Palazzo Spada

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: No Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa   Palazzo Spada  Piazza Capo di Ferro, 13 Roma (RM) Tel. 06 6832409 – Fax 06 6861158 info.polomuseale@libero.it www.galleriaborghese.it/spada/it/palazzo.htm   Palazzo Spada fu originalmente costruito nel 1540 per il cardinale Girolamo Capodiferro (1501–1559). L’architetto fu Bartolomeo Baronino, da Casale Monferrato, e Giulio Mazzoni, con una squadra creò i sontuosi stucchi sia dell’interno che degli esterni. Il palazzo fu comprato dal cardinale Bernardino Spada nel 1632. Spada incaricò Francesco Borromini di modificarlo secondo i nuovi gusti. Borromini creò tra l’altro il capolavoro di trompe-l’oeil della falsa prospettiva, nell’androne dell’accesso al cortile, in cui la sequenza di colonne di altezza decrescente ed il pavimento che si alza, generano l’illusione ottica di una galleria lunga 37 metri (mentre è di 8) con una scultura, in un giardino in fondo illuminata dal sole, che sembra a grandezza naturale mentre in realtà è alta solo 60 centimetri. Borromini fu aiutato per creare la sua falsa prospettiva da un matematico Padre Giovanni Maria da Bitonto. Le decorazioni scultoree in stucco manieristica della facciata del palazzo, ispirate a quelle di Palazzo Branconio dell’Aquila[1], e del cortile con sculture dentro nicchie circondate con ghirlande di fiori e frutta, grottesche e scene di significato simbolico in bassorilievo fra le piccole finestre del mezzanino, ne fanno la più ricca facciata del Cinquecento romano. Le statue del primo piano rappresentano Traiano, Pompeo, Fabio Massimo, Romolo, Numa Pompilio, Marco Claudio Marcello, Giulio Cesare ed Augusto. Le loro imprese sono narrate in otto grandi riquadri che si alternano alle finestre dell’ultimo piano. Nel cortile sono collocate le statue di Ercole, Marte, Venere, Giunone, Giove, Proserpina, Minerva, Mercurio, Anfitrite, Nettuno e Plutone. Il palazzo ospita anche una colossale scultura di Pompeo Magno, ritenuta essere quella ai cui piedi cadde Giulio Cesare. Fu trovata sotto le mura di confine di due case romane nel 1552: doveva essere decapitata per soddisfare le pretese di entrambe le famiglie, che si appellarono al cardinale Capodiferro che intervenne a favore della scultura con papa Giulio III, che la comprò, donandola poi al cardinale Capodiferro. Palazzo Spada è stato acquistato, con tutti gli arredi e la galleria, dallo Stato Italiano nel 1927 ed ora ospita il Consiglio di Stato. Nei pressi di Palazzo Spada visita anche: Area Sacra di Largo...

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Palazzo Venezia

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: A partire da 5,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa   Palazzo Venezia   Dall’ aspetto volutamente severo, con tre ordini di finestre, merlatura sul cornicione e imponente torre, Palazzo Venezia è considerato la più grande opera civile del’400 romano. Fu dimora del cardinale veneziano Pietro Barbo, futuro papa PaoloII (1464-1471), che lo fece edificare tra il 1455 e il 1468 utilizzando il travertino del Colosseo e del Teatro di Marcello. Ampliato fino alle forme attuali dal cardinale Lorenzo Cybo, il Palazzo divenne dimora dei cardinali di S. Marco e residenza papale. Nel 1564, papa Pio IV Medici cedette parte del Palazzo alla Repubblica di Venezia (da cui il nome), che vi tenne la sua ambasciata fino al 1797. Dopo la parentesi napoleonica, dal 1814 al 1916 ospitò la rappresentanza diplomatica austro-ungarica. Tra il 1909 e il 1911 la parte denominata Palazzetto S. Marco fu demolita, per consentire la visione del Vittoriano da via del Corso, e ricostruita nell’attuale posizione su piazza S. Marco. Fra il 1929 ed il 1943 Palazzo Venezia fu la sede del Capo del Governo e del Gran Consiglio del Fascismo: dal suo “storico balcone” Mussolini pronunciò i celebri discorsi. Oggi il Palazzo ospita l’omonimo museo. Si ricorda inoltre che una parte dell’edificio ingloba la Basilica di S. Marco e che nell’angolo tra il Palazzo e ilPalazzetto è collocato il busto di “Madama Lucrezia”, una delle famose statueparlanti romane. Il palazzo è l’esempio paradigmatico del gusto sviluppatosi in architettura agli inizi del rinascimento romano. Nel cortile del Palazzetto si trovano elementi ripresi dall’architettura romana, combinati però senza rigore filologico, privilegiando la funzionalità all’aderenza rigida al modello. Esso riprende il modello del viridarium e si ispira al Colosseo negli ordini architettonici sovrapporti e nel cornicione con fregio a mensole. L’ampiezza degli archi però è diminuita e semplificata, per non farli sembrare troppo imponenti rispetto agli spazi che racchiudono. Nel cortile si ebbe inoltre un tentativo di soluzione al problema della conformazione dell’angolo, dove alle esili colonne si sostituiscono robusti pilastri; l’elemento angolare è così formato da un pilastro ad “L”. Nel palazzo vero e proprio (costruito dal 1466) si ebbe una ripresa più fedele dei modelli antichi, che testimonia una graduale comprensione più in profondità. Il vestibolo con volta a lacunari registra il primo esempio di utilizzo nell’architettura moderna del getto di calcestruzzo all’antica, su centine e casseforme, ripreso dal Pantheon o dalla basilica di Massenzio. La loggetta nel cortile principale riprende in maniera fedele lo schema del paramento esterno del Colosseo o del Teatro di Marcello,...

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Villa Torlonia

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: Si Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: Gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa   Villa Torlonia   Villa Torlonia, la più recente delle ville nobiliari romane, conserva ancora un particolare fascino dovuto all’ originalità del giardino paesistico all’ inglese e alla ricca quantità di edifici ed arredi artistici disseminati nel parco. L’ingresso monumentale alla villa si trova su Via Nomentana all’ altezza del civico 68 ed è segnalato da due tempietti su colonne ioniche e due lanterne sormontate da aquile sui montanti della cancellata in ferro battuto. La sistemazione attuale della residenza, che non è aperta al pubblico, è quasi interamente dovuta all’architetto Caretti. Per opera sua, l’ingresso principale del palazzo venne ribaltato in direzione di Via Nomentana con l’aggiunta di un maestoso colonnato. Di particolare interesse: l’Obelisco in granito rosa, fatto scolpire a Baveno da Alessandro Torlonia e innalzato nel 1842; la Colonna Onoraria e il Teatro, che richiama la grandiosità del Pantheon; il Villino Medievale costruito dai figli per Giulio Borghese che vi risiedette fino alla morte, avvenuta nel 1915; la Limonaia, un semplice edificio che reca sulla facciata principale gli stemmi dei Colonna e dei Torlonia (a memoria del matrimonio fra Alessandro Torlonia e Teresa Colonna); il Villino dei Principi, in stile neorinascimentale decorato dal Caretti; le Scuderie Vecchie, caratterizzate da una bella scultura in marmo in forma di testa di cavallo; le Scuderie Nuove, un basso edificio giallo che ora ospita un centro anziani; il Villino Rosso, che ospita la sede dell’Accademia delle scienze; la Serra Moresca, ispirata all’architettura della moschea di Cordova e dell’Alhambra di Granada; il Campo dei Tornei, una vasta piazza d’ispirazione medievale su cui si trovano tre padiglioni puntuti, chiusi con assi di legno; la Casina delle Civette, creata dall’architetto Jappelli come capanna svizzera; il tempio di Saturno, ornato di bassorilievi che insieme al Ninfeo sono state le uniche costruzioni a scampare alla distruzione dopo che parte del giardino fu espropriata per allargare la Via Nomentana. Cenni storici: Il capostipite della famiglia Torlonia, il francese Benedetto Tourlonnais, si stabilì a Roma intorno alla metà del XVIII secolo, avviando fortunate attività commerciali. Queste culminarono con l’apertura di una banca che portò Giovanni (1754-1829), il primo dei Torlonia nato a Roma, a diventare arbitro fra lo Stato Pontificio e la Francia. In breve tempo accumulò un patrimonio che oscurava quello delle più antiche famiglie romane. L’ascesa sul piano economico dei Torlonia venne affiancata da un’ascesa sociale che portò Giovanni ad acquisire vari titoli nobiliari tra cui il titolo di Marchese di Romavecchia e Turrita. Nei primi anni dell’ottocento Giovanni Torlonia incaricò l’architetto...

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Museo Storico dei Vigili del Fuoco

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa     Museo Storico dei Vigili del Fuoco  Via Marmorata 15 Roma (RM) Telefono 06 5746808 http://www.vvfroma.it/museo      Trasferita dalla Scuola Antincendi di Capannelle alla storica Caserma dei Vigili del Fuoco al Testaccio, la raccolta abbraccia un vastissimo arco di tempo, dal III secolo d.C. quando già esistevano le militia vigilum, prime organizzazioni per fronteggiare i pericoli del fuoco, fino ai nostri giorni.Antiche autopompe fanno bella mostra di sé insieme alle attrezzature antincendio, alle uniformi storiche e alle attrezzature più moderno come quelle per gli interventi contro pericoli radioattivi o batteriologici. Presenti anche le ricostruzioni scenografiche dell’incendio nel rione Borgo nell’847 d.C.,nella zona del porto di Ripetta nel 1734 e la scena successiva al bombardamento del quartiere S. Lorenzo (1944). Un piccolo laboratorio permette al visitatore di sperimentare diversi fenomeni di combustione. ATTENZIONE! Il museo è aperto solo nei giorni feriali e previa prenotazione. Per informazioni circa il costo del biglietto contattare il numero 065746808  ...

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Museo di Roma in Trastevere

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 5,50 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi Visualizzazione ingrandita della mappa Museo di Roma in Trastevere  Piazza di Sant’Egidio, 1/b Roma (RM) Telefono 060608 museodiroma.trastevere@comune.roma.it www.museodiromaintrastevere.it Il Museo di Roma in Trastevere ha sede nell’ex monastero di Sant’ Egidio, dove fino alla presa di Roma vissero le carmelitane scalze. Una volta restaurato, nel 1976 l’edificio è divenuto sede del Museo del Folklore e dei poeti romaneschi, dove si conservavano materiali relativi alle tradizioni popolari romane provenienti dal Museo di Roma e dal Gabinetto Comunale delle Stampe. Nel 2000 è stato riaperto al pubblico con la denominazione di Museo di Roma in Trastevere. La nuova ristrutturazione consente un uso più rispondente alle attuali esigenze museografiche, prestandosi in particolar modo all’organizzazione di mostre temporanee soprattutto di fotografia, di spettacoli, convegni e concerti. La collezione permanente del museo mostra gli aspetti salienti della vita popolare romana della fine del Settecento e dell’Ottocento, filtrata attraverso i gusti e i convincimenti degli artisti e dei folkloristi che l’hanno rappresentata. I temi maggiormente presenti nella collezione sono i costumi, le danze popolari, le feste laiche e religiose, i mestieri. In particolare la collezione comprende una raccolta di dipinti, stampe, disegni e acquerelli, tra cui una selezione della famosa serie “Roma sparita”, di Ettore Roesler Franz (Roma 1845 – 1907): un presepe di ambientazione ottocentesca romana; sei rappresentazioni veristiche d’ambiente, meglio conosciute come Le Scene Romane, che riproducono a grandezza naturale aspetti della vita popolare romana dell’ottocento. Fanno parte della collezione del museo i materiali appartenuti al grande poeta Trilussa (Roma 1871 – 1950) donati dopo la sua morte al comune di Roma e in parte esposti nella videoinstallazione denominata la “Stanza di Trilussa”. Le sale delle Scene Romane presso il Museo di Roma in Trastevere sono riaperte al pubblico, “insieme alla collezione di acquerelli di Ettore Roesler Franz”. È possibile prevedere aperture straordinarie del museo per: – Visite didattiche in esclusiva (max 100 persone) – Convegni, presentazioni, conferenze, eventi privati nella sala convegno (max 80 persone) – Iniziative private nel cortile (max 100 persone) Per maggiori informazioni:  eventi.aziendali@zetema.it per eventi aziendali...

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Museo di Mineralogia

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: gratuito Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Museo di Mineralogia  Piazzale Aldo Moro, 5 Roma (RM) Telefono 06 49914887 musmin.roma@uniroma1.it musmin.geo.uniroma1.it Istituito nel 1804 da Papa Pio VII come Museo di Mineralogia e Storia Naturale presso la vecchia Sapienza, è il più antico dei musei della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali: dalle sue collezioni hanno avuto origine il Museo di Geologia (1864) e il Museo di Paleontologia (1928). Il primo nucleo della raccolta fu costituito con l’acquisto, da parte di Pio VII, della collezione del mineralista veronese Camillo Chierici, composta da minerali di tutta Europa e dell’India. Ad essa Pio IX aggiunse in seguito l’importante e numerosa collezione di Monsignor Lavinio de’ Medici Spada. Nel 1935 il museo fu trasferito nella sua attuale sede. Dopo alterne vicende che videro cedute alcune raccolte e successivamente acquisite delle nuove, oggi la collezione mineralogica conta 30 mila pezzi, tratopazi, smeraldi, pietre preziose e meteoriti. Una segnalazione particolare merita la raccolta vulcanica del...

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Museo Nazionale d’Arte Orientale

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 6,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Museo Nazionale d’Arte Orientale  Via Merulana, 248 Roma (RM) Telefono 06 46974832 mn-ao.direzione@beniculturali.it www.museorientale.beniculturali.it/ Aperto al pubblico nel 1958, il Museo raccoglie importanti collezioni formatesi intorno ad un nucleo iniziale di proprietà dell’IsMEO, oggi IsIAO (Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente).Questo nucleo è formato dai reperti provenienti da missioni archeologiche in Iran, Afghanistan e Pakistan, oltre che da oggetti raccolti in Nepal e Tibet tra il 1928 ed il 1954 e si è arricchito nel corso degli anni grazie agli acquisti effettuati dallo Stato, a donazioni da parte di privati ed Enti, a scambi con vari paesi asiatici e al deposito dei materiali portati alla luce dalle missioni archeologiche italiane. L’esposizione trova spazio in quello che fu, tra la fine del 1800 e il primo ventennio del 1900, l’appartamento dei Principi Brancaccio, del quale si possono apprezzare le decorazioni di gusto eclettico. Il Museo è stato istituito nel 1957 con Decreto del Presidente della Repubblica, ed è stato aperto al pubblico nel 1958. Il 31 maggio 2005 è stato intitolato a Giuseppe Tucci (1894-1984), uno fra i massimi orientalisti del Novecento, che ne promosse la fondazione. Nel suo complesso l’esposizione comprende quindici sale dedicate a Vicino e Medio Oriente, Archeologia e Arte del Mondo Islamico, Gandhara, Tibet e Nepal, India, Cina e Giappone, Corea. Il Museo dispone inoltre di una Biblioteca, di un proprio Archivio fotografico, di un Laboratorio di Restauro, di un Servizio di Bioarcheologia. L’Archivio delle Collezioni Orientali in Italia possiede una ricca documentazione fotografica e numerose schede di...

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Museo Nazionale Romano – Crypta Balbi

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 7,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Museo Nazionale Romano – Crypta Balbi  Via delle Botteghe Oscure, 31 Roma (RM) Tel. 0039 06 39967700 – Fax +39 06 39967400   L’allestimento studiato e i percorsi di visita previsti consentono di percepire l’articolazione degli antichi edifici e le vie di comunicazioni originarie, in un’area che ha avuto una sostanziale continuità di vita dall’epoca romana ai giorni nostri. Lo scavo archeologico integrale e il progetto di recupero di tale importante complesso,che può ritenersi uno dei più riusciti progetti di archeologia urbana, è stato condotto per venti anni circa a partire dagli anni ‘80, ed ha consentito di comprendere le varie fasi edilizie dell’area. In epoca romana l’area era occupata da un vasto cortile porticato annesso al teatro di Balbo eretto nel 13 a.C., poi trasformato e adattato nelle epoche successive, soprattutto medievale e rinascimentale con l’insediamento del Monastero di Santa Maria Domine Rose sorto nell’VIII secolo, le case dei mercanti costruite dopo il Mille a ridosso del muro della Crypta, il Conservatorio di Santa Caterina dei Funari edificato nel XVI secolo. Al pianoterra sono esposte le trasformazioni di questo settore del centro storico così come documentate dallo scavo; in particolare al piano terra e al primo piano è illustrata la cultura cittadina a Roma tra V e X secolo attraverso l’esposizione di materiali che documentano le attività produttive e artigianali dell’epoca, quali manufatti provenienti dal deposito di VII secolo della Crypta che ha restituito una ingente quantità di vasellame da mensa, da cucina e da trasporto; oltre i reperti dello scavo della Crypta sono visibili altri contesti importanti provenienti da scavi urbani recenti e da collezioni storiche, in particolare i materiali dei Fori, del Colle Oppio, del Celio. Dalle raccolte storiche provengono materiali numismatici (collezione Gnecchi e Vittorio Emanuele...

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Galleria Nazionale d’Arte Antica

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 7,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa   Galleria Nazionale d’Arte Antica  Palazzo Barberini Via delle Quattro Fontane Roma (RM) Tel. 06 4824184 – Fax 06 4880560 info.polomuseale@libero.it http://galleriabarberini.beniculturali.it/       I Barberini avevano già cominciato ad alienare le loro collezioni nel Settecento con le vendite dell’ultima discendente, Cornelia Costanza, sposata a Giulio Cesare Colonna di Sciarra. Le liti ereditarie dei figli che si dovettero dividere le primogeniture Colonna e Barberini, portarono ad una divisione delle collezioni fra i due rami della famiglia, con un accordo stipulato a Parigi nel 1811. Solo nel 1934 si arrivò alla definitiva dispersione delle collezioni, con l’avallo dello Stato, che, con una specifica legge, permise la vendita delle opere fidecommissarie in cambio di un piccolo nucleo in proprietà, rinunciando alla tutela di una delle più importanti collezioni fidecommissarie romane. Nel 1984 si arrivò ad una migliore definizione dell’ordinamento riportandolo nella sua sede storica originaria la collezione Corsini, e portando tutte le opere di provenienza da acquisti o da collezioni prive della loro sede storica nel palazzo Barberini. L’intento era di creare in questa sede, quando fosse stato possibile, una Galleria Nazionale nel vero senso del termine, ordinata cronologicamente ma con lapossibilità di inserire nel percorso acquisti e integrazioni, differente quindi come concezione dalla struttura definita dalle collezioni storiche del panorama romano, viceversa di impianto molto più vicino ai grandi musei stranieri e dotata come questi di tutti i più moderni servizi. Nel complesso la collezione è ricchissima di capolavori, soprattutto dei secoli XVI e XVII. Non è rappresentato in modo completo il secolo XV, dove però spicca il fondamentale dipinto di Filippo Lippi con la Madonna in trono con Bambino, datato 1437, in deposito da Corneto Tarquinia. Più consistenti le collezioni del XVI secolo, fra le quali spicca per notorietà la Fornarina di Raffaello, oltre a dipinti di Andrea del Sarto, del Beccafumi, del Sodoma, del Bronzino, ad opere del Lotto, del Tintoretto, di Tiziano ed El Greco, fino ad opere bolognesi, per arrivare alla fine del secolo con la splendida Giuditta che taglia la testa ad Oloferne del Caravaggio e al grande Seicento con opere di Reni, Domenichino, Guercino, Lanfranco, Bernini, Poussin, Pietro da Cortona, Gaulli, Maratta. Molto ben rappresentata è anche la pittura del Settecento. Si articola in nuclei per scuole che danno un panorama completo e molto omogeneo per qualità, della pittura italiana del periodo, con in più un raro nucleo di dipinti francesi del...

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Museo Nazionale Luigi Pigorini

Apertura stagionale: Aperto tutto l’anno Parcheggio auto: No Accessibilità disabili: Si Convenzionato Unplicard: No Costo: a partire da 6,00 € Mezzi pubblici: Autobus Urbano – Taxi – Metropolitana Visualizzazione ingrandita della mappa Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini Piazza Guglielmo Marconi, 14 Roma (RM) Tel. 06 54952269 – Fax 06 54952310 s-mnpe@beniculturali.it www.pigorini.beniculturali.it Il Museo Nazionale Luigi Pigorini venne inaugurato nel 1876 nel palazzo del Collegio Romano; tra il 1962 e il 1977 è stato trasferito nell’attuale sede dell’EUR. Nel nuovo allestimento inaugurato nel 1994 la struttura è organizzata in due settori: uno dedicato alla Preistoria e alla Protostoria ed uno alle Culture Indigene Extraeuropee. Le sezioni sono corredate da supporti didattici all’avanguardia, plastici, ricostruzioni, apparatigrafici, che pur fornendo una rigorosa informazione scientifica, riescono ad incuriosire ed appassionare il visitatore. Il percorso evolutivo della nostra specie è integrato da un supporto multimediale e digitale che accompagna il visitatore lungo un itinerario di ambientazione modellistica che riproduce fedelmente diverse situazioni di...

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