglio Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 1,50 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa     Museo delle Auto della Polizia di Stato Via dell’Arcadia 20 Roma (RM) Telefono 06 5141861 museoautopolizia@interno.it Museo Auto Polizia di Stato   Lungo un percorso scenografico sono esposti più di 60 esemplari di autoveicoli e motocicli in uso alla Polizia di Stato negli ultimi 60 anni. Dalle prime “volanti”, la cui istituzione risale al 1° settembre 1945. Dalla fuoristrada Fiat HTL “Campagnola” alla famosa Alfa Romeo 1900 “Pantera”. E poi ancora la Giulia, la moto Guzzi della Stradale e la leggendaria “Ferrari 250 GTE” nera in dotazione alla Questura di Roma dal 1963 al 1973, guidata dal maresciallo Armando Spatafora.  ...

Leggi

Museo Storico dei Vigili del Fuoco

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa     Museo Storico dei Vigili del Fuoco  Via Marmorata 15 Roma (RM) Telefono 06 5746808 http://www.vvfroma.it/museo      Trasferita dalla Scuola Antincendi di Capannelle alla storica Caserma dei Vigili del Fuoco al Testaccio, la raccolta abbraccia un vastissimo arco di tempo, dal III secolo d.C. quando già esistevano le militia vigilum, prime organizzazioni per fronteggiare i pericoli del fuoco, fino ai nostri giorni.Antiche autopompe fanno bella mostra di sé insieme alle attrezzature antincendio, alle uniformi storiche e alle attrezzature più moderno come quelle per gli interventi contro pericoli radioattivi o batteriologici. Presenti anche le ricostruzioni scenografiche dell’incendio nel rione Borgo nell’847 d.C.,nella zona del porto di Ripetta nel 1734 e la scena successiva al bombardamento del quartiere S. Lorenzo (1944). Un piccolo laboratorio permette al visitatore di sperimentare diversi fenomeni di combustione. ATTENZIONE! Il museo è aperto solo nei giorni feriali e previa prenotazione. Per informazioni circa il costo del biglietto contattare il numero 065746808  ...

Leggi

Museo di Roma in Trastevere

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 5,50 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa Museo di Roma in Trastevere  Piazza di Sant’Egidio, 1/b Roma (RM) Telefono 060608 museodiroma.trastevere@comune.roma.it www.museodiromaintrastevere.it Il Museo di Roma in Trastevere ha sede nell’ex monastero di Sant’ Egidio, dove fino alla presa di Roma vissero le carmelitane scalze. Una volta restaurato, nel 1976 l’edificio è divenuto sede del Museo del Folklore e dei poeti romaneschi, dove si conservavano materiali relativi alle tradizioni popolari romane provenienti dal Museo di Roma e dal Gabinetto Comunale delle Stampe. Nel 2000 è stato riaperto al pubblico con la denominazione di Museo di Roma in Trastevere. La nuova ristrutturazione consente un uso più rispondente alle attuali esigenze museografiche, prestandosi in particolar modo all’organizzazione di mostre temporanee soprattutto di fotografia, di spettacoli, convegni e concerti. La collezione permanente del museo mostra gli aspetti salienti della vita popolare romana della fine del Settecento e dell’Ottocento, filtrata attraverso i gusti e i convincimenti degli artisti e dei folkloristi che l’hanno rappresentata. I temi maggiormente presenti nella collezione sono i costumi, le danze popolari, le feste laiche e religiose, i mestieri. In particolare la collezione comprende una raccolta di dipinti, stampe, disegni e acquerelli, tra cui una selezione della famosa serie “Roma sparita”, di Ettore Roesler Franz (Roma 1845 – 1907): un presepe di ambientazione ottocentesca romana; sei rappresentazioni veristiche d’ambiente, meglio conosciute come Le Scene Romane, che riproducono a grandezza naturale aspetti della vita popolare romana dell’ottocento. Fanno parte della collezione del museo i materiali appartenuti al grande poeta Trilussa (Roma 1871 – 1950) donati dopo la sua morte al comune di Roma e in parte esposti nella videoinstallazione denominata la “Stanza di Trilussa”. Le sale delle Scene Romane presso il Museo di Roma in Trastevere sono riaperte al pubblico, “insieme alla collezione di acquerelli di Ettore Roesler Franz”. È possibile prevedere aperture straordinarie del museo per: – Visite didattiche in esclusiva (max 100 persone) – Convegni, presentazioni, conferenze, eventi privati nella sala convegno (max 80 persone) – Iniziative private nel cortile (max 100 persone) Per maggiori informazioni:  eventi.aziendali@zetema.it per eventi aziendali...

Leggi

MUST Museo Universitario Scienze della Terra

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa MUST – Museo Universitario di Scienze della Terra Piazzale Aldo Moro, 5 Roma (RM) Telefono 06 49914887 must@uniroma1.it Istituito nel 1804 da Papa Pio VII come Museo di Mineralogia e Storia Naturale presso la vecchia Sapienza, è il più antico dei musei della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali: dalle sue collezioni hanno avuto origine il Museo di Geologia (1864) e il Museo di Paleontologia (1928). Il primo nucleo della raccolta fu costituito con l’acquisto, da parte di Pio VII, della collezione del mineralista veronese Camillo Chierici, composta da minerali di tutta Europa e dell’India. Ad essa Pio IX aggiunse in seguito l’importante e numerosa collezione di Monsignor Lavinio de’ Medici Spada. Nel 1935 il museo fu trasferito nella sua attuale sede. Dopo alterne vicende che videro cedute alcune raccolte e successivamente acquisite delle nuove, oggi la collezione mineralogica conta 30 mila pezzi, tra topazi, smeraldi, pietre preziose e meteoriti. Una segnalazione particolare merita la raccolta vulcanica del...

Leggi

Museo Nazionale d’Arte Orientale

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 6,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Museo Nazionale d’Arte Orientale  Via Merulana, 248 Roma (RM) Telefono 06 46974832 mn-ao.direzione@beniculturali.it www.museorientale.beniculturali.it/ Aperto al pubblico nel 1958, il Museo raccoglie importanti collezioni formatesi intorno ad un nucleo iniziale di proprietà dell’IsMEO, oggi IsIAO (Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente).Questo nucleo è formato dai reperti provenienti da missioni archeologiche in Iran, Afghanistan e Pakistan, oltre che da oggetti raccolti in Nepal e Tibet tra il 1928 ed il 1954 e si è arricchito nel corso degli anni grazie agli acquisti effettuati dallo Stato, a donazioni da parte di privati ed Enti, a scambi con vari paesi asiatici e al deposito dei materiali portati alla luce dalle missioni archeologiche italiane. L’esposizione trova spazio in quello che fu, tra la fine del 1800 e il primo ventennio del 1900, l’appartamento dei Principi Brancaccio, del quale si possono apprezzare le decorazioni di gusto eclettico. Il Museo è stato istituito nel 1957 con Decreto del Presidente della Repubblica, ed è stato aperto al pubblico nel 1958. Il 31 maggio 2005 è stato intitolato a Giuseppe Tucci (1894-1984), uno fra i massimi orientalisti del Novecento, che ne promosse la fondazione. Nel suo complesso l’esposizione comprende quindici sale dedicate a Vicino e Medio Oriente, Archeologia e Arte del Mondo Islamico, Gandhara, Tibet e Nepal, India, Cina e Giappone, Corea. Il Museo dispone inoltre di una Biblioteca, di un proprio Archivio fotografico, di un Laboratorio di Restauro, di un Servizio di Bioarcheologia. L’Archivio delle Collezioni Orientali in Italia possiede una ricca documentazione fotografica e numerose schede di...

Leggi

Museo Nazionale Romano – Crypta Balbi

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 7,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Museo Nazionale Romano – Crypta Balbi  Via delle Botteghe Oscure, 31 Roma (RM) Tel. 0039 06 39967700 – Fax +39 06 39967400   L’allestimento studiato e i percorsi di visita previsti consentono di percepire l’articolazione degli antichi edifici e le vie di comunicazioni originarie, in un’area che ha avuto una sostanziale continuità di vita dall’epoca romana ai giorni nostri. Lo scavo archeologico integrale e il progetto di recupero di tale importante complesso,che può ritenersi uno dei più riusciti progetti di archeologia urbana, è stato condotto per venti anni circa a partire dagli anni ‘80, ed ha consentito di comprendere le varie fasi edilizie dell’area. In epoca romana l’area era occupata da un vasto cortile porticato annesso al teatro di Balbo eretto nel 13 a.C., poi trasformato e adattato nelle epoche successive, soprattutto medievale e rinascimentale con l’insediamento del Monastero di Santa Maria Domine Rose sorto nell’VIII secolo, le case dei mercanti costruite dopo il Mille a ridosso del muro della Crypta, il Conservatorio di Santa Caterina dei Funari edificato nel XVI secolo. Al pianoterra sono esposte le trasformazioni di questo settore del centro storico così come documentate dallo scavo; in particolare al piano terra e al primo piano è illustrata la cultura cittadina a Roma tra V e X secolo attraverso l’esposizione di materiali che documentano le attività produttive e artigianali dell’epoca, quali manufatti provenienti dal deposito di VII secolo della Crypta che ha restituito una ingente quantità di vasellame da mensa, da cucina e da trasporto; oltre i reperti dello scavo della Crypta sono visibili altri contesti importanti provenienti da scavi urbani recenti e da collezioni storiche, in particolare i materiali dei Fori, del Colle Oppio, del Celio. Dalle raccolte storiche provengono materiali numismatici (collezione Gnecchi e Vittorio Emanuele...

Leggi

Galleria Nazionale d’Arte Antica

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: 12 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Galleria Nazionale d’Arte Antica  Palazzo Barberini Via delle Quattro Fontane Roma (RM) Tel. 06 4824184 – Fax 06 4880560 gan-aar@beniculturali.it https://www.barberinicorsini.org/ I Barberini avevano già cominciato ad alienare le loro collezioni nel Settecento con le vendite dell’ultima discendente, Cornelia Costanza, sposata a Giulio Cesare Colonna di Sciarra. Le liti ereditarie dei figli che si dovettero dividere le primogeniture Colonna e Barberini, portarono ad una divisione delle collezioni fra i due rami della famiglia, con un accordo stipulato a Parigi nel 1811. Solo nel 1934 si arrivò alla definitiva dispersione delle collezioni, con l’avallo dello Stato, che, con una specifica legge, permise la vendita delle opere fidecommissarie in cambio di un piccolo nucleo in proprietà, rinunciando alla tutela di una delle più importanti collezioni fidecommissarie romane. Nel 1984 si arrivò ad una migliore definizione dell’ordinamento riportandolo nella sua sede storica originaria la collezione Corsini, e portando tutte le opere di provenienza da acquisti o da collezioni prive della loro sede storica nel palazzo Barberini. L’intento era di creare in questa sede, quando fosse stato possibile, una Galleria Nazionale nel vero senso del termine, ordinata cronologicamente ma con lapossibilità di inserire nel percorso acquisti e integrazioni, differente quindi come concezione dalla struttura definita dalle collezioni storiche del panorama romano, viceversa di impianto molto più vicino ai grandi musei stranieri e dotata come questi di tutti i più moderni servizi. Nel complesso la collezione è ricchissima di capolavori, soprattutto dei secoli XVI e XVII. Non è rappresentato in modo completo il secolo XV, dove però spicca il fondamentale dipinto di Filippo Lippi con la Madonna in trono con Bambino, datato 1437, in deposito da Corneto Tarquinia. Più consistenti le collezioni del XVI secolo, fra le quali spicca per notorietà la Fornarina di Raffaello, oltre a dipinti di Andrea del Sarto, del Beccafumi, del Sodoma, del Bronzino, ad opere del Lotto, del Tintoretto, di Tiziano ed El Greco, fino ad opere bolognesi, per arrivare alla fine del secolo con la splendida Giuditta che taglia la testa ad Oloferne del Caravaggio e al grande Seicento con opere di Reni, Domenichino, Guercino, Lanfranco, Bernini, Poussin, Pietro da Cortona, Gaulli, Maratta. Molto ben rappresentata è anche la pittura del Settecento. Si articola in nuclei per scuole che danno un panorama completo e molto omogeneo per qualità, della pittura italiana del periodo, con in più un raro nucleo di dipinti francesi del...

Leggi

Museo delle Civiltà

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: 10 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Museo Delle Civiltà Piazza Guglielmo Marconi, 14, Roma (RM) Tel.+39 06 549521- Fax 06 54952310 http://www.museocivilta.beniculturali.it/ Nel corso del 2016 una sequenza di tre decreti del Ministro Dario Franceschini istituiscono il Museo delle Civiltà, istituto dotato di autonomia speciale del Ministero per i beni e le attività culturali. Questo museo riunisce in se altri quattro grandi musei nazionali che avevano in passato avuto difficoltà a restare aperti per una serie di problemi: la assenza di una logica rete, ma anche i tagli economici, una grave carenza di personale e difficoltà nella loro promozione. I musei che si inseriscono in questa nuova istituzione sono: il museo preistorico etnografico “Luigi Pigorini”, il museo delle arti e tradizioni popolari “Lamberto Loria”, il museo dell’alto Medioevo “Alessandra Vaccaro”, e il museo d’arte orientale “Giuseppe Tucci”. Il Museo delle Civiltà si inserisci nella visione in cui il centro è l’uomo e le sue culture. Valorizza così i patrimoni, testimonianze, idee, che ci aiutano a conoscerci meglio come popolo. La sede Il museo si trova nel quartiere dell’EUR a piazza Guglielmo Marconi. L’esedra della piazza ospita le collezioni preistoriche, etnografiche extraeuropee, orientali e medievali nel “Palazzo delle Scienze” e le collezioni di arte e tradizioni popolari nel limitrofo “Palazzo delle Tradizioni”. L’intero complesso fu elaborato dagli architetti Luigi Brusa, Gino Cancellotti, Eugenio Montuori, Alfredo Scalpelli, coordinati da Marcello Piacentini, per il progetto urbanistico-architettonico dell’Esposizione Universale Romana del 1942. #IOVADOALMUSEO All’interno della iniziativa promossa dal Mibac il Museo della Civiltà ha stabilito l’ingresso gratuito tutti i venerdì dalle 16.30 alle 18.30, tranne il periodo che va dal 22 giugno al 20 settembre. Durante l’apertura gratuita si potrà assistere anche a degli eventi che trovate qui. Anche le prime domeniche del mese da ottobre a marzo l’ingresso al museo sarà gratuito. Informazione biglietto e orari Martedì-Domenica 8:00-19:00 Lunedì chiuso La biglietteria chiude mezz’ora prima Biglietto di ingresso: 10 € / ridotto 2...

Leggi

Palazzo Braschi – Museo di Roma

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: Si Costo: a partire da 9,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Palazzo Braschi – Museo di Roma Piazza di San Pantaleo, 10 Roma (RM) Telefono 060608 museodiroma@comune.roma.it www.museodiroma.it Palazzo Braschi, progettato dall’architetto Cosimo Morelli (1732-1812), è stato recentemente sottoposto a complessi lavori di ristrutturazione e restauro che hanno restituito l’originale splendore alla maestosa architettura, allo scenografico cortile, ai raffinati stucchi e alle pitture delle sale. Elemento architettonico caratteristico di Palazzo Braschi è lo scalone monumentale, cui pose mano anche l’architetto Giuseppe Valadier (1762-1839). Molte sale conservano decorazioni a tempera realizzate tra la fine del settecento e l’inizio dell’ottocento. Il Museo di Roma, all’interno di Palazzo Braschi, per la ricchezza e la vastità delle sue collezioni, è l’istituzione più significativa per la conoscenza della storia sociale e delle attività artistiche a Roma dal medioevo agli inizi del novecento. Vi si conservano più di centomila opere – tra dipinti, disegni, sculture, incisioni, fotografie, mobili, abiti, ceramiche, carrozze e portantine, elementi architettonici e affreschi salvati dalle demolizioni – molte delle quali esposte a rotazione. Nel centro di documentazione multimediale del museo è consultabile la banca dati dell’intera collezione. Rilevante è la serie di dipinti realizzati tra il Cinquecento e l’Ottocento per celebrare cerimonie e feste religiose. Un notevole nucleo di sculture illustra l’attività di alcuni tra i principali artisti romani. La raccolta di disegni, acquerelli, incisioni, libri antichi e fotografie storiche testimonia la storia dell’arte grafica a Roma e descrive la topografia e la vita sociale della città. Fanno parte della collezione del Museo anche il Gabinetto Comunale delle Stampe e l’Archivio Fotografico, in gran parte trasferiti su supporto informatico e consultabili attraverso postazioni multimediali. Il nuovo allestimento della sala fotografica del museo prevede l’esposizione di Fotografie romane di veduta ottocentesche selezionate dalle collezioni dell’Archivio Fotografico Comunale di Roma. Grazie al periodico riallestimento di questa sala, necessario per evitare una lunga esposizione, dannosa per le opere, i visitatori possono effettuare un viaggio nell’archeologia e nelle vedute più rappresentative di Roma, attraverso le opere dei più noti fotografi del XIX secolo e del primo Novecento. La visita del Museo di Roma offre un nuovo approccio alla storia secolare della città, permette di scoprire aspetti inediti della Capitale, i personaggi delle grandi famiglie nobiliari, i luoghi ormai scomparsi. La splendido Palazzo Braschi inoltre, costituisce uno scenario di particolare bellezza per manifestazioni culturali ed eventi...

Leggi

MACRO – Museo d’Arte Contemporanea

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: Si Costo: gratis fino al 31/12/19 Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa MACRO – Museo d’Arte Contemporanea  Via Nizza, 138 Roma (RM) Tel. 060608 – Fax 06 855 4090 macro@comune.roma.it www.museomacro.org Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma – nasce dal riassetto delle strutture capitoline deputate alla promozione dell’arte contemporanea. E’ dotato di due sedi: l’ex stabilimento industriale Peroni, progettato all’inizio del Novecento da Gustavo Giovannoni, una delle poche testimonianze di archeologia industriale nella capitale, che fino al 1971 ha ospitato le attività produttive della Società Birra Peroni. Nel 1999 è terminata la prima fase dei lavori di ristrutturazione e conversione del sito, che ha visto il recupero all’edificio principale composto da due corpi di fabbrica paralleli collegati da una costruzione che corrisponde al prospetto di ingresso. Il completamento dei lavori è stato assegnato al progetto Territori Sensuali di Odile Decq, a seguito del concorso internazionale indetto dal Comune di Roma nel 2000. L’altra sede è dislocata in due padiglioni del complesso edilizio dell’ex Mattatoio di Testaccio realizzato tra il 1888 e il 1891 su progetto dell’architetto Gioacchino Ersoch. Il 3 dicembre 2010 ha aperto alla città la nuova architettura di Odile Decq, vincitrice nel 2001 del concorso internazionale bandito dal Comune di Roma per l’ “Ampliamento del Macro, Museo d’Arte Contemporanea Roma”. Frutto di un progetto che trasgredisce l’approccio tradizionale di integrazione tra vecchio e nuovo in un contesto di carattere storico, la nuova ala si inserisce naturalmente nella struttura preesistente e, al contempo, ridefinisce l’intera morfologia e percezione del Museo. Per la realizzazione dell’opera architettonica, il coordinamento tecnico e procedimentale è stato gestito dall’Ufficio Città Storica dell’Assessorato all’Urbanistica, mentre quello amministrativo è stato curato dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale. La Direzione dei lavori è stata seguita da Zètema Progetto Cultura, società che gestisce anche i servizi museali. Grazie all’inaugurazione dei nuovi spazi, MACRO ridisegna la propria geografia e si conferma come luogo diffuso delle immagini e mappa ideale di una costellazione del contemporaneo. La nuova e unica entrata del Museo, collocata all’angolo tra via Nizza e via Cagliari, segna l’ingresso di un’architettura dell’arte, un intero isolato caratterizzato da una superficie espositiva oggi triplicata (4350 mq), cui si aggiungono le nuove aree dedicate ai servizi e al pubblico: la grande terrazza, la sala conferenze, la libreria, il ristorante, la caffetteria, il parcheggio e l’area didattica, per raggiungere una superficie complessiva di 19.590 mq, incluso il parcheggio multipiano interrato di 161 posti auto, che sarà utilizzabile anche dai residenti del quartiere. Le forme dinamiche e sinuose della nuova struttura,...

Leggi

Museo Carlo Bilotti – Aranciera

Museo Carlo Bilotti – Un tesoro nascosto  Il museo Carlo Bilotti ha sede nell’Aranciera di Villa Borghese, una sede con una storia secolare, preesistente ai lavori seicenteschi ad opera del Cardinale Scipione Borghese. La collezione presente all’interno del museo è formata da una serie di opere di arte contemporanea che l’imprenditore italoamericano Carlo Bilotti ha donato alla città di Roma.   Bilotti fu amico e committente di diversi artisti tra cui Giorgio de Chirico, Gino Severini, Andy Warhol, Larry Rivers, Giacomo Manzù. Nel museo è possibile ammirare alcune delle loro opere e ben 18 solo di de Chirico, rappresentative dei soggetti più famosi prodotti dall’artista dalla seconda metà degli anni Venti agli anni Settanta:  il tema degli Archeologi, dei Cavalli in Riva al Mare, dei Mobili nella Valle o nella Stanza, dei Cavalieri o Guerrieri Antichi. CURIOSITÀ : L’Aranciera era nota, nel Settecento, come Casino dei Giuochi d’Acqua per la presenza di fontane e ninfei, circondata dal Giardino del Lago con le sue spettacolari sistemazioni. Nelle sale riccamente decorate e arredate i principi Borghese organizzavano feste ed eventi mondani. A seguito dei gravissimi danni causati dai cannoneggiamenti del 1849, durante la difesa francese del papato contro la Repubblica Romana, l’edificio fu ricostruito liberamente ed adattato a ricovero invernale degli agrumi, perdendo così tutte le sue preziose decorazioni. La donazione fu di  ventidue opere. Sono presenti il ritratto di Carlo Bilotti eseguito dall’americano Larry Rivers, il ritratto di Tina e Lisa Bilotti realizzato nel 1981 dal maestro della Pop Art Andy Warhol, L’estate di Gino Severini ed infine il grande Cardinale in bronzo di Giacomo Manzù. Per rendere il museo aperto a sempre nuove tematiche nel campo dell’arte contemporanea, accanto alle sala destinate all’esposizione permanente della donazione sono previsti spazi per eventi temporanei. Viale Fiorello La Guardia Roma (RM) Telefono: 060608 info@museocarlobilotti.it...

Leggi

Museo Civico di Zoologia

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: Si Costo: a partire da 7,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Museo Civico di Zoologia Via Ulisse Aldrovandi, 18 Roma (RM) Tel. 06 67109270 – Fax 06 32650186 info@museodizoologia.it Il Museo Civico di Zoologia, fondato nel 1932, possiede un patrimonio di circa  5 milioni di esemplari conservati, che vanno dalle conchiglie di molluschi di pochi millimetri alla balenottera di 16 metri. Tali collezioni derivano in parte da una convenzione con l’allora Regia Università di Roma (oggi “La Sapienza”) che raccoglievano anche le prestigiose raccolte dell’Archiginnasio Pontificio, in parte dalle donazioni fatte dopo la sua istituzione. Tuttavia la maggior parte di questo immenso patrimonio viene custodito in particolari magazzini, ed è a disposizione dei ricercatori che facciano richiesta per studiarli oppure viene esposto in particolari occasioni.  Il Museo Civico di Zoologia rappresenta dunque un vero e proprio Archivio della Biodiversità, oltre che un Patrimonio per tutta la comunità. Museo Civico di Zoologia – percorso espositivo – Il tema conduttore alla base del nuovo percorso espositivo è la Biodiversità nel mondo animale. Attraverso le sale di Amori Bestiali,  Vivere al Limite, la Barriera Corallina, le Zone Umide della Campagna Romana, la collezione Arrigoni Degli Oddi di Uccelli, i Mammiferi, gliAnfibi e i Rettili, fino allo  scenografico Salone degli Scheletri, utilizzando anche strumenti multimediali e multisensoriali, i visitatori potranno conoscere le diverse forme animali e capirne l’origine e gli adattamenti a molteplici tipi di...

Leggi

Museo Nazionale Etrusco – Villa Giulia

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: Si Costo: biglietto intero: 8,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Museo Nazionale Etrusco – Villa Giulia Piazzale di Villa GiuliaRoma (RM)Tel. 06 3226571 – Fax 06 3202010sba-em@beniculturali.ithttp://www.villagiulia.beniculturali.it/   Il Museo Nazionale Etrusco ha sede nella splendida villa rinascimentale di Papa Giulio III, costruita tra 1550 e 1555, articolata su due cortili separati da un ninfeo. Si tratta di una classica villa suburbana alla cui realizzazione parteciparono architetti di fama come Giorgio Vasari, Jacopo Barozzi da Vignola e Bartolomeo Ammannati. Diventa sede museale nel 1889, ed è oggi uno dei più rappresentativi musei dell’arte etrusca. Ospita reperti provenienti in particolare dall’Etruria meridionale, ossia dal territorio corrispondente all’Alto Lazio, tra il Tevere e il Mare Tirreno, luogo estremamente ricco di testimonianze di varie epoche e di varie civiltà (etrusca, greca, fenicia, falisca), essendo un punto di incontro naturale, crocevia di traffico lungo le principali rotte di comunicazione del Mediterraneo centrale. Sala del museo dove si trova il Sarcofago degli Sposi Collezioni I reperti sono esposti secondo un criterio topografico a cominciare dai contesti di Vulci, Bisenzio, Veio, Cerveteri. Tra le opere più note si segnalano i bronzi da Vulci, la decorazione in terracotta dal Santuario di Portonaccio a Veio, tra cui il famoso Apollo (VI sec. a.C.), il Sarcofago degli Sposi da Cerveteri. Le collezioni private sono invece organizzate secondo un criterio tipologico. Di notevole rilevanza tra queste ultime si segnalano la collezione Barberini, la collezione Pesciotti e la collezione Castellani, che comprende alcuni gioielli estremamente significativi per lo studio dell’oreficeria etrusca, databili prevalentemente tra VII sec. a.C. e l’epoca medievale, oltre a riproduzione fatte eseguire dagli stessi Castellani su modelli antichi. Di grande interesse la sezione falisco-capenate, che ospita materiali provenienti dai centri della media valle del Tevere quali Corchiano, Vignanello, Nepi, Narce e in particolare Falerii Veteres (Civita Castellana) con le sculture in terracotta provenienti dalle decorazioni dei santuari della zona. Il Museo propone numerosi itinerari di visita che rendono possibile ammirare anche gli ambienti sotterranei della Villa come il ninfeo, i resti dell’acquedotto Vergine (età augustea) e la “neviera” di papa Giulio...

Leggi

Palazzo Altemps

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 7,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Palazzo Altemps  Museo Nazionale Romano Via di Sant’Apollinare, 46 Roma (RM) Telefono 06 39967700 http://archeoroma.beniculturali.it/musei/museo-nazionale-romano-palazzo-altemps Ospita nuclei di collezioni di reperti classici che sono state riunite in questa sede espositiva secondo un criterio che permette di cogliere sia gli aspetti formali sia il gusto dei collezionisti del tempo. Di particolare valore la nota collezione Boncompagni Ludovisi. Il cardinale Ludovico Ludovisi raccolse una notevole quantità di pregiati marmi antichi che conservava nella sua proprietà sul colle Quirinale. La raccolta comprendeva circa 450 sculture note in tutto il mondo che decoravano i viali e i giardini della Villa. Le sculture vennero poi restaurate e reintegrate nelle parti mancanti da alcuni tra i più importanti scultori dell’epoca come Gian Lorenzo Bernini, Alessandro Algardi, Ippolito Buzzi. Quando la villa venne distrutta alla fine dell’Ottocento per la creazione dell’attuale quartiere Ludovisi, parte della collezione venne dispersa. Tra le 104 sculture che lo Stato riuscì ad acquisire, ora esposte nelle sale del Palazzo, si possono ammirare il gruppo del Galata suicida con la moglie, Oreste ed Elettra, l’Ares e la testa di Giunone e il famoso originale greco del V sec. a.C. cosiddetto “Trono Ludovisi”, proveniente da scavi effettuati in quella zona. La collezione del cardinale Marco Sittico Altemps, esposta con criteri di arredamento prezioso del palazzo, constava in origine di 120 sculture di epoca greca e romana. Attualmente si conservano 15 sculture quattro delle quali sono visibili sotto le arcate del portico settentrionale. Nei portici del cortile e nelle sale del primo piano sono esposte le opere relative alla collezione Mattei, raccolte dalla famiglia per decorare Villa Celimontana, ospitate precedentemente al Museo delle Terme di Diocleziano. Altro nucleo significativo è quello della Collezione Del Drago risalente al XVII secolo, ospitata inizialmente nel palazzo di via Quattro Fontane. A palazzo Altemps si può ammirare anche un consistente nucleo della collezione egizia del Museo Nazionale Romano: in particolare i materiali provenienti dal santuario di Iside e Serapide del Campo Marzio e i reperti dello scavo del santuario siriaco del Gianicolo. Recentemente il museo ha aperto quattro nuove sale: Il percorso ha inizio da due sale già aperte ma che godono di un nuovo allestimento. Si comincia con la Sala dei culti pubblici e privati, dove si trova la statua in diorite del bue sacro Api proveniente dalla collezione Brancaccio, il rilievo isiaco da una tomba sulla via Appia ad Ariccia, e due statue, una acefala raffigurante Iside e l’altra una sacerdotessa. Segue la Sala del santuario delle...

Leggi

Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 7,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo Largo di Villa Peretti, 1 Roma (RM) Telefono 06 39967700 Palazzo Massimo, in stile neo-cinquecentesco, venne realizzato tra il 1883 e il 1887 su progetto di Camillo Pistrucci, in un’area che precedentemente era occupata dalla Villa Peretti, costruita da Sisto V e dimora della famiglia Massimo. L’area di pertinenza della Villa è stata gradualmente erosa per la realizzazione degli edifici e dell’assetto urbano circostante, in particolare per la costruzione della stazione Termini. Acquisito dallo stato nel 1981, subì un consistente intervento di restauro e consolidamento, finalizzato ad adeguare il palazzo a spazio espositivo. Al pian terreno e al primo piano sono ospitate opere di scultura-ritratti, rilevi, statue-ritratto, databili prevalentemente dalla tarda età repubblicana alla prima età imperiale, che testimoniano l’influenza dell’arte greco-ellenistica sugli artisti romani.Tra le più significative il cosiddetto Generale di Tivoli, Augusto come Pontefice Massimo da via Labicana, la Fanciulla di Anzio, l’Efebo da Subiaco, l’Afrodite da Villa Adriana. Al secondo piano sono esposti alcuni tra i più noti apparati decorativi rinvenuti in complessi di Roma, caratterizzati da particolare lusso ed eleganza. Pur essendo infatti notevolmente minori rispetto alla quantità di pitture parietali rinvenute in centri quali Pompei ed Ercolano, a Roma si conservano alcuni esempi di eccezionale livello artistico. Sono esposte, dopo un accurato restauro che ha rimesso in luce i dettagli e i colori originari, le pitture di alcuni ambienti della Villa di Livia a Prima Porta e le decorazioni della Villa della Farnesina, probabile possesso imperiale, della quale sono ricostruiti quattro ambienti dei nove conservati. Si tratta di esempi particolarmente raffinati, databili intorno al 20 a.C.; sono visibili anche alcuni esempi di mosaici pavimentali di epoca repubblicana, in bianco e nero con quadretti centrali policromi e pavimenti con raffigurazioni più articolate di epoca imperiale. Di particolare rilevo è la collezione numismatica del Museo, conservata al piano seminterrato in un caveau apposito realizzato in occasione dei più recenti interventi sul palazzo. Sono esposte monete che testimoniano dell’uso di questo elemento in epoca antica, medievale e moderna. Sono molti gli esemplari unici e le rarità. Tra le principali collezioni si ricordano la raccolta dell’ex Museo Kircheriano, la collezione Gnecchi e la collezione medievale e moderna di Vittorio Emanuele III di Savoia. Di straordinaria qualità è la collezione di gioielli che documentano l’arte dell’oreficeria e della glittica di età romana, tra cui la celeberrima gemma di Aspasios e altri materiali relativi a corredi funerari rinvenuti in necropoli del suburbio....

Leggi

Galleria Spada

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 5,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Galleria Spada Indirizzo e recapiti Piazza Capo di Ferro, 13 Roma (RM) Tel. 06 6874896 – Fax 06 6861158 info.polomuseale@libero.it http://galleriaspada.beniculturali.it Galleria Spada fu fondata nel 1927 dopo che lo stato nel novembre dell’anno precedente l’aveva acquistata ed ebbe insieme al Consiglio di Stato sede nel palazzo. Successivamente negli anni quaranta del XX secolo fu chiusa. Fu riaperta nel 1951 su interessamento dell’allora sovrintendende delle Gallerie di Roma Achille Bertini Calosso e all’impegno di Federico Zeri, che già era direttore del museo, inoltre egli si impegnò a ricercare la maggior parte delle opere disperse durante la guerra e curandone il riordino e cercando di ricreare nelle quattro sale del museo il primitivo aspetto sei-settecentesco perciò la galleria rimane un esempio superstite di pinacoteca antica. I quadri disposti sulle pareti sono in file successive si integrano con gli arredi, mobili e sculture del museo. La maggior parte delle opere esposte proviene dalla collezione di Bernardino Spada (1594-1661) successivamente accresciuta di nuove acquisizioni ad opera del suo pronipote il cardinale Fabrizio Spada (1643-1717). Un contributo minore ma di una certa rilevanza si deve alla passione collezionistica di Virginio Spada (1596-1662), mentre in seguito al matrimonio di Orazio Spada con l’ereditiera Maria Veralli nel 1636, entrarono a far parte della collezione numerose opere antiche e moderne di notevole importanza. Il Museo è sito al primo piano del palazzo nell’ ala appartenuta al cardinale Girolamo Capodiferro che lo aveva fatto edificare su edifici preesistenti di proprietà della famiglia dal 1548. Sala I: Viene chiamata stanza dei Papi per via delle cinquanta iscrizioni illustranti la vita di alcui pontefici voluti dal cardinale Bernardino. Viene chiamata anche Stanza del soffitto azzurro per via del soffitto ricoperto da una tela turchina suddivisa in tanti piccoli vani detti camerini da verno. Le decorazioni del soffitto a cassettoni sono del 1777. Sala II: Fu realizzata contemporaneamente alla III sala. Fu decorata nella zona alta delle pareti da dei fregi pitturati a tempera su tela da Perin del Vaga. Il resto delle pareti venne dipinto con delle boiseries oggi scomparse. Sala III: Viene chiamata anche “Galleria del Cardinale”. Fu progettata nel bienno 1636-37 insieme alla precedente da Paolo Maruscelli per porvi la collezione di Bernardino Spada. Il soffitto è a travicelli. Delle porte-finestre immettono in ballatoi di cui uno è munito di ringhiera in ferro che si affaccia sul giardino grande. Sala IV: Fu fatta edificare al posto di una terrazza in legno che prospettava sul giardino...

Leggi

Museo Storico della Liberazione

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa     Indirizzo e recapiti Via Tasso, 145 Roma (RM) Tel. 06 7003866 – Fax 06 77203514 info@viatasso.eu www.viatasso.eu   Il Museo Storico della Liberazione di Roma raccoglie documenti originali, cimeli, giornali e manifesti, volantini, scritti e materiali iconografici relativi all’occupazione nazifascista di Roma e alla lotta che valse alla città di Roma la Medaglia d’oro al Valor Militare per la guerra di Liberazione nell’ambito della Resistenza italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. Il Museo ha sede nei medesimi locali dell’edificio in Via Tasso che, durante l’occupazione nazifascista di Roma, divenne tristemente famoso come luogo di reclusione e tortura da parte delle SS per oltre 2000 antifascisti, molti dei quali caddero fucilati a Forte Bravetta e alle Fosse Ardeatine. Le celle restaurate come i tedeschi in fuga le lasciarono, popolate dalle memorie e persino dai graffiti originali tracciati da chi vi patì tortura e privazioni prima di vedersi strappata la vita, sono testimoni del dramma e della scelta civile di italiani di ogni ceto e di ogni famiglia politica che diedero vita alla Resistenza. Non si tratta quindi di un museo nel senso più comune del termine, ma piuttosto di un realistico e reale monumento, un documento storico che ne contiene altri e le cui stesse pareti sono testimoni capaci di suscitare emozione. Qui vennero imprigionati, interrogati e torturati molti civili e combattenti della Resistenza Romana. Da questa prigione furono tradotti anche alcune delle vittime delle Fosse Ardeatine. Un luogo della memoria dunque, testimoniato dai numerosi messaggi graffiati dai prigionieri stessi sulle pareti delle celle, conservate come allora. Una sala è poi dedicata alla persecuzione degli ebrei romani dal periodo fascista alla II guerra mondiale. A testimonianza di quella pagina di storia, sono esposti pannelli fotografici, documenti d’archivio, schede originali relative agli arresti. Al Museo è annessa una Biblioteca che raccoglie testi, collezioni di giornali, opuscoli e materiali relativi soprattutto alla guerra, alla Lotta di Liberazione e ai movimenti politici che l’animarono....

Leggi

Orto Botanico di Roma

Apertura stagionale: Tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: intero 8,00 €, ridotto 4€ Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Orto Botanico di Roma Nel pieno del centro storico di Roma, arrampicati tra il quartiere di Trastevere e il Gianicolo, si sviluppano i 12 ettari dell’Orto Botanico di Roma. Un polmone verde talvolta sconosciuto agli stessi cittadini romani e gestito dal dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università di Roma La Sapienza. Il complesso, in cui è possibile osservare varietà botaniche provenienti da tutto il mondo, si inserisce in una tradizione cittadina di giardini dall’importante valore scientifico-naturalistico. Già nel XIII secolo per volontà del pontefice Nicolò III venne creato un Pomerium, cioè un terreno agricolo destinato a coltivazioni per la corte papale. Nel corso dei secoli, nei Giardini Vaticani. nacque il primo esempio di orto botanico e nel 1514 venne istituita da Leone X, presso l’Università, la prima cattedra per l’insegnamento delle piante medicinali.  Successivamente la residenza abituale dei papi si spostò momentaneamente presso il Quirinale e l’orto botanico vaticano venne lasciato in stato di totale abbandono. Papa Alessandro VII decise pertanto di destinare un’area sul colle del Gianicolo alla creazione del nuovo orto botanico universitario. Dopo numerose dislocazioni, nel 1883 l’orto botanico venne definitivamente collocato presso Villa Corsini alla Lungara, che lo Stato Italiano acquistò da Tommaso Corsini per realizzarvi l’Accademia dei Lincei, nel palazzo, e l’orto botanico, nel giardino sottostante. La Villa al momento dell’acquisto possedeva già un importante valore artistico conferitogli dal restauro affidato, nel XVIII secolo, a Ferdinando Fuga. Risalenti al progetto del Fuga sono alcuni capolavori che è tuttora possibile ammirare all’interno del giardino, come la fontana degli undici zampilli e quella dei tritoni. Primo direttore dell’orto fu Pietro Romualdo Pirotta (1884-1928) a cui si deve la realizzazione da zero dell’intera area naturalistica, al tempo costituita solo dall’antico bosco a ridosso del Gianicolo e da due cedri del Libano. Oggi è possibile osservare le più svariate specie vegetali, tra cui il Cedrus deodara, il gruppo dei Dasylirion e millenari Liquidambar orientalis originari della Cina. All’interno dell’orto botanico sono presenti diverse collezioni: dalle palme, il bambù, le gimnosperme, le piante mediterranee o la serra monumentale. Diversi giardini come il roseto, il giardino dei non vedenti, la valletta delle felci, il giardino giapponese, il bosco mediteranno, il giardino dei semplici, o la serra tropicale. Informazioni  È possibile visitare l’orto botanico nei seguenti orari: Da lunedì alla domenica: 9:00 – 18:30 (da aprile a ottobre) Da lunedì al sabato: 9:00 – 17:30 (da novembre a marzo) Biglietteria: Intero € 8,00 (12 – 65 anni) Ridotto € 4,00 (6 – 11 anni e over 65,...

Leggi

Museo di Storia della Medicina

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa     Indirizzo e recapiti Viale dell’Università, 34/a Roma (RM) Telefono 06 49914445 museo.stomed@uniroma1.it www.histmed.it/museo/museo.htm   La collezione, costituita sia da esemplari autentici che da riproduzioni, si è formata con lasciti privati e donazioni, come la Collezione Gorga e la Collezione Pazzini, e con oggettistica proveniente dal Museo Egizio di Torino e dall’Istituto Orientale di Napoli. Tra gli oggetti esposti troviamo una preziosa collezione di vasi medievali da farmacia, vasetti unguentari egizi per la mummificazione, diversi strumenti chirurgici, farmacie portabili, ex-voto e talismani. Ricostruiti anche alcuni ambienti come una farmacia del ‘600 e il laboratorio dell’alchimista. Alle storiche collezioni originarie sono stati aggiunti centinaia di reperti archeologici concessi dalla soprintendenza, come i reperti antropologici provenienti dalla Necropoli Collatina, tra le più vaste di Roma con 2300 tombe datate dal I al III secolo d. C., che ha restituito scheletri di donne col ginocchio fratturato e con protesi odontoiatriche. Si può ammirare l’incredibile varietà di ex voto imperiali di terracotta, tra I e II secolo d. C., a forma di piede, mano, utero e mammelle a simboleggiare la preghiera agli dei per la fecondità o per il risanamento di un arto dolorante. Fino ai pezzi più misteriosi, ancora al centro di studi e dibattiti scientifici, come gli ex voto a mezze teste femminili. Tra i reperti esposti anche il cranio del “Bambino di Fidene” che rappresenta la più antica testimonianza di intervento chirurgico di trapanazione del cranio, un unicum nella storia della civiltà romana d’età imperiale. Il reperto fu ritrovato insieme al resto dello scheletro nel 1995 in una tomba a fossa senza corredo funerario, all’interno di una necropoli di una trentina di sepolture, nella borgata romana di Fidene. Appartirene a un bambino di 5 anni del II secolo d.C. L’intero scheletro, ora ricomposto è adagiato su un letto di sabbia all’interno di una teca che ne stabilizza l’ambiente microclimatico.  ...

Leggi

Museo Nazionale degli Strumenti Musicali

Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Piazza di Santa Croce in Gerusalemme, 9/A Roma (RM) Tel. 06 7014796 – Fax 06 7029862 Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali fu inaugurato a Roma nel 1974, in quella che un tempo era la caserma “Principe di Piemonte”. Ci troviamo nei pressi della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme; il museo conserva al suo interno una quantità enorme, e forse unica al mondo, di strumenti musicali: circa 3000 pezzi, di cui, purtroppo, solo ottocento esposti. Gli strumenti conservati all’interno del museo appartenevano ad una collezione privata del tenore italiano Evan Gorga. Gorga fu il primo ad interpretare Rodolfo nell’ opera di Puccini “la Bohème”. Nella sua attività di collezionismo, Gorga riunì trenta collezioni di oggetti più disparati, ma certamente la collezione di strumenti musicali era quella che rivestiva la maggiore importanza. Evan Gorga è morto nel 1957 a 92 anni ed è a lui che la cultura italiana deve essere riconoscente per aver contribuito alla conservazione di un enorme patrimonio artistico e culturale che altrimenti sarebbe andato disperso. Vi si e’ aggiunta in seguito una incredibile serie di strumenti rari e preziosi, tanto che adesso vi sono più di 3000 pezzi che vanno dall’antichità alla fine del ‘700. Sezioni di strumenti popolari di tutto il mondo e di strumenti-giocattolo, provenienti dal Museo di Palazzo Venezia e dal Museo di Storia delle Tradizioni Popolari. Dei 3.000 pezzi della collezione sono esposti circa 840 strumenti. Attraverso 18 sale viene ricostruita la storia della musica, dai primi strumenti a fiato e percussione del mondo antico greco e romano sino a quelli del nostro secolo. Sono esposti strumenti di musica popolare e colta, religiosa e militare, strumenti della tradizione musicale extraeuropea provenienti dall’Africa, dall’Oceania, dall’America. Tra i pezzi particolari l’arpa Barberini del XVII secolo, il clavicembalo verticale italiano ed il pianoforte costruito nel 1722 da Bartolomeo Cristofori (1655-1732), universalmente riconosciuto come l’inventore di questa tipologia di strumento.    ...

Leggi

Fondazione Roma Museo – Museo del Corso

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 8,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Fondazione Roma Museo – Museo del Corso Via del Corso, 320 Roma (RM) Telefono 06 6786209   Nato nel 1999, per volontà e su impulso del Presidente della Fondazione Roma, il Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, il Museo Fondazione Roma ha realizzato ad oggi oltre 35 mostre temporanee, in collaborazione con i più prestigiosi poli museali internazionali, tra cui il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, il Museo di Stato di San Pietroburgo, il Museo Puškin ed il Museo del Cremlino di Mosca, il Museo del Louvre, il Palace Museum di Pechino, la Gemäldegalerie di Berlino, The Honolulu Academy of Arts, il Whitney Museum of American Art di New York. L’arte e cultura uniscono ciò che è diviso proprio perché sono in grado di creare un codice comune, in cui tutte le barriere vengono abbattute. Il Museo Fondazione Roma intende proporsi come strumento di promozione di questo linguaggio universale: non mero spazio fisico di fruizione dell’arte ma anche luogo di socializzazione, di esperienze condivise e partecipate dalla comunità. Una identità che il Museo ha costruito ed affermato nel tempo attraverso una serie di iniziative collaterali alle mostre, quali incontri tematici, concerti, spettacoli, reading di poesia, iniziative per i bambini ed altre, specifiche per le categorie sociale deboli. Un Museo che mira all’inclusione sociale e allo sviluppo integrale della comunità, attento a valorizzare il passato della città di Roma, il suo patrimonio unico al mondo e, allo stesso tempo, aperto alle correnti artistiche contemporanee, italiane e straniere, come testimoniano le numerose mostre realizzate fino ad oggi, che hanno consacrato il Museo come una delle realtà più autorevoli e dinamiche del panorama culturale nazionale e internazionale. Le esposizioni hanno percorso le epoche e gli stili dell’arte italiana, europea e internazionale, dai Macchiaioli agli Impressionisti, da Rodin a Hopper, da Piranesi al Futurismo. Particolare attenzione è stata rivolta alle culture lontane da quella occidentale, come la Cina della Città Proibita o il Giappone del Maestro Hiroshige. Il Museo si distingue per la peculiarità della sua offerta estetica e per gli originali percorsi di approfondimento culturale, come i seminari, le conferenze, gli spettacoli e gli eventi a tema con l’esposizione in corso. La mostra “Roma e l’Antico. Realtà e Visione nel ’700” ha inaugurato il nuovo spazio espositivo di Palazzo Sciarra. Con l’apertura di questa sede, all’interno dello storico edificio della Fondazione Roma, il Museo ha ampliato la propria programmazione artistica: tale spazio è andato infatti ad affiancare...

Leggi

Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Extraurbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa     Indirizzo e recapiti Piazza Del Risorgimento, 46 Roma (RM) Tel. 06 6896696 – Fax 06 6896696 cgmuseodir@carabinieri.it www.carabinieri.it   Fu istituito nel 1925, per volere del Generale di Corpo d’Armata Petitti di Roreto. L’edificio, già sede della Scuola Ufficiali dell’Arma, presenta sulle facciate, rivestite in pietra sperone, degli elementi decorativi in marmo e travertino, progettati dall’architetto Scipione Tadolini, e sulla facciata principale un rilievo a fascia dello scultore Enrico Tadolini. Il motto dell’Arma, “Nei secoli fedele”, corona il tutto. Il Museo raccoglie documenti, fotografie, quadri, armi, uniformi e cimeli dell’Arma dalla loro istituzione, 13 luglio 1814, fino ai nostri giorni passando per le guerre e campagne alle quali essa partecipò. Annesso al museo vi è il Salone d’Onore con sei tavole murali in gesso a grandezza naturale, raffiguranti i principali servizi che l’Arma svolge in tempo di pace o in guerra, ed il Sacrario dedicato ai propri caduti. Il salone d’onore ospita la prima bandiera dei carabinieri nonché quella del 1946. Il sacrario ospita dei medaglieri in cui vi sono le medaglie d’oro al valor militare e al valor civile. Inoltre vi sono dei cimeli ricordanti Salvo D’Acquisto, delle sculture, 160 tempere raffiguranti le divise dell’arma, 12 pergamene d’arte, dei quadri con tema le “Cave Ardeatine” e “Fiesole” ed altri 40 quadri di artisti dell’800 e del 900.    ...

Leggi

Museo Storico dell’Areonautica Militare

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Extraurbano – Taxi – Treno Visualizzazione ingrandita della mappa     Indirizzo e recapiti Aeroporto Vigna di Valle Roma (RM) Tel. 06 998871 – Fax 06 99887445 aeromuseo@aeronautica.difesa.it www.aeronautica.difesa.it   Il Museo storico dell’Aeronautica Militare è un museo aeronautico situato a Vigna di Valle nel comune di Bracciano (Roma), presso l’omonimo lago, luogo in cui nel 1908 venne costruito e volò il primo dirigibile militare italiano. Gestito direttamente dall’Aeronautica Militare, occupa le strutture che furono prima del Centro Sperimentale Aeronautico e quindi, fino al 1945, del Centro Sperimentale per gli idrovolanti e per l’armamento navale, poi sede di un reparto di Caccia Marittima e quindi di un gruppo di volo del soccorso aereo.[2] Il museo, oltre ai velivoli ed ai motori che rappresentano l’evoluzione dell’aeronautica in Italia, conserva importanti collezioni riguardanti apparecchiature fotografiche, apparati radioelettrici, armi, equipaggiamenti di bordo individuali e collettivi. A completamento è possibile ammirare numerosi oggetti e cimeli legati all’aeronautica gran parte dei quali provenienti da collezioni private. Pur mantenendo un indirizzo tipicamente tecnico e storico, una parte del museo è dedicata all’influenza che ha avuto l’aviazione nell’arte figurativa, esponendo opere dei pittori futuristi Pietro Annigoni, Giacomo Balla, Tato; e pittura contemporanea come l’opera Volo PAPIER froissé di Antonio Papasso. Il museo si sviluppa su una superficie espositiva coperta di circa 13000 m2 suddivisa in quattro hangars, oltre ad un settore esterno all’aperto: Hangar Troster: Ospita il settore che va dagli albori dell’aeronautica sino alla fine della prima guerra mondiale. L’hangar stesso è il più antico presente in Italia ed è stato ottenuto in conto riparazione danni di guerra dall’Austria alla fine del primo conflitto mondiale. All’interno vi sono esposti reperti che risalgono ai primordi del volo come il pallone aerostatico di Garnerin del 1804 o il barchino idroplano di Crocco e Ricaldoni che servì a sviluppare le conoscenze necessarie alla costruzione del primo dirigibile militare italiano, a fianco ai primi velivoli impiegati dalle Forze armate italiane. Hangar Velo: Ospita principalmente i velivoli operanti a cavallo delle due guerre mondiali. Vi si trovano dunque esposti alcuni degli idrocorsa che presero parte alla Coppa Schneider quali il Fiat C.29, i Macchi M.39 e M.67 e il Macchi-Castoldi M.C.72, alcuni oggetti legati alla spedizione polare del dirigibile Italia comandata da Umberto Nobile, tra cui anche una replica a grandezza naturale della navicella del dirigibile, e dei reperti che vogliono ricordare le trasvolate atlantiche organizzate da Balbo. Hangar Badoni: Ospita i velivoli operanti nella seconda guerra mondiale e quelli del primo periodo post-bellico. L’edificio è stato costruito nel 1930 e...

Leggi

Galleria d’arte moderna di Roma Capitale

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: Si Costo: a partire da 6,50 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa     Indirizzo e recapiti Via Francesco Crispi, 24 Roma (RM) Telefono 060608 info@galleriaartemodernaroma.it www.galleriaartemodernaroma.it     È così che ci giunge – a distanza di quasi un secolo – un patrimonio assoluto di Arte Moderna, nonché uno tra i maggiori di Roma Capitale, oggi. Capolavori di scultura, pittura e grafica a firma dei grandissimi artisti che li hanno realizzati tra la seconda metà dell’Ottocento e il secondo dopoguerra, sono la testimonianza del meglio di quell’epoca a Roma e ne raccontano la Storia, non solo dell’Arte. Il primo nucleo della Galleria – acquisito nel 1883 presso l’Esposizione Internazionale di Belle Arti e destinato ad arricchirsi rapidamente – venne inaugurato a Palazzo Caffarelli in Campidoglio. È del 1931 la trasformazione del nome in Galleria Mussolini, e vi si trova, allora, un panorama altamente rappresentativo dell’Arte italiana del secolo precedente. Ma è proprio nel corso degli anni Trenta che la collezione si amplia, con acquisizioni di opere dalle rassegne romane dell’epoca. Sono anni di straordinario fervore creativo, ed infatti entrano a far parte della Collezione opere di Giorgio de Chirico, Mario Mafai, Scipione, Gino Severini, Giorgio Morandi, Giuseppe Capogrossi, Afro, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Mario Sironi e, tra gli scultori, Arturo Martini, Marino Marini, Giacomo Manzù.   L’allestimento attuale nell’antico monastero delle Carmelitane Scalze restituisce al pubblico – a distanza di molti anni dalla chiusura nel 2003 – una Galleria adeguata ai moderni standard museali, in cui ammirare un’accurata selezione di opere tra le tremila parte della Collezione. È un percorso privilegiato tra le tendenze dell’arte italiana post risorgimentale e del Novecento: dal realismo partenopeo di Vincenzo Gemito all’estetica simbolista di Nino Costa e Hirémy Hirschl, dalle interpretazioni Liberty di Adolfo De Carolis e Duilio Cambellotti ai ritratti del Divisionismo romano, si arriva alla cultura artistica tra le due guerre. Qui, si spazia dalla riscoperta di una nuova classicità in Felice Carena al Novecento di Mario Sironi; dal Realismo Magico di Antonio Donghi agli esiti futuristi di Enrico Prampolini, per continuare con i capolavori degli anni Trenta: Scipione e la Scuola Romana per la pittura, Arturo Martini e Marino Marini per la scultura....

Leggi

Palazzo delle Esposizioni

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 12,50 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa     Via Nazionale, 194 Roma (RM) Telefono 06 39967500 info.pde@palaexpo.it www.palazzoesposizioni.it     Il Palazzo delle Esposizioni è un centro culturale tra i più aggiornati in Europa, in continuo e proficuo scambio con le più importanti istituzioni nazionali e internazionali e propone al pubblico un programma ricco e culturalmente poliglotta: dalle mostre d’arte alle rassegne cinematografiche, dal teatro alle esposizioni fotografiche, passando per la musica, la presentazione di libri, l’offerta didattica e gli appuntamenti di studio e approfondimento. Molto amato dai cittadini romani e sempre più frequentato dai turisti più o meno abituali della Città Eterna, questo maestoso palazzo bianco, disegnato a fine ‘800 dall’architetto Piacentini, rappresenta per la città di Roma uno spazio di cultura e suggestioni, capace di proporre ai visitatori progetti qualitativamente elevati, standard tecnologici di eccellenza e politiche di accoglienza degli ospiti attente e moderne. Dalla sua riapertura al pubblico, avvenuta nell’ottobre del 2007, il Palazzo delle Esposizioni ha offerto al pubblico un ricco e prestigioso programma di mostre temporanee ospitando collezioni e artisti che, all’interno dei suoi maestosi spazi, hanno trovato il modo migliore per “dialogare” con la Città di Roma e il suo...

Leggi

MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: Si Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 11,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Via Guido Reni, 4 Roma (RM) Telefono 06 39967350 info@fondazionemaxxi.it www.fondazionemaxxi.it     Il MAXXI è il primo museo nazionale dedicato alla creatività contemporanea  ed è gestito da una Fondazione costituita nel 2009 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ pensato come un polo pluridisciplinare destinato alla sperimentazione e all’innovazione nel campo delle arti, dell’architettura e di ogni manifestazione espressiva del nostro tempo: fotografia, design, formazione, programmi per l’infanzia, conferenze, seminari, rassegne cinematografiche, performance dal vivo. Nel MAXXI, la cui sede progettata da Zaha Hadid ha ridisegnato lo skyline del quartiere Flaminio, risiedono due musei: il MAXXI Arte e il MAXXI Architettura. Il MAXXI possiede un auditorium, spazi destinati a eventi e attività didattica, oltre a due caffetterie, un ristorante, due bookshop e la grande piazza di accesso, con zona wi-fi, che è anche un luogo pubblico per eventi, opere site specific e iniziative correlate.Il MAXXI B.A.S.E. (Biblioteca, Archivi, Studi, Editoria), che ha sede nell’edificio di fronte al museo, costituisce il centro di ricerca del MAXXI. È articolato nelle due sezioni di Arte e Architettura e comprende la Biblioteca e la Mediateca, l’Archivio del Contemporaneo, l’Archivio fotografico del MAXXI Arte, il terminale del Centro Archivi di Architettura. Le collezioni permanenti dei due musei, esposte a rotazione contemporaneamente a mostre temporanee, sono incrementate sia attraverso l’acquisizione diretta di opere che tramite progetti di committenza, concorsi tematici, premi rivolti alle giovani generazioni, donazioni, affidamenti. Fanno parte della collezione del MAXXI Arte oltre 300 opere, tra cui quelle di Alighiero Boetti, Francesco Clemente, Anish Kapoor, William Kentridge, Mario e Marisa Merz, Giuseppe Penone, Cristiano Pintaldi, Gerard Richter. Della collezione del MAXXI Architettura fanno parte gli archivi dei disegni di maestri del Novecento italiano quali Carlo Scarpa, Aldo Rossi, Pier Luigi Nervi, progetti e opere di architetti contemporanei come Toyo Ito, Italo Rota e Giancarlo De Carlo e una collezione di fotografia di autori tra cui Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, Mimmo e Francesco Jodice, Guido...

Leggi

Museo Nazionale di Palazzo Venezia

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 5,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa   Museo Nazionale di Palazzo Venezia Via del Plebiscito, 118 Roma (RM) Tel. 06 6780131 – Fax 06 69994394 sspsae-rm.mpv@beniculturali.it http://museopalazzovenezia.beniculturali.it/   Istituito nel 1921, il museo di palazzo Venezia polarizza il suo interesse attorno alle cosiddette arti applicate. Le sue raccolte si sono formate a partire da un primo nucleo di sculture e opere provenienti da Castel Sant’Angelo, dalla galleria Nazionale d’Arte Antica e dalle collezioni del vicino Museo del Collegio Romano fondato nel seicento dall’enciclopedico gesuita Athanasius Kircher. Il materiale artistico dell’originaria collezione era composto di opere prevalentemente di epoca medievale e rinascimentale, testimonianza di particolari settori dell’arte decorativa come piccoli bronzi, smalti, marmi, ceramiche di manifattura italiana.     Il suo primo ordinamento si deve a Federico Hermanin (1871-1953), Direttore e al tempo stesso Soprintendente alle Gallerie del Lazio e dell’Abruzzo, il quale realizzò un allestimento mirato a far rivivere al visitatore lo spirito degli antichi fasti di una ricca dimora rinascimentale, esponendo, nella parte più antica del complesso architettonico di San Marco, pitture, mobili e arredi del Quattro e Cinquecento. Tra il 1924 ed il 1926 alle collezioni originarie si aggiunsero vari oggetti (interi corredi ceramici, mobili chiesastici, argenterie, oreficerie e paramenti sacri) confiscati agli ordini religiosi soppressi alla fine del secolo scorso e provenienti da varie comunità monastiche sul territorio regionale e da edifici distrutti e pesantemente danneggiati in Abruzzo dal terremoto della Marsica del 1915.Nel 1929 il palazzo fu scelto da Benito Mussolini come sede del Capo del Governo e il museo, che pure conservò formalmente la sua denominazione ed il suo ordinamento, fu praticamente chiuso e divenne visitabile solo dietro autorizzazione degli organi di Pubblica Sicurezza.Dopo la parentesi della guerra, in seguito a consistenti lasciti e a numerose donazioni pubbliche e private, il Museo di Palazzo Venezia ha poco a poco definito la sua fisionomia di grande Museo delle Arti Applicate. Esso conserva materiali artistici di varia natura ed epoche storiche che occupano praticamente tutto il piano nobile dell’edificio (fatta eccezione per i saloni monumentali e l’Appartamento Barbo): gli ampi locali dell’Appartamento Cybo; il Passetto dei Cardinali e tutte le sale storiche che si snodano lungo il perimetro del Palazzotto San Marco. Vi sono conservati: collezioni di dipinti su tavola e su tela dei secoli XV-XVIII, pastelli settecenteschi nonché miniature e ventagli; una ricca serie di sculture lignee italiane e tedesche; una pregevole collezione di bozzetti e rilievi in terracotta del ‘500 e ‘600; marmi altomedievali e rinascimentali; matrici sigillari, smalti, oreficerie...

Leggi

Giardini Vaticani

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 31,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Metropolitana – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa Giardini Vaticani Viale Vaticano Roma (RM) Tel. 06 69884676 – Fax 06 69873250 visiteguidategruppi.musei@scv.va info e prezzi I giardini vaticani sono il luogo di riposo e di meditazione del Romano Pontefice sin dal 1279, quando papa Niccolò III (Giovanni Gaetano Orsini, 1277-1280) riportò la residenza papale dal Laterano al Vaticano. All’interno delle nuove mura, che fece erigere a difesa della sua residenza, il Papa fece impiantare un frutteto (pomerium), un prato (pratellum) e un vero e proprio giardino (viridarium); questo primo nucleo sorse nei pressi del colle di Sant’Egidio, dove oggi si trova il Palazzetto del Belvedere ed i Cortili dei Musei Vaticani. Il periodo di maggiore sviluppo architettonico dei Giardini è comunque tra il Cinquecento e il Seicento, quando vi lavorano artisti e architetti come Donato Bramante e Pirro Ligorio (sua è la Casina di Pio IV), oltre a pittori e incisori che ritraggono la bellezza del luogo, tra i quali Antonio Tempesta, Giovanni Magari e Giambattista Falda. La cultura, l’arte e la filosofia rinascimentale influenzano i giardini non solo attraverso l’architettura stessa, ma anche con la costruzione di bellissime fontane, statue e tempietti. Grandi sono le testimonianze storico-artistiche rinvenibili nei giardini: dagli stessi giardini sono ancora visibili, ad esempio, le antiche Mura Leonine in due tratti: quello più antico vicino alla Palazzina della Zecca, in prossimità della Fontana del Sacramento(detta anche delle Torri) e l’altro tratto, restaurato da Niccolò V, visibile sul colle insieme alle due grandiose torri circolari, dette torre della Radio e Torre Gregoriana (la cui seconda è il luogo usato prima da Leone XIII per l’edificazione di una palazzina utilizzabile come residenza estiva e poi, trasformata, diventerà nel 1891, la sede della Specola Vaticana, grazie all’apposito motu proprio di Leone XIII Ut mysticam). Innumerevoli sono anche le fontane, tutte di straordinaria bellezza, delle quali va ricordata in particolare quella della Galera. Essa è il risultato di tre secoli di elaborazioni e cambiamenti che l’hanno resa ancora più scenografica. Un magnifico galeone che spara getti d’acqua dai suoi cannoni, tanto che Papa Urbano VIII la celebrò con un distico latino: “Bellica Pontificem non fundit machina flammas/Sed dulcem belli qua perit ignis aquam” (La macchina da guerra dei papi non spara fiamme, bensì la dolce acqua che della guerra spegne il fuoco). Anche notevole è la fontana dell’Aquila, probabilmente la più cara ai romani: “vera e propria mostra dell’Acqua Paola a Roma, destinata a fare da pendant all’altra grande mostra, cioè al Fontanone del...

Leggi

Mondo Bizzarro Gallery

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Lunghezza e Tempo di Percorrenza:  150 mt – 7 min Parcheggio auto: SI Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Metropolitana –  Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa   Mondo Bizzarro Gallery  Via Reggio Emilia 32 c/d 00198 Roma (RM)   Mondo Bizzarro Gallery, galleria internazionale d’arte contemporanea, nasce a Bologna nel 1995 con l’intento di promuovere nuove tendenze artistiche. Nel settembre 2004 la galleria si trasferisce da Bologna a Roma, nella nuova sede di via Reggio Emilia 32 c/d (zona Porta Pia), a due passi dal MACRO (Museo di Arte Contemporanea di Roma), offrendo al pubblico della Capitale una nuova vetrina per l’arte d’avanguardia. L’ispirazione maggiore è uno specifico coacervo di differienti provenienze, Street culture, Tattoo, musica indipendente, cinema alternativo, Fetish, freaks, Cultura ed estetica circense, estetica e filosofia gotica e rinascimentale e fumetto anni ‘60.   In Italia ha presentato in anteprima alcuni fra i maggiori esponenti della pittura figurativa americana, diversi maestri della fotografia erotica e alcuni esponenti di rilievo dell’arte giapponese contemporanea, mantenendo sempre vivo l’interesse per i talenti emergenti. Forte della sua, ormai decennale esperienza, Mondo Bizzarro Gallery continua mensilmente a proporre una programmazione audace e spregiudicata sia nello spazio principale che nella sua neonata Project Room. Nella stessa sede della galleria si trova anche l’omonima libreria (Mondo Bizzarro Bookshop), specializzata in nuova arte figurativa, arte erotica , urban art, tattoo art e controcultura. Ai libri e alle riviste specializzate si aggiungono stampe d’autore, litografie numerate, poster e opere a tiratura limitata. Ingresso gratuito Lun-Sab dalle 12-20 / Domenica 16-20 Raggiungibile facilmente con i seguenti autobus: 3, 19, 36, 38, 90, 490, 495 La metropolitana più vicina è POLICLINICO (linea...

Leggi

20 Art Space

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Lunghezza e Tempo di Percorrenza:  250 mt – 7 min Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Metropolitana –  Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa 20 Art Space Via XX Settembre, 12 00187 Roma (RM) Nel centro storico di Roma, il nuovo prestigioso e ampio spazio espositivo (circa 500 mq), è ideato per ospitare mostre di grande rilievo e valenza internazionale. Avvalendosi dell’approfondita ricerca condotta da un importante studio di architettura americano, specializzato nel settore, la struttura si colloca all’avanguardia rispetto a realtà già esistenti. La galleria 20 Art Space alterna mostre di artisti già riconosciuti internazionalmente a giovani talenti avviati ad un percorso parimenti prestigioso. Attraverso mostre ed eventi estremamente mirati, essa si prefigge di costituirsi come autentico riferimento culturale della città di Roma: un punto di confluenza delle più variegate tendenze culturali internazionali legate all’ attualtà più dinamica. Obiettivo della galleria è, in conclusione, di promuovere l’arte in italia attraverso scambi di artisti nazionali di conclamata fama con artisti di altre nazioni di pari notorietà, mediante mostre ed eventi polifunzionali di pittura, scultura, installazioni, e quant’altro proposto dalla “cultura” contemporanea. Ingresso gratuito. Raggiungibile con i trasporti pubblici: Metropolitana (linea A) Repubblica Teatro...

Leggi

Pin It on Pinterest