Ciajkovskij all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Ciajkovskij all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia  “Suite Ciajkovskij. il favoloso mondo di Pëtr Il’ič tra fiabe e concerti”. In concerto all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia – Auditorium Parco della Musica con tre capolavori del balletto classico “Lo Sciaccianoci”, “La Bella Addormentata” e “Il Lago dei Cigni” rispettivamente il 3 luglio, il 10 luglio e il 17 luglio il favoloso mondo di Pëtr Il’ič tra fiabe e concerti. Sotto le stelle e cullati dalla musica di uno dei più grandi compositori tardo romantici questo festival d’estate vi porterà lontano dal vostra caotica e stressante vita quotidiana regalando ad adulti e bambini uno spettacolo da sogno. Ciajkovskj che incosapevolmente rivoluzionò un genere con la sua portata immaginaria del mondo fiabesco in cui si può fare tutto cio che vogliamo in contrapposizione alla vita emotivamente complicata e ardua dell’autore, in cui la vita reale è meno piacevole rispetto ai ricordi infantili. Nei suoi balletti la musica non è solo di sfondo alle coreografie dei ballerini ma una valenza drammatica che rappresenta tutta la storia e che irrompe nelle abitudini della danza fin dell’epoca romantica. A Completare il programma ci sono due composizioni essenzialmente suscitate: Il “Primo Concerto per pianoforte” accattivante e ricco di melodie tratte dalla tradizione ucraina e Il “Concerto per violino”, un caposaldo del repertorio, che è stato composto durante un viaggio all’estero nel 1878 e dedicato al giovane violinista Josef Kotek. Giovedi 3 Luglio 2014 Sala Santa Cecilia ore 21 Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Alexander Sladkovsky direttore Edoardo Zosi violino Ciajkovskij Marcia Slava Concerto per violino Lo Schiaccianoci: atto II Giovedi 10 Luglio 2014 Sala Santa Cecilia ore 21 Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Alexander Sladkovsky direttore Giuseppe Andaloro pianoforte Ciajkovskij Capriccio italiano Concerto per pianoforte n. 1 La Bella Addormentata: suite dal balletto Giovedi 17 Luglio 2014 Sala Santa Cecilia ore 21 Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Gaetano D’Espinosa direttore Ciajkovskij Il Lago dei Cigni: suite dal balletto Eugen Onegin: Polacca e Valzer Ouverture 1812 Biglietti: Carnet 3 concerti: da 36 a 84 Euro Platea: € 35 Galleria 1-4-5-7: €25 Galleria 2-3-6:  € 15 Galleria 8:  € 30 I biglietti possono essere acquistati anche presso: Botteghino Auditorium Parco della Musica Viale Pietro De Coubertin Infoline: tel. 068082058 Prevendita telefonica con carta di credito: dall’Italia tel. 892982, dall’estero +39 02 600 60 900 Call Center Zètema tel. 06.06.08...

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La Notte della Taranta

“La Notte della Taranta”. Un evento di Luglio Suona Bene 2014 “La Notte della Taranta”. Evento che il 27 Giugno aprirà la grande stagione di concerti all’aperto di “Luglio suona bene” all’Auditorium Parco della Musica, in cui verranno riproposti i frangenti più importanti dell’edizione 2013 del grande concerto del festival omonimo. Sarà Giovanni Sollima il maestro concertatore che è stato chiamato a effettuare una rilettura dei brani della tradizione salentina, musicista con formazione classica e studioso dei madrigali di Gesualdo da Venosa e il repertorio barocco, è autore e interperete di molta musica moderna, appassionato di Philip Glass e Steve Reich, collaboratore di Bob Wilson, Peter Greenaway, Carolyn Carlson e ha fondato l’orchestra dei cento violoncelli che nel recente Primo Maggio si è esibita in concerto. Con lui ci saranno molti artisti ospiti che si confronteranno con la tradizione salentina attraverso la loro musica e la loro danza. Ma ci saranno altresì alcune intrepretazioni soliste di diversi artisti salentini di vecchia data dell’Orchesta Popolare “La Notte della Taranta” che hanno ottenuto un dimensione artistica elevata e inpendente. Nel Grande concerto conclusivo del Festival vengono rivisitati, insieme al nuovo maestro concertatore, tutti i brani tradizionali con la collaborazione di artisti nazionali e internazionali conosciuti. L’Orchestra Popolare “La Notte della Taranta” ad oggi composta da 30 artisti di pizzica e musica popolare provenienti dal salento. Nata nel 2004 su un nucleo di artisti dei precedenti festival dal 1998 che era “L’Ensemble La Notte della Taranta” e dalle audizioni effettuate dai maestri durante gli anni è rinata quella attaulamente viene chiamata l’Orchestra “La Notte della Taranta”. Rappresenta al giorno d’oggi la memoria “sonora” e l’eblema più importante di un avvenimento tradizionale della pizzica renaissance e un modo per promuovere la tradizione culturale con l’intento di farle varcare i confini locali, portando musica, suoni e voci salentine in ambienti dove ancora non sono conusciuti. Info & Ticket: Auditorium Parco della Musica Venerdi 27 Giugno 2014 Cavea ore 21.00 Orchestra Popolare “La Notte della Taranta” diretta da Giovanni Sollima Biglietti: Parterre/Tribuna Centrale: € 30 Parterre Laterale/Tribuna Mediana: €25 Tribuna Laterale: € 15 Per prenotazioni: Cooperativa Sociale IL SOGNO a.r.l. Viale Regina Margherita, 192 Tel....

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Metaformismo al Chiostro del Bramante

Metaformismo. L’Arte Contemporanea nelle antiche dimore In mostra nei rinomati spazi espositivi del Chiostro del Bramante dal 20 Giugno del 2014 al 20 Luglio 2014. Prodotta da DART Chiostro del Bramante, è curata e ideata da Giulia Sillato, storico dell’arte di scuola longhiana. La Rassegna conta 60 opere d’arte pittori ca e plastica, con un catalogo edito dall’Editoriale Giorgio Mondadori. Il Metaformismo è un principio linguistico unitario, che è presente in tutte le espressioni artistiche del Novecento, e si basa su un sistema di analisi dell’arte contemporanea e sullo studio di numerose rassegne, ideate e curate da parte di Giulia Sillato in siti museali di prestigio culturale a partire dal 1994 ad oggi chiamato Metaforma. Sottointesa dell’arte antica, dal cui ambito viene anche l’autore, da cui hanno origine fenomeni artistici indicati con le parole astratto, minimale, informale, espressionista e tanti altri. Entrano quindi a far parte del Metaformismo tutte quelle forme di arte che si integrano e che affinano la comunicazione con le Avanguardie del Novecento adattandolo ai livelli concettuali e tecniche della nostra contemporaneità. L’intento è quello di presentare un nuovo orientamento critico per esprimere un miglior qualifica alla poliformia delle arte espressive odierne. L’antico e il moderno che sono insite  dell’uomo trovano una naturale evoluzione proprio attrave rso di esso che ne fa da tramite e il Metaformismo focalizza meglio questo procedimenti “trans-forma-tivi” del linguaggio perchè espone le molteplici e incatturabili metamorfosi della forma. Ne troviamo esempio negli artisti presenti alla mostra provenienti da tutta italia con le loro opere di forma classica che vengono trasposte in forme geometriche dell’artista Saverio Magno, in forme assottogliate e appiattire per Massimo Fumati, in forma di icona per Emilio Belotti, in forme composte, organizzate e disorganizzate per Marco Tulipani che poi generano nuove Forme di Colore come per Emanuel Franchin o Forme di Materia per Daniele Bruno e per Pier Domenico Magri o ancora Forme di Fantasia per Enzo Devastato, fino ad arrivare alle Forme di Concettualità di Martino Brivioe  Adriana Collovati. Non manca da questo quadro approfondito la scultura che con la sua tridimensionalità che generano evoluzioni genetiche “metaformali” più deduttivi come per l’artista Gennaro Braci. Sono tutte forme convertite in una specie di metamorfosi genetica e hanno l’esigenza di un esame critico globale, ma anche che si adegui agli orientamenti e alle scelte della sensibilità artistica dei nostri giorni. Info & Ticket: Chiostro del Bramante Presentazione mostra Giovedì 19 giugno 2014 ore 17.30. Interverranno Giulia Sillato e Carlo Motta. Ingresso Libero: Aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 Tel:  06...

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Festival dell’ Oriente, lasciati travolgere dalla magia

Festival dell’ Oriente, lasciati travolgere dalla magia Il Festival dell’ Oriente ritorna alla Fiera di Roma, dal 30 Maggio al 2 Giugno. In quattro giorni Cina, Giappone, Thailandia, Marocco, Filippine, Indonesia, Vietnam, Malesia, Mongolia, Tibet, Birmania, Nepal, Cambogia, Corea e tanti altri Stati Orientali, ti daranno la possibilità di avvicinarti a Paesi così lontani. Un concentrato di mostre fotografiche, stand e bazar, assaggi di gastronomia tipica, cerimonie tradizionali, spettacoli folkloristici, danze e concerti. Potrete sperimentare su voi stessi le terapie olistiche e le discipline bio-naturali come l’ayurvedica, i fiori di Bach, lo Yoga, la meditazione, il Theta Healing, i massaggi e tanto altro ancora. Chi è incuriosito dalle religioni e dalla spiritualità di questi Paesi, può approfittare del Festival dell’ Oriente per partecipare a workshop e convegni sul Buddismo, Taoismo, Scintoismo, Confucianesimo e in merito allo Zen (un insieme di scuole buddhiste giapponesi). Il confronto diretto è previsto grazie alla presenza di monaci tibetani e monaci Shaolin, i rappresentanti di Osho, maestro spirituale indiano di fama internazionale, il Maestro Ramacandra Das, sacerdote della tradizione Bhakti Vaisnava, una delle correnti devozionali dell’induismo, assieme agli Hare Krishna e rappresentanti di altre culture. Il Festival dell’ Oriente in collaborazione con “Il mondo che vorrei”, offre la possibilità di visitare una sezione dedicata alla natura, alla salute e al benessere. Un’area in cui sarà possibile riscoprire la natura in un’ottica green, un viaggio alla scoperta di sé, attraverso la presentazione di un nuovo stile di vita sostenibile e in conformità con le leggi della natura. È possibile trovare prodotti equo solidali o assistere a conferenze e workshop sulle energie rinnovabili, il turismo consapevole e le terapie alternative mirate al benessere fisico e mentale. Info&Costi: L’ingresso al Festival dell’ Oriente è di €10,00 (intero) e €8,00 (ridotto). I prezzi comprendono l’ingresso alla sezione ” Il Mondo che vorrei” . Orari:...

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Spazio Tempo in Mostra al Venanzo Crocetti

“Spazio Tempo” in Mostra al Museo Venanzo Crocetti In mostra le opere di Vincenzo Vanin al museo Venanzo Crocetti in Via Cassia dal 5 al 28 Aprile. Vanin dice delle sue opere “Inesorabilmente mi affanno ad esprimere un mondo nuovo, un mondo che non conosco ma dentro di me fortissimamente sento”. E infatti, nelle sue opere emerge la sua percezione del mondo interiori. Il vorticare di colori accesi imprime un movimento tra spazio e tempo creando forze dominanti e corpose, dando vita a entità sconosciute che si proiettano verso l’infinito. Vincenzo Vanin è nato a Quinto di Treviso, ma già da adolescente si trasferisce a Venezia, dove si dedica alla pittura e al mosaico con il Prof. Georgini, suo insegnate all’Istituto  Statale d’Arte. Nei periodi estivi affianca il Prof. Gatto, durante questa amicizia e collaborazione Vanin approfondisce la sua immagine della realtà, la tecnica del mosaico e del restauro per ridelineare i termini di una nuova realtà. Finiti gli studi si reca in Canada, dove, grazie alla sua tenacia e alla sua forza di volontà, riesce a fondare lo studio Church Art Studio dando vita ad alcune delle sue opere religiose più famose. Si tratta soprattutto di mosaici da inserire nelle chiese e nelle scuole dell’Ontario. Tornato in Ialia nel 1973, frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Venezia al fianco del maestro Emilio Vedova. Anche questo periodo è contraddistinto da creazioni religiose, come le Pale d’Altare della chiesa di Fagarè della Battaglia a Treviso, il mosaico del Battistero e il lunotto della porta centrale di Roncadelle a Treviso. Ma la sua assidua frequentazione con Emilio Vedova lo porta a una nuova scoperta dell’arte. Non più l’arte per la religione, ma l’arte in quanto ricerca della spazialità dinamica e della gestualità. Con i dipinti e i mosaici di questo rinnovamento artistico, sono state organizzate mostre e d esposizioni in varie parti del mondo: New York, San Francisco, Tokyo, Shanghai, Austria, Germania, Lussemburgo, Museo Zilina (Slovacchia), Praga, Scuderie del Quirinale (Roma), Museo Canova (Treviso), Museo Ca’ da Noal (Treviso), Villa Nazionale Pisani (Venezia), per ritornare quest’anno a Roma. Attualmente ha un rapporto costruttivo con importanti artisti quali Alex Minarcic, Pierre Restany e Milan Mazur. La Mostra sarà inaugurata il 5 Aprile alle ore 18.00. Gli orari di apertura del Museo sono: Lunedì Giovedì e Venerdì 11.00-1300 e 15.00-19.00. Sabato e Domenica 11.00-18.00 (il Museo resterà chiuso i giorni 20, 21 e 25 aprile). La mostra si concluderà il 28 aprile. Ufficio Stampa: Serena Fergola 339.2612994 s.fergola@libero.it – immagini e info:...

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Art-O-Bama in Mostra a Spazio 5

“Art-O-Bama” in Mostra a Spazio 5 Sessanta opere del maestro Carlo Riccardi in mostra per dare il benvenuto al presidente Barack Obama in visita a Roma il 26  il 27 Marzo 2014. Sarà possibile visitare la mostra dal 26 marzo al 23 aprile a Spazio 5, via Crescenzio 99/d. L’ingresso è gratuito. La mostra riprende alcune delle più famose testate giornalistiche nazionali e internazionali, come il Corriere della Sera, il The New York Times, la Repubblica, La Stampa, il Sole 24 Ore,  Le Figaro, e altri importanti giornali, che espongono in prima pagina le foto del presidente in occasione sia della prima che della seconda elezione. Carlo Riccardi, pittore e fotografo, nasce nel 1926 a Olevano Romano. Inizia la sua carriera come ritoccatore in uno studio di foto-pittura, fino al 1940, anno in cui inizia una nuova vita professionale che lo porta a diventare il paparazzo più famoso degli anni ’50 in Italia. E’ il periodo dei primi anni della Repubblica, del boom economico, del neorealismo, delle grandi produzioni hollywoodiane. Carlo Riccardi inizia così con i suoi primi scatti, a immortalare tutti i personaggi famosi che sono passati per la città eterna. Diventa il paparazzo della “Dolce Vita”. Carlo Riccardi è conosciuto anche come “‘l’uomo dei sei Papi”, grazie ad alcuni dei suoi scatti che hanno immortalato Pio XII, Paolo VI, Giovanni XXIII, per poi passare a Papa Luciani, Giovanni Paolo II e, infine, Benedetto XVI. Le sue foto sono esposte in biblioteche e mostre e fanno il giro del mondo. Con la stessa dedizione e passione che lo contraddistingue nella fotografia, Carlo Riccardi si adopera anche nella pittura. Come pittore è diventato famoso per le sue tele a metraggio. La più famosa è la maxi tela di 800 metri dipinta nel 1978, dopo l’elezione di Papa Wojtyla. E’ una mostra composta da 25 quadri dedicati alla Polonia, esposti nell’aula Nervi in Vaticano. Il nome della mostra fu “Cattedrali a Cracovia, omaggio al Papa”, la mostra fu inaugurata dallo stesso pontefice Giovanni Paolo...

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Modigliani in Mostra al Museo Palazzo Cipolla

“Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La Collezione Netter.” In Mostra a Palazzo Cipolla aperta fino al 6 Aprile 2014 Modigliani, Soutine e gli altri artisti maledetti, come Utrillo, Suzanne Valadon, Kisling vissero e dipinsero a Montparnasse negli anni venti del XX secolo, durante i cosiddetti Anni Folli. Montparnasse all’epoca era un noto quartiere parigino, centro culturale di avanguardia e luogo di incontro di artisti e intellettuali: è proprio in questo quartiere che si è scritta la storia artistica della Francia e dell’occidente. Uno dei personaggi di spicco di questo periodo era Jonas Netter, un ebreo di origine alsaziana, estimatore di dipinti, che è riuscito ad acquistare moltissimi dei quadri dei cosiddetti “pittori maledetti” quando erano ancora sconosciuti, in modo da acquistarli a basso prezzo. Marc Restellini, il curatore della mostra, nonché fondatore (nel 2004) e presidente della Pinacothèque de Paris, voleva da tempo organizzare una mostra con la sua collezione d’arte, e c’è riuscito dopo moltissimi anni. Purtroppo, infatti, di Jonas Netter si hanno scarse notizie, poiché è stato il più riservato ed anonimo fra i grandi collezionisti europei d’inizio Novecento, così come il resto della sua famiglia, per cui Restellini non riusciva a rintracciare tutte le opere della collezione. Negli anni venti, la maggior parte degli artisti di Montparnasse viveva una vita dissoluta dedita all’alcool e alle droghe, per cui muoiono tutti in giovane età e, nell’ultimo periodo della loro breve vita, cambiano il loro modo di intendere la pittura. Anche Modigliani, così come i pittori a lui contemporanei, ha un “ultimo stile”, caratterizzato dalla pittura dei ragazzi, delle servette, dei bambini, delle teste appena reclinate, a cui appartiene il miracolo della Bambina in azzurro, datato 1918. Quest’opera, che è possibile ammirare alla mostra, racconta già la strada delle fine, la rarefazione, la solitudine, la semplicità assoluta, l’assenza. Oltre a questo dipinto, la mostra ne presenta altri che non si vedono da molti anni. Fra questi, emergono i due ritratti di Jeanne Hébuterne, sua compagna, e quello di Soutine. La mostra «Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter» ha trovato un primo riscontro alla Pinacothèque de Paris, subito dopo è stato possibile ammirarla a Milano al Palazzo Reale e adesso si trova a Roma, a Palazzo Cipolla, su Via del Corso. La mostra resterà aperta fino al 6 aprile 2014. Info&Prezzi   39 06 98373328   www.ticket.it/modigliani Intero € 13,00 (audio-guida inclusa) Ridotto € 11,00 (audio-guida inclusa) 65 anni compiuti (con documento); ragazzi da 11 a 18 anni non compiuti; studenti fino a 26 anni non compiuti (con documento); militari di leva e appartenenti alle forze dell’ordine; portatori di handicap. Ridotto Gruppi € 10,00 (prenotazione obbligatoria, min 15 max 25 pax, microfonaggio obbligatorio) Ridotto Scuole € 5,00 (prenotazione...

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Spinario in mostra ai Musei Capitolini

Spinario “Storia e Fortuna” In Mostra ai Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori dal 5 Febbraio al 25 Maggio 2014 Si dice che questa statuetta in bronzo rappresenti Ascanio-Iulio, figlio di Enea, fondatore delle gens iulia, dinastia alla quale apparteneva Giulio Cesare. In realtà le congetture fatte su tale statuetta sono moltissime. C’è chi sostiene che sia Podaleiros, figlio di Asklepios, guaritore dei piedi, chi dice che sia un ex voto atletico, e chi, infine, afferma che sia una semplice scenetta di genere. La leggenda vuole che un pastorello romano, chiamato Gnaeus Martius, nel tragitto percorso per consegnare un messaggio al Senato, ignorò una spina che gli si era conficcata nel piede e che levò solo a compimento della missione. Di sicuro è risaputo che venne creata nel XII secolo e venne donata al Popolo Romano da parte di Papa Sisto IV assieme ad altri bronzi lateranensi nel 1941. Durante il rinascimento, lo Spinario venne ripetutamente copiato, tanto è vero che il Brunelleschi ne ha riproposto una copia per il portone del Battistero di Firenze. Nel 1798 Napoleone si impossessò della statua e la espose al Louvre dove restò fino al 1815. Oltre allo Spinario, saranno presentate 45 opere fra bronzetti, disegni e quadri ispirati a questo capolavoro a tracciare la linea del successo ottenuto nel tempo. Da uno studio più dettagliato sulla statuetta è emerso che lo Spinario è un assemblaggio di due parti, il corpo e il capo, ascrivibile a età diverse: il primo di epoca ellenistica (III-I a. C.), il secondo di stile severo (IV a. C.) All’origine, probabilmente, lo Spinario è stata creato per diventare una statua da esterni per abbellire un giardino di qualche dimora o proprietà ecclesiastica, per cui assunse subito un significato biblico. In quanto simbolo della morale religiosa, la spina del piede dello Spinario rappresenta il nemico nascosto sul cammino dell’anima inquieta e incauta. L’atto di estrarre la spina, invece, si è trasformato già in età antica in una metafora del dolore procurato dall’innamoramento, che ne ha decretato la grande...

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La Rai in Mostra al Vittoriano

La Rai in Mostra al Complesso del Vittoriano La Mostra ”1924-2014. La RAI racconta l’Italia” per celebrare il passato e per guardare al futuro. La Rai in Mostra al Complesso del Vittoriano per festeggiare 60 anni di Televisione e 90 anni di Radio. L’ esposizione dal 31 Gennaio al 30 Marzo 2014 è gratuita e aperta al pubblico. La Rai in Mostra apre con una ricca collezione di costumi di scena che offre una panoramica dell’evoluzione della moda italiana, dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri. Subito dopo segue una sezione, chiamata “RAI: Una bella impresa italiana”, in cui sarà possibile consultare il materiale d’archivio, verbali e ordini di servizio dalle origini dell’azienda. Unicità della mostra è la ricostruzione di un set originale degli anni Sessanta, che permette agli spettatori di calarsi nel “dietro le quinte” di un programma televisivo. E’ stata allestita anche una sezione riguardante la televisione pubblica e una sulla storia della radio. La prima è raccontata attraverso otto canali tematici, ciascuno dei quali affidato ad un testimonial d’eccezione: la Cultura ad Andrea Camilleri, la Scienza a Piero Angela, la Politica a Bruno Vespa, l’Economia ad Arnaldo Plateroti, la Storia dell’Informazione a Sergio Zavoli, la Società a Piero Badaloni, lo Spettacolo ad Emilio Ravel ed infine lo Sport a Bruno Pizzul. Mentre la parte dedicata alla storia della radio pubblica è raccontata dal giornalista Marcello Sorgi. All’ Inaugurazione della Mostra era presente il presidente Napolitano, accompagnato dal presidente RAI Anna Maria Tarantola e dal direttore generale Luigi Gubitosi. Erano presenti anche i Consiglieri di Amministrazione della RAI,  il Ministro per i Beni Culturali e il Turismo e il sindaco di Roma Ignazio Marino. La RAI ha portato il mondo in casa degli italiani, ha raccontato gli avvenimenti politici, storici, culturali e scientifici – ha fatto notare Tarantola – ha narrato la vita quotidiana e i mutamenti dei costumi, costituendo non solo un servizio pubblico, ma un patrimonio nazionale. Attraverso la televisione e la radio, ha veicolato informazione, cultura e svago nelle case, esprimendo anche i sentimenti unitari della nazione e identificandosi con la sua crescita culturale e civile». Orari: Dal Lunedì al Giovedì dalle ore 9.30 alle ore 18.30 Venerdì, Sabato e Domenica dalle ore 9.30 alle 19.30. Ingresso...

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Baci Perugina in Mostra al Vittoriano

Baci Perugina in Mostra al Vittoriano Quest’anno San Valentino è stato ancora più dolce con la Mostra dei Baci Perugini al Vittoriano. L’esposizione chiamata “Baci Perugina. Un amore italiano“ è aperta a pubblico fino 23 Marzo 2014. Baci perugina in mostra per gli innamorati ed i single, passando per i bambini, forse i più appassionati di cioccolata se non altro perché non hanno ancora scoperto i suoi “postumi”. L’ingresso per nostra fortuna e’ del tutto gratuito, il che ci permette di poter godere maggiormente del “gusto” della Mostra, perché di questo si tratta. I Baci Perugina nascono nel 1922, in maniera del tutto casuale, da Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni. Si narra che la Spagnoli non volesse sprecare i rimasugli di noccioline che provenivano da altri prodotti dolciari di sua produzione, così quasi per caso mescolando le noccioline al cioccolato creò quelli che sarebbero stati i cioccolatini più famosi al mondo. All’inizio sembra fossero chiamati “cazzotti”, per poi essere rinominati in seguito con il nome che conosciamo noi oggi “Baci Perugina”. Sull’idea del nome ci sono un po’ di controversie, chi attribuisce il nome a Giovanni Buitoni e chi ad una cara amica della Spagnoli. Caratterizzati dal bigliettino d’amore all’interno del cioccolatino, il cosiddetto cartiglio, vengono scambiati in tutte le occasioni da San Valentino, per l’appunto, ai compleanni. I Baci Perugina in Mostra vogliono offrire al grande pubblico l’opportunità di poter conoscere le varie tappe della storia italiana tramite l’evoluzione, che ha investito il cioccolatino in quest’ultimo secolo. La Mostra è suddivisa in due sezioni: la prima racconta la storia dell’azienda tramite l’esposizione di oggetti, fotografie e confezioni; la seconda parte è incentrata sulla “comunicazione” che in questi ultimi 90 anni e’ stata realizzata per il marchio e i prospetti strategici per guardare al futuro e ai nuovi media. I Baci Perugina in Mostra presentano la campagna “Autografi d’Amore” che ha permesso ad alcuni personaggi famosi, tra cui Claudio Amendola e Francesca Neri, di cimentarsi nel ruolo di aspiranti poeti d’amore e di poter indossare almeno una volta nella vita ali con arco e freccia al seguito....

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