Villa Torlonia

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: Si Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa   Villa Torlonia   Villa Torlonia, la più recente delle ville nobiliari romane, conserva ancora un particolare fascino dovuto all’ originalità del giardino paesistico all’ inglese e alla ricca quantità di edifici ed arredi artistici disseminati nel parco. L’ingresso monumentale alla villa si trova su Via Nomentana all’ altezza del civico 68 ed è segnalato da due tempietti su colonne ioniche e due lanterne sormontate da aquile sui montanti della cancellata in ferro battuto. La sistemazione attuale della residenza, che non è aperta al pubblico, è quasi interamente dovuta all’architetto Caretti. Per opera sua, l’ingresso principale del palazzo venne ribaltato in direzione di Via Nomentana con l’aggiunta di un maestoso colonnato. Di particolare interesse: l’Obelisco in granito rosa, fatto scolpire a Baveno da Alessandro Torlonia e innalzato nel 1842; la Colonna Onoraria e il Teatro, che richiama la grandiosità del Pantheon; il Villino Medievale costruito dai figli per Giulio Borghese che vi risiedette fino alla morte, avvenuta nel 1915; la Limonaia, un semplice edificio che reca sulla facciata principale gli stemmi dei Colonna e dei Torlonia (a memoria del matrimonio fra Alessandro Torlonia e Teresa Colonna); il Villino dei Principi, in stile neorinascimentale decorato dal Caretti; le Scuderie Vecchie, caratterizzate da una bella scultura in marmo in forma di testa di cavallo; le Scuderie Nuove, un basso edificio giallo che ora ospita un centro anziani; il Villino Rosso, che ospita la sede dell’Accademia delle scienze; la Serra Moresca, ispirata all’architettura della moschea di Cordova e dell’Alhambra di Granada; il Campo dei Tornei, una vasta piazza d’ispirazione medievale su cui si trovano tre padiglioni puntuti, chiusi con assi di legno; la Casina delle Civette, creata dall’architetto Jappelli come capanna svizzera; il tempio di Saturno, ornato di bassorilievi che insieme al Ninfeo sono state le uniche costruzioni a scampare alla distruzione dopo che parte del giardino fu espropriata per allargare la Via Nomentana. Cenni storici: Il capostipite della famiglia Torlonia, il francese Benedetto Tourlonnais, si stabilì a Roma intorno alla metà del XVIII secolo, avviando fortunate attività commerciali. Queste culminarono con l’apertura di una banca che portò Giovanni (1754-1829), il primo dei Torlonia nato a Roma, a diventare arbitro fra lo Stato Pontificio e la Francia. In breve tempo accumulò un patrimonio che oscurava quello delle più antiche famiglie romane. L’ascesa sul piano economico dei Torlonia venne affiancata da un’ascesa sociale che portò Giovanni ad acquisire vari titoli nobiliari tra cui il titolo di Marchese di Romavecchia e Turrita. Nei primi anni dell’ottocento Giovanni Torlonia incaricò l’architetto...

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Museo Storico dei Vigili del Fuoco

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa     Museo Storico dei Vigili del Fuoco  Via Marmorata 15 Roma (RM) Telefono 06 5746808 http://www.vvfroma.it/museo      Trasferita dalla Scuola Antincendi di Capannelle alla storica Caserma dei Vigili del Fuoco al Testaccio, la raccolta abbraccia un vastissimo arco di tempo, dal III secolo d.C. quando già esistevano le militia vigilum, prime organizzazioni per fronteggiare i pericoli del fuoco, fino ai nostri giorni.Antiche autopompe fanno bella mostra di sé insieme alle attrezzature antincendio, alle uniformi storiche e alle attrezzature più moderno come quelle per gli interventi contro pericoli radioattivi o batteriologici. Presenti anche le ricostruzioni scenografiche dell’incendio nel rione Borgo nell’847 d.C.,nella zona del porto di Ripetta nel 1734 e la scena successiva al bombardamento del quartiere S. Lorenzo (1944). Un piccolo laboratorio permette al visitatore di sperimentare diversi fenomeni di combustione. ATTENZIONE! Il museo è aperto solo nei giorni feriali e previa prenotazione. Per informazioni circa il costo del biglietto contattare il numero 065746808  ...

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Museo di Roma in Trastevere

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 5,50 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa Museo di Roma in Trastevere  Piazza di Sant’Egidio, 1/b Roma (RM) Telefono 060608 museodiroma.trastevere@comune.roma.it www.museodiromaintrastevere.it Il Museo di Roma in Trastevere ha sede nell’ex monastero di Sant’ Egidio, dove fino alla presa di Roma vissero le carmelitane scalze. Una volta restaurato, nel 1976 l’edificio è divenuto sede del Museo del Folklore e dei poeti romaneschi, dove si conservavano materiali relativi alle tradizioni popolari romane provenienti dal Museo di Roma e dal Gabinetto Comunale delle Stampe. Nel 2000 è stato riaperto al pubblico con la denominazione di Museo di Roma in Trastevere. La nuova ristrutturazione consente un uso più rispondente alle attuali esigenze museografiche, prestandosi in particolar modo all’organizzazione di mostre temporanee soprattutto di fotografia, di spettacoli, convegni e concerti. La collezione permanente del museo mostra gli aspetti salienti della vita popolare romana della fine del Settecento e dell’Ottocento, filtrata attraverso i gusti e i convincimenti degli artisti e dei folkloristi che l’hanno rappresentata. I temi maggiormente presenti nella collezione sono i costumi, le danze popolari, le feste laiche e religiose, i mestieri. In particolare la collezione comprende una raccolta di dipinti, stampe, disegni e acquerelli, tra cui una selezione della famosa serie “Roma sparita”, di Ettore Roesler Franz (Roma 1845 – 1907): un presepe di ambientazione ottocentesca romana; sei rappresentazioni veristiche d’ambiente, meglio conosciute come Le Scene Romane, che riproducono a grandezza naturale aspetti della vita popolare romana dell’ottocento. Fanno parte della collezione del museo i materiali appartenuti al grande poeta Trilussa (Roma 1871 – 1950) donati dopo la sua morte al comune di Roma e in parte esposti nella videoinstallazione denominata la “Stanza di Trilussa”. Le sale delle Scene Romane presso il Museo di Roma in Trastevere sono riaperte al pubblico, “insieme alla collezione di acquerelli di Ettore Roesler Franz”. È possibile prevedere aperture straordinarie del museo per: – Visite didattiche in esclusiva (max 100 persone) – Convegni, presentazioni, conferenze, eventi privati nella sala convegno (max 80 persone) – Iniziative private nel cortile (max 100 persone) Per maggiori informazioni:  eventi.aziendali@zetema.it per eventi aziendali...

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Museo di Mineralogia

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Museo di Mineralogia  Piazzale Aldo Moro, 5 Roma (RM) Telefono 06 49914887 musmin.roma@uniroma1.it musmin.geo.uniroma1.it Istituito nel 1804 da Papa Pio VII come Museo di Mineralogia e Storia Naturale presso la vecchia Sapienza, è il più antico dei musei della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali: dalle sue collezioni hanno avuto origine il Museo di Geologia (1864) e il Museo di Paleontologia (1928). Il primo nucleo della raccolta fu costituito con l’acquisto, da parte di Pio VII, della collezione del mineralista veronese Camillo Chierici, composta da minerali di tutta Europa e dell’India. Ad essa Pio IX aggiunse in seguito l’importante e numerosa collezione di Monsignor Lavinio de’ Medici Spada. Nel 1935 il museo fu trasferito nella sua attuale sede. Dopo alterne vicende che videro cedute alcune raccolte e successivamente acquisite delle nuove, oggi la collezione mineralogica conta 30 mila pezzi, tratopazi, smeraldi, pietre preziose e meteoriti. Una segnalazione particolare merita la raccolta vulcanica del...

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Museo Nazionale d’Arte Orientale

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 6,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Museo Nazionale d’Arte Orientale  Via Merulana, 248 Roma (RM) Telefono 06 46974832 mn-ao.direzione@beniculturali.it www.museorientale.beniculturali.it/ Aperto al pubblico nel 1958, il Museo raccoglie importanti collezioni formatesi intorno ad un nucleo iniziale di proprietà dell’IsMEO, oggi IsIAO (Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente).Questo nucleo è formato dai reperti provenienti da missioni archeologiche in Iran, Afghanistan e Pakistan, oltre che da oggetti raccolti in Nepal e Tibet tra il 1928 ed il 1954 e si è arricchito nel corso degli anni grazie agli acquisti effettuati dallo Stato, a donazioni da parte di privati ed Enti, a scambi con vari paesi asiatici e al deposito dei materiali portati alla luce dalle missioni archeologiche italiane. L’esposizione trova spazio in quello che fu, tra la fine del 1800 e il primo ventennio del 1900, l’appartamento dei Principi Brancaccio, del quale si possono apprezzare le decorazioni di gusto eclettico. Il Museo è stato istituito nel 1957 con Decreto del Presidente della Repubblica, ed è stato aperto al pubblico nel 1958. Il 31 maggio 2005 è stato intitolato a Giuseppe Tucci (1894-1984), uno fra i massimi orientalisti del Novecento, che ne promosse la fondazione. Nel suo complesso l’esposizione comprende quindici sale dedicate a Vicino e Medio Oriente, Archeologia e Arte del Mondo Islamico, Gandhara, Tibet e Nepal, India, Cina e Giappone, Corea. Il Museo dispone inoltre di una Biblioteca, di un proprio Archivio fotografico, di un Laboratorio di Restauro, di un Servizio di Bioarcheologia. L’Archivio delle Collezioni Orientali in Italia possiede una ricca documentazione fotografica e numerose schede di...

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Museo Nazionale Romano – Crypta Balbi

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 7,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Museo Nazionale Romano – Crypta Balbi  Via delle Botteghe Oscure, 31 Roma (RM) Tel. 0039 06 39967700 – Fax +39 06 39967400   L’allestimento studiato e i percorsi di visita previsti consentono di percepire l’articolazione degli antichi edifici e le vie di comunicazioni originarie, in un’area che ha avuto una sostanziale continuità di vita dall’epoca romana ai giorni nostri. Lo scavo archeologico integrale e il progetto di recupero di tale importante complesso,che può ritenersi uno dei più riusciti progetti di archeologia urbana, è stato condotto per venti anni circa a partire dagli anni ‘80, ed ha consentito di comprendere le varie fasi edilizie dell’area. In epoca romana l’area era occupata da un vasto cortile porticato annesso al teatro di Balbo eretto nel 13 a.C., poi trasformato e adattato nelle epoche successive, soprattutto medievale e rinascimentale con l’insediamento del Monastero di Santa Maria Domine Rose sorto nell’VIII secolo, le case dei mercanti costruite dopo il Mille a ridosso del muro della Crypta, il Conservatorio di Santa Caterina dei Funari edificato nel XVI secolo. Al pianoterra sono esposte le trasformazioni di questo settore del centro storico così come documentate dallo scavo; in particolare al piano terra e al primo piano è illustrata la cultura cittadina a Roma tra V e X secolo attraverso l’esposizione di materiali che documentano le attività produttive e artigianali dell’epoca, quali manufatti provenienti dal deposito di VII secolo della Crypta che ha restituito una ingente quantità di vasellame da mensa, da cucina e da trasporto; oltre i reperti dello scavo della Crypta sono visibili altri contesti importanti provenienti da scavi urbani recenti e da collezioni storiche, in particolare i materiali dei Fori, del Colle Oppio, del Celio. Dalle raccolte storiche provengono materiali numismatici (collezione Gnecchi e Vittorio Emanuele...

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Galleria Nazionale d’Arte Antica

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 7,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Galleria Nazionale d’Arte Antica  Palazzo Barberini Via delle Quattro Fontane Roma (RM) Tel. 06 4824184 – Fax 06 4880560 info.polomuseale@libero.it http://galleriabarberini.beniculturali.it/       I Barberini avevano già cominciato ad alienare le loro collezioni nel Settecento con le vendite dell’ultima discendente, Cornelia Costanza, sposata a Giulio Cesare Colonna di Sciarra. Le liti ereditarie dei figli che si dovettero dividere le primogeniture Colonna e Barberini, portarono ad una divisione delle collezioni fra i due rami della famiglia, con un accordo stipulato a Parigi nel 1811. Solo nel 1934 si arrivò alla definitiva dispersione delle collezioni, con l’avallo dello Stato, che, con una specifica legge, permise la vendita delle opere fidecommissarie in cambio di un piccolo nucleo in proprietà, rinunciando alla tutela di una delle più importanti collezioni fidecommissarie romane. Nel 1984 si arrivò ad una migliore definizione dell’ordinamento riportandolo nella sua sede storica originaria la collezione Corsini, e portando tutte le opere di provenienza da acquisti o da collezioni prive della loro sede storica nel palazzo Barberini. L’intento era di creare in questa sede, quando fosse stato possibile, una Galleria Nazionale nel vero senso del termine, ordinata cronologicamente ma con lapossibilità di inserire nel percorso acquisti e integrazioni, differente quindi come concezione dalla struttura definita dalle collezioni storiche del panorama romano, viceversa di impianto molto più vicino ai grandi musei stranieri e dotata come questi di tutti i più moderni servizi. Nel complesso la collezione è ricchissima di capolavori, soprattutto dei secoli XVI e XVII. Non è rappresentato in modo completo il secolo XV, dove però spicca il fondamentale dipinto di Filippo Lippi con la Madonna in trono con Bambino, datato 1437, in deposito da Corneto Tarquinia. Più consistenti le collezioni del XVI secolo, fra le quali spicca per notorietà la Fornarina di Raffaello, oltre a dipinti di Andrea del Sarto, del Beccafumi, del Sodoma, del Bronzino, ad opere del Lotto, del Tintoretto, di Tiziano ed El Greco, fino ad opere bolognesi, per arrivare alla fine del secolo con la splendida Giuditta che taglia la testa ad Oloferne del Caravaggio e al grande Seicento con opere di Reni, Domenichino, Guercino, Lanfranco, Bernini, Poussin, Pietro da Cortona, Gaulli, Maratta. Molto ben rappresentata è anche la pittura del Settecento. Si articola in nuclei per scuole che danno un panorama completo e molto omogeneo per qualità, della pittura italiana del periodo, con in più un raro nucleo di dipinti francesi del...

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Museo Nazionale Luigi Pigorini

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 6,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini Piazza Guglielmo Marconi, 14 Roma (RM) Tel. 06 54952269 – Fax 06 54952310 s-mnpe@beniculturali.it www.pigorini.beniculturali.it Il Museo Nazionale Luigi Pigorini venne inaugurato nel 1876 nel palazzo del Collegio Romano; tra il 1962 e il 1977 è stato trasferito nell’attuale sede dell’EUR. Nel nuovo allestimento inaugurato nel 1994 la struttura è organizzata in due settori: uno dedicato alla Preistoria e alla Protostoria ed uno alle Culture Indigene Extraeuropee. Le sezioni sono corredate da supporti didattici all’avanguardia, plastici, ricostruzioni, apparatigrafici, che pur fornendo una rigorosa informazione scientifica, riescono ad incuriosire ed appassionare il visitatore. Il percorso evolutivo della nostra specie è integrato da un supporto multimediale e digitale che accompagna il visitatore lungo un itinerario di ambientazione modellistica che riproduce fedelmente diverse situazioni di...

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Piazza San Pietro

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Piazza San Pietro Inserita a margine del centro storico di Roma, Piazza San Pietro è compresa nella Città del Vaticano, e delimitata dal confine con lo Stato italiano; attraverso il rione Borgo che giace a est, i principali accessi sono da via di Porta Angelica o da via della Conciliazione. La celeberrima piazza, notevole esempio di architettura ed urbanistica barocca, è dedicata all’ omonimo santo ed è quotidiano punto d’incontro per migliaia di fedeli cattolici provenienti da tutto il mondo. Lo spazio della piazza è formata da due parti: la prima a forma di trapezio rovescio il cui lato maggiore corrisponde alla facciata con specifiche motivazioni prospettiche; la seconda, più grande, di forma ovale con l’obelisco Vaticano al centro. I due grandi spazi sono unificati da un imponente colonnato architravato. Nella situazione attuale, davanti alla piazza vera e propria troviamo un altro spazio che funge da vestibolo (Piazza Rusticucci, oggi piazza Pio XII) e su cui sbocca in asse, la novecentesca Via della Conciliazione. Essa è la piazza più vicina, in un certo senso, al cuore del cattolicesimo; il grande colonnato ovale è sempre stato considerato la figura di due grandi braccia che avvolgono maternamente i fedeli. I visitatori della basilica di San Pietro, siano pellegrini con devozione o siano turisti con interesse culturale, da tutto il mondo e di tutte le razze e le lingue, qui cominciano sempre dall’ ammirare e godere l’ampiezza e l’armonia dello spazio e delle forme, lo slancio dell’obelisco fiorito di mille leggende, lo scroscio delle due copiose fontane, avvolti dal cielo di Roma che è bello sempre, e non solo quando è bello come quello di Lombardia (diceva Manzoni). Data la sempre maggiore affluenza, la piazza è diventata (almeno nella bella stagione) la sede abituale di grandi cerimonie liturgiche presiedute dal papa, come le canonizzazioni, il corteo di insediamento dei pontefici neo-eletti, ma anche le esequie del papa, come avvenne nel 2005 per Giovanni Paolo II, di fronte ad una numerosa folla. È diventato abituale l’appuntamento dell’Angelus Domini, la domenica alle 12.00, quando il papa si affaccia dalla finestra del suo studio, saluta la folla radunata, fa un breve discorso, recita la preghiera dell’Angelus ed impartisce la benedizione. Il colonnato a quattro file di colonne, realizzato per Alessandro VII nel 1656-67, è concepito in modo che, visto dai fuochi dell’ellisse – indicati, sul selciato, da una pietra circolare circondata da un anello di marmo, appare composto da una sola fila di...

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Piazza di Pietra

Piazza di Pietra Piazza di Pietra, nei pressi del Pantheon, viene chiamata così a seguito di una caratteristica origine popolare. Il nome faceva riferimento all’aspetto cupo, pietroso, che l’ambiente aveva assunto nel medioevo con il tempio di Adriano ridotto a fortezza, probabilmente dalla nobile famiglia romana dei Colonna. In ogni caso la tradizione popolare, che aveva assegnato alla Piazza quel toponimo, fu testimoniata dal contemporaneo trasferimento del mercato dalla Rotonda a Piazza di Pietra. Nove casini realizzati proprio in pietra e baracche per la vendita del pesce e del pane che per un secolo tennero banco a fronte del tempio. Certo, quello che l’ha fatta sempre da padrone nella piazza, al di là del toponimo, è proprio il tempio che l’imperatore Antonino Pio costruì nel 145 d. c. a memoria del padre Adriano, esaltato come un dio, caratterizzato da 13 colonne scanalate in marmo bianco, undici delle quali sono ancora in piedi. Nel 1695 l’architetto Carlo Fontana e suo figlio Francesco iniziarono la trasformazione del tempo per farlo diventare la sede della Dogana delle Merci di Terra; dopo un’ulteriore trasformazione ad opera di Virginio Vespignani, datata 1879, il tempio divenne la sede della Camera di Commercio e della Borsa Valori. Altra “perla” della piazza è lo splendido Palazzo Ferrini, progettato da Onorio Longhi all’inizio del XVII secolo. Il nome dei suoi primi proprietari, ovverosia la famiglia Ferrini, è scritto sull’elegante loggia, mentre l’iscrizione IOSEPH CINI sul portale si riferisce al conte Giuseppe Cini che possedette il palazzo nel XIX secolo. Oggi Piazza di Pietra è tutt’altro che cupa. I piccoli locali di fronte al Tempio, la numerosa folla di persone sia di giorno che di notte e l’illuminazione della piazza ci danno sicuramente una sensazione di calore e...

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